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	<title>permessodisoggiorno Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Oro Verde – il sapore amaro del kiwi</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jun 2024 09:16:00 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="805" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-1024x805.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17607" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-1024x805.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-300x236.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-768x603.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-1536x1207.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-2048x1609.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>La mostra fotografica sullo sfruttamento degli indiani sikh di Latina</p>



<p><br>L’ingiusta morte di Satnam Singh, rimasto coinvolto in un terribile incidente sul lavoro in un’azienda agricola di borgo Santa Maria, nella periferia di Latina, senza venire portato subito in ospedale, ci ricorda la situazione precaria e di sfruttamento vissuta da migliaia di braccianti migranti in tutta Italia.</p>



<p>La fotogiornalista Stefania Prandi denuncia, con una mostra fotografica, lo sfruttamento dei braccianti indiani nell’area dell’Agro Pontino e il traffico di esseri umani dall’India all’Italia. Le foto sono state realizzate tra la provincia di Latina e il Punjab, nelle province di Jalandhar e Amritsar con interviste ai lavoratori e alle loro famiglie.<br>Non solo paghe da fame, contratti irregolari e la costante minaccia della violenza. C’è anche il ricatto senza fine legato al permesso di soggiorno.<br>I salari non superano mai sette euro l’ora, e tendenzialmente sono più bassi, con una media tra i cinque e i sei euro. Ben al di sotto dei circa nove euro lordi all’ora stabiliti dal contratto provinciale come paga base di un operaio agricolo. Frequente lo stratagemma lavoro nero e «grigio».<br>Ricorrono i licenziamenti immotivati, l’assenza di servizi igienici adeguati, le pause troppo brevi e la mancanza di dispositivi di protezione obbligatori, come guanti e mascherine.<br>La mostra indaga lo sfruttamento dei lavoratori indiani che si nasconde dietro la filiera dei kiwi.<br>L’Italia è il principale produttore europeo di kiwi e il terzo al mondo dopo Cina e Nuova Zelanda.<br>Nei filari è presente una percentuale significativa di indiani di religione sikh, provenienti dal Punjab.<br>Secondo i dati Inps, i braccianti indiani in provincia di Latina sono quasi 9.500, con più di un milione di giornate registrate nei contratti a tempo determinato. Marco Omizzolo, docente di Sociopolitologia delle migrazioni all’Università La Sapienza di Roma, sotto protezione a causa delle minacce ricevute per il suo impegno di contrasto al caporalato nell’Agro Pontino, calcola che nell’area ci siano circa 30 mila persone appartenenti alla comunità sikh. Nella stima sono inclusi i senza permesso di soggiorno, i residenti in altre province e quanti, arrivati di recente, sfuggono ancora alle statistiche.<br>La mostra fotografica Oro Verde – il sapore amaro del kiwi è visitabile in anteprima nazionale a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, nella sede di Visioni Urbane, fino al 26 giugno. Sarà poi allestita a Potenza, alla Cappella dei Celestini, dal 29 luglio nell’ambito del Festival delle notti bianche del libro.<br>Da settembre la mostra girerà nelle scuole e in altri luoghi pubblici d’Italia con l’intento di sensibilizzare sui temi del razzismo, dello sfruttamento del lavoro migrante e sulle filiere alimentari.<br>Oro verde è una mostra che nasce da un’inchiesta internazionale realizzata in collaborazione<br>IrpiMedia, Danwatch e The Wire e pubblicata su testate come il Manifesto, Internazionale, El Pais, Al Jazeera, The Wire, Taz, con il supporto del Journalismfund Europe.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="805" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-1024x805.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-1024x805.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-300x236.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-768x603.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-1536x1207.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-2048x1609.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Info@cityofpeace.it &#8211; 3338363473<br>Stefania Prandi<br>Stefania Prandi è giornalista professionista, scrittrice di reportage e inchieste e fotografa.<br>Si occupa di diritti umani, sfruttamento sul lavoro, violenza di genere, questioni sociali, ambiente e<br>cultura.<br>Tra le sue collaborazioni, testate internazionali e internazionali come The Guardian, National<br>Geographic, Al Jazeera, El País, Correctiv, Azione, Radiotelevisione svizzera, Taz, Danwatch,<br>IrpiMedia, Internazionale, il manifesto.<br>Ha lavorato con associazioni e organizzazioni non governative come ActionAid, Dry-Art, Time for<br>Equality e Fondazione città della pace per i bambini Basilicata.<br>Ha scritto tre libri. L’ultimo, edito da People, si intitola Le madri lontane e racconta le vite delle donne<br>rumene e bulgare che lavorano nei campi italiani e lasciano i loro figli nei Paesi di origine con le<br>nonne. Gli altri due sono: Oro rosso. Fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo,<br>sulle braccianti che subiscono molestie sessuali, ricatti e stupri nelle serre di Italia, Spagna e<br>Marocco; Le conseguenze. I femminicidi e lo sguardo di chi resta sulle vittime di femminicidio e i loro<br>familiari. Questi ultimi sono stati pubblicati dalla casa editrice Settenove.<br>Stefania Prandi ha vinto grant e premi in Italia, Svizzera, Germania, Belgio e Stati Uniti. Tra i più<br>importanti: Fetisov Awards; Premio nazionale Fnsi “Dov&#8217;è Tina Merlin oggi?”; Fund for Women<br>Journalists – IWMF; Modern Slavery Unveiled Grant del Journalism Fund; National Geographic<br>Emergency Journalism Fund Grant; Henri Nannen Prize; Otto Brenner Prize; Volkart Stiftung Grant.<br>Interviene a festival ed eventi nazionali e internazionali e fa incontri nelle scuole.<br>Organizza e conduce workshop di giornalismo e insegna al Laboratorio di giornalismo femminista<br>promosso dal collettivo Femminismi contemporanei dell’Università di Venezia.<br>Le sue fotografie sono state esposte in sale museali, scuole, università e biblioteche in Italia e in<br>Europa.<br>Il suo sito è www.stefaniaprandi.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
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		<title>NO CPR &#8211; NO LAGER di Stato a Milano, in Libia, in Albania&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2024 13:27:48 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p> </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/c.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/c-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17505" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/c-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/c-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/c-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/c-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/c.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>di Barbara Raccuglia</p>



<p><br>Associazione per i Diritti Umani  intende esprimere solidarietà e partecipazione alla mobilitazione, che si è svolta sabato 6 aprile, in memoria di chi ha perso la vita nei lager di Stato &#8211; cosiddetti Centri di Permanenza Temporanea &#8211;  per dare voce ai troppi, che ogni giorno subiscono torture, maltrattamenti, umiliazioni e indefiniti tempi di detenzione con la sola accusa di ritrovarsi in Italia, sprovvisti dei requisiti necessari previsti dalla legge italiana, ovvero senza visti, permessi di soggiorno e altra documentazione &#8220;idonea&#8221;.<br>(vedi https://www.meltingpot.org/2016/01/reato-di-clandestinita-facciamo-chiarezza/?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_14_3_1.page?contentId=GLO62257&amp;previsiousPage=mg_14_3#&utm_source=rss&utm_medium=rss<br>http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/ingresso-stranieri-italia).?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>Scelte politiche che vanno in netto contrasto con i diritti umani, con il diritto internazionale  e con il diritto di asilo e di protezione internazionale. (https://temi.camera.it/leg19/post/19_pl18_il_diritto_di_asilo_e_l_attuazione_del_sistema_europeo_di_asilo.html#:~:text=Il%20diritto%20di%20asilo%20%C3%A8).?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>Cinquemila sono state le persone in cammino, da piazza Tricolore fino al CPR di Via Corelli  a Milano, dove un blocco in antisommossa decide che non possiamo spingerci oltre; il corteo si ferma tra il cavalcavia Buccari Ortica e l&#8217;inizio di Via Corelli. Urliamo. Mettiamo la musica. Balliamo e cantiamo, insieme ai vivacissimi compagni in lotta per Gaza, quantomeno nella speranza che dall&#8217;interno possano sentire la nostra vicinanza.<br>Un corteo pieno di interventi, di testimonianze e di rappresentazioni teatrali che trattano le varie problematiche legate ai CPR. Dalla distribuzione di psicofarmaci, usati per stordire i migranti, agli atti di autolesionismo e purtroppo anche di suicidio. Sono stati infatti ricordati Moussa Balde e Ousmane Sylla.<br>(https://www.meltingpot.org/2023/05/per-moussa-balde-e-tutte-le-vittime-della-violenza-razzista-delle-frontiere/?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>https://ilmanifesto.it/che-il-suo-corpo-torni-a-casa-la-famiglia-piange-sylla-ousmane).?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/VIDEO-2024-04-08-08-02-29.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/VIDEO-2024-04-06-16-52-05.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<p><br>Ringraziamo la rete MAI PIU&#8217; LAGER &#8211; NO CPR per avere organizzato la mobilitazione, e che grazie a un lavoro di indagine eseguito insieme al NAGA, sono stati finalmente portati alla luce fatti e testimonianze di grave disumanità, e che ad oggi hanno quantomeno messo sotto sequestro il CPR di Via Corelli.<br>CHIEDIAMO CHE VENGANO SUBITO CHIUSI TUTTI I LAGER &#8211; CPR.<br>CHIEDIAMO CHE VENGANO RIVISTE LE POLITICHE SULL&#8217;IMMIGRAZIONE.<br>CHIEDIAMO SUBITO UNA MAGGIORE ATTENZIONE DA PARTE DELLE ISTITUZIONI, SUI TEMI DELLA TUTELA, DELLA PROTEZIONE E<br>DELL&#8217;ACCOGLIENZA NEI CONFRONTI DI UNA PERSONA IN DIFFICOLTA&#8217; .</p>



<p><br>Seguiranno approfondimenti, negli articoli a venire.<br>Riportiamo e sosteniamo quanto è stato espresso sulle piattaforme, dalla rete MAI PIU&#8217; LAGER &#8211; NO CPR, che vi invitiamo a seguire:<br>https://www.facebook.com/NoaiCPR/?locale=it_IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/pa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/pa-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17508" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/pa-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/pa-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/pa-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/pa-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/pa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/26ab.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="⚫" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f7e1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🟡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔴" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> MOBILITAZIONE PER LA CHIUSURA DI TUTTI I CPR <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔴" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f7e1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🟡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/26ab.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="⚫" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (Da #NOcpr)<br>La tortura legalizzata dei lager di Stato è ormai una innegabile certezza documentata da centinaia di foto, video, dossier e testimonianze, arrivate anche nelle le aule giudiziarie, a rivelare la vergogna finora tenuta nascosta.<br>La verità di oltre 25 anni di abusi, violenze e soprusi dietro le sbarre dei luoghi di detenzione amministrativa a danno di persone che, in gabbie nascoste nelle nostre città, vengono private della libertà personale non per un reato, ma per un illecito amministrativo che non possono non commettere: quello di non possedere un titolo di soggiorno che la legge non permette nei fatti di avere.<br>Questo odioso esempio di razzismo istituzionale (non esiste la detenzione amministrativa per un cittadin* italian*) è il colpo di coda dello stesso mostro che poggia la testa e le mani insanguinate sulle frontiere della Fortezza Europa, all&#8217;ingresso della quale il nostro paese svolge il suo compito infame di fido cane da guardia.<br>Tra i suoi frutti più amari:<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔸" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> il memorandum a firma Minniti che, prorogato, finanzia a tutt&#8217;oggi i lager libici e la guardia costiera che riporta all&#8217;inferno chi ne è sfuggito;<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔸" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> il trattato Italia-Tunisia a firma Lamorgese e rinnovato dalla Meloni, che dietro il paravento di scambi commerciali favorisce ogni anno la deportazione di migliaia di cittadini tunisini fuggiti dal proprio paese, in mano ad un dittatore xenofobo e affamatore;<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔸" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> il progressivo dilagare della detenzione amministrativa anche alle frontiere, che imprigiona e criminalizza non più solo chi è etichettato come &#8220;migrante economico&#8221; ma anche le stesse persone richiedenti asilo tutelate dalla Costituzione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/p.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="701" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/p-1024x701.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17506" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/p-1024x701.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/p-300x205.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/p-768x526.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/p-1536x1051.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/p.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1553w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>Il tutto mentre ancora più subdola e sofisticata si prepara ad essere la violenza al varco dell&#8217;UE tramite l&#8217;utilizzo di schedature preventive e scanner biometrici a rubare identità e libertà di movimento a chiunque abbia più di sei anni.<br>Poi, il destino di chi osa varcare la soglia, sopravvivendo alle traversate e ai &#8220;game&#8221; balcanici, invece, è lo stesso di sempre: il ricatto della clandestinità e l&#8217;invisibilità totale, sotto la minaccia costante della deportazione, che aggiunge violenza a violenza, fisica e psichica.<br>Nel mezzo, la minaccia della detenzione amministrativa, che istituzionalizza quella violazione sistematica dei diritti fondamentali che apre, nelle nostre città, pericolose voragini. Aree grigie in cui la legge è sospesa e tutto è permesso, creando un arretramento dei diritti che costituisce un grave precedente non solo per chi ha a cuore la solidarietà con le persone migranti, ma per tutte e tutti.<br>E&#8217; infatti il banco di prova per l&#8217;avanzata dell&#8217;arbitrio dello Stato, che brandisce la clava del binomio &#8220;sicurezza &#8211; immigrazione&#8221; a suon di decreti liberticidi in bilico sulla finzione di un&#8217;emergenza perenne e sulla prospettazione di un pericolo costante per i nostri &#8220;valori&#8221;. Questo, al fine di legittimare l&#8217;utilizzo della violenza e della repressione generalizzata, dai manganelli nelle piazze, ai piccoli e grandi soprusi quotidiani.<br>Ed esempio scandaloso di tale avanzata repressiva che surfa sapientemente sull&#8217;onda emotiva è stato l&#8217;osceno e paradossale spettacolo di ministri dalla faccia di tolla, che, ai piedi di un relitto ancora caldo su una costa calabra, hanno usurpato il nome dell&#8217;ennesima strage di Stato, di mare, proprio per fare delle prospettive minnitiane del 2017 concreta realtà. Con, fra l&#8217;altro, il raddoppio del numero dei CPR e l&#8217;allungamento sei volte tanto dei tempi di detenzione massima. Per poi giungere all&#8217;aberrazione del progetto di delocalizzazione in territorio albanese di questo sistema, come un qualsiasi call center, al fine di proseguire ancora più indisturbati ed impuniti nell&#8217;azione di umiliazione della dignità umana di chi ha la colpa di non avere quel pezzo di carta che non gli si vuole dare.<br>Ebbene, ora che gli strumenti repressivi &#8211; affinati negli anni anche da una certa sinistra, nel gioco devastante di rincorsa delle destre in nome di sicurezza, decoro e legalità &#8211; sono nelle mani di uno dei governi più fascisti dalla nostra Repubblica mettendo in pericolo chiunque, non c&#8217;è neppure più il tempo di ricercare e rimpallarsi le colpe, che restano trasversali e ben evidenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/r.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="406" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/r-1024x406.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17507" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/r-1024x406.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/r-300x119.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/r-768x305.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/r-1536x609.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/r.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>E&#8217; invece il tempo di pretendere e ottenere con un vasto fronte un&#8217;inversione di rotta, la fine della violenza legalizzata, che nei centri di permanenza per il<br>rimpatrio vede la punta dell&#8217;iceberg e l&#8217;esempio più eclatante e simbolico.<br>Oltretutto, i fatti ora parlano più chiaro che mai: non esiste un &#8220;caso Milano&#8221;, non esiste un &#8220;caso Ousmane Sylla&#8221;; è la stessa detenzione amministrativa ad essere voluta e concepita come luogo di tortura psicofisica e di morte, a perenne monito per i futuri ingressi, e come prova muscolare a favor di telecamera in tempo di elezioni.<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/26a1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="⚡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />E se alla favoletta del modello di CPR propugnato da alcuni &#8220;democratici&#8221; &#8211; quello in cui i diritti vengano monitorati e rispettati &#8211; non abbiamo mai creduto, non ci crederemo proprio ora che le più recenti vicende del CPR di Milano ne dimostrano l&#8217;irrealizzabilità: commissariato dalla Procura, resta il lager di sempre, ripresentando le stesse atrocità che si ripetono da decenni in tutti i CPR, in tutte le città e qualunque sia il gestore: sono proprio concepiti così.<br>Non possiamo quindi assistere inerti alla moltiplicazione di questi luoghi di repressione e di lenta tortura psicofisica, né tantomeno alla loro rimozione forzata dalla visuale della società civile: ne va dei diritti di tutte e di tutti.<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/26a1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="⚡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />E&#8217; dovere ed interesse di ciascuno e ciascuna mobilitarsi perché vengano chiusi, a cominciare dal CPR di Milano, che già fu chiuso una decina di anni fa:<br>che sia un lager non lo diciamo solo noi e le circa 1850 persone rimaste impigliate tra le sue sbarre, ma una montagna di prove inequivocabili, anche sui tavoli di diverse Procure, davanti alle quali non è più possibile fingere di non sapere.</p>



