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	<title>umanitaria Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>La realtà dello Yemen</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2020 07:51:45 +0000</pubDate>
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<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p><br>Il conflitto armato nello Yemen ha provocato la più grande crisi umanitaria nel mondo; le parti in conflitto hanno ucciso e ferito migliaia di civili yemeniti. Secondo lo Yemen Data Project, dal 2015 oltre 17.500 civili sono stati uccisi e feriti e un quarto di tutti i civili uccisi nei raid aerei erano donne e bambini. Più di 20 milioni di persone nello Yemen soffrono di insicurezza alimentare; 10 milioni di loro sono a rischio di carestia.</p>



<p>Da marzo 2015, l&#8217;Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno guidato una coalizione di Stati nello Yemen contro le forze di Houthi che, in alleanza con l&#8217;ex presidente yemenita li Abdullah Saleh, hanno conquistato la capitale dello Yemen, Sanaa, a settembre 2014.</p>



<p>Nell&#8217;ultimo anno, queste alleanze si sono fratturate. Le forze Houthi, che ancora controllano gran parte dello Yemen settentrionale e centrale, hanno ucciso Saleh dopo scontri nel dicembre 2017. Nello Yemen meridionale, l&#8217;Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno appoggiato gruppi rivali yemeniti, il governo yemenita sostenuto dai sauditi guidato dal presidente Abdu Rabbu Mansour Hadi e il Consiglio di Transizione Meridionale (STC) sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti.</p>



<p>Nell&#8217;agosto 2019, si sono verificati scontri tra il governo yemenita e le forze dell’STC, con gli Emirati Arabi Uniti che effettuano attacchi aerei a sostegno dell’STC. In tutto il paese, i civili soffrono della mancanza di servizi di base, di una crisi economica in crescita, di forze di sicurezza locali abusive e di sistemi governativi, sanitari, educativi e giudiziari rotti.</p>



<p>L&#8217;economia dello Yemen, già fragile prima del conflitto, è stata gravemente colpita. Centinaia di migliaia di famiglie non hanno più una fonte di reddito costante e molti funzionari pubblici non ricevono uno stipendio regolare da diversi anni. L&#8217;economia distrutta del paese ha peggiorato la crisi umanitaria.</p>



<p>Le forze della coalizione e degli Houthi hanno molestato, minacciato e attaccato attivisti e giornalisti yemeniti. Forze Houthi, forze affiliate al governo e forze yemenite sostenute dagli Emirati Arabi Uniti e dagli Emirati Arabi Uniti hanno arrestato arbitrariamente e forzatamente condotto alla scomparsa di decine di persone. Le forze di Houthi hanno preso ostaggi.</p>



<p>Da marzo 2015, la coalizione ha condotto numerosi attacchi aerei indiscriminati e sproporzionati uccidendo migliaia di civili e colpendo strutture civili in violazione delle leggi di guerra, usando munizioni vendute da Stati Uniti, Regno Unito e altri. Le forze Houthi hanno usato mine antiuomo vietate, reclutato bambini e sparato indiscriminatamente in città come Taizz, uccidendo e ferendo civili e lanciando missili balistici indiscriminati in Arabia Saudita.</p>



<p>Human Rights Watch ha documentato almeno 90 attacchi aerei della coalizione a guida saudita apparentemente illegali, tra cui attacchi mortali a pescherecci yemeniti e sembravano essere attacchi deliberati a civili e oggetti civili in violazione delle leggi della guerra.</p>



<p>Le forze Houthi hanno ripetutamente sparato indiscriminatamente con artiglieria nelle città yemenite come Taizz e Hodeida, nonché lanciato missili balistici indiscriminati in Arabia Saudita, incluso l&#8217;aeroporto internazionale di Riyad. Alcuni di questi attacchi possono equivalere a crimini di guerra.</p>



<p>Da settembre 2014, tutte le parti in conflitto hanno utilizzato bambini-soldato di età inferiore ai 18 anni, compresi alcuni di età inferiore ai 15 anni, secondo un rapporto del 2019 del Gruppo ONU di eminenti esperti internazionali e regionali sullo Yemen nel 2019. Secondo il segretario generale, su 3.034 bambini reclutati durante la guerra nello Yemen, il 64 per cento fu reclutato dagli Houthi.</p>



<p>Le mine antiuomo piantate da Houthi in tutto lo Yemen continuano a danneggiare i civili e il loro sostentamento. Le forze Houthi hanno utilizzato mine antiuomo, ordigni esplosivi improvvisati (IED) e mine anti-veicolo lungo la costa occidentale dello Yemen, provocando centinaia di morti e ferito civili. Le mine antiuomo hanno inoltre impedito alle capacità degli operatori umanitari di raggiungere le comunità vulnerabili. L&#8217;uso di mine antiuomo è stato documentato in sei governatorati nello Yemen dal 2015. Da gennaio 2018, almeno 140 civili, tra cui 19 bambini, sono stati uccisi da mine antiuomo solo nei governatorati di Hodeidah e Taizz.</p>



<p>Le forze Houthi, il governo yemenita, gli Emirati Arabi Uniti, l&#8217;Arabia Saudita e diversi gruppi armati yemeniti sostenuti dagli Emirati Arabi Uniti e dai sauditi hanno arrestato arbitrariamente persone, inclusi bambini, abusati di detenuti e li hanno tenuti in condizioni sfavorevoli, rapendo con la forza persone percepite come avversari o minacce alla sicurezza.</p>



<p>Gli Houthi continuano a molestare e perseguire senza basi legali numerosi accademici, studenti, politici, giornalisti e gruppi minoritari, inclusi membri della fede bahaita.</p>



<p>Le restrizioni della coalizione a guida saudita alle importazioni hanno aggravato la terribile situazione umanitaria. La coalizione ha ritardato e deviato le petroliere, ha chiuso i porti critici e ha impedito alle merci di entrare nei porti marittimi controllati da Houthi. Anche il carburante necessario per alimentare i generatori negli ospedali e pompare l&#8217;acqua nelle case è stato bloccato. Da maggio 2017, i giornalisti e le organizzazioni internazionali per i diritti umani, tra cui Human Rights Watch, hanno dovuto affrontare restrizioni da parte della coalizione guidata dai sauditi nell&#8217;uso dei voli delle Nazioni Unite verso aree dello Yemen sotto il controllo di Houthi.</p>



<p>Già da prima del conflitto, le donne nello Yemen hanno subito gravi discriminazioni nella legge e nella pratica. Le azioni delle parti in guerra hanno esacerbato la discriminazione e la violenza contro donne e ragazze. Le parti in conflitto hanno accusato le donne di prostituzione, promiscuità e immoralità usando termini sprezzanti come parte delle loro minacce pubbliche. Ciò aumenta i rischi di violenza domestica, dissuade le donne e le ragazze dal movimento fuori casa e inibisce seriamente la loro partecipazione nelle sfere economiche e politiche.</p>



