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	<title>Milano Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Riecco il Festival delle Abilitá!</title>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/abi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="500" height="350" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/abi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18173" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/abi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/abi-300x210.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></figure>



<p><br>Cosa dire del Festival delle Abilità? Stavo per scrivere il solito articolo in cui si racconta qualcosa degli obiettivi, dell&#8217;organizzazione e del programma. E invece no. Voglio raccontare quello che conosco e che ho conosciuto di questo, ormai famoso festival.<br>Il teatro mi ha sempre affascinato, perciò parto dall&#8217;esperienza vissuta insieme all&#8217;amica Barbara con il gruppo teatrale Elettrogeno. <br>Martina, un&#8217; attrice cieca, con una semplice benda sugli occhi ci porta in un mondo fatto di suoni e soprattutto tatto.<br>Siamo in cerchio e a turno veniamo bendati, la persona con la benda usa i sensi rimanenti per scegliere qualcuno nel cerchio, inizia a sentire, toccare e raccontare con la partecipazione di tutti.<br>Un modo originale per scoprirsi, conoscere le  persone, per approcciarsi allo sconosciuto. <br>Poco dopo, viene messa alla prova la propria capacitá di sceneggiare partendo da un banco, un foglio di carta e una penna.<br>Le situazioni sono le più disparate, una coppia in crisi, un litigio, una dichiarazione d&#8217;amore….A volte ci sentiamo un po&#8217; spiazzati, ma rispettiamo le regole del gioco della finzione. Si annullano le differenze, diventiamo tutti attori.<br>L&#8217;esperimento si conclude con un ballo lento che ci commuove.<br>Un altro progetto interessante che mi ha visto protagonista è &#8220;Disability Glam&#8221;. Si tratta di servizi fotografici originali dell&#8217;amico Gianfranco Falcone che raccontano corpi, storie.<br>Io, per primo, ho deciso di mettermi in gioco e di farmi immortalare; ho cercato di divertirmi davanti all&#8217;obiettivo, di ammiccare… Un corpo disabile può essere seducente? Beh vedere per credere, lascio a voi il giudizio. Il progetto è in continua espansione e ha permesso, anche a noi, partecipanti di conoscerci. Le foto sono disponibili sul sito dell&#8217;Associazione &#8220;Menti in fuga&#8221;. Quest&#8217;anno Gianfranco, ha deciso di mettere a disposizione dei partecipanti al Festival la sua esperienza e la sua macchina fotografica! Il mio consiglio è: buttatevi!<br>Ci sono molte altre iniziative interessanti e vari amici e conoscienze. Ne cito alcuni: Sabrina Minervini e il gruppo amici della mente, i Tecnologicamente Insuperabili, Andrey Chaykin, Laura Boscaini, Giorgia Meneghesso…<br>Un grande evento organizzato sopratutto da persone con disabilità per persone con disabilità.<br>Un abbraccio speciale a Laura Ricchina, sempre gentile e disponibile e a tutta la squadra della Biblioteca Chiesa Rossa!<br>Vi aspettiamo! Segnate: dal 13 al 21 settmebre. </p>



<p>Il programma è a questo link:  <a href="https://festivaldelleabilita.org/wp-content/uploads/2025/09/Programma-FdA-2025.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://festivaldelleabilita.org/wp-content/uploads/2025/09/Programma-FdA-2025.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Attivismo: un contributo al cambiamento</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 08:30:50 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/att-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="750" height="497" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/att-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18161" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/att-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/att--300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Martina Foglia</p>



<p></p>



<p>Diceva una canzone: &#8220;ho visto un posto che mi piace si chiama mondo&#8221;; beh posso dire con certezza che per quanto mi riguarda il mondo attuale non mi piace per nulla, lo stiamo portando alla deriva. L&#8217;essere umano con il suo comportamento folle, il suo atteggiamento di superiorità ed egoismo sta rendendo il globo terrestre un posto invivibile e inospitale&#8230; Viviamo in un mondo intriso di odio: guerre (non solo le due macro guerre raccontate dai mass-media, ma ce ne sono tantissime altre taciute volontariamente), discriminazioni e violenza di genere e di orientamento sessuale, discriminazioni razziali nonché contro le persone con disabilità come me&#8230;Da tempo assisto a tutto questo, ma è solo da qualche anno che mi sono posta e continuo a pormi un interrogativo: come posso agire nel mio piccolo per contrastare tutto ciò?  Voglio e devo fare qualcosa per provare a illuminare la mente anche solo di una persona per far sì che rifletta su ciò che sta accadendo e magari, dopo questa riflessione, desideri unirsi a me come parte attiva del lungo processo di cambiamento! Ma come si fa a cambiare il mondo&#8230;? Questo non ve lo so dire, non ho una risposta tanto complessa quanto lo è la domanda, quel che è certo è che so di aver trovato un modo per provare a renderlo migliore; da quando sono attivista dell&#8217;associazione Per i Diritti Umani mi sento parte attiva di qualcosa, una piccola goccia nel mare, un piccolo ingranaggio ma che insieme a tante altre persone può contribuire, attraverso la scrittura di articoli di denuncia e informazione sulla violazione dei diritti umani in Italia e nel mondo e attraverso la promozione di eventi che valorizzano l&#8217;inclusione e la diversità, a sviluppare una coscienza critica dentro di noi e in chi sceglie di seguirci nelle nostre iniziative! </p>



