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	<title>cultura Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Accendi la tua presenza</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 09:07:52 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/11/be.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="681" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/11/be-681x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18197" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/11/be-681x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 681w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/11/be-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/11/be-768x1154.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/11/be-1022x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1022w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/11/be.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1331w" sizes="(max-width: 681px) 100vw, 681px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Martina Foglia</p>



<p>Oggi vi voglio parlare di una realtà che unisce due aspetti molto importanti per noi persone con disabilità. La realtà in questione è BeOn Foundation che in tutti i progetti che propone sul territorio lombardo, concretizza un binomio che è molto spesso solo teorizzato, ovvero il connubio tra accessibilità e inclusione attraverso la promozione di progetti in diversi ambiti che pongono al centro la persona con disabilità e le sue esigenze facilitando a seconda delle capacità della persona, la fruizione delle risorse messe a disposizione, favorendo così l&#8217;equità con gli altri coinvolti nei progetti, favorendone l&#8217;interazione e la relazione in un contesto di gruppo. Ora lascio la parola a Stefano che ci racconterà questa realtà nel dettaglio! Buona lettura</p>



<p>Intervista a Stefano – beOn Foundation</p>



<p> <br>Ciao Martina, io sono Stefano. Sono cofondatore (con Flavia, Dario e Giovanni) della beOn Foundation ETS, e sono anche compagno di vita di Flavia. Da molti anni mi occupo di includere persone con disabilità nel mondo del lavoro, della formazione, del tempo libero: non come “assistente”, ma come alleato, convinto che ognuno abbia un potenziale da esprimere.</p>



<p>Quando e come è nata l’idea di creare una fondazione?<br>L’idea è nata in seguito a un episodio che ha cambiato profondamente le nostre vite: l’incidente di Flavia. Quel tragico momento ha mostrato in modo nitido le barriere — fisiche, culturali, sociali — che esistono ogni giorno per tantissime persone. Da lì è scattata la voglia di non limitarsi al dolore, ma trasformarlo in qualcosa di utile. Dal 2018 abbiamo iniziato “sperimentando” piccole attività — corsi, occasioni di incontro — e poi, con il tempo, abbiamo deciso di formalizzare tutto in una fondazione, per dare un’organizzazione stabile, visibilità e portata maggiore all’impegno che già stavamo portando avanti. Volevamo che non fosse solo un gesto personale, ma una realtà che potesse coinvolgere altre persone, aziende, associazioni.</p>



<p>“beOn”, nome casuale o con significato? Se sì, quale?<br>Il nome beOn non è stato scelto a caso, anzi. È un vero e proprio gioco di parole con “Beyond”, che significa “andare oltre” — proprio come cerchiamo di fare ogni giorno: oltre le barriere, oltre le etichette, oltre le paure. Allo stesso tempo, “beOn” suona come un invito: essere accesi, essere presenti, esserci. Non restare spenti o ai margini, ma “on”, nel flusso, nella vita, nelle relazioni. Insomma, il nome racchiude perfettamente il nostro spirito: essere presenti, consapevoli e andare oltre, sempre insieme.</p>



<p>Quali sono le principali finalità della fondazione e qual è il vostro target di riferimento?<br>Le finalità della fondazione sono molteplici ma tutte convergenti verso un orizzonte comune: migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità, intervenendo in formazione, inserimento lavorativo, arte, cultura, spettacolo, e occasioni di aggregazione gratuite. Alcuni progetti chiave sono: DigiLab for Future, Gaming Inclusivo, Teatro Inclusivo e collaborazioni con aziende e associazioni del territorio. Il target è chiaro: persone con disabilità, soprattutto giovani e adulti che vogliono esserci e non essere esclusi, ma anche famiglie, aziende e chi crede nell’inclusione come valore condiviso.</p>



<p>Se esiste, qual è il motto della fondazione?</p>



<p>Non so se abbiamo un motto ufficiale, ma c’è una frase che riflette bene lo spirito: “Beyond the barriers” — andare oltre le barriere. In pratica: non fermarsi davanti agli ostacoli, ma superarli insieme.</p>



<p>La collaborazione tra beOn e “Teatro dei Lupi” con il progetto “Mostrarti”? Parlaci di questa esperienza.<br>È una delle esperienze che porto nel cuore. “Mostrarti” è un progetto in cui abbiamo collaborato con il Teatro dei Lupi per creare uno spazio artistico dove persone con disabilità potessero mostrarsi nella loro espressività. Abbiamo mescolato competenze: il Teatro dei Lupi porta la professionalità scenica e la narrazione, noi portiamo attenzione all’accessibilità e supporto alle persone. Un ruolo fondamentale in questo percorso lo ha avuto anche Deinòs Teatri, che ha condiviso con noi la stessa visione e lo stesso impegno, contribuendo a rendere il progetto ancora più corale e inclusivo. Mi ha insegnato quanto sia importante il passo condiviso: non<br>imporre un percorso ma costruirlo insieme. Il palco diventa così spazio di relazione, ascolto, trasformazione.</p>



<p>Cosa ti hanno insegnato le persone con cui lavori e cosa pensi di aver insegnato tu a loro?<br>Ho imparato la pazienza, l’umiltà e la forza del gruppo. Le soluzioni migliori nascono quando tante teste diverse collaborano. Ho imparato anche a celebrare le micro vittorie. Spero di aver insegnato che non si è oggetto di aiuto ma soggetto attivo, che la disabilità non definisce la persona e che la partecipazione vera fa la differenza.</p>



<p>Nei vostri progetti mettete al centro l’inclusione: cosa è stato fatto e cosa resta da fare?<br>Si è fatto molto: cresce la sensibilità di aziende e istituzioni, si lavora su accessibilità fisica e digitale, si sperimentano modelli ibridi e si comunica per normalizzare l’inclusione. Ma resta da fare tanto sul piano culturale: servono educazione, politiche strutturali, accessibilità universale e vera partecipazione delle persone con disabilità nei processi decisionali.</p>



<p>Qual è il tuo motto?<br>Direi: “Accendi la tua presenza” — non aspettare che qualcuno ti inviti, entra, proponiti, sii parte.</p>



