<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>corpi Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/corpi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/corpi/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Sun, 20 Nov 2022 08:07:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>corpi Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/corpi/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>“Art(e)Attualità”. COLLAPSO. Lo spreco, il clima e l&#8217;Uomo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/11/20/arteattualita-collapso-lo-spreco-il-clima-e-luomo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/11/20/arteattualita-collapso-lo-spreco-il-clima-e-luomo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2022 08:05:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art(E)attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenticlimatici]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[corpi]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[globale]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[materiali]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[oggetti]]></category>
		<category><![CDATA[pianeta]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[risorse]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia]]></category>
		<category><![CDATA[spreco]]></category>
		<category><![CDATA[Tenerife]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16736</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Art(e)Attualità”. COLLAPSO. Lo spreco, il clima e l&#8217;Uomo Un&#8217;esposizione da Tenerife tra Filosofia e opere contemporanee di Alessandra Montesanto COLLAPSO è una mostra di opere contemporanee proposta dal TEA (Tenerife Space for the Arts),&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/11/20/arteattualita-collapso-lo-spreco-il-clima-e-luomo/">“Art(e)Attualità”. COLLAPSO. Lo spreco, il clima e l&#8217;Uomo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>“Art(e)Attualità”. COLLAPSO. Lo spreco, il clima e l&#8217;Uomo</p>



<p>Un&#8217;esposizione da Tenerife tra Filosofia e opere contemporanee</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/immagine-principale.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="654" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/immagine-principale-1024x654.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16737" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/immagine-principale-1024x654.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/immagine-principale-300x192.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/immagine-principale-768x490.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/immagine-principale-1536x981.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/immagine-principale.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1618w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p></p>



<p>COLLAPSO è una mostra di opere contemporanee proposta dal TEA (Tenerife Space for the Arts), nel capoluogo dell&#8217;isola, Santa Cruz. Durante la scorsa estate l&#8217;abbiamo visitata e ne riportiamo alcune considerazioni che riteniamo altamente interessanti per il dibattito sui cambiamenti climatici a livello globale, sulla responsabilità dei cittadini e sulla giustizia sociale.<br><br><br></p>



<p>La Filosofia occidentale è tradizionalmente partita dalla domanda che prevale su altre grandi questioni, che, sia a livello individuale che sociale, delineano il modo in cui ci relazioniamo con il mondo: perché c&#8217;è qualcosa invece del nulla? Se possiamo essere certi di qualcosa, la nostra esperienza qualitativa del mondo, anche se non possiamo sperimentarla nella sua totalità, dice che, in effetti, ci sono cose che ci circondano. La materia rimane ed è continua. È impossibile fermare il corso della materia. Sia dal nostro punto di vista &#8211; quei rifiuti che non riusciamo a smettere di produrre, quel sacco della spazzatura giallo da 30 kg che viene riempito ogni due giorni in una famiglia di due persone &#8211; sia da uno stanziamento industriale &#8211; i litri di emissioni scaricati in mare da emissari nascosti sulla costa &#8211; sia come anche l&#8217;astrofisica &#8211; l&#8217;espansione dell&#8217;universo, la persistenza della materia oscura.<br>Ma come affrontare il fatto che la materia oscura è in continua espansione e la nostra è limitata? Come organizzare la materia, ciò che ci è rimasto?<br><br>Un&#8217;assidua definizione di residuo, o rifiuto è quella di “materia fuori posto”; è importante capire come riorganizzare la materia perchè è una questione politica e sociale. Che sia a livello domestico o industriale o extraplanetario. Il principio della definizione, dell&#8217;antropologa Mary Douglas, si basa sul fatto che l&#8217;organizzazione della materia ha una componente politica che la ristruttura sulla base di un pensiero dicotomico, ovvero: utile/inutile; produttivo/improduttivo. Sporcizia e rifiuti sono legati a un sistema di strutturazione igienica che lo identifica innanzitutto con qualcosa che destabilizza un ordine di contenimento che permette una vita funzionale e la struttura organica della città moderna è quella che nasconde i propri rifiuti sotto il magazzino e il cui fetore è nascosto anche a diversi metri dai contenitori che nessuno vuole vedere.<br><br>Tuttavia, il sistema di organizzazione dei rifiuti urbani come lo conosciamo oggi è molto recente. Fu solo nel XIX secolo che a Londra fu sviluppato un sistema igienico-sanitario pubblico: gli individui erano i responsabili della raccolta dei propri rifiuti e le acque reflue non presero forma fino a questo secolo, nonostante le lamentele sull&#8217;insalubrità del Tamigi fossero state presenti in Parlamento dal XIII secolo. Il <em>De latrines</em>, basato sullo spreco di rifiuti comunitario, che era stato praticato durante gli anni medievali, è passato anche alla Modernità con la gestione privatizzata voluta dal re, allo stesso modo in cui Locke sviluppò un sistema di pensiero liberale dove, portatrice di quei diritti non negoziabili &#8211; concepiti in definitiva come esito di deliberazione sociale contrattuale, ma sotto la legge ineludibile di diritti come la vita, la libertà e, soprattutto la proprietà privata &#8211; la città si avviava verso la privatizzazione dell&#8217;igiene. Tuttavia, a questa privatizzazione, antecedente all&#8217;industrializzazione e incipiente delle grandi capitali europee nell&#8217;Ottocento, mancava un elemento chiave che potesse riorganizzare tutto ciò che &#8220;era rimasto&#8221;. Vale a dire, poter spostare e nascondere ciò che gli individui avevano precedentemente gettato in strada.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="928" height="615" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16738" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 928w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col1-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col1-768x509.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 928px) 100vw, 928px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="928" height="615" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16739" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 928w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col2-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col2-768x509.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 928px) 100vw, 928px" /></a></figure>



<p><br><br>L&#8217;organizzazione e l&#8217;industrializzazione delle risorse necessarie alla gestione delle città post-industriali ha quindi due punti di partenza in termini di pensiero: il primo è che l&#8217;immondizia è qualcosa del passato e che può destabilizzare e far ammalare. Non solo in termini di un sistema igienico basato sulla cura e sull&#8217;istituzionalizzazione della medicina, ma anche in quanto destabilizza lo schema basato su un certo ordine simbolico. Il residuo in vista è pericoloso. E il secondo punto è che,se la spazzatura è una cosa del passato, è perché ci ricorda dove siamo stati, cosa abbiamo mangiato e chi siamo. Sebbene la nostra memoria ci deluda, la spazzatura mostra il peggio di noi stessi. Le nostre abitudini di consumo sono esposte. In questo senso, Rathje e Murphy in “Spazzatura!” mostrano l&#8217;archeologia della spazzatura e come normalmente le persone, alla domanda sulle loro abitudini di consumo, tendano a nascondere i cibi dannosi per la salute e a sopravvalutare quello che dovrebbe essere il cibo &#8220;sano&#8221;.<br>Nessuno, inoltre, vuole condividere la propria spazzatura in pubblico. Non solo a livello individuale ma collettivo, una città senza un sistema fognario, impianti di trattamento delle acque reflue, scarichi o cassonetti è una società del passato. La città moderna è fatta di vetro, trasparente, ordinato, pulito. Il colore può essere anche manifestazione estetica dell&#8217;ordine simbolico del residuo. Anche parlare dell&#8217;uso del bianco come imposizione estetica durante il Movimento Moderno in Architettura o stile internazionale (1926-1950) aiuta a capire questo orientamento: dove ciò che era rimasto degli edifici e delle facciate era la decorazione, questa viene sradicata trattandola come un male, come grottesco. Questo rifiuto del grottesco definirebbe un&#8217;architettura bianca senza aggiunte, che rappresenta il progresso e la propaganda dello stile internazionale occidentale. Anche dopo la prima guerra mondiale, il critico d&#8217;arte e storico Adolf Behne fece una distinzione tra architettura bianca e architettura colorata, associando la prima alla classe borghese e la seconda agli ideali delle utopie socialiste. È curioso che il bianco derivi anche da un&#8217;idea igienista della Società. Nel sud della Spagna, i contadini usavano la calce per pulire le stalle per le sue proprietà antisettiche. Quando iniziarono ad arrivare le successive epidemie di tifo o peste, la popolazione divenne ossessionata da questa sostanza chimica e l&#8217;architettura divenne bianca. Cominciarono persino ad apparire rituali per imbiancare le stanze dei defunti di recente. È qui che l&#8217;idea del bianco come pulizia inizia ad essere culturalmente associata e si sviluppa per tutto il XX secolo nell&#8217;architettura e nell&#8217;arte.<br><br>La zona di Manshinay Yasser al Cairo o le discariche di Balatas e Payatas nelle Filippine sono complessi esempi contemporanei della sfida urbana posta dai rifiuti e dalla loro gestione. La prima è conosciuta come &#8220;la città della plastica”; un quartiere sovraffollato fuori il Cairo che si caratterizza per la sua architettura informale e la mancanza di un sistema logistico per organizzare i suoi rifiuti. In questa città come in altre zone del Cairo, esistono i cosiddetti “zabbaleen” &#8211; una parola che letteralmente significa in egiziano “area destinata alla spazzatura&#8221; -, gestiti da una comunità copta che si è tradizionalmente dedicata alla raccolta dei rifiuti. Rispetto ad alcuni sistemi di riciclaggio occidentali, riescono a riciclare l&#8217;80% dei rifiuti prodotti dalla città. Il delicato sistema comunitario degli zabbaleen è un processo di riciclo lontano dalla tecnologia contemporanea e basato su un equilibrio etnico o manuale, come sarà poi il cassonneto di cui parlava Walter Benjamin e che si trovava per le strade di Parigi e che ora è installato in molte altre città.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="765" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col3-765x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16740" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col3-765x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 765w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col3-224x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 224w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col3-768x1028.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1074w" sizes="(max-width: 765px) 100vw, 765px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="928" height="615" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16741" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 928w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col4-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col4-768x509.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 928px) 100vw, 928px" /></a></figure>



