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	<title>arte Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Accendi la tua presenza</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 09:07:52 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/11/be.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="681" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/11/be-681x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18197" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/11/be-681x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 681w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/11/be-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/11/be-768x1154.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/11/be-1022x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1022w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/11/be.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1331w" sizes="(max-width: 681px) 100vw, 681px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Martina Foglia</p>



<p>Oggi vi voglio parlare di una realtà che unisce due aspetti molto importanti per noi persone con disabilità. La realtà in questione è BeOn Foundation che in tutti i progetti che propone sul territorio lombardo, concretizza un binomio che è molto spesso solo teorizzato, ovvero il connubio tra accessibilità e inclusione attraverso la promozione di progetti in diversi ambiti che pongono al centro la persona con disabilità e le sue esigenze facilitando a seconda delle capacità della persona, la fruizione delle risorse messe a disposizione, favorendo così l&#8217;equità con gli altri coinvolti nei progetti, favorendone l&#8217;interazione e la relazione in un contesto di gruppo. Ora lascio la parola a Stefano che ci racconterà questa realtà nel dettaglio! Buona lettura</p>



<p>Intervista a Stefano – beOn Foundation</p>



<p> <br>Ciao Martina, io sono Stefano. Sono cofondatore (con Flavia, Dario e Giovanni) della beOn Foundation ETS, e sono anche compagno di vita di Flavia. Da molti anni mi occupo di includere persone con disabilità nel mondo del lavoro, della formazione, del tempo libero: non come “assistente”, ma come alleato, convinto che ognuno abbia un potenziale da esprimere.</p>



<p>Quando e come è nata l’idea di creare una fondazione?<br>L’idea è nata in seguito a un episodio che ha cambiato profondamente le nostre vite: l’incidente di Flavia. Quel tragico momento ha mostrato in modo nitido le barriere — fisiche, culturali, sociali — che esistono ogni giorno per tantissime persone. Da lì è scattata la voglia di non limitarsi al dolore, ma trasformarlo in qualcosa di utile. Dal 2018 abbiamo iniziato “sperimentando” piccole attività — corsi, occasioni di incontro — e poi, con il tempo, abbiamo deciso di formalizzare tutto in una fondazione, per dare un’organizzazione stabile, visibilità e portata maggiore all’impegno che già stavamo portando avanti. Volevamo che non fosse solo un gesto personale, ma una realtà che potesse coinvolgere altre persone, aziende, associazioni.</p>



<p>“beOn”, nome casuale o con significato? Se sì, quale?<br>Il nome beOn non è stato scelto a caso, anzi. È un vero e proprio gioco di parole con “Beyond”, che significa “andare oltre” — proprio come cerchiamo di fare ogni giorno: oltre le barriere, oltre le etichette, oltre le paure. Allo stesso tempo, “beOn” suona come un invito: essere accesi, essere presenti, esserci. Non restare spenti o ai margini, ma “on”, nel flusso, nella vita, nelle relazioni. Insomma, il nome racchiude perfettamente il nostro spirito: essere presenti, consapevoli e andare oltre, sempre insieme.</p>



<p>Quali sono le principali finalità della fondazione e qual è il vostro target di riferimento?<br>Le finalità della fondazione sono molteplici ma tutte convergenti verso un orizzonte comune: migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità, intervenendo in formazione, inserimento lavorativo, arte, cultura, spettacolo, e occasioni di aggregazione gratuite. Alcuni progetti chiave sono: DigiLab for Future, Gaming Inclusivo, Teatro Inclusivo e collaborazioni con aziende e associazioni del territorio. Il target è chiaro: persone con disabilità, soprattutto giovani e adulti che vogliono esserci e non essere esclusi, ma anche famiglie, aziende e chi crede nell’inclusione come valore condiviso.</p>



<p>Se esiste, qual è il motto della fondazione?</p>



<p>Non so se abbiamo un motto ufficiale, ma c’è una frase che riflette bene lo spirito: “Beyond the barriers” — andare oltre le barriere. In pratica: non fermarsi davanti agli ostacoli, ma superarli insieme.</p>



<p>La collaborazione tra beOn e “Teatro dei Lupi” con il progetto “Mostrarti”? Parlaci di questa esperienza.<br>È una delle esperienze che porto nel cuore. “Mostrarti” è un progetto in cui abbiamo collaborato con il Teatro dei Lupi per creare uno spazio artistico dove persone con disabilità potessero mostrarsi nella loro espressività. Abbiamo mescolato competenze: il Teatro dei Lupi porta la professionalità scenica e la narrazione, noi portiamo attenzione all’accessibilità e supporto alle persone. Un ruolo fondamentale in questo percorso lo ha avuto anche Deinòs Teatri, che ha condiviso con noi la stessa visione e lo stesso impegno, contribuendo a rendere il progetto ancora più corale e inclusivo. Mi ha insegnato quanto sia importante il passo condiviso: non<br>imporre un percorso ma costruirlo insieme. Il palco diventa così spazio di relazione, ascolto, trasformazione.</p>



<p>Cosa ti hanno insegnato le persone con cui lavori e cosa pensi di aver insegnato tu a loro?<br>Ho imparato la pazienza, l’umiltà e la forza del gruppo. Le soluzioni migliori nascono quando tante teste diverse collaborano. Ho imparato anche a celebrare le micro vittorie. Spero di aver insegnato che non si è oggetto di aiuto ma soggetto attivo, che la disabilità non definisce la persona e che la partecipazione vera fa la differenza.</p>



<p>Nei vostri progetti mettete al centro l’inclusione: cosa è stato fatto e cosa resta da fare?<br>Si è fatto molto: cresce la sensibilità di aziende e istituzioni, si lavora su accessibilità fisica e digitale, si sperimentano modelli ibridi e si comunica per normalizzare l’inclusione. Ma resta da fare tanto sul piano culturale: servono educazione, politiche strutturali, accessibilità universale e vera partecipazione delle persone con disabilità nei processi decisionali.</p>



<p>Qual è il tuo motto?<br>Direi: “Accendi la tua presenza” — non aspettare che qualcuno ti inviti, entra, proponiti, sii parte.</p>



<p>Prospettive future?<br>Voglio far crescere beOn in più regioni, rafforzare le collaborazioni con aziende tech per strumenti inclusivi, portare la cultura dell’inclusione nei luoghi istituzionali e sperimentare nuovi linguaggi artistici e digitali per raccontare le diversità.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td></td><td></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Festival dell&#8217;Umano</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 09:55:12 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Sabrina Minervini</p>



<p>Vi parliamo, oggi,  di un festival che si terrà il 12 ottobre presso Ripa di Porta Ticinese 113, Milano e che crediamo essere del tutto in linea con la nostra associazione: il <strong>Festival dell’Umano, </strong>che quest’anno è giunto alla 4°edizione.</p>



<p>L’evento&nbsp;è organizzato dall’Andrea Bezzi Foundation.</p>



<p>Questa fondazione svolge due  eventi annuali che hanno l’obiettivo di valorizzare l’essere umano e la sua esistenza il primo è l’APF prize, un concorso, dove vengono premiati dei giovani artisti che con le loro capacità nell’arte, nella musica nella cultura etc, sono stati in grado di creare delle idee innovative per affrontare i vari temi che definiscono l’essere umano con i propri pregi e difetti. (lavoro, amore, amicizia ,affetti)</p>



