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	<title>doveri Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Lo &#8220;Ius Scholae&#8221;: è la prova del 9 per tutte le forze politiche </title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2022 08:48:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Amsi ,Co-mai e il Movimento Uniti per Unire: dopo tante delusioni ,annunci e promesse del passato questa volta le forze politiche non avranno scusanti Che cosa è la nuova proposta con lo Ius Scholae?&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/ius-scholae.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="735" height="416" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/ius-scholae.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16448" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/ius-scholae.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 735w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/ius-scholae-300x170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></a></figure>



<h2><em>Amsi ,Co-mai e il Movimento Uniti per Unire: dopo tante delusioni ,annunci e promesse del passato questa volta le forze politiche non avranno scusanti</em></h2>



<p><strong>Che cosa è la nuova proposta con lo Ius Scholae</strong>? <em>La cittadinanza italiana può essere acquisita dal minore straniero nato in Italia o che vi ha fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età. Il minore deve risiedere legalmente in Italia e deve aver frequentato regolarmente, nel territorio nazionale, per almeno cinque anni, uno o più cicli scolastici presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale idonei al conseguimento di una qualifica professionale. Nel caso in cui la frequenza riguardi la scuola primaria, è altresì necessaria la conclusione positiva del corso. Il requisito della minore età si considera riferito al momento della presentazione dell&#8217;istanza o della richiesta da parte di uno dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale. La misura è stata modificata durante l&#8217;esame in commissione: è stata aggiunta la condizione della conclusione &#8220;positiva&#8221; dei 5 anni di elementari per ottenere la cittadinanza. Approvato anche l&#8217;emendamento che introduce la possibilità di considerare anche percorsi di formazione professionale per acquisire il diritto. È stato eliminato il requisito che imponeva che la richiesta fosse presentata da entrambi i genitori (quindi in linea teorica ora è sufficiente che uno dei due inoltri la domanda). Altra novità importante dopo i lavori della Commissione è l&#8217;eliminazione dal testo del requisito della residenza in Italia &#8220;ininterrotta&#8221;.&#8221;</em></p>



<p><em>Negli ultimi 13 anni abbiamo assistito a tanti annunci, promesse e proposte per quanto riguarda la riforma della cittadinanza italiana senza mai vedere realizzare una di queste proposte. 15 anni fa abbiamo iniziato a proporre di abbreviare il periodo della pratica della cittadinanza italiana a 5 anni e di promuovere cittadinanza per i figli dei migranti dopo un ciclo scolastico. Ci auspichiamo che questa volta le forze politiche abbiano il coraggio di andare avanti fino in fondo e impegnarsi in modo trasparente, senza finalità politiche e elettorali con lo scopo di prepararsi alla prossima campagna elettorale, come è successo in passato. Noi siamo stati tra le prime associazioni convocate dal presidente Giuseppe Brescia (Presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera e Relatore del provvedimento) per avanzare le nostre proposte a riguardo. Il Presidente Brescia è stato molto disponibile ad ascoltare tutte le nostre proposte e criticità. Abbiamo ribadito come sempre, tramite il nostro manifesto #BuonaImmigrazione basato sull&#8217;immigrazione programmata e sul rispetto del principio &#8220;Diritti e Doveri&#8221;, l&#8217;importanza della riforma della cittadinanza italiana e il coinvolgimento di tutti i migranti padri ,madri ,figli e nipoti visto che stiamo arrivati ormai alla terza e quarta generazione, come proponiamo ormai da anni con i nostri movimenti. Per essere un cittadino italiano bisogna amare l&#8217;Italia e avere il senso dell&#8217;appartenenza e il coinvolgimento alla vita quotidiana rispettando legge, abitudini culturali e religiose.</em></p>



<p><em>Nella stessa misura i cittadini e i professionisti di origine straniera ed i loro figli hanno il diritto di sentirsi cittadini di serie A e rispettare i loro diritti visto che rispettano i loro doveri. Questa volta sicuramente è la prova del 9 per tutte le forze politiche sia pro che contro la proposta per vedere effettivamente l&#8217;impegno politico di ogni partito. Gli esiti negativi delle proposte e gli annunci del passato hanno creato molta delusione ed illusione tra i cittadini di origine straniera ed i loro figli in Italia. Inoltre, questa delusione ha contribuito a modificare le percentuali di appartenenza e fiducia verso i partiti italiani sia a sinistra che a destra e al centro. </em></p>



