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	<title>espressione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Ricominciare dalle relazioni: i giovani cercano legami, non solo risposte</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2025 08:11:57 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/Giovani-1200x800-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/Giovani-1200x800-1-1024x683.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18041" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/Giovani-1200x800-1-1024x683.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/Giovani-1200x800-1-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/Giovani-1200x800-1-768x512.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/Giovani-1200x800-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(da: https://www.everyone4mentalhealth.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p></p>



<p><strong>Dai dati Toniolo-Ipsos un segnale chiaro: il benessere passa da reti affettive, fiducia e partecipazione</strong></p>



<p>In un tempo in cui si parla spesso del “disagio giovanile”, è utile fermarsi a leggere i dati, con attenzione ma senza catastrofismi. Lo fa il&nbsp;<em>Rapporto Giovani 2024</em>, pubblicato dall’<strong>Istituto Giuseppe Toniolo</strong>&nbsp;con la collaborazione di&nbsp;<strong>Ipsos</strong>&nbsp;e dell’<strong>Università Cattolica del Sacro Cuore</strong>, che offre uno spaccato articolato e documentato della condizione giovanile in Italia e nel mondo¹.</p>



<p>Dall’indagine, che ha coinvolto&nbsp;<strong>oltre 200.000 giovani in 22 Paesi</strong>, emerge un quadro complesso: nei Paesi più sviluppati, i giovani si dichiarano&nbsp;<strong>meno soddisfatti della propria vita</strong>&nbsp;rispetto a coetanei di contesti con minori risorse materiali. Questo paradosso ha una spiegazione:&nbsp;<strong>la ricchezza economica non basta, se mancano relazioni significative, fiducia e spazi di espressione</strong>.</p>



<p>In Italia, il 53% dei giovani tra i 18 e i 34 anni ritiene difficile costruire un futuro solido nel nostro Paese, ma il dato più interessante riguarda&nbsp;<strong>i fattori che migliorano il benessere percepito</strong>: chi frequenta comunità, gruppi sportivi, associazioni o ha relazioni stabili, mostra livelli di ottimismo e soddisfazione molto più alti².</p>



<p>Lo sottolinea anche&nbsp;<em>Avvenire</em>, che in un ampio dossier ha parlato di **“bene relazionale” come primo indicatore di salute psichica tra i giovani”**³. Un elemento ancora più rilevante se si considera che la&nbsp;<strong>solitudine</strong>&nbsp;è il primo predittore di disagio emotivo. Dove mancano legami autentici, aumentano&nbsp;<strong>ansia, insonnia e ritiri sociali</strong>. Ma dove ci sono reti vive, il benessere risale.</p>



<p>Il rapporto mostra anche che&nbsp;<strong>l’esperienza religiosa regolare</strong>&nbsp;(almeno una volta a settimana) è associata a un livello di soddisfazione più alto, così come la partecipazione civica e culturale. Non una questione di fede in sé, ma di&nbsp;<strong>spazi di senso e relazione</strong>.</p>



<p>Altri dati di contesto rafforzano questa lettura. Secondo l’ISTAT, in Italia ci sono&nbsp;<strong>10,6 milioni di giovani tra i 12 e i 29 anni</strong>, ma il&nbsp;<strong>19% è disoccupato</strong>&nbsp;e l’indice di vecchiaia è ormai a&nbsp;<strong>208 anziani ogni 100 minori</strong>⁴: un quadro che rende la voce delle nuove generazioni ancora più cruciale per il futuro del Paese.</p>



<p>Infine, il sonno e i social. Una ricerca delle Università di&nbsp;<strong>Cambridge</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Fudan</strong>&nbsp;ha mostrato che&nbsp;<strong>andare a dormire tardi e restare connessi fino a notte fonda</strong>&nbsp;ha un impatto diretto su benessere emotivo e concentrazione. Le&nbsp;<strong>ragazze sono più vulnerabili</strong>, con un indice di salute mentale inferiore a quello dei ragazzi (67,4 contro 74,3)⁵.</p>



<p>Ma il messaggio che emerge non è solo di fragilità. È anche e soprattutto un invito a&nbsp;<strong>coltivare relazioni autentiche</strong>, a costruire luoghi dove i giovani possano crescere, confrontarsi, sbagliare e ripartire. A investire, come società, su legami più che su performance.</p>



<p>Come scrive Alessandro Rosina, coordinatore scientifico del Rapporto:&nbsp;<em>“I giovani non chiedono risposte preconfezionate, ma condizioni per esprimere il proprio potenziale”</em>. E forse, proprio da qui, può partire una nuova alleanza tra le generazioni.</p>



<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f4cc.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="📌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong><strong>&nbsp;Fonti</strong></p>



<p>¹ Istituto Toniolo,&nbsp;<em>La condizione giovanile in Italia – Rapporto Giovani 2024</em>, Il Mulino, 2024 →&nbsp;<a href="https://www.istitutotoniolo.it/la-difficile-speranza-dei-giovani-italiani/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">istitutotoniolo.it</a><br>² Ivi, dati Ipsos, sezione benessere soggettivo e relazioni.<br>³ Massimo Calvi, “Il malessere dei giovani, guaio globale”,&nbsp;<em>Avvenire</em>, 16 maggio 2025.<br>⁴ ISTAT, Giovani 2023, dati riportati in&nbsp;<em>Avvenire</em>, 16 maggio 2025.<br>⁵ Studio Cambridge–Fudan, citato in&nbsp;<em>Avvenire</em>, 16 maggio 2025.</p>
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		<title>&#8220;Buone notizie&#8221;. Servizio civile: un&#8217;opportunità di crescita per i giovani</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 07:48:33 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Martina Foglia </p>



<p></p>



<p>Il servizio civile è un&#8217;esperienza della durata di un anno che permette ai giovani di età compresa tra 18 e 28 anni di entrare in contatto con realtà del terzo del terzo settore e colmando le carenze di personale ricevendo in cambio un piccolo contributo statale.</p>



<p>Con questa intervista vi voglio parlare dell&#8217;esperienza diretta di un giovane ragazzo che ha scelto di intraprendere questa strada all&#8217;interno del CAD (Centro Aggregazione Disabili ) di Spazio Vita Niguarda.</p>



<p>Vuoi presentarti?<br>Mi chiamo Luca Veneri e sono un musicista. Studio violoncello presso la Scuola Civica di Milano Claudio Abbado e, oltre al percorso classico, sono anche un cantautore. Attualmente sto lavorando come maestro di musica alla scuola primaria, dove cerco di trasmettere ai più piccoli la mia passione per la musica, e come operatore nel settore sociale unendo così il mio amore per la musica e portandolo ai<br>miei ragazzi.</p>



<p>Puoi spiegarci in breve in che cosa consiste il servizio civile e la sua durata?<br>Il servizio civile è un&#8217;opportunità che permette ai giovani di dedicare un anno della loro vita a un progetto di utilità sociale, l&#8217;obiettivo principale è quello di contribuire al benessere della comunità in diversi ambiti, nel mio caso quello della disabilità. È un&#8217;esperienza che permette di acquisire competenze importanti e conoscere nuove realtà che prima di questa opportunità non conoscevo.<br></p>



<p>Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a fare questa scelta?<br>Ero in cerca di una nuova opportunità che mi permettesse di crescere sia a livello personale che professionale. Ho scelto di intraprendere il percorso del servizio civile perché desideravo mettermi alla prova in un contesto diverso da quelli a cui ero abituato. Volevo esplorare nuovi ambiti e, allo stesso tempo, capire meglio quale fosse la mia strada.<br></p>



