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	<title>Guaidò Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Guaidò Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Tre aggiornamenti dall&#8217;America latina</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2023 09:43:12 +0000</pubDate>
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<p>di Tini Codazzi</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/brasile.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="457" height="306" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/brasile.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16808" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/brasile.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 457w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/brasile-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></a><figcaption>epa10279404 Groups of truckers block roads in Rio de Janeiro, Brazil, 01 November 2022. According to videos released on social networks by leaders of that rebellion, they will only end the protest when &#8216; the Army intervenes&#8217; to &#8216;prevent the return of communism&#8217;. Bolsonaro, who lost the elections by a difference of 1.8 points against Lula, had not yet ruled on the result and had not been seen in public since  he voted in Rio of Janiero.  EPA/ANDRÉ COELHO</figcaption></figure></div>



<p>Brasile</p>



<p><br>È già notizia il fatto dell’invasione dei “Bolsonaristi” radicali alle sedi dei tre poteri dello Stato Brasiliano<br>domenica 8 gennaio. Oggi si ricordano le parole che Isabella Kalil, studiosa di politica di destra brasiliana<br>diceva a dicembre: affermava che i simpatizzanti di Bolsonaro si stavano preparando per creare il caos e<br>che erano in un processo di radicalizzazione. Questo era abbastanza chiaro vedendo le proteste avvenute<br>successivamente alla vittoria di Lula a novembre scorso e che abbiamo raccontato in questa sede<br>nell’articolo “America latina-i diritti negati. Brasile oggi”. Secondo la Kalil domenica 8 hanno inviato un<br>chiaro messaggio al paese e al Presidente: hanno dimostrato che si possono organizzare senza l’aiuto<br>diretto delle istituzioni o dei leader politici. L’estrema destra vuole dare filo da torcere a Lula, di questo non<br>c’è dubbio. Forze di sicurezza nazionale e membri delle forze armate potrebbero essere simpatizzanti di<br>questi gruppi estremisti in appoggio a Bolsonaro. Un fatto pericoloso, una grande sfida per la Presidenza<br>attuale, l’effetto valanga nel tanto ricercato equilibrio della politica brasiliana. In un certo senso, vedendo<br>quelle immagini di Brasilia ci siamo ricordati del triste episodio a Washington, guarda caso, esattamente<br>due giorni prima, ma nel 2021.<br>Oggi si cerca di riparare i danni, di sistemare le finestre rotte, gli uffici rovinati, smantellare la rete di<br>organizzazione dell’assalto e arrestare i presunti responsabili. Arrivano notizie di future proteste e si<br>rafforza sempre di più la sicurezza nazionale. Questa storia è appena iniziata, direi che dopo la vittoria di<br>Lula per i “Bolsonaristi” è un working progress.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/peru.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="960" height="640" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/peru.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16809" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/peru.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/peru-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/peru-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></figure></div>



<p>Perù</p>



<p><br>Altre manifestazioni e di conseguenza altra forte repressione mercoledì 11 nella città precolombiana di<br>Cusco (un morto e più di trenta feriti) a causa del malcontento che c’è intorno alla destituzione e<br>detenzione del ex presidente Pedro Castillo avvenuta a dicembre. L’onda di manifestazioni si è fermata per<br>le festività, ma dopo capodanno hanno ripreso il suo corso. I manifestanti esigono la rinuncia della nuova<br>Presidente, la chiusura del Congresso e diversi cambi nella Costituzione.<br>Dopo due processi di destituzione contro il presidente Castillo, condotti dal Congresso, (in cui si tentava di<br>dichiarare la permanente incapacità morale), il mandatario, in vista della terza sfiducia, parla alla nazione e<br>annuncia la dissoluzione del Congresso e l’intervenzione dei massimi poteri del paese. In poche parole: un<br>autogolpe, non riuscito ovviamente. Una parte della sua cartella di ministri rinuncia e il Congresso vota per<br>la destituzione e la sua posteriore detenzione. In questo momento è in attesa di processo. Il popolo non ci<br>sta, così come non ci è mai stato. Perù ha una storia incredibile di frammentazione politica e una forte<br>frattura nella Costituzione perché esiste un articolo che permette molto facilmente che il Congresso possa<br>annullare le facoltà presidenziali. Per cui, negli ultimi tempi: sei presidenti in quattro anni. Non c’è stabilità,<br>né ora né prima, se ricordiamo il triste episodio di Alberto Fujimori. Cosa succederà? La nuova Presidente<br>potrà portare un po’ di equilibrio in un paese che da anni vive nello sbilanciamento più totale? Anche<br>questa situazione è in working progress.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/venezu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="481" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/venezu-1024x481.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16810" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/venezu-1024x481.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/venezu-300x141.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/venezu-768x361.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/venezu-520x245.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 520w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/venezu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>



