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	<title>volontari Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Incanto del bosco: dialoghi in natura</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Dec 2024 09:10:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di Alessandra Montesanto Ringraziamo molto Francesca Celeste Sprea, ideatrice del progetto &#8220;Incanto del bosco&#8221; che si trova presso Moltepulgo (Cornedo Vicentino). Quando nasce il progetto Incanto del bosco? Incanto del bosco è nato circa tre&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/bo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="747" height="734" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/bo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17840" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/bo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 747w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/bo-300x295.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/bo-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w" sizes="(max-width: 747px) 100vw, 747px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Di Alessandra Montesanto</p>



<p></p>



<p>Ringraziamo molto  Francesca Celeste Sprea, ideatrice del progetto &#8220;Incanto del bosco&#8221; che si trova presso Moltepulgo (Cornedo Vicentino).</p>



<p></p>



<p>Quando nasce il progetto Incanto del bosco?</p>



<p><br>Incanto del bosco è nato circa tre anni fa. Avevo da poco conosciuto il proprietario del bosco, un ex architetto in pensione, amante dell’arte, della letteratura, della “bellezza”. Avevamo appena varcato il cancello per entrare nella proprietà e gli raccontavo di un mio progetto di educazione sensoriale rivolto ai bambini e ai ragazzi. Un progetto che vuole porre l’attenzione e sviluppare<br>non solo i cinque sensi tradizionali, ma anche quelli che io chiamo i sensi dell’anima: il senso di responsabilità, il senso di cura, il senso di gratitudine, il senso della bellezza o della sacralità della vita… Questi sensi non si sviluppano seduti sui banchi di scuola, ma in un luogo che brulica di vita.<br>E quel luogo (se pensiamo ad un progetto scolastico) non può che essere il giardino della scuola.<br>Vissuto però non come spazio di “sfogo”, ma come spazio sacro che va esperito con consapevolezza. Parlavo con il proprietario di tutto questo e non ebbi nemmeno il tempo di finire il discorso che mi disse: “Francesca hai quattro ettari a tua disposizione, decidi quello che vuoi fare e facciamolo!”. Gli risposi semplicemente “Va bene”, ma ci ho messo un anno a capire che diceva sul serio. Quindi abbiamo fondato l’associazione per dare inizio a quello che io chiamo il “sogno del bosco”.<br> <br> <br> <br>E&#8217; una realtà che si rivolge a giovani e adulti: quanto è importante il dialogo tra generazioni?<br> <br>Il progetto è nato proprio con questo intento, creare un luogo magico, un luogo speciale per i giovani, in cui entrare in punta di piedi, chiedendo il permesso, in cui connettersi con una natura quasi selvaggia e dunque alla parte più “selvatica” di noi stessi. Le nuove generazioni, chiuse tra le quattro mura della scuola, di casa, della palestra… hanno perso il contatto con la “vita”. Questo<br>luogo è per loro.<br>Abbiamo iniziato i primi lavori con i volontari e soci fondatori dell’associazione ma, causa maltempo e varie vicissitudini personali, ci siamo fermati per lungo tempo. Per portare un po’ di energia al progetto l’altra estate ho coinvolto mia figlia e i suoi amici più stretti, un gruppetto di adolescenti dai 14 ai 17 anni. Ho chiesto loro di venire a dare una mano, a pulire il bosco, a creare qualche installazione… e loro hanno accettato. Abbiamo trascorso insieme delle bellissime giornate: caldissime giornate estive all’ombra degli alberi, tra le risate di questi ragazzi che, seppur con tempi e modi tutti loro, hanno fatto un grande lavoro di pulizia. In cambio si mangiava tutti insieme. Si sono uniti anche i fratelli più piccoli, di 8 e 10 anni, e insieme si si divertivano tutti.<br>In quel momento si è creato un dialogo prima di tutto tra di loro!<br>Il sogno del bosco si stava concretizzando proprio in quei momenti, quando i ragazzi stessi si prendevano cura del bosco! E si prendevano cura di sé, dimenticando il telefono e costruendo relazioni più autentiche.<br>Il dialogo con l’adulto diventa spontaneo e naturale in occasioni di incontro come queste.<br>Per esempio, nell’estate appena trascorsa, Andrea e Stefano hanno realizzato dei gradini per rendere più sicuro un tratto di sentiero. Hanno lavorato benissimo, ma hanno avuto bisogno dei consigli di uno dei nostri volontari, Gianni, settantenne tuttofare. Mentre lavoravano parlavano di moto, di auto e della vita. Erano anime che si incontravano, al di là della loro età, e che in quel momento condividevano un pezzo di sé mettendosi al servizio del bosco.<br>Questo è il senso del dialogo tra generazioni, lo scambio, la vita stessa… se noi adulti stessimo ad ascoltare i discorsi dei giovani potremmo scoprire quanta ricchezza c’è nei loro cuori. E quante cose possiamo imparare da loro.</p>