<p>Grazie alla sua posizione tra il Golfo di Aden e il Mar Rosso, lo Yemen è stato un luogo di transito chiave per i migranti africani in cerca di opportunità di lavoro in Arabia Saudita. Ad agosto, Human Rights Watch ha documentato una rete di trafficanti e autorità nello Yemen che rapiscono, trattengono e picchiano i migranti etiopi ed estorcono loro o le loro famiglie per denaro al loro arrivo.</p>



<p>I colloqui di pace, in Svezia, negoziati dall’ ONU tra gli Houthi e il governo yemenita nel dicembre 2018 hanno portato alla cessazione delle ostilità nelle città costiere di Hodeida, Salif e Ras Issa.</p>



<p>Ad oggi, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha usato il suo regime di sanzioni contro una sola parte, gli Houthi, nonostante il fatto che la coalizione guidata dai sauditi abbia commesso numerosi crimini di guerra, secondo una ricerca del gruppo di esperti eminenti dell&#8217;ONU e di gruppi Human Rights Watch.</p>



<p>Nonostante un po&#8217; di ottimismo per i nuovi colloqui, gli antagonisti nella guerra di cinque anni dello Yemen hanno sostanzialmente ignorato un cessate il fuoco unilaterale a guida saudita annunciato all’inizio di aprile 2020, i funzionari delle Nazioni Unite hanno detto, avvertendo che i fondi per lo Yemen si stanno esaurendo proprio mentre il coronavirus è giunto.</p>



<p>Secondo gli analisti politici, i sauditi hanno visto la pandemia come un&#8217;opportunità per iniziare a districarsi da una guerra in stallo che è diventata per loro un incubo di pubbliche relazioni. Ma gli Houthi, che sono sostenuti dall&#8217;Iran rivale regionale dell&#8217;Arabia Saudita, hanno mostrato poca intenzione di smettere di combattere, nonostante abbiano presentato le proprie proposte per fermare la guerra.</p>
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		<title>Pandemia in Yemen e regimi autoritari in Medioriente</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2020 13:40:03 +0000</pubDate>
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<p>Care amiche e cari amici, vi segnaliamo lo streaming di domani pomeriggio, sabato 2 maggio, alle ore 15 con la giornalista, reporter <strong>Laura Silvia Battaglia</strong> e il suo intervento che riguarda la pandemia Covid- 19 in Yemen, per poi allargare il discorso alla crisi umanitaria e ai regimi autoritari in Medioriente.</p>



<p>Anche questa diretta streaming sul nostro canale Youtube fa parte della rassegna di incontri organizzati da <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> di Milano, dal titolo &#8221; Perchè occuparsi di diritti umani, oggi più che mai?&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Pandemia-in-Yemen_1-1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13954" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Pandemia-in-Yemen_1-1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Pandemia-in-Yemen_1-1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Pandemia-in-Yemen_1-1-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Pandemia-in-Yemen_1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela e Covid-19</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2020 07:38:11 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="748" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/covid19-vzla.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13812" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/covid19-vzla.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 748w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/covid19-vzla-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 748px) 100vw, 748px" /></figure></div>



<p></p>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p>Come se non bastasse, in Venezuela, ovviamente è arrivato il COVID19. Certo, siamo tutti completamente sottomessi da questo virus, era prevedibile che Venezuela si unisse al coro.  </p>



<p>La crisi umanitaria che conosciamo e
che ampiamente è stata descritta da noi e da tutti i giornali è
ancora presente, è ancora una realtà, non finirà finché ci sarà
il narco regime di Nicolas Maduro. 
</p>



<p>Le prime informazioni ufficiali dei primi infetti sono state date una decina di giorni fa. Il comunicato ufficiale dichiarava che c’erano 42 casi confermati. Al 19 di marzo, Juan Guaidó dichiarava che c’erano 200 casi confermati e che il regime mentiva e mente, come sempre ha fatto. Maduro si è messo al lavoro immediatamente lanciando la campagna “quarantena sociale”: in sostanza una serie di provvedimenti e campagne per contenere la diffusione del virus ma allo stile surreale e repressivo del regime latinoamericano. Surreale perché si continua a vedere molta gente per strada, accalcati sui camion, che sono diventati da un po’ di tempo i mezzi di trasporto, alcune persone con mascherine, altre no, ma certamente attaccati tra di loro come il tonno in scatola… immagini del metrò di Caracas mentre si fa la disinfestazione ma subito dopo vagoni pieni di gente… Immagini di parenti e amici degli esponenti del regime facendo grandi feste di compleanno al mare, feste di matrimoni di 200 persone, probabilmente infestandone a decine, o per lo meno mettendo in pericolo la popolazione. In TV, Maduro, con mascherina in bocca, parla delle misure da prendere, da rispettare, parla della pozione magica che sta prendendo per combattere il virus, allo stile Harry Potter, ma nella miseria del Venezuela questa pozione è fatta con limone, miele ed erbe aromatiche. Repressiva perché ogni scusa è buona per violare i diritti delle persone, e che migliore scusa che le misure di contenimento per la pandemia. Sono già partite le denunce su venezuelani morti a mano dei paramilitari perché non hanno seguito le regole, giornalisti sequestrati perché hanno fatto il loro dovere di informare sull’emergenza COVID19, deputati perseguitati. Il Coronavirus è usato dal governo come arma per reprimere ancora di più la popolazione, per sospendere “legalmente” tutte le garanzie costituzionali che loro hanno sempre ribadito di rispettare. Adesso, a causa delle restrizioni sanitarie è “legale” spaventare e violentare ancora di più la gente. Il rispetto della quarantena si fa a mazzate, proprio così, a manganellate contro le persone che escono la sera o vanno a comprare cibo o semplicemente devono lavorare.</p>



<p>Senza parlare di quello che succede
nelle carceri con i prigionieri politici, che meriterebbe un capitolo
a parte. Le autorità non prendono le misure necessarie in un posto
che ovviamente è affollato, sporco, pieno di altre malattie. I
famigliari hanno chiesto misure anche per loro visto che si sa
dell’assembramento dilagante nelle carceri, hanno denunciato che
continuano ad essere torturati e derubati, nonostante la situazione,
nonostante tutte le dichiarazioni di organizzazioni sanitarie e dei
diritti umani che chiedono misure speciali per situazioni e luoghi
come carceri, istituti di salute mentale, centri per anziani, ecc.
Una nuova situazione che aiuta a condannare a morte gente che “vive”
in questi posti. 
</p>



