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	<title>Unicef Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>La pandemia Covid-19 minaccia i bambini nei conflitti armati</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2020 07:47:04 +0000</pubDate>
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<p>Di Nicole Fraccaroli</p>



<p>“I bambini continuano a essere colpiti in modo sproporzionato da gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. La pandemia COVID-19 ha ulteriormente accresciuto la necessità di proteggerli in situazioni di emergenza”, ha dichiarato il 23 giugno 2020 il Rappresentante permanente italiano presso le Nazioni Unite, l&#8217;Ambasciatore Mariangela Zappia, durante un dibattito aperto del Consiglio di Sicurezza sui bambini nei conflitti armati.</p>



<p>IL QUADRO INTERNAZIONALE DEI DIRITTI UMANI</p>



<p>Le Nazioni Unite hanno stabilito uno standard comune sui diritti umani con l&#8217;adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948. Sebbene la Dichiarazione non sia legalmente vincolante, la sua accettazione a livello mondiale conferisce un grande peso morale al principio saliente che tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla nazionalità, dal luogo di residenza, dal sesso, dall&#8217;origine nazionale o etnica, dal colore, dalla religione, dalla lingua o da qualsiasi altro status, devono essere trattati allo stesso modo, con rispetto e dignità. Da allora, le Nazioni Unite hanno adottato molti trattati e accordi internazionali sui diritti umani in forma legalmente vincolante, inclusa la Convenzione sui Diritti dell&#8217;Infanzia e Adolescenza.</p>



<p>Quest&#8217;ultima Convenzione offre una visione del bambino come individuo e come membro di una famiglia e di una comunità, con diritti e responsabilità adeguati alla sua età e al suo stadio di sviluppo. Il Protocollo Opzionale alla Convenzione sui Diritti dell&#8217;Infanzia sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati mira a proteggere i bambini dal reclutamento e dall&#8217;uso nelle ostilità, e attualmente 170 paesi lo hanno ratificato.</p>



<p>Oltre a questi strumenti specifici, ulteriori mezzi legali sono rilevanti per garantire, proteggere e attuare i diritti dei bambini, come il patto internazionale sui diritti civili e politici; il patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali; la convenzione contro la tortura e altri crudeli, disumani trattamenti o pene degradanti; la convenzione internazionale sull&#8217;eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e la convenzione sull&#8217;eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne. Questo quadro è importante per promuovere e realizzare i diritti dei bambini perché la Convenzione sui Diritti dell&#8217;Infanzia, insieme ai suoi diritti e doveri, ne fa parte. Infine, la IV Convenzione di Ginevra del 1949, relativa alla protezione delle persone civili in tempo di guerra, e il Primo Protocollo aggiuntivo, relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali, sanciscono disposizioni che riconoscono una protezione speciale ai bambini in tempo di conflitto armato.</p>



<p>CRISI DEI DIRITTI DEI BAMBINI</p>



<p>Le scuole sono sempre più viste come risorse strategiche in situazioni di conflitto plurimo e potrebbero essere strumentalizzate come parte delle ostilità. In particolare, la Rappresentante Speciale del Segretario Generale per i Bambini ed i Conflitti Armati, Virginia Gamba, ci ricorda che garantire la protezione delle scuole e dell&#8217;istruzione mentre il mondo affronta la pandemia COVID-19 è di eccezionale rilevanza. La stessa Rappresentante Speciale incoraggia le parti in conflitto a intraprendere tutte le azioni necessarie e appropriate per salvaguardare le scuole e il diritto all&#8217;istruzione dagli attacchi e per impedire l&#8217;uso militare dei posti di insegnamento. È evidente che gli attacchi contro scuole e ospedali, nonché contro operatori dell&#8217;istruzione e della sanità, rappresentano una grave violazione contro i bambini nei conflitti armati, in linea con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza numero 1998 adottata nel 2011.</p>



<p>In tutto il mondo il 91% dei bambini iscritti a scuola ne è stato gravemente colpito: per oltre 1,5 miliardi di bambini in 182 paesi l&#8217;istruzione si è interrotta parzialmente o completamente durante la pandemia. Da un lato, l&#8217;esclusione dalla scuola indebolisce le aspirazioni future per i bambini; d&#8217;altro canto, i rischi legati alla protezione dei minori colpiti dalla guerra e dalla violenza aumentano con la chiusura delle scuole. È un dato di fatto, i bambini hanno maggiori probabilità di essere soggetti a violenze e abusi; essere trascurati a casa; essere reclutati da gruppi armati; subire matrimoni precoci, gravidanze adolescenziali, lavoro minorile e anche successivo mancato rientro a scuola. Inoltre, le ragazze affrontano ostacoli alla frequenza scolastica superiori rispetto ai ragazzi e affrontano livelli più elevati di violenza domestica e di genere. Di conseguenza, le ragazze hanno una doppia probabilità di finire la scuola e di non tornarci mai più.</p>



<p><br>BAMBINI IN YEMEN E SIRIA IN PERICOLO</p>



<p>&#8220;Una pericolosa combinazione di conflitto, difficoltà economiche, scarsità di cibo e un sistema sanitario fatiscente ha spinto milioni di bambini nello Yemen sull&#8217;orlo del baratro e la crisi del COVID-19 potrebbe peggiorare le cose&#8221;, ha detto Sherin Varkey, Rappresentante in carica dell&#8217;UNICEF in Yemen. Sempre più bambini rischiano di diventare gravemente malnutriti e necessitano di cure urgenti. Il debole sistema sanitario e infrastrutturale dello Yemen sta lottando per affrontare il coronavirus e, di conseguenza, a causa della profonda carenza di fondi per gli aiuti umanitari, milioni di bambini potrebbero finire &#8220;sull&#8217;orlo della fame&#8221;. Il rapporto dell&#8217;UNICEF mostra chiaramente che lo scarso accesso all&#8217;acqua e ai servizi igienico-sanitari sta favorendo la diffusione del COVID-19 e circa 9,58 milioni di bambini non hanno accesso sufficiente ad acqua potabile, servizi igienici o igiene; con le scuole chiuse, 7,8 milioni di bambini non hanno accesso all&#8217;istruzione e la diffusa assenza dalla classe ha portato 3.467 bambini ad essere reclutati e sfruttati dalle forze armate.</p>



<p>L&#8217;UNICEF sta lavorando con l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità e le autorità dello Yemen per fornire aiuti ai bambini in disperato bisogno, compresa la fornitura di acqua potabile, servizi igienici e sostegno all&#8217;istruzione; la soppressione della trasmissione del Covid-19 con messaggi di prevenzione attraverso TV, radio e social media e il trasporto-distribuzione di provviste per la pandemia. D&#8217;altra parte, gli accordi tra le forze di sicurezza governative e le Nazioni Unite per porre fine al reclutamento e all&#8217;uso dei bambini possono includere, la prevenzione, la criminalizzazione e il perseguimento giuridico dell&#8217;uso dei bambini da parte delle forze armate, e la nomina di specialisti per la protezione dei bambini e il rafforzamento della nascita di sistemi di registrazione.</p>



<p>La recente guerra che ha visto i bambini coinvolti in Siria è stata la più brutale. I risultati di un recente sondaggio condotto da Gallup International / ORB International e diretto a persone in Siria, Giordania e Libano ci informano chiaramente che i bambini pagano il prezzo più alto in questo conflitto. Più della metà delle persone intervistate ha affermato di avere almeno un figlio che non va a scuola, e in effetti l&#8217;istruzione è stata identificata come la sfida più grande per le famiglie in Siria, seguita dalla povertà, dall&#8217;accesso all&#8217;assistenza sanitaria e alla cura degli orfani. Ora, con COVID-19 che impedisce la continuazione dell&#8217;istruzione in alcuni centri supportati dall&#8217;UNICEF e spazi a misura di bambino, sono necessari finanziamenti in larga scala.</p>



