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	<title>senzatetto Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8216;Nessuno ci guarda più&#8217;: Detenzione di migranti e Covid-19 in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2021 08:03:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Francesca Esposito, Emilio Caja e Giacomo Mattiello. Francesca è Newton International Fellow presso il Centre for Criminology dell&#8217;Università di Oxford; Emilio si è recentemente laureato presso il Dipartimento di Politica e Relazioni Internazionali dell&#8217;Università di&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><em>di Francesca Esposito, Emilio Caja e Giacomo Mattiello. Francesca è Newton International Fellow presso il Centre for Criminology dell&#8217;Università di Oxford; Emilio si è recentemente laureato presso il Dipartimento di Politica e Relazioni Internazionali dell&#8217;Università di Oxford; Giacomo Mattiello si è recentemente laureato in Scienze Politiche presso l&#8217;Università degli Studi di Milano e ora è studente di Antropologia presso l&#8217;Università degli Studi di Torino. </em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.law.ox.ac.uk/sites/files/oxlaw/no_one_is_looking_at_us_anymore_1.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img src="https://www.law.ox.ac.uk/sites/files/oxlaw/styles/body_text_image__width_400px_/public/schermata_2020-11-19_alle_18.50.19.png?itok=-3Trzm41&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="rapporto"/></a></figure>



<p>Mentre le paure e le ansie per la pandemia continuano a gettare un&#8217;ombra sulla vita quotidiana delle persone in tutto il mondo, continuano anche le preoccupazioni per l&#8217;impatto del Covid-19 sulle comunità di migranti, in particolare su quelle persone con uno status di immigrazione non sicuro e su quelle detenute. Infatti, sebbene i discorsi tradizionali ruotino attorno all&#8217;idea che &#8220;siamo tutti insieme nell&#8217;affrontare questo nemico comune&#8221;, è palesemente ovvio che le disuguaglianze strutturali preesistenti, basate su razza, genere, classe e cittadinanza, tra gli altri, influenzano profondamente il rischio di essere esposti e colpiti da questo virus. È anche ovvio che il confinamento forzato di gruppo inerente alla detenzione per immigrati, così come in altre forme di incarcerazione, esacerba il rischio di contaminazione. Questa situazione è allarmante. <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/ajcp.12313?utm_source=rss&utm_medium=rss">Le ricerche</a> e le <a href="http://www.mediciperidirittiumani.org/pdf/CIE_Archipelago_eng.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">relazioni delle ONG</a> hanno dimostrato da tempo, sono inadeguate a garantire il diritto dei detenuti (e del personale) alla salute e ad una <a href="https://www.cambridge.org/core/books/women-and-human-development/58D8D2FBFC1C9E902D648200C4B7009E?utm_source=rss&utm_medium=rss">vita dignitosa,</a> soprattutto nel contesto di una pandemia globale. Il sovraffollamento, le strutture degradate, le cattive condizioni sanitarie, lo scarso accesso all&#8217;assistenza sanitaria e la mancanza di canali di informazione sono solo alcuni dei problemi di queste istituzioni di custodia. Questa situazione ha suscitato serie preoccupazioni tra studiosi e attivisti e ha portato alle proteste dei detenuti.<img loading="lazy" height="500" width="750" alt="ponte galeria" src="https://www.law.ox.ac.uk/sites/files/oxlaw/styles/hero_image/public/ponte2.jpg?itok=-LZ3VyFp&utm_source=rss&utm_medium=rss">&#8220;CENTRO DI DETENZIONE PONTE GALERIA DI ROMA&#8221;. CREDITI FOTOGRAFICI: FRANCESCA ESPOSITO</p>



<p>In questo contesto preoccupante, insieme a molti attivisti e studiosi in tutto il mondo, ci siamo sentiti in dovere di fare qualcosa.&nbsp;Sapevamo che i siti di custodia come i centri di detenzione e le persone confinate al loro interno potevano essere facilmente dimenticati durante la pandemia e diventare più invisibili di quello che sono normalmente.&nbsp;È questo senso di urgenza di &#8220;fare qualcosa&#8221; dai nostri siti &#8220;privilegiati&#8221; di blocco, e il riconoscimento che il monitoraggio di ciò che stava accadendo dietro le porte di queste istituzioni è stato particolarmente cruciale durante questo periodo, che ha guidato la stesura di questo&nbsp;<a href="https://www.law.ox.ac.uk/sites/files/oxlaw/no_one_is_looking_at_us_anymore_1.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">rapporto</a>&nbsp;, che si concentra sul periodo del blocco nazionale in Italia.&nbsp;(9 marzo &#8211; 18 maggio)</p>



