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	<title>Ucraina Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Ucraina Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Le storie dei ragazzi scomparsi durante l’occupazione russa</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 12:30:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da rsi.ch) Testimonianze di ragazzi ucraini tornati dopo mesi da strutture controllate da Mosca e di famiglie che cercano ancora chi non è rientrato Rapiti Di:&#160;Anna Bernasconi (Falò),&#160;inviata RSI in Ucraina Il fronte è&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>(da rsi.ch)</p>



<h2>Testimonianze di ragazzi ucraini tornati dopo mesi da strutture controllate da Mosca e di famiglie che cercano ancora chi non è rientrato</h2>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369594-da4o7c-kirill_bambini-rapiti3.jpg/alternates/r16x9/3369594-da4o7c-kirill_bambini-rapiti3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Kirill "/></figure>



<h3>Rapiti</h3>



<p></p>



<p>Di:&nbsp;Anna Bernasconi (Falò),&nbsp;inviata RSI in Ucraina</p>



<p>Il fronte è a soli a pochi chilometri. Le strade di Kherson sono costantemente prese di mira dagli attacchi russi. Unica protezione: chilometri di reti da pesca per tentare di intrappolare le eliche dei droni.</p>



<p>Kirill ci aspetta sotto casa. Ha 14 anni. Per sei mesi è stato in un campo di rieducazione russo ed è uno dei pochi minori che sono riusciti a fare ritorno. “Sei contento di essere tornato a casa?”, ma sopra le nostre teste volano i colpi dell’artiglieria. Non c’è elettricità né acqua e Kirill ha imparato a distinguere dal suono il tipo di ordigni in arrivo e a controllare il cielo armeggiando&nbsp;<strong>con</strong>&nbsp;i canali Telegram di monitoraggio. Come i suoi coetanei non può andare a scuola e non può muoversi liberamente. Con l’invasione russa del 2022 dai territori ucraini occupati, come Kherson, sono spariti bambini e adolescenti. Secondo il governo ucraino sono circa 19’500 i bambini deportati forzatamente. Altre ricerche, come quella dell’Humanitarian Research Lab dell’università di Yale, ne contano anche di più.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369516-yg6kt6-emeNA-.png/alternates/original/3369516-yg6kt6-emeNA-.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="emeNA-.png"/></figure>



<p>“Sono stata una stupida a lasciarlo andare” si tormenta Olga, una nonna che ha perso i contatti con suo nipote che ha cresciuto da sola in quanto orfano. Durante l’occupazione venivano proposti campi estivi in Crimea ai bambini dei territori invasi. Gli occupanti offrivano queste gite col pretesto di far passare ai bambini un momento di svago dalla guerra. Molti di loro non hanno più fatto ritorno.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369600-m3ljr9-olga.jpeg/alternates/original/3369600-m3ljr9-olga.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Olga"/></figure>



<p>Olga</p>



<p></p>



<p>Oggi l’Ucraina ha potuto riportare indietro solo 1’700 bambini. La metà grazie agli sforzi dell’associazione <a href="https://www.saveukraineua.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Save Ukraine</a>.</p>



<p>Mentre le pareti di casa tremano sotto i colpi dei bombardamenti, Kirill racconta come tutte le mattine dovevano cantare l’inno russo e onorare la bandiera, di come erano costretti ad imparare che gli ucraini sono nazisti e a seguire “i discorsi sulle cose importanti”, il programma di patriottismo reso obbligatorio nelle scuole dal governo russo.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369609-h6tpn2-CCTV_2.jpg/alternates/r16x9/3369609-h6tpn2-CCTV_2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Immagini di telecamere a circuito chiuso che mostrano soldati russi entrare in un orfanotrofia a Khersone"/></figure>



<p>Immagini di telecamere a circuito chiuso che mostrano soldati russi entrare in un orfanotrofia a Khersone</p>



<p>“Dovevamo scrivere delle cartoline di ringraziamento ai soldati russi per averci liberato” ricorda Veronika&nbsp;<a href="https://www.rsi.ch/play/tv/programma/falo?id=703565&utm_source=rss&utm_medium=rss">ai microfoni di Falò</a>, strappata alla madre da Kharkiv. Ogni tentativo di ribellione era punito: “Mi hanno detenuta in una stanza finché hanno visto che, moralmente, mi avevano spezzata”.</p>



<p>“Hanno fatto il lavaggio del cervello a mio fratello di soli 11 anni” racconta Ksenia. Lei e il fratello, orfani, sono stati separati e inviati in strutture differenti in Russia. Quando dopo mesi è riuscita a raggiungerlo per riportarlo in Ucraina “era così indottrinato dalla propaganda che in un primo tempo mi considerava un’estranea”.</p>



<p>Lo scopo delle deportazioni che emerge dai casi documentati è una sistematica “russificazione”. Ai minori vengono imposte lingua, cultura e cittadinanza russa. Spesso i bambini sono sottoposti a programmi di rieducazione, adozione forzata e anche militarizzazione.</p>



<p>Per questi fatti, la Corte Penale Internazionale&nbsp;<a href="https://www.icc-cpi.int/news/situation-ukraine-icc-judges-issue-arrest-warrants-against-vladimir-vladimirovich-putin-and?utm_source=rss&utm_medium=rss">ha emesso mandati di arresto nei confronti di Vladimir Putin e della commissaria per i diritti dell’infanzia Maria L’vova Belova</a>, ritenuti responsabili del crimine di guerra di “deportazione illegale e trasferimento forzato di bambini”.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369612-x0fab2-cctv_volodimir.jpg/alternates/r16x9/3369612-x0fab2-cctv_volodimir.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Immagini di telecamere a circuito chiuso che mostrano soldati russi entrare in un orfanotrofia a Khersone"/></figure>



<p>Immagini di telecamere a circuito chiuso che mostrano soldati russi entrare in un orfanotrofia a Khersone</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>I russi passavano di fronte a casa mia, per due mesi siamo rimasti nascosti</p></blockquote>



<p>Oksana Koval,&nbsp;abitante di Kherson</p>



<p>Deportazioni che la Russia nemmeno nega, anzi sponsorizza sui suoi canali di propaganda. Per il governo russo non sono bambini rapiti ma salvati.</p>



<p>Oltre ai bambini tolti alle famiglie, le forze russe si sono concentrate su bambini vulnerabili e istituti.</p>



<p>Uno di questi è diventato il simbolo di questa storia perché il direttore Volodymyr Sahaidak è riuscito a salvare tutti i 52 bambini ospiti della sua struttura dalla deportazione grazie a stratagemmi e documenti falsificati. Gli orfani sono stati nascosti presso i dipendenti dell’istituto. Oksana Koval ha tenuto con sé tre fratellini: “I russi passavano di fronte a casa mia, per due mesi siamo rimasti nascosti”, spiega intervistato dalla RSI.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369603-aw9urt-08_CHIESA_golgota.jpg/alternates/r16x9/3369603-aw9urt-08_CHIESA_golgota.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Un'immagine scattata nella Chiesa di Golgota"/></figure>



<p>Un&#8217;immagine scattata nella Chiesa di Golgota</p>



<p>Dei sessanta bambini da zero a 4 anni ospitati durante l’occupazione nel seminterrato della chiesa di Golgota a Kherson, invece, non si sa più nulla. A causa di una foto pubblicata per errore da una maestra, il nascondiglio viene scoperto e i rappresentanti dell’FSB, agenzia russa di intelligence, arrivano armati ordinando di consegnare i bambini. “Ai bambini abbiamo detto che saremmo andati a fare un giro in macchina” spiega il parroco Pavlo Smolnyak “era tutto quello che si poteva dire loro”.</p>



<p>Recuperare i bambini sta diventando sempre più difficile perché la Russia sta intensificando l’imposizione forzata dei passaporti e facilitando le adozioni grazie ad un decreto ad hoc del governo.</p>
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		<title>Yurii Sheliazenko: “Bene le proteste, ma tra gli ucraini c’è ancora chi crede nella guerra”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 08:33:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mauro Carlo Zanella (da pressenza.com) Quest’articolo è disponibile anche in:&#160;Greco A Kiev ho incontrato&#160;Yurii Sheliazenko, obiettore di coscienza quacchero e dirigente del&#160;Movimento Pacifista Ucraino, che avevo conosciuto e&#160;intervistato&#160;durante il mio viaggio in Ucraina nell’agosto&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/08/05/yurii-sheliazenko-bene-le-proteste-ma-tra-gli-ucraini-ce-ancora-chi-crede-nella-guerra/">Yurii Sheliazenko: “Bene le proteste, ma tra gli ucraini c’è ancora chi crede nella guerra”</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/campagna-obiezione-guerra-820x461-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="461" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/campagna-obiezione-guerra-820x461-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18124" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/campagna-obiezione-guerra-820x461-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/campagna-obiezione-guerra-820x461-1-300x169.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/campagna-obiezione-guerra-820x461-1-768x432.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<p><a href="https://www.pressenza.com/it/author/mauro-zanella/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Mauro Carlo Zanella</a> (da pressenza.com) </p>



<p>Quest’articolo è disponibile anche in:&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/el/2025/08/yuri-seliazenko-oi-diamartyries-einai-thetikes-alla-metaxi-ton-oukranon-yparxei-akoma-ekeinoi-pu-pistevoun-ston-polemo/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Greco</a></p>



