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	<title>sterminio Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Shoah &#8211; Il genocidio dei Porrajmos</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2019 10:17:38 +0000</pubDate>
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<h1 class="gdlr-blog-title"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/porrajmos.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11981" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/porrajmos.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="750" height="394" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/porrajmos.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/porrajmos-300x158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></h1>
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<p><em>«Inizialmente solo per gli ebrei esistevano le camere a gas, unicamente per loro. In un secondo momento, nell’estate del 1944, purtroppo anche per gli zingari fu decretata la stessa “soluzione finale”. Li hanno mandati a morire nelle camere a gas. Ebrei e zingari morivano per gas»</em> (Pietro Terracina, sopravvissuto ad Auschwitz)</p>
<h3>Porrajmos: 500mila rom e sinti vittime del genocidio nazi-fascista</h3>
<p>Il 27 gennaio si celebra in Italia la <strong>Giornata della Memoria</strong> – riconosciuta grazie alla Legge n.211 del 20 luglio 2000 – che ricorda lo sterminio del popolo ebraico, la <strong>Shoah</strong>, ma che dimentica di commemorare anche <strong>i 500mila rom e sinti vittime del genocidio nazi-fascista</strong>. Una storia segnata dalla persecuzione su base etnica che, in tempi e con modalità differenti, ha colpito le comunità rom e sinte in Italia nel ventennio fascista: il Porrajoms.</p>
<h3>I quattro periodi del Porrajmos</h3>
<p>Sono quattro i periodi del “Porrajmos”, la violenta azione che in Italia ha inghiottito nel vortice dello sterminio centinaia di famiglia colpevoli solo di appartenere ad una “razza” giudicata senza speranza di conversione. Il primo periodo è inaugurato con la Circolare del Ministero degli Interni del 19 febbraio 1926 che dispone il respingimento delle carovane entrate nel territorio “anche se munite di regolare passaporto” e l’espulsione di quelle soggiornati di origine straniera. Il secondo periodo è racchiuso trail 1938 e il 1942 e risulta segnato da una pulizia etnica organizzata presso le frontiere. Il terzo periodo si inaugura con un Ordine emanato l’11 settembre 1940 dal Capo della Polizia Nazionale che ordina, per i rom di nazionalità italiana “certa o presunta” il rastrellamento “nel più breve tempo possibile” e il concentramento “sotto rigorosa vigilanza in località meglio adatte in ciascuna Provincia”. L’ultimo periodo, il quarto, parla il drammatico linguaggio della “soluzione finale” verso i campi di sterminio.</p>
</div>
<p><span style="color: #ff0000;">PER CHI SI TROVA A ROMA</span></p>
<div class="gdlr-blog-content">
<h3>Da Largo 16 ottobre a piazza degli Zingari per abbracciare le due Memorie</h3>
<p>All’interno della Settimana della Memoria, <strong>Associazione 21 luglio</strong>, con il patrocinio di <strong>Progetto Memoria</strong> – Associazione che si compone di sopravvissuti ai lager e testimoni diretti e indiretti -, organizza domenica 3 febbraio alle ore 11,00 una passeggiata urbana nel cuore di Roma per unire, in un unico abbraccio le Memorie delle due persecuzioni. La passeggiata avrà inizio <strong>alle ore 11,00 presso Largo 16 ottobre 1943</strong> con la testimonianza del sopravvissuto Lello Dell’Ariccia. I partecipanti si sposteranno poi in una passeggiata libera verso <strong>Piazza degli Zingari</strong> dove lo strorico Luca Bravi, accompagnato da alcune testimonianze, racconterà la vicenda del Porrajmos in Italia.</p>
<h3>L’evento si concluderà in piazza degli Zingari</h3>
<p>L’evento, accompagnato da musica tzigana, dalle canzoni di Maurizio Di Veroli e dalle riflessioni della giornalista Annalisi Camilli e dell’antropologo Piero Vereni, si concluderà in Piazza degli Zingari alle ore 12,30 con un omaggio presso la targa che ricorda lo sterminio del popolo rom.Ogni singolo partecipante è invitato <strong>a portare un fiore da deporre in piazza degli Zingari</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Il 27 gennaio ricorre la Giornata della Memoria, ma lo sterminio degli almeno 500 mila rom e sinti vittime del &#8220;Porrajmos&#8221; durante il nazi-fascismo resta ancora oggi privo di riconoscimento istituzionale. Associazione 21 luglio: «Riconoscimento urgente e doveroso».</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jan 2018 07:37:08 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/untitled-1161.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10073" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/untitled-1161.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="473" height="292" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/untitled-1161.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 473w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/untitled-1161-300x185.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /></a></p>