<p><em>Per questo, avvertiamo tutti i partiti italiani di non giocare e strumentalizzare sulla pelle dei migranti e dei loro figli, per fini politici ed elettorali ,anche perché&#8217; i cittadini e i professionisti di origine straniera sono molto maturi e intelligenti a capire la vera realtà e la sincerità delle forze politiche per questo le forze politiche questa volta non avranno scusanti<strong>. Così<em><strong> dichiara il Presidente dell&#8217;Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia) e Co-mai (Comunità del mondo arabo in Italia), già 4 volte consigliere Omceo di Roma </strong></em></strong></em></p>
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		<title>La forza nascosta della Dignità Umana</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2019 06:30:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli Il 70 ° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani offre una grande opportunità per riflettere su uno dei concetti chiave riguardanti la tematica che verte sui diritti umani: la Dignità&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="600" height="338" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/dignità-umana.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12622" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/dignità-umana.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/dignità-umana-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



<p>Il
70 ° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
offre una grande opportunità per riflettere su uno dei concetti
chiave riguardanti la tematica che verte sui diritti umani: la
Dignità Umana.</p>



<p>Nonostante
le divisioni culturali e geografiche, è possibile notare un impegno
generale verso l’appagamento dei bisogni e dei desideri umani e lo
sviluppo di una pratica adeguata di diritti umani, in nome della
dignità umana stessa.</p>



<p>Come
riconosce McCrudden, il concetto di dignità umana sembra essere
un’emergente <em>ius commune </em>globale
dei diritti umani. Serve ovvero come una sorta di moneta comune nel
contesto internazionale dei diritti umani: fornisce una
giustificazione affinché i tribunali prendano in considerazione le
fonti estere di diritto nelle loro decisioni in materia di diritti
umani.</p>



<p>Gran
parte dell&#8217;ispirazione per l&#8217;uso del termine “dignity” (dignità)
nei testi internazionali e regionali sui diritti umani deriva
dall&#8217;uso dello stesso termine nella Dichiarazione Universale dei
Diritti Umani (UDHR). È evidente la presenza di notevoli differenze
nel suo impiego tra i testi regionali e internazionali sui diritti
umani. Le disposizioni costituzionali sempre più distinte su
particolari aspetti della violazione dei diritti, sono segno del
tentativo dei legislatori costituzionali di raggiungere chiare
distinzioni che riflettono notevolmente i tratti socio-culturali
delle diverse realtà. David Feldman ha quindi ragione nel suggerire
che la dignità è una &#8220;nozione culturalmente dipendente e
malleabile”. 
</p>



<p>La
prima volta che &#8220;dignità&#8221; appare nei trattati del sistema
della Convenzione Europea è nel 2002: nel Protocollo n. 13
sull&#8217;abolizione della pena di morte, il testo afferma che tale
abolizione è essenziale per il pieno riconoscimento della dignità
intrinseca di tutti gli esseri umani. Nonostante all’interno della
Convenzione Europea dei Diritti Umani (CEDU) non ci sia alcun
riferimento alla dignità umana, la Corte Europea dei Diritti Umani è
arrivata al punto di dichiarare che l&#8217;essenza stessa della
Convenzione sia il rispetto di tale dignità. Per cui, all&#8217;interno
della CEDU la dignità umana ha un ruolo non nel testo del trattato
ma nella pratica della giurisprudenza della Corte, testimoniata dagli
876 casi che includono un riferimento alla dignità.</p>



<p>Nel
contesto africano invece la persona umana è un essere religioso.
Questo valore conferisce alla persona un&#8217;alta dignità: è
riconosciuta questa natura speciale della persona, e di conseguenza
la dignità umana viene esaltata e concessa a ciascuno. 
</p>



<p>La
Convenzione Americana sui Diritti Umani percepisce la dignità nella
forma di doveri individuali fondamentali e di diritti.</p>



