<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>leader Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/leader/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/leader/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Thu, 11 Jan 2024 08:40:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>leader Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/leader/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Turchia: Selahattin Demirtaş a processo. Proposte di misure concrete per una soluzione della questione curda</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/01/11/turchia-selahattin-demirtas-a-processo-proposte-di-misure-concrete-per-una-soluzione-della-questione-curda/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/01/11/turchia-selahattin-demirtas-a-processo-proposte-di-misure-concrete-per-una-soluzione-della-questione-curda/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2024 08:38:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Ankara]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Demirtas]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
		<category><![CDATA[leader]]></category>
		<category><![CDATA[libertadiespressione]]></category>
		<category><![CDATA[massmedia]]></category>
		<category><![CDATA[minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[Pkk]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[tribunare]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17355</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’ex co-presidente del partito HDP Selahattin Demirtaş, che da questa settimana è sotto processo presso un tribunale penale di Ankara nel cosiddetto processo Kobane, nel suo discorso di difesa ha proposto passi concreti per&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/01/11/turchia-selahattin-demirtas-a-processo-proposte-di-misure-concrete-per-una-soluzione-della-questione-curda/">Turchia: Selahattin Demirtaş a processo. Proposte di misure concrete per una soluzione della questione curda</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/cu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="464" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/cu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17356" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/cu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/cu-300x174.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/cu-768x445.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p>L’ex co-presidente del partito HDP Selahattin Demirtaş, che da questa settimana è sotto processo presso un tribunale penale di Ankara nel cosiddetto processo Kobane, nel suo discorso di difesa ha proposto passi concreti per risolvere pacificamente la questione curda in Turchia.<br>Purtroppo, i politici e i media in Europa non si sono praticamente accorti di questo processo e del “piano di pace” proposto. Demirtaş ha proposto sette passi per risolvere il conflitto – che dura dalla fondazione della Repubblica di Turchia oltre 100 anni fa – e le relative guerre, espulsioni, movimenti di rifugiati, violazioni dei diritti umani e crimini di guerra attraverso i negoziati. Come primo passo, il 51enne, in carcere dal 2016, chiede la fine della “lotta armata” tra l’esercito turco e il PKK curdo.</p>



<p>Affinché entrambe le parti possano tornare a parlarsi, è necessario rimuovere “tutti gli ostacoli legali e amministrativi alla politica democratica” in Turchia. Il diritto alla protesta pacifica, agli scioperi, all’auto-organizzazione e alla libertà di espressione deve essere garantito e allineato agli standard europei e universali. La terza richiesta riguarda il luogo in cui si svolgono le proposte e i<br>dibattiti politici sulla soluzione della questione del Kurdistan.<br>Secondo Demirtaş, questo luogo è il Parlamento, la “Grande Assemblea Nazionale della Turchia”. Per questo, il Paese ha bisogno di una nuova costituzione civile e liberal-democratica.</p>



<p>Questa nuova costituzione dovrebbe “riconoscere i curdi come popolo, garantire il libero uso della loro lingua madre in tutti i settori, la<br>conservazione e lo sviluppo della loro storia e cultura, la loro auto-organizzazione con una propria identità e il diritto all’auto-amministrazione”. Inoltre, è necessario indagare sui crimini del passato e avviare una rivalutazione critica della storia del Paese.<br>Infine, le decine di migliaia di persone imprigionate per motivi politici devono essere rilasciate.</p>



<p>La leadership turca purtroppo non risponderà a nessuna delle proposte di Demirtas. I politici curdi hanno ripetutamente avanzato queste proposte.<br>La soluzione pacifica della questione curda non sta fallendo a causa della mancata volontà di compromesso dei curdi. Piuttosto, lo Stato<br>turco insiste a risolvere la questione con la guerra, la violenza, l’espulsione, l’assimilazione forzata, i procedimenti penali e le prigioni.</p>



<p>Il “Processo Kobane” si occupa degli eventi relativi alla città di confine curdo-siriana di Kobane, assediata dall’IS nel 2014/15.<br>All’epoca, l’esercito turco impedì ai Curdi turchi di andare in soccorso dei loro parenti dall’altra parte del confine. All’epoca Demirtaş aveva invitato a protestare contro questa situazione.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/01/11/turchia-selahattin-demirtas-a-processo-proposte-di-misure-concrete-per-una-soluzione-della-questione-curda/">Turchia: Selahattin Demirtaş a processo. Proposte di misure concrete per una soluzione della questione curda</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/01/11/turchia-selahattin-demirtas-a-processo-proposte-di-misure-concrete-per-una-soluzione-della-questione-curda/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La nonviolenza attiva è la chiave per smantellare tutte le guerre</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/12/05/la-nonviolenza-attiva-e-la-chiave-per-smantellare-tutte-le-guerre/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/12/05/la-nonviolenza-attiva-e-la-chiave-per-smantellare-tutte-le-guerre/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Dec 2023 13:22:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#armamenti]]></category>
		<category><![CDATA[#noagliarmamenti]]></category>
		<category><![CDATA[#noalleguarre]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[attiviste]]></category>
		<category><![CDATA[attivisti]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadinanzattiva]]></category>
		<category><![CDATA[cittadine]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerrecivili]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[leader]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[noallearmi]]></category>
		<category><![CDATA[nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[piazza]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politicadalbasso]]></category>
		<category><![CDATA[popolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[presidio]]></category>
		<category><![CDATA[trattative]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17311</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sabato 2 Dicembre ore 15:00 Luogo: Milano p.zza XXV Aprile: “La nonviolenza attiva è la chiave per smantellare tutte le guerre” Sabato scorso a Milano si sono trovati attiviste e attivisti di varie associazioni&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/12/05/la-nonviolenza-attiva-e-la-chiave-per-smantellare-tutte-le-guerre/">La nonviolenza attiva è la chiave per smantellare tutte le guerre</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/pax.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/pax-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17312" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/pax-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/pax-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/pax-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/pax-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/pax.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2040w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Sabato 2 Dicembre ore 15:00 Luogo: Milano p.zza XXV Aprile: “La nonviolenza attiva è la chiave per smantellare tutte le guerre” </p>



