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	<title>progetti Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Nuove sfide per i ragazzi di TecnologicaMente InsSuperAbili</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 12:42:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Martina Foglia Ho già avuto modo di intervistare questa realtà sul nostro periodico &#8220;per i diritti umani&#8221;, ma dato che dalla nostra prima intervista ci sono stati degli importanti sviluppi e delle importanti&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/tec1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="223" height="238" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/tec1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17916"/></a></figure></div>



<p>di Martina Foglia </p>



<p></p>



<p>Ho già avuto modo di intervistare questa realtà sul nostro periodico &#8220;per i diritti umani&#8221;, ma dato che dalla nostra prima intervista ci sono stati degli importanti sviluppi e delle importanti novità, ho ritenuto opportuno pubblicare una seconda intervista a questi ragazzi per far comprendere quanto, nonostante le difficoltà fisiche ,si possono realizzare i propri sogni con forza di volontà e determinazione.</p>



<p>So che da semplice iniziativa finalmente siete riusciti a raggiungere e a realizzare un vostro sogno quello di diventare l’associazione TecnologicaMente inSuperAbili Aps. <br>Cosa vi ha spinto a fare questa scelta e come mai proprio questa tipologia di associazione tra tante ?<br>Volete spiegare ai nostri lettori il significato dell’acronimo APS&#8230;?</p>



<p><br>L’Associazione TecnologicaMente InsuperAbili </p>



<p>(cfr. TecnologicaMente inSuperAbili&#8230; Abbiamo visto cose che voi normodotati non potreste mai immaginarvi) ha iniziato a prendere forma durante la pandemia in cui ci siamo trovati a dover utilizzare le tecnologie per comunicare con il mondo esterno. Durante i nostri incontri virtuali abbiamo scoperto che alcuni di noi non avevano lo stesso livello di conoscenza delle potenzialità offerte dalle tecnologie informatiche e domotiche che altri del gruppo avevano. Quindi abbiamo deciso di mettere a disposizione di tutti le proprie conoscenze ed esperienze ispirandosi all’idea del mutuo aiuto. In relazione ai successi conseguiti, abbiamo pensato che altre persone potevano usufruire dei nostri stessi<br>vantaggi e, conseguentemente, si è deciso di creare l’associazione che si è concretizzata a metà del 2024.<br>APS è l’acronimo di Associazione di Promozione Sociale. Una APS è un’associazione che svolge attività di interesse generale a beneficio dei propri iscritti o di terzi avvalendosi prevalentemente del volontariato dei propri associati.</p>



<p><br>Ci spiegate , in breve l’iter per diventare associazione ?</p>



<p><br>Non avendo alcuna esperienza dell’iter per diventare associazione ci siamo rivolti al Centro Servizi per il Volontariato (CSV) di Milano, il quale ci ha aiutato nella predisposizione dello Statuto e successivamente nel processo per la registrazione<br>dell’Atto Costitutivo e dello Statuto nonché per l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).<br>Abbiamo creato un gruppo ristretto di persone che hanno predisposto una bozza di statuto sulla base di quello che il CSV ci aveva fornito. Dopo di che l’abbiamo condiviso con gli altri soci fondatori. È stato un lavoro lungo e faticoso ma costruttivo per noi.<br></p>



<p>Secondo voi quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa scelta?</p>



<p><br>Abbiamo scelto questa forma associativa perché in primo luogo è quella più semplice per dei neofiti quali siamo noi nella gestione e governo della stessa associazione e in secondo luogo per l’impatto organizzativo ed economico che sono contenuti e gestibili. Il nostro obiettivo nel breve medio termine è quello che nel tempo prendiamo in mano la gestione dell’associazione. Mentre per il lungo termine, ci siamo focalizzati a far sì che l’associazione si trasformi in una realtà lavorativa poiché, date le nostre disabilità, il lavoro ci è negato.</p>



<p>Vogliamo ricordare a chi ancora non lo sapesse di cosa si occupa la vostra associazione e qual è il vostro tipo di intervento ?</p>



<p><br>Come scritto nel nostro statuto la missione dell’associazione è quello da un lato di incrementare la sensibilizzazione delle Istituzioni e del Pubblico sui temi delle disabilità motorie gravi e dall’altro di organizzare strutture fisiche e virtuali nelle quali le persone affette dalle nostre disabilità possano valorizzarsi e contribuire a valorizzare altre persone nelle stesse condizioni al fine di migliorarne l’autonomia, l’indipendenza e la qualità della vita attraverso l’applicazione di tecnologie specifiche e confacenti alla capacità residua funzionale.</p>



<p>Il nostro metodo di lavoro si basa sul muto aiuto attraverso un rapporto uno a uno tra istruttore e allievo poiché siamo convinti che nessuno meglio di una persona con una disabilità simile a quella dell’allievo, sia in grado di trasferire le conoscenze sull’utilizzo di una data tecnologia. Un’altra caratteristica peculiare del nostro metodo consiste nel fatto che il programma di apprendimento è cucito addosso alla persona coinvolgendo, qualora fosse necessario, il suo caregiver. Quando la persona ha raggiunto il suo obiettivo non è abbandonata a sé stessa ma viene offerto un servizio di supporto che va dalla risoluzione di un qualsiasi problema che si presentasse all’implementazione di una nuova funzionalità sulla soluzione stessa.</p>



<p>Qual è l’iter per associarsi, può farlo chiunque o si devono avere dei requisiti specifici?</p>