<p> <br>Potete fare alcuni esempi delle vostre idee e proposte, spiegandoci il loro significato e la loro utilità?</p>



<p><br>Il progetto prevede la realizzazione di un parco sensoriale, in cui bambini, giovani e adulti possono riconnettersi alla natura e a se stessi grazie a dei percorsi e zone dedicate ai vari sensi, come per esempio la “panchina della gratitudine”: in quella panchina ci si siede con la persona che ci accompagna e le si manifesta la propria gratitudine per qualcosa che ha significato molto per noi.<br>Oppure si può ringraziare la Grande Madre, il Cielo, il Sole, la Foresta… qualsiasi cosa. L’importante è dimostrare sincera gratitudine… un po’ alla volta si impara a sentire dentro di sé il grande miracolo della vita.<br>E poi c’è “l’albero degli Wow”, o l’albero della meraviglia: ciascuno è invitato a scrivere su un foglietto quel momento della sua vita in cui ha detto “wow”, a raccontare l’episodio in cui ha provato meraviglia. Poi appende il biglietto all’albero. Sole, pioggia e vento cancelleranno quelle scritte… ma sarà occasione per scrivere nuovi momenti wow: l’esistenza ci regala sempre tanti momenti incredibili, basta saperli cogliere…<br>Abbiamo coinvolto anche gli studenti di due licei artistici, Valdagno e Vicenza, che realizzeranno le tabelle botaniche degli alberi e delle sculture o installazioni artistiche che renderanno magico camminare nel bosco.<br> <br>Come stanno rispondendo bambini, ragazze e ragazzi alla proposta de Incanto del bosco?</p>



<p><br>Sono venuti anche i ragazzi degli scout a fare pulizia e qualche lavoro di ripristino muretti franati.<br>Abbiamo prima di tutto salutato insieme il bosco, le piante, gli animali e anche gli esseri invisibili che lo popolano. Inizialmente mi guardavano come se fossi un po’ squilibrata, ma alla fine dei due giorni di attività erano felici, desiderosi di tornare, consapevoli che avevano creato un legame profondo con quel bosco, che lo sentivano loro e che volevano ritornare.<br>La vera ecologia si fa quando scatta la scintilla d’amore. Il bisogno di tornare, il desiderio di prendersi cura e di amare la terra, la sensazione di essere amati dalla Grande Madre. Magari non ne sono del tutto consapevoli… ma nel cuore hanno sentito l’amore.<br> <br> <br> <br>Ritornare in Natura per ritornare in se stessi, al proprio Sè autentico…E per chi vive in città, quali possono essere le pratiche per ritrovarsi? </p>



<p><br>Prendersi cura del verde cittadino, piantare alberi, aderire agli appuntamenti “plastic free” per fare pulizia in città, ripopolare in modo consapevole e rispettoso i parchi, creare giardini sul balcone o piccoli orti sul davanzale della finestra… Si possono fare molte cose anche in città.<br>Creare occasioni di incontro e soprattutto dire di sì.<br>I ragazzi che partecipano al nostro progetto hanno detto “Sì”. “Si” alla fatica di lavorare col caldo estivo, “si” ad alzarsi presto la mattina, “si” a mettere da parte il telefono e per mettere le mani nella terra.<br>Lo hanno fatto per “amore”: prima di tutto per quel sentimento di profonda amicizia che li lega a mia figlia, poi per l’amicizia che li lega tra loro, avendo trovato un’occasione di incontro diversa dalle solite, e poi per amicizia con me, avendo creato un dialogo vero anche con l’adulto.<br>Hanno detto di sì a fare altro. Ma perché questo avvenga è necessario prima di tutto creare il terreno relazionale su cui seminare. A quel punto anche in città si possono creare e vivere momenti e luoghi di riconnessione alla natura e alla propria anima.</p>



<p> <br> <br>Come è stata la risposta delle istituzioni (ad esempio: l&#8217;iter burocratico per avviare il progetto è stato faraginoso?</p>



<p><br>L’iter burocratico è impegnativo. Le risposte a volte arrivano dopo mesi. Non è sempre semplice trovare appoggio nelle istituzioni. Ma quando credi in qualcosa sai che nulla ti può fermare.<br> <br> <br>Volete anticipare le vostre prossime attività?</p>



<p><br>Stiamo organizzando degli eventi di Forest Bathing rivolti a tutti, per vivere la natura, il bosco e la relazione con se stessi in modo più profondo. Ad ogni evento abbineremo esperienze sensoriali o culturali in modo da diffondere l’amore per la bellezza utilizzando diversi linguaggi.<br>È tutto in fase di costruzione e progettazione. Siamo sempre alla ricerca di nuovi volontari che abbiano davvero voglia di mettersi in gioco.</p>
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		<title>MEDU (Medici per i diritti umani): emergenza Ucraina</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 10:41:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ci sarà sicuramente un&#8217;altra conferenza di pace&#8221;: questa la dichiarazione all&#8217;Ansa, di circa 20 ore fa, del cancelliere tedesco Olaf Scholz che continua, affermando: &#8220;E io e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky siamo d&#8217;accordo&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/medu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="526" height="526" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/medu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17694" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/medu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 526w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/medu-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/medu-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/medu-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/medu-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 526px) 100vw, 526px" /></a></figure></div>