<p>Sabato scorso a Milano si sono trovati attiviste e attivisti di varie associazioni per manifestare il dissenso contro ogni guerra e ogni forma di violenza. In quest’occasione si è prodotto un video fotografico. Alcuni membri delle associazioni hanno fermato i passanti e chiesto loro se desideravano farsi fotografare, la risposta è stata positiva. Si è prodotto anche un disegno con gessetti sotto l’arco fatto da alcuni bambini presenti. </p>



<p>Associazioni che hanno partecipato: Associazione Per i diritti umani che ha organizzato l&#8217;evento, Mondo Senza Guerre e Senza Violenza, organizzazione internazionale umanista,&nbsp;Energia per i Diritti Umani onlus.</p>



<p></p>



<p>Associazione Per i diritti umani ringrazia tutte e tutti coloro che hanno partecipato e contribuito all&#8217;organizzazione del pomeriggio e anche tutte e tutti coloro che &#8220;ci hanno messo la faccia&#8221;, la voce e il cuore!</p>



<p>Ecco il video: </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="La nonviolenza attiva è la chiave per smantellare tutte le guerre" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/3H31FFaaO80?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>Grazie!</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/12/05/la-nonviolenza-attiva-e-la-chiave-per-smantellare-tutte-le-guerre/">La nonviolenza attiva è la chiave per smantellare tutte le guerre</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/12/05/la-nonviolenza-attiva-e-la-chiave-per-smantellare-tutte-le-guerre/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il rapporto. Così il silenzio uccide in 169 guerre nel mondo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/05/06/il-rapporto-cosi-il-silenzio-uccide-in-169-guerre-nel-mondo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/05/06/il-rapporto-cosi-il-silenzio-uccide-in-169-guerre-nel-mondo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2022 08:06:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Avvenire]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[comunitàinternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[governi]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[ideologia]]></category>
		<category><![CDATA[leader]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[scontri]]></category>
		<category><![CDATA[silenzio]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16354</guid>

					<description><![CDATA[<p>da avvenire.it Lucia Capuzzi domenica 1 maggio 2022Nel disinteresse quasi totale del mondo, ogni anno si combattono conflitti nascosti o ben lontani dai riflettori dei media Africa e Asia restano i Continenti che sopravvivono nel&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/05/06/il-rapporto-cosi-il-silenzio-uccide-in-169-guerre-nel-mondo/">Il rapporto. Così il silenzio uccide in 169 guerre nel mondo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>da avvenire.it </p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Lucia Capuzzi domenica 1 maggio 2022Nel disinteresse quasi totale del mondo, ogni anno si combattono conflitti nascosti o ben lontani dai riflettori dei media Africa e Asia restano i Continenti che sopravvivono nel buio informativo</p>



<p><img src="https://www.avvenire.it/c/2022/PublishingImages/41ad1e8c323942ad8a9c86d9f7251546/05013o9o_80041698.jpg?width=1024&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Un ragazzino con il kalashnikov nel 1998 in Congo"></p>



<p>Un ragazzino con il kalashnikov nel 1998 in Congo &#8211; Ansa<a href="https://twitter.com/share?url=https%3a%2f%2fwww.avvenire.it%2fmondo%2fpagine%2fil-silenzio-uccide-in-169-guerre%3ffbclid%3dIwAR2yqTAci4oao9TzFCvaGE_xAOaNAC1nu7vvVf_h3MyxxcJSmr3R5akdKdQ&amp;text=Cos%C3%AC%20il%20silenzio%20uccide%20in%20169%20guerre%20nel%20mondo&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p><a href="mailto:?Subject=Avvenire%20%20il-silenzio-uccide-in-169-guerre&amp;Body=Vorrei%20condividere%20con%20te%20questo%20articolo%20https://www.avvenire.it/mondo/pagine/il-silenzio-uccide-in-169-guerre?fbclid=IwAR2yqTAci4oao9TzFCvaGE_xAOaNAC1nu7vvVf_h3MyxxcJSmr3R5akdKdQ&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></p>



<p>Lo dice la parola stessa. Guerra deriva dal termine germanico&nbsp;<em>werra,</em>&nbsp;cioè mischia furibonda, dove le parti si affrontano in un corpo a corpo rozzo, sconnesso, disorganico. «Werra» è, dunque, sinonimo di caos. Non sorprende che nelle epoche di elevata instabilità geopolitica, le guerre si moltiplichino.​</p>



<p>Del resto, ricordava la filosofa Hannah Arendt, esse non servono a ristabilire i diritti, bensì a ridefinire i poteri. Più che la prosecuzione della politica con altri mezzi – come sosteneva Von Clausewitz –, sono la certificazione del suo fallimento. In questo tempo di crisi della politica e del suo principale riferimento – lo Stato nazione –, nuove fiammate belliche si sommano a vecchi scontri irrisolti.​</p>



<p>Il risultato è un susseguirsi di crisi a intensità variabile che si consumano in gran parte nel Sud del mondo e, per questo a differenza per esempio dell’Ucraina, a distanza incommensurabile dalla ribalta mediatica. Il “Conflict data program” della prestigiosa Università svedese di Uppsala ne ha censito 169 nel 2020, l’ultimo anno per cui i dati sono disponibili, per un totale di oltre 81.447 vittime. Un nuovo record, dopo 5 anni di relativo calo.</p>



<p>E da allora lo scenario è ulteriormente peggiorato. «Terza guerra mondiale a pezzi», non si stanca di definirla, fin dal 2014, papa Francesco. Solo tre dei 169 conflitti registrati implicano un confronto militare “classico” fra Stati: India-Pakistan per il controllo del Kashimir, Cina-India per la questione dell’Aksai Chin o Arunchal Pradesh e Israele-Iran, oltre ora a Russia e Ucraina. Il fatto è che nel Novecento, lo scenario bellico ha subito una «mutazione genetica», accelerata nell’ultimo quarto del secolo scorso. Se la Guerra fredda aveva articolato la conflittualità intorno a un unico spartiacque ideologico, dalla sua fine questa ha assunto connotati sempre più cangianti</p>



<p>.<img src="https://www.avvenire.it/c//2022/PublishingImages/41ad1e8c323942ad8a9c86d9f7251546/77e5136f6e_80041699.jpg?width=620&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="il centro di Aleppo devastato nel 2015"></p>