<p>Questo <a href="https://www.law.ox.ac.uk/sites/files/oxlaw/no_one_is_looking_at_us_anymore_1.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">rapporto</a> fa anche parte di un progetto più ampio, &#8220;Immigration Detention in Italy and Greece: Safeguarding Human Rights at Europe&#8217;s Southern Frontier&#8221; guidato da Mary Bosworth in collaborazione con Andriani Fili e Francesca Esposito e finanziato da Open Society Foundation (OSF). Questo progetto è stato realizzato per garantire che ciò che accade nei siti di controllo delle frontiere non sia nascosto al controllo pubblico, che le voci dei migranti siano ascoltate e che gli attivisti e i difensori dei diritti umani ricevano informazioni e supporto per divulgare le loro prove a un pubblico più ampio non solo limitato ai loro contesti nazionali ma che si estende a livello globale. Per raggiungere questo obiettivo, una mappa interattiva: i <a href="https://borderlandscapes.law.ox.ac.uk/?utm_source=rss&utm_medium=rss">paesaggi del controllo delle frontiere</a>—È stato lanciato all&#8217;inizio del 2020. Questa mappa rappresenta l&#8217;Italia e la Grecia come vengono vissute e plasmate dalla presenza dei migranti e dalle loro lotte.</p>



<p>Quello che la nostra analisi ha complessivamente rivelato è che sebbene il numero di persone nei centri di detenzione italiani sia leggermente diminuito nel periodo da marzo a maggio 2020, questa riduzione è stata regolata da logiche selettive di controllo sociale.&nbsp;Logiche che alla fine hanno stabilito una sorta di &#8220;gerarchia della detenzione meritevole&#8221;.</p>



<p>In linea con i&nbsp;<a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/0197918320921134?utm_source=rss&utm_medium=rss">risultati</a>&nbsp;precedenti&nbsp;di Francesca Esposito, che dimostrano come le nozioni di genere e razzializzate di &#8216;vulnerabilità&#8217; e &#8216;pericolosità&#8217; plasmino il continuo (ri) tracciamento del confine tra soggetti &#8216;meritevoli&#8217; e &#8216;immeritevoli&#8217; in detenzione, donne e richiedenti asilo furono i&nbsp;<a href="https://borderlandscapes.law.ox.ac.uk/sites/default/files/2020-05/CPR%20Gradisca%20d%27Isonzo%20and%20Covid%20%2812%20March%20%E2%80%93%2027%20April%202020%29%20.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">primi ad essere rilasciati</a>&nbsp;(questa tendenza era comune anche ad altri paesi; vedi&nbsp;<a href="https://www.globaldetentionproject.org/countries/europe/united-kingdom?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a>&nbsp;all&#8217;11 maggio,&nbsp;<a href="https://www.bbc.co.uk/news/uk-52560093?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://homeofficemedia.blog.gov.uk/2020/04/02/factsheet-immigration-detention-and-the-response-to-coronavirus/?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a>).&nbsp;In altre parole, questi furono i primi gruppi considerati &#8220;degni di compassione&#8221;.&nbsp;Non sorprende, d&#8217;altra parte, che i senzatetto &#8211; molti dei quali affrontano anche problemi di salute mentale &#8211; e gli stranieri con precedenti penali sono quelli che hanno continuato a entrare e popolare le strutture di detenzione durante questo periodo.&nbsp;Questa evidenza evidenzia il ruolo delle costruzioni di &#8220;marginalità sociale&#8221; e &#8220;pericolosità&#8221; come forze principali dietro l&#8217;applicazione selettiva della detenzione durante il periodo della nostra analisi.</p>



<p>È anche interessante notare come queste costruzioni, antecedenti alla pandemia come dimostrato dal lavoro di&nbsp;<a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1362480619859350?utm_source=rss&utm_medium=rss">Giuseppe Campesi e Giulia Fabini</a>&nbsp;, siano state ulteriormente modificate dalla&nbsp;<a href="https://www.law.ox.ac.uk/research-subject-groups/centre-criminology/centreborder-criminologies/blog/2020/09/confine-protect?utm_source=rss&utm_medium=rss">logica igienico-sanitaria del confine</a>&nbsp;in gioco in questo periodo.&nbsp;Di conseguenza, sono le numerose persone migranti senza una &#8220; casa in cui stare &#8221; e lasciate in maggiore vulnerabilità a causa della chiusura dei servizi sanitari e sociali già limitati a loro disposizione, che sono diventate un obiettivo primario del controllo della polizia e la politica di contenimento razzializzata (si veda, ad esempio, il caso del&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2020/04/cpr-alda-re-la-situazione-in-periodo-di-pandemia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">centro di detenzione</a>&nbsp;di&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2020/04/cpr-alda-re-la-situazione-in-periodo-di-pandemia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Torino</a>&nbsp;).&nbsp;In particolare, la maggior parte di questi casi sono stati valutati dai Giudici di Pace che, anche nel contesto di questa emergenza sanitaria globale, hanno confermato la loro<a href="http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/resources/cms/documents/3d26493c82f9003c96e87844808a1cd7.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">tendenza a convalidare ed estendere le misure di detenzione</a>&nbsp;disposte dall&#8217;Autorità di Pubblica Sicurezza &#8211; in contrasto con le linee guida normalmente adottate dalle sezioni specializzate dei Tribunali (su questo argomento si veda anche&nbsp;<a href="https://www.law.ox.ac.uk/research-subject-groups/centre-criminology/centreborder-criminologies/blog/2020/02/judicial-review?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a>&nbsp;).</p>