<p>L&#8217;UNICEF e i suoi partner sono costantemente presenti in Siria per proteggere i bambini attraverso l&#8217;affidamento, l&#8217;accesso all&#8217;istruzione e al sostegno psicosociale, la fornitura di assistenza umanitaria fondamentale e di un kit per l&#8217;igiene che includa l&#8217;acqua potabile e il trattamento della malnutrizione. In particolare, con l&#8217;obiettivo di ottenere un accesso equo all&#8217;acqua potabile, l&#8217;UNICEF lavora allo sviluppo di un mercato e di un gruppo di perforatori professionisti a basso costo in grado di fornire acqua potabile alle comunità povere ed emarginate. Tale sforzo fa parte di un programma dell&#8217;UNICEF noto come WASH.</p>



<p>António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, suggerisce che il COVID-19 si sta rapidamente trasformando in una &#8220;crisi dei diritti dell&#8217;infanzia più ampia&#8221; dal momento in cui è fortemente in gioco il diritto del bambino alla sicurezza, sancito nella Convenzione sui Diritti dell&#8217;Infanzia.</p>



<p>Per concludere, la pandemia COVID-19 non è solo una crisi sanitaria e socioeconomica globale; si tratta in particolare di una massiccia crisi dell&#8217;istruzione con esiti estremamente gravi, specialmente per i bambini vulnerabili colpiti da conflitti armati, sfollamenti forzati e crisi prolungate.</p>
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		<title>Un bambino ogni giorno: la mancanza di dati mette a rischio il gruppo più vulnerabile &#8211; Rapporto delle Nazioni Unite sulla migrazione</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Aug 2019 07:50:27 +0000</pubDate>
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<ol><li><a href="https://www.iom.int/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Home</a>&nbsp;›</li><li><a href="https://www.iom.int/press-room?utm_source=rss&utm_medium=rss">Sala stampa</a>&nbsp;›</li><li><a href="https://www.iom.int/press-room/press-releases?utm_source=rss&utm_medium=rss">Comunicati Stampa</a>&nbsp;›</li><li>Un bambino ogni giorno: la mancanza di dati mette a rischio il gruppo più vulnerabile &#8211; Rapporto sulle Nazioni Unite sulla migrazione</li><li><strong>B</strong>Un nuovo&nbsp; <a href="http://bit.ly/2x5Jhm1?utm_source=rss&utm_medium=rss">rapporto&nbsp;</a>&nbsp;del Centro internazionale di&nbsp;<a href="https://gmdac.iom.int/?utm_source=rss&utm_medium=rss">analisi dei dati sulla migrazione</a>&nbsp;(IOM) dell&#8217;Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM)&nbsp;&nbsp;evidenzia la necessità di&nbsp;<a href="https://gmdac.iom.int/?utm_source=rss&utm_medium=rss">disporre di</a>&nbsp;dati migliori sulle morti e le sparizioni dei migranti, in particolare quelle dei bambini migranti scomparsi.</li></ol>



<p>Il rapporto Fatal Journeys 4 di quest&#8217;anno si concentra sul tema della scomparsa di bambini migranti, dato il numero crescente di imbarchi in pericolosi viaggi di migranti.&nbsp;Secondo i dati della IOM, tra il 2014 e il 2018 sono stati segnalati morti o dispersi circa 1.600 bambini &#8211; una media di quasi uno ogni giorno &#8211; anche se molti altri non vengono registrati.</p>



<p>&#8220;Tragicamente, negli ultimi giorni ci è stato ricordato che i bambini sono tra i gruppi più vulnerabili di migranti&#8221;, ha dichiarato Frank Laczko, direttore del GMDAC di IOM.</p>



<p>&nbsp;“La mancanza di dati su età, caratteristiche e vulnerabilità dei bambini migranti scomparsi crea gravi lacune di protezione;&nbsp;rende molto difficile creare programmi e politiche progettati per proteggerli. &#8220;</p>



<p>L&#8217;UNICEF ha contribuito con un capitolo a questo ultimo rapporto e IOM non vede l&#8217;ora di lavorare a stretto contatto con loro in futuro.</p>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td><strong>Cinque anni di dati sui progetti di migranti scomparsi: altri risultati chiave</strong>Dal 2014,&nbsp;    <a href="https://missingmigrants.iom.int/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Missing Migrants Project</a> di IOM ha registrato a livello globale le morti di oltre 32.000             persone. Tra il 2014 e il 2018, oltre 17.900 persone sono morte o scomparse nel                       Mediterraneo: i resti di  quasi i due terzi di quelle vittime non sono stati recuperati.               Nonostante il conflitto nello  Yemen, le persone continuano a tentare la traversata marittima dal Corno d&#8217;Africa attraverso il  Mar Rosso e il Golfo di Aden: almeno 125 persone sono           annegate al largo delle coste dello Yemen nel 2018, rispetto alle 53 del 2017.Dei quasi 2.200  decessi registrati durante la migrazione nel sud-est asiatico tra il 2014 e il 2018, almeno        1.723 erano Rohingya. La maggior parte delle 288 morti registrate nell&#8217;Asia meridionale dal  2014 erano di migranti afgani. &nbsp;&nbsp;In Medio Oriente, tra il 2014 e il 2018 sono stati registrati 421 decessi; il numero più grande (145) nel 2018.Un numero crescente di decessi sul confine tra  Stati Uniti e Messico è stato registrato ogni anno dal 2014, per un totale di 1.907 su cinque     anni.</td></tr></tbody></table>



<p>L&#8217;attenzione puntuale ai minori è parte del contributo dell&#8217;OIM a un recente&nbsp;<a href="https://data.unicef.org/resources/call-action-protecting-children-move-starts-better-data/?utm_source=rss&utm_medium=rss">invito all&#8217;azione</a>&nbsp;lanciato dall&#8217;UNICEF, dall&#8217;UNHCR, dall&#8217;IOM, da Eurostat e dall&#8217;OCSE per migliorare i dati sui bambini migranti e rifugiati.</p>



<p>&#8220;I bambini che muoiono o scompaiono durante la migrazione dovrebbero essere una preoccupazione per tutti&#8221;, ha dichiarato Ann Singleton, Senior Research Fellow presso l&#8217;Università di Bristol e condirettore del rapporto.&nbsp;&#8220;C&#8217;è un urgente bisogno di migliori politiche e azioni, informate da dati migliori, per prevenire queste morti e proteggere i bambini&#8221;.</p>



<p><strong>Contenuto</strong></p>



<p>Il rapporto include capitoli che evidenziano le vulnerabilità dei bambini in movimento, gli obblighi legali degli Stati in merito alla morte e scomparsa dei bambini in movimento e le considerazioni etiche della ricerca su questo argomento delicato.</p>



<p>Sul numero crescente di bambini a rischio a livello globale, il rapporto rileva che spesso è difficile trovare dati sui migranti scomparsi disaggregati per età.&nbsp;Il rapporto rileva inoltre le misure da adottare per migliorare i dati sui minori migranti scomparsi per aiutare a prevenire tragedie future.&nbsp;Il capitolo conclusivo di Fatal Journeys 4 discute i piani di IOM per migliorare i dati sui bambini migranti scomparsi.</p>



<p>&#8220;È necessario agire con urgenza per migliorare la comprensione da parte del pubblico e dei responsabili politici delle vulnerabilità dei bambini e dei migranti&#8221;, ha affermato Julia Black, coordinatrice del progetto Missing Migrants Project della IOM e coeditrice del rapporto.</p>