<p>Il secondo è il Festival dell’Umano che ha lo scopo di far porre delle domande sul vero valore dell’uomo. Nelle edizioni precedenti sono state affrontate tematiche come ad esempio l’importanza di apparire e l’essere sempre perfetti esteticamente per paura di essere giudicati.</p>



<p>Quest’anno&nbsp;l’evento si concentrerà su due parole opposte tra loro,</p>



<p><strong>altruismo </strong>e <strong>egoismo</strong></p>



<p>Sarà una giornata interamente dedicata a questi due&nbsp;macro&nbsp;argomenti&nbsp;e in particolare&nbsp;al porsi delle domande su questi temi.</p>



<p>Oltre a questo&nbsp;verrà affrontato anche il “tema manageriale”&nbsp;molte aziende parteciperanno a questo evento tra cui&nbsp;PizzAut&nbsp;con il suo fondatore Nico Acampora, Fondazione Cariplo e&nbsp;il Comune di Milano.</p>



<p>In questa parte dell’evento verrà affrontato l’arduo tema&nbsp;del lavoro&nbsp;e dell’inclusione.</p>



<p>Perché si guadagna di più nell’assumere una persona con disabilità in azienda?&nbsp;Perché una persona con disabilità può essere una risorsa in&nbsp;un team&nbsp;di lavoro?</p>



<p>Se siete curiosi di scoprirlo vi aspetto&nbsp;in Ripa di&nbsp;Porta &nbsp;Ticinese&nbsp;113, Milano.</p>



<p>Ops, dimenticavo: puoi partecipare anche on line!</p>
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		<title>Fattore K: arte e solidarietà</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Oct 2024 09:00:13 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17735" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Il Talent Show &#8220;Fattore K&#8221; rappresenta una bella iniziativa che unisce arte e solidarietà, promuovendo non solo il talento degli artisti non professionisti, ma anche il benessere della comunità locale. L’idea di Francesco Mignosi, nata durante un periodo difficile come la pandemia, ha trovato una nuova vita grazie alla collaborazione di persone del settore come Mary, frontwomen della rock band &#8220;Astratto&#8221;. <br>L&#8217;approccio innovativo di &#8220;Fattore K&#8221; si manifesta nel modo in cui non solo i partecipanti possono esprimere le loro doti artistiche, ma anche in come la manifestazione cerca di coinvolgere attivamente tutta la comunità. Il forte legame con l’associazione Auser Verdellino, che si dedicata da anni al supporto delle persone più fragili e della terza età, mette in evidenza l&#8217;importanza di un sostegno reciproco tra arte e sociale.<br>Il format della manifestazione, aperto a concorrenti di ogni età e di livello non professionale, crea un ambiente di competizione amichevole il cui vantaggio principale è rappresentato dai fondi raccolti per sostenere le associazioni locali. </p>



<p>La finale, prevista per il 5 ottobre 2024 all’auditorium comunale di Osio Sotto, promette di essere un evento ricco di diverse esibizioni artistiche, dove l&#8217;arte si fa veicolo di solidarietà e coesione sociale.<br>In questo modo, &#8220;Fattore K&#8221; riesce a rendere la cultura accessibile e inclusiva, avvicinando le persone e favorendo un senso di comunità, mentre allo stesso tempo permette agli artisti emergenti di farsi notare e di raggiungere i propri sogni.</p>
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		<title>“LibriLiberi”. Trilogia della guerra</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Aug 2024 07:31:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Agustin Fernàndez Mallo è uno scrittore galiziano che con il suo ultimo lavoro “Trilogia della guerra” (edito in Italia da Utopia) propone un esempio della corrente letteraria di cui è fondatore&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/08/13/libriliberi-trilogia-della-guerra/">“LibriLiberi”. Trilogia della guerra</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="600" height="600" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17654" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></figure></div>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Agustin Fernàndez Mallo è uno scrittore galiziano che con il suo ultimo lavoro “Trilogia della guerra” (edito in Italia da Utopia) propone un esempio della corrente letteraria di cui è fondatore ed esponente, chiamata <em>Nocilla</em> o <em>afterpop</em>, una corrente che si basa sulla interdisciplinarietà e frammentazione del racconto, sull&#8217;utilizzo di testi altrui, sulla commistione di cultura alta e cultura popolare. Un vero e proprio metodo sperimentale di narrativa che, però, non stordisce il lettore, ma lo accompagna in un viaggio fisico e mentale, denso di riflessioni sul Passato e sul Presente.</p>



<p>Mallo è stato un Fisico per diciotto anni; la traduttrice italiana, Silvia Lavina, è laureata in Filosofia: Fisica e Filosofia, si sa, si abbracciano. Ma vediamo di capire di cosa si parli: diviso in tre libri &#8211; non capitoli, infatti, e i riferimenti alla Bibbia puntellano alcune parti – il libro fa muovere i protagonisti tra l&#8217;isola di San Simòn, che negli anni della guerra civile spagnola ospitò un campo di concentramento; gli Stati Uniti dove un reduce della guerra del Vietnam dice di essere il quarto tra i primi astronuati ad aver posto la bandiera sulla Luna; e la costa della Normandia, attraversata da una donna, costa che ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale. Tre guerre, vicine e lontane, che emergono sì dal racconto, ma sottoforma di ricordi, pensieri, ipotesi e quindi non in maniera diretta. Guerre evocate, immaginate, rimembrate che restano impresse sulla pelle di chi le ha vissute o di chi le ha solo studiate oppure ascoltate; conflitti che fanno da sfondo e si intrecciano alle esistenze dei tre protagonisti che forse sono una persona sola o che forse incarnano lo scrittore stesso e anche ognuno di noi perchè in ciascuna di quelle esistenze viene messa in discussione la consueta modalità di vedere le cose. In alcune pagine sono, infatti, riportate fotografie in bianco e nero, apparentemente banali o strane, che mai qualcuno avrebbe scattato. Eppure c&#8217;è qualcuo che lo ha fatto e le ha pubblicate e commentate: perchè, come si legge in esergo (ed è un verso di Carlos Oroza, poeta iberico) “<em>E&#8217; un errore dare per scontato ciò che fu contemplato</em>”. Verso, questo, che più volte viene ripetuto come mantra, come monito e, infine, come spiegazione di tutto l&#8217;impianto narrativo. Facciamo un esempio: uno dei personaggi più interessanti &#8211; che si fa chiamare non a caso Salvador Dalì &#8211; in un lungo monologo, osserva (guarda) a lungo la spazzatura che si concentra nel fiume Hudson a Manhattan e sostiene che gli artisti creano a partire dagli scarti di coloro che li hanno preceduti e che, in fondo, l&#8217;evoluzione umana è avvenuta grazie agli <em>scarti</em> di chi ci ha preceduto.</p>



<p>Numerosi, inoltre, i riferimenti a W.G. Sebald e al suo celebre “La Storia naturale della distruzione”, ma come dicevamo molti sono gli omaggi a scrittori e persone di cultura in generale (Musica, Poesia, Cinema, Pittura) che vanno a comporre un puzzle fantasmagorico grazie anche alle attività mentali dei tantissimi attori di queste storie, attori viventi e attori che non ci sono più. E qui c&#8217;è un altro tema importatissimo, forse quello principale: la possibilità di un dialogo tra vivi e morti. Siamo certi di essere noi i sopravvisssuti ? I nostri comportamenti, il nostro modo di attuare l&#8217;esistenza è davvero intenso, naturale, genuino, oppure ci siamo persi tra i meccanismi politici, economici e sociali? C&#8217;è chi muore per un&#8217; utopia e chi muore lentamente senza nemmeno accorgersene.</p>



