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	<title>attacchi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Dopo l’attacco di Israele: ricerca di colpevoli in Iran – Si temono repressioni contro le minoranze</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2025 10:34:37 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/Teheran.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="590" height="332" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/Teheran.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18056" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/Teheran.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 590w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/Teheran-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 590px) 100vw, 590px" /></a></figure></div>



<p>Dopo i continui attacchi e contrattacchi tra Israele e Iran, l’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV) avverte che l’escalation militare potrebbe portare a una massiccia ondata di repressione da parte del regime islamista di Teheran contro il movimento per la democrazia e la libertà dei popoli dell’Iran. Dopo gli attacchi, in Iran ci si chiede come sia stato possibile che Israele abbia condotto diverse operazioni nel Paese per prepararsi. Nella ricerca dei colpevoli, i mullah non cercheranno tra le proprie fila, ma tra le minoranze etniche e religiose del Paese.</p>



<p>Da decenni i membri della comunità religiosa bahá’í, i convertiti al cristianesimo e i curdi sono considerati dal regime dei mullah come complici di Israele. Ora potrebbero essere soprattutto i curdi a essere ritenuti responsabili del fatto che Israele sia riuscito a operare attivamente anche in Iran. L’APM teme che nei prossimi giorni l’Iran arresti o giustizi altri curdi. Sono probabili anche nuovi attacchi al pacifico Kurdistan iracheno confinante.</p>



<p>Gruppi sciiti radicali, nazionalisti turchi e islamisti sfruttano gli attacchi per seminare odio contro Israele. Affermano che Israele potrebbe attaccare la Turchia come prossimo obiettivo. Anche se gli sciiti radicali e i sunniti sono nemici tra loro, sono uniti dall’odio comune verso gli ebrei, i curdi e i valori universali come la democrazia e i diritti umani. I governanti iraniani aspirano alla creazione di un grande impero persiano di stampo sciita, mentre la Turchia mira alla fondazione di un impero turco-ottomano di stampo sunnita. I curdi e altre minoranze come i beluci in Iran, gli alawiti/aleviti in Turchia e Siria e i drusi in Siria sono considerati un ostacolo alle aspirazioni di grande potenza persiano-sciite e turco-sunnite. Ora potrebbero diventare bersaglio di attacchi.</p>



<p>Nel frattempo, si levano voci che chiedono un cambio di regime in Iran. La grande maggioranza della popolazione iraniana desidera un ordine democratico diverso, ma non la sostituzione di una dittatura con un’altra, come è successo in Siria. I gruppi etnici non persiani e non sciiti aspirano alla libertà nazionale, linguistica, culturale e, soprattutto, alla completa libertà di credo e di opinione. Ciò è possibile solo in un sistema federale. Molte donne iraniane non vogliono che i mullah impongano loro come vestirsi.</p>



<p>L’Iran è uno Stato multietnico in cui vivono numerosi gruppi etnici come persiani, azeri, curdi, arabi, baluci, turkmeni, armeni e assiri, nonché comunità religiose come sciiti, sunniti, bahá’í, cristiani, zoroastriani, ebrei, ahl-e haqq e dervisci sufi. A differenza della Turchia, le loro aree di insediamento spesso portano ufficialmente il nome etnico del gruppo etnico che vi abita.</p>
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		<title>Le vittime del terrore delle bombe iraniane hanno bisogno di aiuto</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2022 16:34:59 +0000</pubDate>
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<p>Rifugiati dall’Iran nel Kurdistan iracheno</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/iraq-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/iraq-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16652" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/iraq-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/iraq-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/iraq-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/iraq-1536x1022.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/iraq-2048x1362.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br></p>



<p>In relazione alle proteste di massa contro il regime dei Mullah in Iran,<br>si teme un’invasione su larga scala da parte dell’Iran nel vicino Kurdistan iracheno. Da giorni<br>l’esercito iraniano attacca i villaggi curdi nel nord dell’Iraq. I curdi iraniani già negli anni ’80 vi si rifugiavano per sfuggire alle violenze del regime dei Mullah. L’Iran sta usando droni da combattimento, lanciarazzi e artiglieria pesante. Ora c’è da temere che il regime prenda a modello la Turchia e invada il Kurdistan iracheno. Proprio come la Turchia, il governo iraniano potrebbe affermare di agire contro i “separatisti” e i “terroristi” curdi. I mullah sono angosciati dal movimento di protesta che ha coinvolto l’intero Iran. Con l’agitazione anti-curda e gli attacchi al Paese vicino, stanno cercando di dividere i manifestanti e di metterli l’uno contro l’altro. Allo stesso tempo, tutti i partiti curdi in Iran chiedono un Paese democratico e federale – nessuno di loro si comporta in modo secessionista. Nelle loro dichiarazioni, tutti i partiti curdi hanno invitato la popolazione del Kurdistan iraniano (Kurdistan orientale) a protestare pacificamente e a non dare al regime motivi per ulteriori violenze.</p>