<p><br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> UN LAGER COMMISSARIATO RESTA SEMPRE UN LAGER: NON ESISTE UN MODO GIUSTO PER FARE UNA COSA INGIUSTA.<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> I CPR VANNO CHIUSI TUTTI E SUBITO, COMINCIAMO DA VIA CORELLI!<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> NO CPR NO LAGER DI STATO, NE&#8217; A MILANO, NE&#8217; ALTROVE, NE&#8217; IN LIBIA NE&#8217; IN ALBANIA!</p>



<p><br>Numerose sono state le adesioni, in seguito l&#8217;elenco:</p>



<p><br>Abolish Frontex ROMA<br>AccoglierSi<br>ACRA ONG &#8211; Milano<br>ActionAid Italia<br>ADL Cobas<br>Anpi ATM Milano<br>ANPI Audrey Hepburn<br>ANPI Codè Montagnani-Marelli<br>Anpi Crescenzago<br>ANPI Onorina Brambilla &#8211; Pero<br>APS Giardini in Transito &#8211; Giardino Comunitario Lea Garofalo<br>APS Scighera<br>Arci Milano<br>Assemblea NoCPR Sardegna<br>Associazione Comitato Quartieri Case Popolari Calvairate-Molise-Ponti Odv<br>Associazione familiari e amici di Fausto e Iaio Odv e Ets<br>Associazione Libertà e Giustizia<br>Associazione ManifestA<br>Associazione Naga &#8211; Milano<br>Ass. Naz. Amicizia ItaliaCuba circolo di Milano<br>Associazione Nuove Radici<br>Associazione per i diritti umani<br>Associazione Progetto Arcobaleno aps<br>Associazione Studenti Universitari di Padova<br>Associazione Studi Giuridici Immigrazione<br>Associazione Todo Cambia APS<br>Associazione Tortora<br>Assopace Palestina Milano<br>Ateneo Libertario Milano<br>Baobab Experience<br>Cambio Passo Aps Onlus<br>Camera del Non Lavoro<br>Caminantes Treviso odv<br>Cantiere<br>Carovane Migranti<br>Casa delle Donne di Milano</p>



<p>Casa Don Gallo Rimini<br>Casa Madiba Network<br>Cascina Torchiera<br>Centro Donna Lilith aps<br>Chi si cura di te?<br>Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa &#8211; Milano<br>Circolo ARCI Agorà Cusano Milanino<br>Circolo Pink LGBTE Verona<br>Circolo Zanna Bianca Legambiente<br>Cnca Lombardia<br>Colectivo peruanos en Milan<br>Collettivo Anarchico Bandiera Nera<br>Collettivo Autonomo Erasmo<br>Collettivo d&#8217;Azione Territoriale (C.A.T.) di Cologno Monzese<br>Collettivo di ricerca-azione partecipata contro la detenzione e la violenza dei confini<br>Collettivo Edera<br>Collettivo Kasciavìt<br>Collettivo Lesbico Strasaffica*<br>Collettivo liceo classico Beccaria<br>Collettivo Marielle Roma Tre<br>Collettivo Politico Manzoni<br>Collettivo Rotte Balcaniche AV<br>Comitato Berta Vive Milano<br>Combinazione ODV<br>Como senza frontiere<br>Comunità islamica di Trento<br>Cooperativa Diapason<br>Corpi e terra<br>Corte Popolare Rho<br>COSPE Onlus<br>Costituzione Beni Comuni Aps<br>Csa Baraonda<br>Csa Pacì Paciana<br>Csoa Gabrio<br>DIEM25/Mera25 Italia<br>Dimensioni Diverse &#8211; Spazio di relazione e di pensiero odv<br>Disturbi Teatro<br>Enciclopediadelledonne.it<br>Europa Verde &#8211; Verdi<br>Fabbrica Utopie<br>Federazione Anarchica<br>FLAICA-CUB Torino e Città Metropolitana<br>Florence Must Act<br>Fondazione Gariwo<br>Giovani Democratici Milano Metropolitana<br>Giovani Palestinesi d&#8217;Italia<br>Giovani Palestinesi Milano<br>Human Rights Today &#8211; Milan in The World<br>I sentinelli di Milano<br>Italiani senza cittadinanza<br>La Casa del Mondo &#8211; Adjebadia</p>



<p>Lambretta<br>Lato B<br>Le Carbet<br>Le Veglie contro le morti in mare di Bergamo<br>Le Veglie Contro le Morti in Mare &#8211; Milano<br>Libera Milano Coordinamento Provinciale<br>Link &#8211; Coordinamento Universitario<br>Mai più CPR &#8211; Mai più lager &#8211; Torino<br>Marciona<br>M.A.S.H. Padova<br>Medicina Democratica ETS<br>Mediterranea Saving Humans<br>Mediterranea Saving Humans &#8211; Milano<br>Melitea<br>Memoria Antifascista<br>Milano Antifascista Antirazzista Meticcia e Solidale<br>Municipi Sociali Bologna<br>Murga Libre<br>Mutuo Soccorso Milano- Brigata Lena Modotti<br>Nabad Milano odv.<br>No Name Kitchen<br>NON UNA DI MENO<br>Off Topic Lab<br>Open Gates Padova<br>Open your borders<br>Ospiti in arrivo ODV &#8211; Udine<br>Parola agli Studenti<br>Partito Comunista Italiano Federazione di Milano<br>Partito Democratico Milano Metropolitana<br>Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Milano<br>Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea &#8211; Lombardia<br>Periplo ODV di Bari<br>Porti Aperti &#8211; Milano<br>Potere al Popolo Milano<br>Progetto Melting Pot Europa<br>Redazione di Comune / Benvenuti Ovunque<br>ResQ &#8211; People saving people<br>Rete della Conoscenza<br>Rete della Conoscenza Milano<br>Rete della Conoscenza Roma<br>Rete Italiana Antifascista<br>Rete Milano odv<br>Rete regionale No CPR No grandi centri Emilia Romagna<br>Refugees Welcome Italia &#8211; Gruppo Territoriale di Milano<br>Refugees Welcome Italia &#8211; Gruppo Territoriale di Torino<br>Reti di Pace laboratorio Monteverde Roma<br>Right 2 be Sicilia &#8211; Palermo<br>Samia insieme per l’uguaglianza<br>Scuola Binari<br>Sea-Watch Italia<br>Sinistra Anticapitalista</p>



<p>Sinistra Italiana &#8211; Milano metropolitana<br>Spazio Antispecista Catania<br>Spazio Stria Padova<br>St. Ambroeus FC<br>Stop Border Violence<br>Stop border Violence &#8211; Coordinamento bergamasca<br>STOP CPR- ROMA<br>Una città in comune &#8211; Pisa<br>Unione degli Studenti<br>Un Ponte Per &#8211; Comitato di Milano e Monza<br>Ya Basta! Bologna<br>ZAM<br>Zanë Kolektiv &#8211; Albania</p>
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		<title>XXIX Rapporto ISMU sulle migrazioni 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2024 08:21:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Palazzo Emilio Turati, Via Meravigli 9/B, Milano Fondazione ISMU ETS stima che al 1° gennaio 2023 gli stranieri presenti in Italia siano circa&#160;5 milioni e 775mila,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/ismu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="725" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/ismu-725x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17433" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/ismu-725x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 725w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/ismu-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/ismu-768x1085.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/ismu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 803w" sizes="(max-width: 725px) 100vw, 725px" /></a></figure>



<p>Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Palazzo Emilio Turati, Via Meravigli 9/B, Milano</p>



<p>Fondazione ISMU ETS stima che al 1° gennaio 2023 gli stranieri presenti in Italia siano circa&nbsp;<strong>5 milioni e 775mila, 55mila in meno rispetto alla stessa data del 2022</strong><a href="https://www.ismu.org/xxix-rapporto-sulle-migrazioni-2023-comunicato-stampa-13-2-2024/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribers+lista+1%263%29&amp;utm_campaign=6431fd9839-29%C2%B0RAPPORTO+ISMU+MIGRAZIONI_dem_COPY_06&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-6431fd9839-126455418#_ftn1&utm_source=rss&utm_medium=rss">[1]</a>. Il bilancio demografico mostra una significativa crescita della popolazione straniera residente in Italia (+110.000 unità). Diminuisce, invece, la componente irregolare, che si attesta sulle 458mila unità, contro le 506mila dell’anno precedente. Il calo degli irregolari è dovuto principalmente all’avanzamento delle regolarizzazioni attuate nel 2022 a completamento delle procedure di “emersione 2020”.&nbsp; Da segnalare la consistente riduzione dei “regolari non residenti”: il loro numero è sceso da 293mila a 176mila (-117mila).</p>



<p>Per quanto riguarda il lavoro, il 2023 ha segnato il record storico delle assunzioni di personale immigrato – 1.057.620 persone – programmate dalle imprese italiane (fonte Unioncamere – ANPAL). Permangono, però, numerose criticità, che mostrano la necessità di una nuova governance dei processi migratori e di inclusione (oggetto di analisi del&nbsp;<a href="https://www.ismu.org/libro-bianco-sul-governo-delle-migrazioni-economiche?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>Libro bianco sul governo delle migrazioni</em></a>&nbsp;elaborato da ISMU).</p>



<p>Sul fronte scolastico, il numero degli alunni con background migratorio nelle scuole italiane è tornato a crescere a un ritmo che lascia presumere che, in circa 10 anni, si potrà arrivare al traguardo di un milione di alunni con background migratorio (nell’a.s. 2021/22 il numero si attesta a 872.360 presenze)<strong>.&nbsp;</strong>Si segnala, inoltre, che i nati in Italia rappresentano il 67,5% degli alunni con cittadinanza non italiana.</p>



<p>Per quanto riguarda le confessioni religiose, ISMU stima che al 1° luglio 2023 i cristiani nel loro complesso rappresentino la maggioranza assoluta (53,1%) tra gli stranieri residenti in Italia, con una presenza di immigrati cattolici che si attesta al 17,0% (i musulmani rappresentano il 29,7%).</p>



<p>Sono questi alcuni dei principali dati del&nbsp;<strong>XXIX Rapporto sulle migrazioni 2023</strong>, elaborato da&nbsp;<strong>Fondazione ISMU ETS</strong>&nbsp;(Iniziative e Studi sulla Multietnicità), che viene presentato oggi 13 febbraio, dalle 9.00 alle 13.00, presso la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Palazzo Emilio Turati, in via Meravigli 9/B, Milano. L’evento viene trasmesso anche in diretta streaming&nbsp;<strong>sul canale&nbsp;</strong><a href="https://www.youtube.com/user/FondazioneIsmu?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>YouTube</strong></a>&nbsp;e&nbsp;<strong>sul&nbsp;</strong><a href="https://www.ismu.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>sito</strong></a>&nbsp;di ISMU.</p>