<p>So che per un anno hai effettuato il servizio civile presso la realtà di Spazio VitaNiguarda, un CAD (Centro Aggregazione Disabili). Quali erano le tue mansioni? Come sei venuto a conoscenza di questa realtà?<br>Durante il mio anno di servizio civile a Spazio Vita Niguarda, mi occupavo di seguire le attività quotidiane del centro, principalmente supportavo i vari laboratori creativi, ovviamente il mio preferito era quello musicale. Ho conosciuto questa realtà tramite una persona che già lavorava all’ospedale Niguarda e ho deciso, vedendo i vari laboratori, di provare a farne parte.</p>



<p>So che una volta terminata la tua esperienza di servizio civile hai deciso di rimanere a Spazio Vita in qualità di operatore, cosa fai nello specifico?<br>Ho deciso di rimanere come operatore perché mi sono reso conto che questo lavoro mi piace e mi arricchisce. Al momento gestisco diverse attività ho creato un laboratorio di&nbsp;songwriting, dove i partecipanti possono esprimere la propria creatività attraverso la scrittura musicale. Da quest&#8217;anno, coordino anche un laboratorio di&nbsp;dibattito sociale, che offre uno spazio di confronto su temi attuali e<br>rilevanti, creando poi dei video-podcast da caricare successivamente sui social.<br></p>



<p>Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto a fare questa scelta?<br>La motivazione principale è stata il senso di appartenenza che ho sviluppato verso Spazio Vita. Ho visto quanto possiamo fare la differenza nella vita delle persone con disabilità e quanto i ragazzi possano restituire in termini di crescita ed esperienze.<br>Mi piace poter dare il mio contributo e continuare a lavorare su progetti che possano permettere ai ragazzi di creare.<br></p>



<p>Cosa hai imparato da questa esperienza?<br>Ho imparato tanto e sto ancora imparando, non solo a livello professionale, ma soprattutto umano. Ho imparato a vedere le cose da prospettive diverse e a capire l&#8217;importanza di ascoltare le persone. Questa esperienza mi ha insegnato e mi sta ancora insegnando il valore dell&#8217;empatia e della collaborazione, e mi ha fatto crescere sia come persona che come professionista.<br></p>



<p>Consiglieresti ad altri ragazzi giovani di intraprendere la strada del servizio<br>civile?<br>Assolutamente sì! Il servizio civile è un&#8217;esperienza che ti fa capire meglio il mondo che ti circonda. È una grande opportunità di crescita personale e professionale.<br>Consiglio a tutti di provare a fare un anno in una realtà diversa dalla loro anche solo per vedere e capire altri punti di vista.<br></p>



<p>Progetti per il futuro?<br>Vorrei sicuramente continuare a lavorare in questo settore e soprattutto con la musica. Vorrei poter fare altri lavori con la musica perché penso che insegni l’ascolto, amplifichi la sensibilità e che colori la vita delle persone. Vorrei iniziare ad insegnare violoncello e magari riuscire a portare la mia musica a qualcuno.</p>



<p>Questa intervista dimostra come l&#8217;esperienza del servizio civile possa essere formativa non solo dal punto di vista professionale, ma anche dal punto di vista personale e umano; dimostra come possa essere molto arricchente per scoprire nuove cose di sé e del mondo che ci circonda, imparando che non esiste un unico punto di vista per affrontare la vita.</p>



<p></p>
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		<title>Festival internazionale di poesia di Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2022 15:19:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani sarà presente al Festival internazionale di Poesia di Milano e ringrazia Milton Fernandez e il Centro Asteria. Parleremo di SORELLANZA, attraverso musica e parole, ma sarà l&#8217;occasione di dialogare&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Associazione Per i Diritti umani sarà presente al Festival internazionale di Poesia di Milano e ringrazia Milton Fernandez e il Centro Asteria. </p>



<p>Parleremo di SORELLANZA, attraverso musica e parole, ma sarà l&#8217;occasione di dialogare insieme sui temi della parità di genere, della ricerca dell&#8217;identità, di emozioni, di famiglie, di relazioni e di tanto altro ancora&#8230;</p>



<p>&#8220;il grande fiore sta uscendo</p>



<p>dalla tempesta.</p>



<p>E farà uscire il sole.</p>



<p>Si sente molto più sicuro e forte&#8221;, Mouna</p>



<p></p>



<p>Con letture del circolo LaAv di Milano e l&#8217;accompagnamento musicale di Marco Sicca, dell&#8217;Allegro Moderato InBand.</p>



<p>Sarà un momento intenso di voci  e suoni&#8230;Non potete mancare&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/festival-lett-JPG.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="526" height="526" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/festival-lett-JPG.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16349" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/festival-lett-JPG.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 526w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/festival-lett-JPG-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/festival-lett-JPG-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/festival-lett-JPG-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/festival-lett-JPG-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 526px) 100vw, 526px" /></a></figure>



<p>Vi aspettiamo!</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>&#8220;Raccontarsi a modo mio&#8221;. Mirko</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 08:25:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di Jorida Dervishi Continua il bel progetto a cura di Jorida Dervishi dal titolo &#8220;Raccontarsi a modo mio&#8221; per dare voce a tutte/i coloro che desiderano farsi conoscere tramite il mezzo comunicativo&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>A cura di Jorida Dervishi</p>



<p>Continua il bel progetto a cura di Jorida Dervishi dal titolo &#8220;Raccontarsi a modo mio&#8221; per dare voce a tutte/i coloro che desiderano farsi conoscere tramite il mezzo comunicativo a loro più congeniale. Dopo la pittura, la poesia, la parola parlata, abbiamo la musica di Mirko</p>



<p>Il progetto ha la finalità di far esprimere gli individui nella totale libertà, per raccontare e raccontarsi; la conoscenza è l&#8217;unico modo per abbattere gli stereotipi e i pregiudizi e per valorizzare la diversità che rende il nostro mondo così profondamente e meravigliosamente umano. </p>



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		<title>S.O.S. per il presente e futuro dell’Afghanistan</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2022 09:03:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli Dopo l&#8217;acquisizione del paese da parte dei talebani ad agosto del 2021, il prolungato conflitto in Afghanistan ha improvvisamente lasciato il posto a un&#8217;accelerazione della crisi umanitaria e a severe violazioni&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p></p>



<p>Dopo l&#8217;acquisizione del paese da parte dei talebani ad agosto del 2021, il prolungato conflitto in Afghanistan ha improvvisamente lasciato il posto a un&#8217;accelerazione della crisi umanitaria e a severe violazioni dei diritti umani.</p>



<p>I talebani hanno immediatamente respinto i progressi in materia di diritti delle donne e la libertà dei media, tra i risultati più importanti dello sforzo di ricostruzione post-2001.</p>



<p>La maggior parte delle scuole secondarie femminili sono state chiuse e alle donne è stato vietato di lavorare nella maggior parte dei settori governativi e in molte altre aree. I talebani hanno picchiato e arrestato i giornalisti; molti organi di stampa hanno chiuso o ridotto drasticamente i loro servizi, in parte perché molti giornalisti erano fuggiti dal paese. Il nuovo gabinetto talebano non include donne e ministri al di fuori dei ranghi talebani.</p>



<p>In molte città i talebani hanno cercato, minacciato e talvolta arrestato o giustiziato ex membri delle Forze di Sicurezza Nazionali Afgane (ANSF), funzionari dell&#8217;ex governo o loro familiari.</p>