<p>Si celebra, il 27 gennaio, la <strong>Giornata della Memoria</strong>, una ricorrenza istituita in Italia con la<strong> legge n.211/2000</strong> in ricordo delle vittime perseguitate e uccise nei campi di concentramento e sterminio durante il nazi-fascismo. Manca tuttavia un riconoscimento ufficiale degli almeno 500 mila rom e sinti caduti per mano di questi regimi, un genocidio &#8211; ricordato in lingua romanès con i termini <strong>“Porrajmos” </strong>(grande divoramento”) e <strong>“Samudaripen”</strong> (“tutti morti”) &#8211; perpetrato per ragioni puramente razziali e rimasto a tutt’oggi <strong>una pagina di storia da molti rimossa</strong>.</p>
<p>In vista di questa Giornata sono iniziate celebrazioni, commemorazioni e dibattiti ma l’amnesia relativa allo sterminio di queste comunità resta <strong>una profonda lacuna soprattutto sul piano politico e istituzionale</strong>. Non è stato infatti discusso da questa legislatura il <a href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=4989d77a1d&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u%3D9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c%26id%3D4989d77a1d%26e%3Da18abbae43&amp;source=gmail&amp;ust=1517210520039000&amp;usg=AFQjCNEwgthZx1xd5jWkRHOQJgwRtabmXg&utm_source=rss&utm_medium=rss">disegno di legge</a> presentato nel 2015 dai senatori <strong>Luigi Manconi</strong>, <strong>Manuela Serra</strong>, <strong>Francesco Palermo</strong> e altri membri della Commissione Diritti Umani del Senato che prevedeva di includere il riferimento allo sterminio di rom e sinti nella legge istitutiva del Giorno della Memoria. Ne consegue che la persecuzione etnica di questi popoli non ha, ad oggi, ricevuto alcun riconoscimento istituzionale.</p>
<p><strong>Associazione 21 luglio</strong>, in quanto organizzazione che supporta e tutela comunità in condizioni di segregazione e discriminazione, celebrerà quest’anno la Giornata della Memoria presso Gioia del Colle (BA) dove ha organizzato, in collaborazione con il Comune e l’Associazione Sic! ProgettAzioni Culturali, un <a href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=c7c27e183a&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u%3D9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c%26id%3Dc7c27e183a%26e%3Da18abbae43&amp;source=gmail&amp;ust=1517210520039000&amp;usg=AFQjCNExbz5CazwxS28r4BdgNPmeABbPlQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">convegno</a> dal titolo “<strong>Porrajmos. La persecuzione dei rom e dei sinti durante il fascismo</strong>” al quale parteciperanno <strong>Luca Bravi</strong> (università di Firenze), <strong>Stefano Pasta</strong> (Università Sacro Cuore di Miano), <strong>Eva Rizzin</strong> (Università di Verona) e <strong>Ernesto Grandini</strong> (Associazione Sinti di Prato). A seguire verrà rappresentato, presso il Teatro Comunale Rossini, “<strong>Il mio inv(f)erno. Vita da zingaro</strong>”, uno spettacolo di <strong>Maurizio Vacca</strong> prodotto da <strong>Sic! ProgettAzioni Culturali</strong> e <strong>Comune di Gioia del Colle </strong>dedicato alla storia del pugile <strong>Johann Trollmann</strong>, detto<strong> Rukeli</strong>, campione e vittima del nazi-fascismo.</p>
<p>“Il mio inv(f)verno…vita da zingaro” è la storia di un uomo e allo stesso tempo di un intero popolo. La rappresentazione ripercorre infatti non soltanto la <strong>deportazione</strong> nei campi di concentramento e lo <strong>sterminio</strong>, ma anche la <strong>persecuzione</strong> e la discriminazione esacerbata da <strong>leggi razziali sempre più dure </strong>nei confronti di un popolo di persone degradate dal regime al livello di «non umani».</p>