<p> </p>



<p>&#8220;Ci sarà sicuramente un&#8217;altra conferenza di pace&#8221;: questa la dichiarazione all&#8217;Ansa, di circa 20 ore fa, del cancelliere tedesco Olaf Scholz che continua, affermando:</p>



<p>&#8220;E io e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky siamo d&#8217;accordo sul fatto che debba essere coinvolta anche la Russia&#8221;.  in un&#8217;intervista alla Zdf.</p>



<p>Scholz, ha chiesto di intensificare gli sforzi diplomatici per raggiungere la pace in Ucraina &#8220;più rapidamente&#8221;, mentre la guerra sta attraversando il suo terzo anno. &#8220;Credo che sia giunto il momento di discutere su come uscire da questa situazione di guerra e raggiungere la pace più rapidamente&#8221;.</p>



<p><br>Dall&#8217;inizio del conflitto, tra gli aiuti umanitari sul territorio, la clinica mobile di MEDU opera nella cittadina di confine rumena di Siret-Suceava e nella città di<strong> </strong>Černivc<strong>i</strong> in Ucraina che ospita circa 80.000 profughi principalmente a donne, bambini e anziani. </p>



<p>Le persone in fuga  dalla guerra sono profondamente provate e gli effetti della paura e del trauma possono causare ferite psicologiche come il disturbo post traumatico. Poter ricevere un supporto medico psicologico è essenziale.</p>



<p>Inoltre, l’intervento prevede anche azioni di supporto rivolte ai volontari rumeni impegnati a offrire accoglienza, orientamento alle donne, anziani e bambini in fuga dalla guerra e in arrivo in Romania.</p>



<p><strong>Il team sanitario di MEDU, </strong>composto da un coordinatore, mediatori,  medici e psicologi fornisce assistenza medico-psicologica e in collaborazione con l’associazione <a href="https://www.facebook.com/nutriaiditalia.onlus?__cft__%5B0%5D=AZXnS3XxXm0rriL4R0fh7tcasGU_5h1dl4zJ62c5_J2uKkcl3-E9rYZ4bW7lphlBQM9RhSF_DmAuReOSJGTuR1cxjpFDufCNzP-uFSf70AHN1uiow4CfUlI5MFuSobtoy4CoJsBKhwiCm7B9evtOvO4ASi5qtY6cAW5HBqT39HwmerEWCfayxGf7ToN94voJEMg&amp;__tn__=-%5DK*F&utm_source=rss&utm_medium=rss">NutriAid Italia</a>, assistenza  pediatrica.</p>



<p>Sono previste attività formative sul tema nel pronto soccorso psicologico per i volontari delle organizzazioni locali impegnati nell’accoglienza e nell’orientamento  al confine con l’Ucraina e nelle principali città rumene.</p>



<p>Anche in Italia nei centri MEDU&nbsp;Psyche si fornisce un servizio di assistenza psicologica&nbsp; per i profughi ucraini.</p>



<p><strong>Il team clinico  è composto da:</strong></p>



<ul><li>Medici</li><li>Pediatri di NutriAid</li><li>Psicologi</li><li>Mediatori</li></ul>



<p>Dal 24 febbraio 2022  è, inoltre, attivo il progetto: &#8220;Assistenza sanitaria e supporto psicosociale in favore della popolazione sfollata in Ucraina&#8221;.</p>



<p>Dal 24 febbraio 2022, la guerra in Ucraina continua a infliggere un immane dolore umano, morti e distruzione, mettendo milioni di persone a rischio di gravi violazioni e generando gravi bisogni umanitari. Secondo i dati OCHA (Office for the Coordination of Humanitarian Affairs) su una popolazione totale di 33.3 milioni di persone, il 43% (14.6 milioni) ha bisogno di urgenti aiuti umanitari, assistenza e protezione, mentre 6 milioni sono rifugiati sul territorio europeo (febbraio 2024). Nell’oblast di Chernivtsi, dove MEDU opera da maggio 2022, sono 173.752  le persone che hanno bisogno di assistenza. Chernivtsi, che per il momento non è teatro di guerra, è tra gli oblast con la maggiore concentrazione di persone che hanno subito multipli sfollamenti (circa il 50%) e hanno percorso rotte spesso difficili sia all’interno sia all’esterno del Paese alla ricerca di sicurezza e stabilità (IOM). Le persone in fuga sono profondamente provate e gli effetti della paura e del trauma possono causare ferite psicologiche come il disturbo da stress post traumatico. Si stima che le persone che hanno urgente bisogno di assistenza sanitaria ammontino a 7.8 milioni, di cui 85.965 nella regione di Chernivtsi (OCHA). Per contribuire a far fronte a tale emergenza, MEDU ha avviato un intervento di assistenza sanitaria e psicologica all’oblast di Chernivtsi, attraverso una clinica mobile e un’equipe composta da medici generalisti, pediatri, psicologi e mediatori culturali. Poter ricevere un supporto medico psicologico costituisce accesso ad un servizio essenziale e salvavita.</p>