<p>I contatti dell’APM riferiscono di 165 arresti nel Kurdistan orientale.<br>Altre fonti parlano addirittura di 1000. Poiché i prigionieri vengono regolarmente torturati e maltrattati in Iran, le loro famiglie sono<br>molto preoccupate. Secondo le nostre fonti, almeno 18 curdi sono stati uccisi e fino a 900 sono stati feriti. Per paura, molti non si fanno<br>curare negli ospedali. Ricevono cure mediche di fortuna dove possibile.</p>



<p>Oltre ai persiani, nello Stato multietnico dell’Iran vivono azeri, curdi, arabi, baluci, turkmeni, armeni e assiri, nonché altre minoranze<br>religiose numericamente minori come bahai, ebrei, cristiani o zoroastriani. Le nazionalità non persiane costituiscono ben più della metà dei circa 85 milioni di abitanti del Paese. Tuttavia, non sono riconosciuti come popoli specifici con lingua, cultura e storia proprie.<br>Tutti subiscono discriminazioni e oppressioni. Il regime islamista sciita è particolarmente brutale contro le minoranze religiose dei Bahai<br>e dei cristiani convertiti.</p>



<p>L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) lancia un appello all’Unione Europea affinché aiuti i rifugiati curdi dall’Iran che<br>scappano nel Kurdistan iracheno. Dopo gli attacchi delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, hanno urgente bisogno di aiuti umanitari. A<br>causa dei bombardamenti degli ultimi giorni, centinaia di persone sono rimaste senza casa, soprattutto donne, bambini e anziani. Da anni cercano rifugio nel vicino Kurdistan iracheno. Ora hanno paura di rimanere nei rifugi che ancora non sono stati distrutti dagli attacchi iraniani.</p>



<p>Da settimane le Guardie rivoluzionarie iraniane bombardano case, scuole e altre strutture nel Kurdistan iracheno utilizzate dai rifugiati.<br>Decine di persone sono state uccise, tra cui donne e bambini. L’Iran afferma di aver utilizzato oltre 73 missili balistici e numerosi droni<br>kamikaze contro i “terroristi”. Per paura di ulteriori attacchi, i corpi delle persone uccise vengono seppelliti solo di notte. Poiché un attacco può arrivare in qualsiasi momento, i bambini hanno paura di andare a scuola e le famiglie evitano le proprie case. Per paura dei sicari iraniani, i feriti spesso non vogliono farsi curare negli ospedali pubblici. I servizi segreti iraniani e turchi sono molto attivi nella regione. Non è raro che i curdi vengano uccisi da sconosciuti nelle loro case o nelle strade.</p>



<p>L’UE deve fare il possibile per assistere le vittime del regime dei Mullah. L’Iraq non ha un governo funzionante da mesi. Il Paese non è in<br>grado di proteggere i propri confini e di fornire assistenza umanitaria ai rifugiati provenienti dal Paese vicino. L’UE non dovrebbe quindi<br>limitarsi a un generico sostegno a parole. Se davvero condanna le azioni dell’Iran contro i manifestanti nel proprio Paese e i rifugiati in Iraq, deve anche aiutare le vittime. La maggior parte dei rifugiati curdi provenienti dall’Iran risiedeva alla periferia della città di Koya,<br>sulla strada principale tra Arbil e Sulaymaniyah.</p>
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		<title>Violenza in Siria. Attacchi alle minoranze</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2020 08:02:11 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="765" height="488" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/sssssssssssssssssssssssssssssssssssssss.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14037" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/sssssssssssssssssssssssssssssssssssssss.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 765w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/sssssssssssssssssssssssssssssssssssssss-300x191.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 765px) 100vw, 765px" /></figure></div>



<p>L&#8217;Associazione per i popoli minacciati (APM) critica i continui crimini della Turchia, membro della NATO, contro le minoranze nel nord della Siria. Nei giorni scorsi, le notizie di crimini di guerra commessi dal regime siriano e dalla Russia contro obiettivi civili avevano fatto scalpore a livello internazionale. Allo stesso tempo, i paesi partner della Turchia, tra cui Italia, Germania e Stati Uniti, rimangono in silenzio sulle continue violazioni dei diritti umani da parte del governo Erdogan e sul suo sostegno alle milizie islamiste. Questo atteggiamento rende la politica siriana dell&#8217;Occidente generalmente inaffidabile agli occhi delle persone colpite.</p>