<p>Prospettive future?<br>Voglio far crescere beOn in più regioni, rafforzare le collaborazioni con aziende tech per strumenti inclusivi, portare la cultura dell’inclusione nei luoghi istituzionali e sperimentare nuovi linguaggi artistici e digitali per raccontare le diversità.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td></td><td></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Rašid: i Rom non sono una festa a tema</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 08:35:37 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Il protagonista dell&#8217;intervista di oggi l&#8217;ho scovato scrollando su Instagram, mi ha colpito sia per l&#8217;aspetto che per le sue parole. L&#8217;aspetto è quello di un artista, un marionettista, come suggerisce il suo Instagram: the gipsy marionettis. Nella storia parla di campi di concentramento rom; nel corso dell&#8217;intervista vedremo che cosa intende.</p>



<p>Il sentimento che sembra prevalere nel mio interlocutore è la rabbia. La rabbia di chi è discriminato e dimenticato da troppo tempo..</p>



<p>1. Presentati</p>



<p>Sono un attivista Rom e marionettista nato a Banja Luka nel 1989. Nel 92&#8242; con la mia famiglia, in conseguenza alla guerra mi trasferisco a Berlino e l&#8217;anno successivo a Torino. La mia vita si svolge nei fantomatici campi per circa 10 anni . Esco dai campi grazie ad un&#8217;operazione di puro assistenzialismo da parte di una chiesa in quanto il padre è esule ed istruito, non è considerato, quindi, una minaccia.</p>



<p>La mia passione e lavoro sono le marionette che produco direttamente io. Mantengo me e la mia famiglia grazie agli spettacoli come marionettista che porto in giro.</p>



<p>2. Sei sempre stato orgoglioso di essere rom?</p>



<p>La mia famiglia è mista; mio padre è serbo cristiano ortodosso e di una casta rom chiamata galoperi; mia madre invece è bosniaca , musulmana e di una sotto casta rom chiamata <em>khorakhané</em>.</p>



<p>Sono molto legato ai miei genitori anche per tutto quello che abbiamo passato, il passaggio di idee, identità e orgoglio è avvenuto in maniera naturale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/10/r1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/10/r1-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18188" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/10/r1-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/10/r1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/10/r1-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/10/r1-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/10/r1-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>3. Ci vuoi parlare dei campi di concentramento rom?</p>



<p>L&#8217;inserimento abitativo è un problema perché le famiglie rom sono composte da 120 persone circa. Si parla, quindi, di smembramento molto spesso.</p>



<p>I rom attualmente non sono riconosciuti come minoranza etnico linguistica quindi non si fanno progetti su misura. Quando vivi per anni in un campo sei solo una persona povera, ma il fatto di vivere lì non dice della tua identità rom. I campi, per intenderci, sono veri e propri ghetti.</p>



<p>Aggiungo che Rom in Italia solo 150 Mila circa e di queste 86% vive in casa, ma nella maggior parte dei casi si ha paura a dichiararsi parte della comunità. C&#8217;è un certo tipo di narrazione tra i media (vedi Scriscia o Lucio Corsi) che alimenta l&#8217;odio per i rom. I rom sono un tasto dolente anche per la sinistra progressista e nel mondo dell&#8217;attivismo. Anche se di recente al Pride di Torino abbiamo avuto modo di esprimerci liberamente riguardo ai campi.</p>



<p>4. Quali sono le principali richieste della comunità romaní?</p>



<p>1. Il riconoscimento come minoranza etnico-/linguistica con un organo di stampa nostro. Attualmente non ci viene data voce siamo strumento utile per la società basata sulla paura.</p>



<p>2. Una causa legale con esperti per modificare dizionari sull&#8217;etimologia della parola &#8220;zingaro&#8221; ovvero, schiavo usato per 500 anni nella compravendita dei rom nei principati danubiani. Nei nostri confronti c&#8217;è un lento genocidio di cui nessuno si prende cura e causa. Noi siamo il tema di una serata.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/10/r3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="290" height="380" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/10/r3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18190" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/10/r3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 290w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/10/r3-229x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 229w" sizes="(max-width: 290px) 100vw, 290px" /></a></figure>



<p>Dal Rašid 2021 mette in scena il suo impegno di attivista con lo spettacolo di Stand-up Comedy &#8221; Rom VS Tutti &#8221; , che con ferocia e ironia distrugge tutti gli stereotipi sulla cultura rom.</p>



<p>Qui sotto le date degli spettacoli in giro per l&#8217;Italia:</p>



<p><strong>23/10 Milano</strong></p>



<p><strong>21/11 Genova</strong></p>



<p><strong>3/12 Torino</strong></p>



<p><strong>6/12 Pisa</strong></p>



<p><strong>12/12 Aosta</strong></p>
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		<title>Riecco il Festival delle Abilitá!</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 10:19:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa dire del Festival delle Abilità? Stavo per scrivere il solito articolo in cui si racconta qualcosa degli obiettivi, dell&#8217;organizzazione e del programma. E invece no. Voglio raccontare quello che conosco e che ho&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/abi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="500" height="350" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/abi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18173" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/abi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/abi-300x210.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></figure>