<p>Secondo la mia personale esperienza da attivista ancora principiante, non basta solo aderire ad un evento che sostiene una determinata causa e poi dire c&#8217;ero anch&#8217;io, essere attivistə non significa certo fare numero, significa bensì credere fino in fondo alla causa che si è scelto di sostenere. Altra cosa importante è sapere selezionare: essere attivistə non significa partecipare a tutti gli eventi indistintamente o a tutte le manifestazioni, significa partecipare a eventi o manifestazioni che corrispondono ai valori imprescindibili della singola persona. Per me sono: l&#8217;uguaglianza, la pace, la giustizia e l&#8217;accoglienza verso l&#8217;Altro. Per essere attivistə ci vuole un&#8217;altra condizione fondamentale: il tempo. Ognuno di noi ha i propri impegni lavorativi e familiari e non sempre è possibile partecipare personalmente ad eventi o manifestazioni, ma lo si può fare condividendo sui social idee e notizie che possano fare riflettere le persone. Ognuno di noi può essere attivistə con i suoi tempi e modi, è l&#8217;interesse e l&#8217;empatia verso tutti gli essere umani che spinge a farlo, se non c&#8217;è questo interesse ognuno rimane a coltivare il proprio orticello. Io non condanno assolutamente questa scelta, dico solo che alla lunga può essere rischiosa perché ci si può trovare in un mondo dove non ci si riconosce, in balia di ciò che qualcun altro ha costruito al posto nostro! Secondo la mia personale esperienza, un&#8217;altra cosa è molto importante nel mondo dell&#8217;attivismo: la collaborazione tra associazioni, fondazioni, enti, realtà con scopi simili.  Per me è importante perché, collaborando, si crea RETE, quella rete che è fondamentale per generare, infondere e diffondere informazioni e conoscenza su tematiche sociali. Molto spesso dall&#8217;informazione si può sviluppare in noi il seme della curiosità E da qui ci si interroga su come si può agire per porre l&#8217;accento su un problema di interesse sociale che ci riguarda tuttə. </p>



<p>Il compito del nostro periodico online <a href="http://www.peridirittiumani.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.peridirittiumani.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> e dei nostri eventi è quello di informare e denunciare la violazione dei diritti umani in Italia e nel mondo. Nel paragrafo precedente vi ho parlato di collaborazione associativa e di quanto sia importante: a tal proposito vi volevo ricordare che nel mese di settembre proporremo due eventi con tematiche sociali differenti che troverete sulla pagina social dell&#8217;associazione e sul nostro sito; entrambi gli eventi si avvalgono della collaborazione di altre associazioni. </p>



<p>Concludo questo articolo parlando di gratitudine, un sentimento meraviglioso che molto spesso sottovalutiamo. Volevo dire grazie a due persone che mi hanno fatto scoprire e amare il mondo dell&#8217;attivismo non farò nomi chi legge sa! Ormai l&#8217;attivismo è parte imprescindibile di me e lo sarà sempre!</p>
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		<title>Il teatro per l&#8217;inclusione: vi aspettiamo a settembre!</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 08:54:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le associazioni Per i Diritti umani e Amici Della Mente si uniscono ancora!!! Questa volta vi proponiamo lo spettacolo del gruppo di teatro inclusivo “Facciamo che eravamo” uno dei laboratori all’interno della “bottega per&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/bi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="761" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/bi-761x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18117" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/bi-761x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 761w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/bi-223x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 223w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/bi-768x1034.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/bi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 761px) 100vw, 761px" /></a></figure>



<p>Le associazioni Per i Diritti umani e Amici Della Mente si uniscono ancora!!!</p>



<p>Questa volta vi proponiamo lo spettacolo del gruppo di teatro inclusivo “Facciamo che eravamo” uno dei laboratori all’interno della “bottega per l’inclusione sociale Fabrizio De andrè di Amici Della Mente. Lo spettacolo sará una rivisitazione de’ l’Iliade. Le parole chiave di questo progetto saranno SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO e INCLUSIONE. </p>



<p>I gruppi dei laboratori della bottega, sono formati sia da persone che hanno avuto un disagio psichico o psicologico che non. Lo scopo è quello di lottare contro il pregiudizio e lo stogma che purtroppo è ancora presente riguardo al “malato mentale” In questa rappresentazione vi mostreremo il nostro lavoro a cui tutti noi abbiamo messo impegno e dedizione. </p>



<p>Vi aspettiamo numerosi DOMENICA 28 SETTEMBRE presso la biblioteca Chiesa Rossa. Trovate tutte le informazioni sulla locandina. </p>



<p>Ringraziamo l’associazione Per i Diritti umani per averci dato l’opportunità di rappresentare questo spettacolo!</p>
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		<title>Andiamo al Pride perchè&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 08:20:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani “Perchè credo che gli artefici del cambiamento dobbiamo essere noi in primis. Nel mio piccolo, voglio essere la protagonista della mia vita e combattere per ciò in cui credo. Infine, perchè&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/f2-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="576" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/f2-1-576x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18062" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/f2-1-576x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 576w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/f2-1-169x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/f2-1-768x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/f2-1-864x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 864w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/f2-1-1152x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/f2-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1440w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></figure>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p>“Perchè credo che gli artefici del cambiamento dobbiamo essere noi in primis. Nel mio piccolo, voglio essere la protagonista della mia vita e combattere per ciò in cui credo. Infine, perchè siamo tutti essere umani e come tali, abbiamo diritto di vivere e di vedere riconosciuti e tutelati i diritti di tutt*”. Martina<br>“Partecipo al Pride per chi non ha l&#8217;opportunità o il privilegio di poter vivere liberə e fierə. Partecipo al Pride per dire loro “non siete solə”. Zen<br>“…Perchè è importante rivenicare i diritti parificati per tutti e mantenere saldi quelli che abbiamo ottenuto; non siamo solo corpi ma soggetti giuridici. Partecipo perchè rivendico la mia identità e il mio orientamento e perchè non siano motivo di propaganda, ma nemmeno un ostacolo per la mia esistenza.”. Ervin<br>“Come mamma Agedo voglio stare accanto ai ragazzi e vedere la gioia nei loro volti” Dolores<br>“Sostengo tutte le comunità discriminate, dimenticate e spesso ostacolate dalla classe politica. Amo vedere gli occhi felici dei partecipanti al Pride che sfilano orgogliosamente contro il perbenismo e l&#8217;ipocrisia borghese. Ho riscontrato, infine, calore umano soprattutto nella città piccole”. Anna<br>“C&#8217;è una battaglia importante da fare nella società e nella politica ed è giusto che chi vuole parteciparvi abbia il coraggio di scendere in piazza. Voglio anche portare la mia unicità e far capire che si può migliorare la società in vari contesti, come partiti, chiese sindacati e associazioni…” Emanuele<br>“Io partecipo per i diritti LGBTqai+ sempre più dimenticati dai nostri politici e per ricordare il mio amico Alessandro Rizzo che non c&#8217;è più”. Mattia<br>“Chiunque critichi il Pride, a qualsiasi titolo e per qualsiasi motivo, non sa cosa significa essere discriminati.” Stefano<br>“Per senso di appartenenza, di espressione politica, di manifesto del proprio Io”. Francesca</p>