<p>L&#8217;APM continua ad informare regolarmente i governi degli Stati della NATO sugli attacchi contro curdi, cristiani, yezidi e altri gruppi etnici nella Siria settentrionale, classificati come crimini di guerra.<br>Ciononostante questi governi tacciono sulle pratiche disumane della Turchia nel nord della Siria. In questo modo la stanno sostenendo. La potenza occupante turca ha ripetutamente e completamente interrotto la fornitura d&#8217;acqua alla città di Al Hasakah e ad altri villaggi del nord-est della Siria. Solo in questa regione, centinaia di migliaia di persone di origine curda, araba, assiro/aramaica, armena e di fede musulmana, cristiana e yezida ne sono colpite.</p>



<p>La Turchia e le milizie siriano-islamiche che sostiene, stanno occupando gran parte della Siria settentrionale e orientale. In queste zone sono insediati in particolare gruppi etnici curdi, cristiani, yezidi e aleviti. I governatori provinciali sono di fatto legati all&#8217;amministrazione turca e sono controllati da gruppi islamisti, anch&#8217;essi controllati da Ankara. Queste milizie sono costituite in gran parte da ciò che rimane dell&#8217;IS, l&#8217;ex fronte di Al-Nusra, ma anche da intere milizie jihadiste come Ahrar al-Sham o Faylaq al-Sham. C&#8217;è un clima di paura: rapimenti, torture ed esecuzioni extragiudiziali sono all&#8217;ordine del giorno. Scontri tra le stesse milizie filo-turche per arraffare tutto il possibile, sono un evento regolare. Gli attentati con autobombe nel contesto di questi conflitti interni hanno avuto più volte conseguenze drammatiche per la popolazione civile. Il 29 aprile, per esempio, almeno 60 persone sono rimaste uccise quando un&#8217;autocisterna è esplosa in un mercato di Afrin. Il governo turco accusa i gruppi curdi, mentre altre fonti sospettano che i responsabili siano milizie islamiste pro-turche. I gruppi curdi hanno severamente condannato l&#8217;attacco.<br>Queste condizioni fanno sì che sempre più ampie fasce della popolazione curda, cristiana, yezidi e alevita siano costrette a lasciare la regione: al loro posto saranno insediate persone fedeli alla Turchia di fede radicale sunnita.</p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221; L&#8217;interminabile strage in Mali</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 08:22:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi Un eccidio non documentato in corso e una serie di attacchi terroristici di cui nessun giornalista parla. Mali 2019, un paese sofferente in cui i civili non sono al sicuro, in&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="719" height="480" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/Giovane-manifestante-Peul-4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13234" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/Giovane-manifestante-Peul-4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 719w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/Giovane-manifestante-Peul-4-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></figure></div>



<p>
Un eccidio non documentato in corso e una serie di attacchi
terroristici di cui nessun giornalista parla.</p>



<p>Mali 2019, un paese sofferente in cui i civili non sono al sicuro, in nessuna parte del paese. A partire dai machete utilizzati dai Peul, nomadi senza meta, che, come racconta un sopravvissuto, si sono scagliati  su uomini al lavoro nei campi come delle furie indiavolate, per poi dirigersi alle abitazioni dove non hanno risparmiato nessuno. Donne, bambini e anziani sono stati falcidiati senza pietà.  </p>



<p>
Ci troviamo a Bandiagara, ai piedi delle rocce di Falesia, dove gli
attacchi sono continui e violentissimi. Le vittime sono centinaia e
neppure l&#8217;esercito è in grado di fronteggiare cotanta brutalità.</p>



<p>Un conflitto decennale, tra vicini di casa, che vede gli agricoltori dogon e gli allevatori peul da sempre in una situazione di scontro. Negli ultimi anni le ostilità si sono inasprite a causa della presenza degli jihadisti che ne hanno approfittato per seminare odio in territori già ingestibili per mancanza di autorità.  Il governo francese è intervenuto a sostegno della capitale Bamako ma neanche questo è servito a placare gli animi. Inoltre, solidalmente a questa situazione, ad inizio ottobre alcuni soldati sono stati uccisi in un attacco contro una postazione militare nella regione di Menaka. &#8220;Il bilancio provvisorio è salito a 53 vittime appartenenti alle Malian Armed Forces&#8221;, ha dichiarato l&#8217;esercito maliano sulla sua pagina Facebook.  </p>