<p>Ci sono persone che raccolgono i rifiuti, che guardano e prendono ciò che è stato gettato.Tutto ciò che la grande città ha buttato via, tutto ciò che ha perso, tutto ciò che ha disprezzato, tutto ciò che ha schiacciato sotto i piedi, lo catalogano e lo raccolgono. Raccolgono gli annali dell&#8217;intemperanza e dello dello spreco. Sistemano le cose e selezionano con giudizio: raccolgono come un avaro che custodisce un tesoro, rifiuti che assumeranno la forma di oggetti utili o gratificanti tra le fauci della dea dell&#8217;industria. Questa descrizione è una metafora estesa del metodo poetico, come lo praticava Baudelaire. Gli uomini della spazzatura e il poeta: entrambi si occupano di rifiuti.<br>L&#8217;idea del riciclo, del riutilizzo dei rifiuti come qualcosa di innovativo e che la città postmoderna si comporti meglio di qualsiasi altro sistema di riorganizzazione della materia, è, ovviamente, qualcosa di falso. Così è l&#8217;idea che ci sia una contemporaneità simultanea in cui regnano i progressi del &#8220;progresso&#8221;. L&#8217;esperienza del presente non è universalizzabile. Le idee che segnano un&#8217;epoca sono anche spaziali, geolocalizzabili. È curioso, in questo senso, come il concetto di &#8220;impronta di carbonio&#8221; sia stato ideato proprio dalla <em>British Petroleum (BP) </em>nei primi anni 2000, che ha incaricato la società di pubbliche relazioni <em>Ogilvy &amp; Mather</em> di ideare questo concetto, sviluppando un motore di ricerca in cui calcolare l&#8217;impronta di carbonio di ogni individuo. Con un movimento come questo, <em>BP </em>esternalizza la propria responsabilità riguardo all&#8217;inquinamento del pianeta e riesce a incolpare i singoli attori, preoccupati per la loro rispettiva “impronta ecologica”.<br><br>Il sistema igienico-sanitario ideato dalla città tipicamente postmoderna, con una gestione privatizzata dell&#8217;organizzazione dei rifiuti guidata da multinazionali, non è l&#8217;unico modello contemporaneo di distribuzione del materiale in eccedenza, tutt&#8217;altro. È, tuttavia, il modello pertinente all&#8217;interno dell&#8217;immaginario simbolico sviluppato dopo la sanificazione dello spazio pubblico, che lega l&#8217;igiene all&#8217;individuo-proprietario e all&#8217;esigenza collettiva di avere uno spazio operativo. La spazzatura non viene distrutta, viene spostata. All&#8217;interno della società consumistica tardo-capitalista, l&#8217;utopia del riciclo si basa sull&#8217;esternalizzazione dei propri rifiuti: ciò che non si vede va taciuto.<br><br>Qual è la soluzione per riordinare la creazione incessante della materia e non affogare in essa?<br><br>Walter Benjamin usa la figura della cassonetto per illustrare la sua concezione dell&#8217;immagine dialettica: un momento presente illuminato dal passato, dove la verità viene svelata dalla nostra esperienza personale e sensoriale. Sia il poeta che il cerca-spazzatura (riciclatore) sono interessati allo scarto.Ci proponiamo qui di costruire un&#8217;immagine dialettica del residuo in modo tale che esso sopravviva non come elemento negativo o eccedenza di quello positivo; il riciclatore lo pulisce, ma come una rovina, come una costruzione affermativa nel suo decadimento. Nelle parole di Slavoj Žižek: l&#8217;idea di &#8216;riciclaggio&#8217; comporta l&#8217;utopia di un circolo chiuso di tutti i rifiuti.</p>



