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	<title>Zimbabwe Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221; La profondità di uno sguardo</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Sep 2019 06:45:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi Intervista a Liberty Shuro, artista zimbabwiano che mette su carta gli sguardi e i movimenti degli animali della sua vicina foresta. Disegnatore autodidatta, ha da poco varcato i confini dello Zimbabwe&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>di Veronica Tedeschi</p>



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<p>Intervista a Liberty Shuro, artista zimbabwiano che mette su carta gli sguardi e i movimenti degli animali della sua vicina foresta. Disegnatore autodidatta, ha da poco varcato i confini dello Zimbabwe grazie a molte gallerie d’arte (compresa la galleria “Picta, grafica d’autore” di Torino) che lo reclamano. Un ragazzo determinato e intelligente che ama il suo paese e che ha come obiettivo quello di impressionare le persone attraverso gli sguardi degli animali che disegna.</p>



<p><em>Nella difficile situazione del tuo paese, un artista come te riesce a sopravvivere?</em></p>



<p>Per un artista è difficile sopravvivere e fare affari soprattutto in questo momento storico in cui l&#8217;economia è in crisi. E’ una sfida continua ma non io mi arrendo, se ti fai un nome e fai del buon marketing puoi sopravvivere. La sfida più grossa per gli artisti è, appunto, la pubblicità, perché essere un artista ed essere un uomo d&#8217;affari sono due cose diverse. La triste realtà è che il talento da solo non fa soldi né vendite, un artista nel 2019 deve conoscere almeno i concetti di base del business e capire come funziona per generare vendite e successo.</p>



<p>
<em>I
tuoi clienti, ammiratori dei tuoi disegni, sono tutti stranieri o
riesci a vendere anche a gente del posto?</em></p>



<p>La maggior parte delle richieste di acquisto dei miei quadri proviene sicuramente da stranieri, ma riesco a vendere anche a persone del posto, soprattutto in occasione di mostre e gallerie d&#8217;arte locali. La situazione economica in cui si trova oggi lo Zimbabwe rende più difficile l’acquisto di arte (in qualsiasi forma), ma, nonostante questo, continuo a fare marketing online per raggiungere più persone possibili, vicine o lontane che siano, con lo scopo di aumentare le vendite e, soprattutto farmi conoscere.</p>



<p>
<em>Le
tue opere sono state esposte in Europa, anche nella nostra Torino.</em></p>



<p> <em>L&#8217;europeo medio, che in molti casi non ha mai visto dal vivo molti degli animali che disegni, è stupito e incuriosito dalla profondità dello sguardo dei tuoi animali.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="640" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/1-1024x640.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12988" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/1-1024x640.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/1-300x188.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/1-768x480.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1507w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>
<em>Percepisci
questa curiosità?</em></p>



<p>
Percepisco
tantissima curiosità dagli stranieri.</p>



<p>Spesso guardo i miei lavori e mi chiedo come possano provocare tanto stupore e come io riesca a creare tale illusione di profondità e realtà in 3D su un semplice pezzo di carta.</p>



<p>Ogni tanto mi fermo a pensare anche a cosa accadrebbe se chi rimane stupido dai miei disegni incontrasse dal vivo un elefante o una scimmia. Non per vantarmi ma la verità è che le sensazioni sarebbero molto simili, gli sguardi che disegno arrivano al cuore, quasi come ritrovarsi veramente davanti ad un animale della foresta.</p>



<p>
<em>Hai
mai pensato di lasciare lo Zimbabwe e trasferirti in Europa per
perseguire il tuo sogno e diventare un artista a 360 gradi?</em></p>



<p>
È
sempre stato il mio sogno esplorare il mondo, in particolare
l&#8217;Europa, con lo scopo di far conoscere la mia arte e la mia cultura.
Ho raggiunto alcuni obiettivi che mi ero prefissato e Sì, sarei
disposto anche a trasferirmi per lavoro, lasciando lo Zimbabwe e
portando con me solo i miei quadri e la mia cultura. Sto già
lavorando per far sì che questo avvenga ed essere riuscito ad
organizzare delle mostre in Europa fa crescere le mie speranze perché
la gente inizia a conoscermi e ad incuriosirsi.</p>



<p>
L&#8217;arte è
sempre stata e sarà per sempre la mia passione, non posso vivere
senza di essa.</p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Il giorno in cui cadde il leone, la fine della dittatura in Zimbabwe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Aug 2019 09:20:58 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Veronica Tedeschi</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="560" height="315" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/mugabe.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12867" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/mugabe.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/mugabe-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></figure></div>



<p><strong>I</strong></p>



<p><em>&#8220;C’è un vecchio africano sul marciapiede opposto, la bocca sdentata, i crespi capelli pennellati di grigio, ha lo sguardo quasi smarrito nell’incredulità del momento ed io sono sicuro che quegli occhi annebbiati hanno visto i più terribili momenti della storia del paese, conosciuto la discriminazione, il sangue, l’odio, la riconciliazione, la repressione, la miseria e la speranza, ma oggi egli ride felice come un bambino e il suo volto sembra dire “Adesso posso morire sereno”.</em></p>