<p>Un&#8217;altra interessante evidenza che emerge dal nostro rapporto riguarda il regime della vita quotidiana all&#8217;interno di queste istituzioni e le strategie di potere utilizzate per governare i migranti detenuti. Quello che i resoconti raccolti dal nostro gruppo di ricerca rivelano è che, nel complesso, i detenuti sono stati lasciati abbandonati all&#8217;interno dei centri pur essendo esposti anche a condizioni di vita molto precarie. A volte non venivano nemmeno fornite informazioni adeguate sul virus e sulle attrezzature per proteggere la loro salute. Questi risultati non sono nuovi e molti <a href="https://hurriya.noblogs.org/post/2020/02/20/voci-dal-cpr-prima-silenzio-stato-vorrebbe-imporre/?utm_source=rss&utm_medium=rss">migranti</a> , <a href="https://www.internazionale.it/reportage/antonio-esposito/2016/07/13/cara-cie-brindisi-visita?utm_source=rss&utm_medium=rss">attivisti</a> e <a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1462474515603804?utm_source=rss&utm_medium=rss">studiosi</a> hanno già accennato negli anni al senso di abbandono che regna in questi luoghi remoti, spesso tenuti lontani dagli occhi del pubblico. È questo stesso senso di abbandono che viene spesso menzionato per distinguere i centri di detenzione da altre istituzioni di custodia, come le carceri. Tuttavia, sosteniamo che la pandemia ha reso questa prova molto visibile, facendo così luce sull&#8217;uso <a href="https://www.meltingpot.org/CPR-Palazzo-San-Gervasio-PZ-I-reclusi-in-sciopero-della.html#.X4haJtBKiUn?utm_source=rss&utm_medium=rss">dell&#8217;abbandono</a> e <a href="https://www.fanpage.it/politica/botte-sporcizia-e-vessazioni-linferno-dei-cpr-durante-il-lockdown-raccontato-dai-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss">dell&#8217;incuria</a> come modalità specifiche di governo delle persone confinate in questi siti (vedi <a href="https://www.law.ox.ac.uk/research-subject-groups/centre-criminology/centreborder-criminologies/blog/2020/07/detained-and?fbclid=IwAR2jRHOrhn8n6_W6iaOzyXlXIkY4u1Po8qT-4fbwJIm092QtPZ6CcioFc8o&utm_source=rss&utm_medium=rss">analisi</a> simili applicate ad altri contesti di detenzione nazionali). Facendo uso delle <a href="https://www.radioradicale.it/scheda/600488/collegamento-con-mohamed-migrante-tunisino-recluso-nel-cpr-di-brindisi-sul-pericolo?utm_source=rss&utm_medium=rss">parole</a> di un detenuto intervistato da Radio Radicale all&#8217;inizio dell&#8217;epidemia di Covid-19:</p>



<p><em>Siamo come cavalli dentro le scuderie, chiuse, e nessuno ci ascolta, nessuno di quelli, sia i corpi interni qui che quelli fuori, cioè il Ministero, il Questore.&nbsp;Perché nessuno ci guarda più, perché questa è ormai un&#8217;emergenza nazionale, internazionale.</em></p>



<p>Questa situazione è stata aggravata dall&#8217;aumento del velo di opacità che aleggia intorno a queste istituzioni a causa della sospensione delle visite di parenti e amici, nonché di associazioni / gruppi esterni.<img loading="lazy" alt="ponte galeria" height="500" width="750" src="https://www.law.ox.ac.uk/sites/files/oxlaw/styles/hero_image/public/ponte.jpg?itok=-RHN9r4F&utm_source=rss&utm_medium=rss">TRAMONTO DIETRO LE RECINZIONI.&nbsp;PONTE GALERIA CIE.&nbsp;FOTO DI: FRANCESCA ESPOSITO</p>



<p>Per concludere, la pandemia ha portato i paesi di tutto il mondo a chiudere i propri confini, il che ha ampiamente ostacolato l&#8217;applicazione della deportazione;&nbsp;tuttavia, la polizia italiana e le autorità per l&#8217;immigrazione hanno continuato a detenere persone.&nbsp;In tal modo, la detenzione ha sostanzialmente confermato la sua funzione di misura di contenimento utilizzata per&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=u0yoLPZcXec&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0">gestire popolazioni &#8220;indesiderabili&#8221; e &#8220;problematiche&#8221; e tenerle fuori dallo spazio pubblico</a>&nbsp;, soprattutto in tempi di preoccupazioni sanitarie nazionali e globali.</p>