<p><strong><br>Attivitá</strong></p>



<ul><li>Distribuzione di farmaci e dispositivi medicali per le strutture sanitarie locali</li><li>Erogazione dei servizi sanitari di base e dei servizi e fornitura di medicinali essenziali</li><li>Erogazione servizi primo soccorso psicologico e psicotraumatologia</li><li>Attività di supporto psicosociale di sostegno alle persone in condizione di maggiore vulnerabilità</li><li>Formazione e supporto al personale delle OSC locali, in ambito di pronto soccorso psicologico/psicotraumatologia e prevenzione del trauma vicario e del burn out</li></ul>
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		<title>“In difesa dei difensori”: una guida pratica</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 08:52:53 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2024/01/aerial-193361_1280.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-54050"/></figure>



<p>Pubblicata inizialmente a marzo 2023 dalla&nbsp;<a href="https://fr.boell.org/it/2024/01/09/difesa-dei-difensori?utm_source=rss&utm_medium=rss">fondazione Heinrich-Böll-Stiftung</a>, la guida è ora disponibile in italiano grazie ad ASGI. Questo documento, che include una sezione sulla criminalizzazione della solidarietà in Italia e gli strumenti per contrastarla, è un’importante risorsa per coloro che si impegnano a proteggere i diritti dei migranti.</p>



<p>L’obiettivo principale della guida è fornire un supporto pratico ai difensori dei diritti dei migranti, coloro che promuovono i diritti umani occupandosi specificatamente delle persone in movimento. Questo strumento è essenziale in un’epoca in cui la migrazione è spesso rappresentata come una minaccia e il lavoro dei difensori dei diritti umani diventa sempre più pericoloso.</p>



<p>Non tutti coloro che lavorano nel campo dei diritti umani, tuttavia hanno possibilità di accesso e conoscenza delle risorse necessarie per difendersi da chi si oppone a quanti scelgono la solidarietà. Da qui la necessità di uno strumento che ne promuova la conoscenza.</p>



<p>La guida è stata sviluppata&nbsp;<a href="https://borderviolence.eu/reports/in-defence-of-defenders/?utm_source=rss&utm_medium=rss">basandosi sul lavoro iniziale del Border Violence Monitoring Network</a>&nbsp;che ha svolto delle ricerche sui possibili meccanismi legali, istituzionali e informali da mettere in atto o vagliare nei casi di criminalizzazione dei difensori dei diritti umani. Successivamente, tra luglio e novembre 2023, ASGI ha elaborato la parte sul contesto italiano, concentrandosi sia sulla criminalizzazione realizzata attraverso lo strumento penale, che sulle misure amministrative introdotte nel sistema italiano negli anni più recenti, oltre a tradurre dall’inglese la prima parte concernente l’ordinamento internazionale ed europeo.</p>



<p>I difensori dei diritti dei migranti, nel contesto europeo, sono stati oggetto di un numero crescente di atti di criminalizzazione negli ultimi anni, in Italia soprattutto a partire dal 2017. La criminalizzazione di chi agisce in solidarietà o aiuto delle persone in movimento è stata realizzata, in Italia, in un primo momento attraverso il ricorso al diritto penale e poi tramite la compresenza di misure penali e amministrative: si è verificato un fenomeno di (con)fusione tra i due piani che gli studiosi hanno da tempo etichettato con il nome di crimmigration.</p>



<p>Inoltre, in Italia si è assistito ad un accanimento contro le attività di soccorso nel Mediterraneo. Ciò ha suscitato l’attenzione e le critiche di organismi ONU impegnati a proteggere i Difensori dei diritti umani. Non sono mancati i procedimenti penali avviati anche nei confronti di attivisti e volontari che hanno supportato le persone in movimento mentre si trovavano già sul territorio.</p>



<p>Dal 2017 fino al momento attuale, si è assistito alla costruzione di un processo di criminalizzazione delle ONG impegnate nel soccorso in mare fondato sulla compresenza di diversi fattori: l’aumento dei procedimenti penali nei confronti di membri dell’equipaggio, l’adozione di misure amministrative volte a limitare l’operato delle ONG (dal Codice delle ONG del 2017 alle sanzioni amministrative introdotte nel 2018 e nel 2023), e la promozione di una narrazione mediatica e politica in cui gli attori umanitari sono accostati a trafficanti e organizzazioni criminali. Al tempo stesso, non sono mancati i procedimenti penali avviati anche nei confronti di attivisti e volontari che hanno supportato le persone in movimento mentre si trovavano già sul territorio: emblematici sono i casi di Roma, Udine e Ventimiglia.</p>