<p>Venezuela</p>



<p><br>Una nazione in cui l’opposizione politica è un continuo e costante working progress deludente, inaffidabile<br>e disorganizzato. È per questa ragione che dopo 23 anni ancora non sono stati capaci di organizzarsi per<br>smantellare la narco tirannia che ha messo in ginocchio tutto il sistema politico, economico e sociale del<br>Venezuela. Parlare di crisi umanitaria, di Nicolás Maduro, di dittatura, di crisi politica, di crisi sanitaria e via</p>



<p>dicendo, ormai è diventata la normalità, per la diaspora venezuelana sparsa nei 5 continenti e per chi ci vive<br>dentro e ci fa i conti tutti i giorni.<br>L’ultima speranza si è ormai sgretolata. Aveva il nome di Juan Guaidó che, a gennaio del 2019, guidava il<br>governo ad interim con tre obbiettivi: sospensione dell’usurpazione, governo di transizione e elezioni<br>libere. Tutto molto democratico in un paese in cui la democrazia era scomparsa da 20 anni. Quel governo<br>ricevette il riconoscimento degli Stati Uniti, della maggior parte dei paesi latinoamericani ed europei.<br>Inoltre, permesse di accedere a importanti risorse economiche all’estero che altrimenti sarebbero state<br>prese dalla narco dittatura per finanziare narcotraffico, vendita di armi, ecc. Sembrava l’inizio della fine, la<br>luce in fondo al tunnel e invece no. Dopo più di tre anni, possiamo dire che Guaidó non è mai stato un vero<br>lider e l’opposizione non è mai riuscita a rimuovere di un centimetro Maduro, nemmeno a convocare<br>elezioni libere né, men che meno, a esercitare un reale potere dentro del Venezuela. Gli analisti affermano<br>che la mancanza di strategie chiare, i tentativi disorganizzati per far cadere Maduro e gli immancabili<br>scandali di corruzione interna hanno macchiato definitivamente questa presidenza parallela.<br>Ebbene, questo governo della speranza è arrivato al capolinea. A dicembre, il Parlamento ha votato per la<br>sua eliminazione con 72 voti a favore, 29 contro e 8 astenuti (dei quali tanti ex parlamentari<br>dell’opposizione). D’altro canto, Nicolás Maduro è riuscito a superare il suo peggior momento, a lui non<br>cambia niente questa decisione del Parlamento, perché la verità è che per lui non è mai cambiato niente.<br>Con o senza governo ad interim, Maduro è stato saldamente al governo, probabilmente ha anche<br>consolidato la sua politica autoritaria e sta riuscendo nel tentativo di camuffare definitivamente, agli occhi<br>del mondo, la sua dittatura per una democrazia sociale, cosa che il suo maestro Hugo Chávez era riuscito a<br>fare. Confondere le acque è una strategia molto usuale in America Latina in ambito politico.<br>Che ne sarà di questi tre paesi nel 2023? Hanno iniziato l’anno con i botti, direi scaduti, e non si prospetta<br>una situazione serena. I lavori in corso continueranno senz’altro. Dovremmo capire come.</p>
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		<title>Venezuela: #VacunasYaParaTodos</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2021 08:29:39 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="819" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Venezuelavaccini-819x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15253" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Venezuelavaccini-819x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 819w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Venezuelavaccini-240x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Venezuelavaccini-768x960.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Venezuelavaccini.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<p></p>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p>Cosa sta succedendo con i vaccini e la campagna di vaccinazione? Com’è la situazione dei malati e dei deceduti? Cosa sta affrontando il personale sanitario?</p>