<p><strong>Stime basse</strong></p>



<p>I ricercatori della IOM spiegano che la cifra globale dei decessi è probabilmente una stima bassa, dato che molti decessi non vengono mai segnalati né sono stati trovati.&nbsp;Allo stesso modo, la ricerca indica che il forte calo delle morti tra il 2017 e il 2018 &#8211; a 4.734 da 6.280 &#8211; deriva in gran parte da un calo del numero di migranti che usano la rotta del Mediterraneo centrale verso l&#8217;Europa, quando è diminuito il numero di attraversamenti registrati dal Nord Africa verso l&#8217;Italia a meno di 46.000 da oltre 144.000.</p>



<p><strong>Rischio aumentato</strong></p>



<p>Tuttavia, il rischio di morte lungo questa via è aumentato.&nbsp;Come spiegato nel rapporto, i tassi di mortalità possono essere calcolati in diversi modi.&nbsp;Tuttavia, anche le stime più prudenti suggeriscono che 1 su 35 persone che attraversano il Mediterraneo centrale sono morte nel 2018, rispetto a 1 su 50 nel 2017. Inoltre, il numero di decessi di migranti registrati lungo la rotta del Mediterraneo occidentale in Spagna è aumentato nettamente da 224 nel 2017 a 811 nel 2018, poiché un numero crescente di migranti ha utilizzato questa rotta per raggiungere l&#8217;Europa.</p>
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		<title>UNICEF: un’Organizzazione Multidisciplinare﻿</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2019 08:25:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli Dal 2015 sono coordinatrice e responsabile del gruppo giovani del Comitato di UNICEF di Verona (“YoUnicef”) e da quel momento in poi ho iniziato a sostenere e supportare i valori, gli&#46;&#46;&#46;</p>
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<p> di Nicole Fraccaroli</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="988" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/untitled-Unicef-Verona-1024x988.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12519" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/untitled-Unicef-Verona-1024x988.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/untitled-Unicef-Verona-300x290.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/untitled-Unicef-Verona-768x741.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/untitled-Unicef-Verona.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1091w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Dal
2015 sono coordinatrice e responsabile del gruppo giovani del
Comitato di UNICEF di Verona (“YoUnicef”) e da quel momento in
poi ho iniziato a sostenere e supportare i valori, gli obiettivi e le
sfide di cui UNICEF si fa portavoce.</p>



<p>UNICEF
è stato creato subito dopo la fine della seconda guerra mondiale con
il titolo di “Fondo di Emergenza Internazionale per l&#8217;Infanzia
delle Nazioni Unite”. La nascita di UNICEF l&#8217;11 dicembre 1946 era
tutt&#8217;altro che scontata. Ci vollero alcuni mesi perché la nuova
Agenzia delle Nazioni Unite si organizzasse, ma nel gennaio 1947
Maurice Pate, che era stato nominato direttore esecutivo, aveva
aperto un ufficio a Washington. 
</p>



<p>I
primi programmi UNICEF si sono concentrati sulla fornitura di latte
in polvere e sulla creazione di programmi di alimentazione. A metà
del 1948, la nuova organizzazione forniva razioni per 4,5 milioni di
bambini per mangiare un pasto quotidiano in 30.000 località in 12
paesi. Oltre ai bisogni nutrizionali, UNICEF ha prestato soccorso ai
bisogni di salute di madri e bambini, compresa la vaccinazione contro
il tifo e la tubercolosi. Nel 1950, l&#8217;emergenza postbellica in Europa
era quasi finita e gli uffici di UNICEF stavano chiudendo. La domanda
sollevata verteva sulla chiusura di tutte le operazioni di UNICEF. La
posizione dei principali donatori era a favore della sua cessazione,
idea supportata dalle quattro agenzie specializzate permanenti delle
Nazioni Unite: l’Organizzazione Internazionale del Lavoro,
l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura,
l’Organizzazione per l’Educazione, la Scienza e la Cultura e
l’Organizzazione Mondiale per la Salute. Ad ogni modo, UNICEF è
sopravvissuto. UNICEF ha avuto un sostegno dalla Commissione sociale
dell&#8217;Assemblea Generale, che ha affermato nel 1950 che &#8220;UNICEF è
stato uno dei risultati più promettenti dell&#8217;ONU e che ha esteso
l&#8217;influenza dell&#8217;organizzazione contribuendo efficacemente al
miglioramento del situazione dei bambini nel mondo&#8221;. Anche i
paesi in via di sviluppo hanno sostenuto UNICEF e ciò che ha davvero
fatto la differenza per il futuro dell&#8217;organizzazione è stato il
discorso tenuto da Ahmed Bokhari, rappresentante permanente del
Pakistan presso l&#8217;ONU e poeta. Notoriamente, ha definito una
&#8220;illusione&#8221; l&#8217;idea che l&#8217;emergenza per i bambini del mondo
fosse finita. Inizialmente la vita di UNICEF è stata estesa per soli
tre anni, ma dopo un&#8217;ulteriore dimostrazione della sua efficacia,
l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha accettato all&#8217;unanimità
l&#8217;estensione indefinita della vita temporanea di UNICEF.</p>



<p>Gli
sviluppi nell&#8217;Agenzia Specializzata nei suoi primi 25 anni sono
passati da un pesante coinvolgimento in soccorsi di emergenza, al
sostegno di campagne di massa contro malattie come tifo, tubercolosi,
malaria e azioni per combattere la malnutrizione infantile. Gran
parte degli sforzi di soccorso di emergenza erano stati costruiti
sulla fornitura di latte in polvere, giustificata dalla convinzione
che la malnutrizione fosse il risultato della mancanza di proteine
​​nella dieta. Un cambiamento fondamentale nel modo di pensare si
è verificato negli anni &#8217;70 quando è diventato chiaro che tale
malnutrizione era dovuta a inadeguatezze generali della dieta.</p>



<p>UNICEF
è diventato più consapevole del fatto che i bisogni dei bambini
venivano relegati in diversi settori sociali e spesso emarginati nel
processo di pianificazione dello sviluppo nazionale. Pertanto, nel
1964, UNICEF invitò un gruppo di illustri economisti e
pianificatori, ministri e esperti di benessere infantile ad una
tavola rotonda a Bellaggio, presso il Rockefeller Conference Centre
sul Lago di Como. La tavola rotonda di Bellaggio è stata definita
l&#8217;incontro più importante dei primi 17 anni di UNICEF: ha innescato
il passaggio da un&#8217;agenzia umanitaria per i bambini a un&#8217;agenzia di
sviluppo a tutti gli effetti, interessata ai bambini in tutti gli
aspetti della vita. Ha anche segnato un cambiamento nella sua
posizione all&#8217;interno delle Nazioni Unite: UNICEF è stata
riconosciuta dall&#8217;ONU come un&#8217;organizzazione professionale a pieno
titolo. 
</p>



<p>Per
quanto riguarda la salute, UNICEF ha iniziato a pensare in modo ampio
e fondamentale. Le linee guida sono state fornite da uno studio
congiunto con l&#8217;Organizzazione Mondiale per la Salute relativo ad
approcci alternativi per soddisfare i bisogni sanitari di base delle
popolazioni nei paesi in via di sviluppo. L’area di interesse e
supporto si è dunque indirizzata su aree di servizi di base come
istruzione, salute, nutrizione, acqua e servizi igienico-sanitari.</p>