<p>Alla presentazione, realizzata in collaborazione con Fondazione Cariplo e moderata dal Segretario Generale di Fondazione ISMU ETS,&nbsp;<strong>Nicola Pasini</strong>, partecipano:&nbsp;<strong>Giovanni Azzone,</strong>&nbsp;Presidente Fondazione Cariplo;&nbsp;<strong>Gian Carlo Blangiardo</strong>, Presidente Fondazione ISMU ETS;&nbsp;<strong>Romano Guerinoni</strong>, Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi;&nbsp;<strong>Livia Elisa Ortensi,&nbsp;</strong>Responsabile Settore Statistica Fondazione ISMU ETS.</p>



<p>Nel corso del convegno si terranno due tavole rotonde. La prima, dal titolo&nbsp;<strong>“Migrazioni: fanno crescere la povertà o creano ricchezza”</strong>&nbsp;con gli interventi di<strong>&nbsp;Andrea Dellabianca,</strong>&nbsp;Membro della Giunta della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Presidente di Formaper;&nbsp;<strong>Nicola Saldutti</strong><strong>,&nbsp;</strong>Caporedattore Economia del&nbsp;<em>Corriere della Sera</em>;&nbsp;<strong>Laura Zanfrini,</strong>&nbsp;Responsabile Settore Economia, Lavoro e Welfare Fondazione ISMU ETS.</p>



<p>A conclusione del convegno, la tavola rotonda dal titolo&nbsp;<strong>“Per un’informazione responsabile sulle migrazioni”</strong>&nbsp;con gli interventi di:&nbsp;<strong>Paola Barretta</strong>, Portavoce Associazione Carta di Roma;&nbsp;<strong>Eleonora Camilli,&nbsp;</strong>Giornalista per&nbsp;<em>Redattore Sociale</em>&nbsp;e&nbsp;<em>La Stampa</em>;&nbsp;<strong>Cristina Giudici</strong>, Contributor per&nbsp;<em>Il Foglio</em>&nbsp;e consulente di Fondazione Gariwo;&nbsp;<strong>Vittorio Longhi</strong>, Giornalista e formatore per l’ONU;&nbsp;<strong>Alidad Shiri</strong>, Editorialista del quotidiano&nbsp;<em>Alto Adige</em>.</p>



<h4>1) MIGRAZIONI IN ITALIA<a href="https://www.ismu.org/xxix-rapporto-sulle-migrazioni-2023-comunicato-stampa-13-2-2024/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribers+lista+1%263%29&amp;utm_campaign=6431fd9839-29%C2%B0RAPPORTO+ISMU+MIGRAZIONI_dem_COPY_06&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-6431fd9839-126455418#_ftn2&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>[2]</strong></a></h4>



<p><strong>L’immigrazione al 1° gennaio 2023.&nbsp;</strong>Fondazione ISMU ETS stima che al 1° gennaio 2023 gli stranieri presenti in Italia siano circa 5 milioni e 775mila, 55mila in meno rispetto alla stessa data del 2022<a href="https://www.ismu.org/xxix-rapporto-sulle-migrazioni-2023-comunicato-stampa-13-2-2024/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribers+lista+1%263%29&amp;utm_campaign=6431fd9839-29%C2%B0RAPPORTO+ISMU+MIGRAZIONI_dem_COPY_06&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-6431fd9839-126455418#_ftn3&utm_source=rss&utm_medium=rss">[3]</a>. Il bilancio demografico del 2022 mostra una significativa crescita dei residenti, la cui quota relativa sul totale della popolazione residente in Italia è passata dal 8,5% all’8,7% (+110mila unità). Si registra, invece, una moderata diminuzione del numero di irregolari, dovuta dal prevalere dell’effetto riduttivo delle regolarizzazioni attuate nel 2022 a completamento delle procedure di “emersione 2020” rispetto all’incremento prodotto dai flussi di irregolarità e dalla mancata presentazione/accettazione delle richieste di asilo o protezione riconducibili al fenomeno degli arrivi non autorizzati, per lo più via mare. Questi ultimi hanno subìto, nel corso dell’anno, un significativo aumento (+57%).</p>



<p><strong>Effetto “emersione 2020”: diminuiscono gli irregolari.&nbsp;</strong>Come già accennato, alla data del 1° gennaio 2023 ISMU stima una moderata diminuzione della componente irregolare, che si attesta sulle 458mila unità, contro le 506mila dell’anno precedente. Gli irregolari costituiscono il 7,9% della presenza straniera complessiva.</p>



<p><strong>Diminuiti i regolari non residenti.</strong>&nbsp;Nel 2022 va segnalata la consistente riduzione dei cosiddetti “regolari non residenti”, cioè gli stranieri presenti sul territorio italiano, in possesso di un valido titolo di soggiorno, ma non inclusi (o non ancora) nel collettivo dei registrati in anagrafe. Il loro numero è sceso da 293mila a 176mila (-117mila). Si tratta per lo più di cittadini comunitari o di nuovi soggiornanti, presenti in Italia anche a seguito di procedure di accoglienza, che al momento non hanno eletto la loro residenza anagrafica in un comune italiano.</p>



<p><strong>Gran parte degli</strong><strong>&nbsp;stranieri proviene da Paesi terzi.</strong>&nbsp;Al 1° gennaio del 2023, tra gli stranieri regolarmente presenti in Italia la componente extra-Ue è di circa tre quarti del totale. L’aumento di 166mila unità rispetto alla stessa data del 2022 conferma la tendenza alla ripresa “post-Covid” avviata lo scorso anno. Il 40% di cittadini non comunitari proviene da quattro Paesi: Ucraina, Marocco, Albania e Cina.&nbsp; Seguono undici Paesi con quote di presenze regolari extra-UE comprese tra il 2% e il 5%. Nell’ordine: India, Bangladesh, Egitto, Filippine, Pakistan, Moldova, Sri Lanka, Senegal Nigeria, Tunisia e Perù. Nel complesso le prime quindici nazionalità coprono più di tre quarti del totale.</p>



<p><strong>Ucraini in Italia.</strong>&nbsp;Fondazione ISMU ETS rileva che l’aumento degli stranieri provenienti da Paesi terzi nel 2022 va quasi del tutto attribuito alle vicende che hanno determinato la forte crescita della popolazione ucraina, una presenza che, tra l’altro, era da tempo consolidata nella realtà italiana. Al 1° gennaio 2022 gli ucraini in Italia con regolare permesso di soggiorno erano poco più di 230mila, la gran parte (81,2%) con un titolo di lungo periodo. Dopo lo scoppio della guerra si sono avuti consistenti nuovi arrivi in Italia, con un picco nel mese di maggio 2022. Nel corso dell’anno gli ingressi si sono poi largamente ridotti e, alla fine del 2022, si contavano in Italia circa 146mila cittadini ucraini sotto protezione temporanea, di cui quasi 54mila minori. La pressione migratoria si è affievolita dall’inizio del 2023 assestandosi su una media di poco meno di 350 nuovi permessi al mese, a fronte di 67mila permessi rilasciati tra il 2 marzo e il 30 aprile 2022 e di ulteriori 27mila permessi rilasciati tra maggio e luglio.</p>



<p><strong>Acquisizioni di cittadinanza in aumento.</strong>&nbsp;Nel corso del 2022 gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza sono circa 214mila, contro i 121.457 dell’anno precedente. I cittadini non comunitari divenuti italiani nel 2022 sono in prevalenza marocchini, albanesi e ucraini.</p>



<p><strong>In calo il tasso di natalità degli stranieri.</strong>&nbsp;Il ruolo dell’immigrazione nel mitigare i numeri del nostro “inverno demografico” resta importante: le 393mila nascite registrate in Italia nel 2022 sono il 27% in meno rispetto al dato del 2002, ma sono il prodotto di un aumento del 56% dei nati stranieri e una diminuzione del 33% di quelli italiani.</p>



<p>Tuttavia, sebbene tra il 2002 e il 2022 i nati stranieri siano saliti da 34mila a 53mila (mentre gli italiani sono scesi da 505mila a 340mila), va rilevato che il loro contributo a supporto della bassa natalità nel nostro Paese tende sempre più ad attenuarsi. Le 53mila nascite nel 2022 sono 27mila in meno rispetto al massimo osservato nel 2012 (con 80mila nati). I tassi di natalità della popolazione straniera vanno infatti progressivamente convergendo verso quelli degli italiani: dai 23,5 nati per mille abitanti del 2004 (con oltre 14 punti di vantaggio sugli autoctoni) si è scesi nel 2022 a un più modesto 10,4 per mille (con solo circa 4 punti in più).</p>



<p><strong>Sbarchi e ingressi via terra.&nbsp;</strong>Gli sbarchi registrati sulle coste italiane nel 2023 hanno raggiunto volumi simili a quelli del periodo 2014-2017, gli anni della cosiddetta crisi dei rifugiati. In particolare, tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2023 gli sbarchi ammontano a 157mila, con una crescita del 67,1% rispetto allo stesso periodo del 2022 e del 133,6% rispetto al 2021. I decessi nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale sono in crescita da 1.417 a 2.498, pari rispettivamente a 9 e 13 ogni 1.000 tentati attraversamenti. Il numero complessivo di persone decedute dal 2014 è oltre 22mila, di cui 485 bambini.</p>



<p>Nel 2023 sono aumentati i flussi dalla Tunisia (+200% nei primi 10 mesi rispetto al dato complessivo 2022) e leggermente diminuiti quelli dalla Libia (-2.4%). Se consideriamo i paesi d’origine delle persone sbarcate nel 2023 è cresciuto il numero di cittadini originari della Guinea (che costituiscono l’11,6% del totale) seguiti da quelli di Tunisia (11%), Costa d’Avorio, (10,2), Bangladesh (7,7%) ed Egitto (7,0%).</p>



<p>In crescita anche gli arrivi alle frontiere terrestri: nel 2022 alla frontiera con la Slovenia erano stati 13.500 (+44% rispetto al 2021), prevalentemente da Pakistan, Afghanistan, Bangladesh, India e Nepal. Nel 2023 gli ingressi tra gennaio e novembre sono stati oltre 11.000, ancora prevalentemente da Pakistan, Afghanistan, Bangladesh.</p>



<p><strong>Richieste d’asilo.</strong>&nbsp;Passando alle richieste d’asilo, va precisato che solo una parte delle persone entrate irregolarmente in Italia fanno domanda. Inoltre, non tutte derivano dagli sbarchi, ma anche da ingressi via terra, corridoi umanitari, ingressi alla frontiera aeroportuale, ingressi ai sensi del regolamento di Dublino. Nel 2022 le richieste d’asilo sono state 84.289 (di cui 7.090 reiterate), con una crescita del 57% rispetto al 2021, quando le domande erano state 53.609. Nel 2023 le richieste d’asilo verso l’Italia sono state invece 135.820, presentate primariamente da cittadini del&nbsp;Bangladesh (17,3%), dell’Egitto (13,5%) e del Pakistan&nbsp;(12,6%).</p>



<p><strong>Religioni.&nbsp;</strong>Fondazione ISMU ETS stima che al 1° luglio 2023 la maggioranza assoluta della popolazione straniera residente in Italia sia di religione cristiana (53,1%). Gli immigrati ortodossi, tra cui è ricompresa la maggior parte degli ucraini, sono saliti al 29,2%. I cattolici si attestano al 17,0%. Gli evangelici sono scesi al 2,7%, mentre i copti e gli altri cristiani rimangono sostanzialmente invariati (rispettivamente 1,6% e 2,6%). I musulmani rappresentano il 29,7%, seguiti da buddisti (3,3%), induisti (2,1), sikh (1,7%) e altre religioni (0,4%). Gli atei o agnostici sono il 9,7%. In termini assoluti, includendo nei conteggi anche i minori di qualsiasi età, si stima che in Italia al 1° luglio 2023 ci siano circa un milione e 521mila musulmani, un milione e 499mila ortodossi e 870mila cattolici.</p>



<h4>2) IL LAVORO</h4>



<p>Dopo la battuta d’arresto provocata dalla pandemia, nel passaggio dal 2021 al 2022 si è registrato un netto miglioramento dei principali indicatori del mercato del lavoro italiano: una tendenza proseguita anche nel 2023. Nel 2022, la crescita dell’occupazione dei 15-64enni, che è tornata ai livelli pre-Covid, è imputabile per il 78,3% agli italiani e per il 21,7% agli stranieri (dati Eurostat). Quella degli attivi è attribuibile per il 70,7% agli italiani e per il 29,3% agli stranieri e la riduzione della disoccupazione per l’83,4% agli italiani e per il 16,6% agli stranieri. Nel 2022 gli stranieri rappresentano il 10,8% delle forze di lavoro tra i 15 e i 64 anni, il 10,4% degli occupati e il 15,9% dei disoccupati. Dal punto di vista settoriale, il comparto con la più elevata incidenza di stranieri sul totale di occupati è quello dei servizi personali e collettivi (31,6%), seguito a distanza da agricoltura (17,7%), ristorazione e turismo (17,3%), costruzioni (15,6%).</p>



<p><strong>Prevale il “lavoro povero”.</strong>&nbsp;Nel 2022, per i lavoratori extracomunitari occupati a tempo indeterminato la retribuzione media annua è stata pari a 19.251 euro, quella del totale dei lavoratori pari a 27.523 euro. Per i dipendenti a tempo determinato, per gli extra-europei è stata pari a 9.508 euro, cioè inferiore dell’8,3% rispetto a quella del totale dei lavoratori (10.365 euro). Infine, la retribuzione dei lavoratori domestici extra-UE, pur essendo leggermente superiore a quella della generalità dei lavoratori (verosimilmente per il numero maggiore di ore lavorate), ammonta a soli 7.945 euro. Si tratta di livelli retributivi che confermano un’immigrazione fortemente coinvolta nel fenomeno del “lavoro povero”, a sua volta anticamera, per molti lavoratori stranieri e per le loro famiglie, della caduta in una condizione di povertà assoluta o relativa.</p>