<p>La vittoria dei talebani ha spinto l&#8217;Afghanistan dalla crisi umanitaria alla catastrofe, con milioni di afgani che devono affrontare una grave insicurezza alimentare a causa della perdita di reddito, della carenza di denaro e dell&#8217;aumento dei costi alimentari. Nei sei mesi precedenti l&#8217;acquisizione talebana, i combattimenti tra le forze governative ei talebani hanno causato un forte aumento delle vittime civili a causa di ordigni esplosivi improvvisati (IED), mortai e attacchi aerei. Lo Stato Islamico della provincia di Khorasan (il ramo afghano dello Stato islamico, noto come ISKP) ha effettuato attacchi a scuole e moschee, molti dei quali hanno preso di mira la minoranza Hazara sciita.</p>



<p>Le Nazioni Unite hanno riferito che le forze talebane sono state responsabili per quasi il 40% delle morti e dei feriti tra i civili nei primi sei mesi del 2021, sebbene molti incidenti non siano stati reclamati. Donne e bambini costituivano quasi la metà di tutte le vittime civili. Gli attacchi dell&#8217;ISKP includevano omicidi e una serie di attentati mortali.</p>



<p>Le forze talebane in diverse province hanno compiuto omicidi per rappresaglia di dozzine di ex funzionari e personale delle forze di sicurezza. Dopo che i talebani hanno preso il controllo del Malistan, Ghazni, a metà luglio, hanno ucciso almeno 19 membri del personale delle forze di sicurezza sotto la loro custodia, insieme a un certo numero di civili. L&#8217;avanzata delle forze talebane ha ucciso almeno 44 ex membri delle forze di sicurezza a Kandahar dopo che i talebani avevano catturato Spin Boldak a luglio. Tutti si erano arresi ai talebani. Ci sono state notizie credibili di detenzioni e uccisioni in altre province oltre che a Kabul.</p>



<p><br>Sia le forze di sicurezza del governo talebano che quelle del governo afghano sono state responsabili dell&#8217;uccisione e del ferimento di civili in attacchi indiscriminati con mortai e razzi, e le vittime civili degli attacchi aerei delle ex forze governative sono più che raddoppiate nella prima metà del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020.</p>



<p>Nelle settimane successive all&#8217;acquisizione del potere dei talebani, le autorità talebane hanno annunciato un flusso costante di politiche e regolamenti che annullano i diritti delle donne e delle ragazze. Queste includono misure che limitano gravemente l&#8217;accesso al lavoro e all&#8217;istruzione e limitano il diritto a riunirsi pacificamente. I talebani hanno anche cercato donne di alto profilo e hanno negato loro la libertà di movimento fuori dalle loro case.</p>



<p>I talebani hanno affermato di sostenere l&#8217;istruzione per ragazze e donne, ma il 18 settembre hanno ordinato la riapertura delle scuole secondarie solo per i ragazzi. Successivamente alcune scuole secondarie femminili hanno riaperto in alcune province, ma da ottobre la stragrande maggioranza è rimasta chiusa. Il 29 agosto, il ministro <em>ad interim</em> dell&#8217;istruzione superiore ha annunciato che ragazze e donne potevano partecipare all&#8217;istruzione superiore ma non potevano studiare con ragazzi e uomini. La mancanza di insegnanti donne, soprattutto nell&#8217;istruzione superiore, probabilmente significa che questa politica porterà alla negazione <em>de facto</em> dell&#8217;accesso all&#8217;istruzione per molte ragazze e donne.</p>



<p>A settembre, i talebani hanno eliminato il ministero degli Affari femminili e ne hanno riadattato l&#8217;edificio come Ministero per la propagazione delle virtù, un&#8217;istituzione incaricata di far rispettare le regole sul comportamento dei cittadini, compreso il modo in cui le donne si vestono e quando o se le donne possono spostarsi fuori casa senza essere accompagnate da un parente maschio. I centri di accoglienza che erano stati istituiti per le donne in fuga dalla violenza sono stati chiusi e alcune delle donne che vi abitavano sono state trasferite in carceri femminili.</p>



<p>Dopo l&#8217;acquisizione del potere dei talebani, quasi il 70 per cento di tutti i media afgani ha chiuso e altri operavano sotto minaccia e autocensura. A settembre, le autorità talebane hanno imposto restrizioni di ampia portata ai media e alla libertà di parola, che includono divieti di &#8220;insultare figure nazionali&#8221;. Il 7 settembre, le forze di sicurezza talebane hanno arrestato due giornalisti del media Etilaat-e Roz e li hanno picchiati duramente in custodia prima di rilasciarli. I giornalisti avevano seguito le proteste delle donne a Kabul. I talebani hanno arrestato almeno 32 giornalisti dopo aver preso il potere a Kabul.</p>



<p>Il 27 settembre, il pubblico ministero della Corte Penale Internazionale ha presentato ricorso ai giudici della corte chiedendo l&#8217;autorizzazione a riprendere un&#8217;indagine in Afghanistan a seguito del crollo dell&#8217;ex governo afghano. Il pubblico ministero Karim Khan ha affermato, tuttavia, che la sua indagine si concentrerà solo sui crimini presumibilmente commessi dai talebani e dallo Stato islamico e non privilegerà altri aspetti dell&#8217;indagine, vale a dire i presunti crimini commessi dalle forze dell&#8217;ex governo afghano e dall&#8217;esercito statunitense e dal personale della CIA.</p>



<p>Il governo talebano non era stato formalmente riconosciuto. A settembre l&#8217;UE ha fissato cinque parametri di riferimento per l&#8217;impegno con il governo talebano, tra cui il rispetto dei diritti umani, in particolare quelli delle donne e delle ragazze, e l&#8217;istituzione di un governo inclusivo e rappresentativo.</p>



<p>Nel gennaio 2022 i talebani afghani hanno avviato i primi colloqui in Europa.</p>



<p>Prima dei colloqui, diplomatici occidentali si sono incontrati con attiviste per i diritti delle donne e difensori dei diritti umani afgani per ascoltare dalla società civile in Afghanistan e dalla diaspora afgana le loro richieste e la valutazione dell&#8217;attuale situazione sul campo.</p>



<p>Le Nazioni Unite sono riuscite a fornire una certa liquidità e hanno permesso all&#8217;amministrazione talebana di pagare le importazioni, compresa l&#8217;elettricità. Ma le Nazioni Unite hanno avvertito che ben 1 milione di bambini afghani rischiano di morire di fame e la maggior parte dei 38 milioni di persone del paese vive al di sotto della soglia di povertà.</p>



<p>Di fronte alla richiesta di fondi da parte dei talebani, è probabile che le potenze occidentali mettano i diritti delle donne e delle ragazze in Afghanistan in cima alla loro agenda, insieme alla ricorrente richiesta dell&#8217;Occidente che l&#8217;amministrazione talebana condivida il potere con i gruppi etnici e religiosi minoritari dell&#8217;Afghanistan.</p>



<p>Numerose organizzazioni e realtà continuano ad oggi a supportare i civili in Afghanistan, e persistono i determinati sforzi a far valere e prevaricare la giustizia, la pace, la sicurezza e il rispetto per i diritti umani di tutti e tutte senza discriminazioni.</p>



<p>Nell&#8217;ambito degli sforzi per garantire che tutte le ragazze e i ragazzi in età scolare in Afghanistan vadano a scuola e imparino, l&#8217;UNICEF e i partner stanno fornendo un sostegno in denaro di emergenza a tutti gli insegnanti dell&#8217;istruzione pubblica per i mesi di gennaio e febbraio.</p>



<p>Il pagamento finanziato dall&#8217;UE, pari all&#8217;equivalente di 100 dollari al mese per insegnante, maschio e femmina, andrà a beneficio di circa 194.000 insegnanti delle scuole pubbliche a livello nazionale in riconoscimento del loro ruolo cruciale nell&#8217;istruzione di milioni di bambini in Afghanistan.</p>