<p>il centro di Aleppo devastato nel 2015 &#8211; Ansa</p>



<p>A dominare il panorama sono, ora più che mai, i conflitti interni o “intra-statali”. «A volte, un gruppo ribelle impugna le armi contro il governo come al-Shabaab in Somalia o i taleban in Afghani- stan, prima che questi ultimi prendessero il potere lo scorso agosto – spiega Therese Pettersson, coordinatrice del Conflict data program –. Ne abbiamo individuati 53. Altre, l’attore Stato non è coinvolto. In 72 conflitti, le parti in lotta sono milizie di vario tipo che disputano il controllo di un territorio. Vi sono, infine, ventuno crisi create da organizzazioni – statali o non – che prendono di mira deliberatamente i civili». Un filo rosso unisce questo sfaccettato poliedro bellico: la tendenza crescente da parte di attori esterni di supportare militarmente uno dei contendenti. «Proxy war», «guerre per procura », le chiamano vari analisti. «Sono stati gli scontri interni a produrre le conseguenze umanitarie più gravi nei decenni post-Guerra fredda.</p>



<p>È sufficiente ricordare il dramma della Siria, dell’Afghanistan, dell’Iraq e dello Yemen. Le due eccezioni sono le guerre statuali tra Etiopia ed Eritrea (1999-2000) e quella in corso tra Mosca e Kiev», aggiunge Pettersson. Il numero dei caduti negli scontri, inoltre, è solo uno delle tragedie causate dai conflitti. «La durata è un elemento cruciale. Quanto più lo scontro si protrae nel tempo, tanto più le conseguenze umanitarie rischiano di essere catastrofiche, indipendentemente dalla sua intensità, come vediamo in Sud Sudan, Nigeria, Congo, Sudan, Somalia », calcola Robert Blecher, direttore del Future of conflict program dell’International crisis group. Una gravità, quella delle guerre prolungate, inversamente proporzionale all’attenzione internazionale, assuefatta di fronte alla cronicizzazione di crisi «lontane». I due fattori – morti e tempo – si sono intrecciati in modo perverso nella guerra afghana, conferendole il tremendo titolo più lunga e più letale: va avanti ininterrottamente, fra picchi di brutalità e timide frenate, dal 1978.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>Le mille facce del dominio armato</strong></p>



<p><strong>5 mila i morti in più nel 2020</strong>&nbsp;(sono stati in totale 81.447) rispetto all’anno precedente</p>



<p><strong>72</strong>&nbsp;le guerre fra milizie non statali e&nbsp;<strong>21</strong>&nbsp;quelle con governi o gruppi contro i civili</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>​</p>



<p>L’emergenza fame, seguita alla riconquista di Kabul da parte dei taleban, ne è solo un’altra sfaccettatura. Secondo Blecher, infine, va incluso a pieno titolo nella categoria dei conflitti, la violenza che dilania buona parte dell’America Latina, ufficialmente “al riparo” dalla bufera bellica dall’accordo di pace in Colombia nel 2016. La realtà, purtroppo, è di segno opposto. La narco-guerra messicana, la feroce anarchia haitiana o gli scontri delle gang in Centramerica hanno costi umanitari e dinamiche a tutti gli effetti bellici. È lo svelamento di quanto affermava Hannah Arendt: il cuore della guerra – di ogni guerra, comunque la si definisca – è la ridefinizione del potere.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/05/06/il-rapporto-cosi-il-silenzio-uccide-in-169-guerre-nel-mondo/">Il rapporto. Così il silenzio uccide in 169 guerre nel mondo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/05/06/il-rapporto-cosi-il-silenzio-uccide-in-169-guerre-nel-mondo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. L’ennesimo colpo di stato: è il turno del Burkina Faso</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/02/08/stay-human-africa-lennesimo-colpo-di-stato-e-il-turno-del-burkina-faso/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/02/08/stay-human-africa-lennesimo-colpo-di-stato-e-il-turno-del-burkina-faso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2022 08:05:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Stay Human Africa]]></category>
		<category><![CDATA[@peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[BurkinaFaso]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[colpodistato]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[golpe]]></category>
		<category><![CDATA[Kaborè]]></category>
		<category><![CDATA[leader]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16119</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi Con il classico comunicato stampa letto nella serata del 23 gennaio alla tv nazionale, la cui sede era occupata già dal primo mattino, i militari del Movimento patriottico per la salvaguardia&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/02/08/stay-human-africa-lennesimo-colpo-di-stato-e-il-turno-del-burkina-faso/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. L’ennesimo colpo di stato: è il turno del Burkina Faso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Burkina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="640" height="427" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Burkina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16120" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Burkina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Burkina-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>



<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p></p>



<p>Con il classico comunicato stampa letto nella serata del 23 gennaio alla tv nazionale, la cui sede era occupata già dal primo mattino, i militari del Movimento patriottico per la salvaguardia e la restaurazione (Mpsr) fedeli al tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba hanno annunciato di aver esautorato dal potere il presidente del Burkina Faso Roch Marc Christian Kaborè per “manifesta incapacità di garantire la sicurezza”.</p>



<p>Questa notizia, per gli studiosi di Africa, era attesa già da mesi: dalle elezioni del novembre 2020, a seguito delle quali si scatenarono violenze e contestazioni in relazione al fatto che più di 400.000 persone non avevano potuto esprimere il loro voto a causa dello smarrimento dei loro documenti conseguente ai numerosi attacchi terroristici. Sospetti brogli elettorali che hanno, quindi, portato alla rielezione del presidente Kaborè.</p>