<p>L&#8217;innovazione
è al centro della capacità di UNICEF di ottenere risultati. Il
Global Innovation Center aiuta a scalare soluzioni collaudate, mentre
un fondo dedicato all&#8217;innovazione fornisce risorse finanziarie a
progetti promettenti in fase iniziale. Un esempio di nuove soluzioni
è rappresentato dalla cosiddetta &#8220;scatola magica&#8221;. Si
tratta di una piattaforma di condivisione dei dati collaborativa resa
possibile grazie ai contributi di partner del settore privato come
Telefonica, Google e Amadeus, che condividono i loro dati e le loro
competenze per il bene pubblico. Sfruttando i dati in tempo reale
generati dal settore privato, UNICEF può ottenere approfondimenti
critici sui bisogni delle popolazioni vulnerabili e prendere
decisioni più informate su come investire le proprie risorse per
rispondere a catastrofi, epidemie e altre sfide. La prima versione di
questa piattaforma è stata creata durante la crisi di Ebola del 2014
in Africa occidentale e una seconda versione sviluppata con Google in
risposta all&#8217;epidemia di Zika nel 2015. 
</p>



<p>Dalla
metà degli anni &#8217;80, UNICEF è stato coinvolto nella Convenzione sui
Diritti dell&#8217;Infanzia.  Prima il coinvolgimento di UNICEF nella sua
formulazione, quindi il supporto per l&#8217;adozione del testo e
successivamente la ratifica e infine, il contributo alla definizione
di ciò che era e si intende un approccio all&#8217;implementazione basato
sui diritti, un processo che continua oggi come parte fondamentale
del supporto del programma di UNICEF. Una priorità è quindi
diventata quella di rafforzare le capacità dei governi e della
società civile a valutare e analizzare la situazione dei bambini e
delle donne in relazione agli strumenti legali sui diritti umani.
UNICEF ha iniziato anche ad avere un ruolo nella formulazione delle
richieste da parte dei bambini e delle donne emarginate, e attraverso
la mobilitazione sociale e la sensibilizzazione, si propone di
richiamare l&#8217;attenzione sui loro diritti.</p>



<p>Trovo
difficile valutare quantitativamente, o anche qualitativamente, il
contributo diretto di UNICEF al raggiungimento di tutti questi
progressi nel corso degli anni. Ciononostante, UNICEF è stato uno
degli attori principali nei paesi e a livello internazionale, e in
particolare attraverso il sostegno, la mobilitazione, il monitoraggio
e il sostegno finanziario paese per paese.</p>