<p>Come è prassi comune per l&#8217;UNICEF in altri paesi, è in corso un solido processo di monitoraggio. Ciò include la verifica dell&#8217;identità e della frequenza degli insegnanti delle scuole pubbliche; creare una strategia di pagamento agile; ideare un meccanismo di monitoraggio e reclamo post-distribuzione e coinvolgere un&#8217;agenzia di monitoraggio di terze parti ufficiale per verificare in modo indipendente i risultati.</p>



<p>Le scuole sono più che strutture dove i bambini imparano; sono uno spazio sicuro che protegge i bambini dai pericoli fisici che li circondano, inclusi abusi e sfruttamento, e che può offrire loro il necessario supporto psicosociale.</p>



<p>L’attivismo e impegno di UNICEF si uniscono a quelli di altri attori statali e non, Afgani e internazionali, che fanno della solidarietà e cooperazione dei veri e propri valori fondamentali per proteggere il popolo afghano. Questo perché la popolazione non deve semplicemente sopravvivere, ma ha il diritto di vivere in piena dignità umana e vedersi garantito il proprio presente e futuro.</p>
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		<title>Raccontarsi (a modo mio): Marjola Saliu</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2022 08:50:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di Jorida Dervishi Marjola Saliu, nata nel 1982 a Mallakaster, Albania da una famiglia di insegnanti. Cresciuta tra i libri, scopro prestissimo la mia passione per la scrittura. Scrivo poesie da quando&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Mariola.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Mariola-812x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16126" width="519" height="655" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Mariola-812x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 812w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Mariola-238x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 238w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Mariola-768x969.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Mariola-1218x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1218w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Mariola.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1624w" sizes="(max-width: 519px) 100vw, 519px" /></a></figure>



<p>A cura di Jorida Dervishi</p>



<p></p>



<p>Marjola Saliu, nata nel 1982 a Mallakaster, Albania da una famiglia di insegnanti. Cresciuta tra i libri, scopro prestissimo la mia passione per la scrittura. Scrivo poesie da quando avevo 12 anni vincendo anche diversi premi regionali. Laureata nel 2004 all&#8217;Università di Valona presso la Facoltà di Infermieristica Generale con il massimo dei voti. Nonostante il titolo di studio, la passione per la letteratura non mi ha mai abbandonata.</p>



<p>Da maggio 2007 vive in Italia. Nel 2017 ho partecipato al concorso Premio Internazionale di Poesia &#8221; Giulietta e Romeo Savorgnan&#8221; organizzato dall&#8217;Accademia Città di Udine e viene classificata quinta. La poesia (Il volto dell&#8217;anima) è stata inclusa nell&#8217; antologia che loro pubblicano ogni anno .</p>



<p>Scrive in entrambe le lingue.</p>



<p>A giugno del 2020 ha autopubblicato il suo primo e-book su Amazon Kindle &#8220;Il diritto di sognare&#8221;.</p>



<p>In collaborazione con un bravissimo autore emergente Dave Given, hapubblicato il dicembre scorso la raccolta poetica &#8221; L&#8217;amore è un apostrofo nero tra le parole distinti e distanti&#8221;</p>



<p></p>



<p>Marjola afferma:</p>



<p>la poesia mi accompagna da sempre. È la mia migliore amica, la mia confidente, la mia psicologa.</p>



<p>Attraverso lei riesco a capirmi meglio e di conseguenza anche a capire gli altri e farmi capire.</p>



<p>Per una persona timida e introversa come me è stata ed è un importante canale di comunicazione con il mondo esterno.</p>



<p>Scrivendo sono riuscita a costruire ponti che mi hanno portato al cuore di tante meravigliose persone.</p>



<p>La poesia è in gran parte emozione e quindi si nutre di qualsiasi cosa che mi fa emozionare.</p>



<p>Questo può essere un soffio di vento, il mare, le onde, l&#8217;universo intero ma soprattutto le persone.</p>



<p>Le persone con le loro storie, le loro passioni, le loro preoccupazioni.</p>



<p>Divento ricca ogni volta che qualcuno leggendomi, prende il coraggio di scrivermi raccontando un pezzo del proprio cuore e della propria vita.</p>



<p>La poesia può passare solo da cuore a cuore secondo me. Non c&#8217;è altra via.</p>



<p>E se quello che scrivo sarà rimasto in almeno uno di questi cuori, ne sarà valsa la pena.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p>Tu mi hai</p>



<p>in ogni piccola rivoluzione</p>



<p>che mi fai scoppiare dentro.</p>



<p>Tu mi hai</p>



<p>ogni volta che ti sposti</p>



<p>per mettermi al centro.</p>



<p>Tu mi hai</p>



<p>tutta, intera, senza esclusione alcuna</p>



<p>tu mi hai</p>



<p>in un modo assoluto e profondo</p>



<p>come non hai mai avuto nessuna.</p>



<p>Tu mi hai</p>



<p>in ogni piccolo respiro</p>



<p>mi hai</p>



<p>anche quando cerchi di prendermi in giro.</p>



<p>Mi hai, ti ho, ci abbiamo</p>



<p>e fino ad ora l&#8217;amore che conoscevamo</p>



<p>era un involucro vuoto e deserto</p>



<p>ora che mi hai, ora che ti ho</p>



<p>tutto l&#8217;universo abbiamo dentro.</p>



<p>…</p>



<p>Ci può essere mai musica dentro la morte?</p>



<p>O siamo noi che per paura la vestiamo di suoni?</p>



<p>Ci può essere mai una melodia</p>



<p>Quando insieme all&#8217;innocenza</p>



<p>Ti bruciano la vita e i sogni?</p>



<p>Che musica può esserci dentro l&#8217;oblio</p>



<p>Dentro la miseria,la fame,la paura</p>



<p>Che musica c&#8217;è dentro un addio</p>



<p>Che spera di trovare a questo mal di vivere, oltremare una cura.</p>



<p>Ci può essere musica dentro la morte</p>



<p>In questo viaggio insensato chiamato storia</p>



<p>Ci inventiamo alibi per non vedere la nostra brutta sorte</p>



<p>Alziamo il volume per non sentire le urla della memoria.</p>



<p>Può mai vivere la musica dentro il vuoto</p>



<p>Questo grande vuoto in cui tutti ormai viviamo</p>



<p>Il mare diventa una montagna di vite dimenticate</p>



<p>E noi intanto altre morti fintamente commemoriamo.</p>



<p>…</p>



<p>Mi sento così piccola</p>



<p>e nonostante questo</p>



<p>sembra che non ci sia</p>



<p>posto per me</p>



<p>in questo grande universo&#8230;</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Zaki: ora la fuga è legittima, l&#8217;Italia lo aiuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Dec 2021 10:38:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(di Patrizio Gonnella da antigone.it) A Patrick Zaki hanno rubato, negato, indebitamente sottratto dalla sua giovane vita trecentottantamila minuti di libertà. Ora Patrick è libero, seppur provvisoriamente, fino alla prossima udienza del febbraio 2022.&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><img width="300" src="https://www.antigone.it/images/articoli/Patrick_Zaki.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Patrick Zaki"></p>



<p>(di Patrizio Gonnella<strong> </strong>da antigone.it)</p>



<p>A Patrick Zaki hanno rubato, negato, indebitamente sottratto dalla sua giovane vita trecentottantamila minuti di libertà. Ora Patrick è libero, seppur provvisoriamente, fino alla prossima udienza del febbraio 2022. Dovrà essere impegno del nostro Paese e del nostro Governo trasformare quella libertà a tempo in libertà definitiva. Si tratta di consentire a Patrick di attendere l’esito del processo non in forma semi-reclusa nell’Egitto di Al Sisi, bensì dove lui preferisce, preservandone la libertà di movimento. Essendo il processo nei confronti di Zaki un processo politico, anche in questo delicato momento, conterà la pressione diplomatica che dovrà essere esercitata allo scopo di sottrarre Patrick ai rischi di un giudizio che nulla ha a che fare con le regole dello Stato di diritto.&nbsp;</p>