<p>In Italia si ricevono notizie e aggiornamenti sul Brasile, sul Messico e certe volte su altri paesi dell’America Latina, ma cosa sta succedendo in Venezuela? Come gestisce la situazione il regime venezuelano dopo l’apparizione del primo caso un anno fa?</p>



<p>Nel nostro primo articolo sul tema <a href="https://www.peridirittiumani.com/2020/04/01/america-latina-diritti-negati-venezuela-e-covid-19/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.peridirittiumani.com/2020/04/01/america-latina-diritti-negati-venezuela-e-covid-19/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> parlavamo già di cifre manipolate dal regime: 42 casi confermati contro i 200 denunciati dall’opposizione. Il 23 aprile 2020 parlavamo di 204 contagi e 9 deceduti. Il 26 luglio 2020, l’informazione era questa: 10.428 casi divisi così: 6.661 asintomatici, 577 con sintomi lievi, 16 con sintomi moderati, 24 in terapia intensiva e sui deceduti si diceva in modo molto confuso che fossero 96 dall’inizio della pandemia. È passato un anno e le cifre ufficiali in data 8 aprile sono queste: 171.373 contagiati confermati e 1.720 decessi.</p>



<p>Il primo medico venezuelano è deceduto il 16 giugno 2020, da quel momento la ONG <em>Médicos Unidos de Venezuela</em> (MUV) iniziò una statistica per monitorare i decessi per Covid-19 nel settore della salute, i morti appartenenti al personale sanitario non erano inseriti nei report ufficiali emessi dal regime. Da quel momento MUV ha condiviso un’informazione opacizzata dal governo identificando le vittime mese dopo mese. Fino allo scorso 8 aprile c’erano 456 lavoratori del settore tra medici, infermieri, personale amministrativo e di servizio ospedaliero e dentisti; più del 25% del totale ufficiale dei morti nel paese. Nel mondo intero si applaude e si sostiene il settore, in Venezuela lo si lascia senza sostegno, senza sicurezza fino a morire. Il problema è che se il personale sanitario si ammala e muore, allora che cura la società civile? A Nicolas Maduro e al suo entourage non importa perché sono già stati vaccinati.</p>



<p>Quali sono i problemi intorno ai vaccini in Venezuela? Dopo pressioni da parte di ONG, enti privati appartenenti a diversi settori, società civile, stampa nazionale, organizzazioni per i diritti umani, forum civili e tanti altri, Venezuela è entrata a far parte del COVAX, il fondo di accesso globale per i vaccini contro Covid-19. Venezuela lo doveva fare attraverso finanziamenti propri. Per l’ennesima volta il governo e l’opposizione condotta da Juan Guaidó, il quale ha la responsabilità di gestire i soldi all’estero dopo le sanzioni, non arrivavano ad un accordo per creare una campagna di vaccinazione massiva. Il regime lamentava che a causa delle sanzioni non si poteva disporre dei soldi necessari, ma pochi giorni fa la Vicepresidente Delcy Rodríguez ha annunciato che il Paese ha consegnato la metà del pago per i vaccini e ha acquisito 11.374.412 di dosi per coprire il 20% della popolazione, dimostrando dunque, che le sanzioni non sono mai state impedimento per alleviare l’emergenza umanitaria creata dal virus. Secondo la Rodríguez è previsto il restante 70% attraverso accordi con Cina, Russia e Cuba. Uno dei problemi è che il governo ha aperto le porte alla sperimentazione clinica dei vaccini cubani Soberana 2 e Abdala.</p>