<p><br>Cosa dire del Festival delle Abilità? Stavo per scrivere il solito articolo in cui si racconta qualcosa degli obiettivi, dell&#8217;organizzazione e del programma. E invece no. Voglio raccontare quello che conosco e che ho conosciuto di questo, ormai famoso festival.<br>Il teatro mi ha sempre affascinato, perciò parto dall&#8217;esperienza vissuta insieme all&#8217;amica Barbara con il gruppo teatrale Elettrogeno. <br>Martina, un&#8217; attrice cieca, con una semplice benda sugli occhi ci porta in un mondo fatto di suoni e soprattutto tatto.<br>Siamo in cerchio e a turno veniamo bendati, la persona con la benda usa i sensi rimanenti per scegliere qualcuno nel cerchio, inizia a sentire, toccare e raccontare con la partecipazione di tutti.<br>Un modo originale per scoprirsi, conoscere le  persone, per approcciarsi allo sconosciuto. <br>Poco dopo, viene messa alla prova la propria capacitá di sceneggiare partendo da un banco, un foglio di carta e una penna.<br>Le situazioni sono le più disparate, una coppia in crisi, un litigio, una dichiarazione d&#8217;amore….A volte ci sentiamo un po&#8217; spiazzati, ma rispettiamo le regole del gioco della finzione. Si annullano le differenze, diventiamo tutti attori.<br>L&#8217;esperimento si conclude con un ballo lento che ci commuove.<br>Un altro progetto interessante che mi ha visto protagonista è &#8220;Disability Glam&#8221;. Si tratta di servizi fotografici originali dell&#8217;amico Gianfranco Falcone che raccontano corpi, storie.<br>Io, per primo, ho deciso di mettermi in gioco e di farmi immortalare; ho cercato di divertirmi davanti all&#8217;obiettivo, di ammiccare… Un corpo disabile può essere seducente? Beh vedere per credere, lascio a voi il giudizio. Il progetto è in continua espansione e ha permesso, anche a noi, partecipanti di conoscerci. Le foto sono disponibili sul sito dell&#8217;Associazione &#8220;Menti in fuga&#8221;. Quest&#8217;anno Gianfranco, ha deciso di mettere a disposizione dei partecipanti al Festival la sua esperienza e la sua macchina fotografica! Il mio consiglio è: buttatevi!<br>Ci sono molte altre iniziative interessanti e vari amici e conoscienze. Ne cito alcuni: Sabrina Minervini e il gruppo amici della mente, i Tecnologicamente Insuperabili, Andrey Chaykin, Laura Boscaini, Giorgia Meneghesso…<br>Un grande evento organizzato sopratutto da persone con disabilità per persone con disabilità.<br>Un abbraccio speciale a Laura Ricchina, sempre gentile e disponibile e a tutta la squadra della Biblioteca Chiesa Rossa!<br>Vi aspettiamo! Segnate: dal 13 al 21 settmebre. </p>



<p>Il programma è a questo link:  <a href="https://festivaldelleabilita.org/wp-content/uploads/2025/09/Programma-FdA-2025.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://festivaldelleabilita.org/wp-content/uploads/2025/09/Programma-FdA-2025.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Il teatro per l&#8217;inclusione: vi aspettiamo a settembre!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 08:54:20 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/bi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="761" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/bi-761x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18117" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/bi-761x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 761w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/bi-223x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 223w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/bi-768x1034.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/bi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 761px) 100vw, 761px" /></a></figure>



<p>Le associazioni Per i Diritti umani e Amici Della Mente si uniscono ancora!!!</p>



<p>Questa volta vi proponiamo lo spettacolo del gruppo di teatro inclusivo “Facciamo che eravamo” uno dei laboratori all’interno della “bottega per l’inclusione sociale Fabrizio De andrè di Amici Della Mente. Lo spettacolo sará una rivisitazione de’ l’Iliade. Le parole chiave di questo progetto saranno SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO e INCLUSIONE. </p>



<p>I gruppi dei laboratori della bottega, sono formati sia da persone che hanno avuto un disagio psichico o psicologico che non. Lo scopo è quello di lottare contro il pregiudizio e lo stogma che purtroppo è ancora presente riguardo al “malato mentale” In questa rappresentazione vi mostreremo il nostro lavoro a cui tutti noi abbiamo messo impegno e dedizione. </p>



<p>Vi aspettiamo numerosi DOMENICA 28 SETTEMBRE presso la biblioteca Chiesa Rossa. Trovate tutte le informazioni sulla locandina. </p>



<p>Ringraziamo l’associazione Per i Diritti umani per averci dato l’opportunità di rappresentare questo spettacolo!</p>
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		<title>Festival dell&#8217;Umano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 09:55:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Sabrina Minervini Vi parliamo, oggi, di un festival che si terrà il 12 ottobre presso Ripa di Porta Ticinese 113, Milano e che crediamo essere del tutto in linea con la nostra associazione: il Festival dell’Umano, che quest’anno è giunto alla 4°edizione.&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fes.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="968" height="837" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fes.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17742" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fes.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 968w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fes-300x259.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fes-768x664.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 968px) 100vw, 968px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Sabrina Minervini</p>



<p>Vi parliamo, oggi,  di un festival che si terrà il 12 ottobre presso Ripa di Porta Ticinese 113, Milano e che crediamo essere del tutto in linea con la nostra associazione: il <strong>Festival dell’Umano, </strong>che quest’anno è giunto alla 4°edizione.</p>



<p>L’evento&nbsp;è organizzato dall’Andrea Bezzi Foundation.</p>



<p>Questa fondazione svolge due  eventi annuali che hanno l’obiettivo di valorizzare l’essere umano e la sua esistenza il primo è l’APF prize, un concorso, dove vengono premiati dei giovani artisti che con le loro capacità nell’arte, nella musica nella cultura etc, sono stati in grado di creare delle idee innovative per affrontare i vari temi che definiscono l’essere umano con i propri pregi e difetti. (lavoro, amore, amicizia ,affetti)</p>



<p>Il secondo è il Festival dell’Umano che ha lo scopo di far porre delle domande sul vero valore dell’uomo. Nelle edizioni precedenti sono state affrontate tematiche come ad esempio l’importanza di apparire e l’essere sempre perfetti esteticamente per paura di essere giudicati.</p>



<p>Quest’anno&nbsp;l’evento si concentrerà su due parole opposte tra loro,</p>



<p><strong>altruismo </strong>e <strong>egoismo</strong></p>



<p>Sarà una giornata interamente dedicata a questi due&nbsp;macro&nbsp;argomenti&nbsp;e in particolare&nbsp;al porsi delle domande su questi temi.</p>



<p>Oltre a questo&nbsp;verrà affrontato anche il “tema manageriale”&nbsp;molte aziende parteciperanno a questo evento tra cui&nbsp;PizzAut&nbsp;con il suo fondatore Nico Acampora, Fondazione Cariplo e&nbsp;il Comune di Milano.</p>



<p>In questa parte dell’evento verrà affrontato l’arduo tema&nbsp;del lavoro&nbsp;e dell’inclusione.</p>