<p>Prendo spunto dai fatti degli ultimi giorni per parlare di quella che possiamo definire “epidemia di colpi di stato”: il Burkina Faso è, infatti, il terzo paese a subire un colpo di stato nel giro di pochi mesi (dopo <a href="https://www.peridirittiumani.com/2022/01/07/stay-human-africa-guinea-un-vescovo-a-sostegno-della-giunta-militare/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Guinea</a> e <a href="https://www.peridirittiumani.com/2020/08/22/stay-human-africa-colpo-di-stato-in-mali/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Mali</a>). Questo accade solo negli ultimi mesi ma, se vediamo la storia degli stati africani dagli anni ‘60 ad oggi ci accorgiamo che i colpi di stato sono stati veramente tanti: Ciad, Sudan e Nigeria per citarne solo alcuni.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Coup d&#039;Etat: Burkina Faso Soldiers Oust President As They Announce Takeover, Dissolve Parliament" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/khnMxLYd3f0?start=2&#038;feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p>Ovviamente cercare di riassumere in maniera sommaria le cause di tutto ciò è pressoché impossibile ma qualche elemento in comune tra gli ultimi golpe lo possiamo trovare: la crisi dell’economia, &nbsp;la <strong>disoccupazione,</strong>&nbsp;la <strong>povertà,</strong>&nbsp;l’ampliarsi della&nbsp;<strong>minaccia terroristica,</strong>&nbsp;<strong>l’insoddisfazione profonda</strong>&nbsp;delle popolazioni per i precedenti governanti, la disaffezione verso il periodico ricorso alle elezioni, e <strong>le mancate promesse&nbsp;</strong>dei leader eletti. L’impasse nella lotta al terrorismo abbinato alla fragilità della società è forse la causa principale: in Burkina Faso l’attacco jihadista di Inata, a novembre, ha causato la morte di una cinquantina di gendarmi, segnando un punto di svolta. La gestione del presidente Kaboré e la sua scelta di appoggiare le milizie dei villaggi, insieme al valzer dei ministri della difesa e all’assenza di risultati, hanno segnato le sua sorte.</p>



<p>L’impatto di questo golpe si sentirà più che altro nella reazione dei paesi limitrofi e dell’Unione Africana che, notizia di poche ore fa, ha sospeso il Burkina Faso a seguito del colpo di stato. Come scritto da Giuseppe Mistretta di ISPI ” <em>(….)&nbsp;le reazioni più incisive sono provenute dagli Stati limitrofi, dall’Ecowas&nbsp;(organismo economico regionale dell’Africa Occidentale),&nbsp;e dall’Unione Africana, organizzazione panafricana per eccellenza. Esse sono consistite sia in&nbsp;Dichiarazioni politiche pubbliche di forte critica&nbsp;nei confronti degli autori dei colpi di Stato, sia in&nbsp;misure sanzionatorie&nbsp;individuali (blocco dei conti correnti esteri, divieto di viaggiare verso altri Paesi, etc.), sia nella&nbsp;sospensione della membership&nbsp;dei Paesi “golpisti”, adottata da parte dell’organismo dell’Africa occidentale e dall’UA.</em></p>



<p>In molte riviste leggo commenti sul come Inata rappresenti la goccia che ha fatto traboccare il vaso e del resto anche io ho iniziato questo scritto dicendo che noi studiosi di Africa ci aspettavamo questa notizia. Questa è la verità e la ribadisco ma il punto che vorrei approfondire è la figura dei militari: strutture non democratiche né elette dal popolo che garantiscono ai civili sicurezza, più di un Presidente e di un governo eletto democraticamente. I così detti gruppi di autodifesa che in Africa sono in aumento a causa della mancanza di governi competenti, rappresentano una minaccia e contemporaneamente una rassicurazione per i civili.</p>



<p>Per rispondere a queste affermazioni non basta mettere sul piatto solo e sempre povertà e terrorismo ma anche, mio personale parere, il ruolo che l’Unione Europea ha avuto e tutt’ora ha nel continuo tentativo di sostenere e diffondere lo spirito e la pratica dei valori democratici e dello Stato di diritto.</p>



<p>Qualcosa non funziona, mi sembra chiaro.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/02/08/stay-human-africa-lennesimo-colpo-di-stato-e-il-turno-del-burkina-faso/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. L’ennesimo colpo di stato: è il turno del Burkina Faso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/02/08/stay-human-africa-lennesimo-colpo-di-stato-e-il-turno-del-burkina-faso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa sta succedendo in Guinea</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/09/20/cosa-sta-succedendo-in-guinea/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/09/20/cosa-sta-succedendo-in-guinea/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 07:08:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[colpodistato]]></category>
		<category><![CDATA[Conacry]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guinea]]></category>
		<category><![CDATA[Guterres]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[leader]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15635</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli Domenica 5 settembre, il colonnello Mamady Doumbouya e un gruppo di soldati sono apparsi sulla TV di stato in Guinea, annunciando di aver deposto il presidente Alpha Condé e sciolto il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/09/20/cosa-sta-succedendo-in-guinea/">Cosa sta succedendo in Guinea</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="813" height="558" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/calles-guinea-golpe-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15636" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/calles-guinea-golpe-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 813w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/calles-guinea-golpe--300x206.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/calles-guinea-golpe--768x527.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 813px) 100vw, 813px" /></figure>



<p>di Nicole Fraccaroli </p>



<p>Domenica 5 settembre, il colonnello Mamady Doumbouya e un gruppo di soldati sono apparsi sulla TV di stato in Guinea, annunciando di aver deposto il presidente Alpha Condé e sciolto il governo. Secondo i rapporti locali, domenica scorsa sono stati uditi pesanti colpi di arma da fuoco vicino al palazzo presidenziale nella capitale, Conakry. Il cosiddetto &#8220;Comitato nazionale per il raduno e lo sviluppo&#8221; (CNRD) ha affermato di prendere il potere per affrontare la corruzione, la cattiva gestione del governo e le violazioni dei diritti umani. Il CNRD ha anche promesso che sarebbe stata emanata una nuova costituzione “più inclusiva”.</p>



<p>Per quasi due anni i guineani hanno protestato contro la leadership del presidente Condé, in particolare in vista di un controverso referendum costituzionale nel marzo 2020 che gli ha permesso di candidarsi per un terzo mandato. A seguito di una campagna elettorale caratterizzata da incitamento all&#8217;odio, e mobilitazione etnica, almeno 20 persone sono state uccise durante le proteste per la rielezione di Condé nell&#8217;ottobre dello scorso anno. Durante le proteste, secondo quanto riferito, le forze di sicurezza si sono scontrate con i sostenitori dell&#8217;opposizione e hanno usato munizioni vere contro i manifestanti. Il principale candidato dell&#8217;opposizione alle elezioni, Cellou Dalein Diallo, ha accolto con favore il colpo di stato di domenica, definendolo &#8220;una vittoria del nostro popolo e il fallimento del regime dittatoriale&#8221;.</p>