<p><strong>Gender gap: penalizzate soprattutto le donne extra-UE.&nbsp;</strong>Tra le donne lavoratrici, quelle extra-europee risultano maggiormente penalizzate. Nel 2022 i tassi di occupazione femminili delle donne extra-Ue sono molto più bassi rispetto alle italiane (43,7% contro 51,5%). Invece, nell’ambito della popolazione proveniente da Paesi dell’Unione, i tassi di occupazione femminili risultano più elevati rispetto a quelli delle italiane. Particolarmente coinvolte nel fenomeno dell’inattività sono le donne provenienti da Bangladesh (92,3%), Pakistan (89,8%) ed Egitto (85,1%). Le più colpite dalla disoccupazione sono le egiziane (68,5% nel 2022). Tra i fattori penalizzanti: bassi livelli di istruzione e competenza linguistica, difficoltà sul fronte della conciliazione con gli impegni familiari, esposizione alla discriminazione.</p>



<p><strong>Permane il problema dell’<em>overqualification</em>.&nbsp;</strong>Rispetto agli altri Paesi, l’Italia attrae una immigrazione poco istruita: la metà degli immigrati nati all’estero ha una bassa istruzione formale e solo il 12% ha una laurea, rispetto al 20% dei nativi. Ciò nondimeno, la quota di lavoratori stranieri laureati occupati in una professione&nbsp;<em>low</em>&nbsp;o&nbsp;<em>medium skill</em>&nbsp;è pari al 60,2% nel caso dei cittadini non UE e al 42,5% nel caso degli UE, a fronte del 19,3% stimato per gli italiani. Pesa il mancato riconoscimento dei titoli acquisiti all’estero: meno del 3% degli stranieri possiede un titolo estero riconosciuto in Italia.</p>



<p>Secondo i dati di uno studio&nbsp;<em>ad hoc</em>&nbsp;Istat (2023a) discussi all’interno del Rapporto, sul problema dell’<em>overqualification&nbsp;</em>incidono anche fattori legati alla cittadinanza – italiana per nascita, straniera o italiana per acquisizione – e al genere. Per esempio, il vantaggio di possedere la laurea, rispetto alla licenza media, è di circa 40 punti percentuali in termini di tasso di occupazione tra gli italiani dalla nascita, quasi si dimezza tra i naturalizzati e scende sotto i 9 punti tra gli stranieri. Tra le donne, possedere una laurea migliora il tasso di occupazione di ben 51 punti tra le autoctone, di 29 punti tra le naturalizzate e di soli 17 punti tra le straniere. Per chi ha al massimo la licenza media, il tasso di occupazione degli stranieri è invece superiore a quello degli autoctoni e dei naturalizzati.</p>



<p><strong>La domanda di lavoro immigrato è in crescita.&nbsp;</strong>Da elaborazioni di Fondazione ISMU ETS su dati Eurostat, si prevede che dal 2024 alla fine del decennio la popolazione dell’UE in età attiva (15-64enni) diminuirà di oltre 6 milioni di unità già nei primi sei anni, e poi di altri 13 milioni entro il 2040, pur in presenza di flussi migratori in entrata. Si aggraveranno, dunque, le difficoltà di reclutamento già oggi sperimentate dalle imprese in vari settori (sanitario e assistenziale, manifatturiero, commercio al dettaglio, ospitalità, trasporti, costruzioni). L’Italia è peraltro, insieme alla Bulgaria, il Paese europeo dove le forze lavoro tra i 15 e i 64 anni hanno l’età media più elevata (attorno ai 43 anni e mezzo, fonte Istat). Nei prossimi anni, via via che i&nbsp;<em>baby boomers</em>&nbsp;raggiungeranno l’età del pensionamento, le imprese avranno difficoltà a gestire il turnover.</p>



<p>Il 2023 ha segnato il record storico delle assunzioni di personale immigrato – 1.057.620&nbsp; persone – programmate dalle imprese italiane (fonte Unioncamere – ANPAL). L’importazione di forza lavoro dall’estero si sta dunque affermando come un’opzione condivisa da molti Paesi europei, a dispetto di un quadro politico dominato dalla preoccupazione di ridurre la pressione migratoria irregolare e gestire i flussi di richiedenti asilo. Tra le tendenze ricorrenti: l’introduzione di sistemi “a punti” e altre misure per rendere il proprio Paese maggiormente ricettivo nei confronti dei lavoratori qualificati; l’ampliamento dei profili professionali inseriti nelle&nbsp;<em>shortages lists</em>; il ritorno in auge degli accordi bilaterali con i Paesi d’origine. A tale proposito, il&nbsp;<a href="https://www.ismu.org/wp-content/uploads/2023/01/Volume_Libro-bianco-sul-governo-delle-migrazioni-economiche.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Libro bianco sul governo delle migrazioni</strong></a>&nbsp;elaborato dal Settore Economia e Lavoro di Fondazione ISMU (disponibile al seguente link:&nbsp;<a href="https://www.ismu.org/libro-bianco-sul-governo-delle-migrazioni-economiche?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.ismu.org/libro-bianco-sul-governo-delle-migrazioni-economiche?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>) contiene un ricco insieme di indicazioni relative sia alle auspicabili modifiche del quadro normativo, sia ad aspetti di ordine procedurale e organizzativo, indirizzate sia ai decisori pubblici e sia a tutti gli attori coinvolti nella gestione dei processi migratori e di inclusione occupazionale dei lavoratori immigrati.</p>



<h4>3) GLI ALUNNI STRANIERI E IL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO</h4>



<p>Nell’anno scolastico 2021/2022 persiste lo svantaggio degli studenti non italiani amplificato dagli anni della pandemia e da nuove emergenze, come quella derivante dal flusso di donne e di minori (anche soli) provenienti dall’Ucraina nel corso del 2022. Come evidenziato dal&nbsp;<a href="https://www.ismu.org/alunni-con-background-migratorio-in-italia-famiglia-scuola-societa/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Report nazionale ISMU 4/2022, Alunni con background migratorio in Italia. Famiglia, scuola, società</a>&nbsp;(Santagati, Colussi, 2022), le alleanze educative tra famiglie, scuole, territorio, enti locali e del Terzo settore si sono rivelate cruciali per fare fronte alle difficoltà del quotidiano. Tuttavia, nonostante le esperienze di solidarietà e l’impegno verso una più ampia inclusione, permangono discriminazioni e disparità di trattamento.</p>



<p><strong>Aumentati gli alunni stranieri.&nbsp;</strong>Dopo la decrescita temporanea del 2020/21, nell’a.s. 2021/22 il numero degli alunni con background migratorio si attesta a 872.360 presenze (quasi +7.000), pari al 10,6% del totale degli iscritti nelle scuole italiane. All’inizio dell’a.s. 2023/2024 i valori attesi degli alunni non italiani nelle scuole statali erano di 869.336. Nell’aprile del 2023 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha certificato la presenza di 888.880 alunni con entrambi i genitori stranieri per l’anno scolastico 2022/23. A tale ritmo di crescita, si presume che in circa 10 anni si potrà arrivare al traguardo di un milione di alunni con background migratorio.</p>



<p><strong>Il 44% degli alunni stranieri è di origine europea.&nbsp;</strong>Gli studenti con cittadinanza non italiana (CNI) sono originari di quasi 200 Paesi differenti e il 44% circa di essi è di origine europea. Più di 1⁄4 è di origine africana, attorno al 20% di origine asiatica e quasi l’8% dell’America latina. La cittadinanza più numerosa è rappresentata dalla Romania con oltre 151mila studenti. Seguono Albania (quasi 117mila studenti) e Marocco (111mila).</p>



<p><strong>Accolti più di 27mila studenti ucraini.</strong>&nbsp;Al 13 giugno 2022 sono 27.506 gli studenti ucraini accolti nelle scuole: 12.713 nelle primarie, 6.148 nelle scuole dell’infanzia, 6.086 nelle secondarie di primo grado e 2.559 nelle secondarie di secondo grado. Altri 3.019 sono stati accolti dai Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti. Il numero maggiore di studenti ucraini si è inserito in Lombardia (5.748), Emilia-Romagna (3.218) e Campania (2.744).</p>



<p><strong>Un quarto degli alunni con CNI in Lombardia.&nbsp;</strong>I dati del 2021/22 confermano che la maggioranza degli studenti con cittadinanza non italiana si concentra nelle regioni settentrionali, a seguire nel Centro e nel Mezzogiorno. La Lombardia accoglie 222.364 alunni con background migratorio, seguita da Emilia-Romagna (106.280) e Veneto (96.105). In Emilia-Romagna gli studenti con CNI rappresentano, in rapporto alla popolazione scolastica regionale, il 17,4%, il valore più elevato a livello nazionale. Segue la Lombardia con il 16,3% di alunni con CNI ogni 100 iscritti nelle scuole di diverso ordine e grado. La provincia italiana con il più alto numero di studenti stranieri è Milano (80.189), seguita da Roma (63.946) e Torino (39.184).</p>



<p><strong>Le scuole italiane non toccate dal fenomeno migratorio sono il 18%.&nbsp;</strong>Nell’a.s. 2021/22 le scuole senza allievi con CNI scendono al 18%. Aumenta leggermente la fascia con meno del 30% di alunni di origine immigrata (74,8%). Le scuole con il 30% e oltre di alunni con background migratorio sono il 7,2% del totale.</p>



<p><strong>I nati in Italia rappresentano il 67,5% degli alunni con CNI.</strong>&nbsp;I nati in Italia figli di immigrati sono passati da 577.071 nel 2020/21 a 588.986: quasi 12mila unità in più. Dalla prima rilevazione dell’a.s. 2007/08 ad oggi, il gruppo si è triplicato e rappresenta il 67,5% degli alunni con CNI.</p>



<p><strong>Cresce l’incidenza delle seconde generazioni.&nbsp;</strong>Più dei due terzi degli alunni censiti come italiani sono costituiti da seconde generazioni. L’incidenza percentuale delle seconde generazioni cresce in tutti i livelli scolastici, a parte le primarie. Nelle scuole dell’infanzia, 83 sono i nati in Italia ogni 100 alunni con background migratorio, 73,6 alla primaria, 66,9 alle secondarie di primo grado e 48,3 in quelle di secondo grado.</p>



<p><strong>Un quarto degli studenti con CNI è in ritardo scolastico.&nbsp;</strong>Il ritardo scolastico rimane un aspetto problematico. Nell’a.s. 2021/22 riguarda il 25,4% degli stranieri (gli italiani sono l’8,1%). Nel complesso, il ritardo fra i non italiani si è ridotto nel tempo. Tuttavia, le percentuali di studenti in ritardo sono ancora molto elevate, soprattutto nelle secondarie di secondo grado, dove quasi la metà degli studenti di origine immigrata è in ritardo di uno o più anni (48,4%). Altri due fenomeni che continuano a essere preoccupanti sono l’abbandono precoce degli studi e la lontananza dal sistema di istruzione/formazione/lavoro. Nel 2022 gli ELET cioè i giovani che si sono fermati alla scuola secondaria di primo grado, sono ancora il 28,7% dei 18-24enni stranieri, ovvero il triplo degli autoctoni, che scendono al 9,7%. I giovani in condizione di NEET (Not in Education, Employment or Training, ovvero i giovani che non studiano né lavorano) fra i 15 e i 29 anni si attestano al 29% del totale, circa il doppio degli italiani (17,9%).</p>



<p><strong>Cresce la presenza nei licei.&nbsp;</strong>Negli ultimi dieci anni gli alunni con background migratorio sono rimasti una componente stabile degli istituti tecnici, mentre si è ridotta la quota negli istituti professionali ed è cresciuta in eguale misura la presenza nei licei. Nell’a.s. 2021/22 sul totale degli alunni con background migratorio il 32% frequenta il liceo. Seguono gli iscritti agli istituti tecnici, precedendo la quota dei non italiani negli istituti professionali (28,9%), che continua lentamente a scendere.</p>



<p><strong>Rapporto INVALSI 2023.</strong>&nbsp;Gli allievi stranieri di prima generazione, nella classe V secondaria di secondo grado, in Italiano conseguono in media un esito significativamente più basso di uno studente-tipo<a href="https://www.ismu.org/xxix-rapporto-sulle-migrazioni-2023-comunicato-stampa-13-2-2024/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribers+lista+1%263%29&amp;utm_campaign=6431fd9839-29%C2%B0RAPPORTO+ISMU+MIGRAZIONI_dem_COPY_06&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-6431fd9839-126455418#_ftn4&utm_source=rss&utm_medium=rss">[4]</a>&nbsp;di 9,5 punti. Quelli di seconda generazione hanno un esito inferiore di 8,1 punti. In Matematica, le prime generazioni conseguono mediamente un esito più basso dello studente tipo di meno 2 punti, mentre le seconde generazioni hanno un esito più basso di 3 punti. In Inglese, gli allievi di prima generazione conseguono un esito più elevato dello studente tipo, nella lettura (circa +9,2 punti) e nell’ascolto (+11,1 punti). Anche i risultati delle seconde generazioni sono migliori di quelli dello studente tipo, con circa 5 punti in più nella prova di&nbsp;<em>reading</em>&nbsp;e circa 8 punti in più in quella di&nbsp;<em>listening</em>.</p>



<h4>4) LA SALUTE</h4>



<p>In un contesto internazionale caratterizzato da una evoluzione dei sistemi di welfare in generale e del welfare sanitario in particolare, il XXIX Rapporto sulle migrazioni 2023 analizza i dati europei sulla salute degli stranieri. Tale analisi mette a confronto la salute tra Paesi e gruppi di età e cittadinanza diversa sottolineando, tra l’altro, come l’auto-percezione della salute dei cittadini non comunitari sia peggiore rispetto a quella dei cittadini nazionali in dieci Stati membri. Vengono analizzate, inoltre, le iniziative delle istituzioni europee volte a garantire la salute mentale dei migranti, che nel nuovo approccio globale alla salute mentale lanciato dalla Commissione europea nel giugno 2023 viene posta sullo stesso piano della salute fisica. Infine, vengono riportati i dati italiani e l’impatto di iniziative di policy come il decreto Cutro sulla salute dei migranti.</p>



<p><strong>Ricoveri.</strong>&nbsp;Dai dati Istat 2023 emerge che nel 2021 i cittadini stranieri provenienti da Paesi dell’area europea (esclusa l’Italia) rappresentano il 3,2% di tutti i ricoveri in regime ordinario, seguiti dai ricoveri di cittadini provenienti da Paesi dell’area africana (1,6%), asiatica (1,1%) e americana (0,6%).</p>



