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	<title>vergogna Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>#sonoStatoio</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2016 18:53:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi (che ringraziamo per le celerità con cui ci ha inviato questo articolo) &#160; Di quale morte deve morire Stefano Cucchi? Sembra non aver mai fine la tragica vicenda di Stefano Cucchi,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">di Patrizia Angelozzi (che ringraziamo per le celerità con cui ci ha inviato questo articolo)</span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-562.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-7070" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7070" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-562.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (562)" width="258" height="258" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-562.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 258w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-562-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-562-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-562-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 258px) 100vw, 258px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><b>Di quale morte deve morire Stefano Cucchi?</b><br />
Sembra non aver mai fine la tragica vicenda di Stefano Cucchi, mentre la dichiarazione di<br />
“morte improvvisa ed inaspettata per epilessia’ è la risposta come una delle ipotesi principali, questo secondo i periti per il quali non c’è nesso tra il violento pestaggio avvenuto nella notte tra il 15 ed il 16 ottobre del 2009 da parte dei carabinieri ed il decesso di sei giorni dopo all’ospedale Sandro Pertini.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><b>LA STORIA<br />
</b>L&#8217;inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi vede indagati cinque carabinieri della stazione Roma Appia e nel frattempo, sono stati assolti <a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/07/18/news/sentenza_cucchi-144366946/?ref=HREA-1&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #00000a;">a giugno </span> </a><a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/07/18/news/sentenza_cucchi-144366946/?ref=HREA-1&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #00000a;">i medici dell&#8217;ospedale Pertini di Roma dove era stato ricoverato Stefano Cucchi</span></a>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La dichiarazione della sorella, Ilaria : “<i>la duplice frattura della colonna e del globo vescicale gli hanno fermato il cuore</i>” E continua: “<i>con una perizia così ora abbiamo la possibilità di vedere processati gli indagati per omicidio preterintenzionale</i>”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nel frattempo il legale dei Carabinieri, alla luce delle risposte dei periti afferma che chiederanno all’Ufficio di procura l’archiviazione del procedimento.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><br />
</span><span style="color: #000000;"><b>Il caso Cucchi diventa virale sui social network</b></span><span style="color: #000000;">: su Twitter è stato lanciato un hashtag, #sonoStatoio con cui si accusa lo Stato di non aver trovato i colpevoli della morte del giovane avvenuta nel 2009 nel reparto protetto dell&#8217;ospedale Sandro Pertini, una settimana dopo il suo arresto per possesso di droga.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><b>Adriano Celentano</b></span><span style="color: #000000;"> sul suo Blog: “Ciao Stefano! Hai capito adesso i che mondo vivevi? Certo dove sei ora è tutta un’altra cosa. L’aria che respiri ha finalmente un sapore. Quel sapore di aria pura che non ha niente a che vedere con quella maleodorante che respiravi sulla terra. Lì c’è la LUCE, la LUCE vera! Che non è quella flebile e malata di quei giudici “ignavi” che come diceva Dante, sono anime senza lode e senza infamia e proprio perché si schierano né dalla parte del bene né da quella del male sono i più pericolosi, e giustamente il Poeta condanna.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">Ma adesso dove sei tu è tutto diverso. Liìsi respira AMORE del “Padre che perdona” e non di chi ti ha picchiato e massacrato fino a farti morire. Sei finalmente libero di amare e scorazzare fra le bellezze del Creato, senza più timore che qualche guardia carceraria ti rincorra per ucciderti. Perché dove sei tu non si può morire.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><b>Jovanotti </b></span><span style="color: #000000;">su Facebook: A me Stefano Cucchi sembra di conoscerlo. Questa famiglia potrebbe essere la mia, e la famiglia di tantissima gente, per questo ci si sta male, si cerca di capire, ci si commuove, ci si arrabbia e ci si vorrebbe stringere a questa famiglia</span><span style="color: #000000;"><b>.</b></span><span style="color: #000000;"> Interviene da New York dove sta lavorando al suo nuovo album.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><b>Fedez</b></span><span style="color: #000000;">, il più duro in un tweet: Cucchi morto disidratato? NOI moriamo disidratati perché certe stronzate non ce le beviamo. L’ingiustizia è uguale per tutto. #VERGOGNA</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><br />