<p><br>Per diventare socio di TecnologicaMente inSuperAbili è necessario compilare il modulo riportato nella nostra pagina Diventa Socio – TecnologicaMente inSuperAbili dopo di che si riceverà una e-mail da parte dell’associazione per fissare una videoconferenza per conoscerci reciprocamente e valutare la candidatura. Al termine della videoconferenza si riceverà un’e-mail  di conferma dell’adesione alla nostra associazione e saranno fornite tutte le  informazioni necessarie per versare la quota associativa. La sottoscrizione all’associazione prevede la partecipazione ai nostri incontri settimanali e alle nostre due chat di cui una è dedicata ai videogiochi.<br>I requisiti sono: accettare la nostra missione e visione del ruolo delle tecnologie per una persona con disabilità motoria grave; avere del tempo da dedicare ad altri, mettere a disposizione le proprie conoscenze e competenze e impegnarsi nel realizzare quel sogno di autonomia e indipendenza che  accomuna noi tutti e le nostre famiglie.</p>



<p>Un&#8217;altra novità, so che collaborate con una radio web ci spiegate com’è nata questa collaborazione e qual è esattamente il vostro ruolo?<br></p>



<p>La collaborazione è nata grazie al nostro presidente che ha trovato il contatto in rete . Per quanto riguarda il nostro ruolo in questa collaborazione è quello di produrre una serie di podcast cioè una trasmissione radiofonica diffusa via Internet, scaricabile e archiviabile su tutti i dispositivi, su vari argomenti tra qui le storie di successo dei nostri soci e articoli tecnici in qui spieghiamo come funzionano alcune soluzioni tecnologiche.<br></p>



<p>Per i meno esperti come si fa a seguire il vostro canale YouTube?<br></p>



<p>Per iscriversi al nostro canale YouTube basta entrare nella pagina YouTube, cercare “tecnologicamente insuperabili” nell’apposita casella di ricerca e, quindi, selezionare su un video che si desidera vedere. Sotto il video, oltre alla descrizione del contenuto, ci sono diversi pulsanti, tra cui quello con la dicitura iscriviti. A questo punto è sufficiente selezionare il pulsante e l’iscrizione è fatta. In alternativa è sufficiente entrare nel nostro canale e selezionare “iscriviti” in alto sotto l’immagine del canale stesso.</p>



<p><br>I vostri podcast si possono seguire anche su Spotify ma allora non è solo una piattaforma musicale in questo caso, come si fa a seguirvi?<br></p>



<p>La procedura per seguirci su Spotify è molto simile a quella da seguire su YouTube. L’unica differenza è che, una volta selezionato il simbolo di cerca, bisogna scrivere “pillole di tecnologia e domotica”. Questo consentirà di accedere alla pagina degli episodi da noi pubblicati. Sfogliando la pagina è possibile scegliere il podcast che si vuole ascoltare. Spotify non è solo una piattaforma musicale infatti esistono diversi Spotify. Quello che utilizziamo noi si chiama Spotify for podcaster e serve appunto per pubblicare i podcast e per tenere sott’occhio le statistiche dei podcast stessi, come ad esempio le visualizzazioni e le interazioni.</p>



<p><br>Avete partecipato ad un evento in collaborazione con una scuola ci spiegate meglio?</p>



<p><br>Il nostro presidente è stato contattato da un disability manager che aveva conosciuto la nostra realtà, grazie ad un’intervista fatta da un nostro socio e pubblicata su un quotidiano e abbiamo partecipato con lo stand di questa scuola che era un evento di orientamento pensato per i ragazzi delle scuole superiori che si affacciano al mondo del lavoro o dell’università, in modo tale da permettere loro di capire cosa li aspetta fuori delle stesse scuole superiori. Noi siamo andati lì con l’obiettivo di farci conoscere a più persone e realtà possibili in modo tale da espandersi sempre di più.</p>



<p><br>Siete soddisfatti degli obiettivi finora raggiunti?</p>



<p>Sì, siamo molto soddisfatti. Anzi, non ci saremo mai aspettati tutto questo interesse nei confronti della tecnologia e soprattutto della stessa in rapporto ad un mondo come quello della disabilità.</p>



<p><br>Quali sono le vostre aspettative per il futuro?</p>



<p><br>Il nostro obiettivo per il futuro è quello di espanderci sempre di più ed essere un punto di riferimento per le persone disabili per quanto riguarda il loro rapporto con la tecnologia. Nello stesso tempo, come abbiamo accennato all’inizio vorremmo<br>trasformarci in cooperativa al fine che questa attività diventi per noi una fonte di lavoro.<br>Per cui il prossimo passo sarà quello di trovare una sede fisica che ci permetta, anche, di incontrare di persona gli utenti e non solo via web. Siamo consapevoli che è un obiettivo ambizioso perché le sedi fisiche non sempre sono accessibili ma come dice il nostro motto noi abbiamo visto cose che voi normodotati non potete mai immaginarvi.</p>



<p><br></p>



<p>Mi auguro che un domani questa realtà per questi giovani uomini per queste giovani donne possa costituire un&#8217;attività lavorativa su cui progettare il proprio futuro.<br>Mi auguro che questa realtà posso essere da sprone Per far sì che in un futuro la tecnologia e la domotica possano essere accessibii sempre di più e con maggior facilità nella risoluzione di problematiche, così da incrementare sempre più l&#8217;autonomia di un numero sempre più vasto di persone con disabilità motoria, nonché dei loro caregivers.</p>