<p>Mentre
l&#8217;obiettivo ultimo del messaggio islamico è la protezione di un
credente, il suo onore e la sua dignità. Questo si traduce nella
preservazione della sua religione, vita, intelletto e proprietà. La
Dichiarazione del Cairo sui Diritti Umani nell&#8217;Islam, considera la
dignità una base per la protezione dell&#8217;onore poiché afferma che
l&#8217;informazione non debba essere sfruttata in un modo tale da violare
la dignità dei profeti. 
</p>



<p>Ciò
che emerge da questa concisa analisi, relativa al ruolo attribuito
alla dignità umana da alcune realtà geografiche e culturali, sono
differenze significative nelle modalità in cui la dignità umana è
stata incorporata nella legge positiva e risulta dunque rilevante
guardare oltre la stesura di tale concetto nella storia: il
significato della dignità umana, al momento della stesura della
Carta delle Nazioni Unite e l&#8217;UDHR, è stato quindi caratterizzato da
basi teoriche e in assenza di altre basi per il suo consenso. A quel
tempo, tutti potevano convenire che la dignità umana fosse centrale,
ma non il motivo. Si sapeva che una teoria dei diritti umani era
necessaria come punto di partenza, quindi attraverso i sistemi
regionali e nazionali il concetto si è sviluppato e adattato nella
forma di contenuti diversi per realtà diverse. 
</p>



<p>È
dunque possibile affermare che la dignità umana è profondamente
condizionata dai valori locali, risultando in principi contrastanti.
In quanto tale, un consenso a riguardo è particolarmente difficile
da mantenere in un contesto internazionale-pluralista: nessuna
singola visione della persona predomina e come risultato, diverse
versioni della dignità, tratte da tradizioni storico-culturali
diverse, competono. 
</p>



<p>Nel
passaggio seguente, vorrei soffermarmi sulla visione e sull&#8217;approccio
italiano alla dignità umana, sfruttando come strumento principale di
analisi la Costituzione Italiana. Dal mio punto di vista, il caso
italiano offre un esempio interessante di uno Stato, che pur non
essendo costituzionalmente fondato sulla dignità umana, è in grado
di applicare tale concetto per sviluppare e estendere i diritti umani
a ulteriori circostanze che sono frutto di cambiamenti e sviluppi
sociali.  
</p>



<p>A
differenza di alcuni sistemi giuridici, come quello tedesco, il cui
tema legato alla dignità umana è stato una costante fin dall&#8217;inizio
dell&#8217;esperienza costituzionale democratica; nella letteratura
giuridica italiana è mancato da tempo un interesse sostanziale. Una
valorizzazione del concetto di dignità nell&#8217;area del confronto
dottrinale italiano, è dovuta al progressivo aumento di nuove
problematiche specifiche e particolarmente sfidanti. In realtà, la
dignità umana non è percepita come qualcosa di giuridico, ma come
una sorta di &#8220;inizio&#8221; di uno sviluppo legislativo
all&#8217;interno del sistema legale. Dichiarare l&#8217;ambiguità che domina il
tema della dignità umana nel caso italiano, rispecchia la scelta di
non solennizzare l&#8217;inviolabilità del principio in un dato articolo.
La Repubblica italiana è difatti fondata sul lavoro, e di
conseguenza il soggetto in relazione alla dignità non è l&#8217;uomo
stesso, ma l&#8217;interpreneur. 
</p>