<p>Lo scorso 19 novembre 2020 il Consiglio dell’Unione Europea ha autorizzato l’avvio di negoziati per accordi tra la Ue e l’Egitto sulla cooperazione giudiziaria penale. Nel testo della decisione del Consiglio, con eccessivo realismo politico, si affermava che l’Egitto è un partner importante per la stabilità nella regione del vicinato meridionale. In quello stesso Atto si ribadiva anche quanto siano deficitarie in Egitto la libertà di espressione, di informazione, di riunione pacifica e di associazione e quanto sia necessario porre fine alla riduzione indebita dello spazio concesso alla società civile, perseguita anche attraverso il congelamento dei beni, divieti di viaggio e lunghi periodi di detenzione preventiva. Pertanto, di fronte alla consapevolezza internazionale del deficit di democrazia in Egitto, non ha nulla di immorale il sottrarsi, con decisione concordata, al processo. Non è giuridicamente, né eticamente, né politicamente fondata una detenzione che sia del tutto sganciata da accuse circostanziate.&nbsp;</p>



<p>Dopo ventidue mesi di custodia cautelare le accuse nei suoi confronti sono ancora oscure in quanto legate alla repressione del libero pensiero. Di fronte a una detenzione arbitraria e a un processo politico, Patrick manterrebbe alta la sua dignità anche da contumace. Troppo importante è la libertà perché possa essere ceduta nel nome di una giustizia truce, disumana, politica come quella che ha portato nelle carceri egiziane decine di esponenti di organizzazioni non governative impegnate sul fronte dei diritti umani. La carcerazione illegittimamente subita da Patrick Zaki è stata fin troppo lunga per giustificare ulteriori restrizioni alla sua libertà di studiare, muoversi, vivere. Spetta alle autorità italiane adesso tutelare Patrick, assicurarne l’incolumità, offrendogli protezione, se necessario.&nbsp;</p>



<p>Oggi è un giorno di felicità ma è anche un giorno nel quale programmare le azioni future dirette ad evitare che Patrick possa vivere anche un solo altro minuto di prigionia. Ben aiuterebbe in questa fase se gli fosse concessa la cittadinanza italiana. Tutto sarebbe più facile.&nbsp;</p>



<p>L’Italia ha un dovere in più in questo momento delicato. Deve proporsi quale buon esempio per quei Paesi dell’area mediterranea con i quali intende rafforzare legami politici ed economici. Non è pretestuoso sostenere che il nostro Paese ben sarebbe più forte e autorevole nei rapporti diplomatici, anche in materia di giustizia, qualora fosse inappuntabile nel proprio sistema penale e penitenziario. Non poche volte, di fronte alle proteste per le violazioni dei diritti umani nei tribunali e nelle prigioni di Paesi lontani, c’è stato detto che poco avevamo da lamentarci noi italiani alla luce delle condizioni materiali di vita presenti in alcune delle nostre carceri. Nella consapevolezza che ogni paragone è insostenibile, va sicuramente riconosciuto come più alte e qualificate sono le garanzie procedurali e penitenziarie nel nostro Paese, più autorevoli e incontestabili saranno le prese di posizione delle autorità pubbliche italiane nel dibattito internazionale.&nbsp;</p>



<p>Infine, la liberazione di Patrick Zaki è anche il risultato di una straordinaria campagna che ha visto protagonisti studenti, professori, attivisti, esponenti politici, giornalisti e tanti cittadini. Quando tornerà nella sua Bologna tutti insieme festeggeremo la riconquistata libertà.</p>
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		<title>La scarcerazione di Patrick Zaki</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2021 09:12:24 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="512" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/pa-1024x512.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15876" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/pa-1024x512.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/pa-300x150.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/pa-768x384.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/pa.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p>E&#8217; giunta ieri, 7 dicembre 2021, la bellissima notizia della prossima scarcerazione di Patrick Zaki, lo studente dell&#8217;Università di Bologna arrestato in Egitto il 7 febbraio del 2020.</p>



<p>Abbiamo chiesto un commento alla bella news al nostro Direttore, Giuseppe Acconcia, giornalista, saggista e ricercatore presso l&#8217;Ateneo di Padova, esperto in cultura e politica del Medioriente.</p>



<p>&#8220;La notizia ci riempie di gioia, non aspettavamo altro; speriamo che possa tornare al più presto alla sua vita e ai suoi studi, che torni in italia e che ottenga la cittadinanza italiana. Si deve attendere il 1 febbraio per la nuova udienza, però potrebbe tornare prima.</p>



<p>Le accuse che gli sono state mosse sono prive di senso: anche il solo fatto di aver scritto un articolo sui copti &#8211; che riguarda un reato di opinione &#8211; anche in Egitto non prevede la carcerazione, per cui non c&#8217;era nessun motivo per tenerlo in prigione. la sua detenzione è stata estesa di 45 giorni in 45 giorni e questo dimostra ulteriormente che si sia trattato di un arresto e di una detenzione arbitraria. Zaki, inoltre, ha subito violenza nel momento in cui è stato arrestato all&#8217;aeroporto de Il Cairo.</p>



<p>E&#8217; molto importante che le autorità italiane continuino a fare pressione perchè possa fare ritorno in Italia; non bisogna dimenticare, però, che ancora ci sono 60.000 egiziani che continuano ad rimanere in prigione e anche per loro bisogna continuare a lottare; ricordiamo, ad esempio, Haitham Mohammadin attivista per i lavoratori, Ismail Iskandarani che si occupai di Sinai e non si sa nemmeno dove sia detenuto e Ahmed Samir Santawi un altro ricercatore per cui, ancora una volta, la libertà accademica viene messa sotto attacco. </p>



<p>Il processo che è stato avviato in Italia per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni e il caso di Zaki erano e sono legati a doppio filo: è probabile che il fermo che ha avuto il processo in Italia abbia fatto ragionare le autorità egiziane che non hanno più bisogno di una merce di scambio in quanto gli egiziani non volevano che venissero criticate le forze di sicurezza egiziane, che invece è accaduto con le accuse mosse ai quattro agenti che avrebbero torturato e ucciso Regeni. Le autorità egiziane non vogliono fornire i loro indirizzi, non vogliono che vengano trovati e hanno utilizzato l&#8217;arresto sommario di un cittadino egiziano che studiava in Italia per fare, a loro volta, pressioni. Si sono chiuse le indagini parlamentari sul caso Regeni e, quindi, ora non c&#8217;è bisogno di ricattare l&#8217;Italia con Zaki. Ma è importante continuare a dare battaglia per chiedere sempre e fino alla fine verità e giustizia per Giulio&#8221;.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Censura di Internet 2021: una mappa globale delle restrizioni di Internet</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 09:11:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Paul Bishoff (comparitech.com) Quasi il 60% della popolazione mondiale (4,66 miliardi di persone) utilizza Internet. È la nostra fonte di informazioni istantanee, intrattenimento, notizie e interazioni sociali. Ma in quale parte del mondo i&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://cdn.comparitech.com/wp-content/uploads/2021/07/Internet-Censorship_-A-Global-Map-of-Internet-Restrictions.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://cdn.comparitech.com/wp-content/uploads/2021/07/Internet-Censorship_-A-Global-Map-of-Internet-Restrictions.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-350024"/></a></figure></div>