<p>L’episcopato in Venezuela attraverso un comunicato stampa dichiara: &#8220;Facciamo un forte appello all&#8217;Esecutivo Nazionale, alle autorità sanitarie e a tutte le entità pubbliche e private affinché, pensando al bene delle persone che dovrebbero servire, cerchino un accordo (con l&#8217;adeguata e scientifica consulenza degli specialisti) per ottenere i migliori vaccini che possano essere applicati a tutta la popolazione senza eccezione o discriminazione. Questo eviterà che la nostra popolazione diventi un campo di prova per prodotti non sicuri&#8221;, ha detto a proposito dell’idea di sperimentare sulla pelle dei venezuelani con dei vaccini che non hanno ancora compiuto tutti i test necessari per essere applicati e non hanno ricevuto l’ok dall’OMS.</p>



<p>Chi gioca con la salute delle persone è sempre in agguato, non c’è da sorprendersi se ultimamente i social si sono riempiti di denunce contro una modalità di truffa attraverso WhatsApp. Messaggi di testo dove si offrono in vendita i vaccini e i posti nella lista: “Ciao, sono Maria e volevo dirti che ho un posto nella lista d’attesa per i vaccini. Se sei interessato, avvisami e ti do indicazioni per il pagamento”. Una truffa fatta per il grosso della popolazione poco istruita e disperata.</p>



<p>Un altro fattore è quello della discriminazione nel somministro del vaccino. Le prime campagne di vaccinazione in diversi municipi della capitale sono state eseguite tenendo in considerazione un elenco di persone in possesso della “Tessera della Patria” (cioè, una tessera che vincola al partito Chavista, che monitora le attività politiche delle persone beneficiarie). Questa è una chiara e concreta violazione dei diritti umani, è una discriminazione basata su motivi politici e sul controllo sociale. Il vaccino viene dato a chi è chavista, non a chi è anziano, malato o ai lavoratori della salute. L’accesso alla salute non ha colore, genere, età, religione o credo politico.</p>



<p>Entrando sul sito dell’INPS venezuelano (Instituto Venezolano de los Seguros Sociales-IVSS) si legge questa notizia: “Il vaccino sarà applicato progressivamente agli adulti e agli anziani con qualche comorbidità, (che soffrono di più di una malattia), <strong>registrati nel sistema Carnet de la Patria</strong>, applicando tutte le misure di biosicurezza che il governo nazionale ha implementato in tutto il paese. Con queste azioni, ancora una volta il dignitario venezuelano dimostra la sua intenzione di proteggere la popolazione venezuelana in questa lotta <strong>impari</strong> contro il virus mortale, a causa delle costanti e ingiustificate misure unilaterali imposte dal governo degli Stati Uniti contro il nostro paese.”</p>



<p>Dunque:</p>



<ol><li>La lotta impari è stata creata dalle misure imposte contro il Venezuela e non dal narco regime imperante nella nazione dal 2000 che ha portato il Venezuela al collasso assoluto, per cui il Covid-19 ha trovato pane per i suoi denti in una popolazione sfinita, malata, denutrita con un sistema sanitario inesistente e un paese economica e socialmente depresso grazie anche ad una iperinflazione alle stelle.</li><li>Il somministro del vaccino inizia dagli anziani solo se registrati nel sistema della Tessera della Patria. Mia madre, pensionata di 88 anni, non è registrata nel sistema e non ha diritto al vaccino. Mio zio, pensionato di 84 anni, non è registrato nel sistema e non ha diritto al vaccino. E per una infinità di venezuelani è così, giovani o anziani.</li></ol>



<p>Inoltre, Il Venezuela è anche, insieme al Nicaragua, uno dei pochi paesi che non ha riportato cifre all&#8217;Organizzazione Panamericana della Sanità sui progressi della vaccinazione contro il Covid-19.</p>



<p>Tutte le ONG operative nel paese, enti privati, stampa nazionale, organizzazioni per i diritti umani, forum civili, federazioni mediche, diaspora venezuelana, chiesa cattolica e società civile continuano insieme la lotta per ottenere una campagna di vaccinazione giusta, indiscriminata, gratuita, prioritaria e universale a tutti i venezuelani.</p>