<p>Innanzitutto,
vorrei partire dai due articoli più rilevanti della prima parte del
testo costituzionale, intitolata &#8220;Principi fondamentali&#8221;.
Mi riferisco agli Articoli 2 e 3 che da un lato riconoscono
l&#8217;inviolabilità dei diritti umani; d&#8217;altra parte, creano un obbligo
specifico nei confronti delle autorità pubbliche per la rimozione di
alcuni ostacoli. Troviamo un riferimento alla dignità umana quando
si appella &#8220;la dignità sociale&#8221;, il che significa che ogni
essere umano ha lo stesso valore all&#8217;interno della struttura della
società. In questa lettura, è possibile affermare che la dignità
umana consista di due parti: quella individuale e quella sociale. Il
primo lato riguarda la dignità umana come elemento centrale di ogni
diritto fondamentale ed è comunemente preso in considerazione nella
giurisprudenza della Corte Costituzionale Italiana, ad esempio, in
merito al diritto alla salute. Sotto la dimensione sociale, è il
portatore del diritto che soffre la limitazione del godimento del
diritto, perché il godimento individuale di tale diritto viola la
nozione comune di dignità umana. Entrando nel capitolo dei diritti
all&#8217;interno della Costituzione, un primo riferimento deve essere
rivolto all&#8217;Articolo 27, secondo cui la punizione &#8220;non può
consistere in un trattamento contrario alla dignità umana&#8221;.
Qui, la Corte ha fondato la personalità generale del prigioniero che
ha ancora una parte residua della libertà personale. Un successivo
articolo in cui viene menzionata la dignità umana è l&#8217;Articolo 32,
che stabilisce il diritto di rifiutare trattamenti medici quando non
sono vincolati dalla legge. In questa circostanza, la dignità umana
è inclusa come limitazione, come protezione contro il trattamento
sanitario invasivo. Sotto l&#8217;Articolo 36 la dignità funziona come una
qualificazione del tipo di vita che i lavoratori e le loro famiglie
devono avere. L&#8217;ultimo ma non meno importante articolo che menziona
espressamente la dignità umana è l&#8217;Articolo 41, che stabilisce un
obbligo generale di protezione dei lavoratori. 
</p>



<p>Il
ruolo della dignità umana non si limita a tali disposizioni
contenute nella Costituzione, ma funge anche da fonte attraverso cui
far derivare nuovi diritti e ampliare quelli esistenti. Recentemente,
i giudici hanno fatto riferimento alla dignità personale per
abbattere i divieti legali, e la norma italiana (Legge Cirinnà n76,
entrata in vigore il 5 Giugno 2016) relativa alle unioni civili è
una prova. È un passo che rimuove alcune discriminazioni, per le
quali l&#8217;Italia era stata sanzionata dalla Corte Europea.  È un
regolamento, il cui scopo è regolarizzare le unioni civili tra
persone dello stesso sesso, con riferimento specifico e diretto agli
Articoli 2 e 3 della Costituzione. 
</p>



<p>Al
di là delle differenti interpretazioni giudiziarie, è possibile
notare che la dignità umana è spesso chiamata in azione là dove
sicurezza, eguaglianza e integrità sono in gioco. Non esiste una
concezione comune della dignità umana, sebbene sembri una sorta di
accettazione della profondità della dignità stessa. In questo modo
la dignità consente a ciascuna giurisdizione di sviluppare la
propria pratica dei diritti umani: ecco la forza nascosta della
Dignità Umana. 
</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Palmiro e il sommo libro della Costituzione. I principi fondamentali della Costituzione italiana raccontata ai bambini</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2019 07:18:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha avuto il piacere di intervistare le autrici del libro &#8220;Palmiro e il sommo libro della Costituzione. I principi fondamentali della Costituzione italiana raccontata ai bambini&#8221;, Monica Celentano e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/06/03/palmiro-e-il-sommo-libro-della-costituzione-i-principi-fondamentali-della-costituzione-italiana-raccontata-ai-bambini/">Palmiro e il sommo libro della Costituzione. I principi fondamentali della Costituzione italiana raccontata ai bambini</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> ha avuto il piacere di intervistare le autrici del libro &#8220;Palmiro e il sommo libro della Costituzione. I principi fondamentali della Costituzione italiana raccontata ai bambini&#8221;, Monica Celentano e Chiara Tripodina che ringraziamo molto per la loro disponibilità. Illustrazioni di Marco Bailone.</p>



<p>I personaggi principali, a partire dal protagonista, portano il nome di costituenti italiani. Ogni racconto è accompagnato da un commento, che si rivolge direttamente alle bambine e ai bambini, per spiegare loro il significato e il valore di principi fondamentali della Costituzione italiana. Vengono anche introdotti alcuni eventi storici significativi: cosa è accaduto il 25 aprile 1945 o il 2 giugno 1946, e dunque cosa si festeggia nelle ricorrenze annuali di quelle date.&nbsp; </p>