<p>Cosa possono fare i singoli cittadini riguardo al clima globale ? Per esempio, l&#8217;organzzazione denominata <em>Safety Orange</em> funziona come tecnologia di controllo e autorizza i singoli cittadini ad essere perennemente vigili e responsabili della propria sicurezza e benessere. Possiamo intravedere questa logica spostando sottilmente il peso della conformità dalle istituzioni agli individui: la discarica di Payatas nella città di Manila, chiusa a causa di una frana che ha provocato la morte di circa 1.000 persone che vi abitavano, è un altro grande esempio di come, all&#8217;interno del sistema sanitario prevalente, la materia si muova, ma non venga mai distrutta completamente, venga rimossa dalla visione di quei centri che contano di essere spinti alle periferie, appunto, di essere spinti ai margini dell&#8217;ordine sociale e rimanere entro i confini dell&#8217;inaccettabile, sebbene il sistema stabilito nella società postmoderna non garantisca l&#8217;efficienza ecologica, come si vede con l&#8217;esempio di Zabbaleen che, invece, garantisce un sistema sanitario basato sulla performance economica dei suoi abitanti e un sistema di valori e credenze basato sulla dicotomia utile/residuo. Gli abitanti di Payatas o di tante altre discariche di fronte alle pressioni socioeconomiche e alla mancanza di alloggi nei centri urbani, si trasferiscono nelle discariche per vivere come spazzini, cioè raggruppano i rifiuti e vendono ciò che trovano &#8230; Pertanto, sebbene il sistema igienico-sanitario della città postmoderna non garantisca l&#8217;efficienza nella raccolta differenziata dei rifiuti o l&#8217;utopia del riciclaggio, garantisce l&#8217;ordine socioeconomico e simbolico in cui si trovano i rifiuti destinati ad essere il sostentamento economico di classi esterne a questo ordine sociale, relegate al di fuori di questo centro.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="928" height="615" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16742" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 928w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col5-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col5-768x509.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 928px) 100vw, 928px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col6.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="684" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col6-1024x684.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16743" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col6-1024x684.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col6-300x200.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col6-768x513.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col6.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>I rifiuti sono una questione politica la cui forma è modellata in molti modi, non si tratta solo della spazzatura stessa o della materia in una definizione classica di essa. Anche i corpi possono essere rifiuti: corpi che non sono produttivi. L&#8217;associazione tra residuo e improduttivo è evidente in questi corpi isolati ed emarginati all&#8217;interno della società: Robert MaCruer ha cercato di plasmare un tipo di corpo reso invisibile dalla società con la sua <em>Teoria del Crip</em>: “Corpi con diversità funzionale che non aderiscono alla norma, in questo caso, tendono ad essere isolati o emarginati. La logica del residuo sopravvive all&#8217;interno del nostro sistema di organizzazione delle idee e del ragionamento in molte aree della nostra vita”.<br>La spazzatura è l&#8217;oppresso, l&#8217;abietto. Storicamente, la nozione di rifiuto nasce legata ad una questione economica fondamentale: la produttività della terra. Così, nel <em>Secondo Trattato</em> di Locke, troviamo una definizione di residuo (rifiuto) che corrisponde a quella terra che non riporta un beneficio economico. Il residuo, storicamente, è simbolicamente equiparato a un sistema impuro, da cui deriva un pericolo. In questo senso, il sistema sapere/potere occidentale, fin dall&#8217;età moderna, rafforza una serie di valori in cui le stesse convinzioni prevalenti crollano prima della comparsa di altri nuovi valori. Soprattutto dopo l&#8217;Illuminismo, la conoscenza stessa viene riordinata e purificata sulla base dell&#8217;idea latente del residuo. La lotta dialettica tra tesi e antitesi può essere interpretata come il rafforzamento di un sistema di pensiero (filosofia?) che lotta per l&#8217;adattamento delle sue idee a un ordine che combatte il residuo: ogni conoscenza inutile deve essere ritirata, tutta la filosofia attuale deve &#8221; pulire&#8221; il precedente sistema su cui è stato costruito o spodestare quelle convinzioni e valori che non si adattano al tuo spirito. La conoscenza può anche essere residuale; lasciato ai margini, dimenticato. Il compito della cassettiera è salvarli; frugare tra i rifiuti della Filosofia e della Storia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="670" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col7-1024x670.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16744" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col7-1024x670.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col7-300x196.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col7-768x503.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col9.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="536" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col9-1024x536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16745" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col9-1024x536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col9-300x157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col9-768x402.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col9-1536x804.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col9.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1762w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br><br>In COLAPSO osserviamo diverse interpretazioni estetiche di queste sfide, analisi più o meno esplicite del sistema di categorizzazione dicotomica utile/inutile. Partiamo dalla critica ai rifiuti agricoli e industriali, presenti nell&#8217;opera di Amy Balkin, Rafael Pérez Evans o nel gruppo formato da Inés Miño, Iñigo Barrón e Mon Cano. In questi pezzi osserviamo come i rifiuti agricoli o ambientali modellano il nostro rapporto con lo spazio che abitiamo. Ad esempio, con il mare, come ci mostrano Inés, Iñigo e Mon, o con la terra stessa e la sovrapproduzione di banane, nel caso di Rafael. Da questa critica allo spreco ambientale e all&#8217;inquinamento atmosferico &#8211; quello smog di cui parla Amy &#8211; si passa a uno sguardo che poggia sulle tecniche di consumo capitaliste. Nell&#8217;opera di Shanie Tommassini, l&#8217;iPhone diventa un oggetto rituale, il cui incendio rimanda non solo all&#8217;obsolescenza programmata degli oggetti tecnologici ma anche al valore feticcio della merce, trasformata in un rituale quasi religioso. Cajsa Von Zeipel, Jack Almgren e Lucia Bayón ci mostrano anche modi di relazionarsi con la società consumistica, collegando elementi tessili nel caso di Lucia o il mondo del fast fashion con altri oggetti trovati, nel caso di Jack, parodiandoli in extremis come vediamo nelle sculture esorbitanti di Cajsa. Nel percorso espositivo si arriva alla rovina in sé, alla spazzatura destrutturata dotata di una forma architettonica, come artisti come Céline Struger, Marina González Guerreiro, Bat-Ami Rivlin o il duo formato da Ma Dallo e Lucía Dorta lavorano da prospettive diverse. Nel caso di Bat-Ami, siamo di fronte ai rifiuti domestici e ai resti della nostra stessa casa, che costituiscono una nuova realtà totalmente separata dal nostro spazio visibile. Nel caso di Maï e Lucia, il loro pezzo cerca di salvare le rovine di un&#8217;etica premoderna della cura, un sapere dimenticato i cui portatori sono state tradizionalmente le donne, bollate come &#8220;streghe&#8221;. D&#8217;altra parte, le rovine di Céline combinano figure mitologiche, come la Gorgone, con resti archetipici della nostra società industriale. Per Marina gli elementi più spendibili diventano motivi costruttivi, pezzi delicati fatti di un aspetto apparentemente superfluo. Da questa rovina si passa ai rifiuti umani: Berenice Olmedo, Luis Lece Marcin Dudek, ci mostrano modi di intendere, in definitiva, l&#8217;essere umano come parte dello stesso sistema di organizzazione dei rifiuti. <br><br>Ricordiamo che l&#8217;etimologia della parola &#8216;collasso&#8217; deriva dal latino &#8216;collapsus&#8217; e significa caduta totale. Lapse significa “scivolare”.</p>



<p>Una esposizione, quindi, che ci ammonisce: non scivoliamo, di nuovo, nello spreco della materia anche perché noi stessi di materia siamo fatti, ma anche di spirito e di conoscenza.<br><br><br></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/11/20/arteattualita-collapso-lo-spreco-il-clima-e-luomo/">“Art(e)Attualità”. COLLAPSO. Lo spreco, il clima e l&#8217;Uomo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/11/20/arteattualita-collapso-lo-spreco-il-clima-e-luomo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Art(e)Attualità”. I believe in miracles, di David La Chapelle</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/08/28/arteattualita-i-believe-in-miracles-di-david-la-chapelle/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/08/28/arteattualita-i-believe-in-miracles-di-david-la-chapelle/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Aug 2022 13:29:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art(E)attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[#arte]]></category>
		<category><![CDATA[#DavidLaChapelle]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[barocco]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[corpi]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[materialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[percorso]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16558</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di Alessandra Montesanto Ad alcuni può sembrare blasfema, ma questi non saranno toccati dalla grazia e dalla profondità di un pensiero differente ma profondo tanto quanto quello tradizionale sulla Fede, nonostante l&#8217;impatto visivo sia&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/08/28/arteattualita-i-believe-in-miracles-di-david-la-chapelle/">“Art(e)Attualità”. I believe in miracles, di David La Chapelle</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4335-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="953" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4335-1024x953.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16559" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4335-1024x953.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4335-300x279.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4335-768x715.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4335-1536x1430.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4335-2048x1907.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<h3></h3>



<p></p>



<p>Di Alessandra Montesanto</p>



<p>Ad alcuni può sembrare blasfema, ma questi non saranno toccati dalla grazia e dalla profondità di un pensiero differente ma profondo tanto quanto quello tradizionale sulla Fede, nonostante l&#8217;impatto visivo sia barocco, fantasioso, teatrale. La mostra intitolata “I believe in miracles” di David LaChapelle è una festa per gli occhi e per lo spirito.</p>



<p>Cinquantatre anni, l&#8217;artista americano allievo di Andy Warhol che gli proporne di realizzare alcuni servizi per la mitica rivista <em>Interview</em>, allestisce al MUDEC (Museo dei Popoli e delle Culture di Milano) fino all&#8217;11 settembre, 90 opere fotografiche in forma di grandi e avvolgenti pannelli, site-specific, videoinstallazioni, dai colori saturi, materici e dalle figure con paesaggi che vengono a comporre set visionari, intrisi di riflessioni sull&#8217;attualità (sul clima, sulle relazioni tossiche, sui conflitti, sulla devozione al denaro e sull&#8217;allontanamento da un dio positivo, qualunque esso sia) per diventare sempre più un discorso intimo sulla fugacità umana e sul rapporto con il Sacro, rapporto iniziato da LaChapelle già negli anni &#8217;80 (dopo la perdita di cari amici per HIV) e continuato fino al 2005 in seguito all&#8217;opportunità di visitare in solitudine la Cappella Sistina; da qui l&#8217;approccio ai temi metafisici si è intensificato in una ricerca che, oggi, vede le opere della sua produzione unire il Passato al Presente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4349-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="860" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4349-1-1024x860.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16560" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4349-1-1024x860.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4349-1-300x252.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4349-1-768x645.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4349-1-1536x1289.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4349-1-2048x1719.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4361-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="983" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4361-983x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16561" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4361-983x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 983w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4361-288x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 288w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4361-768x800.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4361-1475x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1475w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4361-1966x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1966w" sizes="(max-width: 983px) 100vw, 983px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4362-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4362-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16562" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4362-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4362-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4362-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4362-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4362-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4356-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4356-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16563" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4356-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4356-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4356-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4356-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4356-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4355-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="919" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4355-919x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16578" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4355-919x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 919w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4355-269x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 269w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4355-768x855.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4355-1379x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1379w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4355-1839x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1839w" sizes="(max-width: 919px) 100vw, 919px" /></a></figure>