<p>Never give up!</p>
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		<title>Uno Stato forte ascolta e concede con ragionevolezza</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 12:00:50 +0000</pubDate>
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<p>di Patrizio Gonnella (da antigone.it)</p>



<p>La vicenda dell’anarchico Alfredo Cospito, in sciopero della fame contro il carcere duro del 41 bis, ci aiuta a fare alcune considerazioni intorno a ciò che dovrebbe essere la pena in una società democratica e ci porta ad affrontare questioni di grande rilievo giuridico ed etico. </p>



<p>In primo luogo si pone il tema delle modalità di esecuzione della sanzione carceraria nei confronti di una certa tipologia di detenuti. I regimi differenziati – come ad esempio il 41-bis – incidono significativamente sulla vita e i diritti delle persone recluse. Riducono notevolmente le occasioni di socializzazione, le possibilità di partecipazione alle attività interne all’istituto penitenziario nonché le relazioni con il mondo esterno. Sostanzialmente intervengono eliminando ogni opportunità di aderire a progetti di reintegrazione sociale.&nbsp;</p>



<p>La Corte Costituzionale, nella nota sentenza numero 376 del 1997, ha ben spiegato come anche nel caso del regime di cui all’art. 41-bis, pensato per contrastare la criminalità organizzata, sia necessario sempre tenere in adeguata considerazione l’articolo 27 della Costituzione, con i suoi riferimenti alla dignità umana e alla rieducazione del condannato. Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura, nel suo rapporto rivolto alle autorità italiane relativo a una visita effettuata nel 2019, raccomandò alle stesse di effettuare sempre «una valutazione del rischio individuale che fornisca ragioni oggettive per la continuazione della misura». Il cosiddetto risk assessment deve essere fondato «non solo sull’assenza di informazioni che dimostrino che la persona in questione non è più legata a una determinata organizzazione».</p>



<p>Nel caso di Alfredo Cospito il trasferimento in un istituto con regime differenziato sopraggiunge dopo circa 10 anni di pena scontati in un diverso e meno gravoso trattamento penitenziario. Il Comitato di Strasburgo invece sollecita che vi sia sempre una valutazione estremamente rigorosa del caso individuale evitando standardizzazioni nel trattamento solo sulla base del titolo di reato. E proprio intorno a una accurata valutazione del rischio si sofferma anche la Raccomandazione del 2014 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa rivolta ai Paesi membri sul trattamento dei detenuti ritenuti pericolosi.&nbsp;</p>



<p>Altro tema è quello dello sciopero della fame che il detenuto sta portando avanti mettendo a rischio la propria salute. Qua si pongono dilemmi etici che vanno risolti nel senso di assicurare al detenuto pieno rispetto alla scelta di autodeterminarsi intorno alle modalità di espressione del proprio dissenso, finanche astenendosi dal cibo. Uno Stato forte deve monitorare la salute della persona reclusa, offrire tutto il sostegno psico-sociale e medico possibile, ma sempre rispettando la sua volontà e ascoltando le sue ragioni. Uno Stato forte non deve temere di cambiare una propria decisione, se questo cambiamento produce una riduzione del tasso di sofferenza o comunque riporta un caso dentro un’area di ragionevolezza giuridica.</p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Senegal, sviluppo e migrazione: donne e giovani promotori dello sviluppo locale e della migrazione consapevole</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2022 07:07:42 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/acra-2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="958" height="538" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/acra-2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16431" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/acra-2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 958w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/acra-2-300x168.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/acra-2-768x431.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 958px) 100vw, 958px" /></a></figure>



<p><br><em>ACRA sostiene 27 microimprese e promuove 1700 percorsi formativi in Senegal nell&#8217;ambito del progetto Ripartire dai giovani.</em><br><em>Si conclude con numeri importanti Il progetto &#8220;</em><strong><em>Ripartire dai giovani:</em></strong><em> pro-motori dello sviluppo locale e della migrazione consapevole</em>&#8220;, <em>di ACRA co-finanziato dall&#8217;AICS, che ha avuto l&#8217;obiettivo di creare e migliorare le opportunità lavorative nei territori rurali della Casamance, sud del Senegal, con particolare attenzione all&#8217;occupazione giovanile e al reinserimento dei migranti di ritorno. Le attività hanno permesso di formare, informare e supportare giovani e donne per dare vita a professioni concrete in loco.</em></p>



<p><br>1700 percorsi formativi attuati per altrettanti giovani e donne tra competenze lavorative artigianali e tecnologiche, dall&#8217;agroalimentare all&#8217;elettrico, dall&#8217;informatica al web-journalism, e <strong>avvio di 27 microimprese</strong> per <strong>giovani, donne e migranti di ritorno</strong>, supportati anche attraverso formazione su business plan, educazione finanziaria, pratiche di coltivazione o di gestione di impresa.<br>Sono solo alcuni dei risultati del progetto &#8220;Ripartire dai Giovani&#8221;, co-finanziato dall&#8217;Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, e parte del Programma Migrazioni di ACRA Senegal-Italia attivo dal 2016.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/acra-_-coumbaaw.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="908" height="605" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/acra-_-coumbaaw.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16432" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/acra-_-coumbaaw.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 908w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/acra-_-coumbaaw-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/acra-_-coumbaaw-768x512.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 908px) 100vw, 908px" /></a></figure>