<p><em>A Kiev ho incontrato</em>&nbsp;<em>Yurii Sheliazenko, obiettore di coscienza quacchero e dirigente del&nbsp;</em><em>Movimento Pacifista Ucraino, che avevo conosciuto e&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2024/08/yurii-sheliazenkho-dobbiamo-cambiare-la-narrativa-dellinevitabilita-della-guerra/?utm_source=rss&utm_medium=rss">intervistato</a>&nbsp;durante il mio viaggio in Ucraina nell’agosto dell’anno scorso e il suo amico&nbsp;</em><em>Artem Denysov, anch’egli quacchero. Mi hanno portato nel complesso residenziale “Fayna Town”</em><em>&nbsp;dove abita Artem, una sorta di città nella città</em><em>, cinto da cancellate e controllato da vigilantes. All’interno negozi, farmacia e scuola privata, molti alberi, prati e diverse aree gioco per bambini. Artem ci ha mostrato una palazzina ancora vuota danneggiata da un drone russo in pieno giorno, che ha terrorizzato gli abitanti senza per fortuna fare molti danni.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/08/palazzina-colpita-da-drone-russo.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-2624361"/></figure>



<p><em>Abbiamo toccato diversi temi, che sintetizzo qui di seguito.</em></p>



<p><strong>Yurii, puoi parlarmi della tua attuale situazione legale? Al momento hai qualche restrizione alla tua libertà personale?</strong></p>



<p>I miei arresti domiciliari sono terminati nel febbraio 2024, ma non ho potuto trasferirmi all’estero e qualsiasi viaggio all’interno dell’Ucraina è rischioso. Il nostro amico Oleksandr Ivanov è stato arruolato con la forza mentre era in viaggio turistico in Bessarabia. Non ho alcun obbligo formale di rimanere a Kiev, ma lo faccio perché qualsiasi tentativo di trasferirmi potrebbe essere interpretato come un tentativo di fuga e potrei essere privato della libertà; inoltre, non riesco a immaginare dove potrei realisticamente vivere e lavorare meglio che a Kiev, date le attuali circostanze e il divieto di viaggiare all’estero.</p>



<p>Al momento posso muovermi con cautela a Kiev, perché i reclutatori militari stanno dando la caccia alle persone per le strade per arruolarle con la forza, picchiandole e sequestrando loro gli smartphone. Sono sottoposto a un processo per motivi politici a causa della mia visione pacifista del mondo e per una lettera inviata al presidente Zelensky con una dichiarazione intitolata “Agenda di pace per l’Ucraina e il mondo”, in cui si invita a resistere in modo nonviolento all’aggressione russa e a proteggere il diritto umano all’obiezione di coscienza al servizio militare.</p>



<p>La prossima udienza è fissata per l’11 settembre. Al momento le udienze sono in fase preparatoria e io sto presentando reclami relativi a numerose violazioni commesse durante le indagini preliminari: il sequestro del mio computer e del mio smartphone, la pubblicazione di un comunicato stampa dei servizi di sicurezza ucraini che mi dipingeva come un nemico e un criminale, non solo come un sospettato, e che ha scatenato una campagna diffamatoria sui media, l’accesso non autorizzato alle mie cartelle cliniche e ai miei conti bancari, l’eccessiva intrusione nella mia casa e nella mia vita privata, comunicazioni mobili con ordinanze del tribunale formulate in modo vago e molte altre irregolarità tecniche da parte degli investigatori.</p>



<p>Non hanno trovato alcuna prova di attività illegali nella mia vita, perché sono un avvocato e mi impegno molto per rispettare le leggi dell’Ucraina, ma hanno violato in modo sproporzionato la mia privacy ottenendo molte informazioni sensibili su di me e privandomi dei mezzi per svolgere il mio lavoro professionale di difensore dei diritti umani, probabilmente con l’intenzione di esercitare pressioni su di me e sui miei contatti. Sebbene io sia resistente alle pressioni, ho avuto l’impressione che su altre persone tali pressioni abbiano avuto più successo, ostacolando il mio lavoro a favore dei diritti umani e della pace.</p>



<p>Vorrei aggiungere che in Ucraina l’obiezione di coscienza per motivi religiosi non viene riconosciuta. Al momento siamo in contatto con dodici persone che si sono dichiarate pubblicamente obiettori di coscienza, rifiutandosi di partire per il fronte. Appartengono tutte a confessioni religiose minori, fedeli ai loro principi pacifisti e nonviolenti, come Quaccheri, Testimoni di Geova e Avventisti del Settimo Giorno. Questi sono i loro nomi: &nbsp;Adamovyc, &nbsp;Bezsonov, Chyzhof, Ivanushchenko, Khomenko, Kryushenko, Nechayuk, Nosenko, Radashko, Semchuk, Skilar, Solonets.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/08/nomi-e-facce-obiettori-coscienza.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-2624362"/></figure>



<p>Le chiese ufficiali ucraine, sia quelle che riconoscono l’autorità del papa che quelle propriamente ortodosse, invece appoggiano la guerra contro i russi.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/08/Chiesa-ucraina-appoggia-esercito.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-2624363"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/08/prete-e-soldati-ucraini.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-2624364"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/08/mostra-cattolica-pro-guerra-a-Leopoli.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-2624365"/></figure>



<p><em>Esposizione religiosa a favore della guerra a Leopoli</em></p>



<p>Dalla parte opposta il patriarca di Mosca Cirillo I, la cui autorità é riconosciuta dagli ortodossi di madrelingua russa, ha dichiarato: “Ci troviamo in una guerra che ha assunto un significato metafisico. Le parate dei gay dimostrano che il peccato è una variabile del comportamento umano. Questa guerra è contro chi sostiene i gay, come il mondo occidentale.”</p>



<p>La persecuzione degli obiettori di coscienza avviene nonostante l’articolo 35 della Costituzione ucraina, valido anche durante la legge marziale, preveda il diritto di sostituire il servizio militare con un servizio alternativo non militare.</p>



<p><strong>Che cosa pensi del movimento che è sceso in piazza contro la corruzione?</strong></p>



<p>La forte reazione popolare dopo l’approvazione della legge 12414 dimostra che l’Ucraina ha preservato una cultura della democrazia e delle proteste pacifiche. La legge 12414 era uno strumento per aumentare il controllo presidenziale sulle forze dell’ordine, introdotto in modo arbitrario per fermare le indagini sulla cerchia ristretta di Zelensky. Ha ridotto l’indipendenza dei pubblici ministeri e delle agenzie anticorruzione e ha conferito ampi poteri incontrollati al procuratore generale, che viene nominato dal presidente.</p>



<p>Zelensky ha reagito alle proteste introducendo un nuovo disegno di legge con il numero 13533, che è stato approvato e firmato, ripristinando l’indipendenza delle istituzioni anticorruzione – Ufficio Nazionale Anti-Corruzione (NABU) e Procura Specializzata Anti-Corruzione (SAPO).</p>



<p>Nonostante Zelensky affermi di aver ascoltato il popolo, ha piuttosto creato un alibi per rivendicare la sua innocenza, mentre gli agenti della NABU sono ancora sotto indagine da parte dei servizi di sicurezza ucraini controllati dal presidente con il pretesto dell’influenza russa. il nuovo disegno di legge mira anche a limitare tale influenza, il che significa che Zelensky insisterà sul fatto che l’attacco alla NABU con la perquisizione delle case di 20 agenti senza autorizzazione giudiziaria è “giustificato”. Questo scandalo non finirà facilmente e aumenterà le tensioni politiche nel Paese, già sotto pressione per l’aggressione russa e le perdite al fronte.</p>



<p>È positivo che le proteste siano state principalmente pacifiche, ma d’altra parte gli animi sono accesi, con molti slogan osceni e non ci sono state proteste contro le politiche militariste; al contrario, la gente ripone ancora troppa fiducia nella guerra, nell’esercito e nella punizione dei nemici esterni e interni, come l’élite al potere, ritenuta corrotta. Se la popolazione continuerà a essere ossessionata dalla credenza che la giustizia possa arrivare solo attraverso la violenza, ciò rafforzerà il militarismo autocratico e distruggerà la democrazia che la gente spera di proteggere con le sue proteste.</p>



<p>Ci sono però altri tipi di proteste meno riportati dai media, che contraddicono il sostegno alla guerra e riguardano soprattutto le zone rurali, quelle che pagano il tributo più alto di caduti. Dopo le recenti notizie di tortura a morte di un coscritto in un autobus militare, preso a calci e a scariche elettriche – caso che è oggetto di un’indagine ufficiale da parte dell’Ufficio Investigativo dello Stato – alcune persone hanno fermato uno di questi autobus e hanno liberato con la forza i coscritti detenuti e trasportati al fronte.</p>



<p>A Vinnycja, nell’Ucraina centrale, molti manifestanti sono scesi in piazza per chiedere il rilascio delle reclute detenute illegalmente e private dei loro telefoni cellulari e la polizia li ha dispersi violentemente usando gas lacrimogeni e arrestando cinque persone con l’accusa di aver tentato di occupare un edificio governativo, il che sembra esagerato. I media hanno anche riportato notizie di una risposta violenta da parte degli abitanti di un villaggio nel sud del Paese alle retate di reclutamento. Probabilmente assisteremo a ulteriori proteste e rivolte contro le attuali detenzioni arbitrarie e le torture, violazioni palesi del diritto umano all’obiezione di coscienza al servizio militare, denunciate dai commissari per i diritti umani delle Nazioni Unite e del Consiglio d’Europa. Purtroppo, i media mainstream hanno politiche di autocensura riguardo alle violazioni dei diritti umani durante la mobilitazione; di solito diffondono comunicati stampa ufficiali e non chiedono commenti ai difensori dei diritti umani. Questa politica è sostenuta dall’autorità nazionale di regolamentazione dei media, secondo la quale qualsiasi critica alla mobilitazione favorisce il nemico.</p>