<p>“Per la Rivolta, per tutte le soggettività queer che perdono la vita ogni giorno, per chi ha lottato e per chi continua a lottare”. Leo<br>“Il Pride non è soltanto una festa scollacciata, un po’ porca e irriverente. Il Pride è un atto politico forte travestito di lustrini per dire no a chi vuole l’omologazione dei desideri, delle persone, delle idee. Ecco perché sarò al Pride, per condividere con i partecipanti una visione altra della società, per dire no a chi calpesta i diritti e crede, per convenienza o per convinzione, che il desiderio sia soltanto uno. Sarò in corteo con la mia carrozzina e le mie protesi per dire no a chi vuole farci precipitare in una spirale d’odio e paura distruggendo con le bombe e con le parole la vita e la possibilità dell’amore Ci sarò perché io esisto e non sono uno sbaglio&#8221;. Gianfranco<br>“Creare un movimento di piazza fatto da migliaia di persone con disabilità che hanno forte potere contrattuale sul Governo e lo Stato.” Andrey<br>“Partecipo ai Pride perché è giusto far vedere al mondo che le persone sono un universo complesso di amore ed espressioni.” Vitto<br>“Se mi chiedi perchè partecipare al gay pride, la prima risposta che mi sale spontanea alle labbra, prima di poter pensare ad articolarne una complessa e impegnata, che suggerisca la misura della mia profondità, è: perchè è bello!<br>Mi sono trovata a Bergen, in Norvegia, sabato 21 giugno, proprio il giorno in cui il corteo del pride avrebbe sfilato per le vie della città e ho detto a mio marito e a mio figlio: non possiamo perdercelo.<br>E&#8217; stata un&#8217;esplosione di colore in una giornata inaspettatamente soleggiata. C&#8217;erano canzoni come<br>&#8220;YMCA&#8221; dei Village People o &#8220;Girls just wanna have fun&#8221; di Cindy Lauper che ti mettono addosso la voglia di saltare e ballare anche se a ballare sei negata come lo sono io.<br>Intorno al corteo e alle finestre c&#8217;era un sacco di gente; dalle signore anziane ai bambini, tutti avevano da qualche parte la bandiera con i colori dell&#8217;arcobaleno simbolo del pride, qualcuno la portava  addirittura dipinta in volto.<br>Tra le persone che sfilavano mi ha colpito in particolare una coppia di ragazze, bionde e luminose come lo sono le norvegesi, si tenevano per mano, ma una delle due aveva un seno scoperto, o meglio aveva scoperto una parte del petto dove un tempo c&#8217;era un seno e ora troneggiava una cicatrice rosso bluastra che raccontava una inequivocabile storia di dolore. Non era volgare esibizionismo il suo, tutt&#8217;altro, il suo sorriso era il sorriso fiero e grato di chi ha attraversato una tempesta ed è sopravvisuta.<br>Era bella di quella bellezza che non c&#8217;entra nulla con la perfezione. Che fosse omosessuale era un particolare irrilevante. Non perchè le nostre inclinazioni non contino, anzi dicono molto di noi, ma la nostra dignità, il nostro valore come persone ne prescinde totalmente.<br>Un giorno che al momento vedo ancora lontano forse questo sarà chiaro a tutti e il pride sarà solo una festa e non piu&#8217; (anche) una battaglia per i diritti civili. Quel giorno ci sarà solamente la sessualità in tutte le sue forme, senza bisogno di alcun suffisso. Fino ad allora il gay pride resta, oltre che bello, importante. E lo e&#8217; davvero per tutti, a prescindere dall&#8217;orientamento affettivo- sessuale, perchè come ha insegnato Terenzio &#8220;nulla di cio&#8217; che e&#8217; umano e&#8217; estraneo alla nostra natura&#8221;.<br>E&#8217; questa eredita&#8217; di gioia e colore, ma anche di impegno civile, che voglio resti di me a mio figlio. Ecco perche&#8217; al pride del 21 giugno noi c&#8217;eravamo!”. Heidi<br>“Per rivendicare una parte di me e siccome mi occupo di sostegno ai migranti, per manifestare per tutti quei popoli che non possono farlo liberamente”. Jonathan</p>



<p>“Premetto di non essere attivista, e confesso di essermi &#8220;scontrato&#8221; con un Pride a Milano del tutto per caso. Questa fu la mia iniziazione. Rimanendone -da subito, questo sì-folgorato e stupito positivamente. Il clima che si respira tra quella calca eterogenea e spesso disordinata è quello di una festa, a cui è consentito &#8220;imbucarsi&#8221; senza temere biasimi. Tra i partecipanti trovi tutta, davvero tutta l&#8217;umanità LIBERA, con tutte le culture e gli strati sociali. Chi si traveste con abiti più o meno improbabili, chi sfila con una determinazione che mi spaventa (temi di politica internazionale molto delicati), chi è desideroso di una famiglia &#8220;altra&#8221; e vorrebbe soltanto gridare al mondo che in questo non ci sia niente di male. E in mezzo a tutto gente che semplicemente esprime la propria solidarietà, e vuole ballare per la strada come in tutto il resto dell&#8217; anno non sarebbe concesso. AL DI LÀ DELLE SCELTE E DEGLI ORIENTAMENTI DI CIASCUNO.<br>Io respiro questa aria di libertà, e considero questa come la vera magía: lo vedo persino negli sguardi di quelli che si affacciano pigramente alle finestre, disturbati dal frastuono del passaggio del corteo. Termino con una citazione di Torrisi: &#8220;OGNI TANTO, LO SO, SOGNI ANCHE TU, E SOGNI DI NOI&#8221;. Enrico</p>



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		<title>Disability Pride Milano 2025: l&#8217;orgoglio di riaffermare i nostri diritti e di dire a gran voce: noi esistiamo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 07:21:05 +0000</pubDate>
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<p></p>