<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="333" height="499" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/51scTW04jWL._SX331_BO1204203200_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="12574" data-link="http://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=12574&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-12574" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/51scTW04jWL._SX331_BO1204203200_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 333w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/51scTW04jWL._SX331_BO1204203200_-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w" sizes="(max-width: 333px) 100vw, 333px" /></figure></li></ul>



<p>A cura di Alessandra Montesanto</p>



<p>Perché avete deciso di spiegare la Costituzione ai bambini, adottando il loro linguaggio semplice e diretto? Immagino non sia stato un lavoro facile.</p>



<p>C’è
una frase di Maria Montessori – che abbiamo posto in epigrafe al
libro – che sintetizza ciò che ci ha mosso a scrivere un libro per
raccontare alle bambine e ai bambini i principi fondamentali della
nostra Costituzione, a settant’anni dalla sua entrata in vigore:
«<em>Se v&#8217;è per l&#8217;umanità una speranza di salvezza e di aiuto,
questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si
costruisce l&#8217;uomo</em>» [<em>Educazione per un mondo nuovo</em>, 1946].
Come Maria Montessori, siamo anche noi convinte che molto di ciò che
sarà la società italiana di domani dipenda da ciò che le bambine e
i bambini di oggi apprendono ed elaborano, in famiglia e a scuola.
Tanto prima inizia l’educazione alla cittadinanza, e cioè alla
convivenza nel reciproco rispetto, tanto più facilmente essa viene
interiorizzata e praticata in modo naturale. 
</p>



<p>	Parlare della
Costituzione ai bambini – della storia della sua nascita e dei suoi
contenuti –, non è così difficile: particolarmente i <em>Principi
fondamentali</em> non rappresentano infatti un testo duro per le
orecchie dei più piccoli. Anzi, i costituenti vollero che la
costituzione fosse, «più che è possibile, breve, semplice e
chiara; tale che tutto il popolo la possa comprendere» [Meuccio
Ruini, <em>Relazione al Progetto di Costituzione della Repubblica
Italiana</em>, 6 febbraio 1947]. Per questo usarono il linguaggio
eterno e universale della dignità, della libertà, della
solidarietà, dell’uguaglianza: princìpi fondamentali che non è
mai troppo presto apprendere e mettere in pratica. Non solo per
essere cittadini ma, in definitiva, esseri umani. 
</p>



<p>Prima
di scrivere il libro, poi, per anni abbiamo sperimentato il dialogo
sulla Costituzione con i piccoli e anche piccolissimi, con laboratori
nelle scuole primarie e letture nelle scuole dell’infanzia. Abbiamo
così capito che se ci si accosta alle bambine e ai bambini non con
la supponenza degli adulti, ma mettendosi in ginocchio per parlare
alla loro altezza, allora li si conosce per gli interlocutori
attenti, curiosi e acuti che sono. Si tratta solo di trovare il
registro di linguaggio giusto. Ci abbiamo provato.</p>



<p>Quanto è importante la memoria, soprattutto in questi tempi bui di revisionismi e politiche che non tutelano i diritti umani?</p>



<p>	La conoscenza della
storia, e dunque la memoria degli avvenimenti, sono fondamentali per
comprendere chi siamo come cittadini e come popolo, da dove veniamo e
dove rischiamo di andare. La storia insegna che le dinamiche sociali,
politiche, economiche che caratterizzano l’oggi sono simili a
quelle del passato. Non necessariamente la storia si ripete uguale a
se stessa. Ma è importante conoscerla per, giunti a determinati
bivi, saper percorrere strade diverse da quelle che nel passato hanno
condotto alle tragedie del Novecento. 
</p>



