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	<title>sposi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>«Indispensabile superare le baraccopoli per garantire i diritti dell’infanzia». Dire BASTA ai matrimoni precoci.</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 08:41:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla ricerca di Associazione 21 luglio sui matrimoni precoci, un dato shock sul fenomeno: il tasso raggiunge il 77% nelle baraccopoli romane superando il record mondiale del Niger. «Indispensabile superare le baraccopoli per garantire&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dalla ricerca di Associazione 21 luglio sui matrimoni precoci, un dato shock sul fenomeno: il tasso raggiunge il 77% nelle baraccopoli romane superando il record mondiale del Niger. «Indispensabile superare le baraccopoli per garantire i diritti dell’infanzia».</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/per-articolo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9844" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/per-articolo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="223" /></a></strong></p>
<p>Ogni anno nel mondo 15 milioni di ragazze si sposano prima di aver compiuto la maggiore età.<strong> In Italia non esistono studi e statistiche sul fenomeno</strong> che, considerato residuale, viene generalmente letto attraverso una lente culturalista e attribuito solo a comunità rom o famiglie di recente immigrazione.</p>
<p>Per quantificare il fenomeno e comprendere la natura di queste unioni, Associazione 21 luglio ha curato il report “<a href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=a6419c21d6&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u%3D9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c%26id%3Da6419c21d6%26e%3Da18abbae43&amp;source=gmail&amp;ust=1512116834617000&amp;usg=AFQjCNGtHkQixxBlWjATLmwj0wsvdhsDWA&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Non ho l’età. I matrimoni precoci nelle baraccopoli della città di Roma</strong></a>”, che verrà presentato oggi a partire dalle 15 presso L’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) alla vigilia della<strong> Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne</strong>.</p>
<p>La ricerca è stata condotta nell’estrema periferia della città di Roma <strong>presso 8 differenti realtà abitative</strong> (sette baraccopoli e un’occupazione) abitate da più di 3000 persone e prendendo in considerazione i matrimoni avvenuti negli ultimi due anni (2014-2016). Dai dati raccolti è emerso un <strong>risultato shock</strong>: sul totale dei 71 matrimoni riscontrati nel periodo di riferimento, il tasso di unioni precoci osservato presso gli insediamenti analizzati è del <strong>77%</strong>, numero che <strong>supera il record mondiale detenuto dal Niger</strong> (pari al 76%) e di gran lunga <strong>il tasso più alto detenuto in Europa</strong> come quello della Georgia (17%) e della Turchia (14%). Tra coloro che si sono sposati ancora minorenni nel 72% dei casi i nubendi avevano un’età compresa tra i 16 e i 17 anni, mentre nel 28% dei casi i contraenti avevano tra i 12 e i 15 anni.<strong> Il genere incide in maniera determinante sulla precocità del matrimonio</strong>: una ragazza su due si sposa tra i 16 e i 17 anni, una su cinque ha tra i 13 e i 15 anni.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/foto-cs.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9845" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/foto-cs.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="223" /></a></p>
<p>La ricerca sottolinea come le dinamiche emerse durante le interviste e i focus group, siano trasversali a diversi gruppi e comunità appartenenti a contesti molto distanti dalle baraccopoli romane e tuttavia interessati dal fenomeno. <strong>La trasversalità della diffusione dei matrimoni precoci è testimonianza e prova di come la questione dipenda dalle condizioni socio-economiche</strong> in cui versano le famiglie piuttosto che dalle specificità culturali dei singoli gruppi.</p>
<p>Non è un caso che le unioni tra minori registrino un tasso doppio nelle aree rurali rispetto alle aree urbane e che una ragazza in possesso di un’istruzione scolastica elementare sia doppiamente esposta al matrimonio precoce rispetto ad una coetanea con istruzione superiore. Sulla <strong>connessione con l’istruzione scolastica</strong> è necessaria una specifica: se nel caso dei matrimoni forzati e combinati, l’interruzione del percorso scolastico è indicata come una delle conseguenze più dannose del matrimonio in giovane età; quando l’unione è voluta e scelta in prima persona dagli sposi (circostanza che nella ricerca corrisponde al 49% dei casi sul campione analizzato) è vero il contrario: <strong>è il fallimento dell’esperienza scolastica che contribuisce ad orientare verso la scelta del matrimonio precoce</strong>.</p>