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<p></p>



<p>di Martina Foglia</p>



<p></p>



<p>Anche quest&#8217;anno per il quarto anno consecutivo, sfidando la canicola milanese, attrezzandomi di tutto punto con bottiglie d&#8217;acqua fresca frizzante frutta fresca e secca, ventaglio cappello, ho voluto partecipare alla Disability Pride parade che si è tenuta sabato 14 giugno.<br>Il percorso, a Milano, con partenza da Piazza della Scala e arrivo in piazza del Cannone (parco Sempione) ha attraversato il centro città. Ho raggiunto il punto di concentramento del corteo in macchina, pochi minuti dopo una volta scesa incontro una persona che da tempo non vedevo, poi tutto un susseguirsi di &#8220;piacere sono&#8230;&#8221;e mentre aspettiamo di partire ci raccontiamo dei frammenti delle nostre vite, mentre ascolto non posso fare a meno di notare sui loro volti dei bellissimi e comunicativi sorrisi. Tutti noi eravamo lì per far sentire le nostre voci per riaffermare ancora una volta i nostri diritti continuamente ignorati calpestati o meglio invisibili, ma nonostante questo non c&#8217;era rancore, rabbia, c&#8217;era molta serenità consapevolezza, c&#8217;era voglia di esserci di essere per una volta ascoltati considerati visti, tutti noi abbiamo scelto di essere presenti in piazza, attivi coscienti di quello che desideriamo , perché le persone con disabilità non sono dei soprammobili che non hanno voce in capitolo come spesso si tende a pensare: ognuno di noi anche solo con uno sguardo riesce a farsi comprendere e a esprimersi, necessita e desidera FARLO.<br>Durante il corteo l&#8217;immancabile Banda degli Ottoni ci ha accompagnato con la sua musica dal vivo.<br>Ad un certo punto del corteo incrocio lo sguardo di una persona a me molto cara, Emanuela che tempo fa veniva a Spazio vita per il laboratorio di arteterapia, io non la vedevo da un sacco di tempo! Immaginate la mia, la nostra gioia nell&#8217;incontrarci proprio lì quel giorno dove non avremmo mai pensato ritrovarci ! Beh almeno per me questo incontro andava immortalato con una foto &#8230; detto fatto.. Anche lei era accaldata e stanca ma l&#8217;ho vista bella combattiva sempre positiva come sempre per chi come me la conosce.<br>Una bellissima sorpresa inaspettata.<br>Come ogni anno ho incontrato tanta umanità voglia di aiutare con tanto cuore.<br>Voglio raccontare un incontro che mi ha colpito molto ha lasciato un segno dentro di me. Mia mamma, mia accompagnatrice per quella giornata, ma soprattutto mia caregiver 365 giorni l&#8217;anno 24 ore su 24, mi stava spingendo durante il percorso in un tratto di strada in cui c&#8217;era il pavė, tipo di pavimentazione molto amato da noi carrozzati, a questo aggiungete il gran caldo &#8230; Insomma mia mamma era molto affaticata&#8230; Sentiamo una voce &#8220;vuole una mano&#8221; e subito dopo: &#8220;Ciao io sono Rosanna&#8221; e così è avvenuto il nostro incontro. Rosanna, un nome che mi è rimasto nel cuore per la sua gentilezza disponibilità immensa umanità. Si rivolge a mia mamma e le dice se vuole le dò il cambio la spingo un po&#8217; io &#8230; mi chiede: &#8220;Ti va se ti spingo?&#8221; Io senza farmelo dire due volte dico di sì e iniziamo a parlare, parlando le dico che faccio parte di un&#8217;associazione culturale che si chiama Per i Diritti Umani, le dico quello che ogni giorno facciamo, gli eventi che organizziamo&#8230; per tutta risposta lei mi dice &#8220;anch&#8217;io faccio parte di un&#8217;associazione come volontaria, che si chiama Archė, ha lo scopo di aiutare donne vittime di violenza che sono scappate dal proprio domicilio o donne che una volta uscite dal carcere devono ricostruire la loro vita &#8230;&#8221; Colpita da questa storia ho chiesto subito se fosse interessata a far conoscere la associazione tramite un&#8217;intervista sul nostro periodico online nella sezione &#8220;Buone notizie&#8221;, lei con entusiasmo mi ha detto sì e che mi avrebbe messo in contatto con l&#8217;associazione . Intanto ci siamo scambiate i nostri contatti social e poi chissà magari si potranno avviare delle collaborazioni future.<br>Ho raccontato questa storia per far capire che in questi eventi come il Disability Pride si possono fare conoscenze preziose, molto utili, si possono gettare le basi per collaborazioni future tra associazioni che mettono al centro il benessere dell&#8217;individuo e la sua dignità! Questa manifestazione e contesti come il Disability Pride, in cui si respira voglia di vivere, di stare insieme, di combattere nonostante le difficoltà, ci insegnano che valori come umanità condivisione appartenenza e bellezza in senso più vasto del termine, non sono stati del tutto oscurati dal rancore dall&#8217;odio dall&#8217;individualismo, ma possono e devono essere tutelati protetti e custoditi.<br>Concludo con un ringraziamento speciale ad Andrey e a tutto lo staff che ha permesso anche quest&#8217;anno che questa manifestazione si sia svolta nella massima sicurezza e in piena armonia tra tutti noi.</p>
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		<title>Convenzione teatrale per le nostre lettrici e i nostri lettori</title>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2025 08:50:57 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/laprimalucedineruda2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="410" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/laprimalucedineruda2-1024x410.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18014" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/laprimalucedineruda2-1024x410.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/laprimalucedineruda2-300x120.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/laprimalucedineruda2-768x307.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/laprimalucedineruda2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>In occasione dello spettacolo La prima luce di Neruda di César Brie con Elio De Capitani e<br>Cristina Crippa il Teatro dell’Elfo dedica BIGLIETTI RIDOTTI a 14 EURO cad. per<br>assistere a tutte le repliche fino al 5 giugno (fino a esaurimento posti disponibili).</p>



<p><br><strong>ACQUISTO: i biglietti possono essere acquistati al seguente link <a href="http://promozioni.elfo.org?utm_source=rss&utm_medium=rss">promozioni.elfo.org</a> oppure scrivendo a<br><a href="mailto:promozione@elfo.or">p</a><a href="mailto:promozione@elfo.org">romozione@elfo.org</a> indicando la quantità di biglietti, il nome e il cognome dell’acquirente.</strong></p>