<p>Il fatto è che questa pandemia
colpisce un popolo già stremato, all’ultimo delle sue forze. Un
popolo che da anni combatte contro la mancanza di alimenti, di
medicine, contro la inefficienza del sistema sanitario nazionale,
contro la fame e contro altre malattie già esistenti come la
malaria, la tubercolosi, la febbre dengue, ecc. Come fa un paese
senza nessuna risorsa economica e sociale a sopravvivere a questa
pandemia disastrosa? In Europa e negli Stati Uniti stiamo facendo
fatica, come fa un paese come il Venezuela? Con un regime come
questo? Non per essere pessimista, ma il Venezuela rappresenta in
questo momento di crisi un potenziale pericolo epidemiologico per
tutta la regione. È l’emergenza nell’emergenza. Il popolo si
trova a fronteggiare un’emergenza completamente indifeso. Come si
fa a seguire tutte le regole che già conosciamo per contrastare il
contagio se nel paese non c’è acqua, non c’è gas, non c’è
elettricità, non c’è libertà d’informazione, non c’è
benzina, non ci sono alimenti né medicine? Banalmente, come fanno a
lavarsi le mani le persone se a casa non hanno l’acqua e nemmeno i
soldi per comprarsi una saponetta? Come fanno per andare al
supermercato per comprare cibo se non hanno benzina? Come fanno le
persone a seguire una quarantena se non esiste nessun sussidio che li
aiuti? Chi non esce di casa, non lavora, chi non lavoro non guadagna
e muore. Semplice. E’ il caso di Marta che fa la colf in nero
facendo le pulizie nelle poche case di famiglie che si possono
permettere questo “servizio”. Dovrebbe stare a casa e invece va a
lavorare perché altrimenti la sua famiglia muore. E’ il caso di
Roberto che fa il “moto taxi”, che porta i clienti da un luogo
all’altro nella sua moto. Se non fa delle corse, non guadagna e
muore di fame. Tutti e due hanno deciso di lavorare, tanto non si
perde niente, la situazione era già così grave senza Coronavirus,
che a loro non cambia niente. E così per tanti, ma tanti
venezuelani.  
</p>



<p>Continueremo ad informare su questa
situazione perché è nostro dovere, in questo momento di crisi, di
denunciare le gravissime situazioni che questa pandemia comporta nei
paesi del cosiddetto terzo mondo e nei paesi dove vive gente che non
ha niente e che non sa come difendersi da questo disastro.</p>



<p>Questa è la situazione. Cifre reali
non ci sono e non ci saranno mai. Controlli non ci sono e non ci
saranno mai. Tamponi non ci sono e non ci saranno mai.  Aiuti dal
governo-regime non c’è e non ci sarà mai.  Ospedali attrezzati
non ci sono e non ci saranno mai. Si salvi chi può nel far west
venezuelano. 
</p>
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		<title>La crisi umanitaria siriana: una presa di consapevolezza﻿</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2020 08:53:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L di Nicole Fraccaroli Il conflitto siriano ha creato una delle peggiori crisi umanitarie del nostro tempo. Oltre la metà della popolazione prebellica del paese &#8211; oltre 12 milioni di persone &#8211; è stata&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="657" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/syrian-crisis-1024x657.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13717" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/syrian-crisis-1024x657.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/syrian-crisis-300x193.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/syrian-crisis-768x493.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Syrian internally displaced people walk in the Atme camp, along the Turkish border in the northwestern Syrian province of Idlib, on March 19, 2013. The conflict in Syria between rebel forces and pro-government troops has killed at least 70,000 people, and forced more than one million Syrians to seek refuge abroad. AFP PHOTO/BULENT KILIC        (Photo credit should read BULENT KILIC/AFP/Getty Images)</figcaption></figure></div>



<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p>Il conflitto siriano ha creato una delle peggiori crisi umanitarie del nostro tempo. Oltre la metà della popolazione prebellica del paese &#8211; oltre 12 milioni di persone &#8211; è stata uccisa o costretta a fuggire dalle proprie case.  </p>



<p>Le
famiglie stanno lottando per sopravvivere all&#8217;interno della Siria o
per creare una nuova casa nei paesi vicini. Altri hanno rischiato la
vita sulla strada per l&#8217;Europa, sperando di trovare accettazione e
opportunità. E gli inverni rigidi e le estati calde rendono ancora
più difficile la vita di rifugiati.</p>



<p> A
volte, gli effetti del conflitto possono sembrare travolgenti. 
</p>



<p>Questo
articolo vuole essere da stimolo per favorire consapevolezza e
conoscenza, ingredienti fondamentali in modo tale da non ignorare
quelle realtà che si consumano in Paesi distinti dal nostro. In
quanto adulti è nostra responsabilità conoscere, informarci e non
rimanere in silenzio di fronte a soprusi e ingiustizie che travolgono
la vita quotidiana di altre persone innocenti. 
</p>



<p>Dunque,
l’autrice condivide alcune informazioni rilevanti in merito alla
crisi siriana, tra cui gli ordigni che ne hanno scatenato lo
sviluppo, le conseguenze che da anni si aggravano e dati veritieri
che come una lente fanno maggior luce sulla serietà e gravità della
situazione. 
</p>



<p>Le
manifestazioni antigovernative sono iniziate nel marzo del 2011,
nell&#8217;ambito della primavera araba. Ma le proteste pacifiche si sono
rapidamente intensificate dopo la violenta repressione del governo e
gruppi di opposizione armata hanno iniziato a reagire. A luglio, i
disertori dell&#8217;esercito avevano organizzato liberamente l&#8217;esercito
siriano e molti civili siriani hanno preso le armi per unirsi
all&#8217;opposizione. Le divisioni tra combattenti secolari e religiosi e
tra gruppi etnici continuano a complicare la politica del conflitto. 
</p>



<p>Un&#8217;escalation
di violenze nel sud di Idlib ha costretto alla fuga oltre 235.000
siriani, secondo le Nazioni Unite. La maggior parte delle famiglie si
sta dirigendo a nord verso il confine turco, dove ci sono campi
spesso senza ripari, cibo o acqua pulita.</p>



<p>La
guerra ha ucciso centinaia di migliaia di persone nei nove anni da
quando è iniziata. Le città affollate sono state distrutte e le
orribili violazioni dei diritti umani sono diffuse. Le necessità di
base come cibo e cure mediche sono scarse.  Le Nazioni Unite stimano
che 6,2 milioni di persone siano sfollate internamente. Se si
considerano anche i rifugiati, ben oltre la metà della popolazione
prebellica del paese di 22 milioni ha bisogno di assistenza
umanitaria urgente, sia che rimangano ancora nel paese o che siano
fuggiti oltre i confini. 
</p>



<p>I
paesi confinanti con la Siria, in particolare Turchia, Libano e
Giordania, ospitano la stragrande maggioranza della popolazione
rifugiata.  Tuttavia, nessuno di questi Paesi ha ratificato
completamente gli accordi internazionali per proteggere i diritti dei
rifugiati e i loro governi hanno adottato una legislazione
discriminatoria nei confronti dei rifugiati, rendendo più difficile
per loro ottenere assistenza legale, permessi di lavoro, istruzione
per i bambini e assistenza psicosociale. Ciò rende i rifugiati
estremamente vulnerabili agli abusi e allo sfruttamento.</p>