<p></p>



<p>&#8220;La situazione è sotto il controllo della Fama Indelimane. Le valutazioni sono ancora in corso&#8221;, ha aggiunto l&#8217;esercito maliano. Quaranta soldati sono stati uccisi in due attacchi jihadisti il 30 settembre e il 1 ottobre, vicino al Burkina Faso, in un paese nel sud del Mali, secondo un rapporto di un funzionario del Ministero della Difesa. L&#8217;attacco di ieri sera ha anche causato &#8220;ferite e danni materiali&#8221;, secondo l&#8217;esercito.</p>



<p>Nessun giornalista occidentale sta documentato l’eccidio. A squarciare il silenzio sono gli stessi dogon che con i loro cellulari inviano foto atroci e resoconti dettagliati delle violenze o lo stesso esercito maliano che pubblica aggiornamenti su Facebook sullo stato dei fatti.</p>
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		<title>L&#8217; auspicio delle comunità arabe e musulmane italiane che con la fine dell&#8217;epoca di Al Baghdadi venga decretata la sconfitta del terrorismo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 08:24:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217; auspicio delle comunità arabe e musulmane italiane che con la fine dell&#8217;epoca di Al Baghdadi venga decretata la sconfitta del terrorismo. Così le comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) insieme a tutte&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="469" height="268" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/Foad-Aodi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13206" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/Foad-Aodi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 469w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/Foad-Aodi-300x171.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></figure></div>



<p>L&#8217; auspicio delle comunità arabe e musulmane italiane che con la fine dell&#8217;epoca di Al Baghdadi venga decretata la sconfitta del terrorismo.</p>



<p>Così le comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) insieme a tutte le comunità arabe e musulmane aderenti auspicano che con la fine dell&#8217;epoca del Al Baghdadi venga sconfitto una volta per tutti il terrorismo internazionale che utilizzava il nome dell&#8217;islam per fini personali cercando di danneggiare la vera e giusta immagine dei musulmani e dell&#8217;islam in Italia e in Occidente.</p>