<p>UNICEF
ha usato la sua legittimità come organizzazione delle Nazioni Unite
e la sua leadership per parlare e rivendicare apertamente i diritti
dei minori, e per stabilire priorità finalizzate a soddisfare i loro
bisogni. Tutto questo sviluppando e ampliando le sue funzioni, i suoi
interventi e affinando le sue capacità nel corso degli anni, in modo
tale da non rimanere in silenzio ma agire nel nome dei diritti umani
dei minori. 
</p>
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		<title>&#8220;Stay human: Africa&#8221;. Epidemia di morbillo in Madagascar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2019 11:57:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nei primi 6 mesi dell’anno passato, in Africa subsahariana sono morte 2516 persone a causa di malattie infettive che facilmente si sarebbero potute evitare. Questo nuovo anno non&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/GettyImages-56665845-619x368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12083" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/GettyImages-56665845-619x368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="619" height="368" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/GettyImages-56665845-619x368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 619w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/GettyImages-56665845-619x368-300x178.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 619px) 100vw, 619px" /></a></b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">di Veronica Tedeschi</p>
<p align="JUSTIFY">Secondo <span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://www.afro.who.int/health-topics/disease-outbreaks/outbreaks-and-other-emergencies-updates?utm_source=rss&utm_medium=rss">l’Organizzazione Mondiale della Sanità</a>, </span></span>nei primi 6 mesi dell’anno passato, in Africa subsahariana sono morte 2516 persone a causa di malattie infettive che facilmente si sarebbero potute evitare.</p>
<p align="JUSTIFY">Questo nuovo anno non inizia in maniera differente: il Madagascar, splendida isola verde al largo delle coste africane, in questi giorni ha patito una forte epidemia di morbillo, la più grave degli ultimi decenni, che conta circa 300 morti e 50.000 persone infette.</p>
<p align="JUSTIFY">Antanarivo, la capitale, è forse la più colpita ma l&#8217;epidemia ha devastato tutte le regioni del paese e tutte le principali città.</p>
<p align="JUSTIFY">Il virus del morbillo è altamente contagioso: si diffonde attraverso la tosse e gli starnuti e può vivere nell&#8217;aria dove una persona infetta tossisce o starnutisce per un massimo di due ore. Se qualcuno che non è immune dal virus respira l&#8217;aria o tocca una superficie infetta, può essere a sua volta infettato. I sintomi includono febbre alta, tosse, naso che cola e occhi rossi, insieme ad eruzioni cutanee rosse e macchiate su tutto il corpo.</p>
<p align="JUSTIFY">In tutto il paese, tragedie private come questa stanno aumentando a causa della mancanza di copertura vaccinale. I funzionari della sanità ritengono che la copertura vaccinale malgascia sia stata inferiore al 50% all&#8217;inizio dell’epidemia a causa di un sistema sanitario debole e sottofinanziato e di una mancata consegna di immunizzazione di routine. In un paese con un livello sanitario basso come il Madagascar, per evitare una diffusione massiva della malattia, la copertura vaccinale dovrebbe essere stata pari al 95%.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/vaccinoafr-300x298.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-12084 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/vaccinoafr-300x298.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="298" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/vaccinoafr-300x298.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/vaccinoafr-300x298-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/vaccinoafr-300x298-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Fa pensare che le televisioni nazionali italiane non ne abbiano parlato, soprattutto per sottolineare la problematica di come una malattia curabile e gestibile in Europa, possa provocare un numero di morti così elevato.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>«</i></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Le misure di salute pubblica devono essere la massima priorità per i governi» </i></span></span>ha spiegato Manuel Fontaine, Direttore facente funzione dell&#8217;UNICEF per Africa centrale e occidentale.<span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> «</span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Vediamo bambini e famiglie che cadono preda di una malattia che sarebbe evitabile. OMS, governi e agenzie come la nostra stanno mettendo in atto una risposta di emergenza” </i></span></span>prosegue il Direttore riferendosi alle tante malattie che colpiscono il paese, come, morbillo colera o febbre emorragica.</p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Dobbiamo fare i necessari investimenti per fare sì che quando una madre disseta il suo bambino non debba chiedersi se quell&#8217;acqua lo ucciderà.»</i></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Si additano i migranti provenienti da Stati in cui non è presente né guerra né carestia come fossero pionieri di un viaggio evitabile, non vitale. Fermiamoci a pensare cosa significa vivere un paese con 50.000 persone infette e avere decessi tra amici e parenti, a causa di una malattia che in Europa sarebbe facilmente sconfitta e non provocherebbe nessuna epidemia. Fermiamoci a ragionare su cosa può uccidere più della guerra, su cosa può spingere esseri umani che vivono in un paese socialmente pacifico a partire.</p>
<p align="JUSTIFY">Fermiamoci a pensare cosa faremmo se i nostri figli iniziassero a morire di morbillo.</p>
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		<title>&#8220;VenerdIslam&#8221;. Today they took my son</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2018 07:34:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di Monica Macchi Per settant’anni Israele ha commesso crimini di genocidio, pulizia etnica e apartheid… ma nessun crimine è così terribile come la campagna israeliana di rapimenti e abusi sui bambini palestinesi Miko Peled,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/02/09/venerdislam-today-they-took-my-son/">&#8220;VenerdIslam&#8221;. Today they took my son</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER">Di Monica Macchi</p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: large;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/download.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-10116 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/download.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="183" height="276" /><br />
</a></b></span></span></p>
<p align="CENTER">
<p align="RIGHT"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Per settant’anni Israele ha commesso</i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"><i>crimini di genocidio, pulizia etnica e apartheid… </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"><i>ma nessun crimine è così terribile </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"><i>come la campagna israeliana di rapimenti e abusi sui bambini palestinesi</i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">Miko Peled, autore de “Il figlio del generale”</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Nella convinzione che “le arti giocano un ruolo cruciale nel cambiare il mondo”, Farah Nabulsi, palestinese della diaspora che ora vive a Londra, con i suoi documentari cerca di creare ed aumentare la consapevolezza verso l’occupazione e i suoi effetti. Il suo primo corto, Oceans of Injustice per la regia di Bruno de Champris presentato quest’anno al Nazra Film Festival, è uno sperimentale girato in una piscina con persone che nuotano contro la marea, mentre il secondo, The Nightmare of Gaza, è la sua voce che racconta uno dei tanti bombardamenti su Gaza sullo schermo completamente bianco.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/download-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10117" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/download-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/download-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/download-1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/download-1-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Today they took my son, girato in Libano perchè alla regista non è stato concesso di entrare in Palestina, racconta la storia di Khaled, un bimbo che si diverte in bicicletta in una città senza nome. Sembrerebbe un video familiare, sensazione che viene subito spazzata via da riprese di uomini in uniforme che circondano figure irriconoscibili, demolizioni di case e macerie tra cui siedono uomini anziani. E proprio questa continua giustapposizione di filmati in stile video casalingo di compleanni, partite di calcio e quotidianità felice e le scene iper-realistiche dell’arresto di Khaled è la struttura attorno a cui viene costruito il film.</p>
<p align="JUSTIFY">E queste scene terrificanti di un bambino portato via, non sono né una novità né un’eccezione: come sottolinea il film “ogni 12 ore, un bambino palestinese viene arrestato, interrogato, e imprigionato” (rapporto dell&#8217;UNICEF del 2013) e secondo l&#8217;organizzazione israeliana per i diritti umani B&#8217;Tselem ad agosto 2017 sono 331 i minori palestinesi detenuti nelle carceri israeliane confinati in isolamento, interrogati e torturati, senza possibilità di incontrare genitori e avvocati, mandati ai tribunali militari dove i tassi di condanna sono superiori al 99%.</p>
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		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. Leggere il Natale&#8230;Scelti per voi.</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Dec 2017 06:33:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi Un periodo, questo, ideale per rinnovare le motivazioni, le finalità. Questi libri scelti per l’intenzione e per quello che raccontano in una azione chiamata ‘nutrimento per l’anima’. Consigli di lettura per&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi<br />