<p>Migliaia
di siriani vengono sfollati nel loro paese ogni giorno. Spesso
decidono di fuggire dopo aver visto i loro quartieri attaccati o
membri della famiglia uccisi. Per molti di coloro che sono alla
ricerca di luoghi più sicuri e più stabili in cui vivere, le
famiglie dovranno spesso lasciare indietro la maggior parte delle
loro cose. Potrebbero dover viaggiare per miglia, incerti su dove
potrebbero trovare il loro prossimo pasto. Secondo le Nazioni Unite,
oltre 12 milioni di siriani sono stati sfollati dalle loro case. Ciò
include circa 5,6 milioni di rifugiati che sono stati costretti a
cercare sicurezza nei paesi vicini, su un totale di 6,3 milioni di
rifugiati siriani in tutto il mondo, quasi un terzo della popolazione
mondiale di rifugiati. 
</p>



<p>Solo
circa l&#8217;8% dei rifugiati siriani vive nei campi. La maggior parte sta
lottando per stabilirsi in comunità urbane sconosciute o è stata
costretta ad ambienti rurali informali. Più di 1,6 milioni di
rifugiati siriani vivono in Giordania e in Libano e nell&#8217;agosto 2013,
altri siriani sono fuggiti nel nord dell&#8217;Iraq in un varco di
frontiera appena aperto. Ora sono intrappolati dal conflitto interno
di quel paese e l&#8217;Iraq sta lottando per soddisfare le esigenze dei
rifugiati siriani oltre a 2 milioni di iracheni sfollati interni.
Oltre
3,5 milioni di rifugiati siriani sono fuggiti attraverso il confine
in Turchia, travolgendo le comunità di accoglienza urbane e creando
nuove tensioni culturali.</p>



<p>Oggi
ci sono 5,6 milioni di siriani sparsi in tutta la regione, rendendoli
la più grande popolazione di rifugiati al mondo sotto il mandato
delle Nazioni Unite. È il peggior esodo dal genocidio in Ruanda 24
anni fa. 
</p>



<p>Secondo
le Nazioni Unite, quasi la metà di tutti i rifugiati siriani &#8211; circa
2,7 milioni &#8211; ha meno di 18 anni. La maggior parte ha lasciato la
scuola per mesi, se non per anni. 360.000 bambini vivono in aree con
accesso impedito alle organizzazioni umanitarie e circa 2,6 milioni
di bambini sono sfollati all&#8217;interno del paese.</p>



<p>Diverse
associazioni stanno lavorando duramente per alleviare l&#8217;intensa
sofferenza dei civili all&#8217;interno della Siria, nonché quella dei
rifugiati che cercano sicurezza nei paesi vicini tra cui: Mercy Corps
<a href="https://europe.mercycorps.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://europe.mercycorps.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>,
Help Refugee
<a href="https://helprefugees.org/syrian-refugees-what-you-need-to-know/?gclid=Cj0KCQiA4sjyBRC5ARIsAEHsELGhYoPQHEgJtZlx2ITFODIV6HlllKEQkRMkC8yDfIo__nm-dKNfygcaAgJxEALw_wcB&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://helprefugees.org/syrian-refugees-what-you-need-to-know/?gclid=Cj0KCQiA4sjyBRC5ARIsAEHsELGhYoPQHEgJtZlx2ITFODIV6HlllKEQkRMkC8yDfIo__nm-dKNfygcaAgJxEALw_wcB&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.

</p>



<p>Di
conseguenza, tutti noi possiamo attivarci per supportare tali aiuti,
logistici ed economici, destinati alla Siria e zone limitrofe per
combattere la crisi umanitaria. Se desiderosi e volenterosi, e in
caso non si abbiano contatti utili su cui fare affidamento; il primo
passo è sempre quello di rivolgersi ad associazioni ed
organizzazioni che si trovano nella nostra Regione e città, alle NGO
internazionali con sedi locali o regionali o nazionali in modo tale
da chiedere come si possa contribuire, se sono state lanciate
compagne o iniziative di sensibilizzazione piuttosto che di raccolta
fondi. Alcune organizzazioni permettono anche a giovani adulti
responsabili di recarsi per un determinato periodo in alcune zone
della Siria o Paesi limitrofi (ovviamente zone non pericolose)
guidati dall’associazione di riferimento, in modo tale da
supportare sul campo i rifugiati e le strutture. 
</p>