<p>A proposito, il Consiglio nazionale per la regolamentazione dei media non ha registrato il mio media online “Free Civilians. Herald of Peace and Conscientious Objection”, pur sapendo che è contrario alla legge, probabilmente a causa di una lettera fuorviante e pressante dei servizi di sicurezza ucraini. La mia causa contro l’autorità di regolamentazione dei media è in tribunale, ma per strani motivi un semplice caso che si dovrebbe risolvere in due mesi non è stato risolto in un anno.<a href="mailto:info@example.com?&amp;subject=Yurii%20Sheliazenko%3A%20%E2%80%9CBene%20le%20proteste%2C%20ma%20tra%20gli%20ucraini%20c%E2%80%99%C3%A8%20ancora%20chi%20crede%20nella%20guerra%E2%80%9D&amp;body=https://www.pressenza.com/it/2025/08/yurii-sheliazenko-bene-le-proteste-ma-tra-gli-ucraini-ce-ancora-chi-crede-nella-guerra/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>
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		<title>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 08:38:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(testata giornalistica online fondata da Farid Adly. Direttore responsabile Federico Pedrocchi) Per ascoltare l’audio di oggi, 07 aprile 2025: CLICCA Le&#160;vignette sono&#160;QUI&#160;&#160; Le notizie Genocidio a Gaza I generali israeliani hanno dato ordine di sfollare da diverse zone&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17954" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(testata giornalistica online fondata da Farid Adly. Dir<a>e</a>ttore r<a>e</a>sponsabile F<a>e</a>derico Pedrocchi)</p>



<p>Per ascoltar<a>e</a> l’audio di oggi, 07 aprile 2025: <a href="https://www.anbamed.it/2025/04/07/anbamed-1698-07-aprile-2025/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CLICCA</a></p>



<p>L<a>e</a>&nbsp;vignette sono&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/vignette/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a><a></a>&nbsp;&nbsp;<a></a></p>



<p><strong><em><u>Le notizie</u></em></strong></p>



<p><strong>Genocidio a Gaza</strong></p>



<p>I generali israeliani hanno dato ordine di sfollare da diverse zone di Deir el-Balah, nel centro di Gaza. Non sono bastati loro le operazioni di svuotare il nord e di trasformare Rafah in una città fantasma. Adesso vogliono svuotare anche il centro dalla Striscia, per mettere in pratica il piano di spezzettare Gaza in diversi bantustan.</p>



<p>Ieri sono arrivati negli ospedali 26 uccisi e 113 feriti.</p>



<p><strong><em>Il nostro commento quotidiano fisso:</em></strong><strong>&nbsp;Ci sono ancora coloro che obiettano che non si</strong>&nbsp;<strong>tratti di genocidio, basandosi su congetture</strong></p>



<p><strong>storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono:&nbsp;<em>“Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.</em></strong></p>



<p><strong>Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.</strong></p>



<p><strong>Se&nbsp;</strong><strong>q</strong><strong>uesto è un uomo.</strong></p>



<p><strong>Situazion</strong><strong>e umanitaria a Gaza</strong></p>



<p>Il divieto imposto dall’occupazione israeliana all’introduzione dei vaccini antipolio nella Striscia di Gaza costituisce una bomba a orologeria che minaccia la diffusione dell’epidemia. È un ulteriore attacco indiretto per sterminare i bambini nella Striscia di Gaza. 602 mila bambini sono in pericolo di contagio, se non saranno garantiti i vaccini.</p>



<p>Il problema sanitario nella Striscia di Gaza è arrivato a livelli pericolosi e catastrofici. 59% delle medicine essenziali e 37% delle attività mediche non hanno più stoccaggio nei depositi. La mancanza di rifornimenti umanitari aumenta l’insicurezza alimentare e causa numerosi casi di morte tra i bambini per malnutrizione.</p>



<p>Negli ospedali mancano le centrali per la produzione di ossigeno e i generatori elettrici sono in gravi condizioni di funzionamento a causa della mancanza di pezzi di ricambio e carburanti. Si è aggiunto adesso l’assassinio a sangue freddo dei soccorritori sanitari.</p>



<p>Non ultimo il problema dell’acqua potabile. La distruzione degli acquedotti e il bombardamento delle centrali di potabilizzazione hanno provocato la diffusione delle malattie della pelle e la diarrea, in stati gravi per i bambini.</p>



<p><strong>C</strong><strong>isgiordania</strong></p>



<p>Le operazioni militari contro Jenin e Tulkarem proseguono ad un ritmo che preannuncia una deportazione di massa. Dall’inizio delle operazioni, il 21 gennaio 2025, sono 45 mila i deportati dai 3 campi profughi. La giornata di ieri ha visto il ferimento di 2 giovani a Jenin e 3 a Betlemme. Gli arrestati nei rastrellamenti giornalieri sono stati, in tutta la Cisgiordania e nella sola giornata di ieri, 48 persone, soprattutto ragazzi che lanciavano pietre.</p>



<p>I coloni armati continuano i loro attacchi contro terreni agricoli e di pascolo. Nel villaggio di Om-Safa, a nord di Ramallah, decine di coloni hanno sradicato olivi, sotto la protezione dei militari, che sono intervenuti soltanto per coprire la ritirata degli aggressori dal lancio di pietre dei nativi palestinesi.</p>



<p><strong>G</strong><strong>e</strong><strong>rusal</strong><strong>e</strong><strong>mm</strong><strong>e</strong></p>



<p>Nella località Batn el-Hawa di Selwan, adiacente alla moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme est occupata, la famiglia di Jamal Gheith è diventata un inferno. Un gruppo di coloni ebrei israeliani provenienti dagli Stati Uniti hanno occupato abusivamente il terrazzo sopra la loro casa, impedendo loro di accedere al vano lavanderia. Dopo una lunga e costosa battaglia giudiziaria, la famiglia Gheith ha vinto la causa, ma i coloni si rifiutano di eseguire l’ordinanza del tribunale e le autorità di occupazione non intervengono. Deportazione e pulizia etnica. &nbsp;</p>



<p><strong>Solidari</strong><strong>età Internazionale</strong></p>



<p>Si sono svolte in migliaia di città del mondo manifestazioni contro il genocidio a Gaza. La più partecipata e politicamente significativa è stata&nbsp;quella di Rabat, in Marocco. Decine di migliaia di persone sono scese in piazza per rivendicare la rottura delle relazioni diplomatiche con Israele.</p>



<p>I manifestanti hanno innalzato bandiere palestinesi e scandito slogan contro i crimini di Israele e contro le responsabilità degli Stati Uniti. Uno striscione riporta: “Netanyahu è un criminale di guerra”.</p>



<p><strong>Israele/USA</strong></p>



<p>Il criminale di guerra Netanyahu, dopo la visita a Orban sarà oggi alla Casa Bianca. Argomento della discussione come destabilizzare ulteriormente il M.O. con un attacco all’Iran. Il clima mediatico è stato preparato con le dichiarazioni del ministro della guerra di Tel Aviv, che ha parlato di aver i documenti che provano il finanziamento iraniano all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Propaganda bellicista.</p>



<p><strong>Libano</strong></p>



<p>Un bombardamento israeliano sul villaggio Zighin, vicino a Sour (Tiro) nel sud Libano, ha ucciso due lavoratori durante lo svolgimento di opere di riparazione delle strade divelte dall’esercito occupante prima di ritirarsi. L’esercito libanese ha dichiarato che i veicoli presi di mira erano un bulldozer ed un’escavatrice, smentendo le ripetute bugie del portavoce dell’esercito occupante, che parlava di un attacco mirato contro combattenti di Hezbollah. &nbsp;</p>



<p><strong>Algeria/Francia</strong></p>



<p>Dopo mesi di litigi e accuse reciproche, si è aperto un nuovo capitolo nelle relazioni tra Algeria e Francia. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot in visita ad Algeri ha annunciato domenica una &#8220;nuova fase di relazioni paritarie&#8221; con l&#8217;Algeria. È stato ricevuto da parte del presidente Abdelmadjid Tebboune e ha svolto colloqui con il suo omologo algerino, Ahmed Attaf. Al di là delle dichiarazioni diplomatiche edulcorate, le relazioni tra i due paesi sono arrivate a livelli alti di crisi a causa dell’atteggiamento colonialista dei politici di Parigi, soprattutto per i risarcimenti alle vittime dei crimini dell’esercito francese occupante ed in particolare degli esperimenti nucleari nel deserto algerino. La Francia di Macron, in una prima fase ha pensato di risolvere le divergenze con attacchi contro il governo algerino, l’inasprimento delle misure contro i migranti algerini, annullando o riducendo i visti e, infine, la strumentalizzazione della grave situazione dei diritti umani, calpestati dal regime algerino. Ma poi gli interessi economici sono prevalsi e il governo francese ha scelto la via della diplomazia.</p>



<p><strong>Tunisia</strong></p>



<p>Le autorità tunisine hanno smantellato tendopoli nelle foreste del sud del paese, che ospitavano circa settemila migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana e hanno iniziato le deportazioni forzate di alcuni di loro.</p>