<p>Particolarmente
la nostra Costituzione è frutto della storia, del suo recente
passato. È una Costituzione sicuramente antifascista: anche se non
in modo dichiarato – salvo l’articolo XII delle Disposizioni
transitorie e finali, che vieta «la riorganizzazione, sotto
qualsiasi forma, del disciolto partito fascista» &#8211; ogni articolo è
una risposta polemica al fascismo, affinché a quella esperienza
autoritaria non si torni mai più. Questo bisognerebbe ricordare ogni
volta che si vuol mettere mano al testo della Costituzione per
rendere le procedure decisionali più snelle e veloci: che con i
vincoli, non si perdano anche le garanzie.</p>



<p>Vogliamo ricordare i motivi per cui la nostra Costituzione è stata redatta?</p>



<p>	Rispondiamo,
se permettete, con le parole con cui raccontiamo alle bambine e ai
bambini, la nascita della Costituzione Italiana. 
</p>



<p>Quando
il 25 aprile 1945 l’Italia fu liberata dall’occupazione tedesca e
dai residui del regime fascista grazie all’azione congiunta dei
partigiani e degli alleati, iniziò la “stagione costituente”.
Una delle date più significative di questa stagione fu il 2 giugno
1946, quando, dopo vent’anni di dittatura, si svolsero le prime
elezioni libere: tutti gli uomini e &#8211; per la prima volta nella storia
italiana &#8211; tutte le donne maggiorenni si svegliarono la mattina
presto, si vestirono con il loro abito migliore, e si misero
ordinatamente in fila con i bambini per mano, attendendo il loro
turno per dare il loro voto ed eleggere l’Assemblea costituente.
Furono eletti 556 uomini e donne con il compito di scrivere la
Costituzione italiana. 
</p>



<p>In
quel giorno le italiane e gli italiani non elessero solo l’Assemblea
costituente, ma anche furono chiamati a scegliere, con un “referendum
istituzionale”, se volevano che l’Italia rimanesse una Monarchia
&#8211; con un Re discendente da una dinastia di sovrani &#8211; o diventasse una
Repubblica &#8211; con un Capo dello Stato eletto dai cittadini o dai loro
rappresentanti. I cittadini italiani a maggioranza votarono per la
Repubblica, ed è per questo che il 2 giugno celebriamo la “Festa
della Repubblica”.</p>



<p>L’Assemblea
costituente iniziò i suoi lavori il 25 giugno 1946 e tre giorni dopo
elesse Enrico De Nicola Capo provvisorio dello Stato. I costituenti
lavorarono per diciotto lunghi mesi: prima in gruppi ristretti, poi
tutti insieme. Discutevano, votavano, approvavano. Così per ogni
frase, talvolta per ogni parola, di ogni articolo della Costituzione.
</p>



<p>Erano
uomini e donne con idee politiche anche molto diverse tra di loro:
tutti desideravano il meglio per la nuova Repubblica che stava
nascendo, ma ciascuno aveva un’opinione diversa di cosa fosse il
meglio e di quale fosse il modo migliore per conseguirlo. Eppure
furono capaci, attraverso la riflessione, la discussione,
l’ammorbidimento delle reciproche posizioni, di trovare un
“compromesso costituente” e di giungere a una sintesi di valori e
di principi giuridici a partire dai quali ricominciare a costruire
una vita comune su basi democratiche. 

L’approvazione
finale della Costituzione avvenne il 22 dicembre 1947, con 453 voti a
favore e 62 contro, con l’accordo di quasi il 90% dei costituenti
che votarono. Il
1 gennaio 1948 la Costituzione entrò in vigore.


</p>



<p>Cosa possiamo dire e insegnare alle ragazze e ai ragazzi che saranno i cittadini di Domani?</p>



<p>	La prima cosa è la pari
dignità di ogni essere umano (art. 3 Cost.) e dunque l’uguaglianza,
nei diritti, ma anche nei doveri. Nel libro insistiamo molto sul lato
dei doveri, perché, come dice Simon Weil, «La nozione di obbligo
sovrasta quella di diritto, che le è relativa e subordinata. Un
diritto non è efficace di per sé, ma solo attraverso l’obbligo
cui corrisponde» [<em>La prima radice</em>, 1943]. Senza l’adempimento
dei doveri, non è possibile l’esercizio dei diritti. 
</p>