<p>«La rimozione dalla memoria collettiva dello sterminio delle comunità rom e sinte durante il nazifascismo è <strong>una ferita ancora aperta</strong> che spiega bene perché, ancora oggi, queste comunità siano tenute<strong> ai margini della vita sociale collettiva</strong> – <strong>ha sottolineato Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio </strong>– È invece fondamentale <strong>riportare quelle comunità rom e sinte che in Italia vivono in condizioni abitative ghettizzanti al centro di azioni politiche inclusive</strong>, abbandonando l’approccio pregiudizievole e stigmatizzante. Il riconoscimento del “Porrajmos”, che a questo punto diventa <strong>un atto urgente e doveroso</strong>, potrebbe rappresentare un&#8217;importante tappa in questa direzione».</p>
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		<title>JASENOVAC: la seconda guerra mondiale e la Memoria</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2016 06:22:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Al confine tra Croazia e Bosnia si trova il villaggio di JASENOVAC. Tra il 1941 e il 1945 fu lo scenario di un&#8217;enorme deportazione e di sterminio di serbi, ebrei, Rom per mano degli ustascia&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0283-e1470602594554.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6533" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-6533" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0283-e1470602594554-685x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="DSC_0283" width="685" height="1024" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0283-e1470602594554-685x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 685w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0283-e1470602594554-201x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 201w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0283-e1470602594554-768x1147.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 685px) 100vw, 685px" /></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0292.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6521" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-6521" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0292-1024x685.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="DSC_0292" width="720" height="482" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0292-1024x685.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0292-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0292-768x514.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p>Al confine tra Croazia e Bosnia si trova il villaggio di JASENOVAC. Tra il 1941 e il 1945 fu lo scenario di un&#8217;enorme deportazione e di sterminio di serbi, ebrei, Rom per mano degli ustascia sotto il regime di Ante Pavelic, filonazista.</p>
<p>Il memoriale ha forma di un fiore, con radici ben piantate nel terreno su cui si ergeva il campo e con i petali che si innalzano verso il cielo. Tutto intorno tanto verde, un piccolo lago e molto silenzio. Il memoriale è stato realizzato dall&#8217;architetto Bogdan Bogdanovic.</p>
<p>Un silenzio che accompagna anche la visita nel museo realizzato per far provare agli spettatori diverse emozioni: compassione, tristezza, indignazione. Le vittime furono circa 90.000 e non furono risparmiati nemmeno donne e bambini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0302.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6522" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-6522" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0302-1024x685.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="DSC_0302" width="720" height="482" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0302-1024x685.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0302-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0302-768x514.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0291.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6520" 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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0283-e1470602594554.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6533" data-rel="lightbox-image-11" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""> </a></p>
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		<title>Uno sguardo pulito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2014 06:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[capitale]]></category>
		<category><![CDATA[cinese]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
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		<category><![CDATA[ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Lodoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piazza Navona, fontana di Trevi, San Pietro, il Colosseo: questa è Roma e molto di più. E’ la capitale del turismo e della cultura, della Storia e della bellezza, ma camminando con il viso&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 8pt;">
