“Stay human. Africa”. Mozambico: un viaggio che resta nel cuore

di Sabrina Minervini
Oggi vi vorrei parlare di una persona che conosco molto bene in quanto ho la fortuna di averlocome cugino, Vincenzo Baldassarre, da tutti chiamato semplicemente Enzo, ha una vita molto frenetica e pienadi impegni dovendo districarsi tra il lavoro e le esigenze e le attività di tre figli.
Nonostante questo, trova sempre il tempo d aiutare gli altri, insieme alla sua famiglia di aiutare gli altri; infatti fanno parte dell’associazione VO.LA. (Volontari al lavoro).
Questa realtà ha l’obiettivo di aiutare famiglie che vivono in zone di estrema povertà (come, ad esempio, la realtà del Mozambico).
Tutto il ricavato che viene donato all’associazione viene utilizzato per costruire ambienti confortevoli per bambini e ragazzi come, ad esempio, refettori nelle scuole ma soprattutto per dare un’istruzione a chi desidera andare avanti con gli studi.
Il principale principale obiettivo è quelle di donare borse di studio chiedendo in cambio solamente l’impegno dei ragazzi.
Diamo inizio all’intervista:Vuoi presentarti?
Mi chiamo Enzo, sono sposato da 20 anni con Rossella e abbiamo 3 figli Riccardo, Greta e Nicolò
Tu e la tua famiglia come siete venuti a conoscenza dell’associazione VO.LA?
Facciamo parte dei soci fondatori e insieme ad altre 19 persone ci siamo riuniti e abbiamo contribuito a farla nascere.
Di cosa si occupa?
In questi anni ci siamo occupati di progetti sia in Italia, soprattutto nel quartiere di Quarto Oggiaro, a Milano, una realtà che conosciamo molto bene visto che ci siamo nati, e in Mozambico.

Quali sono i vostri progetti?
I progetti che abbiamo svolto in Italia sono legati soprattutto all’educazione, all’autolegislazione dei bambini stranieri e anche al servizio presso una mensa in cui si recano le persone che non hanno reddito; svolgiamo inoltre servizi legati allo sport come affiancamento agli allenatori nella nostra parrocchia e altre tipologie di progetti che hanno aiutato concretamente il nostro quartiere. Il nosto sguardo è sempre rivolto alle persone che vivono in contesti di estrema povertà e cerchiamo di aiutarle fornendo loro sostegno educativo e sociale.
Per quanto rigiuarda il Mozambico da anni ci occupiamo di aiutare le realtà più povere nel loro percorso di studi. Atrraverso gli eventi che organiziamo in Italia riusciamo a donare lai ragazzi che desiderano continuare il loro percorso di studi borse di studio.
Ora vorrei che ci parlassi della vostra esperienza in Mozambico. Che attività avete svolto?
Quello che facciamo in Mozambico è cercare di dare un sostegno sia dal punto di vista economico che didattico.
Qual è stato lo scopo del vostro viaggio?
La mia prima esperienza in Mozambico è stata nel 2003. Ci sono andato con altri membri dell’assocazione con lo scopo di conoscere la realtà mozambicana. Al nostro ritorno abbiamo deciso di creare un progetto chiamato “Futuro in una borsa”che, come ho già detto, ha lo scopo di sovvenzionare il perscorso di studi dei ragazzi chiedendo in cambio il loro impegno nello stuio e in attività di volontariato. Questa volta io ed alcuni membri dell’associazione ci siamo tornati con le nostre famiglie. Durante questa esperienza ci
siamo resi conto dellla situazione di asili, scuole e alcuni villaggi mozambicani e abbiamo pensato a quali altri progetti portare avanti per supportarli in modo ancora più concreto. Abbiamo inoltre lasciato un messaggio di continuità.
Una delle nostre soddisfazioni più grandi è aver visto due ragazzi che abbiamo aiutato a studiare che hanno raggiunto la laurea e hanno deciso di insignare. Per noi è stato un messaggio di “restituzione di un dono” Io sono stato aiutato e ora aiuto cho ha bisogno.