<p>Il progetto ha avuto l&#8217;obiettivo di creare e migliorare le opportunità formative e lavorative in un territorio transnazionale importante bacino di provenienza di flussi migratori: le regioni di Sédhiou e Kolda in Senegal, con implementazione delle attività da parte di ACRA, e di Gabu in Guinea Bissau, da Mani Tese; insieme a partner in loco ed in Italia, come: il Comune di Milano, l&#8217;Università di Milano-Bicocca, STMicroelectronics Foundation, l&#8217;Associazione Stretta di Mano e associazioni locali.</p>



<p><br>In dettaglio, il progetto si è distinto in tre macro-aree puntando su attività di formazione, e sviluppo attività d&#8217;impresa, con particolare attenzione ai giovani (15-35 anni), alle donne e i migranti di ritorno, ma anche di intrattenimento, sensibilizzazione e costruzione di relazioni per informare sui rischi delle migrazioni irregolari. La <strong>Formazione</strong> e rafforzamento delle competenze professionali dei giovani in diversi ambiti occupazionali in Senegal ha previsto <strong>la creazione di 2 hub informatici e ha coinvolto 250 persone formate in diversi settori produttivi</strong> (agroalimentare e settori complementari, agroecologia, gestione d&#8217;impresa, elettricista), <strong>80 giovani formati per tecniche di web-journalism, 1200 in informatica di base e 200 in informatica avanzata.</strong> Sempre in Senegal, sono state accompagnate 27 <strong>imprese </strong>di <strong>giovani, donne e migranti di ritorno</strong>: 12 a Sedhiou, 15 a Kolda; poi 40 persone formate in educazione finanziaria, 30 in business plan, 21 donne in trasformazione di prodotti locali e gestione d&#8217;impresa, con 37 <strong>stage</strong> avviati. La sensibilizzazione ha dato vita a oltre 100 eventi tra tornei sportivi, spettacoli teatrali, murales, la proiezione in un Cine-festival con 20 testimonianze e attività di comunicazione radio, social e whatsapp che hanno raggiunto oltre 500mila senegalesi. Attività destinate a proseguire nel tempo.<br>Cissao Drame e Sekho Sakho sono migranti di ritorno, grazie alle loro attività di allevamento e agricoltura formano e offrono opportunità di crescita ai ragazzi del luogo. &#8220;<em>Vedere i giovani migrare fa soffrire </em>&#8211; <a href="https://www.youtube.com/watch?v=grEfKCVSzcI&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dice Sakho nel video realizzato dall’associazione</a> &#8211; <em>e si può realizzare ciò che si fa in Italia anche qui in Africa&#8221;.</em></p>



<p><br>Coumba Aw è una studentessa della regione di Sédhiou, che ha partecipato ai corsi di web journalism organizzati da ACRA:<em> &#8220;Uso i social media anche per pubblicare informazioni e sensibilizzare sulla salute riproduttiva, sui matrimoni precoci, e sulla migrazione. Penso che la tecnologia digitale sia ormai indispensabile per lo sviluppo delle nostre comunità!&#8221;.</em><br>Le informazioni e i messaggi del progetto sono stati raccolti in numerose <strong>video testimonianze</strong> dei partecipanti alle attività in Senegal e dei membri della diaspora in Italia. Queste testimonianze sono visibili sulle <a href="https://www.facebook.com/ripartirerestando?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pagine Facebook</a> del progetto e di ACRA, e in un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=grEfKCVSzcI&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">video finale </a>che raccoglie alcuni dei racconti e risultati del progetto. Il lavoro di <strong>ACRA in Senegal</strong>, iniziato nel 1984, riguarda anche energie rinnovabili, educazione e, soprattutto, l&#8217;accesso all&#8217;acqua sicura. ACRA infatti, dal 2006 ha avviato il programma &#8220;Un tetto, un rubinetto&#8221; per portare <strong>acqua potabile e servizi igienici di base in ogni casa</strong>, scuola e famiglia nei villaggi più remoti della Casamance. In 15 anni di lavoro sono state realizzate <strong>12 reti idriche</strong> per un totale di circa 400km e più di 4.500 allacciamenti famigliari; più di 51.000 persone hanno avuto <strong>accesso all&#8217;acqua potabile in 83 villaggi e circa 200.000 persone</strong> sono state raggiunte dalle campagne di sensibilizzazione sull&#8217;uso dell&#8217;acqua. Il Programma di ACRA è stato selezionato al <strong>9° Forum Mondiale dell&#8217;Acqua</strong> &#8211; Dakar 21-26 marzo 2022, tra le 126 iniziative più innovative al mondo e ad alto impatto nel settore WASH (Water, Sanitation and Hygiene).<br>Per saperne di più e sostenere i progetti <a href="http://www.acra.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.acra.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Una piccola donazione e sarai per noi un grande sostegno!</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2021 10:23:25 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>Anche la nostra Veronica Tedeschi si appella a voi per una piccola, ma importante donazione. </p>



<p>Vorremmo continuare a fornirvi contenuti di attualità, approfondimenti, interviste; vorremmo continuare ad entrare nelle scuole per fare formazione; vorremmo continuare ad organizzare webinar a attività in presenza (a marzo e ad aprile 2022&#8230;tenetevi pront*!). Insomma: sostenete Associazione Per i Diritti umani (da non confondere con altre!) e sarete parte di un lavoro e di un impegno utili per il bene di tutt*! Vi vogliamo bene. </p>