<p>La Tunisia, nella sua funzione di cane di guardia delle coste italiane, sta affrontando una crisi migratoria senza precedenti, con migliaia di persone provenienti da paesi sub-sahariani che affluiscono nel paese, cercando di raggiungere l’Europa in barca dalla costa tunisina, ma rimangono intrappolati in Tunisia in condizioni misere, senza lavoro e senza diritti. I problemi nati dalla presenza di migliaia di migranti disoccupati e accampati in luoghi di fortuna ha sviluppato un movimento xenofobo che il potere alimenta per distrarre le masse dalle vere colpe della crisi economica che attanaglia il paese. Le retate di deportazione di massa, chiamate falsamente dal presidente Saied rimpatrio volontario, sono diventate all’ordine del giorno.</p>



<p><strong>Cultura in trinc</strong><strong>ea</strong></p>



<p>Alla Fiera del libro per l’infanzia di Bologna, le copie di un manifesto contro la guerra sono andate a ruba. Nel senso che sono state rubate. Il titolo LIBRI NON GUERRA &#8211; e&nbsp;il sottotitolo “473 milioni di bambini vivono in zon<strong>e</strong>&nbsp;di conflitto” (dati del sito Save&nbsp;the&nbsp;children). Guardate l’illustrazione e i contorni della vicenda:&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/04/06/cultura-in-trincea/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cliccata</a>!</p>



<p><strong>App</strong><strong>ello p</strong><strong>er il dott.</strong><strong>&nbsp;Hussam Abu Safiya&nbsp;</strong></p>



<p>Firmate l’app<a>e</a>llo per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,pr<a>e</a>so in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il&nbsp;coraggioso m<a>e</a>dico è reo di non aver&nbsp;abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite.&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2024/12/31/appello-urgente-per-il-dott-hussam-abu-safia-direttore-dellospedale-kamal-adwan/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>clicca</strong></a><strong>&nbsp; p</strong><strong>er aderire.&nbsp;</strong>Stiamo traducendo l’appello in italiano, su richiesta di molti lettori.</p>



<p><strong>Solidarietà/Al-Najdah</strong></p>



<p>A<span class="has-inline-color has-black-color">bbiamo parlato ieri pomeriggio (la sera, per il fuso orario di Gaza) con la direttrice di Al-Najdah. Ci ha descritto una situazione drammatica: <em>&#8220;La situazione è molto grave. Ringraziamo dio che abbiamo l&#8217;aria </em></span><em><span class="has-inline-color has-black-color">da r<a>espirare. Le nostr</a>e</span></em><span class="has-inline-color has-black-color"><em> scorte di acqua e cibo stanno esaurendo e i depositi dell&#8217;ONU cominciano a chiudere, per mancanza di materiale. La farina è finita e tutti i panifici hanno chiuso i battenti. </em></span></p>



<p><em>Ci sentiamo in trappola, ma resistiamo. I nostri tendoni nei campi di sfollati funzionano soprattutto per distrarre i bambini con attività di istruzione e ludiche. Riusciamo ancora a cucinare del riso con salsa, senza olio però. Qualch<a><span class="has-inline-color has-black-color">e volta riusciamo ad aggiungere nel pentolone una scatoletta di tonno ed i bambini ne vanno felici. Possiamo andare avanti così per altri 10 giorni e poi se non arriveranno altre scorte, non sapremo cosa fare. Sul mercato oramai non si riesce a reperire nulla, anche la verdura che molti hanno piantato tra i ruderi delle case bombardate non si trovano più nei mercati. </span></a></em></p>



<p><em>Vi chiediamo di fare rumore, per smuovere le coscienze dei potenti della terra, per far pressioni sul governo occupante. Sapere che ci siete è un supporto&nbsp;enorme per i nostri bimbi. I disegni che ci avete mandato sono stati un motivo di gioia. Dal punto di vista psicologico è importantissimo. Grazie per tutto&nbsp;quel che state fac</em><em>endo&#8221;.</em></p>



<p>Siamo a 21 adozioni a distanza in un mese esatto dall’inizio della campagna.&nbsp;Molte anche le quote una tantum per i pasti caldi alle&nbsp;famiglie&nbsp;con bambini/e&nbsp;orfani/e. Un risultato eccellente. Grazie a voi, cari lettori di Anbamed, adesso siamo in grado&nbsp;di trasferire le somme raccolte al conto corrente dell’associazione delle donne di sinistra di Gaza, Al-Najdah (Soccorso sociale).&nbsp;Il totale delle donazioni ricevute in un mese, dal 3 al 31 marzo 2025, è di 8.050 euro.</p>



<p>Vi daremo conto documentale del trasferimento bancario, appena le operazioni saranno andate a termine.</p>



<p>Ci sono arrivati in banca dei contributi per adozioni, ma non abbiamo ricevuto comunicazioni dagli affidatari, che non riusciamo a contattare. Preghiamo i donatori di scriverci per avvisarci e fornirci i loro contatti email e telefonici, per semplificare le comunicazioni.</p>



<p>Ci arrivano ancora diverse&nbsp;proposte di gruppi di amici che si mettono insieme, per raccogliere i fondi necessari per coprire la spesa di un anno: 600 euro.</p>



<p>Tutti i giorni arrivano altri messaggi di lettori di Anbamed esprimendo interesse al progetto e richieste di approfondimento.&nbsp;<strong><em>“Ore Felici per i Bambini di Gaza, adozioni a distanza&nbsp;</em></strong><strong><em>e pasti caldi”&nbsp;</em></strong>è la cosa giusta.&nbsp;</p>



<p>Il sito IdeeInFormazione ha pubblicato in Homepage il nostro appello alle adozioni a distanza per i bambini/e di Gaza.&nbsp;<a href="https://www.ideeinformazione.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Guarda!</a></p>



<p>Il direttivo di ACM ha deciso di donare agli affidatari due libri, pubblicati per promuovere l’attività di sostegno ai bambini/e: “<strong>Artisti per Gaza</strong>” (un catalogo di opere d’arte) e “<strong>Al di là di sé.</strong>&nbsp;<strong>Le opere di Vincenzo Dazzi per i bambini di Gaza” –</strong>&nbsp;Mesogea editore (catalogo e raccolta di scritti).</p>



<p>Mandateci gli indirizzi postali. Grazie!</p>



<p>Anbamed e Associazione Culturale Mediterraneo hanno lanciato un appello per il finanziamento di un progetto di adozioni a distanza di bambini&nbsp;e bambine&nbsp;palestinesi. Un’iniziativa realizzata con l’associazione di donne di sinistra, Al-Najdah (Soccorso sociale).&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/03/03/al-najdah-soccorso-sociale-malgrado-le-ferite-in-sostegno-dellinfanzia-a-gaza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca</a></p>



<p>Continuano ad arrivare richieste di informazioni più dettagliate, alle quali oltre al messaggio diretto, risponderemo anche con un articolo specifico pubblico.</p>



<p>Per partecipare al progetto:&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/03/03/al-najdah-soccorso-sociale-malgrado-le-ferite-in-sostegno-dellinfanzia-a-gaza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>clicca</strong></a></p>



<p><strong>N</strong><strong>otizi</strong><strong>e dal mondo&nbsp; &nbsp;</strong></p>



<p>Sono passati tr<a>e</a>&nbsp;anni, un mese&nbsp;e&nbsp;12 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.</p>
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		<title>La nonviolenza attiva è la chiave per smantellare tutte le guerre</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/12/05/la-nonviolenza-attiva-e-la-chiave-per-smantellare-tutte-le-guerre/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Dec 2023 13:22:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 2 Dicembre ore 15:00 Luogo: Milano p.zza XXV Aprile: “La nonviolenza attiva è la chiave per smantellare tutte le guerre” Sabato scorso a Milano si sono trovati attiviste e attivisti di varie associazioni&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/pax.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/pax-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17312" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/pax-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/pax-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/pax-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/pax-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/pax.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2040w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Sabato 2 Dicembre ore 15:00 Luogo: Milano p.zza XXV Aprile: “La nonviolenza attiva è la chiave per smantellare tutte le guerre” </p>



<p>Sabato scorso a Milano si sono trovati attiviste e attivisti di varie associazioni per manifestare il dissenso contro ogni guerra e ogni forma di violenza. In quest’occasione si è prodotto un video fotografico. Alcuni membri delle associazioni hanno fermato i passanti e chiesto loro se desideravano farsi fotografare, la risposta è stata positiva. Si è prodotto anche un disegno con gessetti sotto l’arco fatto da alcuni bambini presenti. </p>



<p>Associazioni che hanno partecipato: Associazione Per i diritti umani che ha organizzato l&#8217;evento, Mondo Senza Guerre e Senza Violenza, organizzazione internazionale umanista,&nbsp;Energia per i Diritti Umani onlus.</p>



<p></p>



<p>Associazione Per i diritti umani ringrazia tutte e tutti coloro che hanno partecipato e contribuito all&#8217;organizzazione del pomeriggio e anche tutte e tutti coloro che &#8220;ci hanno messo la faccia&#8221;, la voce e il cuore!</p>



<p>Ecco il video: </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="La nonviolenza attiva è la chiave per smantellare tutte le guerre" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/3H31FFaaO80?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>Grazie!</p>
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		<title>Notizie dal sud-est del Mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Sep 2023 20:35:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da anbamed.it) I Titoli: Palestina Occupata:&#160;Un giovane di 18 anni ucciso dai soldati israeliani a El-Bira. Pakistan:&#160;Un attentato in una moschea del Belucistan durante le festività di Maulid, la ricorrenza per la nascita del&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>(da anbamed.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/vig.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="567" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/vig.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17172" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/vig.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/vig-300x221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a><figcaption>Mauro Biani per La Repubblica</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong><em><u>I Titoli:</u></em></strong><strong></strong></p>