<p>E il
primo dovere di cui parla la nostra Costituzione è il dovere di
solidarietà (art. 2): di aiuto nei confronti dei più deboli. Non è
una carità: è appunto un dovere costituzionale.</p>



<p>E
anche un dovere di solidarietà quello che abbiamo nei confronti
delle generazioni future, da cui abbiamo ricevuto in prestito il
nostro pianeta: e dunque il dovere di rispettare la natura e
proteggere l’ambiente (art. 9 Cost). È un dovere costituzionale,
ma oggi anche un’assoluta necessità.</p>



<p>È
ancora un dovere quello di «svolgere, secondo le proprie possibilità
e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorre al
progresso materiale o spirituale della società» (art. 4), su cui
tutta la nostra Costituzione si fonda. L’Italia è una “Repubblica
democratica, fondata sul lavoro» significa infatti questo, in
definitiva: l’Italia si fonda su di noi, che quotidianamente diamo
il nostro contributo al suo progresso.</p>



<p>	Dall’adempimento di
questi doveri, discende tutto l’importantissimo corredo dei
diritti, che è parimenti importante conoscere e rivendicare: la
libertà personale, la libertà di manifestazione del pensiero, i
diritti sociali…</p>



<p>Volete fare un commento all&#8217;introduzione di Marta Cartabia,  <br>Vice-presidente della Corte costituzionale ?</p>



<p>	Abbiamo chiesto a Marta
Cartabia – professoressa ordinaria di Diritto costituzionale e
Vice-presidente della Corte costituzionale – di fare la
<em>Presentazione</em> al nostro libro, perché recentemente la Corte
costituzionale, con il progetto <em>Viaggio in Italia: la Corte
costituzionale nelle scuole</em>, ha deciso di uscire dal Palazzo
della Consulta per portare la Costituzione e i giudici costituzionali
nelle scuole italiane. Speravamo, dunque, di trovare in lei
un’autorevole sostenitrice della nostra idea. In particolare Marta
Cartabia coglie perfettamente lo spirito del nostro libro quando
scrive: «Il capitale che i nostri padri e le nostre madri ci hanno
consegnato può andare disperso o essere dilapidato. La memoria può
sbiadire, il portato della storia può essere vissuto con ovvietà,
il suo valore e il suo significato possono smarrirsi». È per questo
che la Costituzione ha bisogno di essere conosciuta, custodita e
realizzata: per non rimanere solo un pezzo di carta. Non solo le
bambine e i bambini hanno dunque bisogno della Costituzione per
vivere meglio. Ma anche la Costituzione ha bisogno di loro per
sopravvivere.</p>



<p>Questo il senso della raccomandazione che chiude il libro: «Fate camminare la Costituzione con le vostre gambe, bambine e bambini, e non smettete mai mai mai di lottare per difendere i vostri diritti e di impegnarvi per adempiere i vostri doveri. Siate sempre vigili, non distraetevi mai, non dite mai “non mi riguarda”, perché – le parole sono di Calamandrei – “la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale solo quando comincia a mancare”».</p>



<p>Chi è Palmiro?</p>



<p>Palmiro
è il protagonista del libro che – come quasi tutti gli altri
personaggi del libro &#8211; porta il nome di un costituente italiano
(anche da questo passa la memoria).</p>



<p>È
un bambino di dieci anni che si trova a vivere sotto un re tirannico
e bizzoso: Re Malcontento, di cui «ogni capriccio era legge, e ogni
fastidio punizione». Decide così di liberare il suo paese dalla
dittatura e si mette in viaggio, alla ricerca del Sommo Libro della
Costituzione. Una vera e propria odissea, in cui Palmiro,
attraversando luoghi fuori dal tempo e incontrando personaggi
bizzarri, imparerà il significato dei più importanti principi
costituzionali. Soprattutto imparerà che «Non c’è peggior
tiranno che avere paura dei tiranni». 
</p>