<p>Oggi sicuramente una giornata importante, storica e una vittoria contro il terrorismo cieco e disumano che aveva l&#8217;obbiettivo di scatenare guerre interreligiose tra le civiltà in mediorientale  e in Europa e tra islam e occidente ,che per fortuna e grazie alla responsabilità e impegno delle comunità arabe e musulmane in Europa e in particolare in Italia   sono stati sconfitti tutti i tentativi a scatenare scontri e conflitti dentro il grande conflitto e obbiettivo dell&#8217;esercito del Al  Baghdadi .dichiara il Presidente  delle Co-mai Foad Aodi che si appella ai giornali e politici che cercano sempre strumentalizzazioni anti Islam di moderare le loro dichiarazioni con maggiore responsabilità e lavorare tutti insieme per una proficua convivenza. </p>
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		<title>Notizie da Gaza, notizie dirette</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Aug 2018 07:26:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti Umani ieri ha chiesto notizie e un commento a Meri Calvelli, responsabile del Centro Italiano di Scambi Culturali &#8211; VIK di Gaza. Meri Calvelli è stata gentilissima, ecco le sue&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti Umani</strong></em> ieri ha chiesto notizie e un commento a Meri Calvelli, responsabile del <em>Centro Italiano di Scambi Culturali &#8211; VIK</em> di Gaza. Meri Calvelli è stata gentilissima, ecco le sue parole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38880915_1815391641842175_8278694401006370816_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11140" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38880915_1815391641842175_8278694401006370816_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1600" height="524" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38880915_1815391641842175_8278694401006370816_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38880915_1815391641842175_8278694401006370816_n-300x98.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38880915_1815391641842175_8278694401006370816_n-768x252.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38880915_1815391641842175_8278694401006370816_n-1024x335.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<p>Due giorni di tregua, temporanea ma regge; ieri venerdì, la grande marcia ha continuato a presentarsi al confine, con migliaia di persone, famiglie intere, che continuano a chiedere di essere rispettati i loro diritti di persone, non costrette alla galera a vita su una striscia di terra ma di riavere la libertà’ tolta. Come risposta anche ieri 1 morto, un infermiere del servizio sanitario locale, che stava intervenendo e trasportando uno dei tanti feriti della giornata. Ahmad abu Loli 43 anni, altra vittima dell’ingiusta reazione contro questi cittadini che protestano.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38900162_2075995185995126_9119706515765198848_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11141" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38900162_2075995185995126_9119706515765198848_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="720" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38900162_2075995185995126_9119706515765198848_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38900162_2075995185995126_9119706515765198848_n-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38900162_2075995185995126_9119706515765198848_n-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>Nella citta’ intanto la vita e’ ripresa, dopo la paura dei forti attacchi promessi su tutta la striscia, le parti hanno fermato il fuoco, per il momento, ma quello che rimane sul campo purtroppo sono ancora macerie e distruzione. In molti si chiedono come mai hanno colpito un luogo neutrale, non militare, che per anni e anni ha offerto solo un servizio culturale e sociale agli abitanti . Nella logica della punizione collettiva, questo tipo di attacchi militari, con risposta dell’avversario, devono essere evidenti alla popolazione; questa la logica della distruzione del centro culturale &#8220;Al Mesahal&#8221;, di giovedì scorso, e quella dell’Art&amp;Craft della settimana scorsa. Due luoghi cari e utili, che sicuramente la gente apprezza più’ dei luoghi militari costruiti intorno.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38967971_268642477287682_269813152659537920_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11142" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38967971_268642477287682_269813152659537920_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="720" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38967971_268642477287682_269813152659537920_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38967971_268642477287682_269813152659537920_n-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38967971_268642477287682_269813152659537920_n-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>Alle forze israeliane quindi, non basta rispondere colpendo le basi di Hamas, responsabili del lancio di missili, ma la pressione, l’attacco e l’umiliazione deve essere pagata con il tributo della popolazione e della società che cerca di ricostruire ogni volta. Questo passaggio su Gaza purtroppo non e’ considerato dalla comunità internazionale tutta, ne dai governi che non intervengono con una posizione sul diritto internazionale degli esseri umani. Quando si parla di Gaza si accomuna tutti i presenti con un unico corpo, colpevole della situazione; la responsabilità politica della situazione, o lasciare che anche qui parlino solo armi, è purtroppo diventato un metodo globale e sbrigativo, non risolve i problemi, li esaspera ma crea un business enorme per tutti. Gaza purtroppo e’ questo, non si spiega altrimenti la situazione di protratta emergenza e insicurezza per tutti. La dignita’ pero’ ce la dimostrano i cittadini, nella forza di rialzarsi, ricostruire, ricominciare e non darsi per vinti. Anche oggi il teatro distrutto dall’ultimo attacco, ha messo in scena la vitalità e il pensiero creativo, i bisogni e i desideri.