<p>“Credo fermamente nei miracoli, ho avuto esperienze che possono considerarsi tali, ho pensato dunque che il titiolo in questione fosse appropriato, brutalmente onesto; per trattare argomenti simili, con tutta la vulnerabilità del caso, ci vuole un po&#8217; di coraggio”, così afferma l&#8217;autore in un&#8217;intervista per Artribune: il Fato ci consegna alcune carte da giocare, poi dipende da ciascuno di noi come gestire la partita, insomma. Se poi si cerca la dimensione spirituale il gioco si fa ancora più interessante.</p>



<p>Molte tra le <strong>opere presenti in mostra </strong>rimandano alle serie più famose dell’artista, come i famosissimi scatti che hanno reso <strong>David LaChapelle </strong>un’icona vivente della cultura pop. Basti pensare alle innumerevoli collaborazioni con star internazionali del calibro di <strong>Madonna</strong>, <strong>Britney Spears</strong>, <strong>Michael Jackson, Kim Kardashian</strong>, <strong>David Hockney, Angelina Jolie</strong>, <strong>Elizabeth Taylor, Hillary Clinton</strong>, <strong>Muhammad Ali, Jeff Koons, Uma Thurman, David Bowie. </strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4347-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4347-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16564" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4347-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4347-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4347-1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4347-1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4347-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4348-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4348-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16565" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4348-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4348-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4348-1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4348-1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4348-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4366-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="946" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4366-946x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16566" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4366-946x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 946w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4366-277x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 277w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4366-768x831.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4366-1420x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1420w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4366-1893x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1893w" sizes="(max-width: 946px) 100vw, 946px" /></a></figure>



<p>Molte altre fotografie &#8211; che invitiamo ad osservare nei minimi particolari come in un dipinto di Bruegel perchè narrano storie complesse o riprendono passi della Bibbia e del Vaneglo sempre in modalità postcontemporanea &#8211; catapultano gli spettatori in un mondo che sovverte le regole, ma che affonda la lama nel substrato sociale e nelle coscienze, regalando molte suggestioni che ciascuno elaborerà dentro di sé.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4359-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="917" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4359-1024x917.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16567" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4359-1024x917.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4359-300x269.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4359-768x688.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4359-1536x1376.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4359-2048x1835.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4357-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-10" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4357-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16568" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4357-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4357-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4357-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4357-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4357-2048x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4369-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-11" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4369-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16570" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4369-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4369-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4369-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4369-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4369-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>“Ognuno ha il suo percorso, ma siamo tutti sommersi e inghiottiti dalla realtà che si sta distruggendo, dal materialismo; ci vuole una grade forza per proteggersi da tutto ciò, la natura può sicuramente aiutare, idem la solitudine; dove abito io non ci sono cellulari, sto vivendo alo stesso modo in cui sono cresciuto, da solo, per avere la possibilità di farmi domande e mantenermi sul giusto percorso, senza venire risucchiato dal mondo esterno”, continua LaChapelle nell&#8217;intervista.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4351-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-12" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4351-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16573" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4351-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4351-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4351-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4351-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4351-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4352-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-13" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4352-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16574" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4352-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4352-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4352-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4352-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4352-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4353-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-14" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="652" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4353-1024x652.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16575" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4353-1024x652.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4353-300x191.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4353-768x489.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4353-1536x977.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4353-2048x1303.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Il suo lavoro potrà sembrare kitch e provocatorio, ma se riesce a far vibrare la mente e il cuore, allora funziona. Per noi l&#8217;esposizione è un gran bel regalo e vi raccomadiamo di porvi sempre tante, tante domande.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4374-2-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-15" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4374-2-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16576" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4374-2-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4374-2-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4374-2-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4374-2-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4374-2-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4376-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-16" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="615" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4376-1024x615.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16577" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4376-1024x615.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4376-300x180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4376-768x461.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4376-1536x922.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG-4376-2048x1229.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<h3><strong>Vademecum</strong></h3>



<p><a href="https://www.mudec.it/ita/?utm_source=rss&utm_medium=rss">MUDEC</a>&nbsp;Via Tortona 56, tel. 02/54917 (lun-ven 10.00-17.00)&nbsp;</p>



<p>DATE 22/04 – 11/09/2022&nbsp;</p>



<p>ORARI Lun 14.30 ‐19.30 | Mar, Mer, Ven, Dom 09.30 ‐ 19.30 | Gio, Sab 9.30‐22.30&nbsp;</p>



<p>BIGLIETTI Intero € 15 | Ridotto € 13&nbsp;</p>



<p><em>Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura.&nbsp;</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/08/28/arteattualita-i-believe-in-miracles-di-david-la-chapelle/">“Art(e)Attualità”. I believe in miracles, di David La Chapelle</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/08/28/arteattualita-i-believe-in-miracles-di-david-la-chapelle/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Corpi imperfetti, oppure no</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/10/26/corpi-imperfetti-oppure-no/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/10/26/corpi-imperfetti-oppure-no/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2021 06:42:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accettazione]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[corpi]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[diversità]]></category>
		<category><![CDATA[giornaleonline]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[Londra]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[sensibilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[sguardo]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15746</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di Filippo Cinquemani Si dice, o meglio si diceva, che ciò che più conta di una persona sia la sua interiorità. Il problema, sopratutto oggi, è come arrivare all&#8217;interiorità se il nostro aspetto rappresenta&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/10/26/corpi-imperfetti-oppure-no/">Corpi imperfetti, oppure no</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/marc-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15747" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/marc-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/marc-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/marc-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/marc-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/marc-2048x1362.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><br><br></figcaption></figure>



<p>Di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Si dice, o meglio si diceva, che ciò che più conta di una persona sia la sua interiorità.</p>



<p>Il problema, sopratutto oggi, è come arrivare all&#8217;interiorità se il nostro aspetto rappresenta una barriera invalicabile. La bruttezza che dipende da un corpo o da un viso “diverso” è uno svantaggio sociale, qualcosa di inammissibile con se stessi e nel contesto pubblico.</p>



<p>Chi non è attraente, qualunque sia la sua condizione, vive una doppia discriminazione. La prima riguardante il non avere occasioni di contatto fisico e di vedere limitata la possibilità di esprimere la propria sessualità; la seconda, di non potersi permettere di esprimerla liberamente e nelle modalità che più rispecchiano la propria identità, le proprie fantasie e desideri.</p>



<p>Permangono idee errate e luoghi comuni, resistenze e atteggiamenti negativi per esempio, sulla sessualità delle persone con disabilità, più che altro per non conoscenza e malitesi culturali. Si considera il sesso come un fattore essenzialmente “genitale” ed è ancora diffusa la convinzione che i disabili non abbiano desideri sessuali o non siano attraenti per gli altri, o che comunque un corpo “diverso” non possa generare piacere.</p>



<p>Ci sono canoni estetici a cui siamo abituati e che ci permettono di stabilire cosa è gradevole e cosa invece non lo è. Questi canoni influenzano anche i nostri rapporti sociali e la nostra affettività.</p>



<p>Chi viola questi canoni è visto con sospetto e apprensione. Coppie con una certa disparità dal punto di vista estetico, con notevoli differenze di età, di condizioni fisiche, di posizione sociale portano a pensare che si celino chissà quali compromessi, dipendenze o plagi.</p>



<p>Esistono, però, persone attratte dalle disabilità, dagli anziani, o da soggetti con determinate caratteristiche fisiche. Questi comportamenti vengono definiti parafilie e declinati con varie definizioni: devotismo, gerontofilia ecc&#8230; Si tende quindi a medicalizzare certe preferenze anziché considerarle come sfumature dell&#8217;erotismo, che possono offrire opportunità di sentirsi desiderati per chi non lo è mai stato.</p>



<p>Ogni persona vuole essere desiderata e amata, quando questo non avviene le ripercussioni sono disistima, senso di inadeguatezza, ricadute sulla salute come la depressione.</p>



<p>L&#8217;ostacolo, in realtà, non è rappresentato dai corpi “imperfetti” ma dall&#8217;incapacità nel considerare questi corpi come un&#8217; espressione della varietà umana.</p>