<p>Ecco
che l’attivismo, conseguentemente alla presa di coscienza, può
prendere diverse forme, e nessuna è più importante dell’altra,
perché quando ci attiviamo in questo campo, scegliamo la
solidarietà, la cooperazione e la fratellanza, e mettiamo al bando
l’ignoranza e disuguaglianza. 
</p>
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		<title>#IOACCOLGO. Il Parlamento europeo fermi le violenze e la violazione dei diritti alla frontiera UE-TURCHIA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2020 08:28:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha firmato e invita tutte e tutti a farlo! Grazie. I  FIRMA L&#8217;APPELLO   http://chng.it/CmCgCGyCHZ AIUTATECI A DIFFONDERE QUESTO APPELLO!&#160;Facciamo appello al Parlamento Europeo e ai gruppi politici che rappresentano&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/03/11/ioaccolgo-il-parlamento-europeo-fermi-le-violenze-e-la-violazione-dei-diritti-alla-frontiera-ue-turchia/">#IOACCOLGO. Il Parlamento europeo fermi le violenze e la violazione dei diritti alla frontiera UE-TURCHIA</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="162" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/ioaccolgo-1024x162.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13701" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/ioaccolgo-1024x162.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/ioaccolgo-300x47.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/ioaccolgo-768x121.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="800" height="400" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/qqqqqqq.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13702" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/qqqqqqq.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/qqqqqqq-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/qqqqqqq-768x384.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure></div>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td> <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> ha firmato e invita tutte e tutti a farlo! Grazie. </td></tr><tr><td><strong>I</strong></td></tr><tr><td> <a rel="noreferrer noopener" href="http://490kt.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/TCMkiyOpA_N3DN84NN0vXYkQrGocX5GXzDxUZNycAlxN3hqwsntZXusqu5JZDM94vM5joI57y9x4ScWYk4OO7bTvEoc98JOG5OKMZ6Jm_fBcGVi-pl_FzbagIIye5iYWa8xZOTedxq5JUziolYu-znUAYdkuEJ2Dc6yIygHQp4SMtApWIxRxuAgBZw5WsjdA6yKt50ejFOINi2TPX5ox00XFh9bHVN0GeLY3ub8WQ6WMOVmEm-DIlCV9UVfvS7dlOum0-g?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">FIRMA L&#8217;APPELLO</a>  <br> <a rel="noreferrer noopener" href="http://chng.it/CmCgCGyCHZ?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://chng.it/CmCgCGyCHZ?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> </td></tr><tr><td> <strong>AIUTATECI A DIFFONDERE QUESTO APPELLO!</strong>&nbsp;Facciamo appello al Parlamento Europeo e ai gruppi politici che <br>rappresentano i cittadini e le cittadine dell’UE affinché venga fermata la violenza e l’uso della forza contro persone <br>inermi al confine tra UE e Turchia e venga ristabilita la legalità e il rispetto dei diritti umani, in primo luogo il diritto d’asilo.&nbsp;Quanto sta succedendo, è frutto di scelte sbagliate fatte con l’obiettivo di esternalizzare le frontiere e impedire alle persone in fuga da guerre e persecuzioni di arrivare in Europa per chiedere protezione.&nbsp;L’accordo siglato nel <br>marzo 2016 tra UE e Turchia oltre che sbagliato è anche controproducente. I Governi e le istituzioni europee hanno <br>fornito alla Turchia un’arma di ricatto che consente di usare le persone come fossero merce, cancellando la nostra <br>storia, i principi delle costituzioni europee e la civiltà del diritto. Il governo greco, con il sostegno dei governi europei e della Commissione, ha messo in atto una vera e propria guerra, con l’uso di armi e violenza indiscriminata, contro uomini, donne e minorenni indifesi. L’uso delle armi, di esercito e polizia, contro civili inermi è vietato dalle leggi e dalle <br>convenzioni internazionali e non c’è alcuna circostanza che possa giustificare una tale barbarie.&nbsp;Il Parlamento Europeo intervenga per riaffermare il principio di non refoulement che in queste ore viene cancellato alla frontiera greco turca, il diritto d’asilo e il diritto all’accoglienza delle persone che arrivano alle nostre frontiere a chiedere protezione.<br>Si intervenga per riaffermare la necessità di un piano europeo di redistribuzione dei richiedenti asilo, con quote <br>adeguate e con priorità per i minori stranieri non accompagnati e situazioni vulnerabili.&nbsp;È urgente fermare la violenza e l’uso della forza contro i profughi e per ribadire quei principi di solidarietà e umanità che sono parte fondante <br>dell’Unione Europea e ai quali non possiamo rinunciare se non vogliamo cancellare la nostra storia e alimentare i <br>sentimenti anti europei e anti democratici che mettono a rischio l’esistenza stessa dell’UE.&nbsp;</td></tr><tr><td> <a rel="noreferrer noopener" href="http://490kt.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/nYdfB5rMBd57XidrsVxLH5Di3RQnDwtExgnXqwtBEpllLdaRJgcyMNU_X8ziwkbAB4RAY0kN8hJI-05sYARdyppfTGn4MBanwuSWSLOOFOseVl2BNbjN3kgw-TeLuFTuCZpwkcrwx6QYuyZg263tRSwBM0akAt7O33rVnp8y5foFo-3SdzU9imw17wr3-umC34bOr0bCuu5BzmZAJPT4d0SPrlF3Axi3y0UnAlBs2dppYq0Lb-1_Ku02rObCMxHGeoAIaQ?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">FIRMA L&#8217;APPELLO</a>  <br> <a rel="noreferrer noopener" href="http://chng.it/CmCgCGyCHZ?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://chng.it/CmCgCGyCHZ?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> </td></tr><tr><td>&nbsp;<strong>FIRMATARI</strong>&nbsp;Casa della carità &#8220;A. Abriani&#8221;CedetimCEFACentro AstalliCGILCIAICIRCollectif de soutien de l&#8217;EHESS aux sans-papiers et aux migrant-esComunità Papa Giovanni XXIIICNCADimensioni DiverseDutch league for human rightsEmergencyEro StranieroEuroMed Droits / EuroMed RightsEuropasiloEuropean Democratic LawyersEurope External Programme (EEPA) with Africa,FCEIFocsivFocus-Casa dei Diritti SocialiFondation Frantz FanonFondazione ArchéFondazione MigrantesGreen Italia, Intersos<br>Legambiente<br>Ligue des droits humains<br>Lunaria<br>MCE&nbsp;Médecins du Monde missione Italia<br>Medico international (Allemagne)<br>Migrations Libres (Belgique)<br>MRAP (Mouvement contre le racisme et pour l&#8217;Amitié entre les Peuples)<br>NAIM<br>Non-lieux de l&#8217;exil<br>Open Arms<br>Osiris<br>Paris d’Exil<br>Rainbow4Africa Italia<br>Rainbow4Africa UK<br>Republicain Lawyers Association, Germany<br>Refugees Welcome Italia<br>Réseau Immigration Développement Démocratie<br>Rete degli Studenti Medi<br>Saltamuri<br>Save the Children<br>Save The Children Italia<br>SIMM<br>Solidar<br>The day of the Endangered lawyer foundation<br>Todo Cambia<br>Vivre Ensemble |&nbsp;<a href="http://asile.ch/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">asile.ch</a><br>UIL<br>Unione degli Universitari<br>Welcoming Europe-Per un’Europa che accoglie&nbsp;</td></tr><tr><td> <a rel="noreferrer noopener" href="http://490kt.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/lO44U01oQ4ehjnVVMENRx2lcBK9jX7RKAmj8p1uh9uh-7eCtZwr35OntRBFE6NT2C7c6XbXwQb6VYHaDEogORzob5JVIkTgfxcssL7yQQudGvObFGoJ--xQt7Fedx1edp6Oct7DZ3-hW4PD6H4KGPRxqELmZ5g1z-90PMPP-I6gkRSrAQc6U_BYutdgv1J1zs_peu7XIDHRaQIiqX2DQpOPvFqQ-NQS5bXUHGFjZdkxZCYsYwFaxR-PnC_X4PKZQPzIBiA?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">FIRMA L&#8217;APPELLO</a>  <br> <a rel="noreferrer noopener" href="http://chng.it/CmCgCGyCHZ?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://chng.it/CmCgCGyCHZ?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> </td></tr><tr><td></td></tr><tr><td><strong>The European Parliament must intervene to stop violence, the use of force and human rights violations at the EU-Turkey border.</strong></td></tr><tr><td>&nbsp;We call on the European Parliament and the political groups representing the EU citizens to stop violence and the use of force against defenseless people at the EU-Turkey border and to restore legality and respect for human rights, firstly the right of asylum.&nbsp;What is happening is the result of wrong choices made with the aim of externalizing borders and preventing people fleeing from wars and persecutions from arriving in Europe to seek protection.&nbsp;The agreement signed in March between the EU and Turkey is not only wrong but also counterproductive.&nbsp;Governments and European institutions have provided Turkey with an instrument of blackmail that allows people to be used as goods, erasing our history, the principles of European constitutions and the civilization of law.The Greek government, with the support of European governments and the Commission, has waged a real war, with the use of weapons and indiscriminate violence, against defenseless men, women and children.&nbsp;The use of weapons, by army and police, against unarmed civilians is prohibited by international laws and conventions and there is no circumstance that can justify such barbarism.The European Parliament must intervene to reaffirm the principle of non-refoulement which in these hours is being canceled at the EU-Turkish border, the right of asylum and acceptance of the people who come to our borders to seek protection.Actions must be taken to reaffirm the need for a European redistribution plan for asylum seekers, with adequate quotas and with priorities for unaccompanied and separated minors and people in vulnerable conditions.There is an urgent need to stop violence and the use of force against refugees and to reiterate the principles of solidarity and humanity that are a fundamental part of the European Union and which we cannot renounce if we do not want to erase our history and feed anti-European and anti-democratic feelings, who put the very existence of the EU at risk.&nbsp;</td></tr><tr><td> <a rel="noreferrer noopener" href="http://490kt.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/Ft1xotisKaUslU6QiJHgpFjMUCJdfBf8n_XtrXfpU2M6JB5KWxnmYAxnA18bDRji3aWRrBfWZKo_bLWbYJrbiRMvTlEx4EX7KQjxWnDHnvKzfKOW8CZVwCZEx_vFur0ZdujqozVf3NqZqHmzLiFmb7P5UxEeh1bAYUwlLKzUkPLPGQTsMozLcwER6AbwNrfuMbYqf_M_YnBvfWrDTSQysHgYtbqQXXlgVxRzhDS4yQwR_nnVqpGEMhj0mB-04pePj8KuWg?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">FIRMA L&#8217;APPELLO</a>  <br> <a rel="noreferrer noopener" href="http://chng.it/CmCgCGyCHZ?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://chng.it/CmCgCGyCHZ?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> </td></tr><tr><td>&nbsp;<a href="http://www.ioaccolgo.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">WWW.IOACCOLGO.IT?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><a href="mailto:SEGRETERIA@IOACCOLGO.IT" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SEGRETERIA@IOACCOLGO.IT</a></td></tr></tbody></table>
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		<title>Idlib e l&#8217;equivoco dei media italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 08:12:50 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="469" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/İdlib_14-1024x469.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13685" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/İdlib_14-1024x469.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/İdlib_14-300x138.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/İdlib_14-768x352.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/İdlib_14-980x450.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 980w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/İdlib_14.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>a cura di Alessandra Montesanto</p>