<p>Il
viaggio di Palmiro si sviluppa in dieci tappe. Ogni racconto è
accompagnato da un commento, che si rivolge direttamente alle bambine
e ai bambini, per spiegare loro il significato e il valore di
principi fondamentali della Costituzione italiana. Ci sono poi le
bellissime illustrazioni di Marco Bailone a impreziosire il nostro
lavoro.</p>
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		<title>Molte donne per il nuovo governo italiano</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 04:26:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cecile Kyenge Kashetu Nomi nuovi, nomi a sorpresa per la lista dei ministri che compone la squadra del neoeletto Presidente del Consiglio, Enrico Letta. E nella squadra molte donne: alle Pari opportunità e allo&#46;&#46;&#46;</p>
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</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/Ministro-INTEGRAZIONE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/Ministro-INTEGRAZIONE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="213" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Cecile Kyenge Kashetu</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nomi<br />
nuovi, nomi a sorpresa per la lista dei ministri che compone la<br />
squadra del neoeletto Presidente del Consiglio, Enrico Letta. E nella<br />
squadra molte donne: alle Pari opportunità e allo Sport la<br />
campionessa di kajak Josefa Idem, alla Giustizia Anna Maria<br />
Cancellieri, agli Affari esteri Emma Bonino, al ministero<br />
dell&#8217;Agricoltura Nunzia De Gerolamo, alla Salute Beatrice Lorenzin e<br />
Anna Maria Bernini alle Politiche comunitarie.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ma<br />
l&#8217;Italia ora ha il suo primo ministro nero: ed è giusto dirlo.<br />
Cecile Kyenge Kashetu, ministro dell&#8217;Integrazione.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nata a<br />
Kambove, nella Repubblica Democratica del Congo, residente in Italia<br />
dall&#8217;83, vive in provincia di Modena, sposata e madre di due figli,<br />
Cecile Kyenge si è laureata in medicina e chirurgia, con<br />
specializzazione in oculistica, già deputata del Pd, è portavoce<br />
nazionale della Rete Primo Marzo per cui si occupa di promuovere i<br />
diritti dei migranti e i diritti umani.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
neoministro si è avvicinato alle tematiche dell&#8217;immigrazione, ha<br />
raccontato in una recente intervista, per le difficoltà che ha<br />
vissuto in prima persona: due anni dopo aver conseguito la laurea,<br />
non poteva accedere ad un concorso pubblico, come tanti altri<br />
immigrati come lei. Come prima donna dell&#8217;Africa sub-sahariana ad<br />
essere eletta nel Parlamento italiano ha affermato di aver provato un<br />
forte senso di responsabilità: impegno e responsabilità che l&#8217;hanno<br />
sempre guidata nel suo percorso umano e politico.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
scorsa edizione della Giornata senza di noi &#8211; lo sciopero dei<br />
migranti lavoratori, promosso dalla Rete Primo Marzo &#8211; è stata<br />
organizzata mettendo al centro della riflessione la libera<br />
circolazione delle persone immigrate, una nuova legge sulla<br />
cittadinanza e l&#8217;abrogazione della legge Bossi-Fini. E proprio queste<br />
saranno ancora le battaglie di Cecile Kyenge che, nel 2011, ha<br />
sottoscritto e divulgato la Carta mondiale dei migranti che<br />
riportiamo di seguito in versione integrale.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Intanto<br />
la Lega, attraverso le parole di Matteo Salvini, ha espresso la<br />
propria posizione riguardo alla scelta del Ministro per<br />
l&#8217;Integrazione: “Siamo pronti a fare opposizione totale al ministro<br />
per l&#8217;Integrazione, simbolo di una sinistra buonista e ipocrita, che<br />
vorrebbe cancellare il reato di clandestinità e per gli immigrati<br />
pensa solo ai diritti e non ai doveri&#8230;Venga in alcune città del<br />
Nord, a vedere come l&#8217;immigrazione di massa ha ridotto gli italiani a<br />
minoranza nei loro quartieri. I governatori leghisti del Nord faranno<br />
argine, nel nome del &#8216;prima i residenti, prima gli italiani&#8217;”.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ma Laura<br />
Boldrini Presidente della Camera, Emma Bonino (che si è sempre<br />
battuta per i diritti civili e umani) agli Affari Esteri e Cecile<br />
Kyenge all&#8217;Integrazione fanno ben sperare.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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