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/39050608_540120773111464_8668030038177742848_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11143" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/39050608_540120773111464_8668030038177742848_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="540" height="960" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/39050608_540120773111464_8668030038177742848_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 540w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/39050608_540120773111464_8668030038177742848_n-169x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante ogni materiale scenografico, abiti di scena ecc. siano stati disintegrati da ben 9 bombe lanciate da F16, la gente si e’ ritrovata calpestando rabbiosamente le macerie e messo in scena lo spettacolo. Canti e parole per ricostruire le speranze, e’ l’appello che viene lanciato ogni giorno dalla polvere di uno spazio distrutto senza motivo.</p>
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		<title>Altra promo teatrale fino a domenica: UTOYA</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jan 2018 08:01:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>TEATRO FILODRAMMATICI da martedì 09 gennaio 2018 a domenica 14 gennaio 2018. UTOYA Promo per i nostri lettori: biglietto a 11 euro “Scrivere un testo su quanto è avvenuto a Utoya, in Norvegia, nel&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.atirteatroringhiera.it/luogo/teatro-filodrammatici/?utm_source=rss&utm_medium=rss">TEATRO FILODRAMMATICI</a> da martedì 09 gennaio 2018 a domenica 14 gennaio 2018.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/Utoya_Mattia-Fabris_Arianna-Scommegna5_FotoSerenaSerrani-500x250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10017" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/Utoya_Mattia-Fabris_Arianna-Scommegna5_FotoSerenaSerrani-500x250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="500" height="250" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/Utoya_Mattia-Fabris_Arianna-Scommegna5_FotoSerenaSerrani-500x250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/Utoya_Mattia-Fabris_Arianna-Scommegna5_FotoSerenaSerrani-500x250-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<h1 class="tribe-events-single-event-title" style="text-align: center;"><span style="color: #ff00ff;">UTOYA</span></h1>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff00ff;">Promo per i nostri lettori: biglietto a 11 euro</span></p>
<p style="text-align: center;">
<p>“Scrivere un testo su quanto è avvenuto a Utoya, in Norvegia, nel 2011, è un’impresa impegnativa. Il Teatro non è il luogo della documentazione e dell’informazione in primis, è la sede di una riflessione. E la riflessione su un avvenimento del genere sconcerta: non è un gesto di follia, ma contemporaneamente lo è. Non è cospirazione politica, ma contemporaneamente la è. Non è un esempio di inefficienza dei sistemi di difesa, e tuttavia lo è. Non è un caso di occultamento dell’informazione, però lo è.</p>
<p>Quando ero un ragazzo e aprivo il giornale avevo una griglia, forse un po’ rozza ma funzionale, per classificare quel che succedeva. Pareva che in tutto il mondo alcune semplici categorie bastassero per inquadrare un avvenimento, e dessero la possibilità alle persone di trovare un modo per reagire. Ma dopo il 1989 il mondo è diventato un posto molto più complicato da interpretare, e dopo il 2001 capire un evento è come entrare in un labirinto.<br />
Ciò che il Teatro, anzi la mia scrittura teatrale, può fare dentro questo labirinto è trovare dei personaggi che lo percorrano e che ce lo restituiscano attraverso il filtro della loro personalità e dei loro rapporti. Così con Arianna, Mattia, Serena e Luca, compagni in questa avventura, abbiamo scelto di tornare là, in Norvegia, quel terribile 22 luglio del 2011, a osservare tre coppie coinvolte in modo diverso in quello che stava accadendo. Attraverso di loro ho spalancato una finestra di riflessione, che se non ci da tutto il filo per uscire da quel labirinto, per lo meno a sprazzi, ne illumina alcune zone oscure con la luce della poesia.”</p>
<p><span style="color: #ff00ff;">ACQUISTO E PRENOTAZIONI BIGLIETTI</span><br />
<span style="color: #ff00ff;"> Teatro dei Filodrammatici, Via Filodrammatici 1 Milano tel. 02.36727550 <a style="color: #ff00ff;" href="mailto:biglietteria@teatrofilodrammatici.eu">biglietteria@teatrofilodrammatici.eu</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Barbara Spinelli: «Chiedo che l’accordo UE-Turchia sia sospeso, prima che siano la Corte di Giustizia e la Corte europea dei Diritti dell&#8217;Uomo a farlo»</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/04/11/barbara-spinelli-chiedo-che-laccordo-ue-turchia-sia-sospeso-prima-che-siano-la-corte-di-giustizia-e-la-corte-europea-dei-diritti-delluomo-a-farlo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 11:39:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Barbara Spinelli (GUE/NGL) ha preso la parola durante la riunione della Commissione Parlamentare Libertà, Giustizia e Affari Interi del Parlamento europeo dedicata all&#8217;implementazione dell&#8217;accordo UE-Turchia, alla presenza del </em><em>coordinatore per la Commissione europea Maarten Verwey.</em></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-21-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5302" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5302" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-21-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (21)" width="300" height="200" /></a></p>