Un periodo, questo, ideale per rinnovare le motivazioni, le finalità. Questi libri scelti per l’intenzione e per quello che raccontano in una azione chiamata ‘nutrimento per l’anima’.</p>
<p>Consigli di lettura per piccoli lettori e grandi che leggeranno ai più piccoli o da soli, storie per ritrovare il senso.<br />
Per la letteratura per l’infanzia: Claudia Gattella, Giamila Fiorini&#8230;</p>
<p>Per lettori più grandi, Umberto Braccili giornalista Rai, Paolo Crepet, psichiatra, Bebe Vio, atleta e rappresentante in prima persona della motivazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/9788895437637_0_0_300_75-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9919" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/9788895437637_0_0_300_75-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>DISTRABELLA e il Draghetto Rossello, CLAUDIA GATTELLA Caravaggio Editore<br />
Distrabella è una PIGOTTA Unicef..</b></p>
<p>Orietta, chiamata Distrabella, ha quasi sei anni ed è una bambina molto bella. Ha i capelli ricci, occhi verdi e un po&#8217; di lentiggini&#8230; A scuola non capisce perché le maestre pensino che ripetendo tante volte una cosa o alzando la voce, i bambini la imparino. Distrabella vorrebbe portare i grandi nel mondo dei bambini. Grazie al draghetto Rossello, forse ce la farà. …Con il Patrocinio di Unicef e parte del ricavato devoluto.<span style="color: #292929;"><span style="font-family: Arial, serif;"><br />
</span></span><a href="https://www.amazon.it/Distrabella-Draghetto-Rossello-Claudia-Gattella/dp/8895437632/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1512982992&amp;sr=8-1&amp;keywords=distrabella&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;">https://www.amazon.it/Distrabella-Draghetto-Rossello-Claudia-Gattella/dp/8895437632/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1512982992&amp;sr=8-1&amp;keywords=distrabella&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1144.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9911" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1144.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="243" height="250" /></a></p>
<p><span style="color: #333333;"><b>Aria e luce, viaggio attraverso i due Regni, Giamila Fiorini </b></span><b>Saremo Alberi, Libroteca</b></p>
<p align="JUSTIFY">La favola racconta l’autismo in punta di penna. Giamila Fiorini scrive un racconto di speranza e coraggio, attraverso l’amicizia che nasce tra Aria, bambina umana, e Luce, una bambina fatata. Aria possiede il dono delle parole mentre Luce quello di vedere nell’animo umano.</p>
<p><a href="https://www.amazon.it/Aria-Luce-Viaggio-attraverso-Regni/dp/8894231003?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.amazon.it/Aria-Luce-Viaggio-attraverso-Regni/dp/8894231003?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<h1 class="western"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1145.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9912" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1145.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="210" height="297" /></a></h1>
<h1 class="western"><span style="color: #292929;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;">IL PICCOLO PRINCIPE, </span></span></span><span style="color: #111111;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;">Antoine de Saint-Exupéry, Newton Compton</span></span></span></h1>
<p align="JUSTIFY">&#8220;Il Piccolo Principe&#8221; è la storia dell&#8217;incontro in mezzo al deserto tra un aviatore e un buffo ometto vestito da principe che è arrivato sulla Terra dallo spazio. Ma c&#8217;è molto di più di una semplice amicizia in questo libro surreale, filosofico e magico. C&#8217;è la saggezza di chi guarda le cose con occhi puri, la voce dei sentimenti che parla la lingua universale, e una sincera e naturale voglia di autenticità. Perché la bellezza, quando non è filtrata dai pregiudizi, riesce ad arrivare fino al cuore dei bambini, ma anche a quello degli adulti che hanno perso la capacità di ascoltare davvero. Età di lettura: da 8 anni a 100…</p>
<p><a href="https://www.ibs.it/piccolo-principe-libro-antoine-de-saint-exupery/e/9788854172388?inventoryId=46994994&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;">https://www.ibs.it/piccolo-principe-libro-antoine-de-saint-exupery/e/9788854172388?inventoryId=46994994&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/th-195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9913" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/th-195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="219" height="300" /></a></p>
<p><span style="color: #292929;"><b>I MILLE ABRUZZI,UMBERTO BRACCILI giornalista RAI e scrittore per Ricerche e Redazioni</b></span></p>
<p align="JUSTIFY">&#8220;I mille Abruzzi. Gente felice, triste e incazzata nella regione forte, gentile e martoriata&#8221; è il secondo libro del giornalista Rai Umberto Braccili. Un racconto che segue le emozioni, le rabbie e i sogni che nascono prima, durante e dopo un servizio televisivo. Ci sono &#8220;gli invisibili&#8221; che magari vestono in giacca e cravatta ma non hanno i soldi per mangiare. C&#8217;è la professionista che si reinventa la vita…Devoluto interamente per l’acquisto di un mezzo per un Associazione che si occupa di disabilità.</p>
<p><a href="https://www.ibs.it/i-mille-abruzzi-gente-felice-triste-libro-umberto-braccili/e/9788885431065?tipo=nuovo&amp;lgw_code=1122-B9788885431065&amp;gclid=CjwKCAiA9rjRBRAeEiwA2SV4ZQOuiBxRfmhDirB21W6sA3qbRcGpM3wejOSJB65l1smxIeib4gadWxoCUqYQAvD_BwE&utm_source=rss&utm_medium=rss"><b>https://www.ibs.it/i-mille-abruzzi-gente-felice-triste-libro-umberto-braccili/e/9788885431065?tipo=nuovo&amp;lgw_code=1122-B9788885431065&amp;gclid=CjwKCAiA9rjRBRAeEiwA2SV4ZQOuiBxRfmhDirB21W6sA3qbRcGpM3wejOSJB65l1smxIeib4gadWxoCUqYQAvD_BwE&utm_source=rss&utm_medium=rss</b></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/thDTQH697R.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9914" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/thDTQH697R.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="188" height="301" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/thDTQH697R.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 188w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/thDTQH697R-187x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 187w" sizes="(max-width: 188px) 100vw, 188px" /></a></p>
<p><span style="color: #292929;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;"><b>IMPARA A ESSERE FELICE, Paolo Crepet Einaudi</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Essere felici può accadere molto più spesso di quanto immaginiamo, dobbiamo solo lasciare che accada. Per molti lagnarsi è più che un vezzo, una difesa: è ciò che sanno fare meglio perché lo hanno imparato fin dall&#8217;infanzia. Combattere questo atteggiamento vuol dire elaborare una nuova grammatica quotidiana, avviare una piccola rivoluzione cui Paolo Crepet dà il suo contributo in queste pagine. E dimostra come educare alla felicità, quella autentica &#8211; da non confondere con la gioia effimera &#8211; dovrebbe essere il compito primario di ogni adulto e di ogni insegnante.</p>
<p><a href="https://www.ibs.it/impara-a-essere-felice-libro-paolo-crepet/e/9788806212612?gclid=CjwKCAiA9rjRBRAeEiwA2SV4ZY9Yyy5u5GGXP_eV2AtrROTvoHBd4OY8jHuzsmYyK5ZXJokxAQo1zhoC8hUQAvD_BwE&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;">https://www.ibs.it/impara-a-essere-felice-libro-paolo-crepet/e/9788806212612?gclid=CjwKCAiA9rjRBRAeEiwA2SV4ZY9Yyy5u5GGXP_eV2AtrROTvoHBd4OY8jHuzsmYyK5ZXJokxAQo1zhoC8hUQAvD_BwE&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/12349.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9915" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/12349.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="140" height="220" /></a></p>
<p><span style="color: #111111;"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>SE SEMBRA IMPOSSIBILE ALLORASI PUO’ FARE, Bebe Vio, Rizzoli</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Chiunque incontri Bebe, o anche solo la veda in tv, rimane incantato dall&#8217;energia positiva che sprigiona a ogni parola, ogni gesto, ogni sguardo. Bebe affronta ogni genere di ostacolo utilizzando strumenti e risorse che ciascuno di noi ha a disposizione&#8230; anche se spesso non se ne accorge nemmeno! Innanzi tutto, Bebe è da sempre consapevole che bisogna trovarsi un sogno da perseguire con la massima passione: per esempio, lei ha iniziato a cinque anni a desiderare con tutte le sue forze di andare alle Olimpiadi. Per raggiungere la propria meta è fondamentale poi imparare a collaborare con gli altri, fare squadra, chiedere aiuto perché «da solo non sei nessuno».</p>
<p><a href="https://www.ibs.it/se-sembra-impossibile-allora-si-libro-bebe-vio/e/9788817097130?inventoryId=75220496&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;">https://www.ibs.it/se-sembra-impossibile-allora-si-libro-bebe-vio/e/9788817097130?inventoryId=75220496&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;VenerdIslam&#8221;: Stone cold justice</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2016 08:21:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi &#160; &#160; &#160; “Mio nonno è un sopravvissuto all&#8217;Olocausto E io non capisco. Non capisco come siamo diventati persone che fanno soffrire altre persone” Guy Pavia (civile israeliano che scorta i&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/06/17/venerdislam-stone-cold-justice/">&#8220;VenerdIslam&#8221;: Stone cold justice</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Monica Macchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-364.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6155" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6155" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-364.