<p><strong><u>Palestina Occupata:</u></strong>&nbsp;Un giovane di 18 anni ucciso dai soldati israeliani a El-Bira.</p>



<p><strong><u>Pakistan:</u></strong>&nbsp;Un attentato in una moschea del Belucistan durante le festività di Maulid, la ricorrenza per la nascita del profeta Mohammed.</p>



<p><strong><u>Tunisia:</u></strong>&nbsp;Ghannouchi entra in sciopero della fame in carcere in solidarietà con i detenuti politici.</p>



<p><strong><u>Sudan:</u></strong>&nbsp;Il centro dello scontro si sposta in Darfur con l’obiettivo dei ribelli di strappare Niyala.</p>



<p><strong><u>Somalia:</u></strong>&nbsp;Un altro attentato terroristico jihadista con decine di vittime civili.</p>



<p><strong><u>Migranti:</u></strong>&nbsp;Il governo italiano torna a mani vuote dal vertice di Malta. Ai migranti arrivati salvi, una multa di 5 mila € per evitare il carcere.</p>



<p><strong><u>Egitto:</u></strong>&nbsp;È morto al Cairo Saadeddine Ibrahim, pioniere dei difensori di diritti umani nel mondo arabo.</p>



<p id="palestina"><strong><em><u>Le Notizie:</u></em></strong></p>



<p><strong>Palestina Occupata</strong><strong></strong></p>



<p>Un giovane di 18 anni è stato ucciso dai soldati israeliani ad El-Bira e un altro ferito gravemente. Nella città è stato dichiarato il lutto cittadino. L’esercito di occupazione ha dichiarato che i soldati hanno sparato per il sospetto che i due giovani tentavano di lanciare delle bottiglie contro un posto di blocco all’ingresso di una colonia ebraica. Autisti palestinesi di passaggio nella zona hanno smentito la versione di comodo degli occupanti. Il corpo della vittima è stato sequestrato dall’esercito e non consegnato alla famiglia; un’odiosa pratica vendicativa disumana. &nbsp;</p>



<p><strong>Pakistan</strong><strong></strong></p>



<p>Davanti ad una moschea nel Belucistan, durante le festività per l’anniversario della nascita del profeta Mohammed (Al-Maulid an-Nabawi), un attentatore suicida si è fatto esplodere in mezzo alla folla uccidendo almeno 57 fedeli. 80 i feriti tra i quali 20 in gravi condizioni. Il governo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Nessun’organizzazione ha rivendicato l’attentato, mentre il gruppo Taliban del Pakistan ha condannato l’eccidio, escludendo qualsiasi coinvolgimento.</p>



<p><strong>Tunisia</strong><strong></strong></p>



<p>Il presidente del partito Ennahda, Ghannouchi, è entrato in sciopero della fame in carcere. La decisione avviene a tre giorni dopo l’inizio dello sciopero di un altro politico tunisino, Johar Ben Mubarak, in arresto preventivo dallo scorso febbraio, senza accuse e senza processo. La protesta dei due uomini politici, che verrà seguita da altri, mira a costringere il presidente Saied ad ordinare il rilascio dei politici di opposizione detenuti in cause senza prove e sotto le leggi antiterrorismo. L’uso della giustizia per mettere all’angolo l’opposizione ha devastato la nascente democrazia tunisina, unico paese che si era salvato dalle guerre civili e dalla restaurazione delle dittature dopo le Primavere arabe.</p>



<p><strong>Sudan</strong><strong></strong></p>



<p>Il secondo uomo delle milizie di Pronto intervento (RSF), Abdulrahman Daglo, fratello di Hamidati, è tornato in Sudan dopo un’assenza di oltre due mesi. Era partito per il Ciad all’inizio di luglio, ha visitato Bengasi in Libia, e poi ha volato ad Abu Dhabi, per poi fare ritorno via Addis Abeba. Adesso si trova in Darfur e secondo analisti sudanesi sta preparando un attacco per la conquista di Niyala, capoluogo del Darfur meridionale. Dopo le sconfitte subite a Khartoum, le milizie ribelli hanno bisogno di una vittoria tattica per avere voce in capitolo in eventuali trattative politiche. Per realizzare un’avanzata a Niyala, le milizie hanno ritirato diverse formazioni dal campo di battaglia nella capitale.</p>



<p>Il generale Burhan ha nominato i membri del consiglio sovrano a capo dei dicasteri del suo governo militare con sede a Port Sudan. Una mossa di facciata, perché metà del paese è fuori dal controllo delle forze armate e l’economia del paese è al collasso.</p>



<p>La situazione militare ha registrato due gravi episodi nella giornata di ieri. Un fuoco amico ha colpito un’unità dell’esercito nel centro di comando delle forze armate a causa di un bombardamento aereo. Sempre a Khartoum, un bombardamento compiuto dalle milizie ha distrutto tre pullman carichi di passeggeri, causando decine di morti e feriti.</p>



<p><strong>Somalia</strong><strong></strong></p>



<p>Almeno 20 persone tra morti e feriti per lo scoppio di un’auto imbottita di tritolo e fatta esplodere a distanza durante il passaggio di una colonna militare. È avvenuto a Hirashebeli, nel centro del paese. I continui attacchi terroristici dei jihadisti, ad un anno dall’inizio della campagna militare governativa, rappresentano una debacle politica e militare del governo Sheikh. Malgrado la presenza di truppe africane e il sostegno aereo degli Stati Uniti, il movimento Shabab ha inferto colpi mortali, causando centinaia di vittime civili. Il terrorismo islamista non si limita ai confini della Somalia ma colpisce anche altri paesi, come il Kenya, che ha truppe in Somalia nel quadro della missione militare dell’UA.</p>



<p><strong>Migranti</strong><strong></strong></p>



<p>Le bugie hanno le gambe corte. La criminalizzazione delle ONG ha avuto come effetto soltanto l’aumento dei morti nel Mediterraneo e non ha fatto diminuire l’arrivo di migranti sulle coste italiane. Il governo delle destre a Roma ha fallito nell’incontro di Malta, avvenuto ieri, di trovare una politica europea comune e la scappatoia dalla debacle è quella di inasprire le misure contro le azioni di solidarietà umanitaria che operano nei salvataggi, compito non assolto colpevolmente dalle istituzioni europee.</p>



<p>Secondo un rapporto dell’ACNUR presentato al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, nel 2023 sono morte e disperse più di 2500 persone. &nbsp;Nell’anno precedente erano 1680 vite umane perdute. Il numero degli arrivi in Italia (con il governo delle destre) è aumentato dell’83% raggiungendo le 186 mila persone fino alla fine del mese di agosto. Per coprire il fallimento delle politiche migratorie, il governo Meloni pensa ad una legge che impone una multa di 5000 € ai migranti per evitare il carcere.</p>



<p><strong>Egitto</strong><strong></strong></p>



<p>È morto ieri al Cairo il sociologo Saadeddin Ibrahim, fondatore del centro Ibn Khaldoun e dell’organizzazione araba per i diritti umani. È stato uno dei pionieri della difesa dei diritti umani e nella lotta per la democrazia nei paesi arabi. Ha subito una persecuzione durante il regime di Mubarak, passando 3 anni in carcere per aver coniato una nuova parola nel dizionario politico arabo: “Gomhumalakiat” (Republic-monarchie). In un articolo pubblicato, nel giugno 2000, sulla rivista araba edita a Londra “Al-Majallah” aveva descritto la tendenza dei regimi repubblicani nel mondo arabo, frutto di colpi di Stato di giovani ufficiali nazionalisti, a trasmettere il potere per via ereditaria. In Siria, allora era appena salito al potere Bashar Assad, dopo la morte del padre, Hafez; in Iraq Udai si preparava a succedere a suo padre, Saddam Hussein; in Libia Seif Islam Gheddafi e in Egitto Jamal Mubarak.</p>



<p>Nato a Mansoura nel 1938, Ibrahim si è laureato in letteratura all’università del Cairo (1960) e ha concluso i suoi studi avanzati in sociologia dello sviluppo (Los Angeles) e sociologia politica (Seattle). Tornato in Egitto nel 1975, ha insegnato all’università americana del Cairo. Ha presieduto la sezione degli affari arabi nel Centro studi politici e strategici di Al-Ahram e coperto l’incarico di direttore dell’Istituto per l’unità araba. Ha pubblicato diversi saggi e migliaia di articoli politici.<strong></strong></p>



<p><strong>Notizie dal mondo</strong><strong></strong></p>



<p>Sono passati 19 mesi e 4 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Putin addomestica Wagner e avvia una nuova campagna di arruolamenti, per giovani reclute, da mandare nel mattatoio ucraino.</p>
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		<title>Notizie dal sud est del Mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Apr 2023 10:02:23 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/iran.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="663" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/iran.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16926" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/iran.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/iran-300x194.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/iran-768x497.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Vignetta di Gianluca Costantini </figcaption></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>(<strong>Da anbamed.it</strong>)</p>



<p><strong>I TITOLI: </strong></p>



<p><strong><u>Sudan:</u></strong> Terzo giorno di furiosi combattimenti tra le truppe dei due generali golpisti, Hamidati e Burhan. 97 civili uccisi e quasi mille i feriti. Colpito da obici l’ospedale universitario a sud della capitale. Cessate il fuoco umanitario di tre ore rispettato parzialmente.</p>



<p><strong><u>Yemen:</u></strong>&nbsp;Concluse le operazioni di scambio prigionieri. Adesso si apre la fase per una trattativa politica per mettere fine al conflitto.</p>