<p>Perché si guadagna di più nell’assumere una persona con disabilità in azienda?&nbsp;Perché una persona con disabilità può essere una risorsa in&nbsp;un team&nbsp;di lavoro?</p>



<p>Se siete curiosi di scoprirlo vi aspetto&nbsp;in Ripa di&nbsp;Porta &nbsp;Ticinese&nbsp;113, Milano.</p>



<p>Ops, dimenticavo: puoi partecipare anche on line!</p>
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		<title>Invito a teatro: Amen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 07:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Invito a teatro per lo spettacolo intitolato &#8220;Amen&#8221;, da un testo di Massimo Recalcati, in scena presso i Bagni Misteriori a Milano; una produzione del Teatro Franco Parenti Per le nostre lettrici e i&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<h1>Invito a teatro per lo spettacolo intitolato &#8220;Amen&#8221;, da un testo di Massimo Recalcati,  in scena presso i Bagni Misteriori a Milano; una produzione del Teatro Franco Parenti</h1>



<p></p>



<p><strong>Per le nostre lettrici</strong> <strong>e i nostri lettori, il biglietto costa 15 euro. </strong><br></p>



<p>In scena il 17 settembre 2024</p>



<p><strong>Il codice sconto è: AMEN15 oppure scrivere a: promo@teatrofrancoparenti.com </strong></p>



<p></p>



<p>Perchè Associazione Per i Diritti umani promuove la Cultura. </p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://teatrofrancoparenti.it/tfp-uploads/2024/06/Amen_2024_desk-1920x1080.jpg.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" title="Amen_2024_desk"/></figure>



<p>di&nbsp;<strong>Massimo Recalcati</strong><br>regia&nbsp;<strong>Valter Malosti</strong><br>introduzione di&nbsp;<strong>Massimo Recalcati<br></strong>con&nbsp;<strong>Marco Foschi, Federica Fracassi, Danilo Nigrelli</strong><br>progetto sonoro e live electronics Gup Alcaro<br>chitarra elettrica Paolo Spaccamonti<br>luci Umberto Camponeschi<br>assistente alla regia Thea Dellavalle</p>



<p>produzione&nbsp;<strong>Teatro Franco Parenti&nbsp;</strong>/ TPE – Teatro Piemonte Europa /<br>ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione<strong></strong></p>



<h4>L’unico modo per combattere la morte è cantare un inno alla vita.<br><br>Il testo rivelazione di Massimo Recalcati in scena nella cornice dei Bagni Misteriosi.</h4>



<p>Il linguaggio potente incontra lo stile altrettanto forte del regista&nbsp;<strong>Valter Malosti</strong>&nbsp;in evidente stato di grazia artistica. Il progetto sonoro è del visionario&nbsp;<strong>Gup Alcaro</strong>, già vincitore di due premi Ubu, da quindici anni al fianco di Malosti nelle sue sperimentazioni. Accanto a lui, il compositore e chitarrista&nbsp;<strong>Paolo Spaccamonti</strong>, uno dei più originali musicisti dell’avant-rock noto anche a livello internazionale.</p>



<p>A rendere le note e le parole tangibili, i tre straordinari attori&nbsp;<strong>Marco Foschi</strong>,&nbsp;<strong>Federica Fracassi</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Danilo Nigrelli</strong>, pluripremiati e tra i più amati dalla critica e dal pubblico.</p>



<h4>Amen è voci, musiche, ma anche corpo, fatto fisico che arriva addosso, travolge e trascina fuori dagli incubi.</h4>



<p><em>Una preghiera laica sull’amore e la relazione con l’altro come unica possibilità di senso.</em></p>



<p>– Antonio Sanfrancesco, Famiglia Cristiana</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><em>Una nostalgia di infinito e un desiderio di resurrezione che commuove […]&nbsp;</em>Amen<em>&nbsp;incalza in un finale trascinante e liberatorio, come benedizione su ogni aspetto della nostra vita, sulla sua bellezza struggente, sul nostro battito del cuore, sulle nostre paure, sui nostri amori, sulle nostre passioni.</em></p>



<p>– Angela Calvini, Avvenire</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><em>Un linguaggio forte, intenso, che trascina il pubblico al cospetto di queste anime nude. Meravigliosa l’interpretazione della madre di Federica Fracassi che riesce a trasmettere tutti gli intimi moti dell’anima di una donna che non ammette l’opzione di arrendersi e accettare la morte del figlio, mentre tutti intorno a lei attendono rassegnati che ciò che ritengono inevitabile si compia.</em></p>



<p>– Adelaide Cacace, Mentinfuga.it</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><em>Ed è l’Amore, l’altro elemento, quello che permette di andare oltre. Oltre le graffianti parole, lette nello stesso tono cupo a cui fa eco il colore altrettanto cupo e graffiante della musica, che sembra forzare la gabbia della parola e impadronirsi del senso. I tre attori riescono a emozionare nella voce sobria, profonda che vuole fare a meno del corpo.</em></p>



<p>– Barbara Varriano, Teatro.it</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><em>In&nbsp;</em>Amen<em>&nbsp;si rispecchiano efficacia di linguaggio filosofia, psicanalisi, teologia, pensieri sulla vita e sulla morte.[…] Ma soprattutto ne esce l’ enunciazione, nitida e sconvolgente nel suo paradosso, che la vita c’è ben sapendo della morte, proprio come la parola “amen” benedice la luce e insieme annuncia il congedo.</em></p>