<p>Tuttavia, i leader internazionali e le organizzazioni regionali, tra cui l&#8217;Unione africana (UA), hanno criticato il colpo di stato. Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha dichiarato: &#8220;Condanno fermamente qualsiasi acquisizione del governo con la forza delle armi e chiedo l&#8217;immediato rilascio del presidente Alpha Condé&#8221;. Il 6 settembre il presidente del Ghana e attuale presidente della Comunità Economica degli Stati dell&#8217;Africa occidentale (ECOWAS), Nana Addo Dankwa Akufo-Addo, ha chiesto il rilascio del presidente Condé e ha minacciato sanzioni regionali se la Guinea non dovesse tornare all&#8217;ordine costituzionale. L&#8217;ECOWAS si è riunito mercoledì 8 settembre, e ha deciso di inviare una missione di alto livello in Guinea.</p>



<p>Conflitti politici, repressione militare e tensioni etniche hanno già provocato atrocità in Guinea. Il 28 settembre 2009 gruppi di opposizione hanno organizzato una manifestazione in uno stadio a Conakry per protestare contro l&#8217;intenzione dichiarata del leader della giunta, il capitano Dadis Camara, di infrangere la sua promessa di cedere il potere al governo civile nelle elezioni del gennaio 2010. Le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco sulla folla, provocando oltre 150 morti e 1.200 feriti, e hanno anche commesso stupri e violenze sessuali su vasta scala.</p>



<p>Una commissione d&#8217;inchiesta incaricata dalle Nazioni Unite ha successivamente concluso che i crimini perpetrati dalle forze di sicurezza facevano parte di un &#8220;attacco diffuso e sistematico&#8221;, che potrebbe configurarsi come crimini contro l&#8217;umanità. Decine di persone sono state uccise anche durante le violenze tra manifestanti e forze di sicurezza in vista delle elezioni legislative del 2013.</p>



<p>Il leader del colpo di stato, colonnello Mamady Doumbouya, ha detto ai ministri che hanno prestato servizio nel governo di Condé che non ci sarebbe stata una caccia alle streghe contro gli ex funzionari.</p>



<p>Il colonnello Doumbouya ha affermato che i suoi soldati hanno preso il potere perché volevano porre fine alla corruzione dilagante, alle violazioni dei diritti umani e alla cattiva gestione.</p>



<p>Il veterano leader dell&#8217;opposizione è stato eletto per la prima volta nel 2010 durante il primo trasferimento di potere democratico del paese. Nonostante abbia supervisionato alcuni progressi economici, da allora è stato accusato di essere responsabile per numerose violazioni dei diritti umani e molestie nei confronti dei suoi critici.</p>



<p>Mamoudou Nagnalen Barry, un membro fondatore del Fronte nazionale per la difesa della Costituzione (FNDC), all&#8217;opposizione, ha dichiarato alla BBC di provare sentimenti contrastanti per il colpo di stato, ma che per lo più lo ha accolto favorevolmente. &#8220;Dirò che sono tristemente contento di quello che è successo&#8221;, ha detto. &#8220;Non vogliamo essere felici con un colpo di stato, ma in determinate circostanze come [quelle] in Guinea ora, diremo che siamo davvero felici di ciò che sta accadendo perché senza quello, il paese sarà bloccato nel potere infinito di una persona che vuole rimanere al potere per sempre.&#8221;</p>



<p>Il colpo di stato della Guinea rappresenta la quarta volta che l&#8217;Africa occidentale assiste ad un tentativo di minare la democrazia nella regione dall&#8217;agosto 2020.</p>



<p>Il colonnello ha promesso un governo di transizione di unità nazionale e una &#8220;nuova era per la governance e lo sviluppo economico&#8221;. Ma non ha ancora spiegato esattamente cosa ciò comporterà, né ha dato un lasso di tempo.</p>



<p>Il principale leader dell&#8217;opposizione guineana, Cellou Dalein Diallo, ha riferito di non essere stato ancora consultato sulla transizione ma di essere pronto a partecipare. &#8220;Invieremo rappresentanti, perché no, a partecipare al processo per riportare il paese all&#8217;ordine costituzionale&#8221;, ha detto Diallo, un ex primo ministro che è arrivato secondo a Condé in tre elezioni consecutive, l&#8217;ultima volta lo scorso ottobre.</p>



<p>Elisabeth Pramendorfer, Senior Human Rights Officer presso il Global Center for the Responsibility to Protect, ha affermato che, &#8220;indipendentemente dall&#8217;esito del [recente] colpo di stato, l&#8217;ECOWAS, l&#8217;UA e le Nazioni Unite devono garantire che i diritti umani di tutto il popolo della Guinea siano rispettati e garantiti.”</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/09/20/cosa-sta-succedendo-in-guinea/">Cosa sta succedendo in Guinea</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/09/20/cosa-sta-succedendo-in-guinea/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Leader di opposizione bielorussa fatta sparire a Minsk</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/09/08/leader-di-opposizione-bielorussa-fatta-sparire-a-minsk/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/09/08/leader-di-opposizione-bielorussa-fatta-sparire-a-minsk/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 07:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Bachelet]]></category>
		<category><![CDATA[Bielorussia]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[esercito]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[leader]]></category>
		<category><![CDATA[Lukashenko]]></category>
		<category><![CDATA[manifestanti]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Kolesnikova]]></category>
		<category><![CDATA[Minsk]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizia]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14585</guid>

					<description><![CDATA[<p>E&#8217; di ieri la notizia della scomparsa di Maria Kolesnikova, una dei leader dell’opposizione bielorussa; sarebbe stata rapita da uomini incappucciati non identificati nel centro della capitale Minsk. La notizia è stata diffusa dal sito&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/09/08/leader-di-opposizione-bielorussa-fatta-sparire-a-minsk/">Leader di opposizione bielorussa fatta sparire a Minsk</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="630" height="420" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/5f565d451e0000910a475305.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14586" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/5f565d451e0000910a475305.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 630w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/5f565d451e0000910a475305-300x200.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></figure>



<p>E&#8217; di ieri la notizia della scomparsa di Maria Kolesnikova, una dei leader dell’opposizione bielorussa; sarebbe stata rapita da uomini incappucciati non identificati nel centro della capitale Minsk. La notizia è stata diffusa dal sito locale di notizie<a href="https://news.tut.by/economics/699502.html#ua:main_news~1?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong> </strong><em><strong>Tut.by</strong></em></a> che ha riportato la testimonianza di una donna che raccontava di aver visto i rapitori costringere la Kolesnikova a salire su un minivan e scappare via. Oltre a Kolesnikova non sarebbero più reperibili anche altri tre membri del consiglio di coordinamento dell’opposizione Anton Rodnenkov, Ivan Kravtsov e Maxim Bogretsov.</p>