<p>In un <strong>contesto di deprivazione socio-economica come quello delle baraccopoli romane </strong>caratterizzato da una forte assenza di stimoli esterni e da un <strong>altissimo tasso di disoccupazione</strong>, soprattutto femminile, il matrimonio rappresenta un’opportunità per investire tempo, energie e capacità. <strong>Lo svantaggio socio-economico e il condizionamento della collettività di uno spazio generalmente ristretto e densamente abitato, diventano vincolanti</strong> nel contesto delle baraccopoli e favoriscono il perpetrarsi di questa pratica.</p>
<p>«Per garantire i diritti dell’infanzia e promuovere un sano sviluppo delle bambine e dei bambini, è necessario un <strong>cambio di rotta radicale nel nostro Paese</strong> – ha commentato Associazione 21 luglio &#8211;  a cominciare dall<strong>’urgenza di contrastare la povertà urbana ed educativa iniziando con il superamento delle baraccopoli presenti nelle periferie delle principali metropoli italiane</strong>, luoghi di segregazione e deprivazione economico-sociale che impediscono il godimento dei diritti dell’infanzia e dei più basilari diritti umani».</p>
<p><a href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=767fd48e05&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u%3D9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c%26id%3D767fd48e05%26e%3Da18abbae43&amp;source=gmail&amp;ust=1512116834617000&amp;usg=AFQjCNFS18PRhJtjXwUJgWEtmtA_G6hj1w&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>SCARICA LE RICERCA</strong></a></p>
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		<title>Matrimonio urfi o matrimonio d&#8217;interesse?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 08:26:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  di Monica Macchi Il mese scorso il ministro della giustizia egiziano Ahmed El-Zend ha emesso un decreto per obbligare gli stranieri che vogliono sposare donne egiziane a versare 50.000 ghinee nel conto corrente&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/03/01/matrimonio-urfi-o-matrimonio-dinteresse/">Matrimonio urfi o matrimonio d&#8217;interesse?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di Monica Macchi</span></span></p>
<p align="LEFT"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/th-33.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5332" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5332" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/th-33.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (33)" width="279" height="186" /></a></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il mese scorso il ministro della giustizia egiziano Ahmed El-Zend ha emesso un decreto per obbligare gli stranieri che vogliono sposare donne egiziane a versare 50.000 ghinee nel conto corrente della moglie, se la differenza di età “supera i 25 anni”. Questo decreto cerca di disciplinare in particolare i matrimoni tra ragazze povere egiziane (spesso minorenni ma dal 1990 l’Egitto ha una riserva alla norma riguardante il matrimonio infantile nella “Carta africana sui diritti e il benessere del fanciullo”) e ricchi uomini del Golfo, molto comuni in estate soprattutto nelle zone rurali e che spesso nascondono forme di prostituzione o lavoro domestico forzato. Questo tipo di matrimonio viene chiamato “urfi”, è temporaneo e non è registrato </span><span style="font-size: medium;">da notai o</span><span style="font-size: medium;"> celebranti: basta un foglio </span><span style="font-size: medium;">firmato dagli sposi alla presenza di due testimoni. </span><span style="font-size: medium;">Inoltre, secondo il Consiglio Nazionale per l&#8217;Infanzia e la Maternità (NCCM) c’è un sottobosco di economia informale incentrata sulla figura delle sensali che fanno da intermediatrici e lucrano su queste “transazioni”. Le ong e le femministe hanno contestato il decreto definendolo “una politica simbolica” perché 50.000 ghinee equivalgono a meno di 6000 Euro&#8230;e ogni riccastro del Golfo può permettersi questa somma di denaro in particolare con la continua svalutazione della sterlina egiziana. Inoltre c’è già una legge che risale al 2003: gli stranieri che vogliono sposare donne egiziane devono depositare certificati di investimento per almeno 40.000 ghinee nel conto corrente della moglie, se la differenza di età tra i due supera i 30 anni. Ma secondo i dati ufficiali diffusi nel luglio 2015 da Hala Youssef (l’allora ministro della popolazione) il matrimonio precoce ha raggiunto un tasso del 15%, con un aumento costante nei governatorati più poveri.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L’Egitto di Sisi ha solo abbassato la differenza di età e aumentato il valore dei certificati di investimento che dovranno essere depositati presso la Banca Nazionale d&#8217;Egitto, con un tasso di interesse del 12.75% da pagare ogni sei mesi per 10 anni.</span></span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/03/01/matrimonio-urfi-o-matrimonio-dinteresse/">Matrimonio urfi o matrimonio d&#8217;interesse?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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