<p>Infine: qual è il significato del verso di Oropa? Si tratta del suggerimento di guardare la realtà (e la Storia collettiva o individuale che sia) sempre da punti di vista differenti, mai in maniera unilaterale perchè solo in questa maniera si possono scoprire tutte le superfici e le stratificazioni del tempo. Viene in mente Borges che intravedeva nelle teorie filosofiche l&#8217;opportunità di scrivere finzioni e di utilizzare tali finzioni per mostrare i lati nascosti, immaginali della realtà o degli infiniti mondi possibili.</p>



<p>Per favore, se pensate di leggerlo, non fatevi spaventare dalle narrazioni calidoscopiche, dai passi in flashback o in flasforward oppure dalle lunghe pagine di riflessioni, di pensieri, di sogni, di fantasie&#8230;Non è noioso, è “diverso”, è un libro colto, arguto, è un modo differente di leggere, di scrivere, di essere.</p>



<p>“Tutte le guerre sono un gioco, perchè ogni parte calibra le possibilità concrete di perdere qualcosa per ricavarne un beneficio, ma l&#8217;11 settembre e le successive invasioni di Afghanistan e Iraq infrangevano quel principio universale antropologico”.</p>



<p>“Alcuni allontanano la paura cantando, che è un modo per decorarla, altri parlando con se stessi, che è un modo di farla marcire dentro, altri tentano di trovare l&#8217;origine scientifica della paura per convertirla in un mero oggetto, io compresi l&#8217;inutilità di questi metodi e dunque provai ancora più paura; una paura doppia”.</p>



<p>“Perchè è proprio questa la grandezza della letteratura che si rispetti: non solo svelarci ciò che non esiste, ma anche ciò che non potremmo arrivare a concepire”.</p>
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		<title>&#8220;Buone notize&#8221;. Musica: terapia per liberare le proprie emozioni</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2024 10:00:19 +0000</pubDate>
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<p>di Martina Foglia </p>



<p>Con questa intervista vi voglio presentare Morgana, una ragazza con disabilità che ha trovato nella musica conforto nei momenti difficili oltre che una modalità per liberare le proprie emozioni per connettersi con il mondo circostante. Ora attraverso questa forma d&#8217;arte ha scelto di aiutare persone con  disabilità a trovare una loro identità, un loro posto nel mondo.</p>



<p><br>Ti vuoi presentare?</p>



<p>Mi chiamo Morgana, ho 25 anni, sono una insegnante di pianoforte e studio pianoforte jazz al conservatorio di Milano (dopo aver preso la laurea di jazz però vorrei specializzarmi in Musicoterapia e lavorare come musicoterapeuta). Sono nata con una patologia rara chiamata Spina Bifida Occulta.</p>



<p><br>So che una delle tue passioni è la musica, qual è stato il tuo primo approccio con questa forma d&#8217;arte ?</p>



<p>Diciamo che il mio rapporto con la musica e il pianoforte nasce dai primissimi anni di vita: a due anni vidi la mia madrina suonare il piano (lei è una insegnante di pianoforte) e mi piacque talmente tanto che dissi a mia mamma che pure io volevo iniziare a suonare quel meraviglioso strumento.</p>



<p>Sei una ragazza con una disabilità, la musica ti ha aiutato e ti sta aiutando nel processo di accettazione della tua caratteristica? In che modo?</p>



<p>Fin dai primi momenti la musica (come anche il disegno) è stata per me una forma di piacere ma anche di sfogo del dolore. La mia disabilità è subdola, essendo occulta le si dà poca importanza, ma è degenerativa e pian piano nel tempo ho iniziato ad avere sempre più problemi. I dolori e le difficoltà fisiche si legavano a quelle psicologiche (anche perchè in tutto il mio percorso scolastico, dalle elementari alle superiori, sono stata bullizzata) e ciò che mi dava pace era trasformare i miei sentimenti  in note.</p>



<p>Suoni molto bene il pianoforte ed è diventato un tuo &#8220;fedele compagno di vita&#8221;e da grande avresti voluto realizzare un sogno &#8230; </p>



<p>Sono una persona molto ambiziosa e, soprattutto nel periodo della scuola media, sognavo di diventare una musicista famosa che si sarebbe esibita in tutti i palchi del mondo. Oltre al pianoforte so suonare molti altri strumenti (come chitarra e percussioni) e per un lungo periodo mi sono dilettata nel comporre musiche e canzoni sia con il piano che con la chitarra.. Il mio sogno era proprio quello di viaggiare per il mondo con la musica e aiutare le persone ad affrontare le loro difficoltà, ma pian piano questa visione è cambiata col tempo.</p>



<p>Infatti, ad un certo punto della tua vita, sei  stata costretta a dover fare i conti con la tua disabilità ma so che ad oggi tu e la musica siete in costante connessione. Come e in quanto tempo ti sei &#8220;reinventata&#8221;?</p>



<p>Alle superiori, circa nel periodo che va dalla fine della 4° e per tutto il periodo della 5° (e anche molto dopo), ho avuto il cosiddetto &#8220;blocco dell&#8217;artista&#8221;. Sono stata operata di disancoraggio midollare il 2 settembre del 2016 ed è stato un intervento che mi ha cambiato la vita. Nella settimana che sono stata in ospedale mi ero portata l&#8217;ukulele e tutti i giorni i pazienti del mio reparto venivano nella mia stanza per sentirmi suonare e trovare un po&#8217; di pace dai loro pensieri. Quello è stato il primo momento in cui ho sperimentato una sorta di musicoterapia. Dopo essere uscita dall&#8217;ospedale sono stata alcuni mesi in riabilitazione e poi ho avuto un grande blocco: non ho più suonato per tre anni il pianoforte. Tutt&#8217;ora non mi spiego il motivo: ricordo che lo guardavo con enorme tristezza. Nel 2019, dopo una grande depressione, mi sono detta. &#8220;Cavolo, la musica è la mia vita, non posso abbandonarla così&#8221; e mi sono rinchiusa in casa per un anno a studiare intensamente e per riuscire ad entrare in Conservatorio. Ce la feci, entrai e iniziai il percorso di Jazz. In tutti questi anni di grandi cambiamenti mi sono resa conto che il mio sogno di adolescente di spaccare i palchi non solo non era realizzabile a causa dei miei disagi fisici (che tutt&#8217;ora ho) ma soprattutto non faceva proprio per me: sempre di più mi sono resa conto che ciò che faceva per me era aiutare le persone a capire che le proprie difficoltà e che la musica è una grande alleata in questo.6) </p>



<p>Sei riuscita, quindi, a fare della tua passione un lavoro e non è da tutti&#8230; Insegni musicoterapia a persone con disabilità  cognitiva e/o disagio psichico: puoi spiegarci in breve gli approcci che utilizzi? </p>