<p>Lo scorso 31 agosto Kolesnikova, che è una flautista e insegnante di musica, aveva annunciato che avrebbe fondato un nuovo partito d’opposizione insieme ai sostenitori di Viktor Babariko, un ex banchiere che aveva tentato di candidarsi alle ultime presidenziali contro Lukashenko e che Kolesnikova aveva sostenuto, ma che era stato arrestato prima delle elezioni.</p>



<p>Migliaia di persone si sono radunate nelle strade e nelle piazze di Minsk, la capitale della Bielorussia, per protestare contro il presidente Alexander Lukashenko, accusato di aver manipolato le recenti elezioni per ottenere il sesto mandato presidenziale.</p>



<p>Svetlana Tikhanovskaya, principale candidata di opposizione, è tornata in pubblico dopo la fuga in Lituania e qualche giorno di silenzio; l’Unione Europea ha diffuso un duro comunicato in cui ha detto di non riconoscere il risultato delle elezioni.</p>



<p>Per la prima volta in ventisei anni, dicono in molti, Lukashenko sembra in seria difficoltà, ma dalla sua parte ha ancora l’esercito e la Russia.</p>



<p>Le proteste sono state represse con forza dal governo, che è accusato di aver rastrellato indiscriminatamente le persone per le strade, per grandissima parte pacifiche, e averne arrestate oltre 6.000 in tre giorni. Il ministero dell’Interno bielorusso ha detto che c’erano stati circa tremila arresti dopo le manifestazioni di lunedì notte, duemila dopo quelle di martedì e altri mille mercoledì. I dati sono stati confermati dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, che ha condannato la repressione violenta delle proteste. Un numero così alto di arresti, tra cui ci sarebbero anche minorenni, secondo Bachelet è una «chiara violazione degli standard internazionali sui diritti umani». Chiedendo il rilascio di tutti i manifestanti detenuti illegalmente, Bachelet ha aggiunto: «Ancora più preoccupanti sono le notizie di maltrattamenti durante e dopo la detenzione».</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/09/08/leader-di-opposizione-bielorussa-fatta-sparire-a-minsk/">Leader di opposizione bielorussa fatta sparire a Minsk</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/09/08/leader-di-opposizione-bielorussa-fatta-sparire-a-minsk/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Turchia/Siria: Abu-Bakr Al-Baghdadi morto ad Idlib. Il leader dell&#8217;IS viveva al confine con la Turchia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/10/29/turchia-siria-abu-bakr-al-baghdadi-morto-ad-idlib-il-leader-dellis-viveva-al-confine-con-la-turchia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/10/29/turchia-siria-abu-bakr-al-baghdadi-morto-ad-idlib-il-leader-dellis-viveva-al-confine-con-la-turchia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 08:49:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[AlBaghdadi]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[associaizone]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
		<category><![CDATA[attentati]]></category>
		<category><![CDATA[confine]]></category>
		<category><![CDATA[curdi]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[Erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[esercito]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Idlib]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[IS]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdi]]></category>
		<category><![CDATA[leader]]></category>
		<category><![CDATA[minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[terroristi]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13208</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo la morte del leader del cosiddetto Stato Islamico (IS) Abu-Bakr al-Baghdadi, l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) non può fare a meno di chiedersi come sia stato possibile che il terrorista più cercato&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/10/29/turchia-siria-abu-bakr-al-baghdadi-morto-ad-idlib-il-leader-dellis-viveva-al-confine-con-la-turchia/">Turchia/Siria: Abu-Bakr Al-Baghdadi morto ad Idlib. Il leader dell&#8217;IS viveva al confine con la Turchia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p> <br></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="500" height="300" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/500.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13209" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/500.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/500-300x180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure></div>



<p>Dopo la morte del leader del cosiddetto Stato Islamico (IS) Abu-Bakr al-Baghdadi, l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) non può fare a meno di chiedersi come sia stato possibile che il terrorista più cercato al mondo abbia vissuto per mesi indisturbato nella regione siriana di Idlib, in una zona controllata da anni dall&#8217;esercito turco e dalle milizie islamiche sue alleate, nonché nelle dirette vicinanze della frontiera con la Turchia. Già lo scorso 25 marzo 2019 un portavoce delle Unità di Autodifesa YPG aveva dichiarato che Al-Baghdadi si trovava con<br>molta probabilità ad Idlib.</p>



<p>L&#8217;esercito di Erdogan mantiene almeno dodici postazioni militari nella regione, i servizi di telefonia mobile e di internet vengono forniti perlopiù da fornitori turchi e ciò nonostante Ankara non sembra essere a conoscenza del fatto che le regioni siriane occupate e controllate dall&#8217;esercito turco si siano trasformate in luoghi sicuri per gli adepti<br>dei formazioni estremiste di stampo islamico. Per molti siriani, in particolare per le persone appartenenti alle minoranze di Kurdi, Yezidi, Cristiani, Aleviti e Armeni, principali vittime della barbarie dell&#8217;IS nella regione, resta un mistero come un paese appartenente alla NATO possa sostenere o anche solo tollerare indisturbatamente i peggiori<br>criminali.</p>