<p>Altri paesi, tuttavia, hanno mostrato un approccio diverso.&nbsp;Ad esempio, già all&#8217;inizio di aprile il ministero degli Interni spagnolo ha dichiarato l&#8217;intenzione del governo di rilasciare i migranti detenuti e chiudere temporaneamente tutti i centri di detenzione (qui chiamati&nbsp;&nbsp;<em>Centros de Internamiento de Extranjeros</em>&nbsp;-CIEs).&nbsp;Questo piano è stato infine completato il 6 maggio, quando le autorità spagnole hanno annunciato che&nbsp;&nbsp;<a href="https://www.globaldetentionproject.org/immigration-detention-in-spain-a-rapid-response-to-covid-19?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tutti i centri di detenzione erano completamente vuoti</a>&nbsp;&nbsp;(la situazione era diversa nei due Centri per il soggiorno temporaneo degli immigrati (CETI) situati nelle enclavi di Ceuta e Melilla dove le&nbsp;&nbsp;<a href="https://www.coe.int/en/web/commissioner/-/spain-s-authorities-must-find-alternatives-to-accommodating-migrants-including-asylum-seekers-in-substandard-conditions-in-melilla?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">condizioni peggiorato</a>&nbsp;anziché).&nbsp;Nonostante tutti i limiti associati a questo processo, e principalmente il fatto che la chiusura dei CIE fosse una misura temporanea legata alla pandemia Covid-19 e&nbsp;&nbsp;<a href="https://www.publico.es/sociedad/reapertura-cie-interior-reabre-inmediato-plena-segunda-ola-cie-cerrados-pandemia.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ora le persone hanno iniziato di nuovo a essere detenute</a>&nbsp;, riteniamo che questo sia un evento significativo.&nbsp;Mostra che possiamo vivere senza queste istituzioni carcerarie.&nbsp;Dimostra anche che non è troppo difficile porre fine alla detenzione dei migranti e lasciare che le persone si muovano e vivano liberamente nelle nostre comunità: è uno scenario concreto, non utopico.&nbsp;È uno scenario collettivo, sosteniamo, che dobbiamo sostenere con forza nel prossimo futuro.</p>



<p><strong>Puoi leggere il rapporto&nbsp;<a href="https://www.law.ox.ac.uk/sites/files/oxlaw/no_one_is_looking_at_us_anymore_1.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a>&nbsp;.&nbsp;</strong></p>
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		<title>Sin techo. Vuol dire Senza tetto</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2020 08:13:47 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="788" height="215" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/senzatetto1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14696" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/senzatetto1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 788w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/senzatetto1-300x82.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/senzatetto1-768x210.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 788px) 100vw, 788px" /></figure>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p>Nei paesi avanzati negli ultimi anni il numero di senzatetto si è alzato moltissimo, questa situazione è una delle condizioni più gravi di esclusione sociale. È evidente pensare che i paesi sottosviluppati possono essere i più colpiti per ovvie ragioni e invece no, succedono in tutto il mondo perché a volte il sottosviluppo è un fatto mentale e non solo economico. Perdere il lavoro, la famiglia, la casa, i soldi risparmiati e finire per strada è una tragedia della quale si parla poco. I senzatetto li incrociamo con la coda dell’occhio sotto i portici, davanti alle fermate degli autobus, nei sottopassi, nella metropolitana, a Milano, a Roma, a Parigi, a Mosca, a Città del Messico… E cosa facciamo? Voltiamo la testa dall’altra parte. Sapete cosa significa “Aporofobia”? La fobia che rappresenta la paura e l’ostilità verso la povertà o verso i poveri. In misura diversa la soffriamo tutti. Abbiamo paura di loro, purtroppo, ma sicuramente tante di queste persone sono uguali a noi, solo che hanno perso tutto.</p>



<p>In questo momento in Spagna si parla molto del tema. Ci sono più di 33 mila senzatetto, una cifra importante aggravata dalla crisi del Coronavirus. Uomini e donne senza casa che soffrono malattie e che per la loro condizione non hanno diritto alla salute, che hanno tentato il suicidio, che hanno una speranza di vita di 30 anni in meno rispetto a qualunque persona che abbia un tetto sulla testa. Molti hanno sofferto un crimine generato dall’odio (47%), di cui la maggior parte mai denunciati, di cui molte vittime sono donne. Perché vivere sotto i ponti è una vulnerabilità dei diritti umani, perché avere il diritto ad una casa, ad un lavoro, alla salute, ad una vita normale non sembra una priorità in questo caso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="550" height="550" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/senzatetto2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14697" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/senzatetto2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 550w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/senzatetto2-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/senzatetto2-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/senzatetto2-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/senzatetto2-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></figure>



<p>Perché parlare di questi invisibili? Perché parlare dei senzatetto spagnoli, visto che il mondo intero ne è pieno? Perché oggi (10 ottobre) è la Giornata Mondiale dei Senzatetto e perché la Fondazione spagnola <a href="https://hogarsi.org?utm_source=rss&utm_medium=rss">Hogar Sí</a> ha fatto un importante appello alle istituzioni e alla società civile per raggiungere un lodevole obbiettivo: entro il 2030 nessun senzatetto in strada. Un sogno? La Fondazione ha aderito alla “Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile” delle Nazioni Unite. Questa agenda ha diciassette obbiettivi di sviluppo sostenibile (ODS) che riguardano temi economici, sociali e ambientali. In particolare, <a href="https://hogarsi.org?utm_source=rss&utm_medium=rss">Hogar Sí</a> sottolinea i seguenti obbiettivi che aiuterebbero a combattere il fenomeno: ODS 1 (Il fenomeno dei senzatetto è una delle massime espressioni di povertà), ODS 3 (Salute e benessere perché vivere per strada uccide), ODS 8 (Lavoro decente e crescita economica) e ODS 13 (Assicurare l’accesso all’alloggio a tutti). Di recente la notizia che lo spagnolo Nacho Álvarez, Segretario di Stato dei Diritti Sociali voglia impulsare una nuova strategia per incentivare il diritto alla casa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="200" height="200" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/hogarsi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14698" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/hogarsi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/hogarsi-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/hogarsi-80x80.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></figure>