<p><strong>Parti.&nbsp;</strong>I dati più recenti (Ministero della Salute) indicano che, nel 2021, i parti di madri di cittadinanza non italiana erano il 19,9% del totale, in leggera flessione rispetto allo stesso dato del 2020 (21%). Al momento del parto le madri straniere hanno in media 31 anni contro i 33,1 delle italiane.</p>



<h4>5) IL TEMA IMMIGRAZIONE NELLE ELEZIONI REGIONALI ITALIANE</h4>



<p>Il 2023 è stato l’anno delle elezioni per il rinnovo della Giunta e del Consiglio regionale in tre regioni: Lombardia, Lazio e Friuli-Venezia Giulia. Rispetto ad altre consultazioni elettorali precedenti, e anche alla competizione per il rinnovo del Parlamento del 25 settembre 2022, il tema immigrazione non ha catalizzato una forte attenzione. Da un’analisi dei programmi elettorali svolta da Fondazione ISMU ETS risulta che, nelle tre regioni, la issue immigrazione era presente nei programmi di sei candidati su otto. Inoltre, diversamente rispetto al passato, il tema non è stato inserito sotto il cappello “legalità e sicurezza” nel programma di alcun candidato (con la parziale eccezione di Massimiliano Fedriga in Friuli-Venezia Giulia), ma è stato inserito all’interno delle aree welfare, formazione e lavoro, mostrando, almeno superficialmente, un tentativo di valorizzazione dell’immigrazione con un inquadramento volto non solo a rilevarne i problemi. Tuttavia, se al momento delle elezioni in Lombardia e Lazio la situazione a livello nazionale permetteva ai partiti di mettere in secondo piano la issue immigrazione, la tragedia di Cutro, avvenuta nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, ha fatto riemergere la questione, e ciò potrebbe almeno in parte spiegare la maggiore rilevanza che il tema ha assunto nelle successive elezioni in Friuli-Venezia Giulia. Il tema è tornato prepotentemente in primo piano a livello nazionale, e anche a livello europeo dove resterà dominante nel corso del 2024, in vista della competizione elettorale del 6-9 giugno che vedrà contrapposti ancora una volta sovranisti e globalisti, europeisti e antieuropeisti, sostenitori delle società aperte e sostenitori delle società chiuse.</p>



<p><strong>Il XXIX Rapporto sulle migrazioni 2023 di Fondazione ISMU ETS tratta anche altre tematiche di attualità quali: il Patto sulla migrazione e l’asilo, la questione dei corridoi umanitari, le tensioni tra Kosovo e Serbia, l’Europa e suoi rapporti con i Paesi africani, la violenza familiare e i minori, la <em>issue</em> immigrazione nell’opinione pubblica europea. Inoltre, uno specifico approfondimento è dedicato alla guerra in Ucraina.</strong></p>



<p></p>



<p>Per scaricare il report: https://www.ismu.org/ventinovesimo-rapporto-sulle-migrazioni-2023/?utm_source=rss&utm_medium=rss<a href="https://www.ismu.org/ventinovesimo-rapporto-sulle-migrazioni-2023/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.ismu.org/ventinovesimo-rapporto-sulle-migrazioni-2023/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>***</p>



<h6><a href="https://www.ismu.org/xxix-rapporto-sulle-migrazioni-2023-comunicato-stampa-13-2-2024/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribers+lista+1%263%29&amp;utm_campaign=6431fd9839-29%C2%B0RAPPORTO+ISMU+MIGRAZIONI_dem_COPY_06&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-6431fd9839-126455418#_ftnref1&utm_source=rss&utm_medium=rss">[1]</a>&nbsp;Valori revisionati sulla base delle successive revisioni Istat post censimento 2018.<br><a href="https://www.ismu.org/xxix-rapporto-sulle-migrazioni-2023-comunicato-stampa-13-2-2024/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribers+lista+1%263%29&amp;utm_campaign=6431fd9839-29%C2%B0RAPPORTO+ISMU+MIGRAZIONI_dem_COPY_06&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-6431fd9839-126455418#_ftnref2&utm_source=rss&utm_medium=rss">[2]</a>&nbsp;Alcuni dati riportati nel comunicato stampa possono differire da quelli pubblicati nel XXIX Rapporto sulle migrazioni 2023, poiché riaggiornati dopo la pubblicazione del volume.<br><a href="https://www.ismu.org/xxix-rapporto-sulle-migrazioni-2023-comunicato-stampa-13-2-2024/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribers+lista+1%263%29&amp;utm_campaign=6431fd9839-29%C2%B0RAPPORTO+ISMU+MIGRAZIONI_dem_COPY_06&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-6431fd9839-126455418#_ftnref3&utm_source=rss&utm_medium=rss">[3]</a>&nbsp;Valori revisionati sulla base delle successive revisioni Istat post censimento 2018.<br><a href="https://www.ismu.org/xxix-rapporto-sulle-migrazioni-2023-comunicato-stampa-13-2-2024/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribers+lista+1%263%29&amp;utm_campaign=6431fd9839-29%C2%B0RAPPORTO+ISMU+MIGRAZIONI_dem_COPY_06&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-6431fd9839-126455418#_ftnref4&utm_source=rss&utm_medium=rss">[4]&nbsp;</a>Definito nelle analisi INVALSI come un allievo di sesso maschile, in regola con gli studi, che frequenta un istituto tecnico nel Centro Italia, italiano, di condizione socioeconomica e culturale pari alla media nazionale.</h6>
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		<title>Più di 150 medici stranieri rischiano di perdere l&#8217;accesso alla specializzazione a causa del permesso di soggiorno per studio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jan 2024 09:39:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Foad Aodi: appello al Presidente della Repubblica e al Governo italiano ed i ministri competenti per risolvere la questione dei medici stranieri, basta muri contro di loro siamo stanchi Così la richiesta e l&#8217;appello&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/aodi.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="808" height="454" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/aodi.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17347" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/aodi.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 808w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/aodi-300x169.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/aodi-768x432.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 808px) 100vw, 808px" /></a></figure>



<p><strong><em>Foad Aodi: appello al Presidente della Repubblica e al Governo italiano ed i ministri competenti per risolvere la questione dei medici stranieri, basta muri contro di loro siamo stanchi</em></strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="200" height="200" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17346" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></figure></div>



<p>Così la richiesta e l&#8217;appello dell&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) insieme alla Commissione medici e professionisti della sanità stranieri &#8211; giovani e al Movimento Uniti per Unire al Presidente della repubblica e al Presidente del Governo Italiano e ai ministri competenti per risolvere e consentire ai medici stranieri che hanno superato la prova di ammissione di accedere alle specializzazioni senza muri burocratici; vista l&#8217;enorme carenza di medici specialisti e infermieri in Italia non è umano continuare a mettere muri contro i professionisti della sanità di origine straniera senza motivi validi anche perchè  in numerose regioni stanno salvando la sanità pubblica e privata.</p>



<p>.<strong>Quali sono i requisiti generali per l’accesso ai concorsi pubblici e all&#8217;esame di specializzazione? Cittadinanza italiana o cittadinanza di uno degli Stati membri dell’Unione Europea? Ai sensi dell’art. 38 D.Lgs. 165/01 e s.m.i, possono partecipare: i cittadini italiani o i cittadini di uno degli Stati Membri dell’Unione Europea e i loro familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro, che siano titolari del diritto di soggiorno oppure i cittadini di Paesi terzi che siano titolari del permesso di soggiorno UE o che siano titolari dello status di rifugiato ovvero dello stato di protezione sussidiaria (ai candidati non italiani è in ogni caso richiesta un’adeguata conoscenza della lingua italiana).</strong></p>



<p><strong>La storia</strong>: sta succedendo in tutta Italia. Medici stranieri extracomunitari esclusi dalla specializzazione anche se vincitori di concorso. Hanno scelto di spostarsi dal loro Paese e luogo di origine per formarsi al meglio e iniziare un percorso formativo, ma si trovano in un limbo di insicurezze, con stipendi bloccati, con colleghi che decadono dalla graduatoria ogni tot giorni e con risposte ambigue e senza puri riferimenti di legge dalle segreterie universitarie, dal nord al sud. Chi di loro ha richiesto spiegazioni in merito ha ricevuto come risposta “seguirà il provvedimento motivato dell&#8217;esclusione “. I giovani medici, oltre il carico di stress dell&#8217;inizio di un nuovo percorso in un altro Paese, devono affrontare tutti i giorni anche la pressione da parte dell&#8217;università di provvedere al più presto con la conversione del permesso di studio in permesso di lavoro, pena esclusione dalla specializzazione, cosa attualmente impossibile per chi vuole iniziare un percorso di formazione inquadrato come borsa studio e che ha ricevuto dal Paese di provenienza un Visto di studio. Tale decisione è stata comunicata tramite decreto aggiuntivo del 23 novembre art 4 comma 4 dal MIUR agli Atenei ma in nessun modo ai medici direttamente interessati da questo provvedimento.&#8221; </p>



<p>L&#8217;Amsi insieme al Movimento Uniti per Unire esprime il suo rammarico per questo trattamento nei confronti dei giovani colleghi che vengono esclusi da un giorno all&#8217;altro e senza preavviso o un minimo di garanzie nonostante frequentassero regolarmente nei reparti ospedalieri a loro assegnati dalla Scuola di Specializzazione. ln Italia mancano medici, in tutte le specialità, e se il trattamento è questo non ci possiamo lamentare dei “cervelli in fuga” e delle carenze di personale SSN. Amsi ribadisce il suo impegno a sostenere tutti i professionisti della sanità italiani e di origine straniera come fa da sempre. Più di 1000 strutture e dipartimenti e poliambulatori e servizi pubblici e privati non hanno chiuso grazie all&#8217;ingresso dei professionisti della sanità di origine straniera; più di 3300 professionisti della sanità italiani hanno chiesto all&#8217;Amsi, da maggio del 2023, di volere lavorare all&#8217;estero (Paesi del Golfo) con aumento del 60% da settembre; più di 7 mila richieste di professionisti della sanità giunte all&#8217;Amsi negli ultimi 3 anni, più di 100 mila professionisti della sanità di origine straniera esercitano in Italia con un aumento del 45% di ingressi negli ultimi 3 anni e poi di 1000 convegni e congressi per tutte le professioni e tutte e nazionalità dal 2000 in collaborazione con le nostre associazioni e comunità appartenenti al Movimento Uniti per unire e Unione medica euro mediterranea (UMEM). &#8220;Sono alcune cifre che rendono la nostra realtà tra i primi difensori della sanità in Italia e anche all&#8217;estero e non accettiamo più muri, offese e distinzioni di professionisti e medici di serie A e serie B&#8221;, <strong>così dichiara Foad Aodi Presidente AMSI e docente a Contratto all&#8217;Università di Tor Vergata.</strong></p>



<p>Infine, l&#8217;Amsi si rivolge a tutti gli albi professionali di prendere posizione e tutelare i nostri colleghi perché siamo tutti medici italiani e rispettiamo i nostri doveri e la legge italiana, ma chiediamo che vengano rispettati i diritti senza discriminazione.</p>
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		<title>Trieste. La piazza del mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 09:59:18 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Pubblichiamo una parte dell&#8217;importante reportage di Luca Greco che ringraziamo molto per aver deciso di condividere con Associazione Per i Diritti umani alcune sue immagini e le sue riflessioni. Reportage che documenta le condizioni dei migranti che provengono dalla rotta balcanica e che vengono aiutati da Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi, fondatori dell&#8217;associazione &#8220;Linea d&#8217;ombra&#8221;; reportage che si fa denuncia e testimonianza diretta della violazione dei diritti umani per i migranti. Facciamo che diventi un appello per la politica e per ognuno di noi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17137" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>La piazza del mondo ti accoglie appena esci dalla stazione ferroviaria di Trieste.<br>E subito ti colpisce.<br>Colpisce per gli sguardi di chi la abita e per l&#8217;indifferenza di chi ci passa accanto e non ci entra.<br>E come se tutt&#8217;attorno fosse circondata da un muro invisibile. E dentro ci sono loro: decine e decine di giovani uomini con il viso stravolto ed i piedi distrutti. Che in silenzio aspettano: ci sono infermiere che curano le loro ferite mentre altri volontari distribuiscono tagliandi per avere cibo, scarpe e coperte. Ben sapendo che cibo, scarpe e coperte non basteranno per tutti.<br>Alcuni ingannano l&#8217;attesa giocando con un pallone. Altri pregano o provano a chiamare casa. Altri ancora cuciono i nomi di chi non c&#8217;è più in quello che qui viene chiamato il &#8220;lenzuolo della memoria&#8221;.<br>E poi arriva Mohamed, un bimbo afgano di 9 anni che quasi riesce più a muoversi. Ha appena attraversato il confine camminando. Tanta parte della piazza si precipita e lo circonda, cercando di farlo ridere per distrarlo dal dolore delle piaghe ai piedi.<br>Ma come si possono curare le ferite dell&#8217;anima?<br>La Piazza del Mondo comincia a riempirsi nel tardo pomeriggio, quando il sole comincia a calare. Gli abitanti della piazza hanno ormai acquisito l&#8217;arte dell&#8217;attesa. Si aspetta che vengano distribuiti i biglietti per la cena e quelli per i vestiti, si aspetta l&#8217;arrivo delle infermiere a cui mostrare le piaghe e le ferite, si aspetta l&#8217;arrivo di qualcuno con cui scambiare due parole. Si aspetta che il tempo passi o si trasformi. Si aspetta l&#8217;arrivo di qualcosa di nuovo. Si aspettano, ad esempio, gli scout.<br>Che proprio oggi, con il loro carico di energie e curiosità, sono arrivati. A giocare, a distribuire il cibo, a ricamare i nomi di chi non c&#8217;è più, ad ascoltare le storie di chi ha attraversato i Balcani a piedi ed a raccontare di come, anche loro spesso a piedi, sono arrivati a Trieste. Ventenni che accolgono loro coetanei. E così gli scout hanno riempito la piazza. Di vita e di risate.<br>In tutto questo, affamate ed impaurite, le persone continuano ad arrivare. E la piazza continua ad accogliere.<br>La Piazza del Mondo è una piazza partigiana.<br>Gian Andrea Franchi – fondatore assieme alla moglie Lorena Fornasir di &#8220;Linea d&#8217;ombra” – in proposito ha le idee chiarissime: la loro azione, il prendersi cura dell&#8217;altro, è un atto politico, non semplice volontariato. Curare i migranti, nutrirli e vestirli per consentire loro di riprendere il cammino, ovunque vogliano andare, è una critica diretta e frontale alla politica migratoria italiana ed europea. Laddove gli Stati costruiscono muri, loro gettano ponti. Restituiscono dignità ed umanità a chi, per colpa delle politiche liberiste e neocoloniali, è stato privato di tutto. Al centro della loro azione c&#8217;è la persona che, in quanto tale, è portatrice di diritti inalienabili.<br>La piazza è la dimostrazione concreta che un altro mondo, non solo è possibile ma necessario. E per il solo fatto di esistere, diventa un atto di resistenza. Culturale, politica ed umana.<br>A Kanvala ci accompagna Sohail che da 2 mesi dorme lì. Ed ecco che quello che loro chiamano il &#8220;Grand hotel&#8221; si mostra in tutta la sua drammatica e brutale violenza: zanzare, ratti, tafani. Qua e là spuntano alcune tende o altri ripari di fortuna. Niente acqua, né luce, né servizi igienici.<br>Questo enorme silos &#8211; di proprietà di coop alleanza 3.0 che, alla faccia del tanto decantato spirito cooperativo, ha denunciato i migranti per violazione di proprietà privata &#8211; è oggi abitato da circa 300 persone che vivono in condizioni disumane. Con la connivenza dello Stato e delle forze dell&#8217;ordine.<br>Kanvala rappresenta l&#8217;abisso dell&#8217;umanità ed il fallimento della politica guardiamo Sohail e gli chiediamo come sia possibile tornare tutte le notti in questo posto. Lui ci sorride, mi chiede una sigaretta e, mentre aspira, candido risponde: «non è per sempre, è solo per un po&#8217;. Presto o tardi me ne andrò da qui».<br>E così, mentre torniamo nella piazza del mondo, la &#8220;politica della cura&#8221; di Lorena assume ancora più significato. È lei a restituire dignità ai corpi dei migranti. Ed allora ricomincia la vita.<br>Ma Kanvala resta. Negli occhi e nel cuore.<br>La Piazza del Mondo ti obbliga a scegliere.<br>E quella di decidere a chi dare cibo, vestiti e coperte è una delle scelte più difficili da compiere.<br>Mani che chiedono, corpi che ti circondano fino a soffocare, sguardi che implorano: tutti hanno bisogno<br>di tutto. Ma tutto per tutti non c&#8217;è.<br>Ed è in quel momento che arriva il peso della scelta. Perché una scelta va comunque fatta.</p>