<p><em>Associazione Per i Diritti umani</em> ha parlato con il reporter Amedeo Ricucci che, sempre gentilmente e in maniera molto chiara, spiega la situazione a Idlib e l&#8217;equivoco veicolato dai media italiani. Ecco le sue parole. </p>



<p></p>



<p>La prima cosa da chiarire &#8211; che non viene chiarita dai media italiani &#8211; sulla situazione di Idlib è che si sta alimentando l&#8217;equivoco che i profughi siriani ammassati tra il confine terrestre tra Grecia e Turchia &#8211; così come i profughi che prendono i boat people e vanno dalla costa turca verso le isole di Lesbo o di Kyos – siano siriani di Idlib in fuga dai bombardamenti: NON E&#8217; ASSOLUTAMENTE VERO. A Idlib si continua bombardare, ci sono migliaia di siriani intrappolati nella terra addossata al confine turco perchè in realtà Erdogan sta solo minacciando l&#8217;Europa di aprire i confini, ma non li ha affatto aperti e ha lasciato passare solo qualche profugo per poterlo immortalare con le telecamere per alimentare la sua propaganda. Ad esempio, ha lasciato passare la famosa bambina a cui il papà raccontava che i bombardamenti erano soltanto un gioco, ma in realtà si contano sulle dita delle mani i profughi a cui Erdogan ha aperto la porta.</p>



<p>Il confine turco ha sigillato il muro che è stato costruito negli anni scorsi e Erdogan sta semplicemente facendo della propaganda perchè vuole che l&#8217;Europa intervenga per risolvere la situazione che si è creata a Idlib, cioè il fatto che lui e Putin non sono d&#8217;accordo su come spartirsi quell&#8217;area: mentre il regime di Assad, appoggiato dai Russi, vorrebbe sgomberarlo completamente dalla popolazione siriana e spedire i profughi in Turchia perchè la gente che vive a Idlib è composta da siriani che sono stati evacuati da zone e città riconquistate dal regime, ad esempio Aleppo o Duma vicino a Damasco, e le famiglie dei combattenti non volevano stare sotto il regime di Assad per cui sono state deportate con i  camion verso Idlib;  Idlib è, quindi, un concentrato di popolazione di cui il regime non sa che farsene e quindi vorrebbe riconquistare tutta quell&#8217;area vicino al confine turco &#8211; d&#8217;altronde quella è terra siriana &#8211; mentre Erdogan, che presidia quella zona e che dà un appoggio alle forze siriane ribelli che  comandano a Idlib, vorrebbe che questi tre milioni di siriani venissero spalmati lungo una terra di confine in modo da creare una zona cuscinetto che Erdogan e la Turchia sfrutterebbero per i loro scopi politici, per evitare che  i curdi possano stare a ridosso della frontiera, quindi per evitare contatti tra i curdi siriani e i curdi turchi.  </p>