<p><strong><u>Siria:</u></strong> 43 persone uccise dall’Isis; in maggioranza contadini e pastori.</p>



<p><strong><u>Turchia:</u></strong>&nbsp;Ritira la propria candidatura un amico di Erdogan, travolto dallo scandalo delle foto in atteggiamenti intimi con delle minorenni in ufficio.</p>



<p><strong><u>Iran:</u></strong>&nbsp;Lacrimogeni e idranti contro i genitori delle allieve colpite dai casi di avvelenamento.</p>



<p><strong><em><u>Le notizie</u></em></strong></p>



<p><strong>Sudan</strong></p>



<p>Terzo giorno di combattimenti in Sudan.</p>



<p>Cresce il numero dei morti e feriti tra i civili e gli ospedali di Khartoum hanno raggiunto la loro capienza massima. Il sindacato dei medici ha annunciato la morte di un’altra dottora, mentre svolgeva il suo lavoro di soccorso in piazza. Nei primi due giorni di combattimenti, 97 civili hanno perso la vita a causa degli scontri e quasi mille i feriti che hanno avuto bisogno di ricovero in ospedale. Il sindacato dei medici ha lanciato un appello ai belligeranti di rispettare la neutralità degli ospedali, dopo che un obice di artiglieria ha colpito la struttura medica dell’Università, nella parte meridionale della capitale.</p>



<p>Il cessate il fuoco umanitario, chiesto ieri dall’ONU per l’evacuazione dei feriti, accettato dall’esercito e dalle milizie di pronto intervento, è stato rispettato soltanto parzialmente. Nel pomeriggio di ieri e in serata sono stati sentiti spari e esplosioni nel centro della capitale durante le ore di cessate il fuoco.</p>



<p>La Tv di Stato ha smesso le trasmissioni dopo un giorno di musiche militari e patriottiche. Il personale tecnico e giornalistico era stato evacuato dall’inizio degli scontri sabato mattina. Il palazzo è stato assediato dalle milizie e poi ha subito danni dai reciproci lanci di artiglieria.</p>



<p>Nella capitale l’elettricità e l’acqua potabile sono interrotte e la popolazione è intrappolata nelle case. L’esercito ha raccomandato di rimanere in casa a causa dei combattimenti in corso. In due zone della capitale ci sono colossali incendi da ieri mattina e non sono stati ancora domati.</p>



<p>A Khartoum i combattimenti sono furiosi nelle vicinanze del palazzo presidenziale e per il controllo dei ponti sul Nilo, che sono arterie principali per collegare le diverse zone della capitale, divise dal Nilo. Le milizie sostengono di aver abbattuto due elicotteri dell’esercito che stavano mitragliando le loro truppe nella parte ovest della capitale. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La propaganda delle due parti racconta di vittorie, molte volte immaginarie. I comunicati non sono sempre verificabili.</p>



<p>Sugli account social ufficiali dei belligeranti sono stati pubblicati immagini e video di basi militari conquistate e di soldati e ufficiali catturati. In due casi, Anbamed ha verificato che le immagini sono vecchie e risalgono a battaglie dei Janjaweed in Darfur.</p>



<p>Le milizie hanno accusato l’intervento di caccia stranieri contro le loro basi a Port Sudan, senza però specificare la nazionalità.</p>



<p>L’esercito ha annunciato il controllo sulla base militare e aeroporto di&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Merowe,+Sudan/@18.4795609,31.7878227,13z/data=!3m1!4b1!4m6!3m5!1s0x168347f43455bbb3:0x5b69ad07c12e8a11!8m2!3d18.4689363!4d31.8164031!16s%2Fm%2F05h1w77?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Merowe</a>, nel nord, sostenendo che i miliziani in fuga hanno preso con loro come ostaggi soldati e ufficiali egiziani che erano presenti nella base secondo accordi tra i due paesi.</p>



<p>Le forze politiche della Coalizione del cambiamento hanno lanciato un appello per il cessate il fuoco e di tronare al tavolo delle trattative “perché la guerra non avrà vincitori ma soltanto perdenti”. I due generali golpisti, Buhan e Hamidati, si erano alleati per bloccare il passaggio del potere ad un governo civile e oggi si combattono per contendersi il potere e la ricchezza del paese, bloccando il processo democratico.</p>



<p>Lega araba ha svolto una riunione d’urgenza sulla situazione sudanese e ha lanciato un appello per la fine dei combattimenti. Una delegazione dell’Unione africana sta tentando di raggiungere Khartoum per un incontro diretto con i due generali. &nbsp;I capi delle diplomazie di Arabia Saudita e Emirati hanno contattato telefonicamente i due generali belligeranti.</p>



<p>FAO ha annunciato la chiusura di tutte le proprie attività umanitarie in Sudan in seguito all’uccisione dei tre funzionari dell’organismo internazionale.</p>



<p><strong>Yemen</strong></p>



<p>Si sono concluse ieri le operazioni di scambio dei prigionieri di guerra tra il governo rifugiato ad Aden e quello dei ribelli houthi insediato a Sanaa. In totale sono tornati tra le loro famiglie 869 prigionieri. Soddisfazione tra le due parti politiche e gioia nelle case e nelle piazze. Questa prima fase è stata utile a creare un clima di fiducia e si apre adesso una fase politica importante. Il portavoce del governo houthi ha annunciato che le trattative riprenderanno subito dopo le festività di Ied Fitr, la fine di Ramadan. La distensione è stata possibile in seguito all’accordo tra Teheran e Riad di riprendere le relazioni diplomatiche, con la mediazione cinese dello scorso mese.</p>



<p><strong>Siria</strong></p>



<p>In tre diversi attacchi, i terroristi di Daiesh hanno ucciso ieri 43 persone, in prevalenza civili: lavoratori agricoli e pastori. Ad est di&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Hama,+Siria/@35.1366608,36.6680048,12z/data=!3m1!4b1!4m6!3m5!1s0x1524828fcdd5b865:0x62d43f56ee62b5ef!8m2!3d35.1408881!4d36.7551993!16zL20vMDJrbWp2?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hama</a>&nbsp;è avvenuto l’attacco più atroce, con 36 vittime colpite con mitragliatrici. Tra di loro 10 della guardia nazionale. Gli altri due episodi sono avvenuti nella provincia nord-orientale di&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Deir+el-Zor,+Siria/@35.3350942,40.0555717,12z/data=!3m1!4b1!4m6!3m5!1s0x154817f4aeddb761:0x4cbc9d58e981374f!8m2!3d35.3296518!4d40.1350341!16zL20vMDUwdHNs?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deir Azzour</a>. Un gruppo di terroristi su moto di grossa cilindrata ha attacco dei pastori, uccidendo 5 e confiscando tutto il gregge portandolo via su camion. Altre due vittime sono state rinvenute senza vita da un gruppo di cittadini nei pressi del villaggio di Shafaa. Dopo la sconfitta del fu falso califfato, i miliziani jihadisti si sono barricati nelle zone impervie della Badia siriana, la zona desertica nel centro e nell’est del paese.</p>



<p><strong>Turchia</strong></p>



<p>L’ex sindaco di <a href="https://www.google.it/maps/place/Esenyurt%2FProvincia+di+Istanbul,+Turchia/@41.0497677,28.5788219,12z/data=!3m1!4b1!4m6!3m5!1s0x14b558b1fceb5dad:0x614634ee1252675e!8m2!3d41.0343177!4d28.6614809!16s%2Fm%2F04f6b_f?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Essenyurt</a>, nella provincia di Istanbul, Najmi Ghadi-oglu, ha ritirato la sua candidatura alle politiche del 14 maggio, in Turchia. Era candidato nelle liste del partito Islamista “Giustizia e Sviluppo” del presidente Erdogan. Il motivo del ritiro è lo scandalo che lo ha coinvolto con la pubblicazione delle sue foto, in ufficio, in atteggiamenti intimi con delle studentesse adolescenti partecipanti ad un concorso, indetto dal Municipio da lui allora guidato. Ghadi-oglu è uno dei fondatori del partito ed un amico di Erdogan, ma dopo lo scandalo il presidente lo ha evitato per paura di perdere voti. L’ipocrisia al potere.</p>



<p><strong>Iran</strong></p>



<p>Si sono svolte sabato a&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Shahin+Shahr,+Regione+di+Esfahan,+Iran/@32.8657066,51.4778058,12z/data=!3m1!4b1!4m6!3m5!1s0x3fbdc4f9439959f9:0xa1e8d5eb3724d5c8!8m2!3d32.8608728!4d51.5532972!16s%2Fm?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Shahin Shahr</a>&nbsp;manifestazioni dei genitori delle allieve che hanno subito per l’ennesima volta attacchi con gas velenosi. Durante la scorsa settimana in sei scuole sono stati registrati questi fenomeni di avvelenamento che le autorità non sono mai riuscite a chiarire. I familiari delle ragazze chiedevano maggiori protezioni nelle scuole. Formazioni di Basiji li hanno dispersi con lacrimogeni e idranti.</p>



<p><strong>Notizie dal mondo</strong>&nbsp;Sono passati 13 mesi e 22 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.</p>
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		<title>Il fallimento del &#8220;Minority SafePack&#8221; a favore delle minoranze</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2022 08:22:15 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/parlamento-ue-770x375-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="770" height="375" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/parlamento-ue-770x375-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16749" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/parlamento-ue-770x375-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 770w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/parlamento-ue-770x375-1-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/parlamento-ue-770x375-1-768x374.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a></figure>