<p>– Anna Bandettini, la Repubblica</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Festival delle abilità: vi aspettiamo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Aug 2024 13:49:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Uno degli appuntamenti fissi di settembre è il Festival delle Abilità. L&#8217;evento nasce nel 2019 come rassegna culturale di arti performative e ha come obiettivo quello di promuovere l&#8217;arte accessibile sia&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p><br>Uno degli appuntamenti fissi di settembre è il Festival delle Abilità. L&#8217;evento nasce nel 2019 come rassegna culturale di arti performative e ha come obiettivo quello di promuovere l&#8217;arte accessibile sia per gli artisti che per gli spettatori.<br>Spettacoli, mostre, performance e dibattiti, infatti sono tradotti in Lingua dei Segni Italiana (Lis), trasmessi in diretta streaming con servizio di trascrizione e, in parte, di audiodescrizione.<br>Il Festival si svolgerà dal 14 al 22 settembre negli spazi della Biblioteca Chiesa Rossa di Milano. Gli spazi sono gli stessi del nostro Diversinsieme! Nove giorni di inziative a tema disabilità, non ci sono scuse per non partecipare!<br>Una delle novità di quest&#8217;edizione saranno le incurisioni artistiche accessibili in varie parti della città, possibili grazie a Run for Inclusion e Nessuno è Escluso.<br>Ecco un piccolo assaggio di ciò che sarà.<br>Giovedì 19 settembre, Gianfranco Falcone, in veste di fotografo, presenterà il suo progetto “Disability Glam”. Ho partecipato anch&#8217;io al progetto di Gianfranco che ha immortalato e dato voce, attraverso la sua penna, ai nostri corpi disabili. Falcone non è solo fotografo amatoriale, ma anche psicologo, giornalista e scrittore. Presto vi racconterò qualcosa in più di questo fotografo d&#8217;eccezione e del “Disability Glam”.<br>Il giorno successivo tornano in Chiesa Rossa, Giorgia Meneghesso e Silvia Lisena. Meneghesso con il suo spettacolo “Born this Way” ci racconta, attraverso musica e parole, il suo percorso e la sua lotta contro l&#8217;abilismo. Abbiamo pubblicato l&#8217;intervista a Giorgia proprio recentemente.<br>“Per i diritti umani” ha intevistato anche Silvia Lisena che presenterà il suo “Il circo delle meraviglie”, romanzo sulla depressione, raccontata con leggerezza, ma anche grande sensibilità.<br>Ultimo, ma solo cronologicamente, il talk di Domenica 22 del mio amico Andrey Chaykin e di “Abbatti le barriere”. Il lavoro di sensibilizzazione sulle barriere architettoniche svolto da Andrey e dai suoi “disabili pirata” va avanti ormai da diversi anni e ha portato, recentemente, alla presenza del Disability Pride anche nella città meneghina.<br>Il Festival delle Abilità è un&#8217;importante occasione per fare rete, conoscerci e far conoscere; voglio approfittare di questo articolo per ringraziare due delle organizzatrici di questo momento speciale: Laura Ricchina e Roberta Curia. Laura ha permesso a Chiesa Rossa di diventare luogo di riferimento per iniziative a tema disabilità. Roberta sì è sempre dimostrata disponibile al confronto<br>e alla collaborazione reciproca.<br>Qui sotto programma e sito, ora sta a voi scegliere dal buffet di questo Festival ricco di momenti interessanti!<br><a href="http://www.festivaldelleabilita.org?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.festivaldelleabilita.org?utm_source=rss&utm_medium=rss </a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/2-724x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17660" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/2-724x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/2-212x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/2-768x1086.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/2-1086x1536.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1131w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>
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		<title>Eirenefest, festival del libro per la pace e la nonviolenza: online il programma definitivo</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2024 09:43:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Eirenefest: il festival del libro per la pace e la nonviolenza è giunto alla sua terza edizione, consolidando un evento nazionale e promuovendo la realizzazione di 3 festival locali, Bisceglie, Firenze e Valdarno. L’edizione&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><br><br><br>Eirenefest: il festival del libro per la pace e la nonviolenza è giunto alla sua terza edizione, consolidando un evento nazionale e promuovendo la realizzazione di 3 festival locali, Bisceglie, Firenze e Valdarno.</p>



<p>L’edizione nazionale si svolgerà dal 31 maggio al 2 giugno 2024 &#8211; al quartiere San Lorenzo di Roma, con ingresso libero e gratuito e il suo programma è disponibile on line all’indirizzo<br><br><a href="https://www.eirenefest.it/programma-festival/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.eirenefest.it/programma-festival/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><br>Venerdì 31 maggio, dal mattino ai giardini del Verano studenti e scuole romane daranno vita a laboratori sulla nonviolenza. Dal pomeriggio del venerdì fino alla domenica 2 maggio tre giorni ricchi di presentazioni di libri, confronti con gli autori e relatori sui temi attuali come:<br>Conflitti: dal conflitto alla trasformazione nonviolenta; Educazione: dalla militarizzazione all’educazione alla pace e alla nonviolenza; Arti: dai paradigmi della violenza alle arti e culture per la pace; Ambiente: dalle crisi ambientali alla prospettiva ecopacifista.</p>



<p>Concluderà il festival la Festa della Repubblica Multietnica che inizierà il pomeriggio del 2 Giugno concludendosi a tarda notte.<br></p>



<p>Eirenefest a Roma è un evento sostenuto con l’8xmille della Chiesa Valdese.</p>



<p>Per conoscere i protagonisti, iscriversi gratuitamente al festival ed ogni altra informazione:&nbsp;<a href="http://www.eirenefest.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.eirenefest.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br>EirenefestFestival del Libro per la Pace e la NonviolenzaEdizione nazionale: Roma, 31 Maggio &#8211; 2 giugno 2024Edizioni locali 2024:Bisceglie, 3 &#8211; 5 maggioValdarno, 10 &#8211; 21 luglioFirenze, 27 &#8211; 29 settembre</p>
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		<title>La grande festa di DiversInsieme</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2024 17:04:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di Marta Edaelli Sabato 4 maggio 2024 presso la Biblioteca Chiesa Rossa in piazza Abbiategrasso, a Milano, si è svolto il nostro &#8220;Diversinsieme&#8221;, una festa che valorizza la diversitá. Il tempo per&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17538" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-2048x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>A cura di Marta Edaelli</p>