</span><span style="color: #000000;"><b>Un coro di musicisti ed un ex ministro, Corrado Passera</b></span><span style="color: #000000;">: La giustizia non può lasciare senza risposte tragedie come quella di Cucchi. Da anni la famiglia aspetta di sapere come è morto Stefano.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">Sgomento e rabbia, indignazione, vergogna per questa vicenda bruta e violenta senza risposte.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">Di quale morte deve ancora morire Stefano Cucchi ?</span></span></p>
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		<title>Chi ferisce, uccide</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2016 08:07:51 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi<b> </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6933" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6933" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (536)" width="770" height="439" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 770w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-536-300x171.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-536-768x438.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a></p>
<p>Sul web e sulla carta stampata, titoli di richiamo morbosi. Dettagli scabrosi, a ‘tirare dentro i pensieri ‘ oscure vicende rese note in modo volgare e triviale. Un mondo, quello della comunicazione che troppo spesso mira a distruggere qualsiasi parte rimasta illesa rivolta all’onestà, alla positività, alla legalità.</p>
<p>Eppure esiste anche dentro un mondo malato, <b>una parte di persone che nelle situazioni più complicate, vede, osserva, agisce. E’ il caso dei docenti che hanno trovato tra i temi in classe, vicende di stupri </b>e violenza inaudita, che sebbene nella consapevolezza di vivere in un contesto omertoso, non hanno fatto passi indietro o ignorato.<br />
Sono i docenti della ‘ragazza’ diventata conosciuta alle cronache, che dall’età di 14 anni è stata violentata da un gruppo per ben tre anni. Lo sapevano tutti, i responsabili, il paese, i genitori che per qualche strana modalità di protezione hanno taciuto.<br />
Persone consapevoli di avere a che fare con ‘materiale umano’ da difendere e proteggere davvero. Allo stato attuale non risultano azioni di merito rivolte a questi insegnanti per aver superato il muro del silenzio. Eppure, loro il muro lo hanno buttato giù.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-535.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6934" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6934" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-535.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (535)" width="380" height="270" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-535.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 380w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-535-300x213.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così come non esistono regole sul web, diventato circuito che umilia, mortifica, amplifica anche dove, per buonsenso e logica, avrebbe dovuto ‘eliminare’ a prescindere un video compromettente di una donna che per motivi personali aveva scelto di registrare un filmato.<br />
<b>L’assalto mediatico, le parole di offese, diventate ferite sempre più profonde. Sono diventate cancrena, perdita di sangue, di identità, di libertà di esistere</b>. L’unica scelta rimasta è stata il suicidio, trasformato in dibattito pubblico senza alcun ritegno. Senza un pensiero per i familiari, per Lei, per chi vicino a lei.<br />
In questo profondo baratro, neanche nella morte, le è stato concesso il ‘riposo’.</p>
<p>Un richiamo alla deontologia, senza lasciare che passino di ‘porta in porta’, urla di dolore così forti rimaste nel silenzio di una realtà che nega, rinnega, punisce, decapitando la vita ancor prima che sia finita.<br />
<b>Il silenzio ferisce a morte chi subisce e non ha voce, chi nel terrore e nella vergogna, ogni giorno inventa un modo per sopravvivere</b>.</p>
<p>Una pensiero a chi non c’è più, una speranza di ricostruzione a chi ha subito.<br />
Senza nomi in grassetto, senza riportare dettagli, senza scavare nelle vite degli altri.<br />
Senza fare silenzio e senza troppo chiasso. Per restare vivi e ricordare di essere umani e veri.</p>
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