<p>L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) si rammarica per il fallimento dell’iniziativa popolare “Minority SafePack” a favore delle<br>minoranze davanti al Tribunale dell’Unione europea (organo di prima istanza della Corte di Giustizia, CGUE). Questa decisione deludente<br>permette agli Stati dell’UE di continuare a ignorare le loro minoranze e di accettarne la definitiva scomparsa. Contrariamente a quanto<br>sostengono la Commissione europea e la Corte di giustizia europea, le misure e i mezzi attuali non sono affatto sufficienti a preservare la diversità culturale dell’Europa. Al contrario, l’esempio della Polonia mostra come una singola minoranza – in questo caso la minoranza tedesca – sia discriminata dalla riduzione delle lezioni di tedesco nelle scuole. Questo accade perché al governo polacco non piacciono le posizioni tedesche all’interno dell’UE. Ma gli esempi non mancano per la maggior parte degli stati europei in cui vivono minoranze più o meno in declino e che avrebbero urgente bisogno di un sostegno.</p>



<p>Più di un milione di cittadini di numerosi Stati dell’UE hanno aderito all’iniziativa. Ha formulato raccomandazioni a livello europeo per<br>proteggere e promuovere la diversità culturale e linguistica. Tra questi, i programmi di sostegno alle piccole comunità linguistiche,<br>l’uguaglianza per le minoranze apolidi come i Rom, la creazione di un centro per la diversità linguistica e la ricerca sul valore aggiunto<br>delle minoranze in Europa. La protezione delle minoranze nazionali e la promozione della diversità culturale e linguistica dovrebbero diventare biettivi del Fondo europeo di sviluppo regionale. La Commissione non sembra vedere le opportunità che tali finanziamenti offrirebbero.<br>Invece, si nasconde dall’esplosività della questione delle minoranze. Di recente la questione minoranze è servita a Putin come giustificazione pretestuosa per il suo attacco all’Ucraina in violazione del diritto internazionale.</p>



<p>L’Unione federale delle nazionalità europee (FUEN), l’organizzazione ombrello delle minoranze europee, aveva avviato il processo nel 2011. La Commissione europea ha infine richiesto la raccolta di un milione di firme per il progetto entro un anno. Le soglie dovevano essere raggiunte in almeno sette Paesi, cosa che è stata fatta in ben undici. L’iniziativa ha consegnato gli ultimi 1,1 milioni di firme alla<br>Commissione nel gennaio 2020, che ha poi affermato di fare già abbastanza per la protezione delle minoranze. In questo modo, l’UE sta<br>portando ad absurdum il suo unico strumento di partecipazione diretta dei cittadini. Ai cittadini dell’UE si sta mandando come segnale che le loro preoccupazioni non sono importanti e che il loro impegno non vale la pena. Tutto questo fa solo il gioco dei nemici della democrazia.</p>
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		<title>Europe for Peace, a Roma il “No alla guerra” di un fiume umano</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2022 08:06:39 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/Schermata-2022-11-05-alle-19.42.30-820x612-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="612" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/Schermata-2022-11-05-alle-19.42.30-820x612-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16715" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/Schermata-2022-11-05-alle-19.42.30-820x612-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/Schermata-2022-11-05-alle-19.42.30-820x612-1-300x224.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/Schermata-2022-11-05-alle-19.42.30-820x612-1-768x573.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<p>(da pressenza.com)</p>



<p></p>



<p>Roma, 5 novembre 2022. “Siamo più di 100mila”. Così gli organizzatori della manifestazione per la pace dal palco di piazza San Giovanni. Di certo è stata una delle mobilitazioni per la pace più partecipate degli ultimi anni.</p>



<p>Un fiume umano composto da tantissimi giovani, da famiglie, da anziani, dal mondo dell’associazionismo, quello del terzo settore e dell’attivismo sociale e dalla società civile. Migliaia e migliaia di persone che attraversando le vie capitoline hanno urlato a gran voce e instancabilmente il proprio “No alla guerra”.</p>



<p>La manifestazione pacifista, convocata dalla coalizione “Europe for Peace”<strong>, </strong>ha animato e dato vita a un pomeriggio memorabile che ha riscaldato i cuori e rafforzato il messaggio della nonviolenza e lo spirito di umanità che è proprio dei popoli.</p>



<p>C’è ancora tanta speranza nell’essere umano!</p>



<p><em>Qui di seguito il fotoreportage del corteo curato da Dario Lo Scalzo</em></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="612" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16699" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p1-300x224.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p1-768x573.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="611" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16700" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p2-300x224.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p2-768x572.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p3.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="607" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p3.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16701" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p3.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p3-300x222.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p3-768x569.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p4.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="615" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p4.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16702" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p4.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p4-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p4-768x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="614" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16703" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p5-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p5-768x575.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p7.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="606" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p7.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16705" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p7.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p7-300x222.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p7-768x568.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p9.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="623" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p9.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16707" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p9.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p9-300x228.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p9-768x583.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p10.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-10" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="615" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p10.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16708" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p10.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p10-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p10-768x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p11.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-11" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="616" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p11.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16709" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p11.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p11-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p11-768x577.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p12.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-12" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="613" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p12.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16710" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p12.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p12-300x224.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p12-768x574.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p13.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-13" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="613" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p13.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16711" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p13.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p13-300x224.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p13-768x574.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p14.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-14" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="616" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p14.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16712" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p14.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p14-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p14-768x577.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p15.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-15" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="610" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p15.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16713" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p15.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p15-300x223.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p15-768x571.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p17.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-16" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="617" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p17.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16714" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p17.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p17-300x226.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/p17-768x578.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>
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		<title>5 novembre: convergiamo e rilanciamo</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2022 08:06:42 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/guerra.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="700" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/guerra-1024x700.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16692" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/guerra-1024x700.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/guerra-300x205.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/guerra-768x525.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/guerra.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>Evitare una guerra nucleare e una catastrofe umana e ambientale sono le priorità assolute. Per questo ci<br>auguriamo che centinaia di migliaia di persone manifestino con i colori arcobaleno della Pace, in Italia, come nel<br>resto d’Europa e del mondo.<br>Tuttavia riteniamo necessario sottolineare che chi sceglie PACE E NONVIOLENZA, chi rifiuta la logica della guerra<br>e si propone di creare «le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza,<br>ma concordate, giuste e stabili», d’accordo con il Papa, non si erge a giudice che condanna, e rifiuta l’interpretazione<br>lineare e semplicistica della struttura vittima-aggressore, per andare a cercare sin dalle origini del conflitto la<br>complessa rete di bisogni, aspirazioni, interessi da ascoltare e comprendere per poter avviare un processo di<br>riconciliazione tra popoli riconoscendo le molteplici responsabilità. Un groviglio di fattori culturali, sociali,<br>religiosi, economici e politici che nel crocevia storico dell’ultimo secolo ha creato muri e irrigidimenti nazionalistici,<br>piuttosto che reciproca accoglienza e co-esistenza nella prima civiltà planetaria della storia.<br>Alla luce di una rinnovata sensibilità che avanza nella convergenza delle diversità, contro qualsiasi discriminazione<br>e nell’ambizione ad una vita degna, giustizia e progresso per tutte, tutti e tutto sul pianeta, è evidente quanto<br>siano fallimentari e anacronistiche questa guerra, questa polarizzazione NATO-Russia, questo sistema economico e<br>poi politico basato su armi, consumo e fonti non sostenibili e soprattutto che punta all’arricchimento e la selezione di<br>pochi, affamando e privando di progettualità e futuro una percentuale sempre maggiore della popolazione.<br>Questo sistema disumano e violento è fallito e nell’ultimo colpo di coda rischia di creare danni irreparabili, per<br>questo è necessario rilanciare con fermezza la necessità di risoluzioni che possano portare realmente e<br>rapidamente a tavoli di negoziato, per arrestare subito la follia della guerra e prima che un incidente o una<br>provocazione di troppo degeneri in un disastro nucleare.</p>



<p><br>Per questo INVITIAMO TUTTE E TUTTI A IMPEGNARSI A SOSTENERE QUESTE ESIGENZE:</p>



<p><br> Cessate il fuoco immediato e ritiro delle forze militari dai territori coinvolti sotto la supervisione ONU e<br>dislocamento dei Corpi Civili di Pace per il monitoraggio del cessate il fuoco, il supporto a tutte le vittime<br>del conflitto e il contributo alle attività di costruzione della pace.</p>



<p><br> Stop immediato all’invio di armi, perché una risposta violenta alla violenza non porta la Pace, perché<br>alimentare il conflitto non è mai giustificabile, né creerà le condizioni del dialogo necessarie a raggiungere<br>soluzioni concordate, e soprattutto perché LE POPOLAZIONI CIVILI COINVOLTE NON VOGLIONO PIÙ NÉ<br>MORTI NÉ FERITI.</p>



<p><br> Ritiro delle sanzioni che solo alimentano una guerra economica che colpisce le popolazioni.</p>



<p><br> Impegno concreto dei governi europei per aprire il dialogo nei tavoli diplomatici, aperti a tutte le parti<br>sociali e soprattutto al contributo delle donne nello spirito della Risoluzione ONU 1325 (2000).</p>



<p><br> Firma e ratifica del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari da parte di tutti i governi, ad iniziare da<br>quello italiano e quelli europei.</p>



<p><br> Contrastare e risolvere le ricadute economiche, energetiche, alimentari, migratorie scaturite dalla<br>guerra e dalle speculazioni finanziarie, sollecitando la conversione ecologica ed eliminando a priori<br>ipotesi di gas liquido/rigassificatori e nucleare civile.</p>