<p>Sì, ci ho messo tanto tempo. Dopo le superiori non sono andata in università, ma ho iniziato a fare mille lavori che non facevano per me&#8230; A 20 anni ho iniziato pian piano a farmi un giro di allievi a cui insegnare pianoforte, per lo più bambini. Ora ho molti allievi privati e lavoro in una scuola a Milano. Insegno per lo più pianoforte e solfeggio a bambini e ragazzi anche della mia età e mi sono spesso trovata in situazioni dove l&#8217;allievo aveva dei disagi psicologici (ansie, depressione, preoccupazioni, problemi in famiglia&#8230;). Quando è così la cosa da fare è una: parlarne. Si parla, si cerca di capire qual è la problematica e poi faccio fare una cosa: faccio suonare l&#8217;allievo in modo libero, cercando di fargli suonare le sue emozioni, oppure dico: &#8220;Suonami questo brano e metti il tuo sentimento&#8221;. Altre volte faccio chiudere gli occhi e immaginare una storia o un colore. La musica parla e racconta e dobbiamo ascoltarla.</p>



<p>Al termine del percorso con un tuo allievo quali sono  i cambiamenti più significativi che questo percorso ha apportato nella sua vita?</p>



<p>In tutti i miei allievi ho notato che l&#8217;approccio con la musica si trasformava da un semplice &#8220;suono una nota&#8221; a un &#8220;sto raccontando una storia&#8221;. Mi stupisce sempre in modo positivo vedere la loro passione crescere sempre più e vederli sperimentare mi riempie di gioia. Sentirsi dire da un ragazzo che soffre di una forte depressione: &#8220;Vengo volentieri a fare la lezione da te perchè mi piace tanto suonare&#8221;&#8230;Per chi sta bene sembra una frase magari banale, ma in realtà lui sta dicendo &#8220;Riesco a trovare il coraggio e la forza di alzarmi dal letto nonostante il grande peso che ho dentro per riuscire a raggiungere un obiettivo&#8221;. E&#8217; impressionante. </p>



<p>E&#8217; indubbio che questi ragazzi si rivolgono a te  perché vogliono imparare quello che di positivo può dare loro la musica, ma c&#8217;è qualcosa che tu hai imparato relazionandoti con loro?</p>



<p>Quello che ogni giorno imparo soprattutto dai bambini, è vedere il mondo con spensieratezza e leggerezza, che tutto può essere un bellissimo gioco. Spesso sono stanca e non ho le forze di fare lezione ma i bambini hanno dentro talmente tanta energia che la infondono anche a te e ogni volta esco dalle lezioni più carica di prima. E poi mi fanno sempre ridere. Il mio motto è: il tiramisù è il mio unico credo (bella la musica, ma quanto è buono il tiramisù?!).</p>



<p><br>Questa è la storia di Morgana che ci dimostra come la musica, oltre che una passione, ė libertà e terapia per l&#8217;anima.</p>
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		<title>La grande festa di DiversInsieme</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2024 17:04:42 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/05/09/la-grande-festa-di-diversinsieme/">La grande festa di DiversInsieme</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17538" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-2048x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>A cura di Marta Edaelli</p>



<p>Sabato 4 maggio 2024 presso la Biblioteca Chiesa Rossa in piazza Abbiategrasso, a Milano, si è svolto il nostro &#8220;Diversinsieme&#8221;, una festa che valorizza la diversitá. Il tempo per fortuna è stato clemente e le associazioni hanno potuto stare fuori con i loro banchetti per l&#8217;intera giornata. Le varie realtà  hanno avuto la possibilità di farsi conoscere e di condividere esperienze e momenti di spensieratezza. Le ringraziamo tutte: &#8220;Abbatti le Barriere &#8221; , &#8220;Tecnologicamente insuperabili &#8221; , &#8221; Famiglie Disabili Lombarde&#8221; , &#8220;Movimento Kethane&#8221; e &#8220;Beon&#8221;; quest&#8217;ultima realtà dalle 15.00  fino a sera si è impegnata a fare dimostrazioni di gaming inclusivo con i nostri pc, monitor e dispositivi accessibili, facendo provare a tutti i passanti i controller che consentivano di giocare con corpo, mani, espressioni del viso e movimento degli occhi con l&#8217;obiettivo di far divertire tutte le persone intervenute all&#8217;evento e dimostrare che, grazie alla tecnologia, chiunque può fare qualsiasi cosa, senza barriere e senza difficoltà.</p>



<p>In mattinata, l&#8217;attività di Bioenergetica di Alessandra Callegari, ha dato la possibilità ai partecipanti di aprirsi gli uni agli altri, in un&#8217;atmosfera comprensiva e calorosa.</p>



<p>Il pomeriggio è incominciato all&#8217;insegna della musica con il gruppo &#8220;Gli Eretici&#8221; di Gabriele Catania che, come un paio di anni fa, hanno rielaborato le &#8220;canzoni &#8211; poesie&#8221; di Fabrizio De Andrè.</p>



<p>Un ottimo riscontro ha avuto il laboratorio di Self Collage, cosí come la presentazione del libro &#8220;Il circo delle meraviglie&#8221; di Silvia Lisena. La presentazione è stata accompagnata da intermezzi musicali con la bella voce di Giorgia Menegesso. Abbiamo chiuso, tornando un po&#8217; bambini, con la fiaba &#8220;Gli occhi del drago&#8221; raccontata attraverso il teatro Kamishibai da Rita Lucreziano e Laura Boscaini.</p>



<p>Ecco alcune impressioni e foto:<br><br></p>



<p><em>&#8220;Tutti molto bravi, ma i momenti che mi sono piaciuti di più sono stati : Bioenergetica e la band Faberimente e alla cantante Sabrina Minervini che, attraverso la musica di De Andrè, tratta il tema della&nbsp; salute mentale, tema troppo spesso trascurato e che dovrebbe essere trattato molto di più.&nbsp;</em> <em>Merita una citazione , inoltre, a mio parere, l&#8217;associazione &#8220;Tecnologicamente insuperabili&#8221;,  perchè nonostante io non abbia una disabilità motoria grave, mi sta aiutando a trovare soluzioni tecnologie per diventare autonoma in quanto ho una limitazione nell&#8217; uso della parte destra del corpo, in particolare della mano&#8221;</em></p>



<p><em>Marta</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Sabato 4 maggio ho avuto il piacere di partecipare all&#8217;iniziativa Diversinsieme organizzata dalla Associazione Per i Diritti Umani presso la Biblioteca Chiesa Rossa, a Milano.</em></p>



<p>Questa è stata l&#8217;<em>occasione per me di incontrare persone bellissime che si sono messe in gioco condividendo esperienze, confrontandosi sulle &#8220;sfumature emotive”, facendo qualche piccola pratica di bioenergetica…</em></p>



<p><em>Perché la bioenergetica? Perché è una disciplina che sottolinea l’importanza di “sentire” ciò che avviene dentro di noi &#8211; sensazioni, percezioni, emozioni &#8211; mentre facciamo attività corporea e in particolare ci invita a “fermarci”.</em> <em>Fermarci per sentire come stiamo respirando, oppure quanto stiamo comodi nella posizione (in piedi o da seduti) che stiamo tenendo&#8230;Oppure com&#8217;è guardare negli occhi per qualche secondo una persona sconosciuta, tenendola per mano.</em></p>