<p>#VacunasYaParaTodos #VacunasParaLosVenezolanos #VzlaMuereSinVacunas #ExigimosVacunacionYa</p>



<p>@MedicosUnidosVe</p>



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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: la frode del 6 dicembre</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 08:22:44 +0000</pubDate>
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<p>di Tini Codazzi</p>



<p>Con le cosiddette “elezioni parlamentari” dello scorso 6 dicembre, il regime Madurista (ormai il Chavismo è un ricordo) ottiene “ufficialmente” il controllo di tutti i poteri. Mancava il potere legislativo visto che la maggioranza dell’Assemblea Nazionale era in mano all’opposizione. Ebbene, domenica 6 dicembre, con appena 30% di partecipazione alle urne, con delle “elezioni” non riconosciute dall’Assemblea, non che dalla comunità internazionale, con in testa Stati Uniti e Comunità Europea, il Madurismo ottiene, secondo il Consiglio Nazionale Elettorale, gestito da loro stessi, la maggioranza dei seggi in Assemblea, cioè la potestà per cambiare leggi, crearne altre a loro scapito, manipolare la politica, affondare ancora di più l’economia e commettere crimini di ogni tipo, ma questa volta, “ufficialmente”. La farsa continua e la stampa internazionale ci casca sempre. Grandi titoloni in prima pagina: “Il Chavismo vince le elezioni in Venezuela”. Non ha vinto niente. Nicolás Maduro ha organizzato una giornata elettorale dove realmente hanno votato pochissimi fedeli, ha comunque manipolato i numeri, senza la presenza di partiti di opposizione, praticamente da solo, in mezzo ad un caos generato anche dal Covid-19, il regime ha poi conteggiato i pochi voti che aveva e quelli che non aveva, nel retro dei loro sporchi covi e ha proclamato al mondo la sua vittoria. I venezuelani sanno che questa è l’ennesima frode elettorale. Il 5 gennaio 2021, Juan Guaidó lascerà la presidenza del Parlamento e in quel momento sarà “ufficiale” il regime.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="640" height="360" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela-fraude2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14906" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela-fraude2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela-fraude2-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p>L’opposizione venezuelana, per contrastare questo nuovo abuso di potere, ha organizzato dal 8 al 12 dicembre una consultazione popolare per rifiutare la frode delle elezioni legislative, una specie di referendum contenente queste tre domande:</p>



<ol><li>“Esigete la cessazione dell&#8217;usurpazione della presidenza da parte di Nicolás Maduro e chiedete elezioni presidenziali e parlamentari libere, eque e verificabili?”</li><li>Rifiutate l&#8217;evento del 6 dicembre organizzato dal regime di Nicolás Maduro e chiedete alla comunità internazionale di ignorarlo?&#8221;</li><li>Chiedete che siano prese le misure necessarie davanti alla comunità internazionale per attivare la cooperazione, l&#8217;accompagnamento e l&#8217;assistenza per salvare la nostra democrazia, assistere alla crisi umanitaria e proteggere la popolazione dai crimini contro l&#8217;umanità</li></ol>



<p>La consultazione è stata organizzata non solo presenziale nelle piazze del paese ma anche online; la diaspora ha potuto così esprimere la sua opinione attraverso internet. Il risultato è stato quasi di sei milioni di persone che hanno risposto Sì a tutti i tre i quesiti, all’interno delle frontiere venezuelane e in giro per il mondo. È chiaro che il regime è sempre più isolato, è sempre più nervoso e quindi vuole tutto il potere per avere “ufficialmente” sotto controllo la popolazione. È anche chiaro che la maggior parte della gente vuole indietro i loro diritti, sa quello che succede ma non riesce a parlare, a sopravvivere, soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria. Quello della libertà di scelta attraverso le elezioni è un diritto che rivogliono indietro tutti i venezuelani.</p>