<p><br>Una volta effettuato l’acquisto vi verrà inviato un link dove potrete registrarvi al portale del<br>teatro, pagare e visualizzare i vostri biglietti. Se avete problemi con l&#8217;acquisto online potete<br>contattare telefonicamente la biglietteria allo 02.00660606 ed effettuare il pagamento tramite<br>carta di credito. Al momento dell&#8217;acquisto specificate di usufruire della PROMO NERUDA.</p>



<p><br>TEATRO ELFO PUCCINI | SALA SHAKESPEARE<br>fino al 5 giugno<br>di Ruggero Cappuccio<br>regia e adattamento César Brie<br>con Elio De Capitani, Cristina Crippa<br>e con Francesca Breschi, Silvia Ferretti, Umberto Terruso<br>produzione Teatro dell&#8217;Elfo</p>



<p>Due stagioni della vita di uno dei più popolari poeti del Novecento: quella dell’amore e quella<br>del buio. Napoli, 1952. A Pablo Neruda viene notificato un decreto di espulsione dall’Italia.<br>Nella stazione della capitale è atteso da una folla nella quale si riconoscono Moravia,<br>Morante, Guttuso e una donna, Matilde, che osserva e attende che si liberi anche il suo amore<br>per Pablo. Il romanzo di Ruggero Cappuccio scava nella fisicità dei personaggi e infiamma di<br>vitalità i percorsi della memoria. La scena viaggia tra presente, passato e futuro, tra l’isola di<br>Capri, dove i due amanti danno profondità a una passione segreta, e il Cile del golpe di<br>Pinochet, quando altri militari bussano minacciosi alla loro porta.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>TEATRO ELFO PUCCINI – C.SO BUENOS AIRES 33 MILANO – www.elfo.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
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		<title>Estzer Koranyi dei Combattenti per la Pace: &#8220;se non ti attivi per la pace, ti sei già rassegnato alla guerra&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 08:26:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da pressenza.com) Emozionante e partecipatissimo il debutto milanese del tour italiano delle co-direttrici di Combattenti per la pace, la sera di venerdì 15 novembre nel co-housing&#160;Base Gaia&#160;e la mattina di sabato 16 alla&#160;Casa delle&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="563" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17784" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-2-300x206.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-2-768x527.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>(da pressenza.com) </p>



<p></p>



<p>Emozionante e partecipatissimo il debutto milanese del tour italiano delle co-direttrici di Combattenti per la pace, la sera di venerdì 15 novembre nel co-housing&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/basegaia?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Base Gaia</a>&nbsp;e la mattina di sabato 16 alla&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/CasaDelleDonnediMilano?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Casa delle Donne</a>. Per un problema di voli è presente solo l’israeliana&nbsp;<strong>Estzer Koranyi</strong>, mentre la palestinese&nbsp;<strong>Rana Salman</strong>&nbsp;arriverà nel pomeriggio di sabato, in tempo per partecipare all’evento di Torino. La possiamo comunque conoscere attraverso il video che viene mostrato durante la serata.</p>



<p>L’accogliente sala di&nbsp;<strong>Base Gaia</strong>&nbsp;è già piena alle 21 (i milanesi sono diventati puntuali, o è stato questo incontro eccezionale a cambiare le loro abitudini?), tanto che diventa necessario spostare una parete mobile per fare spazio a tutta la gente assiepata in piedi all’ingresso.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://ci3.googleusercontent.com/meips/ADKq_NakAnD6q96JgtAfyDl1tsfs_uWRe0Gg_VgD5rQkPeLS43sRoTLwVj_4IQrEGClw_JPBxy7P4yZLOrJ4Bx5OyP6_tk87jQethcsNAH8dZBV10H-hQPeng8_Ep_WQc0UdiwlP5Q=s0-d-e1-ft#https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2024/11/pubblico-Base-Gaia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://ci3.googleusercontent.com/meips/ADKq_NbaQrWRqdlB5gBd8lnhMCYRs-JguBwSI1YgD-dEuR2Kv3BZOLOFQJi8Sd3mBtsTZzgGrW5fs_w_BNNDkjMsDSRWzhahlLjJ6PkvTNbgksPn_8QWS85OxXVpgQA84zq3Iw=s0-d-e1-ft#https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2024/11/Ester-Base-Gaia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p><em>Foto di Matilde Mirabella</em></p>



<p><strong>Cristina Santoro</strong>&nbsp;introduce inquadrando l’evento nell’ambito della&nbsp;<strong>Terza Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza</strong>, che la settimana prossima arriverà in Italia con moltissimi eventi per denunciare la situazione sempre più pericolosa e sensibilizzare sulla nonviolenza come unica via d’uscita. &nbsp;<strong>Olivier Turquet</strong>&nbsp;della&nbsp;<strong>Multimage</strong>, la casa editrice che ha pubblicato il libro&nbsp;<strong><a href="https://multimage.org/libri/combattenti-per-la-pace/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Combattenti per la pace</a></strong>, racconta com’è nata l’idea di dare una risposta diversa all’orrore, alla voglia di vendetta e allo sgomento seguiti al massacro del 7 ottobre, prima con due interviste ai co-fondatori dell’organizzazione Chen Alon e Sulaiman Khatib, poi alle due giovani co-direttrici e in seguito con un libro che rendesse visibile e duratura questa esperienza straordinaria e poco conosciuta. Fondamentale in questo senso è stato lo stimolo di&nbsp;<strong>Ilaria Olimpico,&nbsp;</strong>italiana sposata con un obiettore di coscienza israeliano, che si trovava a Tel Aviv proprio nei giorni successivi al 7 ottobre.&nbsp;<strong>Daniela Bezzi,&nbsp;</strong>infaticabile curatrice del libro, confessa che prima di intraprendere l’immane impresa di sbobinare, trascrivere e tradurre le interviste non sapeva nulla dei Combattenti per la Pace. Poi si è commossa e coinvolta ascoltando la storia dei primi incontri clandestini, “patrocinati” da Luisa Morgantini, tra ex militari israeliani ed ex freedom fighters e prigionieri palestinesi, da cui è poi nato il gruppo.</p>