<p><em>Quanto alle “sfumature emotive”, sono le gradazioni di intensità diversa dalle emozioni che proviamo nelle varie situazioni della vita: paura, tristezza, rabbia, gioia, vergogna… E che non siamo abituati a identificare, nominare, riconoscere, accettare.Le piccole esperienze corporee di contatto con noi stessi e con gli altri, nelle due ore che abbiamo trascorso insieme, ci hanno permesso di scoprire il meraviglioso universo che siamo e quanto sono preziose le relazioni che possiamo creare nel mondo, aprendoci all’incontro con le nostre differenze e unicità.</em></p>



<p><em>Un grande grazie a Barbara Raccuglia e Filippo Cinquemani che mi hanno coinvolto in questa giornata e complimenti a tutti coloro che si prodigano nell’associazione!&#8221;</em></p>



<p><em>Alessandra C.</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Un successo, evento organizzato da persone con disabilità e da chi le sostiene che mostra all&#8217;opera LA FORZA DELLA VITA.</em> <em>Impossibile non guardare con ammirazione gli OBIETTIVI, i SUCCESSI e il CORAGGIO che infondono!&#8221;</em></p>



<p><em>Antonella</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Ho apprezzato moltissimo il lavoro di Barbara perché tramite l&#8217;arte e la fantasia ci ha permesso di rappresentare diversi aspetti personali e della società; ho apprezzato anche la presentazione del libro di Silvia così come l&#8217;arrangiamento musicale degli Eretici sulla canzone &#8220;Korakane&#8221; reinterpretata da Sabrina dove il testo parlava di autodeterminazione e difficoltà personali. Credo che questi siano il fulcro di quello che Diversinsieme offre, permettendo a diverse minoranze di autorappresentarsi, autodeterminarsi ma soprattutto di farlo insieme ad altre minoranze in un contesto di comunità collettiva e di intersezionalità</em>&#8220;.</p>



<p><em>Ervin</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;È stata una giornata ricca di emozioni, di reciprocità, un piccolo tassello per la costruzione di un mondo davvero inclusivo.</em> <em>Il momento più bello è stato il laboratorio di Self collage, una tecnica che ho scoperto proprio a Diversinsieme e che fa scoprire le nostre abilità nascoste&#8221;</em>.</p>



<p><em>Laura</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Ho partecipato al laboratorio di Self&nbsp; collage, raccontando un po&#8217; di me e del mio stato d&#8217;animo che ritengo importante in questi ultimi mesi&#8230;È stato bello perché oltre a svagarmi e liberare la mente attraverso il gioco con le parole, con le frasi e con le immagini che dovevo scegliere e incastrare per dare un filo logico al mio racconto, il risultato finale è diventata una dichiarazione d&#8217;amore per la mia fidanzata; anch&#8217;essa partecipando al laboratorio fece altrettanto. Ci siamo divertiti.&#8221;</em></p>



<p><em>Costa</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Per quanto mi riguarda questa edizione di DiversInsieme è stata caratterizzata dalla condivisione di momenti molto intensi che mi hanno permesso di apprezzare e stimare nuove persone.</em> <em>L&#8217;evento, quest&#8217;anno, è stato caratterizzato da una parola: emozione! Abbiamo aperto il nostro evento parlando di come gestirle con il laboratorio di bioenergia.</em> <em>Di emozioni in questa edizione ne ho vissute tante: la gioia nel vedere che tutti abbiamo fatto la nostra parte, un bellissimo lavoro di squadra, tanta commozione nel vedere negli occhi di ognuno la voglia di realizzare qualcosa di bello e qualcosa di nuovo, la soddisfazione e l&#8217;orgoglio di esserci riusciti!.</em></p>



<p><em>Ognuno dei partecipanti ha portato il proprio vissuto attraverso la musica, la scrittura la creatività.Tutte le persone presenti quest&#8217;anno mi hanno dato l&#8217;impressione di voler condividere e riflettere insieme a noi. Ho respirato aria di famiglia, di unità, di gioia!</em> <em>Un altro aspetto molto importante per me è stata la completa accessibilità della location, l&#8217;ampiezza degli spazi sia esterni sia interni che mi ha permesso di muovermi in completa autonomia con la carrozzina elettrica. Ho provato un grande senso di libertà e mi sono sentita indipendente&#8221;</em>.</p>



<p><em>&#8220;Share the love&#8221;</em></p>



<p><em>Martina</em></p>



<p><em>Sabato 4 Maggio ho partecipato con grande gioia alla terza edizione di DiversInsieme.<br>Ho avuto modo di riflettere molto ascoltando la presentazione del romanzo “Il circo delle meraviglie” di Silvia Lisena che tratta temi molto importanti e attuali.<br>Ho anche avuto l’occasione di ascoltare la splendida voce di Giorgia Meneghesso che ha cantato alcune canzoni live arrivando dritta al cuore.<br>I banchetti presenti erano tutti meravigliosi, un plauso speciale va alla mia amica Martina Foglia che come sempre grazie alla sua arte si è superata e ha fatto conoscere al pubblico presente molti dei suoi fantastici lavori fatti interamente a mano.<br>Consiglio a tutti di partecipare a questo evento che tratta la diversità come una risorsa per un mondo migli</em>ore.</p>



<p><em>Federica</em></p>



<p></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Grazie a</em><em> Diversinsieme </em><em>per avermi invitata anche quest&#8217;anno! Una giornata all&#8217;insegna dell&#8217;inclusione e della diversità come risorsa per un mondo più allegro e colorato&#8221;</em></p>



<p><em>Silvia</em></p>



<p>Sono la responsabile dell&#8217;Associazione Per i Diritti umani da molti anni, ma da qualche tempo hanno deciso di collaborare Filippo, Martina, Barbara, Anna, Marta, Antonella, Jorida, e poi Raffale, Sabrina e via via si stanno avvicinando altre persone, aiutandoci a realizzare eventi e attività sempre più coinvolgenti per la cittadinanza. Ringrazio anche quest&#8217;anno Laura Ricchina, addette e addetti della Biblioteca chiesa rossa per l&#8217;opportunità di organizzare DivercInsieme all&#8217;interno e all&#8217;aperto per condividere parole, musica, immagini, storie, abbracci, sorrisi&#8230;Per fare COMUNITA&#8217;. </p>



<p>I &#8220;miei ragazzi&#8221; e le &#8220;mie ragazze&#8221;, che ho citato nelle righe precedenti, sono la mia forza: sono le persone che hanno compreso i miei ideali e hanno deciso di portarli avanti, che si impegnano per una società giusta, che danno senso, ogni giorno, alla mia vita e, speriamo, anche a quella di altre/i perchè con il loro enusiamo, il loro impegno, la loro creatività, contagiano e permettono a molti di esprimersi, di esserci, di farsi avanti, di dialogare, di VIVERE intensamente. Non finirò mai di ringraziarle/i per essere nel mio percorso, del sostegno, della condivisione delle idee che riguardano il Bene comune e anche dell&#8217;amore che mi dimostrano continuamente.</p>