<p>Durante l&#8217;annuncio della morte di Al-Baghdadi, il presidente statunitense Donald Trump ha ringraziato le Forze democratiche siriane (SDF) a conduzione kurda per il sostegno fornito durante l&#8217;operazione.<br>Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno le YAT (forze speciali delle SDF) e le HAT (Forze speciali della polizia delle regioni auto-amministrate) hanno condotto 347 operazioni contro cellule dell&#8217;IS nella Siria del Nord. Durante queste operazioni sono stati arrestati 476 sospettati di appartenere all&#8217;IS, tra cui alcuni membri di alto livello dell&#8217;IS come Anwar Mohammed Hadoushi, sospettato di aver co-organizzato gli attentati a Parigi e Bruxelles. In seguito all&#8217;aggressione militare turca in Siria del Nord i combattenti kurdi e i loro alleati sono però concentrati sulla difesa del proprio territorio e hanno abbandonato la ricerca dei terroristi dell&#8217;IS. Gli attacchi mirati dell&#8217;esercito turco a prigioni e campi in cui si trovavano seguaci dell&#8217;IS ha fatto sì che centinaia di prigionieri potessero fuggire. Per le vittime dell&#8217;IS, è morto un terrorista ma centinaia di altri sono tornati liberi, come diretta conseguenza del tradimento di Trump nei confronti dei Kurdi. </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/10/29/turchia-siria-abu-bakr-al-baghdadi-morto-ad-idlib-il-leader-dellis-viveva-al-confine-con-la-turchia/">Turchia/Siria: Abu-Bakr Al-Baghdadi morto ad Idlib. Il leader dell&#8217;IS viveva al confine con la Turchia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/10/29/turchia-siria-abu-bakr-al-baghdadi-morto-ad-idlib-il-leader-dellis-viveva-al-confine-con-la-turchia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Oggi siamo tutti con Greta</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/15/oggi-siamo-tutti-con-greta/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/15/oggi-siamo-tutti-con-greta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2019 07:05:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[ambientalista]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[Battaglia]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[climatico]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[disarmo]]></category>
		<category><![CDATA[discorso]]></category>
		<category><![CDATA[eredità]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Greta Thunberg]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[leader]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[mobilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[pianeta]]></category>
		<category><![CDATA[piazza]]></category>
		<category><![CDATA[piazze]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[risorse]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12205</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi siamo tutti con Greta! Greta Thunberg non è una 15enne qualunque. Nel 2018 il Time l’ha scelta tra le teenager più influenti del mondo. A 15 anni ha lasciato a bocca aperta tutti i leader mondiali&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/03/15/oggi-siamo-tutti-con-greta/">Oggi siamo tutti con Greta</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="video-container"><iframe loading="lazy" src="https://embed.ted.com/talks/greta_thunberg_the_disarming_case_to_act_right_now_on_climate?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="500" height="282" frameborder="0" scrolling="no" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></div>
<p>Oggi siamo tutti con Greta! <strong><span style="color: #222222; font-family: Verdana;">Greta Thunberg</span></strong> non è una 15enne qualunque. Nel 2018 il <strong>Time</strong> l’ha scelta tra le teenager più influenti del mondo. A 15 anni ha lasciato a bocca aperta tutti i leader mondiali riuniti per la  <strong>Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico</strong>, a <strong>Katowice</strong>, in <strong>Polonia</strong>. Convinta e tenace<strong> attivista per clima e ambiente</strong>, oggi chiama tutto il mondo a partecipare alla sua battaglia. E, anche in Italia, soprattutto i giovani come lei, gli studenti, scendono in piazza e si mobilitano per chiedere alle autorità e a noi adulti di lasciare loro un&#8217;eredità importante: un pianeta in cui tutte e tutti possano vivere in salute e con dignità.</p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/wRXIJeedIlk?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/03/15/oggi-siamo-tutti-con-greta/">Oggi siamo tutti con Greta</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/15/oggi-siamo-tutti-con-greta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;America latina: diritti negati&#8221;. Signor Presidente</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/08/15/america-latina-diritti-negati-signor-presidente/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/08/15/america-latina-diritti-negati-signor-presidente/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Aug 2018 06:05:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[America latina: i diritti negati]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporto]]></category>
		<category><![CDATA[america latina]]></category>
		<category><![CDATA[appalti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditoria]]></category>
		<category><![CDATA[indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[leader]]></category>
		<category><![CDATA[Lopez Obrador]]></category>
		<category><![CDATA[messicani]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11151</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; di Mayra Landaverde &#160; E’ stata ufficializzata la vittoria di Andres Manuel Lopez Obrador come prossimo Presidente del Messico. Qui il suo discorso: https://youtu.be/4HmCdZUTRfg Mi sembra di percepire, seppur a distanza, un clima&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/08/15/america-latina-diritti-negati-signor-presidente/">&#8220;America latina: diritti negati&#8221;. Signor Presidente</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/fotonoticia_20180428222652_640.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11152" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/fotonoticia_20180428222652_640.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/fotonoticia_20180428222652_640.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/fotonoticia_20180428222652_640-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Mayra Landaverde</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ stata ufficializzata la vittoria di Andres Manuel Lopez Obrador come prossimo Presidente del Messico.</p>
<p>Qui il suo discorso:</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://youtu.be/4HmCdZUTRfg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0">https://youtu.be/4HmCdZUTRfg?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span></p>
<p>Mi sembra di percepire, seppur a distanza, un clima di soddisfazione nella popolazione, di rassegnazione per chi non ha votato per lui e di molto fermento nel mondo della sinistra.</p>
<p>Alcuni mi hanno detto che la sinistra, “quella vera”, non vuole e non ha mai visto con buoni occhi la candidatura e tantomeno la odierna vittoria di Lopez Obrador.</p>
<p>Io non so quale sia la sinistra vera e quella finta. Ma capisco quando alcuni compagni usano questa terminologia.</p>
<p>Quella vera sarebbe l’EZLN, per esempio.</p>
<p>Fra il nuovo presidente e l’EZLN non corre buon sangue. E hanno ragione. Ci si sarebbe aspettato un appoggio determinato alla candidatura indipendente di Mary Chuy, supportata dal Concejo Indigena, invece è successo tutto il contrario. Da qui la famosa discordanza fra i due.</p>
<p>Era girata addirittura una fake news sulla riconciliazione dei zapatistas e il leader di Morena. Niente di più falso. Personalmente non credo che nessuno dei due sia interessato a parlare.</p>