<p>di Paul Bishoff (comparitech.com)</p>



<p>Quasi il 60% della popolazione mondiale (4,66 miliardi di persone) utilizza Internet. È la nostra fonte di informazioni istantanee, intrattenimento, notizie e interazioni sociali.</p>



<p>Ma in quale parte del mondo i cittadini possono godere di un accesso a Internet uguale e aperto, se non ovunque?</p>



<p>In questo studio esplorativo, i nostri ricercatori hanno condotto un confronto paese per paese per vedere quali paesi impongono le restrizioni Internet più severe e dove i cittadini possono godere della massima libertà online.&nbsp;Ciò include restrizioni o divieti per torrenting, pornografia, social media e VPN e restrizioni o censura pesante dei media politici.&nbsp;Quest&#8217;anno abbiamo anche aggiunto la restrizione delle app di messaggistica/VoIP.</p>



<p>Sebbene i soliti colpevoli occupino i primi posti, alcuni paesi apparentemente liberi si classificano sorprendentemente in alto.&nbsp;Con le restrizioni in corso e le leggi in sospeso, la nostra libertà online è più a rischio che mai.</p>



<p>Abbiamo valutato ogni paese in base a sei criteri.&nbsp;Ognuno di questi vale due punti a parte le app di messaggistica/VoIP che ne vale uno (ciò è dovuto al fatto che molti paesi vietano o limitano determinate app ma consentono quelle gestite dal governo/fornitori di telecomunicazioni all&#8217;interno del paese).&nbsp;Il paese riceve un punto se il contenuto (torrent, pornografia, media, social media, VPN, app di messaggistica/VoIP) è limitato ma accessibile e due punti se è completamente vietato.&nbsp;Più alto è il punteggio, maggiore è la censura.</p>



<figure><iframe src="https://datawrapper.dwcdn.net/IBnNS/3/?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="455"></iframe></figure>



<h2><strong>I peggiori paesi per la censura di Internet</strong></h2>



<ol><li><strong>Corea del Nord e Cina (11/11) –</strong>&nbsp;Nessuna mappa della censura online sarebbe completa senza questi due in cima alla lista.&nbsp;Non c&#8217;è niente che nessuno dei due non censuri pesantemente grazie alla loro presa di ferro su tutta la rete.&nbsp;Gli utenti non sono in grado di utilizzare i social media occidentali, guardare porno o utilizzare torrent o VPN*.&nbsp;E tutti i media politici pubblicati nel paese sono pesantemente censurati e influenzati dal governo.&nbsp;Entrambi hanno anche chiuso le app di messaggistica dall&#8217;estero, costringendo i residenti a utilizzare quelle che sono state create (e probabilmente controllate) all&#8217;interno del paese, ad esempio WeChat in Cina.&nbsp;WeChat non solo non ha alcuna forma di crittografia end-to-end, ma ha anche backdoor che consentono a terzi di accedere ai messaggi.</li><li><strong>Iran (10/11): l&#8217;&nbsp;</strong>&nbsp;Iran blocca le VPN (sono consentite solo quelle approvate dal governo, il che le rende quasi inutili) ma non vieta completamente il torrenting.&nbsp;Anche la pornografia è vietata e i social media sono sottoposti a crescenti restrizioni.&nbsp;Twitter, Facebook e YouTube sono tutti bloccati con crescenti pressioni per bloccare altri popolari siti di social media.&nbsp;Molte app di messaggistica sono anche vietate con le autorità che spingono app e servizi nazionali come alternativa.&nbsp;I media politici sono pesantemente censurati.</li><li><strong>Bielorussia, Qatar, Siria, Thailandia, Turkmenistan e Emirati Arabi Uniti (8/11):</strong>&nbsp;Turkmenistan, Bielorussia e Emirati Arabi Uniti sono tutti presenti nella nostra analisi dei &#8220;peggiori paesi&#8221; nel 2020. Ma quest&#8217;anno sono stati raggiunti da Qatar, Siria e Tailandia.&nbsp;Tutti questi paesi vietano la pornografia, hanno pesantemente censurato i media politici, limitano i social media (sono stati osservati divieti anche in Turkmenistan) e limitano l&#8217;uso delle VPN.&nbsp;La Thailandia ha visto il più grande aumento della censura, compresa l&#8217;introduzione di un divieto di pornografia online che ha visto la rimozione di 190 siti Web per adulti.&nbsp;Ciò includeva Pornhub (che si è classificato come uno dei&nbsp;<a href="https://edition.cnn.com/2020/11/03/asia/thailand-porn-ban-protest-scli-intl/index.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">20 siti Web più visitati</a>&nbsp;nel paese nel 2019).</li></ol>



<p>*Anche se le VPN sono tecnicamente bloccate, alcune funzionano ancora in&nbsp;<a href="https://www.comparitech.com/blog/vpn-privacy/whats-the-best-vpn-for-china-5-that-still-work-in-2016/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cina</a>&nbsp;.&nbsp;Questo è lo stesso con i siti Web porno in molti dei paesi sopra menzionati.&nbsp;Molti siti Web porno creeranno siti &#8220;mirror&#8221; per consentire l&#8217;accesso a persone in paesi con restrizioni, ma questi verranno spesso bloccati una volta che le autorità ne verranno a conoscenza.</p>



<h2><strong>I paesi che hanno aumentato la censura nel 2021</strong></h2>



<p>Se confrontiamo i punteggi per ciascun paese dal nostro studio del 2020 al nostro studio del 2021, ci sono tre paesi che sembrano aver aumentato la loro censura.&nbsp;Uno, come abbiamo già visto, è la Thailandia.&nbsp;Il secondo, la Guinea, ha visto un aumento delle restrizioni delle restrizioni sui media politici, sospensioni o minacce di sospensione su diversi siti Web durante le elezioni di ottobre 2020, nonché restrizioni sui social media durante questo periodo (e anche prima del voto di marzo).</p>



<p>Il terzo è forse il più sorprendente, però.&nbsp;La Grecia ha ricevuto solo un punto nel nostro primo studio per la sua limitazione del torrenting (che si verifica in tutti i paesi studiati).&nbsp;Ma nella nostra rivisitazione del 2021, segna 3. Ciò è dovuto&nbsp;<a href="https://www.technadu.com/greek-government-determined-stop-movie-pirates/90808/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">all&#8217;aumento delle azioni contro il torrenting</a>&nbsp;e alle restrizioni sui media politici.&nbsp;Reporters sans frontières ha suggerito che&nbsp;<a href="https://rsf.org/en/greece?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nel 2020</a>&nbsp;c&#8217;è stata una&nbsp;<a href="https://rsf.org/en/greece?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diminuzione della libertà di stampa</a>.&nbsp;I media che erano critici nei confronti del governo sono stati omessi o hanno ricevuto cifre sproporzionatamente esigue dai rimborsi fiscali.&nbsp;Ai canali televisivi pubblici è stato ordinato di non trasmettere un video che mostrasse il primo ministro ignorare le regole di blocco nel febbraio 2021. La copertura della crisi dei rifugiati è stata pesantemente limitata.&nbsp;E i giornalisti sarebbero stati ostacolati dalla polizia durante un evento commemorativo.&nbsp;Nell&#8217;aprile 2021 è stato assassinato anche un famoso giornalista di cronaca nera, Giorgos Karaivaz.</p>



<h2><strong>Censura online in Europa</strong></h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://cdn.comparitech.com/wp-content/uploads/2020/01/Europe-Final.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://cdn.comparitech.com/wp-content/uploads/2020/01/Europe-Final.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Censura online in Europa" class="wp-image-350396"/></a></figure></div>