<p>Allora cerchi di individuare quelli appena arrivati, li riconosci dai piedi e dagli sguardi. Poi provi a capire le età delle persone, perché sai che minori e anziani hanno la priorità. E Poi, quanto tutti chiedono, ti accorgi che in un angolo della piazza, in disparte, c&#8217;è qualcuno che non riesce a chiedere. Ed allora sei tu ad andare da lui portando con te viveri e calzature.<br>Poi ti guardi le mani e capisci che hai finito tutto. E cerchi le parole per spiegarlo a quelli che sono rimasti senza niente e che si accalcano attorno a te pur sapendo che non c&#8217;è più nulla.<br>Nel mentre, nelle panchine della piazza, le mani delle infermiere continuano a curare i corpi e la dignità dei migranti. Perché gli arrivi continuano. E la solidarietà pure.<br>Shahid ha 25 anni ed è a Trieste da un qualche mese. Manca dal Pakistan da 6 anni. Per arrivare qui ha attraversato mezza Asia e mezza Europa: Iran, Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia, Bosnia, Croazia, Slovenia. A piedi. Chiama spesso la madre e le sorelle per tranquillizzarle, loro non sanno che anche lui è uno degli ospiti del &#8220;Grand hotel Kanvala&#8221;. Vorrebbe fare il sarto, lo stesso lavoro che faceva in Pakistan.<br>In un inglese stentato, racconta la sua odissea: «Il viaggio è molto difficile, attraversare le montagne è molto difficile. molti sono morti. E quando vedi morire un compagno di viaggio non puoi dimenticarlo».<br>Sohail ha 26 anni e viene dal Kashmir. È partito a marzo. È stato costretto a lasciare casa: militava in un partito che chiedeva autonomia politica ed economica dall&#8217;India. La prima tappa del viaggio è il Pakistan.<br>A casa lascia il padre, 5 fratelli e 2 sorelle. Quello che guadagna non è sufficiente a mantenere la famiglia e per questo riparte.<br>«I confini più difficili da attraversare sono stati quello iraniano e quello bulgaro. In Iran ci hanno preso,<br>spogliato e ci hanno sparato con proiettili di gomma, in Bulgaria i militari usano cani che sono addestrati ad azzannarci».<br>L&#8217;ultima tappa del suo viaggio è l&#8217;Ungheria. Qui decide di pagare un passeur. «Eravamo in 26 nascosti in un camion. Non so da dove siamo passati perché eravamo rinchiusi e non potevamo guardare fuori.<br>Abbiamo viaggiato per 13 ore ed alla fine siamo arrivati qui».</p>



<p></p>



<p>&#8220;Mi chiamo Luca Greco e scrivo dalla provincia di Ferrara. Dal 14 al 19 agosto sono stato a Trieste, in piazza della libertà, dove Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi, i fondatori di &#8220;Linea d&#8217;ombra&#8221;, accolgono i migranti che arrivano dalla rotta balcanica. Quel che ho visto è umanamente insostenibile e penso che andrebbe data una grande visibilità a quel che avviene quotidianamente in quella piazza. Ho scritto ed ho fotografato per l&#8217;intera settimana e quello che vi propongo è appunto il frutto di questo lavoro di documentazione&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17136" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p2-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17138" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p2-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p2-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p2-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p2-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17139" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17140" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17141" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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		<title>Nel 2022 sono oltre 384mila i permessi di protezione concessi dai Paesi UE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 08:27:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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<p></p>



<h2></h2>



<p>(da ismu.org)</p>



<h2><strong>Nel 2022 sono oltre 384mila i permessi di protezione<br>concessi dai Paesi UE (+40% rispetto al 2021)</strong></h2>



<h3>A questi si aggiungono oltre 4 milioni di permessi di protezione temporanea<br>rilasciati a cittadini ucraini in fuga dalla guerra</h3>



<p><strong>Milano 19 giugno 2023.</strong>&nbsp;In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, che si celebra domani 20 giugno, Fondazione ISMU ETS fa presente che nel 2022, secondo i dati Eurostat,<strong>&nbsp;i Paesi dell’UE hanno concesso permessi di protezione a 384.245<a href="https://www.ismu.org/nel-2022-sono-oltre-384-mila-i-permessi-di-protezione-concessi-dai-paesi-ue-comunicato-stampa-19-6-2023/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribed+lista+1%29&amp;utm_campaign=69727056c9-giornata+del+rifugiato_COPY_02&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-69727056c9-126455418&amp;ct=t(EMAIL_CAMPAIGN_giornatadelrifugiato_COPY_02)#_ftn1&utm_source=rss&utm_medium=rss">[1]</a>&nbsp;richiedenti asilo, con un aumento del 40% rispetto al 2021</strong>. Tra i richiedenti asilo a cui è stato concesso un permesso di protezione nell’UE nel 2022,&nbsp;<strong>il 44% ha ricevuto lo status di rifugiato</strong>, il 31% ha ottenuto la protezione sussidiaria e il 25% la protezione umanitaria (che include anche la protezione speciale<a href="https://www.ismu.org/nel-2022-sono-oltre-384-mila-i-permessi-di-protezione-concessi-dai-paesi-ue-comunicato-stampa-19-6-2023/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribed+lista+1%29&amp;utm_campaign=69727056c9-giornata+del+rifugiato_COPY_02&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-69727056c9-126455418&amp;ct=t(EMAIL_CAMPAIGN_giornatadelrifugiato_COPY_02)#_ftn2&utm_source=rss&utm_medium=rss">[2]</a>). Rispetto al 2021, il numero di status di rifugiato concessi è aumentato del 22%, la protezione sussidiaria è cresciuta del 48% e la protezione umanitaria ha registrato l’incremento più alto con il 72%.</p>



<p>È la Germania il paese UE che ha rilasciato il maggior numero di permessi di protezione, pari a 160mila, il 41% del totale dell’UE;&nbsp;<strong>l’Italia è terza con 40mila esiti positivi (il 10% del totale UE),</strong>&nbsp;preceduta dalla Francia (50mila, 13%) e seguita dalla Spagna (36mila, 9%). Insieme, questi quattro Paesi hanno accolto il 73% delle richieste di protezione a livello europeo.</p>



<p>Ai 384.245 permessi di protezione concessi nella Ue, nel 2022, si aggiungono gli&nbsp;<strong>oltre 4 milioni di permessi per protezione temporanea rilasciati a cittadini ucraini in fuga dal conflitto</strong>. Tra i Paesi dell’UE è la vicina Polonia ad aver registrato il maggior numero di beneficiari ucraini di protezione temporanea, con un totale di 1.561.700, seguita dalla Germania (777mila beneficiari ucraini) e dalla Repubblica Ceca (458mila). L’Italia, al quinto posto in UE, nel 2022 ha concesso 150mila permessi di protezione temporanea a ucraini in fuga.</p>



<p><strong>La protezione in Italia e in UE nel decennio 2012-2022.&nbsp;</strong>Considerando i dati relativi al decennio 2012-2022, si rileva che gli esiti positivi in Italia hanno avuto un andamento altalenante, con periodi in cui la protezione ha raggiunto percentuali largamente maggioritarie dovute soprattutto alle crisi dei Paesi di origine dei richiedenti: 80% di decisioni positive nel 2012 (soprattutto protezione umanitaria a seguito degli arrivi di numerosi migranti dal Nord Africa in concomitanza delle “primavere arabe”); il 60% di esiti positivi negli anni 2013-2014 (a seguito soprattutto delle crisi in Siria e Eritrea). In questi anni le concessioni di protezione in Italia sono risultate maggiori in termini relativi rispetto alla media UE, i cui esiti positivi alle richieste di asilo costituivano invece il 30-40% degli esiti. Dal 2015 al 2020, al contrario, si sono riscontrate percentuali di decisioni positive maggiori in UE che in Italia, in particolare nel 2016 quando hanno rappresentato il 54% degli esiti (e in Italia erano il 40%) e dovuti soprattutto alle richieste di protezione da parte di siriani, afghani e iracheni, nazionalità che registrano i più alti tassi di riconoscimento. In Italia invece il prevalere di nazionalità africane e asiatiche con tassi di riconoscimento più bassi (Tunisia, Egitto, Bangladesh, Marocco) ha fatto registrare minori concessioni di protezione in termini relativi.</p>



<p>Il gruppo nazionale più numeroso che ha ottenuto una qualsiasi forma di protezione nell’UE nel 2022 è quello dei siriani seguiti da afghani, venezuelani e iracheni, mentre in Italia sono stati soprattutto nigeriani, pakistani, afghani e bangladesi i gruppi più numerosi ad avere ricevuto esiti positivi alle domande di protezione.</p>



<p><a href="https://www.ismu.org/nel-2022-sono-oltre-384-mila-i-permessi-di-protezione-concessi-dai-paesi-ue-comunicato-stampa-19-6-2023/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribed+lista+1%29&amp;utm_campaign=69727056c9-giornata+del+rifugiato_COPY_02&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-69727056c9-126455418&amp;ct=t(EMAIL_CAMPAIGN_giornatadelrifugiato_COPY_02)#_ftnref1&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></p>



<p><strong>Grafico 1. Totale decisioni positive alle richieste di asilo in Italia e nell’UE. Anni 2012-2022. Valori percentuali</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.ismu.org/wp-content/uploads/2023/06/Graf-1_Asilo-UE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-35143"/></figure></div>



<p><em>Fonte: Elaborazioni ISMU su dati EUROSTAT 2023</em></p>



<p>Tra le tipologie di esito in Italia ha sempre prevalso la protezione umanitaria fino al 2018 – in alcuni anni i due terzi degli esiti positivi – e, dopo il calo del 2019 (dovuto a restrizioni introdotte a livello normativo poi in parte superate nel 2020), essa,&nbsp;<strong>sotto forma di protezione speciale</strong>, è tornata ad avere un peso assai rilevante rappresentando nel 2022 il 55% degli esiti positivi.</p>



<p><strong>Grafico 2. Totale decisioni<a href="https://www.ismu.org/nel-2022-sono-oltre-384-mila-i-permessi-di-protezione-concessi-dai-paesi-ue-comunicato-stampa-19-6-2023/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribed+lista+1%29&amp;utm_campaign=69727056c9-giornata+del+rifugiato_COPY_02&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-69727056c9-126455418&amp;ct=t(EMAIL_CAMPAIGN_giornatadelrifugiato_COPY_02)#_ftn1&utm_source=rss&utm_medium=rss">[3]</a>&nbsp;positive alle richieste di asilo per tipo di decisione in ITALIA.<br>Anni 2012-2022. Valori percentuali</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.ismu.org/wp-content/uploads/2023/06/Graf.-2_Asilo-UE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-35147"/></figure></div>