<p>Esplorando le possibili azioni di advocacy e gli strumenti di protezione per i difensori dei diritti umani nei casi di criminalizzazione, tenendo conto della portata di possibili repressioni e discriminazioni e delle varie forme che queste possono assumere, la guida rappresenta un’importante risorsa per coloro che si impegnano a proteggere i diritti dei migranti.</p>



<p>“In un’epoca in cui la migrazione è frequentemente rappresentata come una minaccia, è essenziale ribadire la dignità e i diritti di chi si sposta. Il lavoro dei difensori dei diritti umani, in questo contesto, diventa sempre più vitale, ma anche sempre più pericoloso.” – Marc Berthold, Direttore Heinrich-Böll-Stiftung Parigi, Francia e Italia e Lorenzo Trucco, Presidente ASGI APS</p>



<ul><li><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2024/02/asgi-toolkit-imp-def.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">In difesa dei difensori: Guida pratica ai mezzi legali e agli strumenti di advocacy per chi difende i diritti umani in Europa</a>&nbsp;(IT)</li><li><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2024/02/In-Defence-Of-Defenders.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">In Defence of Defenders: A practical guide to legal means and advocacy tools for criminalised Human Rights Defenders in Europe</a>&nbsp;(EN)</li></ul>
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		<title>Verso un altro me</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2024 08:25:52 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Gabriele Corradini e Christian Padula</p>



<p></p>



<p>Nel cuore pulsante della città, dove l&#8217;ombra dell&#8217;indifferenza spesso prevale, esistono luoghi di luce e speranza: le mense dei poveri, rifugi di solidarietà e dignità per chi ha perso tutto.<br>Noi ragazzi dell&#8217;istituto Fabio Besta, durante il periodo di alternanza scuola-lavoro, ci siamo affidati a Gerlando, rappresentante dell&#8217;associazione Suore francescane di Maria della Passione. Gerlando è il reponsabile dei servizi e uno dei tanti volontari che si impegnano quotidianamente per il guardaroba, doccia e mensa aperti nella fascia d&#8217;orario dalle 11:15 fino alle 13:00.<br>Al contrario di come si potrebbe pensare, gli ospiti dei servizi elencati non sono solo senzatetto, ma anche pensionati, genitori separati e bisognosi di socializzazione. Gerlando, insoddisfatto del ruolo e della vita che conduceva prima, ha trovato la sua vocazione nell&#8217;aiuto del prossimo con l&#8217;obiettivo di lasciare qualcosa di concreto e positivo nella società.<br>È importante per i volontari, non essendo dipendenti vincolati ad orari e ruoli specifici, svolgere un lavoro di integrazione e diplomazia con passione e sincera dedizione senza rimanere coinvolti personalmente nelle situazioni difficili degli ospiti.<br>L&#8217;età dei volontari varia dagli anziani fino ai ragazzi maggiorenni o quelli che hanno l&#8217;opportunità di svolgere volontariato durante i giorni di sospensione.<br>Ogni cittadino ha la possibilità, con la raccolta fondi, di dare un sostegno all&#8217;associazione Suore francescane di Maria della Passione con provvigioni di cibo, abbigliamento e risorse essenziali oppure attraverso donazioni libere.</p>
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		<title>Il nuovo sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e la condizione di chi ne rimane fuori. Un’indagine qualitativa a cura del Naga.</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 15:43:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e la condizione di chi ne rimane fuori.&#160;Un’indagine qualitativa. Scarica: il report completo, l’abstract in italiano e in inglese. L’indagine che presentiamo rappresenta il quarto lavoro di monitoraggio&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong>Il nuovo sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e la condizione di chi ne rimane fuori.</strong>&nbsp;<strong>Un’indagine qualitativa.</strong></p>



<p><strong>Scarica: <a rel="noreferrer noopener" href="https://naga.it/wp-content/uploads/2021/12/Report_Piu-fuori-che-dentro.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">il report com</a>pleto, <a rel="noreferrer noopener" href="https://naga.it/wp-content/uploads/2021/12/Abstract_-Piu-fuori-che-dentro.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">l’abstract in italiano</a> e <a rel="noreferrer noopener" href="https://naga.it/wp-content/uploads/2021/12/AbstractEN_-Piu-fuori-che-dentro.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">in inglese</a>.</strong></p>