<p>A Trafargar Square, in piena Londra, è possibile ammirare una grande statua che celebra Alison Lapper, un&#8217; artista focomelica cresciuta in istituto, ma talmente innamorata della vita, da decidere di concepire ed educare un figlio. Marc Quinn, che ha realizzato la statua commenta la sua opera così: “La Venere di Milo è senza braccia, è però un simbolo della femminilità e della bellezza greca. Alison diventa una bellezza della diversità dell&#8217;essere donna, perchè la diversità e l&#8217;handicap fanno parte della nostra realtà quotidiana”.</p>



<p>Recentemente, è stato fatto qualche passo avanti in merito, penso all&#8217;assistenza sessuale o a movimenti come la body positivity o neutrality.</p>



<p>Non è possibile auspicare ad un cambiamento culturale nell&#8217;immediato, ma proprio per questo è importante fare sensibilizzazione riguardo a questo tema di cui si parla ancora troppo poco.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/10/26/corpi-imperfetti-oppure-no/">Corpi imperfetti, oppure no</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/10/26/corpi-imperfetti-oppure-no/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Corpi e dispositivi di Potere nelle democrazie contemporanee</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/05/24/corpi-e-dispositivi-di-potere-nelle-democrazie-contemporanee/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/05/24/corpi-e-dispositivi-di-potere-nelle-democrazie-contemporanee/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2019 08:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[antropologi]]></category>
		<category><![CDATA[antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[biopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[colonialismo]]></category>
		<category><![CDATA[competizione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[corpi]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[merce]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[neoliberismo]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[RIFestival]]></category>
		<category><![CDATA[ruolo]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[uguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12545</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi vogliamo riportare alcune considerazioni dei Prof. Laura Bazzicalupo e Manlio Iofrida sul tema: “Corpi e dispositivi del Potere nelle democrazie contemporanee”, conferenza che ha arricchito il programma del Ri-Festival di Bologna (11-1 aprile&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/05/24/corpi-e-dispositivi-di-potere-nelle-democrazie-contemporanee/">Corpi e dispositivi di Potere nelle democrazie contemporanee</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="1024" height="866" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/20190518_102416-1024x866.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="12546" data-link="http://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=12546&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-12546" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/20190518_102416-1024x866.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/20190518_102416-300x254.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/20190518_102416-768x650.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul>



<p>Oggi
vogliamo riportare alcune considerazioni dei Prof. Laura Bazzicalupo
e Manlio Iofrida sul tema: “Corpi e dispositivi del Potere nelle
democrazie contemporanee”, conferenza che ha arricchito il
programma del Ri-Festival di Bologna (11-1 aprile 2019) organizzato
dalla Rete degli Universitari. 
</p>



<p><strong>Laura
Bazzicalupo</strong></p>



<p>Il
corpo è qualcosa di ambivalente; noi siamo il nostro corpo, è una
nostra proprietà. E&#8217; l&#8217;elemento più differenziale possibile, è il
luogo della differenza. Il bambino lo usa senza consapevolezza, gli
adulti invece hanno un corpo: noi abbiamo un corpo perchè siamo
inseriti in una cultura che esercita un potere di governo. Agamben
dieva che il potere politico si è sempre espresso sui corpi e
diventa, così, <em>bios</em>,
vita governata, non più pura. 
</p>



<p>La
biopolitica coincide con la modernità liberale e democratica dove
entra un altro livello di Potere che è quello del capitalismo:
l&#8217;Economia è il Potere che oggi dà forma alla vita. Questo Potere
si esercita per incentivare la produttività, la potenza del corpo
del governato. Il governato viene riempito di saperi per per produrre
di più, il plusvalore perchè guai a noi se non c&#8217;è crescita! Il
corpo, quindi, va migliorato secondo leggi che sanno come ottimizzare
le sue potenzialità. Si viene a creare una relazione di Potere
(padre-figlio, insegnante-studente,datore di lavoro-operaio, etc.) in
cui qualcuno sa di essere agìto secondo un principio di verità
naturale secondo il corpo stesso e qui entrano di prepotenza la
Biologia e l&#8217;Economia che raccontano entrambe come si produce la
potenza del vivente; queste due scienze entrano nell&#8217;ottica della
governabilità del vivente. Il medico, ad esempio, offre
quell&#8217;insieme di saperi che rende l&#8217;individuo governabile perchè,
oggi, il corpo è fatto oggetto di Potere. Si cerca, inoltre, di
dividere gli individui in base a gruppi dove i sani sono le persone
produttive e gli insani quelle escluse. 
</p>



<p>Ma
il corpo è naturalmente anarchico, resiste al potere. Dalla fine
degli anni&#8217; 60 &#8211; quando si esce dalla fabbrica per arrivare al
post-fordismo &#8211; il corpo, unificato e docile, inizia a reclamare le
differenze e nascono i primi movimenti, le manifestazioni
(femminismo, identità), ma successivamente il neoliberalismo
ricomincia a fare leva sul corpo, considerandolo capitale umano e
investe su quello all&#8217;interno di una società sempre più
competitiva.</p>



<p><strong>Manlio
Iofrida</strong></p>



<p>Usciamo
da una fase post-industriale e post-moderna che ha corrisposto a una
visione (tra la fine degli anni &#8217;70 e gli anni &#8217;80) in cui il Potere
è affermato come linguaggio-merce con una smaterializzazione del
mondo, in cui tutto è, appunto, linguaggio e in cui la società
diventa trasparente (Vattimo) e il mondo ha vinto il limite, la
materia.</p>



<p>Con
il Neoliberismo in atto oggi, con la crisi economica ed ecologica, si
delinea l&#8217;idea di progresso, di sviluppo. Il problema è che l&#8217;idea
di sviluppo illimitato non esiste e torna la questione della
vita-terra-corpo che si dimostrano resistenti allo sviluppo
illimitato e ciò significa che non tutto è riducibile al
linguistico, alla comunicazione.</p>



<p>Gioco,
flessibilità, libertà di essere: su questo si basa l&#8217;azione del
nuovo Potere di tipo neoliberista, ma la Natura e il mondo hanno un
limite. Io appartengo all&#8217;ambiente (l&#8217;inerenza di Merlot-Ponty) e qui
c&#8217;è una logica precisa per cui i soggetto cura se stesso in
relazione ad altri soggetti: quello che sto facendo appartiene a un
“noi” e mi trascende. 
</p>



<p>Nel
capitalismo moderno, invece, come si inseriscono i concetti di
“uguaglianza” e di “libertà”? Andrebbero riformulati in
chiave ecologica. La libertà moderna è un principio di volontà
infinito, illimitato, mentre la libertà ecologica è una libertà di
essere inerente a un mondo che deve essere rispettato e la Natura è
il dispositivo che seleziona ciò che è umano e ciò che non lo è.
Per Fucault non c&#8217;è il desiderio affermativo perchè non muove da
individui-soggetti. Per lui non c&#8217;è un luogo del non-governo; io
piego la forza che mi investe. Deleuze pensa un livello impersonale
della produttività, affermando che siamo assoggettati ad un
determinato ruolo e che dobbiamo liberarci dai codici per arrivare
come singolarità all&#8217;interno di una corrente di produttività (e di
Potere) che esce dalla fabbrica, dove i mezzi sono immediatamente nel
sociale. Ma questo è ancora un Mito perchè continuano ad esistere i
lavori servili, il lavoro di fabbrica, lo schiavismo, il lavoro
dipendente, precario, etc.</p>