<p>Viene quindi mostrato un emozionante video che ricostruisce con immagini e testimonianze gli inizi di questa straordinaria avventura, rivelando la paura, la diffidenza, la speranza e la consapevolezza di dover partire dalla condivisione delle proprie esperienze personali per poi arrivare al dialogo e alla riconciliazione. Dall’iniziale composizione maschile e “militare” il movimento si è poi ampliato, arrivando a includere molte donne e giovani estranei a quell’esperienza. Lo testimoniano le immagini di una recente manifestazione per l’accesso all’acqua in una tormentata zona della Cisgiordania: abituati come siamo all’orrore delle macerie di case, scuole e ospedali distrutti a Gaza dai bombardamenti israeliani, fa impressione vedere palestinesi e israeliani, soprattutto donne, ma anche giovani e bambini, manifestare insieme in un’atmosfera combattiva e gioiosa, con musica, striscioni colorati e tamburi, o preparare cartelli dipingendoli con cura amorevole. Immagini di vita contrapposte alla morte e alla distruzione, unite alla forza di chi afferma che lottare insieme per la fine della guerra e dell’occupazione è l’unica strada, nonostante le difficoltà e le sfide e trasmette una fiducia incrollabile nel futuro.</p>



<p>Arriva quindi il momento centrale della serata, il racconto di&nbsp;<strong>Estzer&nbsp;</strong>sulla sua esperienza personale, che l’ha portata dalla relativa ignoranza in cui viveva in Ungheria, dove è nata in una famiglia sopravvissuta all’Olocausto, fino all’impegno attuale. E’ un racconto sincero, a volte disarmante: non nasconde che all’inizio Israele era una realtà lontana (“per fortuna c’è un posto sicuro per gli ebrei”), nonostante ci fossero rapporti con amici e parenti stabilitisi là e racconta la varie tappe di questo processo. Un primo viaggio nel 1995, a undici anni, le lascia un’impressione molto favorevole dei kibbutz e di Gerusalemme. Finito il liceo, nel 2002, il progetto di recarsi in un kibbutz viene fermato dai genitori, spaventati dai pericoli legati all’Intifada e si trasforma in un soggiorno a Verona l’anno seguente, per il Servizio Volontario Europeo. Qui si ritrova in mezzo alle manifestazioni contro la guerra in Iraq, con le bandiere della pace appese a ogni finestra e comincia a interessarsi ai temi della pace e delle guerre. Un interesse acuito da un successivo scambio grazie a un Erasmus a Napoli, dove la sua coinquilina Valentina le parla dell’occupazione israeliana delle terre palestinesi e la invita a Hebron, una visita che le fa toccare con mano la dura realtà dei check point e del muro. Nel 2014, in concomitanza con una delle tante guerre a Gaza,&nbsp; Estzer si trova in un kibbutz nel deserto e decide di prendere la cittadinanza israeliana per poter restare là. Si stabilisce poi a Gerusalemme, dove conosce il suo futuro marito e decide di rimanervi con un’idea chiara: impegnarsi perché i diritti, quasi privilegi, di cui gode, siano estesi&nbsp; anche ai palestinesi. L’incontro con i fondatori di Combattenti per la pace e la possibilità di lavorare per l’organizzazione la portano a un impegno sempre maggiore, fino all’attuale posizione di co-direttrice.</p>



<p>Rispondendo alle domande di Daniela, Estzer ammette che la loro non è una condizione facile: sono una minoranza malvista dalle due parti, considerati traditori da molti israeliani e normalizzatori da tanti palestinesi, ma la coesione del gruppo dà loro la forza per sopportare la costante pressione e andare avanti. Dopo il 7 ottobre molte attività si sono concentrate sulla protezione delle famiglie di contadini e pastori palestinesi attaccate dalla violenza dei coloni e dell’esercito israeliano, con pratiche di interposizione nonviolenta ogni volta più rischiose. A maggio le annuali celebrazioni del 12 e del 15 (che commemorano la Giornata dei caduti israeliani e la Nakba palestinese), una scadenza fondamentale per onorare i morti di entrambe le parti e condividere il lutto, quest’anno si sono tenute online per ragioni di sicurezza, mentre in passato riunivano migliaia di persone in presenza, ma hanno comunque registrato una grande partecipazione. Il 1° luglio invece si è tenuta una convention in uno stadio di Tel Aviv con oltre 5.000 persone, per riaffermare la volontà di rinunciare alla vendetta e chiedere il cessate il fuoco e la fine dell’occupazione.</p>



<p>Oltre alle domande di Daniela, arrivano altre sollecitazioni dal pubblico e dalle risposte emerge un quadro variegato e confortante di tante organizzazioni nonviolente che collaborano e portano avanti le loro attività. Corsi di comunicazioni nonviolenta, aiuto ai giovani obiettori che si rifiutano di arruolarsi e per questo finiscono in carcere, stigmatizzati come traditori e tanto altro… Estzer trasmette forza interna, ottimismo e amore per l’umanità nonostante le difficili situazioni in cui si trova a operare e molti dei presenti la ringraziano per l’emozione suscitata dalle sue parole. Un ultimo, concreto suggerimento: il riconoscimento dello Stato palestinese da parte del Comune di Firenze (nei prossimi giorni ci sarà un incontro con i suoi rappresentanti) costituisce un esempio da imitare, dunque è fondamentale attivarsi per un gesto che può essere molto utile alla causa della pace in quella terra tormentata.</p>



<p>La mattina dopo alla&nbsp;<strong>Casa delle Donne</strong> l’esperienza si ripete: la comoda sala con tavolini distanziati tra loro viene ben presto trasformata in una fitta selva di sedie per far posto a tutte le persone (in stragrande maggioranza donne) arrivate ad ascoltare Eszter. L’introduzione di&nbsp;<strong>Vittoria Longoni&nbsp;</strong>e il breve intervento di&nbsp;<strong>Claudia Pinelli</strong>, che trasmette i saluti di&nbsp;<strong>Luisa Morgantini</strong>, presente il giorno prima al funerale di sua madre Licia, portano nuove emozioni, seguite dal racconto analogo a quello della sera prima sulla genesi del libro e dalla visione del filmato. Forse per l’ambito carico di energia femminile, la forza di Rana e il suo orgoglio quando racconta del crescente peso delle donne nel movimento risaltano ancora di più. A questo si aggiunge l’aneddoto raccontato da Eszter sull’iniziale difficoltà a far accettare quel cambiamento dagli uomini, fino al momento in cui lei stessa è stata costretta a gridare per ottenere che una giovane partecipante potesse intervenire. Le cose poi sono cambiate e il ruolo di co-direttrici affidato a lei e a Rana lo dimostra.</p>