<p><br> Scioglimento della NATO, un’alleanza che obbliga i Paesi membri ad essere complici delle guerre e degli<br>interessi dell’industria bellica e lotta contro le basi e le servitù militari presenti nel nostro Paese, già<br>troppe volte usate come piattaforma di lancio di guerre in giro per il mondo.</p>



<p><br>Per sottoscrivere convergenzanonviolenta@gmail.com</p>



<p><br>L’appuntamento per tutte/i coloro che vorranno sostenere questo appello a CONVERGERE E RILANCIARE è alle<br>ore 11.30 in Piazza della Repubblica angolo Via delle Terme di Diocleziano, Roma. Invitiamo tutte/i a venire con<br>bandiere della Pace e cartelli che riportino le suddette ESIGENZE.</p>



<p><br>Iniziativa Convergenza: Fronte Umanista Europe for Peace, La Comunità per lo Sviluppo Umano, WILPF Italia, Rete<br>per la Politicità Sociale, Mondo senza Guerre e senza Violenza; Energia per i Diritti Umani – Onlus; Pressenza; Rete<br>Sociale in Movimento; Gianmarco Pisa (operatore di pace); Tina Napoli (esperta politiche dei consumatori); Marco<br>Palombo, Associazione Per i Diritti umani</p>
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		<title>La speranza non è reato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 08:25:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Di Luigi Ciotti su Lavialibera) Il conflitto in Ucraina ha dimostrato che accoglienza e solidarietà sono possibili. Ora servono politiche che mettano in cima alle priorità la vita delle persone, senza fare alcuna distinzione tra&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/racism-g26ac3682f_1920.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="585" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/racism-g26ac3682f_1920-1024x585.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16625" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/racism-g26ac3682f_1920-1024x585.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/racism-g26ac3682f_1920-300x171.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/racism-g26ac3682f_1920-768x439.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/racism-g26ac3682f_1920-1536x878.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/racism-g26ac3682f_1920.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>(Di Luigi Ciotti su Lavialibera)</p>



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<h3>Il conflitto in Ucraina ha dimostrato che accoglienza e solidarietà sono possibili. Ora servono politiche che mettano in cima alle priorità la vita delle persone, senza fare alcuna distinzione tra i popoli che necessitano di aiuto</h3>



<p>La speranza non è reato. Non può essere reato sperare di migliorare le proprie condizioni di vita. Senza speranza non c’è vita ma soltanto sopravvivenza. E a volte neppure quella, quando la situazione intorno è fatta di guerra, carestia, persecuzioni e violenze. Eppure noi pretendiamo di decidere chi ha diritto di sperare, e chi no. Chi ha diritto di vivere, e chi no.<br>La&nbsp;<strong>guerra in Ucraina</strong>, una sciagurata aggressione militare che in poche settimane ha costretto milioni di persone a lasciare le proprie case per cercare salvezza oltre i confini del Paese, ha smascherato anni di propaganda sul tema dell’immigrazione. La risposta coesa dell’<strong>Europa</strong>&nbsp;nell’<strong>accogliere i profughi</strong>&nbsp;e la generosità delle popolazioni, a partire da quelle più prossime al conflitto, ha dimostrato ciò che alcuni sostenevano, inascoltati, da sempre: quando c’è la volontà politica di salvare vite, e mettere la vita umana al primo posto, tutto diventa possibile.&nbsp;</p>



<h3>Aiuti e oblio</h3>



<p>In un tempo veramente breve, la solidarietà nei confronti delle persone in fuga ha consentito di dare efficacia a norme rimaste a lungo sulla carta, di superare vincoli sanitari e burocratici che sembravano insormontabili, di trovare accordi economici e far dialogare pubblico e privati in vista di un migliore coordinamento. Soprattutto, ha messo a tacere chi era abituato a definire “<strong>emergenza</strong>” l’arrivo, ogni anno, di poche migliaia di disperati attraverso le&nbsp;<strong>rotte pericolose del Mediterraneo o dei Balcani</strong>. Poiché si è visto che, anche di fronte a numeri ben maggiori, è possibile trovare spazi e costruire condizioni di accoglienza dignitose.</p>



<p>È partita allora la gara dei distinguo, delle classifiche di cosa è più guerra, di&nbsp;<strong>chi è più profugo</strong>, di quali situazioni sono disperate davvero e meritano la nostra mobilitazione. E poi, magia, si è smesso semplicemente di parlarne, come del resto è molto calata l’attenzione sul conflitto ucraino, non diversamente da quanto accaduto a&nbsp;<a href="https://lavialibera.it/it-schede-704-infografica_guerre_conflitti_mondo?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tutti gli altri conflitti che pure continuano a provocare morte e devastazione nel mondo</a>.</p>



<p>Intanto, i disperati cui si nega il diritto di sperare non hanno smesso di affrontare le&nbsp;<a href="https://lavialibera.it/it-tag-8-flussi_migratori?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rotte di morte del mare e dei monti</a>, trovando sempre le stesse porte chiuse, le stesse leggi selettive, la stessa disumanità. Di fronte a famiglie che con dedizione hanno accolto donne e bambini, investendo spazi privati, soldi e cuore. Di fronte ad associazioni che hanno messo in gioco le loro risorse sempre scarse, pur di rispondere al bisogno di protezione dei più fragili. Di fronte a un&nbsp;<strong>sistema scolastico</strong>&nbsp;che immediatamente si è attivato per far sentire a casa i piccoli arrivati col trauma della guerra, non è mancato chi ha speculato e ha visto nell’accoglienza un’occasione di tornaconto personale, a livello economico e di immagine. Così, se prima si monetizzava consenso sulla paura dei profughi, subito dopo lo stesso consenso si è monetizzato su&nbsp;<strong>una frettolosa pietà&nbsp;</strong>nei loro confronti. Quanta ipocrisia e quanto cinismo, mascherati da solidarietà.</p>



<h3>L’esercito dei profittatori</h3>



<p>Sperare non è reato, ma c’è chi auspica che lo diventi. Mentre scrivo questo articolo, tornano alla ribalta proposte già rivelatesi fallimentari in passato: blocchi navali,&nbsp;<strong>decreti sicurezza</strong>, respingimenti. E intanto governi illiberali – come&nbsp;<strong>Turchia</strong>,&nbsp;<strong>Egitto</strong>,&nbsp;<strong>Libia</strong>&nbsp;– riescono a condizionare gli equilibri internazionali, mercificando la speranza dei diseredati e la paura di chi vede a rischio i propri privilegi. Tengono in ostaggio migliaia di esseri umani che l’<strong>Europa non vuole&nbsp;</strong>e in cambio di questo “favore” pretendono soldi e la libertà di reprimere qualsiasi opposizione interna.&nbsp;</p>



<p>Sperare non è reato, ma su quella speranza quanti reati si compiono! Dai<a href="https://lavialibera.it/it-schede-200-com_e_fatto_un_trafficante_di_migranti?utm_source=rss&utm_medium=rss">&nbsp;trafficanti di esseri umani&nbsp;</a>ai caporali, dai gestori corrotti dei meccanismi di accoglienza ai politici che usano il tema come un’arma elettorale. Il tutto a scapito di chi si muove onestamente per salvare vite e costruire&nbsp;<strong>opportunità durevoli</strong>, rispettose dei bisogni, dei legami e delle aspirazioni della gente.<br>Sperare non è reato, e noi continuiamo a sperare che questo concetto sacrosanto venga tradotto in politiche lungimiranti e leggi che guardano altrettanto lontano. Non è solo un problema di immigrazione, del resto.</p>



<h3>Un racconto distorto</h3>



<p>Pensiamo alle norme sullo&nbsp;<a href="https://lavialibera.it/it-schede-459-ius_soli?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ius soli&nbsp;</a>– delle quali&nbsp;<em>lavialibera</em>&nbsp;si è occupata qualche numero fa – che non riguardano persone migranti ma&nbsp;<strong>giovani nati qui, italiani di fatto</strong>.&nbsp;Pensiamo alle sacche di povertà e illegalità in cui vengono lasciate campare comunità di diversa origine: dagli insediamenti informali di famiglie rom alle baraccopoli dei<a href="https://lavialibera.it/it-schede-235-migranti_sfruttamento_caporalato_straberry_startup_milano?utm_source=rss&utm_medium=rss">&nbsp;lavoratori stagionali</a>, come se fossero realtà extraterritoriali, fuori dalla nostra giurisdizione, e dove si interviene, se si interviene, perlopiù in maniera repressiva.<br>Pensiamo anche solo al diverso taglio che viene dato alle notizie, specie quelle tragiche: quando a morire in un incidente è un agiato turista straniero oppure uno straniero immigrato, quando a compiere un delitto è un italiano contro uno straniero o viceversa. Il&nbsp;<strong>razzismo strisciante</strong>&nbsp;che detta i titoli dei giornali in molti casi è lo stesso razzismo applicato ai flussi migratori o alle politiche di integrazione: tu sì e tu no,<strong>&nbsp;tu mi somigli</strong>&nbsp;mentre a te non voglio correre il rischio di somigliare mai.<br>La speranza non è&nbsp;reato, mentre sarebbe da introdurre il reato di “<strong>selezione delle speranze</strong>”. La presunzione che abbiamo di definire il grado di felicità e pienezza a cui può aspirare ciascuna vita, in base al luogo di nascita e alla cultura di appartenenza.&nbsp; Non lasciamo che su questo come su altri temi a fare la differenza sia l’indifferenza.</p>
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