<p>PER DONARE: <a href="https://www.gofundme.com/f/raccolta-fondi-associazione-per-i-diritti-umani?qid=b6d0f57a2a7a38d2f4345c764e8977be&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.gofundme.com/f/raccolta-fondi-associazione-per-i-diritti-umani?qid=b6d0f57a2a7a38d2f4345c764e8977be&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



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		<title>Laboratori formativi per l&#8217;anno scolastico-accademico 2021-2022</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2021 09:13:19 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Educazione-civica-e-Giustizia-sociale_page-0001-2-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Educazione-civica-e-Giustizia-sociale_page-0001-2-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Educazione-civica-e-Giustizia-sociale_page-0001-2-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Educazione-civica-e-Giustizia-sociale_page-0001-2-768x1087.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Educazione-civica-e-Giustizia-sociale_page-0001-2-1085x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1085w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Educazione-civica-e-Giustizia-sociale_page-0001-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1240w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>



<p>Care e cari,</p>



<p>vi proponiamo, per l&#8217;anno scolastico e accademico, 2021-2022 due progetti/laboratori formativi che vertono su temi di stretta attualità: la condizione di chi vive nelle <strong>PERIFERIE</strong> di alcune città nel mondo e la <strong>GIUSTIZIA SOCIALE.</strong></p>



<p>Crediamo fermamente nella formazione dei giovani, che sono e saranno i futuri cittadini e professionisti, nel veicolare valori positivi e nel dialogo culturale per incrementare il pensiero critico.</p>



<p>I nostri laboratori, infatti, vedono la partecipazione diretta delle ragazze e dei ragazzi per un loro coinvolgimento nella costruzione di una società egualitaria e onesta. Proponiamo esempi di buone pratiche, infatti, e chiediamo a chi ci seguirà di realizzare un prodotto finale che verrà divulgato attraverso tutti i canali della nostra associazione (Associazione Per i Diritti umani, www.peridirittiumani.com?utm_source=rss&utm_medium=rss &#8211; Facebook, Instagram, Twitter, Linkedin).</p>



<p>Da anni ci occupiamo di formazione culturale ( sui diritti umani, sulla legalità, sull&#8217;Educazione civica) e lo continuiamo a fare sia in presenza sia online. </p>



<p>Se siete interessati, quindi, potete contattarci ai seguenti indirizzi email:<strong> lale.monte@gmail.com oppure info@peridirittiumani.com </strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Educazione-civica-e-Giustizia-sociale_page-0001-1-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15603" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Educazione-civica-e-Giustizia-sociale_page-0001-1-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Educazione-civica-e-Giustizia-sociale_page-0001-1-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Educazione-civica-e-Giustizia-sociale_page-0001-1-768x1087.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Educazione-civica-e-Giustizia-sociale_page-0001-1-1085x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1085w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Educazione-civica-e-Giustizia-sociale_page-0001-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1240w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/SP-JPG-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15605" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/SP-JPG-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/SP-JPG-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/SP-JPG-768x1086.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/SP-JPG-1086x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/SP-JPG-1448x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1448w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/SP-JPG.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1654w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Periferie-nel-mondo.-Tra-accoglienza-e-buone-pratiche_page-0001-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15602" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Periferie-nel-mondo.-Tra-accoglienza-e-buone-pratiche_page-0001-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Periferie-nel-mondo.-Tra-accoglienza-e-buone-pratiche_page-0001-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Periferie-nel-mondo.-Tra-accoglienza-e-buone-pratiche_page-0001-768x1087.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Periferie-nel-mondo.-Tra-accoglienza-e-buone-pratiche_page-0001-1085x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1085w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Periferie-nel-mondo.-Tra-accoglienza-e-buone-pratiche_page-0001.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1240w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>



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		<title>Cittadini del mondo: la lotta all&#8217;emarginazione sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2021 06:40:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di Gloria Esperanza Monzali, Naomi Keisha Giancola (ricercatrici e neosociologhe) e Alessandro Lanza. Cittadini del mondo è un documentario ambientato nella meravigliosa città di Bologna. Il tema centrale di questo lungometraggio riguarda&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/docu-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15563" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/docu-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/docu-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/docu-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/docu.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A cura di Gloria Esperanza Monzali, Naomi Keisha Giancola (ricercatrici e neosociologhe) e Alessandro Lanza.</p>



<p><em><strong>Cittadini del mondo</strong></em> è un documentario ambientato nella meravigliosa città di Bologna.</p>



<p>Il tema centrale di questo lungometraggio riguarda l’incontro a scopo conoscitivo delle realtà di marginalità, di muto soccorso e di scambi reciproci tra le persone che compongono la società odierna.</p>



<p>Questo incontro interessa sia il meeting che è avvenuto tra noi ricercatrici e gli abitanti di questa città che sono a stretto contatto con alcune realtà sommerse del territorio, sia l’incontro inteso come proposito futuro tra chi vive in condizioni di fragilità e il resto della società civile.</p>



<p>Il monito di questo progetto è quello di garantire a tutti i cittadini pari opportunità attraverso un servizio di welfare sensibile e attento allo stato di necessità di ognuno di noi.</p>



<p>Queste realtà sommerse ci hanno messo in contatto con alcuni cittadini invisibili che restano, a causa delle loro fragilità, nascosti ai margini di questa società sempre di più e sempre troppo selettiva.</p>



<p>Essere cittadini è un diritto di ognuno di noi ed è un diritto che deve essere riconosciuto a tutti soprattutto deve essere salvaguardata la dignità di ciascuno di noi nel poter condurre un’esistenza terrena degna di poter essere considerata umana, se ancora ci vogliamo considerare tali.</p>