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (364)" width="256" height="192" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Mio nonno è un sopravvissuto all&#8217;Olocausto </span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">E io non capisco. </span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Non capisco come siamo diventati persone </span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">che fanno soffrire altre persone”</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;"> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Guy Pavia (civile israeliano che scorta i bimbi palestinesi a scuola)</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Una politica per creare paura? Non vi è nulla di simile. </span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">L&#8217;unica politica è quella di mantenere la legge e l&#8217;ordine, questo è tutto. </span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Se non ci fosse violenza, non sarebbe necessario applicare la legge”</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;"> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Portavoce del ministro degli esteri israeliano</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Questo film, prodotto da un gruppo di giornalisti australiani, denuncia l’uso sistematico della tortura da parte di Israele contro i bambini palestinesi e ruota attorno alle storie di alcuni ragazzi presi dalle loro case nel bel mezzo della notte ed interrogati da membri dell’esercito con metodi illegali, sottoposti ad abusi fisici, torture, costretti a false confessioni e spinti a raccogliere informazioni su attivisti palestinesi, per conto dei servizi segreti israeliani. Addirittura c’è il video dell’arresto di Wadi&#8217;a Mawadeh, un bimbo di soli 5 anni; l’intervista a Gaby Lasky, un avvocato israeliano che denuncia l’esistenza di due diversi sistemi giuridici e a Yehuda Shaul, il fondatore di Breaking the Silence (protagonista anche del documentario “This is my land Hebron” di cui potete trovare qui una recensione:www.formacinema.it/criticainternazionale/medio-oriente/187-my-land-is-hebron),?utm_source=rss&utm_medium=rss un’organizzazione di soldati ed ex-soldati israeliani che prendono coscienza e testimoniano le loro precedenti violazioni dei diritti umani.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-365.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6154" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6154" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-365.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (365)" width="600" height="217" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-365.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-365-300x109.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">La tesi di questo lavoro è dunque che questi abusi non sono le azioni insensibili di alcuni “soldati canaglia”, ma una strategia organizzata e sistematica delle forze governative e di sicurezza israeliane per tenere la popolazione palestinese, in particolare i giovani, in uno stato permanente di terrore sopprimendo le diverse forme di resistenza all’occupazione israeliana. Accuse confermate da un rapporto dell’UNICEF del 2013 secondo cui i palestinesi dopo le incursioni notturne nelle loro case, vengono minacciati di morte e sottoposti a violenza fisica, isolamento e violenza sessuale: negli ultimi dieci anni, circa 700 ragazzi tra i 12 e i 17 anni sono stati arrestati, interrogati e detenuti a una media di due al giorno. Dopo confessioni estorte (in questo documentario il quattordicenne Qusai Zamara racconta di essere stato costretto a firmare una confessione scritta in ebraico, che non capisce) sono trascinati davanti ai tribunali militari le cui udienze durano in media 62 secondi a hanno un tasso di condanna del 99.74%: un&#8217;intera generazione di giovani traumatizzata.</p>
<p align="JUSTIFY">In Australia questo documentario ha destato molto scalpore e ha costretto Julie Bishop (Ministro degli esteri) a condannare l’uso della tortura da parte di Israele affermando di essere “profondamente preoccupata per le accuse di maltrattamento dei bambini palestinesi” ma nello stesso tempo sottolineando che il “governo australiano accoglie gli sforzi che Israele sta facendo per affrontare questi problemi”… ad esempio ha smesso di (de)tenere i bambini di notte in gabbie all&#8217;aperto quando nevica!</p>
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		<title>I diritti violati dei bambini in Yemen, tra matrimoni forzati e sanguinosi conflitti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 07:17:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Giulia Carlini Il film “La Sposa Bambina” della regista Khadija Al-Salami, narra la storia vera di Nojoom, la più giovane divorziata al mondo. Seguendo la tradizione yemenita, la ragazza è stata costretta a&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER">di Giulia Carlini</p>
<p align="JUSTIFY">Il film “La Sposa Bambina” della regista Khadija Al-Salami, narra la storia vera di Nojoom, la più giovane divorziata al mondo. Seguendo la tradizione yemenita, la ragazza è stata costretta a sposarsi a 10 anni con un uomo di vent&#8217;anni più grande di lei.</p>
<p align="JUSTIFY">La realtà che la circonda tenta di soffocare la sua infanzia e i suoi sogni, oscurati dall&#8217;oppressione del marito e della suocera. Avendo pagato una generosa dote per averla, essi sono convinti di avere ogni diritto sulla bambina, che viene trattata come un mero oggetto, violentata e picchiata dal marito. Contro ogni previsione, Nojoom si ribella rifiutandosi di avere rapporti con lui e riuscendo a convincere un giudice a concederle il divorzio.</p>
<p align="JUSTIFY">Patrocinato da Amnesty International Italia, il film denuncia una pratica purtroppo molto diffusa nelle zone rurali di paesi poveri come lo Yemen, dove le bambine sono considerate come un peso per le loro famiglie. Queste ultime le forzano in matrimoni fin dall&#8217;infanzia per poter trattenere la loro dote e salvaguardare l&#8217;onore della famiglia grazie alla loro “purezza”.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-358.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6107" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6107" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-358.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (358)" width="640" height="427" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-358.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-358-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">La situazione per le bambine e i bambini yemeniti è notevolmente peggiorata da marzo 2015, periodo in cui è iniziato il conflitto tra i ribelli Houthi (un gruppo di sciiti zayditi che da settembre 2014 ha preso il controllo di numerose regioni del paese) appoggiati dall&#8217;Iran, e la coalizione internazionale guidata dall&#8217;Arabia Saudita che ha preso le parti del presidente yemenita Rabbo Monsour Hadi, garantendo inoltre per lui e il suo governo un rifugio.</p>
<p align="JUSTIFY">Dall&#8217;inizio del conflitto si contano quasi 3 milioni di sfollati, più di 640 000 morti e 30 500 feriti. Tra di essi l&#8217;ONU stima che siano 785 i bambini morti e altri 1168 feriti nei combattimenti.</p>
<p align="JUSTIFY">Secondo l&#8217;UNICEF circa 10 000 bambini al di sotto dei 5 anni sono morti tra il 2015 e il 2016 a causa della mancanza di cure mediche aggravata dal conflitto. Queste cifre vanno ad aggiungersi ai 40 000 bambini che ogni anno in Yemen muoiono prima del loro quinto compleanno.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-359.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6108" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6108" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-359.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (359)" width="282" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-359.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 282w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-359-169x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w" sizes="(max-width: 282px) 100vw, 282px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Mentre più del 70% dei minorenni reclutati illegalmente nel conflitto è attribuibile ai ribelli Houthi, è la coalizione saudita (le cui bombe non hanno risparmiato scuole e ospedali) la responsabile del 60% di morti infantili nei combattimenti.</p>
<p align="JUSTIFY">Il 2 giugno l&#8217;ONU ha perciò inserito l&#8217;Arabia Saudita nella lista nera dei violatori dei diritti dei bambini nei conflitti. Dopo le proteste di Riyadh, secondo cui i numeri erano stati “ampiamente esagerati”, il 6 giugno il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha deciso di rimuovere il paese dalla lista, in attesa di verificare i dati un&#8217;altra volta. Diversa l&#8217;opinione dell&#8217;ambasciatore saudita alle Nazioni Unite, il quale considera tale rimozione come “incondizionata e irreversibile”. Un&#8217;ennesima prova di debolezza da parte dell&#8217;ONU, duramente criticata dai difensori dei diritti umani di tutto il mondo.</p>
<p align="JUSTIFY">Intanto, la pace in Yemen sembra più lontana che mai. La tregua annunciata l&#8217;11 aprile 2016 non è mai stata rispettata e gli unici risultati concreti ottenuti dai negoziati di pace (in corso dal 22 aprile in Kuwait grazie alla mediazione dell&#8217;ONU, e più volte sospesi) sono stati l&#8217;accordo di scambio della metà dei prigionieri dei due schieramenti, e il recente accordo del 6 giugno per la liberazione incondizionata di tutti i prigionieri minorenni da entrambe le parti.</p>
<p align="JUSTIFY">La coalizione saudita ha recentemente minacciato di invadere Sana&#8217;a nel caso in cui il dialogo con gli Houthi fallisca, rendendo noto che le sue forze militari si trovano attualmente a soli 40 km dalla capitale. Il 6 giugno alcune milizie fedeli al governo yemenita hanno attaccato l&#8217;aeroporto della città di Aden, da tempo in mano ai ribelli Houthi, permettendo nelle ore successive il rientro in patria del Primo Ministro Ahmed bin Dagher e di alcuni ministri.</p>
<p align="JUSTIFY">In questo scenario drammatico, a rimetterci è la popolazione civile ormai giunta allo stremo. La guerra ha provocato danni devastanti per 26 milioni di yemeniti, la maggior parte della popolazione ha scarso accesso ad acqua, cibo e cure mediche, mentre i campi profughi allestiti nel paese sono al collasso.</p>
<p align="JUSTIFY">Da questo caos i combattenti dell&#8217;ISIS e di al-Qaida nella Penisola Arabica (AQAP) hanno tutto da guadagnarci: la loro violenza imprevedibile e capillarmente diffusa imperversa nel paese, creando scompiglio, aumentando il numero delle vittime tra i civili e minando le già esigue speranze di rispettare il cessate il fuoco.</p>
<p align="JUSTIFY">