<p>Stiamo a vedere se il 5 gennaio del 2021, giorno in cui Juan Guaidó perde il suo potere e la sua presidenza dell’Assemblea, i giornali del mondo pubblicheranno in modo corretto i titoli nelle loro prime pagine, cioè: “La dittatura in Venezuela, adesso, è ufficiale”.</p>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela e Covid-19</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2020 07:38:11 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="748" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/covid19-vzla.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13812" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/covid19-vzla.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 748w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/covid19-vzla-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 748px) 100vw, 748px" /></figure></div>



<p></p>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p>Come se non bastasse, in Venezuela, ovviamente è arrivato il COVID19. Certo, siamo tutti completamente sottomessi da questo virus, era prevedibile che Venezuela si unisse al coro.  </p>



<p>La crisi umanitaria che conosciamo e
che ampiamente è stata descritta da noi e da tutti i giornali è
ancora presente, è ancora una realtà, non finirà finché ci sarà
il narco regime di Nicolas Maduro. 
</p>



<p>Le prime informazioni ufficiali dei primi infetti sono state date una decina di giorni fa. Il comunicato ufficiale dichiarava che c’erano 42 casi confermati. Al 19 di marzo, Juan Guaidó dichiarava che c’erano 200 casi confermati e che il regime mentiva e mente, come sempre ha fatto. Maduro si è messo al lavoro immediatamente lanciando la campagna “quarantena sociale”: in sostanza una serie di provvedimenti e campagne per contenere la diffusione del virus ma allo stile surreale e repressivo del regime latinoamericano. Surreale perché si continua a vedere molta gente per strada, accalcati sui camion, che sono diventati da un po’ di tempo i mezzi di trasporto, alcune persone con mascherine, altre no, ma certamente attaccati tra di loro come il tonno in scatola… immagini del metrò di Caracas mentre si fa la disinfestazione ma subito dopo vagoni pieni di gente… Immagini di parenti e amici degli esponenti del regime facendo grandi feste di compleanno al mare, feste di matrimoni di 200 persone, probabilmente infestandone a decine, o per lo meno mettendo in pericolo la popolazione. In TV, Maduro, con mascherina in bocca, parla delle misure da prendere, da rispettare, parla della pozione magica che sta prendendo per combattere il virus, allo stile Harry Potter, ma nella miseria del Venezuela questa pozione è fatta con limone, miele ed erbe aromatiche. Repressiva perché ogni scusa è buona per violare i diritti delle persone, e che migliore scusa che le misure di contenimento per la pandemia. Sono già partite le denunce su venezuelani morti a mano dei paramilitari perché non hanno seguito le regole, giornalisti sequestrati perché hanno fatto il loro dovere di informare sull’emergenza COVID19, deputati perseguitati. Il Coronavirus è usato dal governo come arma per reprimere ancora di più la popolazione, per sospendere “legalmente” tutte le garanzie costituzionali che loro hanno sempre ribadito di rispettare. Adesso, a causa delle restrizioni sanitarie è “legale” spaventare e violentare ancora di più la gente. Il rispetto della quarantena si fa a mazzate, proprio così, a manganellate contro le persone che escono la sera o vanno a comprare cibo o semplicemente devono lavorare.</p>



<p>Senza parlare di quello che succede
nelle carceri con i prigionieri politici, che meriterebbe un capitolo
a parte. Le autorità non prendono le misure necessarie in un posto
che ovviamente è affollato, sporco, pieno di altre malattie. I
famigliari hanno chiesto misure anche per loro visto che si sa
dell’assembramento dilagante nelle carceri, hanno denunciato che
continuano ad essere torturati e derubati, nonostante la situazione,
nonostante tutte le dichiarazioni di organizzazioni sanitarie e dei
diritti umani che chiedono misure speciali per situazioni e luoghi
come carceri, istituti di salute mentale, centri per anziani, ecc.
Una nuova situazione che aiuta a condannare a morte gente che “vive”
in questi posti. 
</p>