<p>L’indagine che presentiamo rappresenta il quarto lavoro di monitoraggio e analisi realizzato dall’Osservatorio del Naga ed è stata svolta con l’obiettivo di&nbsp;<strong>indagare il sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e di chi ne rimane escluso, con particolare attenzione all’area di Milano.</strong>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;“Con questo nuovo lavoro abbiamo voluto mettere insieme&nbsp;<strong>l’analisi dei cambiamenti normativi</strong>&nbsp;introdotti dal cosiddetto&nbsp;<em>Decreto Lamorgese</em>,&nbsp;<strong>il funzionamento&nbsp;</strong>del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI)&nbsp;e&nbsp;<strong>la denuncia&nbsp;</strong>delle gravi difficoltà che vivono le persone che si ritrovano sul territorio metropolitano senza accoglienza” dichiarano i volontari e le volontarie del Naga che hanno realizzato l’indagine. “Il&nbsp;report è&nbsp;<strong>il risultato dell’attività degli ultimi due anni,&nbsp;</strong>segnati in modo drammatico dalla pandemia. Abbiamo quindi dovuto adattarci alla nuova situazione rimodulando la nostra metodologia. Abbiamo continuato a&nbsp;<strong>raccogliere dati e sviscerare la normativa e le prassi</strong>&nbsp;e abbiamo anche continuato a&nbsp;<strong>verificare la situazione sul territorio</strong>&nbsp;sia con la raccolta di testimonianze dal vivo sia con incontri online e visite da remoto dei centri di accoglienza. Ciò che ne emerge è una fotografia ampia e dettagliata e ancora più preziosa perché si colloca all’interno di un contesto straordinario che purtroppo ha drammaticamente peggiorato la situazione” proseguono i volontari e le volontarie. E concludono: “Si sono, infatti,&nbsp;<strong>radicalizzate la fragilità e la precarietà esistenziale</strong>&nbsp;delle persone che abbiamo incontrato e che vivono sia fuori che dentro il sistema di accoglienza e si è fatto&nbsp;<strong>sempre più ricorso alla sussidiarietà</strong>&nbsp;del terzo settore come strumento di intervento strutturale per la gestione delle questioni sociali, con il&nbsp;<strong>conseguente e drammatico aumento delle disuguaglianz</strong>e”.</p>



<p>&nbsp;“<strong>Quella che abbiamo incontrato non è una Milano accogliente e solidale, ma una città dove parte della popolazione è strutturalmente esclusa dall’accesso a diritti fondamentali</strong>. La non-gestione dell’accoglienza rappresenta simbolicamente e concretamente&nbsp;<strong>la scelta di non attuare soluzioni strutturali</strong>, la mancanza di investimenti pubblici adeguati e ben indirizzati, e la mancanza di flessibilità e creatività nel trovare risposte concrete e rispondenti ai bisogni di chi è senza casa.” Afferma Anna Radice Presidente del Naga. “A fronte di questo scenario facciamo appello a un&nbsp;<strong>urgente cambio di rotta</strong>&nbsp;e avanziamo le seguenti&nbsp;<strong>proposte</strong>:&nbsp;<strong>creazione&nbsp;</strong>di un unico sistema di accoglienza per tutte le persone richiedenti asilo e creazione di percorsi ad hoc per persone fragili e vulnerabili;&nbsp;<strong>superamento</strong>&nbsp;dell’attuale “Piano freddo” e della logica emergenziale di gestione delle problematiche sociali e abitative;&nbsp;<strong>creazione</strong>&nbsp;di un sistema di accoglienza a gestione diretta dei servizi sociali dei comuni, diffuso su tutto il territorio cittadino e metropolitano;&nbsp;<strong>apertura&nbsp;</strong>di servici igienici pubblici sempre accessibili a tutte le persone, gratuiti e distribuiti capillarmente in città e di strutture diurne “a bassa soglia”, al fine di rispondere ai bisogni di chi si trova senza fissa dimora o in dormitori notturni;&nbsp;<strong>organizzazione</strong>&nbsp;di un servizio telefonico e di pronto intervento 24h/24h gestito direttamente dai servizi sociali del Comune di Milano;&nbsp;<strong>implementazione&nbsp;</strong>di un processo semplice e accessibile per l’effettivo ottenimento di documenti necessari al pieno godimenti di diritti fondamentali, quali ad esempio l’iscrizione anagrafica per le persone senza fissa dimora. Rimaniamo ora&nbsp;<strong>in attesa di risposte</strong>&nbsp;da parte delle Istituzioni mentre continuiamo a offrire i nostri servizi gratuiti alle cittadine straniere e ai cittadini stranieri e a&nbsp;<strong>batterci per i diritti di tutti e di tutte. La&nbsp;pandemia ha infatti chiaramente confermato che non esistono soluzioni individuali alle esigenze sociali, ma soltanto soluzioni collettive e strutturali.</strong>” Conclude Radice</p>
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		<title>Perquisita la sede di Linea D&#8217;Ombra: la parola a Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 08:28:12 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="900" height="600" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/1614107338.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15121" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/1614107338.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/1614107338-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/1614107338-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure>



<p>Lo scorso 23 febbraio il Pm Massimo De Bortoli ha aperto una fascicolo per concorso in favoreggiamento all&#8217;immigrazione clandestina a carico di circa trenta persone, ma tra queste sono sotto osservazione anche i volontari di Linea D&#8217;Ombra, nota associazione che fornisce solidarietà ai migranti.</p>