<p>L&#8217;equivoco che si sta alimentando
riguarda chi sono i profughi che si stanno ammassando alla frontiera
terrestre tra Turchia e Grecia. Sono profughi che stanno in Siria da
anni e li hanno portati alla frontiera con i pullman, non a caso
Erdogan dice che sono 90 mila quando invece le Nazioni Unite dicono
che sono al massimo 15 mila, cioè c&#8217;è un gioco della propaganda che
si sta facendo sulla pelle dei profughi siriani che stanno 
continuando ad essere bombardati, che stanno morendo o che stanno al
freddo, intrappolati tra il regime di Assad e i russi che bombardano
e la frontiera turca che resta chiusa. 
</p>
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		<title>Il rapporto annuale del Centro Astalli</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Apr 2019 08:37:07 +0000</pubDate>
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<p>Il <strong>Centro Astalli</strong> presenta una fotografia aggiornata sulle condizioni di richiedenti asilo e rifugiati che durante l’anno si sono rivolti alla sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati e hanno usufruito dei servizi di prima e seconda accoglienza che l’Associazione offre.</p>
<p>Il Rapporto, attraverso il resoconto di <strong>un anno di attività</strong>, portato avanti nelle varie sedi territoriali, vuole essere uno strumento per aiutare a capire quali sono <strong>le principali nazionalità dei rifugiati che giungono in Italia</strong> per chiedere asilo, quali difficoltà incontrano nel percorso per il riconoscimento della <strong>protezione internazionale</strong> e per l’accesso a <strong>misure di accoglienza e inclusione sociale</strong>.</p>
<p>La rete del Centro Astalli ne ha accompagnati <strong>25mila</strong>, di cui quasi <strong>12mila</strong> nella sola sede di Roma. Dalla lettura del Rapporto si evince un aumento delle vulnerabilità cui corrispondono difficoltà maggiori nel vedersi garantiti diritti basilari. Segnali preoccupanti evidenziano le difficoltà di chi è già presente da tempo sul territorio ma soprattutto di chi è titolare di protezione umanitaria.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56462409_10156540902776312_8288597418769907712_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12292" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56462409_10156540902776312_8288597418769907712_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1735" height="1157" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56462409_10156540902776312_8288597418769907712_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1735w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56462409_10156540902776312_8288597418769907712_o-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56462409_10156540902776312_8288597418769907712_o-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56462409_10156540902776312_8288597418769907712_o-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1735px) 100vw, 1735px" /></a></p>
<p>La società civile è una forza indispensabile al fianco dei rifugiati e il Centro Astalli può contare sull’impegno costante di <strong>594 volontar</strong>i, impegnati nei vari servizi. C’è poi un Italia, ancora più bella che guarda al futuro, ed è quella dei <strong>27.124 studenti</strong> coinvolti nel progetti didattici Finestre e Incontri. Numerose comunità religiose, inoltre, hanno continuato a ospitare i rifugiati nella volontà di assisterli nel delicato passaggio all’autonomia abitativa.</p>
<p>All’interno del Rapporto, l’inserto fotografico racconta il lavoro quotidiano della <strong>Rete territoriale del Centro Astalli</strong>, fatto di incontri e condivisione. Le foto scattate da Lucrezia Lo Bianco sono arricchite dai commenti di <strong>Liliana Segre, Simonetta Agnello Hornby</strong> e <strong>S. Em. Card. Gualtiero Bassetti</strong>. In appendice è possibile leggere il discorso del <strong>Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</strong> pronunciato in occasione dell’inaugurazione del nuovo Centro Matteo Ricci e il contributo di <strong>P. Federico Lombardi</strong> sulla figura del gesuita missionario in Cina a cui è dedicata la struttura.</p>
<p>Nei seguenti link i materiali dell’evento:</p>
<p>&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Sintesi-Rapporto-annuale-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Sintesi Rapporto annuale 2019 </a></p>
<p>&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Testimonianza-di-Karamoko-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Karamoko </a><br />
&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Testimonianza-di-Charity-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Charity </a><br />
&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Testimonianza-di-Kamara-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Kamara </a><br />
&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Testimonianza-di-Moussa-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Moussa </a><br />
&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Testimonianza-di-Sohrab-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Sohrab </a><br />
&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Testimonianza-di-Sussy-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Sussy </a><br />
&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Storia-di-Marc-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Marc </a><br />
&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Testimonianza-di-Mohammed-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Mohammed </a><br />
&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Testimonianza-di-Ziad-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Ziad </a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56502841_10156540908581312_7002628019290374144_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12293" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56502841_10156540908581312_7002628019290374144_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2048" height="1365" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56502841_10156540908581312_7002628019290374144_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56502841_10156540908581312_7002628019290374144_o-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56502841_10156540908581312_7002628019290374144_o-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56502841_10156540908581312_7002628019290374144_o-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></a></p>
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		<title>Chiusura del CARA di Castelnuovo Di Porto gestita in modo disumano, sbrigativo e caotico &#8211; COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 08:08:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani firma e divulga il seguente comunicato: 31 gennaio 2019: La settimana scorsa abbiamo assistito con sgomento ad una vera deportazione dei migranti dal CARA di Castelnuovo Di Porto, che&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/foto-castelnuovo-di-porto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12005" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/foto-castelnuovo-di-porto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="438" height="246" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/foto-castelnuovo-di-porto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 438w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/foto-castelnuovo-di-porto-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 438px) 100vw, 438px" /></a></p>
<p><b>Associazione Per i Diritti umani </b>firma e divulga il seguente comunicato:</p>
<p>31 gennaio 2019: La settimana scorsa abbiamo assistito con sgomento ad una vera deportazione dei migranti dal CARA di Castelnuovo Di Porto, che era il secondo centro per rifugiati e richiedenti asilo in ordine di grandezza, subito dopo quello di Isola Capo Rizzuto.</p>
<p>Contestiamo le modalità e i tempi dello sgombero che è avvenuto a nostro avviso in modo disumano, sbrigativo e caotico. Ci chiediamo se siano state rispettate tutte le norme nazionali, la Costituzione italiana e le norme internazionali in termini di diritti umani.</p>
<p>La decisione del ministro dell&#8217;Interno di mandare l&#8217;esercito per sgomberare il centro che rappresentava una positiva esperienza di integrazione locale, sembra far più parte di una strategia per smantellare il sistema di inclusione che, seppur con alcune difficoltà, funziona. Abbiamo invece bisogno di misure ponderate, rispettose dei diritti delle persone e delle attività di chi ha agito per una vera inclusione. Insicurezza, caos, disorientamento e violazione dei diritti dei migranti sono invece il risultato di questa scelta.</p>
<p>Appare evidente che la modalità scelta per condurre questa operazione rientri in uno scenario propagandistico per soddisfare le promesse elettorali invece di creare azioni sinergiche, ponderate e concordate con gli enti locali efficaci per persone che si trovano già in condizioni di vulnerabilità.</p>
<p>Ribadiamo che non siamo in guerra e non vi è alcuna necessità di agire in emergenza; si tratta di esseri umani, con sentimenti e legami affettivi, legami lavorativi, amicizie; non sono bestie.</p>