<ul><li>18 paesi hanno vietato o chiuso i siti di torrenting.&nbsp;Alcuni hanno anche introdotto misure ma non stanno ancora bloccando i siti web (Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Polonia, Slovacchia e Slovenia).&nbsp;Poiché non bloccano i siti di torrenting, questi non sono stati classificati come &#8220;siti bloccati&#8221; e sono invece classificati come &#8220;limitati&#8221;.</li><li>Mentre i siti Web di torrenting sono spesso bloccati in Spagna (ecco perché è classificato come aver chiuso i siti di torrenting), le regole consentono il torrenting per uso personale (download per visualizzare ma non per caricare o distribuire).</li><li>L&#8217;Ucraina limita la pornografia online mentre Bielorussia e Turchia vietano/bloccano completamente il contenuto.</li><li>I media politici sono limitati in 12 paesi.&nbsp;Come abbiamo già visto, la Grecia si è unita a questa lista quest&#8217;anno, così come l&#8217;Ungheria e il Kosovo.</li><li>Due paesi censurano pesantemente i media politici: Bielorussia e Turchia.</li><li>Nessun paese europeo blocca o vieta i social media, ma cinque lo limitano.&nbsp;Questi sono Bielorussia, Montenegro, Spagna, Turchia e Ucraina.</li><li>La Turchia limita l&#8217;uso delle VPN mentre la Bielorussia le vieta del tutto.</li><li>Le app di messaggistica e VoIP sono illimitate in tutta Europa.</li></ul>



<h2><strong>Censura online in Nord America</strong></h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://cdn.comparitech.com/wp-content/uploads/2020/01/North-America-Final-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://cdn.comparitech.com/wp-content/uploads/2020/01/North-America-Final-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Censura in Nord America" class="wp-image-350476"/></a></figure></div>



<ul><li>Canada, Messico e Stati Uniti hanno vietato o chiuso i siti di torrent.</li><li>Cuba è l&#8217;unico paese a limitare la pornografia online, a censurare pesantemente i suoi media politici e a limitare le VPN.</li><li>Altri sei paesi (El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua e Panama) hanno alcune restrizioni sui loro media politici.&nbsp;Gli Stati Uniti hanno visto un miglioramento in quest&#8217;area quest&#8217;anno poiché le restrizioni sui media politici sono diminuite dall&#8217;ultima elezione presidenziale.</li><li>Cuba e Honduras hanno restrizioni sulle piattaforme di social media.</li><li>Le app di messaggistica e VoIP sono soggette a restrizioni in Belize, Cuba e Messico.&nbsp;Cuba ha limitato l&#8217;accesso ai social media e a WhatsApp in seguito alle proteste antigovernative.&nbsp;In Messico, alcuni ISP bloccano i servizi VoIP, mentre i fornitori di telecomunicazioni del Belize offrono i propri servizi VoIP vietandone altri.</li></ul>



<h2><strong>Censura online in Sud America</strong></h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://cdn.comparitech.com/wp-content/uploads/2020/01/South-America-Final-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://cdn.comparitech.com/wp-content/uploads/2020/01/South-America-Final-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-350412"/></a></figure></div>



<ul><li>L&#8217;Argentina è l&#8217;unico paese a bloccare attivamente i siti Web di torrent, mentre il Venezuela è l&#8217;unico a limitare la pornografia online.</li><li>I media politici sono limitati in metà (6) dei paesi sudamericani che abbiamo trattato.&nbsp;È anche pesantemente censurato in Venezuela con persistenti tentativi di controllare le notizie e mettere a tacere i media indipendenti.</li><li>Ecuador e Venezuela hanno restrizioni sui social media.</li><li>Nessuno dei paesi ha restrizioni o divieti all&#8217;uso della VPN al momento.</li><li>Tre paesi hanno app di messaggistica/VoIP con restrizioni (Brasile, Guyana e Venezuela).&nbsp;Oltre alle app VoIP bandite dal più grande ISP del Brasile, un disegno di legge ha&nbsp;<a href="https://www.eff.org/deeplinks/2020/08/faq-why-brazils-plan-mandate-traceability-private-messaging-apps-will-break-users?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">minacciato di imporre la tracciabilità</a>&nbsp;nella messaggistica privata (tuttavia, al momento della stesura, questo non è ancora stato firmato in legge).</li></ul>



<h2><strong>Censura online in Asia</strong></h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://cdn.comparitech.com/wp-content/uploads/2020/01/Asia-Final.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://cdn.comparitech.com/wp-content/uploads/2020/01/Asia-Final.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Censura online in Asia" class="wp-image-356890"/></a></figure></div>



<ul><li>12 paesi asiatici hanno bloccato o vietato i siti di torrenting.</li><li>La maggior parte dei paesi asiatici ha restrizioni sulla pornografia online (40 su 49 che abbiamo coperto &#8211; 82 percento) con 27 di questi che hanno divieti/blocchi completi.</li><li>Anche i media politici sono fortemente limitati e censurati in Asia.&nbsp;43 (88%) dei paesi che abbiamo coperto hanno restrizioni, con la maggioranza (28) soggetta a una pesante censura.</li><li>Un gran numero (32) di questi paesi limita in qualche modo le piattaforme di social media.&nbsp;Cina, Iran, Corea del Nord e Turkmenistan fanno un ulteriore passo avanti e applicano divieti completi su piattaforme di social media popolari.</li><li>Quattro paesi hanno divieti completi sull&#8217;uso della VPN (Cina, Iran, Iraq e Corea del Nord) e altri 11 impongono restrizioni.</li><li>Restrizioni di messaggistica e app VoIP sono comuni anche in Asia con 13 paesi che implementano una qualche forma di limitazione.&nbsp;Sebbene la Russia abbia vietato Telegram nel 2018, questo è stato revocato nel giugno 2020. Tuttavia, poiché il governo continua a cercare modi per limitare siti Web e app al di fuori del paese, questo potrebbe cambiare in qualsiasi momento.</li></ul>



<h2><strong>Censura online in Africa</strong></h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://cdn.comparitech.com/wp-content/uploads/2020/01/Africa-Final-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://cdn.comparitech.com/wp-content/uploads/2020/01/Africa-Final-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Censura online in Africa" class="wp-image-350397"/></a></figure></div>



<ul><li>Il Sudafrica è l&#8217;unico paese africano a chiudere attivamente i siti di torrenting.</li><li>14 paesi africani hanno restrizioni quando si tratta di pornografia online con quattro di questi che hanno divieti completi (Guinea Equatoriale, Eritrea, Tanzania e Uganda).&nbsp;Nuovi regolamenti in Tanzania hanno ulteriormente definito la pornografia come un tipo di &#8220;contenuto proibito&#8221;.</li><li>La maggior parte dei paesi africani che abbiamo coperto (43 del 53-81%) limita i media politici.&nbsp;11 di questi impongono una pesante censura con Algeria, Camerun e Ciad, aumentando la loro soppressione dei commenti politici dal nostro ultimo studio.</li><li>Il 60% dei paesi africani che abbiamo coperto implementa restrizioni sui social media, ma solo uno di questi, l&#8217;Eritrea, è arrivato al punto di bloccare continuamente l&#8217;accesso ai siti di social media.</li><li>L&#8217;Egitto è l&#8217;unico paese a limitare l&#8217;uso della VPN.&nbsp;Nonostante le VPN siano legali, i siti Web e i server di molti provider VPN sono bloccati (&nbsp;<a href="https://www.comparitech.com/blog/vpn-privacy/best-vpns-for-egypt-unblock-skype-whatsapp-facebook-facetime/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">queste sono le migliori opzioni quando si sceglie una VPN in Egitto</a>&nbsp;).</li><li>L&#8217;Egitto è anche uno dei sette paesi ad avere restrizioni sull&#8217;uso di app di messaggistica/VoIP.&nbsp;Gli altri sono Burundi, Guinea Equatoriale, Sierra Leone, Libia, Marocco e Tunisia.</li></ul>