Piazza Navona, fontana di Trevi, San Pietro, il Colosseo: questa è Roma e molto di più. E’ la capitale del turismo<br />
e della cultura, della Storia e della bellezza, ma camminando con il viso<br />
all’insù si può scoprire anche altro, ad esempio una targa come questa:</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 8pt;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/Foto-Rom-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/Foto-Rom-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="360" width="640" /></a></div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 8pt;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 8pt;">
Per commentarla – anche se non servono molte parole –<br />
scegliamo un brano tratto da un libro bellissimo e che ci permettiamo di<br />
consigliarvi se amate la città: si intitola<i style="mso-bidi-font-style: normal;"><br />
ISOLE: guida vagabonda di Roma</i> ed è di Marco Lodoli (edito da Einaudi).</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 8pt;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 8pt;">
“Ogni tanto cerco di riconoscere un’isola nel grande mare<br />
della città: e possono essere quadri o alberi, libri o angoli in penombra,<br />
statue o fontanelle, luoghi che quasi si nascondono per non essere cancellati,<br />
come quei gatti bellissimi che scopriamo accoccolati sotto il parafango di<br />
un’auto in sosta e che ci studiano con i muscoli tesi e gli occhi pieni di<br />
apprensione, perché hanno visto tanti compagni travolti dalla furia delle<br />
macchine. </div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 8pt;">
Se per accarezzarli ci avviciniamo in modo brusco, loro<br />
si ritraggono e non si fanno più vedere. Ma in fondo il valore delle cose può<br />
risiedere soprattutto nel nostro modo di osservarle: ogni gatto può essere raro<br />
e prezioso come una tigre del Bengala, e anche il luogo apparentemente più<br />
banale può meritare una fotografia e una cornice, proprio come un tempio azteco<br />
o una spiaggia lontana.</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 8pt;">
Pensavo a tutto questo mentre stavo seduto in macchina<br />
sulla collinetta di via Olina, a Torre Maura. Avevo un’ora di pausa e niente da<br />
fare, se non cercare di capire ciò che avevo davanti agli occhi: uno spiazzo<br />
desolato e case venute su senza pretese, mattoni a vista e parabole in bilico<br />
sui tetti. Al primo piano una donna cinese puliva con cura i vetri delle sue<br />
finestre, mentre sul terrazzino la lavatrice ruotava panni colorati.</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 8pt;">
In un cortiletto di cemento giocavano bambini<br />
piccolissimi, bianchi, neri, gialli, anche loro si rincorrevano e giravano<br />
allegri come i panni nella lavatrice. Poi sono passate tre giovani nigeriane<br />
con i volti bassi: nelle buste di plastica tenevano i vestiti striminziti che<br />
avrebbero indossato più tardi, negli stradoni dove andavano a prostituirsi. Su<br />
un muro laterale c’era scritto: ‘ Insieme a te è stato un hanno d’amore<br />
indimenticabile’, scritto proprio così, con l’acca. E poi mi è scivolata<br />
davanti una Ritmo celeste, mezza scassata, guidata a passo d’uomo da uno<br />
zingaro che rideva a crepapelle: in equilibrio sul cofano c’era un gattone<br />
spelacchiato, sembrava il marchio di quella macchina, di quella vita. E intanto<br />
la cinesina seguitava a lavare i vetri, a renderli sempre più limpidi, e pareva<br />
volesse dirmi: fai anche tu lo stesso, pulisci il tuo sguardo.”</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 8pt;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 8pt;">
&nbsp;</div>
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		<title>Breve cronaca della situazione dei ROM: nomadi per necessità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2013 07:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione 21luglio]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza umanitaria]]></category>
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		<category><![CDATA[Naga]]></category>
		<category><![CDATA[nomadi]]></category>
		<category><![CDATA[Olocausto]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[Sinti]]></category>
		<category><![CDATA[sterminio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel luglio dello scorso anno, a Roma, la giunta Alemanno aveva chiesto prima lo sgombero dei rom dall&#8217;ex cartiera di via Salaria, poi la loro espulsione. E Sveva Belviso, vicesindaco, il 4 gennaio di&#46;&#46;&#46;</p>