<p>L’umanità è costituita da tutte le nostre fragilità, dal fatto di poter essere fallibili, mortali e di avere un’intera vita per cercare di migliorare questo percorso senza dover sentire il peso del confronto con gli altri ma anzi riconoscendo negli altri un’occasione per poterci arricchire.</p>



<p>Attraverso questa ricerca siamo entrate in contatto con diverse realtà del territorio, come ad esempio la Caritas, che ci ha fornito una mappa attenta a questi fenomeni di marginalità diffusi su Bologna. Interessante in questo incontro è stato sapere, che le persone che hanno affrontato molte difficoltà durante la pandemia covid-19 era più orientata a richiedere un sostegno economico per poter pagare le bollette della luce o del gas piuttosto che domandare un sostegno al pagamento di farmaci o di visite sanitarie come ci si aspetterebbe in una situazione di emergenza sanitaria di portata internazionale che ha fatto da cornice a questo periodo di ricerca. Un altro incontro meraviglioso lo abbiamo avuto con Roberto Morgantini, fondatore delle Cucine Popolari a Bologna con sede in via Battiferro, 2.</p>



<p>È un’eccellente iniziativa che si occupa di fornire un luogo in cui condividere un momento di convivialità in cui viene servito il pranzo per i senzatetto. Oggi purtroppo a causa di questa emergenza sanitaria il servizio di distribuzione è diventato take-away, perdendo quel prezioso valore aggiunto della condivisione, del dialogo e dello scambio ma è sempre attivo e vigile ad accogliere chi un pasto non ha.</p>



<p>Inoltre, abbiamo incontrato Margherita Chiappa, la responsabile del Centro Beltrame, un mastodontico dormitorio che si trova sotto il ponte di S. Donato a Bologna.</p>



<p>Margherita ci ha dato l’incantevole opportunità di incontrare le persone che risiedono in questo dormitorio, persone davvero brillanti e straodinarie, alcune delle quali ci ha condiviso la propria storia di vita: Stefano, Anna, Max e un signore che ha deciso di restare anonimo.</p>



<p>Abbiamo per ultimo incontrato, tramite l’antica modalità del passaparola, diverse famiglie e persone. Laura Scaglianti è stata l’elemento chiave di connessione con queste persone fornendoci nomi e indirizzi di persone da raggiungere tra cui Miriam, Paola, Alina e molte altre ancora…</p>



<p>Questa ragazza è attivissima sul territorio in diversi progetti di solidarietà, molti dei quali sono dotati di un ingegno di altissima sensibilità e creatività. Ne riporto uno tanto per dare un’idea a voi carissimi e attentissimi lettori. Laura vive in una zona dove risiedono le case popolari dell’Acer in via Abba. In questa zona ci sono palazzi che hanno diversi piani e in cui abitano diverse famiglie con figli. Un giorno Laura ha visto un bambino farsi male e la mamma non aveva nulla per poterlo medicare. Così lei ha deciso di costruire all’interno del suo palazzo una cassetta pronto soccorso che si assicura sempre di rifornire.</p>



<p>Per concludere vogliamo invitarvi a venire a vedere il documentario nella speranza di poter sensibilizzare quante più persone possibili a ritagliare un momento della propria giornata da dedicare a chi è vicino a noi ma spesso in forma invisibile, perché diventi un impegno che faccia sempre più parte della nostra quotidianità aprendo le nostre vite a un incontro con l’altro che ci rafforzi il senso di identità sociale oggi sempre meno marcato.</p>



<p>Questo lungometraggio racchiude in sé tutte le storie di vita delle persone che abbiamo conosciuto lungo questo splendido cammino.</p>



<p>Le dichiarazioni riportate fanno parte di un campione di persone selezionate come già riportato attraverso la modalità del passaparola e quindi non esaustivo rispetto le numerose problematiche presenti sul territorio.</p>
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		<title>Basta con nuclei e comitati tecnici, per un PNRR dei diritti!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jul 2021 09:06:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche Associazione per i Diritti umani aderisce e divulga l&#8217;appello. Il PNRR appena nato si ammanta di nuovo ma odora già di vecchio: sono annunciati forti investimenti pubblici che, però, sono finalizzati unicamente a sostenere il mercato&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="668" height="446" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/public.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15550" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/public.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 668w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/public-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 668px) 100vw, 668px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Anche <strong><em>Associazione per i Diritti umani</em> </strong>aderisce e divulga l&#8217;appello. </p>



<p>Il PNRR appena nato si ammanta di nuovo ma odora già di vecchio: sono annunciati <strong>forti investimenti pubblici</strong> che, però, sono <strong>finalizzati unicamente a sostenere il mercato e le sue logiche</strong> e costituiscono, sotto altre forme, un elemento di continuità con le solite ricette liberiste che ci propinano da 30 anni, che mai sono riuscite a portare benessere generale, né in Italia né altrove sono state applicate: privatizzazioni e ancora privatizzazioni, anche dell’acqua.</p>



<p>Per coordinare la gestione dei fondi del PNRR viene individuato un&nbsp;<strong>nucleo tecnico</strong>: tutto al maschile, con nomi più o meno noti al grande pubblico, ma sicuramente conosciuti negli ambienti che contano per il loro impegno a riformare il paese in un’<strong>ottica neo-liberista</strong>.</p>