<p>«Secondo un&#8217;analisi legale dell&#8217;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati del 10 marzo, il trasferimento dei richiedenti asilo da uno Stato europeo a uno Stato extra-europeo deve rispettare una serie di garanzie minime.</p>
<p>É essenziale anzitutto che lo Stato ricevente si assuma la responsabilità di fornire ai richiedenti asilo l&#8217;accesso al sistema di asilo, accogliendoli e permettendo loro di registrare le domande di protezione.</p>
<p>Lo Stato ricevente deve valutare le richieste di asilo nel merito, seguendo una procedura equa, e deve proteggere i richiedenti asilo dal <em>refoulement</em>, come previsto da 65 anni dalla Convenzione di Ginevra, giacché i rifugiati non devono essere ri-deportati nelle zone di guerra dalle quali sono fuggiti.</p>
<p>Se ai richiedenti viene riconosciuto lo status di rifugiato, lo Stato ricevente deve assicurarsi che essi possano godere di protezione in conformità a garanzie e standard internazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Attualmente nessuna di queste garanzie è rispettata dalla Turchia, per cui chiedo che l&#8217;accordo sia sospeso, prima che siano la Corte di Giustizia e la Corte europea dei Diritti dell&#8217;Uomo a darmi ragione e a eliminare questa vergogna. Lo chiedono 90 associazioni europee che si occupano dei rifugiati. La Turchia non è uno Stato Terzo Sicuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Voglio infine porre una domanda di fondo al rappresentante della Commissione, Sig. Maarten Verwey: quel che chiedo, è di uscire dall’autocompiacimento che mostrate in merito all’accordo UE-Turchia. Quando parlate di cifre sui rimpatri, vi prego di menzionare le centinaia di rifugiati (in realtà sono più di un migliaio, negli ultimi 7-8 mesi) che il governo turco ha respinto in Siria, violando leggi nazionali, europee e internazionali, e di tenere a mente che tra questi respinti ci sono anche bambini, rispediti in zone di guerra senza i familiari, completamente soli».</p>
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		<title>Fondamentalismo, Radicalismo, Jihadismo, Terrorismo: sinonimi di Islam?</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 20:42:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Care amiche e cari amici, con grande piacere e sperando di farvi cosa gradita, da oggi vi annunciamo una nuova rubrica: VenerdIslam, curata da Monica Macchi, esperta di mondo e cultura arabi. Ecco, per&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Care amiche e cari amici,</p>
<p>con grande piacere e sperando di farvi cosa gradita, da oggi vi annunciamo una nuova rubrica: <em>VenerdIslam</em>, curata da Monica Macchi, esperta di mondo e cultura arabi.</p>
<p>Ecco, per voi, il primo articolo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fondamentalismo, Radicalismo, Jihadismo, Terrorismo: sinonimi di Islam?</strong></p>
<p>di Monica Macchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In vista dell’incontro del 28 aprile dove verrà discusso il saggio “Oltre la democrazia. Temi e problemi del pensiero politico islamico” col prof Massimo Campanini presentiamo quattro interventi sugli Islam (al plurale perché non è un termine né monolitico né compatto)</p>
<p>Fondamentalismo, Radicalismo, Jihadismo, Terrorismo: sinonimi di Islam?</p>
<p>Assolutamente no!</p>
<p>Il termine <strong>Fondamentalismo</strong> in realtà è sterile perché è un fenomeno globale verificatosi in tutte le religioni come reazione ai problemi della modernità: una deriva verso una società utopica governata dalla legge di Dio caratterizzata dalla delusione e dal disincanto per l’esperimento moderno e ispirata ad una “età dell’oro” precedente. E’ stato introdotto nel dibattito pubblico nel 1925 col processo Scopes in cui i fondamentalisti cristiani negli Usa hanno cercato di impedire che la teoria evoluzionista venisse insegnata nelle scuole pubbliche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il termine <strong>radicalismo</strong> non può essere applicato <em>tout court</em> all’Islam visto che molte correnti sono quietiste dal punto di vista politico e sostengono il “<em>tablighi</em>” solo predicazione e lettura dei testi sacri senza “sporcarsi” le mani con la politica</p>
<p><strong>Jihadismo</strong> Il termine <em>Jihad</em> ha diverse sfumature semantiche ma la radice trilittera g-h-d significa “impegno in un’azione lodevole”. Si distingue in “grande jihad” inteso come lotta spirituale verso se stessi e le proprie inclinazioni malvagie cioè come combattimento etico; e in “piccolo jihad” inteso come  lotta in nome della religione che a sua volta si declina in combattimento militare per difendere la fede (<em>fard al kifaya</em>, cioè obbligo collettivo) e per propagandare la fede (<em>fard al-a’yn</em>, cioè obbligo individuale). Per quanto riguarda la definizione restrittiva più strumentalizzata e mal conosciuta, cioè la “guerra santa” bisognerebbe parlare piuttosto di “guerra giusta” un tema di diritto canonico presente anche nel pensiero cristiano occidentale (es S. Agostino nel De Civitate Dei liceità della guerra giusta “per raddrizzare i torti”)</p>
<p><strong>Terrorismo</strong> A parte sterili e pericolosi stereotipi che identificano arabi-musulmani-terroristi come fossero sinonimi, è impossibile identificare le caratteristiche del terrorista perché non soggetto a categorizzazioni universalizzanti ed oggettive; in caso contrario si ritornerebbe alla categoria di “nemico oggettivo” teorizzata nei regimi totalitari. Comunque partendo dalla celeberrima definizione di Raymond Aron<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> “<em>è detta terroristica un’azione violenta i cui effetti psicologici sono sproporzionati ai risultati puramente fisici</em>” sicuramente la caratteristica più eclatante e di maggior impatto psicologico del terrorismo contemporaneo è rappresentata dagli attacchi suicidi. L’attentato suicida non è e non è stato “solo” un fenomeno religioso in quanto è utilizzato da molte organizzazioni secolari, tra cui il curdo PKK e le Tigri Tamil marxiste.</p>