<p>Il dialogo con il pubblico si fa serrato e stimolante e alla fine una consapevolezza accomuna tutta la sala: combattere in un altro modo, superando divisioni e polarizzazioni, è possibile. L’umanità non ha confini e il cambiamento deve partire da ognuno di noi.</p>
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		<title>Festival dell&#8217;Umano</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 09:55:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Sabrina Minervini Vi parliamo, oggi, di un festival che si terrà il 12 ottobre presso Ripa di Porta Ticinese 113, Milano e che crediamo essere del tutto in linea con la nostra associazione: il Festival dell’Umano, che quest’anno è giunto alla 4°edizione.&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fes.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="968" height="837" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fes.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17742" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fes.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 968w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fes-300x259.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fes-768x664.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 968px) 100vw, 968px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Sabrina Minervini</p>



<p>Vi parliamo, oggi,  di un festival che si terrà il 12 ottobre presso Ripa di Porta Ticinese 113, Milano e che crediamo essere del tutto in linea con la nostra associazione: il <strong>Festival dell’Umano, </strong>che quest’anno è giunto alla 4°edizione.</p>



<p>L’evento&nbsp;è organizzato dall’Andrea Bezzi Foundation.</p>



<p>Questa fondazione svolge due  eventi annuali che hanno l’obiettivo di valorizzare l’essere umano e la sua esistenza il primo è l’APF prize, un concorso, dove vengono premiati dei giovani artisti che con le loro capacità nell’arte, nella musica nella cultura etc, sono stati in grado di creare delle idee innovative per affrontare i vari temi che definiscono l’essere umano con i propri pregi e difetti. (lavoro, amore, amicizia ,affetti)</p>



<p>Il secondo è il Festival dell’Umano che ha lo scopo di far porre delle domande sul vero valore dell’uomo. Nelle edizioni precedenti sono state affrontate tematiche come ad esempio l’importanza di apparire e l’essere sempre perfetti esteticamente per paura di essere giudicati.</p>



<p>Quest’anno&nbsp;l’evento si concentrerà su due parole opposte tra loro,</p>



<p><strong>altruismo </strong>e <strong>egoismo</strong></p>



<p>Sarà una giornata interamente dedicata a questi due&nbsp;macro&nbsp;argomenti&nbsp;e in particolare&nbsp;al porsi delle domande su questi temi.</p>



<p>Oltre a questo&nbsp;verrà affrontato anche il “tema manageriale”&nbsp;molte aziende parteciperanno a questo evento tra cui&nbsp;PizzAut&nbsp;con il suo fondatore Nico Acampora, Fondazione Cariplo e&nbsp;il Comune di Milano.</p>



<p>In questa parte dell’evento verrà affrontato l’arduo tema&nbsp;del lavoro&nbsp;e dell’inclusione.</p>



<p>Perché si guadagna di più nell’assumere una persona con disabilità in azienda?&nbsp;Perché una persona con disabilità può essere una risorsa in&nbsp;un team&nbsp;di lavoro?</p>



<p>Se siete curiosi di scoprirlo vi aspetto&nbsp;in Ripa di&nbsp;Porta &nbsp;Ticinese&nbsp;113, Milano.</p>



<p>Ops, dimenticavo: puoi partecipare anche on line!</p>
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		<title>Per il Venezuela, per la vera democrazia, per noi tutte/i</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 14:11:39 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="771" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1024x771.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17726" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1024x771.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-300x226.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-768x578.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1536x1156.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani ieri pomeriggio, ha partecipato alla manifestazione organizzata da PlataformaUnitariaItalia </p>



<p>Per tutta l&#8217;estate ha seguito le elezioni nel Paese latinomaericano, elezioni che non sono ancora approdate ad un risultato certo e democratico, così come emerso dai voti della popolazione. A Milano, in piazza San Babila, tante persone si sono riunite per chiedere, a gran voce, che vengano dichiarati e presi in considerazione i veri numeri e non quelli diffusi dalla propaganda di regime. Molti i prigioniri politici, anche giovani; molte le proteste in Venezuela e all&#8217;estero; è ora che la libertà di espressione, così come Verità e Giustizia, si affermino lì, come in altri (troppi) Paesi nel mondo. A tale proposito, durante la manifestazione, Associazione Per i Diriti umani ha letto il seguente comunicato: </p>



<p>Dallo scorso 28 luglio Associazione Per i diritti umani ha seguito le vicende politiche in Venezuela, in occasione delle elezioni all&#8217;interno del Paese latinoamericano. Perchè dare spazio a un Paese così lontano dall&#8217;Italia che si trova addirittura in un altro continente? Perchè la nostra associazione e il nostro giornale online PERIDIRITTIUMANI.COM vogliono essere un osservatorio su ciò che accade in Italia e nel mondo in tema, appunto, di diritti umani e civili.</p>



<p>In Venezuela ormai da troppo tempo vige una dittatura e il regime di Maduro si ostina, ancora oggi, a negare di aver perso; Maduro e i suoi hanno perso perchè i cittadini informati, la maggioranza dei cittadini venezuelani dentro e fuori il Paese, ha votato per l&#8217;avversario Gonzales Urrutìa, un uomo coraggioso che lotta per i diritti di tutte e di tutti, cercando, così, di riformare il Paese in termini di democrazia, giustizia, sanità, economia, istruzione contro un regime che si appoggia, al contrario, alla corruzione e al narcotraffico.</p>



<p>Perchè parlare di tutto questo, in Italia? Perchè oggi manifestare a fianco del Venezuela e dei venezuelani? Perchè quello che accade lì, così come in Iran oppure in Cina o in Egitto, ci riguarda.</p>