<p>Sono spinosa, ma mi conoscono e sanno&#8230;</p>



<p>Alessandra </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17539" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/1-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/1-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/2-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17540" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/2-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/2-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/2-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/2-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17541" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17542" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17543" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="2000" height="1125" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17544" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="771" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-1024x771.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17545" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-1024x771.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-300x226.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-768x578.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-1536x1157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2040w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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		<title>“Art(e)Attualità”. Luce e Forza, una spiritualità contemporanea dell&#8217;arte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 08:05:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art(E)attualità]]></category>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9555-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9555-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17244" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9555-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9555-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9555-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9555-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9555-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>“Luce e Forza. Arte e spiritualità nel nuovo millennio” è aperta al pubblico fino al 13 novembre al Museo d&#8217;Arte latinoamericana di Buenos Aires (MalBA); si tratta di una mostra dedicata all&#8217;omonimo sindacato dei lavoratori dell&#8217;energia elettrica che riunisce opere degli ultimi vent&#8217;anni attraverso le quali gli artisti esplorano il terreno della spiritualità contemporanea, quando l&#8217;arte è ormai da tempo indipendente dalle istituzioni religiose.</p>



<p>Già nel 1911,&nbsp;Wassily Kandinky&nbsp;opponeva “il canto rude del materialismo” alla “notte spirituale”: Lara Marmor&nbsp;, curatrice della mostra, ha scelto però di affrontarla da una prospettiva più vicina nel tempo e nello spazio a partire da una domanda ambigua e complessa che il suo testo curatoriale pone: “In che modo la sovrapposizione di credenze, pratiche e conoscenze spesso ancestrali che compongono quella cosa così sfuggente che potremmo chiamare spiritualità contemporanea ci incide e ci costituisce?” Marmor&nbsp;ha riunito un gruppo di artisti nati tra gli anni &#8217;70 e la fine degli anni &#8217;80, una generazione entrata in scena negli anni 2000, la cui infanzia “si svolge nel passaggio dalla dittatura al fervore della primavera alfonsinista.&nbsp;Figli della libertà, canticchiano “Part of the Religion” e ascoltano&nbsp;Babasónico&nbsp;(il cui nome deriva dall&#8217;aver mescolato, per caso, The&nbsp;<em>Jetsons</em>&nbsp;con il guru indù&nbsp;Sai Baba&nbsp;).&nbsp;In&nbsp;<em>Luz y Fuerza</em>&nbsp;convivono elettricità e bioenergetica, medicina allopatica e medicine complementari o alternative, tra gli altri “sintomi di fenomeni più profondi o semplicemente parte di una costellazione che ci circonda…, il tofu guadagna terreno sulla bistecca di chorizo, e lo yoga compete con la ginnastica localizzata.&nbsp;Nelle liste&nbsp;<em>dei best-seller</em>&nbsp;, i libri di autoaiuto condividono lo spazio con le enciclopedie dei funghi e le guide astrologiche più sofisticate”, afferma la Marmor.&nbsp;Agli antipodi, i discorsi scientifici offrono un panorama di poche e fatali certezze.</p>



<p>In questo contesto, le opere in mostra si aprono alla sperimentazione, rompendo “i binomi uomo/natura, razionalità/spiritualità, mente/corpo e, basandosi sull’umorismo, sull’ironia o sulla più profonda ricerca spirituale, si rendono conto che energia e forza trasformativa sono fondamentali in questi momenti di cambiamento”, dice.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17245" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-2048x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Ai piedi delle scale si eleva l&#8217;alto soffitto della prima sala interrata del museo, che funge da introduzione.&nbsp;Sono appese sei sculture della serie&nbsp;<em>Ave Miseria</em>&nbsp;(2016) che&nbsp;Carlos Herrera&nbsp;realizza con piume, fieno, vestiti e tessuti vari combinati con oggetti personali e trovati.&nbsp;Si tratta di pezzi che l&#8217;artista ricompone ad ogni performance, che a volte fungono da cornice per le sue performance che rivelano un problema tra fede, corpo e sessualità.</p>



<p>Qui si confrontano con altre e molto diverse idee sulla fede, come la serie&nbsp;<em>Towards the Land I Will Show You</em>&nbsp;(2018), di&nbsp;Ana Vogelfang&nbsp;, un gruppo di ritratti dipinti su paia di scarpe e abbinati alla pelle.&nbsp;L&#8217;artista dice che, secondo la tradizione ebraica, se qualcuno sogna che un morto viene a prendergli le scarpe, significa che la morte presto prenderà il dormiente.&nbsp;&#8220;Ecco perché le scarpe dei morti non dovrebbero essere usate&#8221;, dice Vogelfang e sostiene anche che questi lavori parlano di come certi oggetti abbiano un&#8217;anima o assumano una vita propria.&nbsp;</p>



<p>Sulla parete di fondo,&nbsp;Belén Romero Gunset&nbsp;presenta i dipinti da lei realizzati “come piattaforma visiva per diffondere il Metodo S1, costruito sulla base di alcune idee provenienti da Baruch Spinoza&nbsp;”.&nbsp;Il metodo punta a conquistare la gioia e le indicazioni sono organizzate in base alla geometria e al colore, accompagnate da emoticon che possono essere intese come simboli pagani.</p>



<p>Nella stessa stanza, una scatola di pelle nera lascia un lato aperto per entrare e sedersi a leggere all&#8217;interno, dove due scaffali offrono libri sulle cui copertine sono scritti i titoli famosi della filosofia francese del XX secolo, coprendo una collezione di volumi di auto-aiuto. L’opera, <em>Heavy Mental: Apocryphal Library (remastered)</em> (2005-2023), mescola due universi presentati come opposti: “L’heavy metal è una sottocultura marginale, ma allo stesso tempo massiccia e popolare. Anche la filosofia ha questa dualità: da un lato è pensiero elevato; d&#8217;altra parte, un filosofo è qualcuno marginale all&#8217;interno della cultura occidentale. In entrambi i casi possiamo trovare segni di identità e di appartenenza”, afferma l&#8217;artista Gastón Pérsico .</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17246" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-2048x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>In uno spazio angusto delimitato da pareti nere, viene proiettato&nbsp;<em>Diario</em>&nbsp;(2010) di&nbsp;Nicolás Mastracchio&nbsp;, che incanala gli alti e bassi emotivi della sua crisi personale in un momento in cui “aveva iniziato a studiare formalmente l&#8217;astrologia”. Nel video cerca aiuto o condivide questa esperienza personale con molto umorismo e crudezza, cercando empatia nel pubblico.&nbsp;Poco prima di passare al resto delle sale ci si imbatte in&nbsp;<em>Creatures</em>&nbsp;(2023) del duo&nbsp;Bernardo Zabalaga&nbsp;e&nbsp;Lucía Reissig, opera che può essere portata al guinzaglio per accompagnare il tour.&nbsp;“Sono una via di mezzo tra un animale domestico e un oggetto di attaccamento”, definisce Marmor, “un luogo dove stare e riposare.&nbsp;Sculture viventi con anima, chiamata a sperimentare il senso della famiglia, della convivenza e della reciproca educazione;&nbsp;essere accuditi e prendersi cura di sé attraverso uno scambio che trascende le dicotomie soggetto/oggetto, sé/altro”.</p>



<p>La ricerca della curatrice l&#8217;ha portata a studiare il progetto della villa giapponese e come in quella tradizione ha organizzato l&#8217;esposizione come la sequenza delle stanze, il rapporto tra gli spazi interni ed esterni, il colore della parete, che è un tono neutro, &#8220;non un bianco.” stridente né un grigio.”Dopo l’introduzione o preludio, la mostra si svolge in quattro sale consecutive con alcune finestre rivolte verso l’esterno e dove le opere non sono organizzate secondo una gerarchia, ma piuttosto attorno “a una tensione tra il vuoto di una parete mentre quello sullo sfondo, c&#8217;è un altro lavoro più eterogeneo;&nbsp;una cadenza in cui circoli e incontri situazioni diverse.</p>