<p>AMLO annuncia quasi tutti i giorni le cose che pensa di fare durante il suo mandato: turismo, cultura, etc. Ripete quello che ha detto in campagna elettorale, ma non più come un semplice candidato, ma da presidente eletto. Rafforza l’idea di salvare PEMEX e la CFE (Comisiòn Federal de electricidad). Io non potrei essere più d’accordo. Certo, bisogna capire come intende farlo.</p>
<p>Uno dei problemi più grandi che affronta il Paese è il progetto di costruzione di un nuovo aeroporto internazionale. E’ un vecchio ostacolo che ci perseguita dall&#8217; anno 2000. Ogni presidente ha fatto guadagnare millioni alle èlite imprenditoriali, in ogni mandato. Ma l’aeroporto non è ancora finito e adesso il nuovo Presidente lo vuole cancellare.</p>
<p>I suoi argomenti sono sempre gli stessi: se vogliono costruire l’aeroporto, lo faranno con i loro soldi e non con quelli pubblici. Si rivolge al settore privato che gira come un avvoltoio sopra il cielo di Texcoco (luogo dove è da quasi vent’anni iniziata la costruzione).</p>
<p>Sicuramente il processo di appalto è corrotto e il problema non è solo quello. Il vero problema è che quella è una zona dove la gente che ci abita non vuole andarsene perché quella è la loro terra. Una volta lì c’era un lago dove vogliono costruire l&#8217;aeroporto, il suolo richiederebbe una manutenzione costosissima, ci sono animali in pericolo di estinzione ed è luogo di ritrovo per alcuni uccelli migratori.</p>
<p>Signor Presidente, il problema non è far pagare ad altri l’aeroporto. Il problema è che in questo brevissimo periodo dalla sua vittoria, lei non sta ascoltando chi, molto probabilmente, l’ha votata.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/08/15/america-latina-diritti-negati-signor-presidente/">&#8220;America latina: diritti negati&#8221;. Signor Presidente</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/08/15/america-latina-diritti-negati-signor-presidente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il vertice a Bruxelles sui migranti. L&#8217;accordo durante la scorsa notte</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/06/29/il-vertice-a-bruxelles-sui-migranti-laccordo-durante-la-scorsa-notte/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/06/29/il-vertice-a-bruxelles-sui-migranti-laccordo-durante-la-scorsa-notte/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 07:49:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[accordo]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[Conte]]></category>
		<category><![CDATA[est]]></category>
		<category><![CDATA[frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guardiacostiera]]></category>
		<category><![CDATA[intesa]]></category>
		<category><![CDATA[leader]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[Macron]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Merkel]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[navi]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[rotte]]></category>
		<category><![CDATA[sbarchi]]></category>
		<category><![CDATA[soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[vertice]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10924</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; di Alessandra Montesanto &#160; Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, dopo una riunione-fiume durata più di 13 ore tra liti e bozze d&#8217;intesa risistemate in continuazione, scrive su Twitter: &#8220;&#8221;I 28 leader hanno&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/06/29/il-vertice-a-bruxelles-sui-migranti-laccordo-durante-la-scorsa-notte/">Il vertice a Bruxelles sui migranti. L&#8217;accordo durante la scorsa notte</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/C_2_fotogallery_3088930_10_image.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10925" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/C_2_fotogallery_3088930_10_image.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1000" height="624" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/C_2_fotogallery_3088930_10_image.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/C_2_fotogallery_3088930_10_image-300x187.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/C_2_fotogallery_3088930_10_image-768x479.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, dopo una riunione-fiume durata più di 13 ore tra liti e bozze d&#8217;intesa risistemate in continuazione, scrive su Twitter: &#8220;&#8221;I 28 leader hanno trovato un accordo sulle conclusioni del consiglio europeo, inclusa l&#8217;immigrazione&#8221;.<br />
Lo spiraglio arriva al termine di un braccio di ferro durato un giorno intero. E dopo che Conte aveva minacciato di mettere il veto per bloccare le conclusioni del vertice europeo, senza un accordo sugli sbarchi.  Il premier italiano si ritiene soddisfatto e afferma: &#8220;Da questo Consiglio esce un&#8217;Europa più responsabile e solidale, l&#8217;Italia non è più sola&#8221;. E sulla eventualità che l&#8217;Italia realizzi sul suo territorio dei centri di accoglienza per i migranti su base volontaria previsti dall&#8217;accordo raggiunto al Consiglio Ue, il capo del governo prende tempo: &#8220;E&#8217; una decisione che ci riserveremo di prendere, è una decisione collegiale ma non siamo invitati a farlo&#8221;.</p>
<p>Secondo le conclusioni del vertice si evince &#8220;che tutte le navi che attraversano il Mediterraneo, quindi anche le Ong, devono rispettare le leggi e non devono interferire con le operazioni della Guardia costiera libica&#8221;, spiega Conte aggiungendo che &#8220;è passato il principio che il tema della gestione dei flussi deve essere affrontato secondo un approccio più integrato che riguarda la dimensione esterna, quella interna e il controllo delle frontiere&#8221;. Si afferma anche il principio, secondo Conte, che &#8220;chi arriva in Italia, arriva in Europa&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/074913057-b8d53a12-021a-49b6-9a5f-306a6d89352e.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-10926 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/074913057-b8d53a12-021a-49b6-9a5f-306a6d89352e.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="330" height="135" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/074913057-b8d53a12-021a-49b6-9a5f-306a6d89352e.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 978w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/074913057-b8d53a12-021a-49b6-9a5f-306a6d89352e-300x123.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/074913057-b8d53a12-021a-49b6-9a5f-306a6d89352e-768x314.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 330px) 100vw, 330px" /></a></p>
<p>Conte aggiunge: &#8220;si è finalmente affermato il principio del rifinanziamento del fondo fiduciario per l&#8217;Africa che ci torna particolarmente utile per le rotte dei migranti nordafricani&#8221; e si sottolinea che vengano &#8220;intensificati i rapporti e gli accordi con i paesi di origine e transito dei migranti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Molti predicevano un mancato accordo o il trionfo di soluzioni nazionali, questa sera abbiamo trovato soluzioni europee&#8221;, ha aggiunto Macron. Ma la cancelliera tedesca Angela Merkel smorza gli entusiasmi:  &#8220;Dopo un&#8217;intensa discussione sul tema più difficile per l&#8217;Unione europea, cioè le migrazioni, il fatto di aver concordato un testo comune è un buon segnale&#8221;, ma &#8220;abbiamo ancora molto lavoro da fare per superare le divisioni&#8221;.<br />
Dai Paesi dell’Est il commento è stato: &#8220;Siamo molto compiaciuti&#8221;,  come ha detto il premier polacco Mateusz Morawiecki, lasciando il Consiglio europeo, annunciando che ha prevalso il &#8220;carattere volontario&#8221; nel documento.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/06/29/il-vertice-a-bruxelles-sui-migranti-laccordo-durante-la-scorsa-notte/">Il vertice a Bruxelles sui migranti. L&#8217;accordo durante la scorsa notte</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/06/29/il-vertice-a-bruxelles-sui-migranti-laccordo-durante-la-scorsa-notte/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