<p>Oggi in Venezuela molti cittadini, intellettuali e non, sono prigionieri politici; oggi in Iran le donne e i dissidenti sono vittime di violenze di ogni tipo; ricordiamo i casi di Giulio Regeni e di Patrik Zaki in Egitto? E i cristiani perseguitati dal governo cinese? Molte sono le violazioni e le negazioni dei diritti umani: la libertà di espressione, ad esempio,si esercita tramite un articolo su un giornale, tramite una manifestazione pubblica, tramite un libro, tramite un pensiero espresso sui mass-media, tramite la stesura di una tesi universitaria, tramite un murale dipinto su un muro della città..: ognuno ha il diritto di esprimersi SENZA però ledere la libertà altrui, senza offendere le credenze altrui, senza violenza verbale o fisica. Negare la libertà di espressione, in ogni sua forma, significa imbavagliare il confronto pacifico, il dibattito serio, significa avere PAURA del contraddittorio; e, nel caso delle elezioni in Venezuela, negare la vittoria dell&#8217;opposizione significa tentare di mettere a tacere la voce della maggioranza informata e onesta: quante e quanti di noi, qui in Italia, si sentono informati e onesti? Quanti di noi donne e giovani, in Italia, vogliono esprimere le proprie opinioni su temi dei diritti civili e dei diritti umani, come le donne e i giovani in Iran? Quanti di noi, in Italia, vogliono poter muoversi liberamente tra i diversi Paesi europei ed extraeuropei, senza rischaire la propria vita sulle zattere della morte o senza viveri attraverso i deserti? Quanti di noi, in Italia, vogliono un lavoro pagato e tutelato in termini di sicurezza?<br>Parlare oggi pomeriggio e ogni giorno di diritti umani significa, da una parte, mettersi nei panni di chi NON ha diritti e rischia la vita, la galera o la tortura per affermarli di nuovo nel proprio Paese, e parlare oggi pomeriggio e tutti i giorni di diritti umani significa, dall&#8217;altra parte, capire quanto noi, che forse siamo nati nella parte del mondo un po&#8217; più consapevole, siamo privilegiati perchè viviamo in Paesi che sono Repubbliche democratiche; ma mai come in quest&#8217;epoca dobbiamo chiederci per quanto tempo ancora avremo la possibilità di usufruire di questi diritti civili e umani? E quanto tempo abbiamo impiegato per vederli affermati? E quanti ancora sono da affermare?</p>



<p>NON bisogna MAI dare per scontato un diritto acquisito! Dobbiamo continuare a stare all&#8217;erta e dobbiamo appoggiare le istanze di libertà, di giustizia e di democrazia che ci arrivano dai cittadini degli altri Paesi del mondo: non importa che lingua parliamo, di che colore sia la nostra pelle; non importa che fede professiamo o a quale genere apparteniamo, l&#8217;età che abbiamo: siamo tutte persone !!! Nessuno più deve subire alcun tipo di violenza: NO alla violenza di Stato, No alla violenza personale, No alla violenza psicologica, No a tutte le forme di violenza. Tutte le persone devono poter vivere in serenità e nel rispetto reciproco. Insegnamolo ai nostri bambini, insegnamolo ai nostri giovani perchè loro possono davvero cambiare le cose, loro che sono le future donne, i futuri uomini, i futuri cittadini con diritto di voto, i futuri professionisti che aiuteranno i cittadini comuni che, a loro volta, si aiuteranno a vicenda. Facciamo di noi una COMUNITA&#8217; UMANA. Grazie.</p>



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		<title>Festival delle abilità: vi aspettiamo!</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Aug 2024 13:49:59 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p><br>Uno degli appuntamenti fissi di settembre è il Festival delle Abilità. L&#8217;evento nasce nel 2019 come rassegna culturale di arti performative e ha come obiettivo quello di promuovere l&#8217;arte accessibile sia per gli artisti che per gli spettatori.<br>Spettacoli, mostre, performance e dibattiti, infatti sono tradotti in Lingua dei Segni Italiana (Lis), trasmessi in diretta streaming con servizio di trascrizione e, in parte, di audiodescrizione.<br>Il Festival si svolgerà dal 14 al 22 settembre negli spazi della Biblioteca Chiesa Rossa di Milano. Gli spazi sono gli stessi del nostro Diversinsieme! Nove giorni di inziative a tema disabilità, non ci sono scuse per non partecipare!<br>Una delle novità di quest&#8217;edizione saranno le incurisioni artistiche accessibili in varie parti della città, possibili grazie a Run for Inclusion e Nessuno è Escluso.<br>Ecco un piccolo assaggio di ciò che sarà.<br>Giovedì 19 settembre, Gianfranco Falcone, in veste di fotografo, presenterà il suo progetto “Disability Glam”. Ho partecipato anch&#8217;io al progetto di Gianfranco che ha immortalato e dato voce, attraverso la sua penna, ai nostri corpi disabili. Falcone non è solo fotografo amatoriale, ma anche psicologo, giornalista e scrittore. Presto vi racconterò qualcosa in più di questo fotografo d&#8217;eccezione e del “Disability Glam”.<br>Il giorno successivo tornano in Chiesa Rossa, Giorgia Meneghesso e Silvia Lisena. Meneghesso con il suo spettacolo “Born this Way” ci racconta, attraverso musica e parole, il suo percorso e la sua lotta contro l&#8217;abilismo. Abbiamo pubblicato l&#8217;intervista a Giorgia proprio recentemente.<br>“Per i diritti umani” ha intevistato anche Silvia Lisena che presenterà il suo “Il circo delle meraviglie”, romanzo sulla depressione, raccontata con leggerezza, ma anche grande sensibilità.<br>Ultimo, ma solo cronologicamente, il talk di Domenica 22 del mio amico Andrey Chaykin e di “Abbatti le barriere”. Il lavoro di sensibilizzazione sulle barriere architettoniche svolto da Andrey e dai suoi “disabili pirata” va avanti ormai da diversi anni e ha portato, recentemente, alla presenza del Disability Pride anche nella città meneghina.<br>Il Festival delle Abilità è un&#8217;importante occasione per fare rete, conoscerci e far conoscere; voglio approfittare di questo articolo per ringraziare due delle organizzatrici di questo momento speciale: Laura Ricchina e Roberta Curia. Laura ha permesso a Chiesa Rossa di diventare luogo di riferimento per iniziative a tema disabilità. Roberta sì è sempre dimostrata disponibile al confronto<br>e alla collaborazione reciproca.<br>Qui sotto programma e sito, ora sta a voi scegliere dal buffet di questo Festival ricco di momenti interessanti!<br><a href="http://www.festivaldelleabilita.org?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.festivaldelleabilita.org?utm_source=rss&utm_medium=rss </a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/2-724x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17660" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/2-724x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/2-212x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/2-768x1086.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/2-1086x1536.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1131w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>
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