<p>Il fatto è che questa pandemia
colpisce un popolo già stremato, all’ultimo delle sue forze. Un
popolo che da anni combatte contro la mancanza di alimenti, di
medicine, contro la inefficienza del sistema sanitario nazionale,
contro la fame e contro altre malattie già esistenti come la
malaria, la tubercolosi, la febbre dengue, ecc. Come fa un paese
senza nessuna risorsa economica e sociale a sopravvivere a questa
pandemia disastrosa? In Europa e negli Stati Uniti stiamo facendo
fatica, come fa un paese come il Venezuela? Con un regime come
questo? Non per essere pessimista, ma il Venezuela rappresenta in
questo momento di crisi un potenziale pericolo epidemiologico per
tutta la regione. È l’emergenza nell’emergenza. Il popolo si
trova a fronteggiare un’emergenza completamente indifeso. Come si
fa a seguire tutte le regole che già conosciamo per contrastare il
contagio se nel paese non c’è acqua, non c’è gas, non c’è
elettricità, non c’è libertà d’informazione, non c’è
benzina, non ci sono alimenti né medicine? Banalmente, come fanno a
lavarsi le mani le persone se a casa non hanno l’acqua e nemmeno i
soldi per comprarsi una saponetta? Come fanno per andare al
supermercato per comprare cibo se non hanno benzina? Come fanno le
persone a seguire una quarantena se non esiste nessun sussidio che li
aiuti? Chi non esce di casa, non lavora, chi non lavoro non guadagna
e muore. Semplice. E’ il caso di Marta che fa la colf in nero
facendo le pulizie nelle poche case di famiglie che si possono
permettere questo “servizio”. Dovrebbe stare a casa e invece va a
lavorare perché altrimenti la sua famiglia muore. E’ il caso di
Roberto che fa il “moto taxi”, che porta i clienti da un luogo
all’altro nella sua moto. Se non fa delle corse, non guadagna e
muore di fame. Tutti e due hanno deciso di lavorare, tanto non si
perde niente, la situazione era già così grave senza Coronavirus,
che a loro non cambia niente. E così per tanti, ma tanti
venezuelani.  
</p>



<p>Continueremo ad informare su questa
situazione perché è nostro dovere, in questo momento di crisi, di
denunciare le gravissime situazioni che questa pandemia comporta nei
paesi del cosiddetto terzo mondo e nei paesi dove vive gente che non
ha niente e che non sa come difendersi da questo disastro.</p>