<p><em>Fonte: Elaborazioni ISMU su dati EUROSTAT 2023</em></p>



<p>Sul totale delle decisioni positive, lo status di rifugiato – il più alto riconoscimento di protezione – nel nostro Paese invece ha sempre registrato incidenze minori, 20% in media nei 10 anni considerati (21% nel 2022), mentre in UE lo status di rifugiato è mediamente riconosciuto al 50% dei richiedenti a cui viene concessa una protezione (il 44% nel 2022). Ciò è dovuto in gran parte alla nazionalità dei richiedenti asilo che registrano tassi di riconoscimento molto differenti: bangladesi, pakistani, egiziani, tunisini e nigeriani, sebbene numericamente molto importanti nel nostro Paese tra i richiedenti asilo, ottengono esiti positivi alla domanda di protezione (qualsiasi tipo di protezione) inferiori rispetto a nazionalità numericamente più numerose in altri Paesi UE, come i siriani, gli afghani, colombiani e venezuelani. Considerando le due principali forme di protezione – rifugiato e sussidiaria – in Italia nel 2022 le nazionalità che hanno registrato la percentuale di status di rifugiato sul totale delle decisioni positive maggiore sono state quella afghana (75%), quella somala (42%), quella irachena (27%) e quella salvadoregna (24%). Sempre nel 2022, nel totale dei Paesi UE la percentuale maggiore con&nbsp;<strong>status di rifugiato</strong>&nbsp;si riscontra invece tra i turchi (91%), seguiti da eritrei (80%), cittadini della Repubblica Democratica del Congo (75%), guineani (70%) e ivoriani (67%).</p>



<p><strong>Nella UE, tra i paesi in cui ha prevalso il riconoscimento della protezione sussidiaria (concessa generalmente a chi proviene da paesi in guerra), si riscontrano l’Ucraina (94% sul totale di esiti positivi), la Siria (63%) e il Mali (79%).</strong>&nbsp;Nel caso dei venezuelani – che sono stati accolti soprattutto in Spagna- si è registrata un’alta percentuale di permessi per motivi umanitari che è presente solo in alcune legislazioni nazionali.</p>



<p>In Italia la protezione sussidiaria ha riguardato soprattutto ucraini, venezuelani, maliani e iracheni.</p>



<p><strong>Tabella 1. Numero totale delle decisioni positive alle richieste di asilo; percentuale esiti di status Rifugiato e di protezione Sussidiaria in Italia e nella UE per principali nazionalità dei richiedenti. Anno 2022</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.ismu.org/wp-content/uploads/2023/06/Tabella1_asilo-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-35215"/></figure></div>



<p><strong>I dinieghi in Italia e nella UE.&nbsp;</strong>Complessivamente nel 2022 nell’Unione europea sono state prese 632.360 decisioni in prima istanza sulle domande di asilo e altre 218.260 decisioni finali a seguito di un ricorso o di una revisione. Le decisioni prese in prima istanza hanno portato a 310.400 riconoscimenti di uno status di protezione, mentre altre 73.845 persone hanno ricevuto un permesso di protezione dopo un ricorso o una revisione. I dinieghi sono stati rispettivamente 322.110 e 144.480.&nbsp;<strong>In totale sono state quindi esaminate in UE oltre 850mila richieste di protezione, in maggioranza respinte dalle commissioni (54,8%) e accolte con esito positivo nel restante 45,2%.</strong></p>



<p>In Italia sono state esaminate in prima istanza 53mila richieste, e quasi 20mila decisioni a seguito di ricorso o revisione per un totale di 72.395 domande esaminate. Le domande respinte sono state complessivamente 32.745, il 45.2% del totale esaminate nell’anno.&nbsp;&nbsp;<strong>Nel 2022 si è rilevata dunque una maggiore incidenza di dinieghi nella UE rispetto a quanto avvenuto in Italia.</strong>&nbsp;&nbsp;In Italia le domande non accolte sono state maggioritarie tra il 2015 e il 2020, quando rappresentarono mediamente oltre il 60% degli esiti.</p>



<p><strong>Grafico 3. Totale decisioni positive alle domande di asilo e totale domande di asilo respinte in ITALIA.<br>Anni 2012-2022. Valori percentuali</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.ismu.org/wp-content/uploads/2023/06/Graf-3_Asilo-UE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-35145"/></figure></div>



<p><em>Fonte: Elaborazioni ISMU su dati EUROSTAT 2023</em></p>



<p>Le cittadinanze che hanno ricevuto il numero relativamente più elevato di esiti negativi alle domande di protezione in Italia sono stati i cittadini di Egitto (88% respinte sul totale esaminate), Tunisia (75%), Bangladesh (69%), Marocco (60%) e Pakistan (58%).</p>



<p><strong>Grafico 4. &nbsp;Totale decisioni positive alle richieste di asilo e totale domande respinte<br>per principali nazionalità in ITALIA. Anni 2012-2022</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.ismu.org/wp-content/uploads/2023/06/Grafico-4_Asilo-UE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-35149"/></figure></div>



<p><em>Fonte: Elaborazioni ISMU su dati EUROSTAT 2023</em></p>



<p><strong>&nbsp;</strong><strong>Richieste di asilo in Italia: nel primo trimestre 2023 sono aumentate del 72% rispetto ai primi tre mesi del 2022.&nbsp;</strong>I primi tre mesi del 2023 segnalano una crescita della domanda di protezione da parte di cittadini di paesi terzi:&nbsp;<strong>in Italia tra gennaio e marzo hanno presentato richiesta di asilo oltre 31mila persone, il 72% in più rispetto al primo trimestre del 2022.</strong>&nbsp;Le cittadinanze prevalenti tra i richiedenti asilo sono principalmente quelle del Bangladesh (18% del totale), del Pakistan (16%) e dell’Egitto (15%).</p>



<p>***</p>



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<h6><a href="https://www.ismu.org/nel-2022-sono-oltre-384-mila-i-permessi-di-protezione-concessi-dai-paesi-ue-comunicato-stampa-19-6-2023/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribed+lista+1%29&amp;utm_campaign=69727056c9-giornata+del+rifugiato_COPY_02&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-69727056c9-126455418&amp;ct=t(EMAIL_CAMPAIGN_giornatadelrifugiato_COPY_02)#_ftnref2&utm_source=rss&utm_medium=rss">[2]</a>&nbsp;Si fa presente che le statistiche Eurostat sui permessi di protezione si basano su tre status: rifugiati, protezione sussidiaria e protezione umanitaria (nella quale rientrano anche i permessi speciali).</h6>



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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;: Tori e Lokita (questa volta parliamo di un film)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 13:37:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Lokita ha sedici anni e Tori dodici; sono partiti entrambi a piedi dall&#8217;Africa: lei dal Camerun e lui dal Benin. Non sono fratelli dal punto di vista biologico, ma hanno creato&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/tori.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="735" height="416" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/tori.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16817" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/tori.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 735w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/tori-300x170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></a></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Lokita ha sedici anni e Tori dodici; sono partiti entrambi a piedi dall&#8217;Africa: lei dal Camerun e lui dal Benin. Non sono fratelli dal punto di vista biologico, ma hanno creato un legame molto forte, tanto da farli sentire tali. Arrivano a Catania per poi continuare il loro viaggio e giungere in Belgio dove, secondo la legge dello Stato, devono dimostrare di essere parenti e, non potendolo fare, entrano in un giro di malaffare per ottenere i documenti necessari a poter vivere dignitosamente.</p>



<p>I due giovani frequentano il bar di un uomo, Betim, che traffica in sostanze stupefacenti e li coinvolge nello spaccio come corrieri della droga, approffittando anche sessualmente di Lokita in cambio della promessa di libertà. La ragazza vuole inviare denaro in Africa per mantenere i propri familiari, ma deve anche proteggersi dai trafficanti che l&#8217;hanno aiutata a partire dal proprio paese e che devono ancora riscuotere il credito di viaggio. Dopo tre mesi di coercizione da parte di Betim e dei suoi complici, Lokita otterrà i documenti falsi per il permesso di soggiorno, ma non sarà mai libera su questa terra: Tori, infatti, vedrà i suoi piedi spuntare da un cespuglio e capirà (capiremo) che Lokita è stata privata della vita. Tori abbassa lo sguardo nella speranza di vederla rialzarsi, ma lei non lo farà.</p>



<p>Tori e Lokita, come molti migranti irregolari nella realtà, vengono inseriti in un centro di accoglienza belga, che non accoglie affatto, ma è solo un dormitorio; i due noti registi,Jean-Pierre e Luc Dardenne, con l&#8217;uso della tecnica registica del pedinamento (con camera a mano e inquadrarture tormentate come i protagonisti) fanno seguire agli spettatori passo dopo passo i due giovani per le strade della città in cui si trovano a sopravvivere, tra non-luoghi (per dirla con Marc Augè) e pericoli alla ricerca di un posto sicuro nella società, dopo che insieme hanno formato una piccola famiglia, seppur fittizia.</p>



<p>“Rosetta”, “Il ragazzo con la bicicletta”, “La promessa” e altre: opere che mettono in luce, da angolature diverse, le difficoltà degli adolescenti in un&#8217;epoca &#8211; e in un Occidente &#8211; che offre molto a chi è già privilegiato e che si accaniscono su chi parte svantaggiato. Lokita porta sulle spalle anche il peso dell&#8217;età e dell&#8217;essere donna. Tori è costretto ad affrontare da solo il viaggio della e per la vita, con l&#8217;illusione di trovare un futuro migliore e troppo presto dovrà fare i conti con la violenza e con la perdita di una persona cara.</p>



<p>Un&#8217; immagine fissa apre il film, presentato in concorso all&#8217;ultima edizione del festival di Cannes: è il volto di Lokita intenta a rispondere a una raffica di domande che provengono dal fuoricampo e rivolte alla ragazza dalla commisione di valutazione degli immigrati per l&#8217;assegnazione del permesso di soggiorno. Sembra l&#8217;interrogatorio di una criminale, quando non avere i documenti è solo un reato amministrativo. I Dardenne, quindi, fin dall&#8217;incipit denunciano le politiche errate e punitive in termini di diritti umani da parte dell&#8217; Unione Europea. Mentre Lokita si sacrifica &#8211; fino all&#8217;estremo &#8211; per il sostentamento di tutti, Tori dimostra di essere un ragazzino vivace, intelligente, pieno di idee, che cerca di dare fondo a tutte le energie pur di aiutare l&#8217;amica e se stesso in questo percorso dantesco che non dà loro tregua. Il legame che li unisce e una filastrocca sono gli unici appigli che li fanno procedere con tenacia in un mondo adulto scevro di ogni umanità. <em>Alla fiera dell&#8217;Est </em>&#8211; il motivo che i due hanno imparato in Sicilia &#8211; è un antico canto ebraico che Angelo Branduardi ha modificato nella versione italiana e che narra di una creatura piccola e debole che viene mangiata da quelle via via sempre più grandi e prepotenti.</p>



<p>L&#8217;essenzialità fa anche di quest&#8217;ultimo lavoro dei Dardenne una critica alla società contemporanea, una riflessione sulla deriva valoriale in particolare degli adulti che dovrebbero proteggere i giovani, soprattutto se sono Minori Stranieri Non Accompagnati, e invece li sfruttano o li abbandonano (come le istituzioni).</p>



<p>Non è un film particolarmente originale, se si conosce la cinematografia degli autori, ma ancora oggi, e forse più che mai, si tratta di un film necessario per far comprendere l&#8217;attualità e restituire, almeno virtualmente, dignità a tutte le ragazze e i ragazzi che hanno perso l&#8217;infanzia e la giovinezza, se non la vita stessa, a causa di meccanismi economici e di potere che li divora come topolini inermi (“<em>Alla fiera dell&#8217;Est per due soldi un topolino mio padre comprò; e venne il gatto che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò&#8230;</em>”).</p>
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		<title>Le comunità migranti in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2022 08:46:15 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/quad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="360" height="240" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/quad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16428" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/quad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 360w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/quad-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /></a><figcaption>rapporti annuali comunità migranti 2021</figcaption></figure></div>



<p>Decima edizione dei Rapporti “Le comunità migranti in Italia”, curati annualmente da questa Direzione Generale con ANPAL servizi SPA: i rapporti sono dedicati alle sedici comunità straniere più numerose in Italia. Da quest’anno è disponibile anche un <a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3466&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Quaderno di confronto</a> fra le comunità.</p>



<p>Tra i temi trattati nei Rapporti ci sono: i dati relativi alla presenza dei cittadini stranieri, i minori e le nuove generazioni, il mondo della scuola, il mondo del lavoro, l’imprenditoria, il welfare, la cittadinanza, le rimesse.</p>



<p>Elaborando dati provenienti da diverse fonti istituzionali, i Rapporti illustrano le caratteristiche e i processi di integrazione di ciascuna delle 16 comunità più numerose:&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Albania-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">albanese</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Bangladesh-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">bangladese</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Cina-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">cinese</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Ecuador-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">ecuadoriana</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Egitto-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">egiziana</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Filippine-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">filippina</a>,<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/India-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">&nbsp;indiana</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Marocco-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">marocchina</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Moldova-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">moldava,</a>&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Nigeria-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">nigeriana</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Pakistan-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">pakistana,</a>&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Peru-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">peruviana</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Senegal-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">senegalese</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Sri-Lanka-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">srilankese</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Tunisia-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">tunisina</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Ucraina-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">ucraina</a>. Quest&#8217;anno la linea editoriale dei Rapporti Comunità è stata sottoposta a un generale ripensamento, privilegiando sintesi e restituzione grafica. Ai 16 rapporti si affianca un ampio rapporto di confronto e un&#8217;appendice statistica.</p>



<p><strong>I cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia al 1° gennaio 2021 sono 3.373.876</strong>,<strong>&nbsp;</strong>provenienti principalmente da<strong>&nbsp;Marocco, Albania, Cina e Ucraina&nbsp;</strong>(complessivamente il<strong>&nbsp;38% delle presenze</strong>)<strong>.&nbsp;</strong>Si registra un equilibrio di genere quasi perfetto<strong>&nbsp;</strong>(<strong>uomini 50,5%, donne 49,5%</strong>),<strong>&nbsp;</strong>con significative differenze tra le comunità.</p>



<p>La popolazione extra UE in Italia è decisamente più giovane di quella italiana<strong>: i minori sono 744.302</strong>, ovvero<strong>&nbsp;il 22,1% della popolazione non comunitaria</strong>,<strong>&nbsp;</strong>a fronte del<strong>&nbsp;16,2% rilevato sulla popolazione di cittadinanza italiana</strong>. La quota di minori risulta massima per le comunità marocchina (28,8%), egiziana (34,1%) e tunisina (28,5%).</p>