La nostra riflessione però è che putroppo sono ancora troppo pochi i ragazzi che hanno la possibilità di studiare e quindi noi dall’Italia continueremo a portare avanti questo tipo di progetti. Il Mozambico ha bisogno di aiuto anche dal punto di vista sanitario: per procurarsi acqua potabile è necessario pecorrere molti chilometri, molte persone non ce la fanno, l’aspettativa di vita è di 50 anni, è un Paese di estrema povertà e anche se ci rendiamo perfettamente conto che come associazione non possiamo cambiare la realtà continueremo a supportare queste persone come possiamo. Come ho già detto però qualcuno ce l’ha fatta. Abbiamo conosciuto 3 ragazzi che 20 anni fa non avevano nulla, vivevano nelle capanne ma avevano un forte desiderio di andare a scuola e oggi sono diventati: uno dipendente dell’UNESCO, un altro lavora nell’ufficio di segreteria della moglie del presidente del Mozambico e un altro ancora si è laureato in Filosofia ed è docente universitario. Questi sono tre esempi che ci danno la motivazione di portare avanti i nostri progetti!Cosa vi ha insegnato questa esperienza? Enzo:” Quando sei immerso in questa realtà ti basta davvero poco ad adeguarti alle loro abitudini. Quello che mi è rimasto più impresso è come nonostante queste persone mom hannno nulla riescano a vivere una vita piena di atttività tra giochi, scuola, sport, balli (etc) e di come mantengano sempre quel sorriso che ti rimane nel cuore.
Quello su cui ho riflettuto una volta tornato è di non dare importanza alle cose supersflue e soprattutto di continuare ad aiutare qualcuno senza chiedere nulla in cambio perché vuol dire restituire quelllo che mi è stato donato dalla vita. Rossella:”Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi” ( Marcel Proust). E’ con questa citazione che
Rossella inizia a raccontare la sua esperienza.Io penso di aver fatto un regalo molto grande ai miei figli perchè gli ho dato modo di scoprire una realtà diversa da quella in cui sono immersi tutti i giorni. Durante questo viaggio abbiamo visitato dei luoghi meravigliosi, incontrato delle persone favolose, ma quello che spero di più per i miei figli è che grazie a questa incredibile esperienza
abbiano guardato dentro loro stessi. Quando impari a modificare il tuo punto di vista hani anche un arricchimeto negli incontri che fai ogni giorno.
Greta:Io posso dare il punto di vista di un’adolescente che è ciò che sono adesso. Ci sono cose che nella mia vita ho sempre ritenuto fondamentali che quando ero in Mozambico non avevo e mi sono resa conto che ero talmente immersa in quella realtà da non averne sentino la mancanza. La chiamata con l’amica, il wi-fi per un’adolescente sono fondamentali e nonostante durante quelto
viaggio non le avessi ero felicissima! Durante questa esperienza sono stata davvero bene con me
stessa e con gli altri.
E’ stato meraviglioso sentirsi accolti in così poco tempo e fare amicizia con altri adolescenti pur non parlando la stessa lingua. Ci sono persone con cui tutt’ora sono in contatto.
Quali sono i progetti futuri dell’associazione?
Un progetto su cui stiamo lavorando e che speriamo possa partire a breve è dedicato all’educazione inclusiva. L’’associazione VO.LA. Moxambico sta promuovendo questo progetto dedicato ai bambini e agli adolescenti tra i 6 e i 17 anni che sono arischio di dispersione scolastica o che hanno abbandonato la scuola. L’abbandono scolastico è molto diffuso in Mozambico perché è causato sia dal lavoro minorile che dalle gravidanze precoci o più semplicemente perché non hanno i mezzi prt comprare il materiale scolatico.
Questo progetto di supportare il ritorno a scuola di questi ragazzi o la permanenza per coloro che sono a rischio. Tutto questo cercando anche una colllaborazione tra le famiglie. Questo avviene attraverso un lavoro di sensibilizzazione di tutta la comunità da parte dei volontari di VO.LA che sono ragazzi che in passato hanno ricevuto una borsa di studio da VO.LA e oggi cercano di aiutarne altri a continuare il loro percorso di sudi offrendo il materiale scolastico e cercando di coinvolgere anche le famiglie nel loro percorso educativo. L’idea è quella di coinvolgere l’intera comunità per poter supportare questi ragazzi.
Voi siete immersi nelle varie attività dei vostri figli e il volontariato: come fate a gestire tutto?
Sembra una frase fatta ma “volere è potere” se una cosa è importante nella vita di una persona il tempo lo si trova, dice Rossella, le attività di volontariato non tolgono del tempo ai nostri figli, anzi sono un insignamento, un arricchimento dal punto di vista umano.
Ringrazio immensamente Enzo, Rossella, Riccardo, Greta e Nicolò per avermi raccontato la loro esperienza e le attività dell’associazione VO.LA.
Se volete avere maggiori informazioni riguardo all’associazione e sostenerla andate sul sito:
https://www.associazionevola.org/