<p>Sabato 4 maggio 2024 presso la Biblioteca Chiesa Rossa in piazza Abbiategrasso, a Milano, si è svolto il nostro &#8220;Diversinsieme&#8221;, una festa che valorizza la diversitá. Il tempo per fortuna è stato clemente e le associazioni hanno potuto stare fuori con i loro banchetti per l&#8217;intera giornata. Le varie realtà  hanno avuto la possibilità di farsi conoscere e di condividere esperienze e momenti di spensieratezza. Le ringraziamo tutte: &#8220;Abbatti le Barriere &#8221; , &#8220;Tecnologicamente insuperabili &#8221; , &#8221; Famiglie Disabili Lombarde&#8221; , &#8220;Movimento Kethane&#8221; e &#8220;Beon&#8221;; quest&#8217;ultima realtà dalle 15.00  fino a sera si è impegnata a fare dimostrazioni di gaming inclusivo con i nostri pc, monitor e dispositivi accessibili, facendo provare a tutti i passanti i controller che consentivano di giocare con corpo, mani, espressioni del viso e movimento degli occhi con l&#8217;obiettivo di far divertire tutte le persone intervenute all&#8217;evento e dimostrare che, grazie alla tecnologia, chiunque può fare qualsiasi cosa, senza barriere e senza difficoltà.</p>



<p>In mattinata, l&#8217;attività di Bioenergetica di Alessandra Callegari, ha dato la possibilità ai partecipanti di aprirsi gli uni agli altri, in un&#8217;atmosfera comprensiva e calorosa.</p>



<p>Il pomeriggio è incominciato all&#8217;insegna della musica con il gruppo &#8220;Gli Eretici&#8221; di Gabriele Catania che, come un paio di anni fa, hanno rielaborato le &#8220;canzoni &#8211; poesie&#8221; di Fabrizio De Andrè.</p>



<p>Un ottimo riscontro ha avuto il laboratorio di Self Collage, cosí come la presentazione del libro &#8220;Il circo delle meraviglie&#8221; di Silvia Lisena. La presentazione è stata accompagnata da intermezzi musicali con la bella voce di Giorgia Menegesso. Abbiamo chiuso, tornando un po&#8217; bambini, con la fiaba &#8220;Gli occhi del drago&#8221; raccontata attraverso il teatro Kamishibai da Rita Lucreziano e Laura Boscaini.</p>



<p>Ecco alcune impressioni e foto:<br><br></p>



<p><em>&#8220;Tutti molto bravi, ma i momenti che mi sono piaciuti di più sono stati : Bioenergetica e la band Faberimente e alla cantante Sabrina Minervini che, attraverso la musica di De Andrè, tratta il tema della&nbsp; salute mentale, tema troppo spesso trascurato e che dovrebbe essere trattato molto di più.&nbsp;</em> <em>Merita una citazione , inoltre, a mio parere, l&#8217;associazione &#8220;Tecnologicamente insuperabili&#8221;,  perchè nonostante io non abbia una disabilità motoria grave, mi sta aiutando a trovare soluzioni tecnologie per diventare autonoma in quanto ho una limitazione nell&#8217; uso della parte destra del corpo, in particolare della mano&#8221;</em></p>



<p><em>Marta</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Sabato 4 maggio ho avuto il piacere di partecipare all&#8217;iniziativa Diversinsieme organizzata dalla Associazione Per i Diritti Umani presso la Biblioteca Chiesa Rossa, a Milano.</em></p>



<p>Questa è stata l&#8217;<em>occasione per me di incontrare persone bellissime che si sono messe in gioco condividendo esperienze, confrontandosi sulle &#8220;sfumature emotive”, facendo qualche piccola pratica di bioenergetica…</em></p>



<p><em>Perché la bioenergetica? Perché è una disciplina che sottolinea l’importanza di “sentire” ciò che avviene dentro di noi &#8211; sensazioni, percezioni, emozioni &#8211; mentre facciamo attività corporea e in particolare ci invita a “fermarci”.</em> <em>Fermarci per sentire come stiamo respirando, oppure quanto stiamo comodi nella posizione (in piedi o da seduti) che stiamo tenendo&#8230;Oppure com&#8217;è guardare negli occhi per qualche secondo una persona sconosciuta, tenendola per mano.</em></p>



<p><em>Quanto alle “sfumature emotive”, sono le gradazioni di intensità diversa dalle emozioni che proviamo nelle varie situazioni della vita: paura, tristezza, rabbia, gioia, vergogna… E che non siamo abituati a identificare, nominare, riconoscere, accettare.Le piccole esperienze corporee di contatto con noi stessi e con gli altri, nelle due ore che abbiamo trascorso insieme, ci hanno permesso di scoprire il meraviglioso universo che siamo e quanto sono preziose le relazioni che possiamo creare nel mondo, aprendoci all’incontro con le nostre differenze e unicità.</em></p>



<p><em>Un grande grazie a Barbara Raccuglia e Filippo Cinquemani che mi hanno coinvolto in questa giornata e complimenti a tutti coloro che si prodigano nell’associazione!&#8221;</em></p>



<p><em>Alessandra C.</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Un successo, evento organizzato da persone con disabilità e da chi le sostiene che mostra all&#8217;opera LA FORZA DELLA VITA.</em> <em>Impossibile non guardare con ammirazione gli OBIETTIVI, i SUCCESSI e il CORAGGIO che infondono!&#8221;</em></p>



<p><em>Antonella</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Ho apprezzato moltissimo il lavoro di Barbara perché tramite l&#8217;arte e la fantasia ci ha permesso di rappresentare diversi aspetti personali e della società; ho apprezzato anche la presentazione del libro di Silvia così come l&#8217;arrangiamento musicale degli Eretici sulla canzone &#8220;Korakane&#8221; reinterpretata da Sabrina dove il testo parlava di autodeterminazione e difficoltà personali. Credo che questi siano il fulcro di quello che Diversinsieme offre, permettendo a diverse minoranze di autorappresentarsi, autodeterminarsi ma soprattutto di farlo insieme ad altre minoranze in un contesto di comunità collettiva e di intersezionalità</em>&#8220;.</p>



<p><em>Ervin</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;È stata una giornata ricca di emozioni, di reciprocità, un piccolo tassello per la costruzione di un mondo davvero inclusivo.</em> <em>Il momento più bello è stato il laboratorio di Self collage, una tecnica che ho scoperto proprio a Diversinsieme e che fa scoprire le nostre abilità nascoste&#8221;</em>.</p>