<p><strong>Laura
Bazzicalupo</strong></p>



<p>Oggi
il Potere non è più esercitato SULLA vita, ma NELLA vita, ma nello
stesso tempo, sollecita le forze del governato: coloro che si
ribellano, lo fanno basandosi sugli stessi criteri del Potere. Il
Colonialismo ha imposto una cultura che ha finito per forgiare, per
costruire una resistenza e c&#8217;è resistenza anche quando è passiva,
quando si prepara il cambiamento. Siamo tutti assoggettati, ma ognuno
ha le potenzialità per mettere in atto il cambiamento.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/05/24/corpi-e-dispositivi-di-potere-nelle-democrazie-contemporanee/">Corpi e dispositivi di Potere nelle democrazie contemporanee</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/05/24/corpi-e-dispositivi-di-potere-nelle-democrazie-contemporanee/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una notte di 12 anni: Pepe Mujica e i suoi compagni nel film di Alvaro Brechner</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/02/03/una-notte-di-12-anni-pepe-mujica-e-i-suoi-compagni-nel-film-di-alvaro-brechner/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/02/03/una-notte-di-12-anni-pepe-mujica-e-i-suoi-compagni-nel-film-di-alvaro-brechner/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Feb 2019 08:23:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Alvaro Brechner]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[combattenti]]></category>
		<category><![CDATA[corpi]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[documento]]></category>
		<category><![CDATA[esercito]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[guerriglia]]></category>
		<category><![CDATA[ideali]]></category>
		<category><![CDATA[latinoamericani]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[militanti]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[pellicola]]></category>
		<category><![CDATA[Pepe Mujica]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[regia]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[regista]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[tupamaros]]></category>
		<category><![CDATA[uguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[umanità]]></category>
		<category><![CDATA[Una notte di 12 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Uruguay]]></category>
		<category><![CDATA[violenze]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12033</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; di Alessandra Montesanto Uruguay. Dopo un colpo di Stato, il fronte comunista viene sconfitto e al Potere si insedia l&#8217;estrema destra che avvia una dittatura militare. A questa si oppone un&#8217;ala armata, quella&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/02/03/una-notte-di-12-anni-pepe-mujica-e-i-suoi-compagni-nel-film-di-alvaro-brechner/">Una notte di 12 anni: Pepe Mujica e i suoi compagni nel film di Alvaro Brechner</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/download.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-12034 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/download.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="189" height="266" /></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>Uruguay. Dopo un colpo di Stato, il fronte comunista viene sconfitto e al Potere si insedia l&#8217;estrema destra che avvia una dittatura militare. A questa si oppone un&#8217;ala armata, quella dei Tupamaros. La guerra tra le autorità del regime e i guerriglieri è aspra: un&#8217;operazione segreta interna ai servizi, una notte del 1973, porterà all&#8217;arresto di nove tupamaros. Nel film si racconta la storia di tre di loro, tra cui, Pepe Mujica, che diventerà uno dei più amati presidenti del Paese.</p>
<p>La loro detenzione è crudele, basata su violenze fisiche e psicologiche: molti i trasferimenti dalle celle di caserme sempre più isolate. Poche le visite dei parenti, ancor meno le uscite all&#8217;aperto. Qualche spiraglio di luce si intravede in piccoli gesti di solidarietà da parte dei secondini, nella volontà dei prigionieri di rimanere attaccati alla Vita, anche attraverso il gioco, nonostante le condizioni terribili in cui si trovano.</p>
<p>Resta, infatti, la loro strenua resistenza, quella del corpo e della mente, resistenza iniziata all&#8217;improvviso una notte e durata per lunghi, dodici anni. Dopo la liberazione, Pepe Mujica, Mauricio Rosencof e Eleuterio Fernàndez, hanno segnato, con il loro esempio, la Storia e la Politica dell&#8217;Uruguay, iniettando nello spirito della popolazione, l&#8217;importanza della ricerca di Giustizia.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/portada_mujica_1.jpg_1956802537.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12035" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/portada_mujica_1.jpg_1956802537.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="810" height="450" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/portada_mujica_1.jpg_1956802537.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 810w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/portada_mujica_1.jpg_1956802537-300x167.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/portada_mujica_1.jpg_1956802537-768x427.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></p>
<p>Una buia notte del &#8217;73, le abitazioni di militanti, guerriglieri e simpatizzanti comunisti vengono prese d&#8217;assalto. Botte, celle sporche, oscurità assoluta, silenzio: in questa dimensione fuori dal Tempo e dallo Spazio si muovono figure incerte, quelle di tre prigionieri tupamaros, trasferiti in una caserma del regime. Così parte la terza pellicola del regista uruguayano Alvaro Brechner, che qui racconta una delle pagine più feroci della dittatura, con uno sguardo interno e partecipe.</p>
<p>Il Sistema impone che ogni militare sorvegli i militanti affinchè non si rivolgano la parola, ma loro escogitano un codice preciso, quello di battere sul muro con il pugno e, così, riescono persino a impostare una partita a scacchi con l&#8217;ausilio dell&#8217;immaginazione.</p>
<p>Vengono trasferiti in anfratti scavati nella roccia, in cui non riescono nemmeno a stare in piedi, ma loro riescono anche a scrivere lettere d&#8217;amore. Difficile espletare i bisogni primari, se si è ammanettati con le braccia legate troppo in alto ed ecco che, allora, vengono scomodati comandanti, generali e sergenti. Una punta di sarcasmo per screditare l&#8217;autorità nella ferocia della sua ottusità.</p>
<p>L&#8217;obiettivo degli esponenti della dittatura non è quello di uccidere i membri dell&#8217;opposizione, ma di farli impazzire, di far loro perdere la ragione e l&#8217;umanità. La sceneggiatura del film – a cui ha partecipato lo stesso regista – invece, pone l&#8217;accento proprio sulla capacità di resilienza, su quell&#8217;aggrapparsi alla realtà anche quando fanno di tutto per allontanarla dalla coscienza. Ed è sufficiente, ad esempio, una sbirciata dal cappuccio che preclude la visione. Il mondo resta nella testa, nei pensieri, nel ricordi di chi è ancora fuori, in uno stato di semi libertà. Ed è per loro che si lotta, che si resta in vita.</p>
<p>Non c&#8217;è logica nelle vessazioni a cui i tre reclusi vengono sottoposti: l&#8217;obiettivo è la loro follia, ma la follia è propria delle autorità. I carcerieri obbediscono agli ordini, come spesso accade ed è accaduto in tutte le guerre e in tutti i regimi.</p>
<p>Un racconto lungo, forse un po&#8217; troppo, forse per rendere l&#8217;agonia di quei dodici anni trascorsi in balìa dell&#8217;arbitrarietà della violenza. Ogni tanto, un istante di allegria e di ironia per riportare alla Vita corpi e anime fiaccate, ma non sconfitte.</p>
<p>I toni e i generi si alternano: drammatico, lirico, anche thriller. La regia è presente, ma non invadente; il montaggio accompagna e insegue i protagonisti; ottima la scelta di usare, come commento musicale, il celebre pezzo “Sound of silence” portato al successo da Simon &amp; Garfunkel, ma qui cantata dalla voce suadente di Sìlvia Pèrez Cruz, per un omaggio all&#8217;armonia melodica latinomaricana che esalta l&#8217;emotività di ciò che si narra.</p>
<p>Interessante anche l&#8217;uso di inserti onirici, di flashback per l&#8217;andirivieni psicologico dei militanti dal Reale, ma che – come detto – vi si aggrappano con tutta la forza possibile.</p>
<p><strong>Una notte di12 anni</strong> (<strong>La Noche de 12 Años</strong>) riesce a far percorre allo spettatore quel lungo periodo che va dal 1973 al 1984 di Storia recente e diventa un documento necessario per rinfrescare la Memoria, Memoria che se però rimane sulla carta o su uno schermo, non è utile ad avviare un cambiamento. Il cambiamento deve avvenire, ogni giorno, dentro ciascuno di noi. Solo così ritroveremo la nostra umanità. E la abbracceremo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRAILER del FILM:</p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/UCxuT1bouSg?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/02/03/una-notte-di-12-anni-pepe-mujica-e-i-suoi-compagni-nel-film-di-alvaro-brechner/">Una notte di 12 anni: Pepe Mujica e i suoi compagni nel film di Alvaro Brechner</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/02/03/una-notte-di-12-anni-pepe-mujica-e-i-suoi-compagni-nel-film-di-alvaro-brechner/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;: Campioni annegati</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/11/12/stay-human-africa-campioni-annegati/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/11/12/stay-human-africa-campioni-annegati/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Nov 2016 07:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Stay Human Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[africani]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[campioni]]></category>
		<category><![CDATA[continente]]></category>
		<category><![CDATA[corpi]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[Gambia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[human rigts]]></category>
		<category><![CDATA[journalism]]></category>
		<category><![CDATA[journalists]]></category>
		<category><![CDATA[life]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migration]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[naufragio]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[notizia]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[sea]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=7395</guid>