<p>Le restrizioni alla mobilità delle persone, introdotte per contrastare il diffondersi del virus SARS-COV 2 a livello globale, hanno determinato un&nbsp;<strong>drastico calo degli ingressi</strong>, 106.503 nel 2020, ovvero 70.751 in meno dell&#8217;anno precedente, con una&nbsp;<strong>flessione pari al 40%</strong>. La riduzione è netta per tutte le principali comunità straniere.</p>



<p>Per la maggior parte delle nazionalità&nbsp;<strong>il principale motivo di ingresso nel Paese sono i motivi familiari</strong>, che raggiungono l&#8217;incidenza massima, superiore all&#8217;80%, per Sri Lanka (89%), Marocco (85,4%), Filippine (84,3%) ed Ecuador (80%).&nbsp;<strong>Fanno eccezione a tale dinamica la comunità cinese</strong>, con una quota pari al 50% di ingressi per studio&nbsp;<strong>e la pakistana</strong>, che vede prevalere come motivazione di ingresso la richiesta o detenzione di una forma di protezione. L&#8217;<strong>India&nbsp;</strong>è invece<strong>&nbsp;</strong>l&#8217;unica comunità a fare rilevare una<strong>&nbsp;</strong>quota di nuovi titoli di soggiorno rilasciati per motivi di lavoro superiori alla media complessiva: 16,5% a fronte di 5,3%.</p>



<p>Nel corso del 2020 sono stati&nbsp;<strong>118.513 i cittadini di origine non comunitaria divenuti italiani</strong>&nbsp;(il 4% in più rispetto all&#8217;anno precedente), originari prevalentemente di Albania e Marocco &#8211; che insieme coprono quasi due quinti delle acquisizioni.</p>



<p>Il significativo grado di integrazione della popolazione non comunitaria nel nostro Paese è rilevabile anche dal <strong>costante aumento della quota di titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo</strong> sul totale dei regolarmente soggiornanti: al 1° gennaio 2021 è pari al <strong>64,4%</strong> (era il 63,1% nel 2020). Le comunità che fanno rilevare una maggiore quota di lungo soggiornanti sono la moldava, l&#8217;ecuadoriana, l&#8217;ucraina, la tunisina, la marocchina, la filippina e la peruviana.</p>



<p><strong>Il 7,1% della forza lavoro è di cittadinanza non comunitaria</strong>. Il 2020 ha segnato un sostanziale mutamento nelle tendenze del mercato del lavoro consolidatesi nel corso dell&#8217;ultimo decennio, facendo rilevare per la popolazione non comunitaria nel suo complesso un&nbsp;<strong>calo dell&#8217;occupazione e un incremento dell&#8217;inattività</strong>.</p>



<p>Il&nbsp;<strong>tasso di occupazione femminile</strong>, pari al&nbsp;<strong>41,5%</strong>&nbsp;sul totale dei non comunitari, risulta più elevato nelle comunità filippina (72,5%), peruviana (63,2%), ucraina (61,9%), e cinese (59,6%), mentre risulta minimo nelle comunità pakistana (4,3%), bangladese (5,8%) e egiziana (7,8%). Grande attenzione merita infine il&nbsp;<strong>tema dell&#8217;inattività femminile</strong>&nbsp;che per molte comunità raggiunge valori allarmanti: una quota superiore all&#8217;80% delle donne egiziane, pakistane, bangladesi e indiane di età compresa tra 15 e i 64 anni risulta in condizione di inattività.</p>



<p>Rilevante anche il protagonismo della popolazione non comunitaria in ambito imprenditoriale, sono infatti&nbsp;<strong>498.349 le imprese guidate da cittadini extra UE nel 2020</strong>, in aumento del 2,5% rispetto all&#8217;anno precedente. Nel complesso, rappresentano&nbsp;<strong>l&#8217;8,2% delle imprese del Paese.</strong></p>



<p>Nel 2020, nonostante le ripercussioni generate dalla pandemia, sono&nbsp;<strong>in crescita le rimesse inviate dal nostro Paese verso Paesi Terzi</strong>, con una&nbsp;<strong>variazione positiva del 16%</strong>&nbsp;rispetto al 2019. Si tratta di circa 6 miliardi di euro diretti prevalentemente verso l&#8217;Asia (41,3% delle rimesse in uscita dall&#8217;Italia).</p>



<p></p>



<p>Potete leggere i Rapporti sulle comunità migranti, cliccando sul nome del Paese di origine:</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3450&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Albania</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3451&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bangladesh</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3452&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cina</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3453&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ecuador</a></td></tr><tr><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3454&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Egitto</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3455&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Filippine</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3456&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">India</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3457&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marocco</a></td></tr><tr><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3458&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Moldova</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3459&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nigeria</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3460&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pakistan</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3460&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Perù</a></td></tr><tr><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3462&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Senegal</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3463&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sri Lanka</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3464&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tunisia</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3465&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ucraina</a></td></tr></tbody></table></figure>
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			</item>
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		<title>Disoccupazione agricola: i richiedenti asilo ne hanno diritto anche se il loro permesso è di “breve durata”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2022 13:15:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’INPS ha rigettato, in numerosi casi, le domande di disoccupazione agricola per gli operai agricoli a tempo determinato cittadini extra Ue, sul presupposto dell’assenza di valido titolo di soggiorno a copertura del biennio assicurativo&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2022/03/andrea-cairone-lzM3pbQim70-unsplash-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-47286"/></figure>



<blockquote class="wp-block-quote"><p></p><cite>L’INPS ha rigettato, in numerosi casi, le domande di disoccupazione agricola per gli operai agricoli a tempo determinato cittadini extra Ue, sul presupposto dell’assenza di valido titolo di soggiorno a copertura del biennio assicurativo di riferimento per accedere alla prestazione.</cite></blockquote>



<p>(da asgi.it)</p>



<p></p>



<p>Il Tribunale di Foggia – Sezione Lavoro ha affrontato la questione con alcune prime pronunce, offrendo ottimi spunti interpretativi volti a censurare la condotta dell’Ente Previdenziale.</p>



<p>Dalle sentenze in calce si evince che l’Inps&nbsp;<strong>non accoglie le domande di disoccupazione agricola presentate dai braccianti a tempo determinato che siano richiedenti protezione internazionale sostenendo che il relativo permesso di soggiorno sia equivalente ad un permesso di soggiorno per motivo di lavoro stagionale</strong>.</p>



<p>Tale assunto è stato tuttavia smentito dal Tribunale di Foggia che ha censurato l<strong>’erronea sovrapposizione operata dall’Inps tra permesso per lavoro stagionale e “permessi di durata inferiore ai nove mesi</strong>” (tra cui i permessi di soggiorno per richiesta asilo, considerati anch’essi “permessi brevi”). Si chiarisce che, al di là della durata e della supposta “brevità” dei titoli di soggiorno, solo i permessi di soggiorno per lavoro stagionale non sono coperti dalla disoccupazione e dai trattamenti di famiglia (<em>ex</em>&nbsp;art. 25, comma 1 e 2, d.lgs. 286/1998) e, pertanto,<strong>&nbsp;i permessi di soggiorno per richiesta asilo (previsti invece dal d.lgs. 142/2015) consentono l’accesso a tali forme di sostegno al reddito.</strong></p>



<p>Altro profilo di interesse attiene all’onere della prova incombente sulle parti: il Giudice del Lavoro statuisce il principio in virtù del quale, anche qualora il permesso di soggiorno in possesso del richiedente abbia una validità limitata solo ad un periodo del biennio di competenza della prestazione, è comunque onere dell’Ente Previdenziale eccepire e documentare in giudizio che le giornate lavorative effettuate si collocano al di fuori dell’arco di tempo in cui il cittadino straniero poteva legittimamente svolgere attività lavorativa.</p>



<p>E’ opportuno, quindi, ricordare che:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>– il richiedente asilo è tale in quanto ha manifestato la volontà di chiedere la protezione internazionale in qualsiasi forma e sino a quando non sia stata assunta dalla competente commissione territoriale o dal Tribunale una decisione definitiva su tale domanda (art. 2, d.lgs. 142/15);</p><p>– il suo regolare soggiorno è attestato anche solo dalla formalizzazione della richiesta di protezione (art. 4, co. 3, d.lgs. 142/15);</p><p>– decorsi 60 giorni dalla manifestazione di volontà di chiedere protezione il richiedente asilo può legittimamente svolgere attività lavorativa in Italia, indipendentemente dalla circostanza che le autorità competenti abbiano tempestivamente proceduto al rilascio del titolo di soggiorno o meno (art. 22, co. 1, d.lgs. 142/15);</p><p>– tale diritto si conserva anche nelle more del rinnovo del permesso di soggiorno da parte delle autorità competenti, posto che il soggiorno regolare deriva direttamente dalla manifestazione di volontà di chiedere asilo e che comunque il ritardo della P.A. non intacca in alcun modo i diritti del richiedente asilo.</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p></p><cite>Le due pronunce, pur nella loro sinteticità argomentativa, rappresentano un primo argine nei confronti di condotte palesemente discriminatorie poste in essere dall’Inps e (anche soltanto indirettamente) causa di una spirale perversa che coinvolge uno dei settori (quello agricolo ) in cui è maggiormente elevato il rischio di sfruttamento lavorativo: sfruttamento che, tra l’altro, ha tra le sue cause la condizione di debolezza sul mercato del lavoro dei braccianti agricoli immigrati che le misure di&nbsp;<em>welfare state</em>&nbsp;dovrebbero, invece, essere capaci di limitare, così aumentando il potere di contrattazione salariale dei lavoratori.</cite></blockquote>



<p>Si ringraziano gli avv.ti Stefano Campese e Dario Belluccio per la segnalazione</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a href="https://www.asgi.it/?post_type=banca_dati&amp;p=47290&amp;preview=true&utm_source=rss&utm_medium=rss">Sentenza del Tribunale di Foggia del 23 febbraio 2022</a></p>



<p><a href="https://www.asgi.it/banca-dati/tribunale-di-foggia-sentenza-8-settembre-2021/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Sentenza del Tribunale di Foggia dell’8 settembre 2021</a></p>
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		<title>Buchi neri: detenzione senza reato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2022 08:36:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Buchi neri&#8221;, il nuovo sito della Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili che prende il nome dall&#8217;omonimo rapporto sui CPR d&#8217;Italia che quanto a quello di Milano attinge al dossier &#8220;Delle Pene senza Delitti&#8221;&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Buchi-neri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="809" height="930" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Buchi-neri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16083" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Buchi-neri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 809w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Buchi-neri-261x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 261w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Buchi-neri-768x883.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 809px) 100vw, 809px" /></a></figure>



<p>&#8220;Buchi neri&#8221;, il nuovo sito della Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili che prende il nome dall&#8217;omonimo rapporto sui CPR d&#8217;Italia che quanto a quello di Milano attinge al dossier &#8220;Delle Pene senza Delitti&#8221; al quale ha contribuito la nostra Rete.https://buchineri.cild.eu/?utm_source=rss&utm_medium=rss<br><br> <a href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/photos/a.360214287883417/1103255196912652?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI IL VIDEO!</a></p>



<p><br>Il 9 maggio 2021 Moussa Balde, un giovane di 23 anni originario della Guinea, va a fare la spesa in un supermercato di Ventimiglia, città ligure che dista circa 7 chilometri dal confine italo-francese. Dopo un diverbio all’interno della struttura, viene seguito da tre uomini di origine italiana, messo spalle al muro e picchiato violentemente con colpi di spranga e calci all’addome, alla testa e al volto, come dimostreranno in seguito le immagini di un video amatoriale.&nbsp;</p>



<p>Alcuni passanti danno l’allarme e dopo l’arrivo della polizia, Moussa viene portato al vicino ospedale di Bordighera e poi dimesso con una prognosi di dieci giorni per lesioni e trauma facciale. Essendo senza documenti viene portato al Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Torino, in corso Brunelleschi. Più precisamente all’interno dell’Ospedaletto del Centro, in isolamento sanitario.&nbsp;</p>



<p>“Io non riesco più a stare rinchiuso qui dentro: quanto manca a farmi uscire? Perché mi hanno rinchiuso? Voglio uscire: io uscirò di qui” continua a ripetere al suo avvocato, la sera di venerdì 21 maggio. Saranno le sue ultime parole. Il giorno dopo, nella notte, si toglie la vita nella sua stanza nel cosiddetto “ospedaletto”, dopo due settimane di isolamento sanitario.&nbsp;</p>



<p>A seguito della visita del 14 giugno da parte del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale la sezione in cui si trovava Moussa verrà chiusa, in quanto trovata del tutto inadeguata e priva dei requisiti essenziali per le esigenze sanitarie. Nel suo rapporto il Garante dichiara “che l’alloggiamento all’interno dell’area ‘Ospedaletto’ del CPR di Torino configuri un trattamento inumano e degradante e che tale valutazione possa essere condivisa dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo, esponendo così il Paese alle relative conseguenze”. Moussa non doveva trovarsi lì e la sua tragica fine suscita molte domande: perché alla vittima di un violento pestaggio viene negata assistenza sanitaria e psicologica adeguata, perché viene isolato in una situazione già di massima vulnerabilità? Cosa sono e a cosa servono queste strutture dello Stato chiamate Centri di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr)? Sono misure degne di uno Stato di diritto e di una democrazia che si prende cura dei diritti fondamentali delle persone, inclusi i più vulnerabili? È lecita questa detenzione senza reato? Quali sono le possibili alternative?&nbsp;</p>



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<p>Per cercare delle risposte a queste domande, la Coalizione Italiana Libertà e i Diritti Civili (CILD) ha creato questo sito e pubblicato il suo primo rapporto: “Buchi Neri: la detenzione senza reato nei Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR)”. Disponible qui. <a href="https://cild.eu/wp-content/uploads/2021/10/ReportCPR_Web.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Scarica il Rapporto</a></p>
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