<p>Questa è la situazione. Cifre reali
non ci sono e non ci saranno mai. Controlli non ci sono e non ci
saranno mai. Tamponi non ci sono e non ci saranno mai.  Aiuti dal
governo-regime non c’è e non ci sarà mai.  Ospedali attrezzati
non ci sono e non ci saranno mai. Si salvi chi può nel far west
venezuelano. 
</p>
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		<title>Venezuela. La Festa dei Lavoratori</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2019 08:53:07 +0000</pubDate>
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<p>di Tini Codazzi</p>
<p>foto di Ramzi Souki</p>
<p><a name="_GoBack"></a>Mentre il mondo festeggiava la Festa dei Lavoratori, in Venezuela il regime festeggiava l’ennesima carneficina contro la popolazione civile. Tra il 30 e il 1° maggio ci sono stati 5 morti ammazzati (di cui 3 minorenni tra i 14 e i 16 anni), 273 detenuti e più di 300 feriti. Tutto questo perché i “comandos” o “paramilitari” del regime hanno risposto alla chiamata di Nicolás Maduro dopo le azioni intraprese dal governo ad interim di Juan Guaidó, all’alba del 30 aprile. Il paese si svegliò con il video messaggio del presidente Guaidó che annunciava l’inizio de “La Operacion Libertad”, affiancato da un gruppo di militari e da Leopoldo López, dirigente politico in prigione da 5 anni, simbolo di questa lotta contro la dittatura. Incredibile vedere Lopez in libertà! E allora qualcosa di importante stava succedendo veramente! Ma cosa? questo fatto rappresentava un cambiamento sostanziale, un passo in avanti importante per raggiungere la libertà, perché: 1) Il direttore del Sebin, cioè, la polizia del regime, aveva avuto il coraggio di liberare López e 2) un gruppo di militari erano passati dalla parte giusta della storia. Non era un golpe di stato, come hanno iniziato a dire alcune testate giornalistiche poco informate, era una ribellione pacifica di civili, autorità del governo e militari.</p>
<p>Purtroppo, le cose non sono mai né bianche né nere, in questa storia così complicata e grave, le sfumature di grigio sono infinite, i fatti poco chiari sono all’ordine del giorno, per cui la mattina che sembrava aver iniziato con la parola speranza, con il passare delle ore si è evidenziata più scura e quelle parole si sono sfumate un po’. Era tutto troppo strano, non si capiva cosa stesse succedendo: dov’è Nicolás Maduro? Non appare in TV, dov’è adesso Leopoldo López? Sembra che sia nella casa dell’ambasciatore di Chile, no, di Spagna. Dove sono tutti questi militari alleati? Guaidó è in pericolo di vita, dov’è? Tutto confuso.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0002.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12473" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0002.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1080" height="1128" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0002.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0002-287x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 287w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0002-768x802.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0002-980x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 980w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></a></p>
<p>Quel giorno in tanti abbiamo pensato: arriverà il giorno della manifestazione del 1° Maggio e il regime si vendicherà… ebbene sì, così è stato ovviamente. Appena sono iniziati i cortei, si sono aperte le danze della repressione con i lacrimogeni, gli spari, i blindati, le gang di comandos impazziti sparando contro persone e cose… il solito copione, e nelle notizie sono venute a gala piano piano i rifiuti sommersi di questa gravissima crisi: la presenza di militari russi, le trattative in quei giorni tra il regime e gli Stati Uniti, le paure del G2 Cubano (immerso nei meandri del potere venezuelano come una piovra) e allora la crisi del 1 maggio venezuelano è diventata una vicenda tra Russia e Stati Uniti, paesi che devono fare i conti con gli orrori del narcotraffico e del terrorismo che hanno superato le frontiere venezuelane. La cosa meno cruciale per il regime è la sua gente, questo è il pezzo della storia meno importante e più sacrificabile per l’asse Venezuela-Cuba-Russia, evidentemente. Più di 32 milioni di persone in crisi, chi a causa della crisi dentro la nazione, chi perché fa parte della massa di emigranti forzati sparsa per il mondo, chi perché era andato via prima della grande crisi ma che adesso lotta, soffre e aiuta da lontano i propri connazionali. Più di 32 milioni di persone sacrificabili che stanno pagando il prezzo più alto.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0003.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12474" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0003.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1080" height="1114" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0003.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0003-291x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 291w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0003-768x792.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0003-993x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 993w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></a></p>
<p>Dunque, la situazione è che siamo in mano a trattative e accordi internazionali a livello politico e diplomatico, perché questa dittatura ormai è un problema geo-politico di livello internazionale. Gli equilibri della regione sono in forte bilico. La situazione non si risolve velocemente ma un passo alla volta e molto lentamente. Nel frattempo, devo ripetere quello che dico sempre: i bambini continuano a morire, anche gli anziani e i malati, la gente sprofonda ancora di più nel buco della disperazione, della fame, dall’impotenza, della tristezza e ultima ma non meno importante, della disoccupazione, per finire alla grande il nostro misero e tragico 1° Maggio.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0005.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12475" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0005.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1080" height="1098" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0005.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0005-295x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 295w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0005-768x781.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG-20190505-WA0005-1007x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1007w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></a></p>
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		<title>Venezuela. Le manifestazioni di sabato scorso a Caracas</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2019 07:33:51 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione Per i Diritti umani</strong></em> pubblica alcuni video che testimoniano la situazione di sabato scorso in Venezuela. I video arrivano direttamente da Caracas, grazie alle riprese di persone che vivono lì. Ognuno è libero, poi, di farsi la propria opinione.</p>
<p>Aspettiamo che l&#8217;Italia prenda una decisione riguardo al suo appoggio a Guaidò.</p>
<p>E ringraziamo la nostra Tini Codazzi per averci inviato i video.</p>
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