<p>Un esempio è la drammatica Storia di Mouna Alì: 24enne somala con la protezione umanitaria che ha perso il diritto ad una tutela dopo il decreto sicurezza; solo grazie alla generosità del sindaco di Castelnuovo Di Porto, Riccardo Travaglini, Mouna non finirà, per ora, sulla strada.</p>
<p>Crudeltà gratuita è riservata ai bambini che da un giorno all’altro devono abbandonare scuola, amici, insegnanti e qualsiasi legame che finalmente li faceva sentire accolti. Questi bambini e queste famiglie hanno già subito diversi traumi; non hanno bisogno di altre tragedie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non si può continuare con misure disumane, frettolose non rispettose dei diritti umani; chiediamo che non vi siano altre azioni simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nostra solidarietà va alla citta di Castelnuovo Di Porto, al suo sindaco Riccardo Travaglini e a tutti i cittadini che si sono attivati in modo straordinario per aiutare gli ex ospiti della struttura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I nostri pensieri vanno anche ai 120 operatori che rischiano di perdere l’occupazione a causa di questa operazione.</p>
<p><b>Firmato: </b></p>
<p>REDANI (Rete della Diaspora Africana Nera in Italia)</p>
<p>Movimento Cara Italia</p>
<p>Articolo 21</p>
<p>Città Futura, Frosinone</p>
<p>Kellam Onlus</p>
<p>Movimento Degli Africani</p>
<p>Associazione Speranza Italia</p>
<p>National Union of Nigeria Associations in Italy (N.U.N.A.I.)</p>
<p>Nigerians in Diaspora Organization &#8211; Italy</p>
<p>Associazione per i Diritti Umani</p>
<p>Alleanza dei Romeni in Italia</p>
<p>Balobeshayi</p>
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		<title>Lettera a Conte, dopo lo sgombero del CARA di Castelnuovo di Porto</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/24/lettera-a-conte-dopo-lo-sgombero-del-cara-di-castelnuovo-di-porto/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2019 07:22:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani accoglie l&#8217;invito di pubblicare, inviare e diffondere la seguente lettera al presidente del governo Conte, a seguito dello sgombero del CARA di Castelnuovo Di porto. Mandiamola tutte/tutti all&#8217;indirizzo: presidente@pec.governo.it &#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong> </em>accoglie l&#8217;invito di pubblicare, inviare e diffondere la seguente lettera al presidente del governo Conte, a seguito dello sgombero del CARA di Castelnuovo Di porto.</p>
<p>Mandiamola tutte/tutti all&#8217;indirizzo: <a href="mailto:presidente@pec.governo.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">presidente@pec.governo.it</a> <br style="color: #000000; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Times New Roman'; font-size: small; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;" /><br style="color: #000000; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Times New Roman'; font-size: small; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;" /></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/171735542-4d5156d5-1ce5-46e5-b5bf-b520c150adfd.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11970" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/171735542-4d5156d5-1ce5-46e5-b5bf-b520c150adfd.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="560" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/171735542-4d5156d5-1ce5-46e5-b5bf-b520c150adfd.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/171735542-4d5156d5-1ce5-46e5-b5bf-b520c150adfd-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>
<p>Gentile Presidente del Governo Italiano Giuseppe Conte,</p>
<p>A pochi giorni dalla Giornata della Memoria, oggi l’Italia ha assistito ad<br />
una vera deportazione.</p>
<p>Quello che è avvenuto nel Cara di Castelnuovo Di Porto, dove c&#8217;è il secondo<br />
centro rifugiati richiedenti asilo più grande d&#8217;Italia, è qualcosa di<br />
indegno, che offende la nostra storia e i principi sanciti nella<br />
Costituzione italiana.</p>
<p>Il ministro dell&#8217;Interno ha mandato l&#8217;esercito per sgomberare il centro<br />
nonostante questo rappresenti una più che positiva esperienza di<br />
integrazione locale, come ha dichiarato il Sindaco Riccardo Travaglini.</p>
<p>L’avvocato Giuseppe Conte, prima ancora del cittadino Conte, sa bene che i<br />
diritti sono una cosa seria e che sono materia giuridica da non prendere<br />
alla leggera, costitutivi come sono del corpus normativo che una nazione si<br />
costruisce nel tempo, e non senza sacrifici e sforzi, cristallizzandoli nei<br />
propri codici. L’avvocato Giuseppe Conte tutto questo lo sa molto bene&#8230;</p>
<p>Lei, Presidente,  sa che si parla di una struttura che accoglie 330 persone<br />
richiedenti asilo, di cui 30 sono sotto protezione umanitaria, che<br />
l&#8217;esercito, a quanto raccontano fonti locali, ha inspiegabilmente diviso tra<br />
uomini, donne e bambini, anche smembrando nuclei familiari. Un metodo<br />
vergognoso (che riporta alla memoria le deportazioni naziste) , sul quale io<br />
ed altri cittadini chiediamo  subito chiarezza a Lei, al suo Governo ed al<br />
Prefetto. Un metodo che tutti, sicuramente anche lei, ha additato con sdegno<br />
ed incredulità nel vederlo applicato lungo il confine USA-Messico e che ora,<br />
incredibilmente si vede applicato alle porte di Roma. E’un’immagine<br />
irricevibile per le persone che, come me,  fanno parte di una Nazione che<br />
voglia dirsi civile.</p>
<p>Trovo gravissimo, inoltre, che i migranti, avvisati solo poche ore prima,<br />
siano stati costretti ad abbandonare i propri alloggi dopo anni di<br />
integrazione. Ora i bambini dovranno interrompere gli studi, così come chi<br />
aveva trovato un&#8217;occupazione dovrà lasciarla senza sapere quale sarà il<br />
proprio  futuro. E resteranno senza tutela le donne già vittime di violenza<br />
e i soggetti più vulnerabili. Oltre a ciò ben 140 addetti alla struttura<br />
resteranno dal primo di febbraio senza alcun lavoro!</p>
<p>Tutto questo è il risultato di un “decreto sicurezza” che rende le nostre<br />
città più insicure, creando nuovi irregolari e interrompendo traumaticamente<br />
percorsi di vita e di inserimento sociale.</p>
<p>Spero non sia vero che ben 30 persone sotto protezione umanitaria saranno<br />
lasciate senza alcuna soluzione alternativa.<br />
Le chiedo pertanto,  gentile Presidente, se non ritiene che si siano<br />
superati “quei limiti insuperabili umani” a cui lei, in altra occasione, ha<br />
fatto calzante riferimento.<br />
Con osservanza.</p>
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		<title>Yemen. Un conflitto tenuto in sordina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 07:56:44 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>Una guerra e un genocidio tenuti in sordina, nello Yemen. Un Paese che sta scomparendo come la Siria. Ieri una ennesima tragedia che ha visto morire più di 40 bambini, quasi tutti sotto i 15 anni di età e 70 feriti, per un raid aereo nel Nord del Paese, nella provincia di Saada.</p>
<p>Dahyan è il nome della cittadina, roccaforte degli Houthi (ribelli sciiti filo-iraniani), ma i bambini non hanno bandiere e le vittime di ieri erano solo giovanissimi studenti che sono stati estratti dalle macerie del mezzo di trasporto con i loro zaini e ancora indosso le divise scolastiche. Si suppone che stessero rientrando dalle lezioni e che il pulman si fosse fermato per una breve pausa, quando il raid è iniziato, ma non ci sono ancora notizie certe dell&#8217;accaduto. Di certo è che ci sono state ancora troppe vittime e che abbiano perso la vita troppo presto.</p>
<p>Sul territorio sono presenti <em>Medici senza frontiere</em>, la <em>Croce Rossa Internazionale</em> (che ha ricevuto, purtroppo, i corpi) e <em>Save the children</em> che chiederà di aprire un&#8217;inchiesta indipendente.</p>
<p>La situazione nello Yemen sta precipitando, ma i media non se ne occupano abbastanza, l&#8217;UNHCR dichiara che la situazione è sempre più pericolosa anche per gli operatori umanitari, mancano i fondi per gli aiuti e per arginare la crisi che colpisce, ogni giorno, i civili.</p>
<p>L&#8217;attacco di ieri è stato lanciato dalla coalizione saudita che lo ha definito “legittimo”, ma in questo conflitto, solo i sauditi stanno utilizzando aerei da guerra.</p>
<p>Sylvia Ghaly, Advocacy di <em>Save the children</em> ha dichiarato: “Questa è un&#8217;altra palese evidenza delle violazioni della legge internazionale sui diritti umani a cui assistiamo in Yemen ormai da tre anni, dagli attacchi sproporzionati e indiscrimintai sui civili al rifiuto all&#8217;accesso per gli aiuti umanitari e all&#8217;utilizzo della fame come arma di ricatto, e sono le persone, non i combattenti, a pagare il prezzo più alto” e ha aggiunto: “Non c&#8217;è alcuna soluzione militare per questo conflitto. Solo una soluzione politica può porvi fine e ristabilire la pace in Yemen.”</p>
<p>La speranza è che si ritorni al tavolo delle trattative al più presto e che la stampa faccia pressione affinchè gli interessi finanziari e geopolitici non cancellino dalla mappa anche questo Paese.</p>
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