<p>L’inizio
di un nuovo capitolo, di una rinascita dopo anni di miseria e
oppressione. Così il colpo di Stato in Zimbabwe viene raccontato da
Luigi Bada, un italiano che vive in Africa da anni e che ha vissuto
esattamente come un africano questo importante momento storico.</p>



<p>Novembre 2017, una rivoluzione perfetta, pacifica ed unanime alla quale partecipa un paese intero per fronteggiare un tiranno che ostinatamente resiste negli anni.</p>



<p>Robert Mugabe, dittatore 95enne, riesce a governare il paese per ben 37 anni, prima di cedere lo scettro. Fin da giovane entra nella vita politica grazie alle sue doti oratorie e grazie alla sua bravura nel parlare più lingue. Nel 1980 diviene il primo ministro nero del paese, che fino a quel momento aveva visto solo governi bianchi, a causa del colonialismo britannico. Alla fine del suo mandato viene eletto Presidente della Repubblica e da qui la sua ascesa verso il potere assoluto.</p>



<p>Diviene un Leader senza antagonisti (o quasi) e attua in tutto il paese politiche di riforme sociali ed economiche per potenziare e responsabilizzare la maggioranza nera, con lo scopo di ridurre e annullare il divario economico e culturale con la minoranza bianca. Viene accusato di crimini contro l’umanità e arriva a modificare la costituzione per ricandidarsi negli anni.</p>



<p>La
frattura con la Gran Bretagna resta indelebile ed è causata da un
decreto in cui Mugabe accusa la colonia europea di sottrazione delle
terre ai nativi durante il periodo coloniale e chiede agli inglesi il
risarcimento pecuniario per questo abuso minacciando l’esproprio.</p>



<p>Anni
di sottomissione, di limitazione dello stato di diritto e di
violazioni dei diritti umani. Tutto questo grazie anche al braccio
destro, Grace Marufu, moglie di 41 anni più giovane del Presidente.
Una donna ambiziosa e arrivista che sfrutta il potere del marito
arrivando quasi a volerlo sovrastare.</p>



<p>Una rivoluzione era necessaria e il paese, ormai insofferente, la reclamava. Il 14 novembre 2017 l’Esercito entra in Harare: direzione casa presidenziale.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1000" height="562" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Zimbabweans-protest-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12869" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Zimbabweans-protest-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Zimbabweans-protest-1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Zimbabweans-protest-1-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Davanti
i militari i due uomini che sono riusciti a macchinare ed azionare il
colpo di stato più pacifico avvenuto in tutta l’Africa: Mnangagwa
(detto il coccodrillo) e Costantino Chiwenga.</p>



<p>Due
personaggi chiave nel governo Mugabe e due cari amici dei Presidente.
Mnangagwa, vice presidente del partito ZANU-PF (di cui era presidente
Mugabe), un uomo di cultura che non ha mai sfociato in commenti
oltraggiosi o razzisti.</p>



<p>Nonostante
egli abbia sempre descritto Mugabe come un mentore ed un padre,
inasprì le critiche verso il presidente e la consorte, arrivando ad
accusarli di aver privatizzato lo ZANU – PF e di tenere in ostaggio
tutta la Nazione.</p>



<p>“<em>Combatterò
con le unghie e con i denti contro coloro che stanno violando i
principi ed i valori fondamentali del nostro partito”</em></p>



<p>Costantino
Chiwenga, personaggio chiave del regime, anche lui inserito nel
patito ZANU-PF, inizia a manifestare insofferenza verso le beghe di
palazzo che fratturano e indeboliscono il partito.</p>



<p>Due
personaggi, quindi, che hanno vissuto la dittatura come parte attiva
ma che non sono voluti rimanere dalla parte sbagliata. Hanno deciso
di lottare per il benessere dei cittadini, cosa che un buon politico
dovrebbe sempre fare.</p>



<p>14
novembre 2017: il coraggio di un esercito e la forza di un popolo che
manifestando pacificamente è riuscito a dire Basta e a riprendersi
la propria libertà.</p>



<p><em>Il
soldato fulmina il ragazzo con uno sguardo da leopardo, potrebbe
distruggerlo con una sola mano. La tensione è altissima e percepisco
quasi in modo palpabile l’orgoglio del militare e il suo conflitto
interiore.</em></p>



<p><em>D’un
tratto, con uno scatto improvviso, il militare si volta e si
allontana. La folla esplode in un applauso, il ragazzo torna
diligentemente a sedersi e tutti traiamo un gran respiro di sollievo.
Non so a chi applauda la folla ma applaudo anche io a quel soldato.
(Dal libro “Il giorno in cui cadde il leone” di Luigi Bada. 17
novembre, giorno di proteste contro il regime Mugabe).</em></p>
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