<p>Si muovono in tanti per dare una soluzione a questa situazione che inonda la Spagna. Anche <a href="https://www.provivienda.org?utm_source=rss&utm_medium=rss">Provivienda</a> con il suo progetto “Housing First”: accesso ad un alloggio decente per tutti su base paritaria. Il responsabile del Progetto ha dichiarato che la Strategia Nazionale per le Persone Senzatetto approvata dal Consiglio dei ministri nel 2015, scade quest’anno e non mai stata eseguita per mancanza di budget. La pandemia dovrebbe essere la molla per far ripartire progetti di aiuto concreto a queste persone.</p>



<p>Cosa possiamo fare? Iniziamo a guardare queste persone, non sono invisibili. Entriamo nel sito di <a href="https://hogarsi.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Hogar Sí</a> e facciamo una donazione. Parliamone a scuola e a casa con i nostri parenti e amici. Questo è un problema che non dovrebbe essere ignorato. Indaghiamo se nel nostro paese e nella nostra città ci sono enti o fondazione che si occupano del tema, ed aiutiamoli.</p>



<p>Secondo Ilsole24ore in Italia i senzatetto sono oltre 50 mila. Ma questo sarebbe un altro articolo.</p>
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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. 13 storie dalla strada. Fotografi senza fissa dimora</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Aug 2019 08:18:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Amath, Antonio, Aquil, Blessed Blessed, Dario, Fedele, Fulvio, Massimo, Ettore, Massimo Francesco Nyang, Paulos, Salvatore, Traore: i nomi, questi, dei fotografi che hanno partecipato al progetto 13 storie dalla strada. Fotografi&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>di
Alessandra Montesanto 
</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright is-resized"><img loading="lazy" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_170821-2-e1565287714432-498x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12896" width="249" height="512" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_170821-2-e1565287714432-498x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 498w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_170821-2-e1565287714432-146x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 146w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_170821-2-e1565287714432-768x1580.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 249px) 100vw, 249px" /></figure></div>



<p>Amath,
Antonio, Aquil, Blessed Blessed, Dario, Fedele, Fulvio, Massimo,
Ettore, Massimo Francesco Nyang, Paulos, Salvatore, Traore: i nomi,
questi, dei fotografi che hanno partecipato al progetto <em>13
storie dalla strada. Fotografi senza fissa dimora,</em>
illustrato fino al 1 settembre presso le Gallerie d&#8217;Italia, a Milano.</p>



<p>Fondazione
Cariplo in collaborazione con #Ri-scatti ha selezionato &#8211; insieme
all&#8217;Assessorato alle Politiche sociali &#8211; tredici persone senza fissa
dimora per fotografare alcune delle attività messe in campo dalla
fondazione (Alla ricerca di un mondo pulito, La casa per fare
insieme, Street Art 2.0, Fertile come una comunità, Siamo pieni di
talenti, per citarne alcune). 
</p>



<p>Gli
autori delle immagini hanno seguito un corso di Fotografia e hanno
scattato per un intero anno, imparando un mestiere, recuperando la
propria autostima. 
</p>



<p>L&#8217;intero progetto è raccontato, appunto,nella mostra, curata da Dalia Gallico, presso Gallerie d&#8217;Italia e ve la consigliamo vivamente. Vi suggeriamo di prendervi una mezz&#8217;ora per ascoltare i racconti di vita dei 13 fotografi: esistenze interrotte, ammaccate, ma ancora piene di speranza. Osservate i loro occhi, le loro mani&#8230;E sarà facile demolire i pregiudizi sulle persone povere di denaro, ma ricche di umanità.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175303-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12897" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175303-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175303-1-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175303-1-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175311-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12898" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175311-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175311-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175311-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175424-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12899" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175424-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175424-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175424-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_180026-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12900" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_180026-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_180026-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_180026-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175345-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12894" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175345-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175345-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175345-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img loading="lazy" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175325-e1565287985493-498x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12895" width="249" height="512" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175325-e1565287985493-498x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 498w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175325-e1565287985493-146x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 146w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_175325-e1565287985493-768x1580.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 249px) 100vw, 249px" /></figure></div>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_182814-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12901" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_182814-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_182814-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_182814-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img loading="lazy" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_182451-1-e1565288064144-498x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12902" width="374" height="768" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_182451-1-e1565288064144-498x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 498w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_182451-1-e1565288064144-146x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 146w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_182451-1-e1565288064144-768x1580.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 374px) 100vw, 374px" /></figure></div>