<p>Nella prima sala si può osservare una serie di disegni che&nbsp;Eduardo Navarro&nbsp;ha realizzato basandosi sul suono del proprio cuore mentre passeggiava per New York, (<em>Body</em>&nbsp;2023).&nbsp;Riguardo a quest&#8217;opera l&#8217;artista ritiene che “ogni suono contiene un&#8217;immagine, il corpo è come un disco su cui è registrata un&#8217;informazione sonora che, anche se non la si sente, è lì, in attesa di riverberare e di liberarsi come un&#8217;eco interiore”. .” .&nbsp;Nel suo lavoro, Navarro è solita “investigare le modalità di comunicazione con i fenomeni naturali, esplorando il limite incerto che ci definisce come esseri umani”, riassume la curatrice.</p>



<p>Martín Legón&nbsp;presenta due spot pubblicitari originali della serie&nbsp;<em>Deeply Artificial Trees</em>&nbsp;(2016), in cui si osserva un intreccio tra l&#8217;industria farmaceutica e un riferimento all&#8217;arte come garanzia di benessere emotivo: l&#8217;Arte è o no una medicina, un farmaco (in senso greco) per l&#8217;anima e quindi anche per il corpo?</p>



<p>Bruno Dubner espone una serie di fotografie che registrano cognomi che si riferiscono all&#8217;ebraismo, esposte su targhe, vetrate e manifesti nei quartieri di Balvanera, Barrio Norte e Once a Buenos Aires. “Nel suo interesse per la qualità astratta dell&#8217;immagine, il linguaggio fotografico è attraversato da questioni di ordine spirituale”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17247" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Al centro della stanza attigua, due gambe di manichino si aprono dall&#8217;inguine per unire le piante dei piedi, in una postura tipica delle lezioni di yoga, che dà il nome all&#8217;opera Vadaconasana (2010), di&nbsp;<em>Diego</em>&nbsp;Bianchi&nbsp;.&nbsp;.&nbsp;La parte superiore del “corpo” non è più riconosciuta come umana.&nbsp;L&#8217;artista “è solito gestire diverse variabili di tensione: controllo e non controllo alternativamente;&nbsp;l&#8217;esercizio spirituale e individuale&#8230;, la rigidità materiale del corpo del manichino e la plasticità corporea che lo yoga esige;&nbsp;attraversare il dolore per accedere al benessere”, afferma Marmor.</p>



<p>Alle pareti è appeso un ritratto di&nbsp;Marisa Rubio&nbsp;nel ruolo di&nbsp;Helena Líndelen&nbsp;, oltre a una selezione dei suoi mandala del 2012. Líndelen si è dedicata a insegnare la tecnica per realizzare questi disegni, che sono anche un supporto materiale per la meditazione.&nbsp;L&#8217;insegnante ha partecipato ad uno degli esercizi del metodo esposto nella&nbsp;<em>Teoria del lavoro recitativo quotidiano&nbsp;per un performer</em>&nbsp;che propone un tipo di performance davanti ad un pubblico che non ha consapevolezza di esserlo.&nbsp;</p>



<p>In un angolo tra due pareti adiacenti della stessa stanza, Paula Castro mostra <em>Everything is fine, ok</em>(2018), che avrebbe potuto anche intitolarsi “Benvenuta angoscia e ansia” –dice l’artista–. Il lavoro proviene dalla serie <em>Black Marker Color Wheel</em> , che utilizza diversi tipi di pennarelli per creare la propria tavolozza di neri. Nonostante “l’ottimismo alla fine abbia trionfato”, commenta il curatore, “anche se questo non significa che siamo meno vicini a comprendere questa emozione, molte volte come fenomeno disciplinare o come imperativo”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17248" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-2048x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Nello spazio adiacente, è possibile ammirare un grande dipinto di&nbsp;Nicolás Domínguez Nacif&nbsp;, realizzato tra il 2007 e il 2014, che è anche un&#8217;invocazione al sole della sua provincia natale, San Juan.&nbsp;Le opere di&nbsp;Ana Won&nbsp;,&nbsp;<em>The Brides</em>&nbsp;(2022) e&nbsp;<em>Pronuncia su nombre a la noche</em>&nbsp;(2023), sulla parete opposta, sono realizzate in stato di trance e “mescolano, come in un vortice, diverse materialità, linguaggi e tradizioni che cercano di evocare l’ignoto”, afferma la Marmor.</p>



<p>Nell&#8217;ultima delle sale della sequenza,&nbsp;Mariana Tellería&nbsp;espone otto opere&nbsp;<em>Untitled</em>&nbsp;(2012) della serie&nbsp;<em>God Believes in Me</em>&nbsp;, che descrive come collane pendenti.&nbsp;Riguardo a loro dichiara: “Tendo a realizzare operazioni geometriche proiettate su qualsiasi cosa, è un esercizio costante, a volte intuitivo e a volte di un razionalismo cartesiano in cui mi interessano più le battute che le verità”.</p>



<p>L&#8217;ultima delle pareti, variegata di opere, riunisce dipinti a grafite di Roberta Di Paolo e dipinti a collage di Daniel Leber che combinano iconografia e simboli di diverse tradizioni e, su un supporto basso, una serie di sculture di Laura Códega con bottiglie di liquore bevande. Tra questi <em>la Fontana dei desideri</em> (2012), un oggetto rituale riempito di vino e dal quale vengono chiesti desideri con la speranza che si avverino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17249" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>
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		<title>Promozione teatrale. L&#8217;enigma della Maddalena</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jul 2023 14:27:04 +0000</pubDate>
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<p>Per domani sera, sabato 22 luglio, biglietti scontati a <strong>8 euro </strong>per le nostre lettrici e i nostri lettori.</p>



<p>Perchè <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> sostiene la cultura&#8230;anche in estate! </p>



<p></p>



<p><strong>22 luglio ore 19,30</strong></p>



<p><strong>PAOLA GIACOMETTI</strong></p>



<p><strong>L’ ENIGMA DELLA MADDALENA</strong></p>



<p><em>Di e con</em>&nbsp;<strong>Paola Giacometti<br></strong><em>Regia di</em>&nbsp;<strong>Luca Ligato<br></strong><em>Produzione</em>&nbsp;<strong>Teatrouvaille</strong></p>



<p>È davvero esistita una storia d’amore tra Maddalena e Gesù? Chi era davvero&nbsp;<strong>Maria Maddalena</strong>, figura poliforme, che nel corso dei secoli si è insinuata nell’immaginario ora come discepola prediletta, ora sposa di Gesù, ora come peccatrice penitente, prostituita ambigua e sensuale capace di sedurre gli uomini e la loro arte? Quanto poco sappiamo di lei rispetto a quanto invece abbiamo immaginato?! È davvero lei a ricevere da Yeshua il messaggio segreto: “la rivelazione”?</p>



<p>È lei la discepola tra i discepoli? Divenuta il simbolo di quella femminilità indipendente che destabilizza le nostre certezze e per questo spaventa, Maddalena dovrà quindi essere confinata, schiacciata e demonizzata.</p>