<p>La Polizia ha fatto irruzione nell&#8217;abitazione di Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi – l&#8217;abitazione è anche sede dell&#8217;associazione – e ha perquisito cellulari e computer.</p>



<p><em><strong>Associazione Per i Diritti umani </strong></em>ha chiesto un commento a Lorena Fornasir e a Gian Andrea Franchi ai quali dà pieno sostegno, preoccupata di un ritorno al “reato di solidarietà” e si impegna a monitorare la situazione.</p>



<p>Ecco le parole di Lorena e di Gian Andrea:</p>



<p>Siamo stati trascinati in una macchina del fango perchè sono supposizioni infami che non hanno uno straccio di prove e spero che riusciremo a smontarle. Ad Andrea hanno sequestrato, chissà per quanto tempo, computer e cellulare per cui dobbbiamo rifarci a questo mio telefono (Lorena)</p>



<p>Quello che sta accadendo è un tentativo di colpire l&#8217;attività che Lorena, io e un altro gruppo di persone stiamo facendo ormai da diverso tempo. Usano, per questo scopo, una vicenda che risale al luglio del 2019, ovvero l&#8217;intervento che Lorena ed io abbiamo fatto nei confronti di una famiglia iraniana che abbiamo ospitato ed aiutato a prendere un treno. Siccome questa famiglia, secondo la Procura, è stata aiutata anche da una rete di passeur vogliono collegare in particolare il mio nome a questa rete di trafficanti, insinuando (perchè prove non ne hanno) che io possa averne tratto dei vantaggi sul piano economico. Ripeto: il tentativo è essenzialmente quello di colpire un&#8217;attività che, per me e Lorena, risale al 2015 e che per l&#8217;associazione Linea D&#8217;Ombra inizia nel settembre del 2019. Non capisco altrimenti perchè tirino fuori tutta questa macchina di fango pur conoscendo la linearità del nostro comportamento che conoscono benissimo perchè ci controllano, ci seguono, etc. E&#8217; in atto un attacco ad un intervento di solidarietà che è in atto da tempo a Trieste e che ha creato una rete solidale che va ben oltre la città e che quindi inizia a diventare in qualche modo disturbante nei confronti della politica istituzionale verso i migranti (Gian Andrea).</p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221; Il calore della giungla</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2020 07:46:59 +0000</pubDate>
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<p>di Veronica Tedeschi</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/yyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy-1-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14282" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/yyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy-1-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/yyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy-1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/yyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy-1-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/yyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy-1-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/yyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy-1-2048x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>dav</figcaption></figure></div>



<p>Ha appena smesso di piovere ma fa comunque molto caldo: il sole, in pochi minuti, ha subito ricaricato l’aria di un’umidità sfiancante. Con i suoi soliti jeans e le ciabatte di gomma, Alì oggi vuole farci fare un giro del villaggio. E così, dopo una breve preparazione inizia il nostro tour per le strade di Kabala, un luogo incantato immerso nella giungla nel nord della Sierra Leone: curiosi e sudati, zaino in spalla, partiamo immediatamente.</p>



<p>La visita inizia dalla biblioteca, un luogo estraneo rispetto a quanto visto fino ad ora: pulita, ordinata e con addirittura una stanza dedicata ai corsi di informatica, dotata di PC e accessori vari (penso subito che la biblioteca del mio paese in Italia non fornisca un servizio di questo tipo). Compare Tambay, il proprietario di casa nostra, che, serioso e agitato, ci dice che sta concludendo l’ultima lezione di un corso e che lo stesso giorno avrebbe dovuto sostenere l’esame di conoscenze informatiche. Gli facciamo un in bocca al lupo e proseguiamo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14284" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>dav</figcaption></figure></div>



<p>La struttura mi accoglie con una scritta “No matter the crime, every one has the right to fair trial”. Il diritto ad un equo processo, così importante e così spesso sottovalutato: quel cartello, posto proprio all’entrata della biblioteca, rappresenta a mio parere un monito per tutti gli abitanti di Kabala che, come un urlo, ricorda a tutti di avere dei diritti!</p>



<p>La calda camminata prosegue tra bambini e casette di fango, campi di calcio improvvisati e profumo di cibo.</p>



<p>Bambini e Africa sono due parole spesso associate e la realtà che si trova nel caldo continente è proprio questa: in ogni angolo e lungo tutte le strade si trovano bambini di ogni età. In Sierra Leone accade la stessa cosa anche se, in generale, percepisco la stanchezza di una popolazione che, dopo una sanguinosa guerra civile, ha dovuto affrontare ebola per vedere parenti e amici andarsene. Si percepisce nell’aria un’attenzione in più agli sguardi e alle parole, atipica degli africani. In generale, però, conosco persone cordiali e gentili, ritrovo l’accoglienza e il calore che da sempre accompagna i miei viaggi in Africa.</p>