					<description><![CDATA[<p>  Questa volta non ha vinto; Ali Mbengu, campione gambiano di lotta senegalese, questa volta non ce l’ha fatta. Ha affrontato la battaglia più dura di tutta la sua vita e non ha vinto.&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/11/12/stay-human-africa-campioni-annegati/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;: Campioni annegati</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><b> </b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-648.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7396" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-648.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-648" width="400" height="225" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-648.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 400w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-648-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Questa volta non ha vinto; Ali Mbengu, campione gambiano di lotta senegalese, questa volta non ce l’ha fatta. Ha affrontato la battaglia più dura di tutta la sua vita e non ha vinto.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel Mar Mediterraneo lascia una serie di vittorie cumulate negli anni nella sua disciplina, la lotta senegalese.</p>
<p align="JUSTIFY">Questo sport è anche una tradizione e uno spettacolo per tutta l’Africa nord-occidentale. Gli incontri, infatti, sono preceduti da una cerimonia folcloristica e i lottatori sono accompagnati da griot che suonano i tamburi insieme ad un marabout che li benedice. È un combattimento pesante, corpo a corpo, che si svolge sulla sabbia e comporta grandi sforzi fisici per i quali sono necessari possenti muscoli. Così Ali, che di muscoli ne aveva ed era il campione indiscusso di questa disciplina.</p>
<p align="JUSTIFY">Muore il 4 novembre nel Mediterraneo mentre cercava di raggiungere le coste di Lampedusa.</p>
<p align="JUSTIFY">Pateh Nying, allenatore del campione, riferisce che la federazione nazionale di lotta continua ad invitare i giovani a non tentare la pericolosa strada dell’emigrazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Ali viveva in Libia dove si era recato nel 2014 e dove stava programmando il suo viaggio verso l’Europa; qui lavorava da tempo, tanto quanto basta per racimolare la cifra necessaria per partire per questa nuova avventura, rivelatasi per lui fatale.</p>
<p align="JUSTIFY">Il Gambia, paese di provenienza del campione, è un piccolo paese totalmente circondato dal Senegal ed è governato da Yahya Jammeh; il pugno di ferro del Presidente (recentemente ricandidatosi per un ulteriore mandato) è uno dei motivi che induce i giovani gambiani a scappare dal loro Paese.</p>
<p align="JUSTIFY">Come Ali, qualche tempo fa, anche Fatim Jawara, stella del calcio gambiano. È annegato nel Mediterraneo a fine ottobre seguendo lo stesso percorso di Ali.</p>
<p align="JUSTIFY">Di loro si sa poco, sui giornali non c’è traccia dei nomi dei due campioni che hanno perso la loro vita in mare. È necessario avere la consapevolezza che tra le morti in mare troveremo ancora dei calciatori, lottatori o professionisti e non ricordarli uno ad uno sarebbe drammatico.</p>
<p align="JUSTIFY">Le morti in mare non possono essere ricondotte a dei numeri, ogni corpo ritrovato ha un nome e una storia da ricordare.</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-649.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7397" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-649.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-649" width="594" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-649.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 594w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-649-278x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 278w" sizes="(max-width: 594px) 100vw, 594px" /></a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/11/12/stay-human-africa-campioni-annegati/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;: Campioni annegati</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/11/12/stay-human-africa-campioni-annegati/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;SCRITTURE AL SOCIALE&#8221;: una nuova rubrica curata da Patrizia Angelozzi</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/25/scritture-al-sociale-una-nuova-rubrica-curata-da-patrizia-angelozzi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/25/scritture-al-sociale-una-nuova-rubrica-curata-da-patrizia-angelozzi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2016 08:16:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Scritture al sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[affettività]]></category>
		<category><![CDATA[affetto]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[corpi]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[emarginazione]]></category>
		<category><![CDATA[età]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giuridica]]></category>
		<category><![CDATA[Human rights]]></category>
		<category><![CDATA[immagine]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[life]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[moglie]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[press]]></category>
		<category><![CDATA[programmi]]></category>
		<category><![CDATA[psicanalisi]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ricchi]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[Women]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=6986</guid>