<p>E allora? Gli analisti più attenti propongono Islam (con maiuscola) come civiltà, islam (con minuscola) come religione, e “Islamismo politico”, per indicare questa nuova forma di politicizzazione che nasce dalla Naksa del 1967 e dalle sconfitte del socialismo panarabo nazionalista e che si pone al di fuori dell’Islam/islam. Islam/islam, che dopo la caduta del comunismo è diventato l’incarnazione delle paure dell’ Occidente  a sua volta  investito da crisi politico istituzionali ed economiche caratterizzate da esplosione demografica, crescente sperequazione tra ricchi e poveri con polarizzazione del reddito, emarginazione dei giovani, e un neocolonialismo che fa diventare l’ “usba mu’mina”, (il gruppo eletto di credenti) l’avanguardia contro i simboli dell’ignoranza e dell’ingiustizia.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a></p>
<p>[1] Cfr. R. ARON, <em>Paix et Guerre entre les Nations</em>, Paris 1962; trad. it. <em>Pace e guerra tra le nazioni</em>, Milano 1970, p. 209.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intervista ad Andrea Margelletti, Presidente del Centro Studi Internazionali</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2016 09:06:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione degli attentati in Francia, l&#8217;Associazione per i Diritti umani aveva posto alcune domande ad Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali. Riproponiamo, nostro malgrado, l&#8217;intervista a seguito degli attentati a Bruxelles. &#160;&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="post-title"><span style="color: #333333; font-size: medium;">In occasione degli attentati in Francia, l&#8217;Associazione per i Diritti umani aveva posto alcune domande ad Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali. </span></h1>
<p>Riproponiamo, nostro malgrado, l&#8217;intervista a seguito degli attentati a Bruxelles.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/th-43.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5518" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5518" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/th-43.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (43)" width="299" height="199" /></a></p>
<div class="clear"></div>
<div class="entry">
<div class="entry-inner">
<div>L’Associazione per i Diritti Umani ha rivolto, per voi, alcune domande al Dott. Andrea Margelletti, Presidente del Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.) e lo ringrazia molto per la sua disponibilità.</div>
<div></div>
<div>E’ probabile che tra i migrati che arrivano in Europa ci siano persone<br />
“pericolose”? Come combattere la cultura della paura, diffusa da<br />
alcune parti politiche?</div>
<div></div>
<div>Bisognerebbe definire cosa vuol dire “pericolose”: una cosa sono i terroristi, un’altra sono i criminali.  Sul fatto che arrivino criminali o persone che in poco tempo vanno a delinquere, mi pare evidente perchè è una realtà che accomuna tutte le migrazioni. Chi si sposta in condizioni<br />
disperate, in alcuni casi, può essere attratto dai guadagni facili e questo è successo anche agli italiani che sono emigrati all’estero; quindi si tratta di un fenomeno endemico nei grandi numeri.</div>
<div>Altra cosa, invece, è il terrorismo: fino ad ora non ci sono risultati terroristi arrivati con i barconi anche perchè il terrorista è una persona estremamente formata, preziosa per il gruppo terroristico e non si rischia di metterlo su un barcone dove può affondare; è più<br />
facile che arrivi in Europa con un visto turistico o, addirittura, che sia cittadino europeo. Per<br />
bloccare il traffico umano è inutile arrestare solo gli scafisti.</div>
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Quali operazioni sarebbero necessarie allo scopo?</div>
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<div>Le operazioni che nessuno si sente in grado di fare: sarebbe opportuno intervenire nelle zone per cui le persone partono (e non mi riferisco soltanto alla Libia, ma anche all’Africa sub-sahariana) con delle politiche di lunghissimo termine ed estremamente costose. Al momento,<br />
non mi pare che alcun Paese europeo o occidentale abbia voglia di spendere miliardi di euro per questo tipo di attività che richiedono molti anni per vedere i primi risultati.</div>
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<div>Qual è il suo parere, quindi, riguardo alle politiche europee in termini di<br />
sicurezza e di immigrazione?</div>
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<div>Dal punto di vista della sicurezza interna, c’è grandissima collaborazione tra le forze di polizia e i servizi di informazione-sicurezza. Poi ciascun Paese adotta, sul proprio<br />
territorio nazionale, le misure che ritene più efficaci e opportune.</div>
<div>In termini di immigrazione non c’è una reale politica europea: l’Italia è stata lasciata sola ad affrontare il problema. Spesso la Ue, di fronte a problemi grossi, diventa una realtà di singoli e non più un’unione.</div>
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<div>La comunità internazionale dovrebbe intervenire in alcune aree del<br />
mondo, ad esempio in Siria?</div>
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<div>In Siria sono già presenti alcune ONG e sono in atto alcune operazioni – da parte della comunità internazionale – contro l’Isis, ma mi pare che anche in Siria, per l’ennesima volta, non vi sia, a livello di Paesi occidentali, una visione comune su come affrontare il problema.</div>
<div>Prima di tutto dovremmo avere una politica comune, a fonte della quale si fanno scelte comuni che possano essere anche sbagliate, ma che almeno sono condivise da tutti. Il fatto di procedere in maniera disunita ci rende deboli e vulnerabili.</div>
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