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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_180428-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12904" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_180428-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_180428-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/20190731_180428-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>La Milano dei senzatetto raccontata con una foto al giorno per tutto febbraio per Progetto Arca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2018 07:32:43 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una foto e una storia di 5 minuti</strong> <strong>al giorno </strong>per raccontare attraverso un ritratto il qui e l’ora di una Milano nascosta, difficile da intercettare, che abita la città ma la vive in silenzio, incontrando di rado lo sguardo dell’altro.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Umani-a-Milano_Progetto-Arca_Manifesto-720x1008.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-10093" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Umani-a-Milano_Progetto-Arca_Manifesto-720x1008.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="436" height="611" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Umani-a-Milano_Progetto-Arca_Manifesto-720x1008.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Umani-a-Milano_Progetto-Arca_Manifesto-720x1008-214x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 214w" sizes="(max-width: 436px) 100vw, 436px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per un mese</strong>, la <a href="https://www.facebook.com/umaniamilano/?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/umaniamilano/&amp;source=gmail&amp;ust=1517586345390000&amp;usg=AFQjCNGR1bA1HclNxEGIzcuEXnfs-N9rDw&utm_source=rss&utm_medium=rss">pagina Facebook “<strong>Umani a Milano”</strong></a><strong> , </strong>ideata dall’autore e scrittore <strong>Stefano D’Andrea</strong>, racconterà il mondo sommesso delle <strong>persone senza dimora</strong> che popolano il capoluogo lombardo. Un racconto metropolitano realizzato grazie alla collaborazione di <strong>Fondazione Progetto Arca</strong>, da oltre 20 anni a fianco delle persone senzatetto e in grave stato di indigenza.</p>
<p>I protagonisti degli scatti, infatti, sono alcuni degli <strong>ospiti </strong>che la onlus assiste all’interno dei suoi <strong>centri di accoglienza</strong>. Ma non solo: i loro ritratti si alterneranno sulla pagina con quelli di chi ogni giorno lavora all’interno delle strutture di assistenza e ricovero: <strong>psicologi, assistenti sociali, cuochi, medici, infermieri, mediatori linguistici</strong>. Tutti ritratti intensi, in cui gli occhi sono ben evidenti, associati a brevi didascalie con nomi di fantasia ma stralci di vita vera.</p>
<p>Così Stefano D’Andrea spiega la collaborazione con Progetto Arca “Un’amica mi ha chiesto se volevo fare del bene facendo qualcosa che sapevo fare, io ho detto sì. Così mi sono trovato a raccontare un pezzo di città che si fa fatica a incontrare. Un’avventura che arricchisce Umani a Milano, il cui scopo è proprio quello di ridurre le distanze, spezzare il vuoto che c’è tra le persone che si incrociano sui marciapiedi ogni giorno. Si ha meno paura degli altri se ci hai parlato”.</p>
<p>Umani a Milano è un <strong>progetto di storytelling </strong>che va avanti dal 2014 ininterrottamente su Facebook ed è diventato anche un libro. La pagina è una sorta di specchio che riflette Milano attraverso il suo popolo: un “umano” al giorno incontrato per caso per strada a cui si chiede un ritratto e un brevissimo racconto di che cosa sta facendo lì in quel momento.</p>
<p>Il progetto, nato da un’idea di Stefano D’Andrea su ispirazione dell’opera Humans of New York del fotografo Brandon Stanton, prosegue anche grazie alla collaborazione di un <strong>gruppo di giovani fotografi</strong>.</p>
<p><strong>Fondazione Progetto Arca onlus</strong> nasce a Milano nel 1994 per portare un aiuto concreto a coloro che si trovano in stato di grave povertà ed emarginazione. Al centro delle sue attività ci sono persone senza dimora, famiglie indigenti, persone con problemi di dipendenza, rifugiati e richiedenti asilo. Accoglie i più deboli e sostiene chi soffre nei momenti di crisi e disperazione. Con i suoi operatori, educatori e volontari, ascolta senza pregiudizio i bisogni di ogni persona in difficoltà, per accompagnarla in un percorso di recupero e di reinserimento sociale. La Fondazione opera principalmente a Milano, Torino, Roma e Napoli. Nell’ultimo anno ha assistito 80.000 persone, distribuito oltre 2 milioni di pasti e offerto più di 600.000 notti al riparo. Ad oggi Progetto Arca gestisce complessivamente 21 centri di accoglienza e 62 appartamenti per l’integrazione, situati per lo più a Milano e in Lombardia. Qui nel 2016 sono stati ospitate 30.030 persone (senza fissa dimora e migranti richiedenti asilo).</p>
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		<title>&#8220;Aggiungi un posto a tavola&#8221; e la guida per i senzatetto</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Dec 2017 12:19:49 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1149.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9935 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1149.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="231" height="199" /></a></p>