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		<title>Sarà un Paese: l&#8217;alfabeto dei diritti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2015 06:49:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; Sulle tracce dell’eroe fenicio Cadmo, cui il mito attribuisce l’introduzione in Grecia dell’alfabeto, Nicola, trentenne incerto sul futuro, e il fratello Elia, dieci anni, intraprendono un viaggio in Italia alla ricerca di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<iframe loading="lazy" width="320" height="266" class="YOUTUBE-iframe-video" data-thumbnail-src="https://i.ytimg.com/vi/4ERLYuQ5a7E/0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" src="https://www.youtube.com/embed/4ERLYuQ5a7E?feature=player_embedded&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sulle<br />
tracce dell’eroe fenicio Cadmo, cui il mito attribuisce<br />
l’introduzione in Grecia dell’alfabeto, Nicola, trentenne incerto<br />
sul futuro, e il fratello Elia, dieci anni, intraprendono un viaggio<br />
in Italia alla ricerca di un nuovo linguaggio, per ridare alle cose<br />
il loro giusto nome. In questo peregrinare, fatto di volti e luoghi,<br />
realtà dolorose e memorie storiche, la strada diventa percorso di<br />
formazione e insieme di esplorazione immaginaria. Nicola Campiotti,<br />
giovane figlio d&#8217;arte, riflette sul nostro Paese e vede nelle giovani<br />
generazioni la speranza per il futuro.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
film<i> Sarà un Paese</i><br />
è stato sostenuto dall&#8217;UNICEF e presentato lo scorso anno in<br />
occasione della 25mo anniversario della<br />
<u><a href="http://www.unicef.it/doc/599/convenzione-diritti-infanzia-adolescenza.htm?utm_source=rss&utm_medium=rss"><b>Convenzione<br />
ONU sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza</b></a></u>,<br />
avvenuta il 20 novembre 1989. La giornata mondiale dei diritti<br />
dell&#8217;Infanzia e dell&#8217;adolescenza cade il 20 novembre di ogni anno.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/11/th28329.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/11/th28329.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Associazione<br />
per i Diritti umani ha rivolto alcune domande a Nicola Campiotti e lo<br />
ringrazia.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
narrazione segue un alfabeto dei diritti: quali sono quelli<br />
dell&#8217;infanzia maggiormente negati nel nostro Paese?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il film<br />
è una sorta di mappa di quelli che, secondo me, sono i temi<br />
imprescindibili per un Paese civile e il filo che unisce questo<br />
percorso sono gli occhi di un bambino perchè il problema non è solo<br />
quello di delineare i diritti dell&#8217;infanzia, ma di rendersi conto che<br />
tutti i diritti devono essere rispettosi, anche dei bambini. Ad<br />
esempio, nel film si parla dell&#8217;aria che respiriamo, delle regole che<br />
ci diamo come comunità, del paesaggio che attraversiamo&#8230;Questo<br />
mondo si appresta ad essere delle nuove generazioni, per questo è<br />
importante il punto di vista di un bambino. L&#8217;episodio<br />
del&#8217;inquinamento è, infatti, il racconto di un bimbo ad altri<br />
coetanei.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un altro<br />
argomento trattato è quello che riguarda la sicurezza sul lavoro&#8230;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
quanto riguarda le morti bianche, l&#8217;Italia, purtroppo, ha il primato<br />
europeo. Nel film si racconta la storia di un ragazzo delle Marche<br />
che lavorava in una fabbrica dove un macchinario era stato manomesso,<br />
il dispositivo di sicurezza era stato tolto affinchè producesse più<br />
pezzi e, quindi, facesse un maggior profitto con tutte le conseguenze<br />
del caso.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E poi: i<br />
migranti e i loro figli che fanno fatica ad integrarsi&#8230;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Italia<br />
ha una legislazionemolto dura nel legittimare la cittadinanza ai<br />
figli di seconda generazione. Ho affrontato anche i temi dell&#8217;<br />
integrazione, della multiculturalità e della possibilità di<br />
immaginare un Paese che sia veramente il frutto di esperienze<br />
diverse, dal punto di vista culturale o religioso.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
C&#8217;è una<br />
bella scena, ad esempio, di puro documentario in cui un ragazzino di<br />
15 anni, nato in Egitto ma trasferitosi in Italia, dice a sua madre<br />
di sentirsi più romano che egiziano. In un&#8217;altra parte del film,<br />
invece, si racconta di un persorso di integrazione multireligioso e<br />
si dimostra che esponenti di Chiese differenti, in un Paese civile,<br />
potrebbero convivere.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Come ha<br />
sviluppato il soggetto del film dato che affronta, come abbiamo<br />
visto, molti argomenti?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il film<br />
è un&#8217;esperienza umana e professionale molto lunga, durata tre anni e<br />
mezzo, con un girato di circa 150 ore.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
troupe è composta da sei persone e il motivo che sottende al film è<br />
una duplice esperienza:  da una parte alcuni miei amici  partivano<br />
per lavorare all&#8217;estero (per la difficoltà di farlo in Italia) e,<br />
parallelamente, ho due fratellini che mi costringevano a pormi delle<br />
domande.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il film<br />
è dedicato a coloro che sono costretti a lasciare questo Paese e a<br />
chi lo sta per vivere.
</div>
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		<title>Bambini soldato in Sud Sudan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2015 03:35:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi &#160; Bambini drogati e imbottiti di stupefacenti per non farli arrendere durante lo scontro. I più sfortunati nascono già in una delle fazioni ribelli, come se il loro destino fosse segnato,&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">di<br />
Veronica Tedeschi</div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">Bambini<br />
drogati e imbottiti di stupefacenti per non farli arrendere durante lo scontro.</div>
<p>I più sfortunati nascono già in una delle fazioni ribelli, come se il loro destino fosse segnato, in altri casi, da giovanissimi vengono sottratti alle loro famiglie per essere cresciuti in contesti di<br />
guerra e sofferenza.</p>
<p>Questa è la situazione di molti dei bambini che vengono ingaggiati come soldati senza averne la consapevolezza; in alcune rare situazioni, si pensa che alcuni di questi aderiscano come volontari per motivi legati alla sopravvivenza, alla fame o al bisogno di protezione. I bambini diventano i soldati migliori per diversi motivi: non concepiscono il livello di gravità della situazione, hanno dimensioni piccole e sono veloci, sono in grado di infilarsi in<br />
tombini, fori e quant’altro. Infine, non si schiereranno mai per la fazione concorrente, se gli prometti, o minacci, qualcosa faranno quello che gli dici a prescindere. Le bambine, sebbene impiegate in misura minore, spesso sono usate per scopi sessuali, ma anche per<br />
cucinare o piazzare esplosivi, non devono essere pagate e non si ribellano.</p>
<p>Lo scorso 22 febbraio è stata la <b>Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato</b>, una piaga che sta minando psicologicamente intere future generazioni.<br />
Il problema non riguarda solo l’Africa, sono 22 i Paesi in tutto il mondo che utilizzano bambini soldato durante le loro guerre, tra questi troviamo il Sud Sudan (Stato indipendente dal 2011) ripiombato nella guerra civile da più di un anno.</p>
<p>Il 21 febbraio, un giorno prima della Giornata internazionale, uomini armati sono entrati nel paese e hanno rapito 89 ragazzini dal campo profughi di Malaki, nella regione settentrionale dell’Alto Nilo.</p>
<p>Secondo la Bbc, i soldati hanno circondato i campi profughi, cercando tenda per tenda, e prelevando con la forza i ragazzi di età superiore ai 12 anni.</p>
<p>Il 10 febbraio, pochi giorni prima, l’Unicef  aveva organizzato a Pibor, nel Sud Sudan orientale, la cerimonia di disarmo nella quale furono liberati circa 300 bambini tra gli 11 e i 17 anni.<br />
Questo fu il terzo rilascio di bambini a seguito di un accordo di pace tra la fazione e il governo. L’Unicef, il <i>Government&#8217;s National Disarmament </i>e il <i>Demobilization and Reintegration Commission </i>(NDDRC), ancora oggi, stanno lavorando insieme per prendersi cura dei bambini e reintegrarli di nuovo nelle loro comunità. Cobra Faction, la fazione di ribelli che rilasciò questi bambini, nel suo gruppo armato detiene ancora fino a 3.000 bambini soldato.</p>
<p>Il rapimento e lo sfruttamento di bambini nell’atto di conflitti è considerato una <b>violazione<br />
del diritto umanitario internazionale</b>, che è quella parte di diritto che definisce le norme da rispettare in tempo di conflitto armato e le regole che proteggono le persone<br />
che non prendono, o non prendono più, parte alle ostilità e pongono limiti all&#8217;impiego di armamenti, mezzi e metodi di guerra.</p>
<p>Non solo, anche lo Statuto della Corte Penale internazionale (il tribunale per i crimini internazionali), include, fra i <b>crimini di guerra nei conflitti armati</b>, l’arruolamento di ragazzi minori di 18 anni o il fatto di farli partecipare attivamente alle ostilità.</p>
<p>Anche nella storia passata i ragazzi sono stati usati come soldati, ma negli ultimi anni questo fenomeno è in netto aumento perché è cambiata la natura della guerra, diventata oggi prevalentemente etnica, religiosa e nazionalista. Chi combatte non si cura delle<br />
Convenzioni di Ginevra e spesso considera anche i bambini come nemici. Secondo uno studio dell’Unicef, all’inizio del secolo le vittime civili rappresentavano il 5% delle vittime di guerra, oggi quasi il 90%.</p>
<p>Le regole di diritto internazionale, sia umanitario che penale, come si è visto, puniscono duramente questi comportamenti ma, nonostante questo, tali pratiche continueranno fino a quando non saranno duramente imposte sanzioni contro gli Stati sostenitori di queste pratiche, come, per esempio, il Sud Sudan.</p>
<p>&nbsp;</p>
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