<p>L’ultima fermata del tour è il luogo nel quale avremmo dovuto lavorare: la School for the blind, una casa, con annessa scuola, dedicata ai bambini ciechi del quartiere abbandonati nella foresta. La prima cosa che vorrei sottolineare è che per arrivare in questo luogo abbiamo dovuto riprendere l’auto poichè la struttura è sita immediatamente alle porte del villaggio, quasi come a significare “ci siete, ma non troppo vicino”.</p>



<p>La condizione dei disabili africani eredita un passato fatto di superstizioni e pregiudizi. Nel portatore di handicap gli africani vedevano, e tuttora, in larga parte, vedono, qualcosa di strano. Un’anomalia che, per forza, deve venire da un intervento esterno, più o meno spirituale. Un fenomeno che va interpretato. Se è nato un disabile è perché qualcuno ha fatto il malocchio, oppure i genitori si sono comportati male, oppure conoscenti o parenti hanno fatto riti speciali, ecc.</p>



<p>Questi bambini ne sono la rappresentazione, abbandonati nella foresta hanno dovuto lottare per vivere e per poi trovare accoglienza in una struttura che preserva la loro vita ed educazione ma che si trova ai margini del villaggio e dell’intera società.</p>



<p>«Il disabile – conferma Pierre Kouasi, religioso africano – era una sorta di maledizione. Non si capiva perché una famiglia potesse avere un figlio “non normale”. L’uccisione di un bambino disabile era una pratica comune. Venivano eliminati e poi, d’accordo con la famiglia, si diceva che il piccolo era morto durante il parto. Se sopravvivevano, venivano nascosti».</p>



<p>Scossa e con tanti pensieri per la testa accetto di voler tornare alla guesthouse, la casa dei bambini ciechi mi stava incantando e dando forza di lottare, sperare e amare. C’era tanto da fare, da pensare e io volevo iniziare subito, volevo rimanere con quei bambini.</p>



<p>Torniamo a casa dopo un pomeriggio di riflessioni che avevano completamente cancellato l’incontro in biblioteca con Tambay; alle porte dell’ostello il suo sorriso ci accoglie, l’esame era stato passato con successo!</p>
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		<title>Le nuove sfide per lo sviluppo sostenibile</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2020 08:53:49 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="500" height="500" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/obiettivi-dellagenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile-02.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14074" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/obiettivi-dellagenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile-02.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/obiettivi-dellagenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile-02-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/obiettivi-dellagenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile-02-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/obiettivi-dellagenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile-02-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/obiettivi-dellagenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile-02-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure></div>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>ha incontrato Nicola Mazon &#8211; di <strong>AIESEC </strong>Verona &#8211; che ha parlato delle nuove sfide per lo sviluppo sostenibile, in particolare dopo essere stati colpiti, a livello globale, da una pandemia. </p>



<p>AIESEC è un nostro partner e ci ha fatto molto piacere invitare un giovane preparato perchè i <em>giovani </em>sono i professionisti del <em>Futuro</em>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Il Covid-19 e le nuove sfide per gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs)" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/oKA-dcFepvk?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Amina al Zeer di Progetto Aisha</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2020 09:06:27 +0000</pubDate>
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<p> </p>



<p>Se volete ascoltare l&#8217;intervento di Amina Al Zeer di Progetto Aisha: Esperienze di donne durante la pandemia, cliccate sulla freccina. </p>



<p>Vi ringraziamo perchè siete in tante e tanti a seguire i nostri streaming e speriamo che siano utili per capire meglio l&#8217;attualità e per approntare nuove buone pratiche!</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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		<title>Un altro sostegno per noi importante, quello di AIESEC</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 15:03:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Associazione Per i Diritti Umani ringrazia il suo nuovo partner, l’Associazione AIESEC, per essere intervenuta a sostegno del nostro lavoro, riponendo fiducia nelle attività dell’Associazione. AIESEC è la più grande associazione studentesca al mondo,&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="210" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ooooooooooooooooooooooooooooooooo-1024x210.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13898" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ooooooooooooooooooooooooooooooooo-1024x210.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ooooooooooooooooooooooooooooooooo-300x61.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ooooooooooooooooooooooooooooooooo-768x157.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ooooooooooooooooooooooooooooooooo.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1265w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>L’<em>Associazione Per i Diritti Umani</em> ringrazia il suo nuovo partner, l’<strong>Associazione AIESEC</strong>, per essere intervenuta a sostegno del nostro lavoro, riponendo fiducia nelle attività dell’Associazione.  </p>



<p>
<strong>AIESEC</strong>
è la più grande associazione studentesca al mondo, con un network
di più di 100.000 studenti, sottoscrivendo la sua presenza in 126
Paesi del mondo. 
</p>



<p>
E’,
per noi, un grande onore averla come nostro partner. 
</p>
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