<p>Anche quest&#8217;anno si ripete l&#8217;iniziativa della Comunità di Sant&#8217;Egidio &#8220;Aggiungi un posto a tavola&#8221; in favore dei senzatetto, con la Guida &#8220;Dove&#8221; per orientarsi nella città di Roma e provincia, tra centri d&#8217;aiuto e accoglienza, luoghi dove dormire, trovare un pasto caldo e potersi lavare.</p>
<p>Un aiuto concreto a tutti coloro che per motivi personali si trovano in una condizione di povertà e isolamento, ma anche per persone affette da dipendenze a cui vengono segnalati centri di ascolto o sedi di assistenza medica.</p>
<div id="oas_Bottom1"> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/th-196.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9936 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/th-196.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="265" height="199" /></a></div>
<p>Ormai da 50 anni la Comunità di Sant&#8217;Egidio è in prima linea nel sociale e l&#8217;utile iniziativa della guida &#8220;Dove&#8221; della Comunità di Sant&#8217;Egidio sarà replicata anche in altre città italiane, con indirizzi, numeri di telefono e riferimenti in più lingue, non a caso durante il periodo natalizio, il più difficile per senzatetto e bisognosi.</p>
<p>Sempre a questo scopo la Comunità invita i cittadini a donare indumenti e soldi per organizzare il consueto pranzo di Natale &#8220;Aggiungi un posto a tavola&#8221;.</p>
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		<title>Un cuore dolce nel cappuccino: clochard e società</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2016 07:10:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per gentile concessione del regista MARCO DRAFFA &#8211; che ringraziamo tantissimo &#8211; oggi vi proponiamo il seguente cortometraggio. Lasciamo a voi il commento&#8230;.care amiche e cari amici. Cogliamo l&#8217;occasione per annunciare l&#8217;arrivo di Imp(ACT) Festival&#8230;&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per gentile concessione del regista MARCO DRAFFA &#8211; che ringraziamo tantissimo &#8211; oggi vi proponiamo il seguente cortometraggio. Lasciamo a voi il commento&#8230;.care amiche e cari amici.</p>
<p>Cogliamo l&#8217;occasione per annunciare l&#8217;arrivo di Imp(ACT) Festival&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/KSHsyOJG5fk?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La dignità degli homeless</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2015 07:49:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Un concorso e una mostra fotografica: &#8220;Ri-Scatti&#8221;, è l&#8217; esposizione aperta al pubblico fino al 15 febbraio al PAC di Milano. 95 fotografie, selezionate tra numerosi scatti realizzati in due mesi da 11&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/02/0f4ed188-1355-4922-9850-341e8b766320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""></a>&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/02/0f4ed188-1355-4922-9850-341e8b766320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/02/0f4ed188-1355-4922-9850-341e8b766320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/02/3b57c24c-119c-4cbb-833b-e103af99026f.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/02/3b57c24c-119c-4cbb-833b-e103af99026f.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a></div>
<p><strong>Un<br />
concorso e una mostra fotografica:</strong><br />
<em>&#8220;Ri-Scatti&#8221;,<br />
è l&#8217; </em>esposizione<br />
aperta al pubblico fino al <strong>15<br />
febbraio al PAC di Milano. </strong>95<br />
fotografie, selezionate tra numerosi scatti realizzati in due mesi da<br />
11 uomini e due donne senza fissa dimora.&nbsp;&nbsp; <br />Il progetto nasce da<br />
un&#8217;idea di <strong>Federica<br />
Balestrieri</strong><br />
giornalista Tg1 Rai e volontaria dell&#8217;<strong>Associazione<br />
Terza Settimana: </strong>iniziato<br />
lo scorso marzo 2014,  ha offerto ai tredici homeless, selezionati<br />
dagli assistenti sociali del <strong>Centro<br />
Aiuto Stazione Centrale</strong>,<br />
la possibilità di partecipare ad un corso di formazione<br />
professionale della durata di due mesi, per apprendere l&#8217;utilizzo del<br />
linguaggio fotografico. <br />Il vincitore della competizione è <strong>Dino<br />
Luciano Bertoli</strong>,<br />
senzatetto italo-argentino ospitato nel centro di accoglienza di via<br />
Saponaro gestito da Fratelli di San Francesco ed è stato <strong>premiato<br />
con una borsa lavoro della durata di sei mesi </strong>rinnovabili<br />
sino ad un anno per lavorare presso l&#8217;agenzia fotografica SGP di<br />
Stefano Guindani. <strong>Le<br />
foto esposte documentano la quotidianità di queste persone che hanno<br />
perso tutto: il lavoro, la famiglia, la casa, ma mai la dignità.<br />
Come</strong><br />
trascorrono la giornata?  dove dormono?  dove si prendeono cura del<br />
proprio corpo? Ma le immagini portano lo spettatore a interrograsi<br />
sul loro Passato e sul loro Futuro, su quali siano le aspettative o i<br />
loro sogni&#8230;</p>
<p>Tra i promotori dell&#8217;iniziativa ci sono il<br />
<strong>Centro<br />
Aiuto del Comune di Milano</strong>,<br />