<p>Tra questi spicca&nbsp;<strong>Stagnaro</strong>, Direttore Ricerche e Studi dell’istituto Bruno Leoni, think tank neoliberista. Per capire il personaggio: è autore di un libello dove chiede l’apertura del mercato delle armi, sfacciato tanto da citare Hitler, e noto&nbsp;<strong>negazionista climatico</strong>, tanto da attaccare il movimento globale Fridays for Future e, più in generale, tutte le istanze che chiedono un cambiamento in difesa del Pianeta.</p>



<p>Ma non è una singola figura, per quanto inopportuna, ad allarmare, è l’insieme di questo gruppo, costituito da negazionisti climatici e da persone che ritengono che&nbsp;<strong>lo Stato debba intervenire unicamente per favorire e ricostruire i mercati</strong>, lasciandoli liberi di autoregolarsi.</p>



<p>Progetti da decine di miliardi del PNRR passeranno al vaglio di queste persone, che dovranno garantire una transizione verde già progettualmente precaria, all’interno del PNRR, con uno Stato presente solo come finanziatore, lasciando all’iniziativa privata la gestione e i profitti.</p>



<p>Costoro pensano che la “virtuosità” di un’azienda pubblica si calcoli in base al suo fatturato, e non al come gestisce e per chi.</p>



<p>Per questo li giudichiamo non solo&nbsp;<strong>incapaci</strong>&nbsp;di affrontare la sfida della ripresa, che deve partire dai diritti,&nbsp;a cominciare da&nbsp;quello alla salute, ma anche di fatto&nbsp;<strong>contrari ad affrontare la sfida del futuro, quella del contrasto al cambiamento climatico</strong>, che ha bisogno di scelte importanti e di&nbsp;rendere protagonistə le/i cittadinə, e non di un “green washing” di facciata.</p>



<p>Facciamo un&nbsp;<strong>appello a tutte le realtà</strong>, a tutti i cittadini/cittadine che hanno a cuore il paese; che pensano che i diritti vengano prima dei profitti dei grandi gruppi industriali; che pensano che le aziende pubbliche non debbano essere spolpate ma essere il volano della ripresa:&nbsp;<strong>contestiamo le nomine, contestiamo il PNRR, mettiamo in campo l’alternativa</strong>.</p>



<p>Cominciamo dal chiedere la&nbsp;<strong>rimozione di Stagnaro</strong>&nbsp;dal gruppo dei 5 e la trasparenza assoluta sul loro operato: che siano pubblicati il loro pareri, i verbali delle riunioni, i documenti prodotti. Non dimentichiamo che il PNRR ci riguarda tutt@.</p>



<p><strong>Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua</strong></p>



<p><strong><br>Adesioni</strong><br>ATTAC Italia,&nbsp;Associazione Liberacittadinanza, Comitato &#8220;Salviamo il paesaggio cremonese, cremasco e casalasco”, Comitato Sannita Acqua Bene Comune,&nbsp;Coordinamento nord sud del mondo &#8211; Milano,&nbsp;Associazione Dimensioni Diverse,&nbsp;Ecoistituto della Valle del Ticino,&nbsp;Associazione per i Diritti Umani,&nbsp;</p>



<p><strong><br>Adesioni Individuali<br></strong>Toni Germani, Sandro Morelli, Prof. Dr. Salvatore Palidda,&nbsp;Onofrio Infantile, Giovanni Caprio, Daniela Padoan, Monica Malventano, Carmen Massidda, Roberto Budini Gattai, Lucia Ciarmoli, Fantini Alberto, Anna Gentilini, Maria Ricciardi Giannoni, Giuseppe Barnato, Eva Allenbach, Giovanni Seneca, Maria Cosentino, Alfonso Gambardella,&nbsp;Paolo Campo, Ferruccio Rizzi,&nbsp;Sandra Cangemi,&nbsp;Paola Ciardella,&nbsp;Ersilia Monti</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><a href="https://www.acquabenecomune.org/attachments/article/4122/Appello_nucleo_tecnico_PNRR_def.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"></a><a href="https://www.acquabenecomune.org/attachments/article/4122/Appello_nucleo_tecnico_PNRR_def.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Scarica l\&#8217;appello</a></td><td>[&nbsp;]</td><td>61 kB</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Sin techo. Vuol dire Senza tetto</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2020 08:13:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Nei paesi avanzati negli ultimi anni il numero di senzatetto si è alzato moltissimo, questa situazione è una delle condizioni più gravi di esclusione sociale. È evidente pensare che i paesi&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>di Tini Codazzi</p>



<p>Nei paesi avanzati negli ultimi anni il numero di senzatetto si è alzato moltissimo, questa situazione è una delle condizioni più gravi di esclusione sociale. È evidente pensare che i paesi sottosviluppati possono essere i più colpiti per ovvie ragioni e invece no, succedono in tutto il mondo perché a volte il sottosviluppo è un fatto mentale e non solo economico. Perdere il lavoro, la famiglia, la casa, i soldi risparmiati e finire per strada è una tragedia della quale si parla poco. I senzatetto li incrociamo con la coda dell’occhio sotto i portici, davanti alle fermate degli autobus, nei sottopassi, nella metropolitana, a Milano, a Roma, a Parigi, a Mosca, a Città del Messico… E cosa facciamo? Voltiamo la testa dall’altra parte. Sapete cosa significa “Aporofobia”? La fobia che rappresenta la paura e l’ostilità verso la povertà o verso i poveri. In misura diversa la soffriamo tutti. Abbiamo paura di loro, purtroppo, ma sicuramente tante di queste persone sono uguali a noi, solo che hanno perso tutto.</p>