<p><em>Laura</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Ho partecipato al laboratorio di Self&nbsp; collage, raccontando un po&#8217; di me e del mio stato d&#8217;animo che ritengo importante in questi ultimi mesi&#8230;È stato bello perché oltre a svagarmi e liberare la mente attraverso il gioco con le parole, con le frasi e con le immagini che dovevo scegliere e incastrare per dare un filo logico al mio racconto, il risultato finale è diventata una dichiarazione d&#8217;amore per la mia fidanzata; anch&#8217;essa partecipando al laboratorio fece altrettanto. Ci siamo divertiti.&#8221;</em></p>



<p><em>Costa</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Per quanto mi riguarda questa edizione di DiversInsieme è stata caratterizzata dalla condivisione di momenti molto intensi che mi hanno permesso di apprezzare e stimare nuove persone.</em> <em>L&#8217;evento, quest&#8217;anno, è stato caratterizzato da una parola: emozione! Abbiamo aperto il nostro evento parlando di come gestirle con il laboratorio di bioenergia.</em> <em>Di emozioni in questa edizione ne ho vissute tante: la gioia nel vedere che tutti abbiamo fatto la nostra parte, un bellissimo lavoro di squadra, tanta commozione nel vedere negli occhi di ognuno la voglia di realizzare qualcosa di bello e qualcosa di nuovo, la soddisfazione e l&#8217;orgoglio di esserci riusciti!.</em></p>



<p><em>Ognuno dei partecipanti ha portato il proprio vissuto attraverso la musica, la scrittura la creatività.Tutte le persone presenti quest&#8217;anno mi hanno dato l&#8217;impressione di voler condividere e riflettere insieme a noi. Ho respirato aria di famiglia, di unità, di gioia!</em> <em>Un altro aspetto molto importante per me è stata la completa accessibilità della location, l&#8217;ampiezza degli spazi sia esterni sia interni che mi ha permesso di muovermi in completa autonomia con la carrozzina elettrica. Ho provato un grande senso di libertà e mi sono sentita indipendente&#8221;</em>.</p>



<p><em>&#8220;Share the love&#8221;</em></p>



<p><em>Martina</em></p>



<p><em>Sabato 4 Maggio ho partecipato con grande gioia alla terza edizione di DiversInsieme.<br>Ho avuto modo di riflettere molto ascoltando la presentazione del romanzo “Il circo delle meraviglie” di Silvia Lisena che tratta temi molto importanti e attuali.<br>Ho anche avuto l’occasione di ascoltare la splendida voce di Giorgia Meneghesso che ha cantato alcune canzoni live arrivando dritta al cuore.<br>I banchetti presenti erano tutti meravigliosi, un plauso speciale va alla mia amica Martina Foglia che come sempre grazie alla sua arte si è superata e ha fatto conoscere al pubblico presente molti dei suoi fantastici lavori fatti interamente a mano.<br>Consiglio a tutti di partecipare a questo evento che tratta la diversità come una risorsa per un mondo migli</em>ore.</p>



<p><em>Federica</em></p>



<p></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Grazie a</em><em> Diversinsieme </em><em>per avermi invitata anche quest&#8217;anno! Una giornata all&#8217;insegna dell&#8217;inclusione e della diversità come risorsa per un mondo più allegro e colorato&#8221;</em></p>



<p><em>Silvia</em></p>



<p>Sono la responsabile dell&#8217;Associazione Per i Diritti umani da molti anni, ma da qualche tempo hanno deciso di collaborare Filippo, Martina, Barbara, Anna, Marta, Antonella, Jorida, e poi Raffale, Sabrina e via via si stanno avvicinando altre persone, aiutandoci a realizzare eventi e attività sempre più coinvolgenti per la cittadinanza. Ringrazio anche quest&#8217;anno Laura Ricchina, addette e addetti della Biblioteca chiesa rossa per l&#8217;opportunità di organizzare DivercInsieme all&#8217;interno e all&#8217;aperto per condividere parole, musica, immagini, storie, abbracci, sorrisi&#8230;Per fare COMUNITA&#8217;. </p>



<p>I &#8220;miei ragazzi&#8221; e le &#8220;mie ragazze&#8221;, che ho citato nelle righe precedenti, sono la mia forza: sono le persone che hanno compreso i miei ideali e hanno deciso di portarli avanti, che si impegnano per una società giusta, che danno senso, ogni giorno, alla mia vita e, speriamo, anche a quella di altre/i perchè con il loro enusiamo, il loro impegno, la loro creatività, contagiano e permettono a molti di esprimersi, di esserci, di farsi avanti, di dialogare, di VIVERE intensamente. Non finirò mai di ringraziarle/i per essere nel mio percorso, del sostegno, della condivisione delle idee che riguardano il Bene comune e anche dell&#8217;amore che mi dimostrano continuamente.</p>



<p>Sono spinosa, ma mi conoscono e sanno&#8230;</p>



<p>Alessandra </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17539" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/1-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/1-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/2-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17540" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/2-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/2-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/2-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/2-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17541" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17542" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17543" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="2000" height="1125" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17544" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="771" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-1024x771.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17545" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-1024x771.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-300x226.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-768x578.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-1536x1157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2040w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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		<title>Inuit: la magia della vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 09:15:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Barbara Raccuglia Con Spiralkampagnen: Forced Contraception and Unintended Sterilisation of Greenlandic Women di Juliette Pavy, vincitrice del Sony World Photography Awards 2024, scopriamo che tra il 1966 e il 1975, quasi 4500 donne&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>di Barbara Raccuglia </p>



<p></p>



<p>Con <strong><em>Spiralkampagnen: Forced Contraception and Unintended Sterilisation of Greenlandic Women</em></strong> di Juliette Pavy, vincitrice del Sony World Photography Awards 2024, scopriamo che tra il 1966 e il 1975, quasi 4500 donne e ragazze indigene furono sottoposte a trattamenti di contraccezione forzata, senza consenso, attraverso l’impianto di spirali intrauterine. </p>