<p></p>



<p>Per acquistare i biglietti: https://www.vivaticket.com/it/Ticket/l-enigma-della-maddalena/209932?utm_source=rss&utm_medium=rss<a href="https://www.vivaticket.com/it/Ticket/l-enigma-della-maddalena/209932?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.vivaticket.com/it/Ticket/l-enigma-della-maddalena/209932?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>dicendo di essere nostri <strong>&#8220;amici&#8221;&#8230;avrete il biglietto a 8 euro. </strong></p>



<p></p>



<p>LO SPETTACOLO SI TERRA&#8217; PRESSO IL Cortile d&#8217;Onore di Palazzo Sormani, alle ore 19.30. Palazzo Sormani: corso di Porta Vittoria, 6 &#8211; Milano</p>



<p>Tel: 0282873611 <a href="mailto:Mail:%20biglietteria@teatromenotti.org">Mail: biglietteria@teatromenotti.org</a></p>
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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. A Madrid la prima retrospettiva estera dell&#8217;artista tedesco André Butzer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 09:06:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art(E)attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto E&#8217; la prima retrospettiva all&#8217;estero dedicata ad André Butzer dal titolo che riporta il nome dello stesso artista, esposta fino al 10 settembre 2023 al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, in occasione&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7946-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7946-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16976" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7946-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7946-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7946-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7946-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7946-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>E&#8217; la prima retrospettiva all&#8217;estero dedicata ad André Butzer dal titolo che riporta il nome dello stesso artista, esposta fino al 10 settembre 2023 al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, in occasione del 50mo anniversario del pittore.</p>



<p>L&#8217;esposizione comprende 22 opere realizzate tra il 1999 e il 2022.</p>



<p>La convinzione di Butzer è quella che &#8220;i dipinti siano luoghi della più grande disperazione e della più grande speranza&#8221;, soprattutto in un&#8217;epoca difficile come quella contemporanea, e quindi &#8220;più vicini alla gioia e all&#8217;aiuto di cui abbiamo tanto bisogno&#8221; (dal catalogo).</p>



<p>Alcune opere sono molto colorate, presentano un tratto volutamente infantile e con rimandi alle fiabe; altre sono in bianco e nero o in sfumature di grigio; tutte molto materiche, pastose: sembra quasi, a volte, che il segno esca dalla tela e vada incontro ai visitatori, coinvolgendoli nella serenità inconsapevole dei bambini o nella paura e nella violenza degli adulti. </p>



<p></p>



<p>Segue&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7944-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7944-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16977" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7944-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7944-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7944-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7944-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7944-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7948-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7948-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16978" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7948-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7948-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7948-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7948-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7948-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7949-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7949-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16979" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7949-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7949-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7949-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7949-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7949-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Classe 1973, nato a Stoccarda, André Butzer predilige la figura umana, ma spesso questa è deformata, infantilizzata,, decostruita: gli occhi grandi e vuoti ricordano alcuni personaggi di Walt Disney, altri rimandano ai ritratti degli Espressionisti e questo mostra la vasta cultura iconografica del pittore che spazia dall&#8217;Arte classica a quella moderna-contemporanea, per passare dalla Comunicazione anche postmoderna, come si evince dall&#8217;uso psichedelico delle tinte. </p>



<p></p>



<p>Segue&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7951-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7951-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16980" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7951-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7951-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7951-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7951-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7951-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7940-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7940-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16985" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7940-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7940-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7940-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7940-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7940-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Nella serie intitolata semplicemente &#8220;N&#8221; e iniziata nel 2010, l&#8217;artista si riferisce alla Nasa e si discosta dall&#8217;uso dei colori squillanti, più felici e divertenti, per raccogliersi  &#8211; e far raccogliere gli spettatori &#8211; in una riflessione più drammatica sul Presente, spegnendo i quadri e segnando lo spazio più scuro e malinconico con linee chiare, bianche, nette oppure con linee e volti turbati, schiacciati, &#8220;mossi&#8221; come le emozioni più recondite e sepolte nell&#8217;animo umano. La riflessione, però, riguarda anche l&#8217;origine dell&#8217;opera d&#8217;arte: Nasa è l&#8217;acronimo dell&#8217;organizzazione americana per la navigazione spaziale e, grazie al pensiero concettuale di Butzman, diventa quel non-luogo, quel cosmo primordiale da cui nasce la creatività e la successiva riflessione artistica, con il lavoro concreto.</p>



<p></p>



<p>Segue&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7943-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7943-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16981" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7943-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7943-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7943-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7943-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7943-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>La luce è importante, così come la relazione con chi osserva: bisogna entrare nel quadro, sorridere oppure preoccuparsi. Il quadro finisce per crearsi proprio grazie al rapporto con chi è davanti e si viene a creare, così, un gioco di specchi, un osmosi &#8211; che è poi il vero obiettivo di ogni opera culturale &#8211; che non può lasciare indifferenti. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7953-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7953-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16982" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7953-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7953-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7953-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7953-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7953-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Divercitynsieme, la diversità come risorsa. Il programma dell&#8217;evento sull&#8217;inclusione sociale</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Apr 2023 09:00:35 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16917" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-768x1087.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-1086x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-1447x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1447w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1653w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<p>Care e cari,</p>



<p><strong><em>Associazione Per i diritti umani</em></strong> è felice di pubblicare il programma dell&#8217;evento da lei promosso intitolato: DIVERCITYNSIEME, LA DIVERSITA COME RISORSA.</p>



<p>Molte attività ludico-creative, tanta bella musica, cultura ad alto livello. Insomma, ce ne sarà per tutti i gusti! </p>



<p>L&#8217;evento è rivolto a tutta la cittadinanza per abbattere gli stereotipi e i pregiudizi tramite la conoscenza reciproca, la riflessione, l&#8217;ascolto di persone che hanno un&#8217;esperienza di vita interessante da condividere, i colori e la bellezza dell&#8217;Arte che aiuta ad esprimere le emozioni&#8230;e tanto, tanto altro.</p>



<p>Siamo tutt* stranieri, siamo tutt*Lgbtq*, siamo tutt*disabili, siamo tutt* PERSONE, uniche nel modo di stare in questo mondo, nelle opportunità ricevute, nella capacità di reagire alle difficoltà, nella volontà di dare e di darsi agli Altri, ma tutte uguali nel provare sentimenti, nella possibilità di elaborare concetti e di farli circolare con il linguaggio (o i linguaggi), e nella consapevolezza di essere mortali. Quindi: vogliamoci bene perchè questa è l&#8217;unica via per far progredire l&#8217;umanità nel miglior modo possibile. </p>



<p>Diamo il buon esempio alle generazioni future e impariamo, anche, da loro. </p>



<p>Facciamo di ciascuno quel NOI che non ci farà sentire mai più soli di fronte al Destino, singolo e comune. </p>



<p>Vi aspettiam<strong>o: domenica 14 maggio, ore 11-18, presso biblioteca Chiesa Rossa, MILANO, Via San Domenico Savio, 3 (MM 2, linea verde, fermata ABBIATEGRASSO). </strong></p>



<p></p>



<p>Ed ecco a voi il PROGRAMMA!:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="819" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento-819x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16916" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento-819x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 819w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento-240x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento-768x960.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></a></figure>
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