<h2><strong>Censura online in Oceania</strong></h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://cdn.comparitech.com/wp-content/uploads/2020/01/Oceania.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://cdn.comparitech.com/wp-content/uploads/2020/01/Oceania.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Censura online in Oceania" class="wp-image-350394"/></a></figure></div>



<ul><li>L&#8217;Australia è l&#8217;unico paese a imporre rigorosamente divieti/blocchi di torrenting e, insieme a Papua Nuova Guinea, ha anche restrizioni sulla pornografia online.&nbsp;L&#8217;Australian Broadcasting Service Act 1992 rende illegale la visione di porno su Internet, definendola un reato sanzionabile.&nbsp;Tuttavia, solo alcune città hanno cercato di stabilire un divieto totale.&nbsp;Anche la&nbsp;<a href="https://www.aph.gov.au/Parliamentary_Business/Bills_Legislation/Bills_Search_Results/Result?bId=r6680&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge</a>&nbsp;australiana sui&nbsp;<a href="https://www.aph.gov.au/Parliamentary_Business/Bills_Legislation/Bills_Search_Results/Result?bId=r6680&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">contenuti online</a>&nbsp;, che dovrebbe entrare in vigore a breve, minaccia di limitare ulteriormente l&#8217;accesso al porno online nel paese.</li><li>I media politici sono limitati nelle Fiji, Papua Nuova Guinea, Samoa e Tonga, ma solo la Papua Nuova Guinea ha la possibilità di limitare i social media attraverso la sua legge sulla criminalità informatica introdotta nel 2016.</li><li>Nessuno dei paesi dell&#8217;Oceania limita l&#8217;uso di VPN o VoIP/app di messaggistica.</li></ul>



<p><strong>Vedi anche</strong>&nbsp;: Le&nbsp;<a href="https://www.comparitech.com/blog/vpn-privacy/best-vpn-for-porn/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">migliori VPN per guardare i porno in modo anonimo</a></p>



<figure><iframe src="https://datawrapper.dwcdn.net/XhoKL/3/?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="993"></iframe></figure>



<h2><strong>La censura online diventerà la &#8220;norma?&#8221;</strong></h2>



<p>Sebbene non sia una grande sorpresa vedere Cina, Russia e Corea del Nord in cima alla lista, il numero crescente di restrizioni in molti altri paesi è molto preoccupante.</p>



<p>Dai continui tentativi australiani di bloccare il porno alla crescente ostilità dei media politici in molti paesi, la nostra libertà online è qualcosa che non possiamo più dare per scontata.</p>



<p>Per fortuna, le VPN offrono ancora a molti di noi un modo per navigare in rete privatamente (e legalmente).&nbsp;Ma poiché la censura diventa sempre più comune, sempre più paesi potrebbero aderire all&#8217;elenco ristretto, mettendo a rischio la privacy digitale dei cittadini.</p>



<h2><strong>Metodologia</strong></h2>



<p>Per scoprire fino a che punto ogni paese è censurato, abbiamo studiato ciascuno in dettaglio per vedere quali restrizioni, se del caso, impongono su torrent, pornografia, media politici, social media, VPN e app di messaggistica/VoIP.</p>



<p>Abbiamo valutato ogni paese in base a sei criteri.&nbsp;Ognuno di questi vale due punti a parte le app di messaggistica/VoIP che ne vale uno (ciò è dovuto al fatto che molti paesi vietano o limitano determinate app ma consentono quelle gestite dal governo/fornitori di telecomunicazioni all&#8217;interno del paese).&nbsp;Il paese riceve un punto se il contenuto (torrent, pornografia, media, social media, VPN, app di messaggistica/VoIP) è limitato ma accessibile e due punti se è completamente vietato.&nbsp;Più alto è il punteggio, maggiore è la censura.</p>



<p>In alcuni casi, i paesi possono essere classificati come aver bandito una di queste aree, ma i residenti possono trovare modi per aggirare questi divieti, ad esempio con VPN o siti mirror.&nbsp;Tuttavia, poiché il paese applica questo divieto bloccando i siti Web o implementando le leggi, il paese viene classificato come lo ha bandito.&nbsp;D&#8217;altra parte, se un paese ha introdotto regolamenti per cercare di limitare o vietare un&#8217;area ma gli utenti continuano a essere in grado di utilizzare liberamente questi servizi/siti web, il paese viene classificato come &#8220;limitato&#8221; perché i regolamenti/leggi sono non viene imposto.</p>



<p><strong>Ricercatore di dati:&nbsp;</strong>&nbsp;George Moody</p>



<h2><strong>Fonti</strong></h2>



<p><a href="https://rsf.org/en/ranking#?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rsf.org</a></p>



<p><a href="https://freedomhouse.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://freedomhouse.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><a href="https://docs.google.com/spreadsheets/d/1Ct1fMxC4URDj1eYBQMOWDedb9L0R1iQK4t8CNiJGrBg/edit?usp=sharing&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://docs.google.com/spreadsheets/d/1Ct1fMxC4URDj1eYBQMOWDedb9L0R1iQK4t8CNiJGrBg/edit?usp=sharing&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Campagna per Ali Osman Köse, il prigioniero politico malato in Turchia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2021 07:23:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[AliOSmanKose]]></category>
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		<category><![CDATA[crimine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>IL CANCRO DI ALI OSMAN KÖSE PROGREDISCE! LIBERTÀ PER I PRIGIONIERI MALATI! la Oggi pubblichiamo la richiesta per la sua libertà, a cura del Comitato solidale Grup Yorum, e questa volta diretta principalmente all&#8217;Istituto&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>IL CANCRO DI ALI OSMAN KÖSE PROGREDISCE! LIBERTÀ PER I PRIGIONIERI MALATI!</p>



<p>la Oggi pubblichiamo la richiesta per la sua libertà, a cura del Comitato solidale Grup Yorum, e questa volta diretta principalmente all&#8217;Istituto di Medicina Legale in Turchia, che potrebbe avere un ruolo chiave per la sua liberazione preparando un rapporto veritiero sulla sua incapacità di stare in prigione a causa delle gravi condizioni di salute in cui versa.</p>



<p>Il prigioniero politico in Turchia, Ali Osman Köse è stato operato all&#8217;ospedale universitario Trakya il 31 maggio e gli è stato asportato tutto il rene sinistro a causa del cancro. Secondo gli esami patologici eseguiti dopo questo intervento, è stato rivelato che aveva un cancro al 2° o 3° stadio.</p>



<p>Anche se Ali Osman Köse ha varie malattie, la Corte costituzionale, che ha respinto la sua richiesta di rilascio con la motivazione che &#8220;non c&#8217;è pericolo di vita&#8221; e che &#8220;i servizi sanitari sono garantiti&#8221;, sta chiaramente commettendo un crimine.</p>



<p>Quindi ci chiediamo:</p>



<ul><li>Mentre il cancro progredisce al 2° o addirittura al 3° stadio, l&#8217;Istituto di medicina legale fornisce l&#8217;accesso ai servizi sanitari, non vedendo il cancro che si è esteso a tutto il rene sinistro e riferendogli che può &#8220;stare da solo in cella&#8221;?</li><li>L&#8217;ospedale universitario Edirne Trakya fornisce l&#8217;accesso ai servizi sanitari, dicendo ad Ali Osman Köse che ha bisogno di un&#8217;operazione urgente e dando l&#8217;intervento 2 mesi dopo perché l&#8217;ospedale è pieno?</li></ul>
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