<p>Le autorità danesi decisero di attuare un programma di manipolazione eugenetica, al fine di portare la popolazione Inuit ad una drastica riduzione del tasso di natalità. Un caso ennesimo di razzismo, dove un gruppo di persone (come nella maggior parte dei casi europei), sceglie le sorti di un popolo altro,  considerato non civile, pena le loro usanze lontane, da abitudini bene adattate alle società del capitale.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://lh7-us.googleusercontent.com/EQajg4hclEpbQYW-Gdzker-E2Ovqxsl94JiEuno-tUBh8aSlBPDZcqRHED1OR3xBbq0v1SyaB_GhiKwCAa_J0nvN6pGsD_s2qBBMzJxlms4n8qeRBN82bd7ruklVOpa1pqOpa0KiVV_V36Mln8Qcxg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p>La prima donna, ad aver raccontato la sua esperienza, è <strong>Naja Lyberth</strong>, oggi psicologa ed attivista. Quando aveva 13 anni, nei primi anni &#8217;70, un medico disse a Naja di recarsi all’ospedale locale per un piccolo intervento, in seguito a una visita medica scolastica di routine. “Non sapevo bene di cosa si trattasse perché non mi ha mai spiegato né chiesto il permesso”, racconta Naja, che all&#8217;epoca viveva a Maniitsoq, una piccola città sulla costa occidentale della Groenlandia. “Avevo paura. Non potevo dirlo ai miei genitori”, racconta alla BBC. “Ricordo i dottori in camice bianco, e forse c&#8217;era un&#8217;infermiera. Ho visto le cose metalliche, dove si dovevano aprire le gambe. Era molto spaventoso. L&#8217;attrezzatura usata dai medici era così grande per il mio corpo di bambina: era come avere dei coltelli dentro di me”.</p>



<p>Naja ed altre 66 donne inuit,&nbsp;hanno deciso di fare causa al governo danese, per la contraccezione forzata chiedendo un grosso risarcimento economico, al momento non quantificabile.</p>



<p>Il governo di Copenaghen, e quello autonomo della Groenlandia&nbsp;hanno aperto un’inchiesta, grazie a un podcast prodotto dalla tv danese nel 2022.</p>



<p>Quest’ultima è riuscita a trovare documenti relativi al programma del governo danese volto a limitare le nascite della popolazione inuit per risparmiare sul welfare.&nbsp;La campagna, definita&nbsp;<em>Danish Coil Campaign</em>, portò al dimezzamento del tasso di natalità in Groenlandia.&nbsp;In seguito al clamore suscitato dalla presa di coscienza di questi eventi, il governo danese ha istituito una commissione d’inchiesta per far luce sulle vicende che avvennero tra il 1960 e il 1991, anno in cui il sistema sanitario dell’isola divenne autonomo. La promessa di Copenaghen è quella di pubblicare l’esito delle indagini nel 2025. Molte vittime della campagna hanno però già espresso la loro contrarietà sui tempi di attesa.</p>



<p>Oggi al posto di eschimesi, termine dal significato dispregiativo in quanto significa “coloro che mangiano carne cruda”, viene utilizzato il termine inuit, nella lingua&nbsp;<strong>inuktitut “il popolo”</strong>. Gli inuit rappresentano oggi l’89% della popolazione totale della Groenlandia, che si aggira intorno alle 57mila persone. L’isola, la più grande, nonché l’area più a nord del mondo, è divenuta parte del regno danese tramite formula dell’unione personale nel 1953. Grazie a quest’ultima, Groenlandia e Danimarca condividono il capo di Stato mantenendo però autonomia di istituzioni e di governo. La lontananza ha sempre permesso a questo popolo di vivere in un isolamento quasi totale fino all’arrivo delle flotte baleniere nel secolo scorso.&nbsp;Da allora la Danimarca ha cercato di “<em>portare la civilizzazione</em>&nbsp;al popolo inuit, in modo che permettesse loro di sopravvivere come popolo”&nbsp;spiegava il Dipartimento per l’amministrazione della Groenlandia nel 1952.</p>



<p>&nbsp;I dispositivi impiantati, in molti casi, risultarono troppo grandi per i corpi delle ragazze, spesso bambine, andando a causare seri problemi di salute, da dolori acuti, a emorragie interne e infezioni addominali, e in alcuni casi, anche all’infertilità. Molte donne rimasero per decenni all’oscuro di aver subito questa pratica, finché i dispositivi non vennero trovati da altri ginecologi.</p>



<p>Il governo dovette inoltre, di recente, scusarsi e pagare un compenso a 6 inuit che erano stati portati via dalle loro famiglie negli anni 50 come parte di un piano per la costruzione di una élite di lingua danese in Groenlandia. Il progetto allora prevedeva la separazione di 22 bambini tra i sei e i dieci anni dalle loro famiglie inuit per essere educati in Europa. L’obiettivo finale era quello di poter facilitare da adulti una modernizzazione della società groenlandese. Dei 22 bambini, solo 16 fecero ritorno in Groenlandia l’anno successivo, gli altri vennero adottati da famiglie danesi. Al rientro, vennero obbligati a vivere in un orfanotrofio per preservare le abitudini e la lingua imparate in Danimarca. Questo portò a un forte allontanamento dei bambini non solo dalla loro cultura, ma dalle famiglie e dalla comunità.&nbsp;Anche in questo caso i bambini, parte dell’esperimento, rimasero spesso all’oscuro del reale motivo per cui da piccoli erano stati separati dalla famiglia. Fatti che emersero grazie a ricerche eseguite nell’archivio nazionale.</p>



<p>Similmente, l’anno scorso, il governo canadese è stato costretto a sborsare 2,8 miliardi di dollari di risarcimento a causa di un processo di assimilazione forzata avvenuto tra il 1884 e il 1998. Un processo in cui i&nbsp;bambini delle popolazioni Inuit e Métis venivano strappati alle loro famiglie&nbsp;per ricevere un’assimilazione culturale forzata all’interno di scuole residenziali governative. L’obiettivo del progetto era quello di compiere un vero e proprio genocidio culturale, sradicando definitivamente lo stile di vita degli aborigeni nel territorio canadese, e utilizzando anche metodi particolarmente violenti nel farlo. Dei 150mila bambini che fecero parte del progetto,&nbsp;buona parte morì a causa di malattie&nbsp;e malnutrizione, e chi sopravvisse raccontò storie di&nbsp;violenza fisica, sessuale e psicologica.<br></p>
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