					<description><![CDATA[<p>Care amiche e cari amici, siamo molto lieti di annunciare una nuova rubrica che verrà pubblicata di DOMENICA ogni 15 giorni. Si intitola &#8220;Scritture al sociale&#8221; ed è curata da PATRIZIA ANGELOZZI, Docente per&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/09/25/scritture-al-sociale-una-nuova-rubrica-curata-da-patrizia-angelozzi/">&#8220;SCRITTURE AL SOCIALE&#8221;: una nuova rubrica curata da Patrizia Angelozzi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Care amiche e cari amici,</p>
<p>siamo molto lieti di annunciare una nuova rubrica che verrà pubblicata di DOMENICA ogni 15 giorni.</p>
<p>Si intitola &#8220;Scritture al sociale&#8221; ed è curata da PATRIZIA ANGELOZZI,</p>
<p>Docente per la comunicazione sociale e di scrittura creativa, Scrittrice.</p>
<p>Blog: <a href="https://patriziaangelozzi.wordpress.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://patriziaangelozzi.wordpress.com/&amp;source=gmail&amp;ust=1474876528398000&amp;usg=AFQjCNH6I1RGDyre1UcQJ3NZFlzRr_XSNQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://patriziaangelozzi.wordpress.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>  L’inviata sociale Nella redazione di Cultura e dintorni, bimestrale Rubrica per Zonalocale, quotidiano per l&#8217;informazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;articolo di oggi: LA VIOLENZA NON E&#8217; UNA COSA DA POVERI</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-545.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6987" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6987" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-545.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (545)" width="961" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-545.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 961w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-545-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-545-768x512.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 961px) 100vw, 961px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un eccesso di perfezione. Una famiglia perbene, un uomo famoso e facoltoso che sceglie per moglie una donna di buona famiglia. Carriera, tre figli. Un quadretto ideale, sognato da tanti.<br />
Lui, medico dalla carriera indiscussa, sceglie di essere ‘dalla parte delle donne che subiscono violenza’ esponendosi nei programma Tv come testimonial.<br />
Quanta programmazione di vita, quanti report da raggiungere in nome di una vita di successo? Quanta apparenza?<br />
Non è vero che il femminicidio trova collocazione nelle lacune sociali, nell’emarginazione. Si trova ovunque.<br />
Appartiene a ricchi e poveri. Acculturati di successo e persone in difficoltà economiche e sociali.<br />
<b>Cosa c’è dietro la mancanza dell’intelligenza del cuore</b> anche quando è presente l’intelligenza sociale?<br />
La cultura non protegge e non tutela, a volte crea una mancanza di identità, quando non si ‘permette’ più il mettersi in discussione.<br />
La megalomania come la mancanza di autostima sono due stadi pericolosissimi, rendono sterili la parte umana che trovandosi fuori da canoni prestabiliti per la propria vita e quella della famiglia, si trovano a vivere il cataclisma di un reato efferato che nell’opinione pubblica non trovano un ‘perché’.<br />
E’ necessario, indispensabile ripartire <b>dall’educazione della mente , come nel famoso testo di Giulio Lombardo Radice</b> e dall’educazione all’affettività, così duramente negata, oltraggiata e ritenuta sintomo di fragilità ad ogni manifestazione della stessa.<br />
<b>C’è bisogno di coraggio, quello vero, per essere umani.</b> Quel coraggio che permette di accarezzare con gli occhi e abbracciare, essere vicini alla gioia e al dolore altrui. La forza di vivere ‘un danno’, chiamato sconfitta, fin dai banchi scolastici e nei “no” dell’educazione nei periodi di infanzia e adolescenza.<br />
Come i rifiuti che ogni persona incontrerà da parte di persone oggetto dei nostri sentimenti.<br />
L’educazione genitoriale, ripartendo dalla tenerezza, facilmente abbandonata quando i figli da neonati e piccoli per età anagrafica, vengono lasciati crescere senza sufficiente sostegno affettivo barattato per una compensazione di immagine e di beni.<br />
<b>La violenza non è una cosa per poveri</b>, appartiene a chi vive ai margini e al centro. A quanti per ego diventano sbilanciati verso la proiezione di loro stessi mentre tutto il resto diventa contorno sfuocato.<br />
A queste persone basterà un ‘elemento’ repentinamente (secondo loro) cambiato verso altre direzioni.<br />
<b>La violenza ha un comune denominatore. Il senso unico</b>. Una visione propria e indiscutibile. La rabbia, la presunzione, l’aggressività, la prepotenza di stabilire ciò che non è consentito. Agli altri.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/09/25/scritture-al-sociale-una-nuova-rubrica-curata-da-patrizia-angelozzi/">&#8220;SCRITTURE AL SOCIALE&#8221;: una nuova rubrica curata da Patrizia Angelozzi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/25/scritture-al-sociale-una-nuova-rubrica-curata-da-patrizia-angelozzi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’Abruzzo non dimentica, resiste.</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/01/labruzzo-non-dimentica-resiste/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/01/labruzzo-non-dimentica-resiste/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2016 08:42:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[alloggio]]></category>
		<category><![CDATA[Amatrice]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[centro]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[corpi]]></category>
		<category><![CDATA[crolli]]></category>
		<category><![CDATA[danni]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[donazioni]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[feriti]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[help]]></category>
		<category><![CDATA[Human rights]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Italy]]></category>
		<category><![CDATA[journalism]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Sabatini]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[photograph]]></category>
		<category><![CDATA[photoreporter]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[press]]></category>
		<category><![CDATA[Protezione Civile]]></category>
		<category><![CDATA[reporter]]></category>
		<category><![CDATA[ricostruzione]]></category>
		<category><![CDATA[scavi]]></category>
		<category><![CDATA[scosse]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
		<category><![CDATA[soccorsi]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[vigili del fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=6725</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; di Patrizia Angelozzi (scrittrice e comunicazione sociale) con le @immagini di Mario Sabatini, photoreporter. L&#8217;Associazione per i Diritti umani ringrazia moltissimo. &#160; Un Abruzzo forte e gentile, non dimentica le ferite. Neanche le&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/09/01/labruzzo-non-dimentica-resiste/">L’Abruzzo non dimentica, resiste.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-508.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6726" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6726" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-508.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (508)" width="960" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-508.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-508-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-508-768x513.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Patrizia Angelozzi (scrittrice e comunicazione sociale) con le @immagini di Mario Sabatini, photoreporter.</p>
<p><em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em> ringrazia moltissimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un Abruzzo forte e gentile, non dimentica le ferite. Neanche le cicatrici che fanno ancora male.<br />
In verità l’unica certezza che abbiamo è l’essere consapevoli che alcune regioni sono molte esposte ai rischi del terremoto. Insieme a questa consapevolezza, allo stesso modo esiste un Paese pronto alla solidarietà, all’immediatezza dei volontari, di quanti preposti agli aiuti di esperti di settore. Così come è avvenuto dai primi istanti di quel 24 Agosto dopo le 3.36.<br />
L’avvicendarsi di iniziative nate dentro le anime di quanti si sono resi partecipi e pronti è un meraviglioso messaggio, di vicinanza e sostegno, a dimostrazione che l’umano non solo esiste ma ha voglia di resistere.</p>
<p>In una intervista pubblicata sul Sole24 Ore, Roberto Museo, direttore di CSVNet dichiara “il rischio che va assolutamente evitato è che gli abitanti dei luoghi colpiti dal terremoto non riescano a ritrovare condizioni per ricostruire un futuro di lavoro, affetti, relazioni e per questo abbandonino la propria terra. Avendo ben chiaro un obiettivo: non abbandonare le persone e i luoghi colpiti dal sisma dopo un primo momento di visibilità».</p>
<p>CSVnet è la rete che sta coordinando, in collegamento con l&#8217;autorità pubblica e la Protezione civile, le iniziative delle organizzazioni di volontariato su tutto il territorio nazionale. Roberto Museo è un aquilano, che nella notte del 6 aprile 2009 uscì con la famiglia dalla sua casa, per rientrarvi 2.675 giorni dopo, in una abitazione integralmente ricostruita con criteri antisismici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-509.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6727" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6727" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-509.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (509)" width="960" height="639" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-509.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-509-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-509-768x511.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a><br />
PROTEZIONE CIVILE, VASTO,<br />
Fin dai primissimi momenti hanno messo in moto la ‘macchina della solidarietà’, coadiuvati dalla presenza di Eustacchio Frangione, a capo dell’intera organizzazione che si è trovato davanti ad una generosità Vastese che in soli due giorni e mezzo ha attivato una rete umana straordinaria. Queste le sue parole: “Siete meravigliosi ! Non solo noi della Protezione Civile ci siamo impegnati ma i nostri cittadini che senza lodi, senza articoli, senza stemmi e senza nulla in cambio, nel silenzio dell’umiltà e della vicinanza hanno messo insieme scatola dopo scatola, pacco dopo pacco, busta dopo busta e consegnato presso la nostra sede, materiali e beni di prima necessità in quantità impensabili, andando via in un silenzio che definirei religioso”. Sono arrivate disponibilità da centinaia di cittadini disposti ognuno con le proprie professionalità a “fare”, idraulici, falegnami, elettricisti, panettieri. Quelle che chiameremo le ‘risorse umane’.</p>
<p>DA TERAMO<br />
Il vigile del fuoco di Teramo, Massimo Caico, in servizio da oltre venti anni, fin dalle prime ore ha scavato con le mani oltre le macerie ed è riuscito a recuperare le sorelle Giulia e Giorgia Rinaldo. Giorgia di 4 anni ce l’ha fatta, mentre Giulia rimasta abbracciata l’ha protetta con il suo corpo senza riuscire a sopravvivere. “Non dimenticherò mai i suoi occhi” racconta, sommersa dalla terra e salvata dal corpo della sorella più grande.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-504.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6728" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6728" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-504.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (504)" width="960" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-504.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-504-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-504-768x513.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PESCARA DEL TRONTO.<br />
Tanti i soccorritori già all&#8217;opera subito dopo, in vari punti. Assistere a genitori estratti vivi in cerca dei propri figli è stato lacerante. In una città dallo scenario surreale.</p>
<p>VIGILI DEL FUOCO</p>
<p>Impegnati a recuperare vite dimenticano di bere, mangiare, dormire, quasi di respirare..</p>
<p>L’intervento dei cani Labrador ha permesso di individuare molte situazioni e per questo insistere, con addosso la paura che fosse come a L’Aquila.<br />
Hanno estratto corpi mentre le scosse continuavano ed un solo respiro restituiva la forza di continuare. Ricominciare.<br />
Vedere vite spezzate non è umano. Raccontano: “tristezza e senso di impotenza, i pensieri si accavallavano mentre avremmo voluto essere più veloci, arrivare prima. Ma prima, quando? Come?”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CONSORZIO COOPERATIVE SOCIALI MATRIX , Centri di accoglienza immigrati<br />
I richiedenti asilo politico, ospiti nei centri del chietino, si sono resi disponibili fin dai primissimi momenti, come in un coro dalle mille voci. I responsabili di struttura hanno sostenuto le proposte comunicando la disponibilità alla Protezione Civile Regione Abruzzo.<br />
Sono quindi in attesa di autorizzazioni e coordinamento i numerosi immigrati &#8211; cinque squadre da dodici ognuna &#8211; dei CAS del Consorzio Matrix che vogliono aiutare e rendersi utili nel modo in cui sia necessario.<br />
Il dolore non conosce colori o etnie. E loro lo sanno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-510.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6729" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6729" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-510.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (510)" width="855" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-510.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 855w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-510-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-510-768x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></a></p>
<p>TUTTE LE VITTIME<br />
Un mondo Associativo pronto a darsi da fare insieme alle singole persone che tutte insieme si sono adoperate, mentre i numeri del bilancio ufficiale del terremoto che ha devastato Accumuli, Amatrice, Arquata e Pescara del Tronto, aggiornato di ora in ora parla di 292 vittime con ultime due estratte dalle macerie ad Amatrice. Molte di loro devono ancora essere identificate. Il bilancio è diffuso da Titti Postiglione, capo della gestione emergenze della Protezione civile.<br />
Hotel Roma<br />
Continua il lavoro delle squadre di soccorso, i vigili del fuoco hanno recuperato altri due corpi, mentre proseguono gli scavi per il recupero di altre persone rimaste sotto le macerie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-507.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6730" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6730" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-507.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (507)" width="960" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-507.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-507-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-507-768x513.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p><span style="color: #252525;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-505.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6731" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6731" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-505.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (505)" width="960" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-505.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-505-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-505-768x513.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/09/01/labruzzo-non-dimentica-resiste/">L’Abruzzo non dimentica, resiste.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/01/labruzzo-non-dimentica-resiste/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