<p>In questo momento in Spagna si parla molto del tema. Ci sono più di 33 mila senzatetto, una cifra importante aggravata dalla crisi del Coronavirus. Uomini e donne senza casa che soffrono malattie e che per la loro condizione non hanno diritto alla salute, che hanno tentato il suicidio, che hanno una speranza di vita di 30 anni in meno rispetto a qualunque persona che abbia un tetto sulla testa. Molti hanno sofferto un crimine generato dall’odio (47%), di cui la maggior parte mai denunciati, di cui molte vittime sono donne. Perché vivere sotto i ponti è una vulnerabilità dei diritti umani, perché avere il diritto ad una casa, ad un lavoro, alla salute, ad una vita normale non sembra una priorità in questo caso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="550" height="550" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/senzatetto2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14697" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/senzatetto2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 550w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/senzatetto2-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/senzatetto2-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/senzatetto2-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/senzatetto2-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></figure>



<p>Perché parlare di questi invisibili? Perché parlare dei senzatetto spagnoli, visto che il mondo intero ne è pieno? Perché oggi (10 ottobre) è la Giornata Mondiale dei Senzatetto e perché la Fondazione spagnola <a href="https://hogarsi.org?utm_source=rss&utm_medium=rss">Hogar Sí</a> ha fatto un importante appello alle istituzioni e alla società civile per raggiungere un lodevole obbiettivo: entro il 2030 nessun senzatetto in strada. Un sogno? La Fondazione ha aderito alla “Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile” delle Nazioni Unite. Questa agenda ha diciassette obbiettivi di sviluppo sostenibile (ODS) che riguardano temi economici, sociali e ambientali. In particolare, <a href="https://hogarsi.org?utm_source=rss&utm_medium=rss">Hogar Sí</a> sottolinea i seguenti obbiettivi che aiuterebbero a combattere il fenomeno: ODS 1 (Il fenomeno dei senzatetto è una delle massime espressioni di povertà), ODS 3 (Salute e benessere perché vivere per strada uccide), ODS 8 (Lavoro decente e crescita economica) e ODS 13 (Assicurare l’accesso all’alloggio a tutti). Di recente la notizia che lo spagnolo Nacho Álvarez, Segretario di Stato dei Diritti Sociali voglia impulsare una nuova strategia per incentivare il diritto alla casa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="200" height="200" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/hogarsi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14698" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/hogarsi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/hogarsi-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/hogarsi-80x80.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></figure>



<p>Si muovono in tanti per dare una soluzione a questa situazione che inonda la Spagna. Anche <a href="https://www.provivienda.org?utm_source=rss&utm_medium=rss">Provivienda</a> con il suo progetto “Housing First”: accesso ad un alloggio decente per tutti su base paritaria. Il responsabile del Progetto ha dichiarato che la Strategia Nazionale per le Persone Senzatetto approvata dal Consiglio dei ministri nel 2015, scade quest’anno e non mai stata eseguita per mancanza di budget. La pandemia dovrebbe essere la molla per far ripartire progetti di aiuto concreto a queste persone.</p>



<p>Cosa possiamo fare? Iniziamo a guardare queste persone, non sono invisibili. Entriamo nel sito di <a href="https://hogarsi.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Hogar Sí</a> e facciamo una donazione. Parliamone a scuola e a casa con i nostri parenti e amici. Questo è un problema che non dovrebbe essere ignorato. Indaghiamo se nel nostro paese e nella nostra città ci sono enti o fondazione che si occupano del tema, ed aiutiamoli.</p>



<p>Secondo Ilsole24ore in Italia i senzatetto sono oltre 50 mila. Ma questo sarebbe un altro articolo.</p>
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		<title>Amazzonia: il polmone del mondo e i diritti umani</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2020 07:48:07 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>Care e cari, pubblichiamo anche qui per voi il webinar di <strong>ANGELO FERRACUTI</strong>, scrittore e attivista per i popoli <strong>dell&#8217;Amazzonia</strong>. Ci ha parlato di <em>resistenza, di nuovi progetti, di responsabilit</em>à. Ma anche di <em>spiritualità</em>, quella che ci insegnano i popoli indigeni e gli sciamani. </p>



<p><strong>Tra Antropologia, Diritti, Giornalismo</strong>.</p>



<p>Trovate tutti i nostri relatori sul canale YOUTUBE di ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI UMANI e vi invitiamo ad iscrivervi!</p>



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		<title>Human rights defenders</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2020 08:48:35 +0000</pubDate>
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<p>Ecco, per voi, l&#8217;incontro con <strong>Francesco Martone</strong> ( e con <em>In Difesa Di</em> ) che ci ha parlato della protezione necessaria dei difensori dei diritti umani nel mondo, con un riferimento a <strong>Patrick Zaky</strong>. Cogliamo l&#8217;occasione per richiederne l&#8217;immediata <strong>liberazione</strong>!</p>



<p>Vi ricordiamo lo streaming di domani, <strong>lunedì 8 giugno, alle ore 18.30</strong> sempre sul canale Youtube dell&#8217;Associazione Per i Diritti umani, con <strong>CARLO STASOLLA</strong>, Presidente di <em>Associazione 21 Luglio</em> e la situazione delle comunità <strong>rom. </strong></p>



<p>Buon ascolto!</p>



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<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Human Rights Defenders" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/5tYD6OekXNY?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>
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