l&#8217;<strong>Assessorato<br />
alle Politiche Sociali e quello Cultura</strong>,<br />
oltre alla <strong>SGP<br />
Stefano Guindani Phot</strong>o<br />
ed <strong>Echo<br />
Photo Agency</strong>,<br />
e con il contributo di <strong>Tod&#8217;s</strong>.</p>
<p>Le<br />
foto esposte saranno poi in vendita e il ricavato andrà<br />
all&#8217;<strong><a href="http://www.terzasettimana.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Associazione<br />
Terza Settimana</a></strong><br />
e al <u><a href="http://www.milanocentrale.it/it/servizi/dettaglio/centro-di-aiuto-comune-di-milano?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Centro<br />
Aiuto Stazione Centrale</a></u><br />
che si occupano di senza fissa dimora e povertà. &#8211; See more at:<br />
http://www.vogue.it/people-are-talking-about/vogue-arts/2015/02/ri-scatti-una-mostra-sugli-homeless-al-pac#ad-image?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
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		<title>Senzatetto non più per strada</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2014 06:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Via Aldini 74, Milano: un indirizzo utile e un progetto di recupero. Nel rione Vialba, a Quarto Oggiaro, in una scuola comunale dimessa da oltre sei anni, oggi vengono ospitate persone senza fissa dimora,&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
Via<br />
Aldini 74, Milano: un indirizzo utile e un progetto di recupero. Nel<br />
rione Vialba, a Quarto Oggiaro, in una scuola comunale dimessa da<br />
oltre sei anni, oggi vengono ospitate persone senza fissa dimora,<br />
grazie alla Fondazione Progetto Arca e a Medici Senza Frontiere.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Si<br />
tratta della prima esperienza a livello nazionale: l&#8217;istituto<br />
scolastico è sttao trasformato in una struttura che accoglie circa<br />
90 persone in stato di emarginazione e gravi difficoltà, (italiane e<br />
straniere),  in un edificio che si va ad aggiungere agli altri già<br />
attivi sul territorio milanese, quali: il Centro di Aiuto Stazione<br />
Centrale o la Casa dell&#8217;Accoglienza di Viale Ortles, 69. Ma il valore<br />
aggiunto della “casa” di Via Aldini consiste nel fatto che qui è<br />
presente un laboratorio che fornisce l&#8217;assistenza sanitaria di base<br />
24 ore su 24: Medici Senza Frontiere, infatti, monitora costantemente<br />
la salute degli ospiti e se qualcuno, alla prima visita, ha bisogno<br />
di cure approfondite o specialistiche, viene indirizzato presso gli<br />
ospedali della città. Al progetto lavorano anche l&#8217;associazione Mia<br />
Milano in Azione che si impegna ad accogliere i senzatetto e<br />
Fondazione Patrizio Paoletti che finanzia il rifornimento dei pasti<br />
caldi.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Loris De<br />
Filippi, presidente di Medici Senza Frontiere Italia, ha dichiarato:<br />
“ Nel 1999, MSF ha inaugurato il progetto Missione Italia per<br />
fornire assistenza sanitaria agli stranieri regolari e irregolari che<br />
si trovano nel nostro Paese con l&#8217;obiettivo di garantire l&#8217;accesso<br />
alle cure a queste persone e assistere chi sbarcava sulle nostre<br />
coste. Oggi, dopo oltre 13 anni di attività, le problematiche<br />
sociali, acuite a causa della attuale congiuntura economica, hanno<br />
spinto MSF a fare una riflessione sula necessità di intervenire non<br />
solo a favore dei migranti, ma delle persone più vulnerabili sul<br />
suolo italiano, senza distinzioni. L&#8217;invito da parte del Comune di<br />
Milano per un intervento medico sanitario all&#8217;interno del progetto di<br />
assistenza dei senzatetto nel periodo invernale ci è, dunque,<br />
sembrata l&#8217;occasione migliore per concretizzare un primo intervento<br />
di questa natura”. A queste parole si sono aggiunte quelle<br />
dell&#8217;assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino: “<br />
Questa struttura e questo ambulatorio sono un piccolo miracolo, nato<br />
da un progetto sinergico che ha coinvolto il Comune e tre<br />
associazioni e che da solo rappresenta il modello di politiche<br />
sociali che vorremmo. Oltre ad arricchire l&#8217;offerta di posti letto<br />
nelle settimane di maggiore freddo, questo edificio &#8211; per anni<br />
inspiegabilmente inutilizzato e recuperato a tempo di record grazie<br />
al grande lavoro di numerosi volontari tra cui molti senzatetto &#8211;<br />
diventerà un punto di riferimento per l&#8217;accoglienza di chi si trova<br />
in difficoltà tutto l&#8217;anno. Abbiamo l&#8217;obiettivo di far diventare<br />
questo posto un pensionato sociale per famiglie bisognose. Aver<br />
recuperato questo grande e spazioso edificio è già un grande passo<br />
avanti&#8230;Un contributo significativo contro la povertà al di là<br />
delle stagioni”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>I<br />
numeri utili a cui segnalare casi di persone che dormono per strada o<br />
per informazioni sui servizi offerti sono: 02-884.47.645 / 02.<br />
884.47.646  / 02. 884. 47.647  attivi tutti i giorni dalle ore 8.30<br />
alle ore 23.00</b></div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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