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Nel luglio dello scorso anno, a Roma, la giunta Alemanno aveva chiesto prima lo sgombero dei rom dall&#8217;ex cartiera di via Salaria, poi la loro espulsione. E Sveva Belviso, vicesindaco, il 4 gennaio di quest&#8217;anno ha dichiarato: &#8221; Chiederò al Prefetto il decreto di espulsione per 319 di loro con l&#8217;allontanamento coatto. Non è una forma di cattiveria, ma bisogna capire che così non si può andare avanti, non possiamo permettercelo&#8221;.<br />
Di contro, l&#8217;Associazione 21 luglio &#8211; che svolge attività di ricerca sulle condizioni degli insediamenti rom in Italia, con particolare attenzione ai diritti dell&#8217;infanzia &#8211; ha verificato che, tra le persone soggette al decreto di espulsione vi siano: una donna in stato di gravidanza, una coppia giovanissima e una persona invalida al 50% e ha dichiarato: &#8221; Sfugge il senso logico di un Piano Nomadi che non è diventato altro che lo specchio di una schizofrenia che ha investito gli amministratori locali, proiettati a barattare il facile consenso con operazioni di facciata, piuttosto che interessati a risolvere i problemi reali dei cittadini, rom e non rom, presenti nella città&#8221;.<br />
Ma la questione non riguarda solo un&#8217;amministrazione di destra: anche a Desio, il sindaco di centrosinistra, Roberto Corti, ha firmato un&#8217;ordinanza per vietare l&#8217;uso di camper, roulottes e tende nei parcheggi e nelle aree periferiche. Un&#8217;ordinanza che è diventata esecutiva perchè alcuni cittadini avevano lamentato la presenza di rifiuti.<br />
Ma, per fortuna, una voce fuori dal coro c&#8217;è. Tommaso Claudio Corvatta, sindaco di Civitanova Marche e anche medico, il 29 dicembre 2012 ha messo a disposizione la sua seconda casa a una famiglia rom.<br />
Dopo aver percorso tutte le strade istituzionali &#8211; Protezione civile, Prefettura, Provincia &#8211; ha valutato che ci fosse un&#8217;emergenza umanitaria per le cinque persone, tra cui una donna incinta e un&#8217;altra tumorale, costrette a vivere per strada, al gelo. Il sindaco ha spiegato di aver preso la decisione da privato cittadino e da medico.<br />
Dal 5 gennaio la famiglia rom è stata presa in carico dall&#8217;attivista Laura Mazzola in attesa che sia pronta una roulotte messa a disposizione da un benefattore. Per gli altri rom &#8211; una ventina &#8211; presenti sul territorio, Corvatta e la sua amministrazione stanno cercando una soluzione definitiva, dicendo: &#8220;Basta con ipocrisie e stupido razzismo&#8221;.<br />
&nbsp;Intanto gli esponenti dell&#8217;associazione Rom e Sinti di Milano hanno espresso rabbia e disappunto perchè, per il secondo anno consecutivo nella Giornata della Memoria, la giunta si è dimenticata lo sterminio perpetrato contro di loro dai nazisti che li hanno accomunati agli ebrei e che hanno attuato lo sterminio su base razziale, dando il via all&#8217;orrore dell&#8217;Olocausto.</p>
<p>Quest&#8217;articolo è solo un anticipo sul tema: nel prossimo week end verrà pubblicato un approfondimento a cura del NAGA, associazione di volontariato che si occupa, soprattutto dal punto di vista medico-sanitario, dei rom e dei sinti (e non solo). </p>
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		<title>La giornata della Memoria: non solo retorica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 07:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria perchè in questa stessa data, nel 1945, le truppe sovietiche dell&#8217;Armata Rossa scoprono il campo di concentramento di Auschwitz e liberano i superstiti. In Italia gli&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria perchè in questa stessa data, nel 1945, le truppe sovietiche dell&#8217;Armata Rossa scoprono il campo di concentramento di Auschwitz e liberano i superstiti.<br />
In Italia gli articoli 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio 2000<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2000?utm_source=rss&utm_medium=rss" title="2000"></a> definiscono così le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria:<br />
&nbsp;</p>
<p>&#8220;La Repubblica<br />
italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell&#8217;abbattimento dei<br />
cancelli di Auschwitz, &#8220;Giorno della Memoria&#8221;, al fine di ricordare la<br />
Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione<br />
 italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la<br />
deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e<br />
 schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a<br />
rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i<br />
perseguitati.<br />
In occasione del &#8220;Giorno della Memoria&#8221; di cui all&#8217;articolo 1, sono<br />
organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di<br />
narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole<br />
di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai<br />
deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da<br />
conservare nel futuro dell&#8217;Italia la memoria di un tragico ed oscuro<br />
periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili<br />
eventi non possano mai più accadere.&#8221;<br />
&nbsp;Ma le ricorrenze non dovrebbero essere un momento di vuota e superficiale retorica, come spesso accade; devono servire a far crescere l&#8217;umanità, contribuire alla costruzione del pensiero critico. Si dice sempre che &#8220;ricordare il Passato serve a migliorare il Presente e il Futuro&#8221;, ed è vero: ma in che senso? Nel senso che ciò che è accaduto in Passato &#8211; e le persone che hanno vissuto prima di noi &#8211; fanno parte della nostra identità, di ciò che noi siamo oggi. Ma gli errori, spesso gravi, sono stati fatti e c&#8217;è il rischio di commetterne altri. Giorno dopo giorno, quindi, bisogna riflettere e imparare, chiedere e capire per lasciare alle future generazioni un terreno fertile su cui continuare a vivere con rispetto, equilibrio, onestà.</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/IN-DARCKNESS.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/IN-DARCKNESS.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="126" width="320" /></a></div>
<div style="text-align: left;">
Durante questo weekend, proprio in occasione della Giornata della Memoria, è uscito nelle sale cinematografiche italiane il film intitolato<i> I</i><i>n Darkness</i>, della regista polacca Agnieszka Holland. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</div>
<div style="text-align: left;">
Tratto dal romanzo &#8220;In the sewers of Lvov&#8221; di Robert Marschall, racconta la storia, vera, di Leopold Socha, ladruncolo operaio del sistema fognario della cittadina di Lvov, nella Polonia occupata dai nazisti. In cambio di denaro, un gruppo di uomini-donne-bambini-anziani ebrei, nascosti nelle fogne, baratta con l&#8217;uomo il suo silenzio. E lui accetta di nasconderli e di sfamarli.</div>
<div style="text-align: left;">
Anche gli spettatori vengono calati nel buio del sottosuolo (e nell&#8217;oscurità di una immane tragedia) tra ratti ed escrementi, urla e rumori di mitra.</div>
<div style="text-align: left;">
La macchina da presa rimane quasi sempre a livello del suolo, come gli ebrei nascosti nei cunicoli, come quegli esseri umani che non possono mai alzare la testa. E la città è come divisa in due: il buio e il terrore sottoterra, la luce accecante e patinata in superficie.&nbsp;</div>
<div style="text-align: left;">
Molte le citazioni del celebre <i>Schindler&#8217;s List </i>di Spielberg: prima di tutto, la trasformazione del protagonista che &#8211; insieme alla moglie, bussola morale &#8211; arriverà, alla fine, a dire &#8220;i miei ebrei&#8221;: un percorso, quindi, interiore ed etico che dall&#8217;individualismo lo porta ad esprimere la compassione e la propria umanità.&nbsp;</div>
<div style="text-align: left;">
E poi l&#8217;uso sapiente della fotografia: le tinte si stemperano nella scena del rastrellamento del ghetto e l&#8217;unica nota di colore è data da una giacca blu di una donna ebrea in fuga (omaggio al cappottino rosso della bambina nel film citato del regista americano). Infine, anche la colonna sonora &#8211; in un&#8217;opera ben scritta come quella della Holland &#8211; diventa un elemento non solo stilistico, ma significante: quando i rifugiati ebrei si ritovano sotto la chiesa di Saint Bernard, canti religiosi ovattati giungono alle loro orecchie; ma quelle persone non vedono e non sentono. Sono sepolte vive, come quelle nascoste nel &#8220;buio&#8221;, abbandonate, forse, anche da Dio.</div>
<div style="text-align: left;">
Ma, come abbiamo anticipato, la speranza c&#8217;è; la luce torna ad illuminare le coscienze di quelli che hanno preso una decisione. Di coloro che hanno scelto di salvare delle vite e hanno scelto la giustizia e la verità.</div>
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&nbsp;&nbsp; </div>
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&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; </div>
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